Diario fiscale del 3 marzo 2015: bilancio d’esercizio tutto digitale se approvato dal 3 marzo 2015 in poi

Pubblicato il 3 marzo 2015



crediti d’imposta per le reti d’impresa e per l’e-commerce agroalimentare; deve pagare l’Irap il professionista che eroga ai terzi compensi elevati; credito d’imposta per ricerca e sviluppo: circolare della Fondazione Commercialisti; split payment: in Gazzetta Ufficiale il Decreto sui rimborsi Iva semplificati; notifica con busta chiusa: spetta all’ente dimostrarne i contenuti; rifiuti: scattano le sanzioni Sistri; milleproroghe: Legge di conversione in G.U.; esonero dall’obbligo di certificazione dei corrispettivi: decreto in G.U.; aliquote contributive per le aziende agricole nell’anno 2015; “pacchetto bilancio” in formato XBRL se approvato a partire dal 3 marzo 2015

 

 Indice:

 1) Pubblicati nella G.U. due decreti sui crediti d’imposta, il primo per le reti d’impresa, il secondo per   l’e-commerce agroalimentare

 2) Deve pagare l’Irap il professionista che eroga ai terzi compensi elevati

 3) Credito d’imposta per ricerca e sviluppo: circolare della Fondazione Commercialisti

 4) Split payment: in Gazzetta Ufficiale il Decreto sui rimborsi Iva semplificati

 5) Notifica con busta chiusa: spetta all’ente dimostrarne i contenuti

 6) Rifiuti: scattano le sanzioni Sistri

 7) Milleproroghe: Legge di conversione in G.U.

 8) Esonero dall’obbligo di certificazione dei corrispettivi: decreto in G.U.

 9) Aliquote contributive per le aziende agricole nell’anno 2015

 10) “Pacchetto bilancio” in formato Xbrl se approvato a partire dal 3 marzo 2015

 

 

1) Pubblicati nella G.U. due decreti sui crediti d’imposta, il primo per le reti d’impresa, il secondo per l’e-commerce agroalimentare

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 48 del 27 febbraio 2015, sono stati pubblicati due decreti del Ministero delle Politiche agricole, di concerto con il Ministero dello Sviluppo economico, entrambi del 13 gennaio 2015, relativi al credito d’imposta per l’e-commerce di prodotti agroalimentari, della pesca e dell’acquacoltura e per le nuove reti d’impresa di produzione alimentare.

Come viene spiegato dal Ministero, diventano operativi due importanti strumenti di innovazione d’impresa, attuativi del provvedimento “Campolibero”, per la concessione di credito d’imposta al 40% per investimenti fino 50 mila euro per l’avvio e lo sviluppo del commercio elettronico, e fino a 400 mila euro per gli investimenti compresi per la costituzione delle reti d’impresa e per l’innovazione.

Imprese agricole e ittiche: credito d’imposta per lo sviluppo di nuovi prodotti (1° decreto)

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto interministeriale del 13 gennaio 2015 che riguarda la concessione di un credito d'imposta per le spese per i nuovi investimenti sostenuti per lo sviluppo di nuovi prodotti, pratiche, processi e tecnologie, nonché per la cooperazione di filiera, nell'ambito di reti di imprese che producono prodotti agricoli, della pesca e dell'acquacoltura.

Ufficializzata la concessione di un credito d'imposta per le spese per i nuovi investimenti sostenuti per lo sviluppo di nuovi prodotti, pratiche, processi e tecnologie, nonché per la cooperazione di filiera, nell'ambito di reti di imprese che producono prodotti agricoli, della pesca e dell'acquacoltura di cui all'Allegato I del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale n. 48 del 27 febbraio 2015 del decreto firmato il 13 gennaio 2015 dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali di concerto con il Ministero dello Sviluppo Economico ed il ministero dell’Economia e delle Finanze.

I soggetti beneficiari possono essere singole imprese, anche se costituite in forma cooperativa o riunite in consorzi, aderenti ad un contratto di rete già costituito al momento della presentazione della domanda, titolari di reddito di impresa o di reddito agrario che rispondano alle seguenti caratteristiche:

- producano prodotti agricoli, della pesca e dell'acquacoltura di cui all'Allegato I del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea;

- siano piccole e medie imprese, come definite dal Regolamento (UE) n. 651/2014, che producono prodotti agroalimentari, della pesca e dell'acquacoltura non ricompresi nel predetto Allegato I.

Sono ammissibili all'agevolazione i nuovi investimenti per lo sviluppo di nuovi prodotti, pratiche, processi e tecnologie, nonché per la cooperazione di filiera.

Il credito d'imposta è riconosciuti nel limite di spesa di 4,5 milioni di euro per l'anno 2014, di 12 milioni di euro per l'anno 2015 e di 9 milioni di euro per l'anno 2016 e fino ad esaurimento delle risorse disponibili in ciascuno dei predetti anni e comunque nei limiti delle risorse disponibili a legislazione vigente al momento dell'autorizzazione alla fruizione del beneficio.

L'importo del contributo sotto forma di credito d'imposta, riconosciuto al termine del controllo di ammissibilità, è indicato dall'impresa nella propria dichiarazione dei redditi relativa al periodo d'imposta in riferimento al quale il beneficio è concesso ed utilizzato, esclusivamente, in compensazione.

Il credito d'imposta non è cumulabile con altri aiuti di Stato né con altre misure di sostegno dell'Unione europea in relazione agli stessi costi ammissibili che danno diritto alla fruizione dell'agevolazione, nei casi in cui tale cumulo darebbe luogo ad un'intensità di aiuto superiore al livello consentito.

Imprese agricole e ittiche: credito d’imposta per il potenziamento del commercio elettronico (2° decreto)

Previsto con decreto, la concessione di un credito d'imposta per le spese per nuovi investimenti sostenuti, tra il 2014 ed il 2016, per la realizzazione e l'ampliamento di infrastrutture informatiche finalizzate al potenziamento del commercio elettronico, in favore delle imprese che producono prodotti agricoli, della pesca e dell'acquacoltura.

Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 48 del 27 febbraio 2015 il decreto firmato il 13 gennaio 2015 dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali di concerto con il Ministero dello Sviluppo Economico ed il ministero dell’Economia e Finanza relativi alla concessione di un credito d'imposta per le spese per nuovi investimenti sostenuti per la realizzazione e l'ampliamento di infrastrutture informatiche finalizzate al potenziamento del commercio elettronico, in favore delle imprese che producono prodotti agricoli, della pesca e dell'acquacoltura di cui all'Allegato I del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea.

I soggetti beneficiari possono essere i seguenti soggetti, siano essi persone fisiche o persone giuridiche, titolari di reddito di impresa o di reddito agrario:

-le imprese, anche se costituite in forma cooperativa o riunite in consorzi, che producono prodotti agricoli, della pesca e dell'acquacoltura di cui all'Allegato I del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea;

- le piccole e medie imprese, come definite dal Regolamento (UE) n. 651/2014, che producono prodotti agroalimentari, della pesca e dell'acquacoltura non ricompresi nel predetto Allegato I, anche se costituite in forma cooperativa o riunite in consorzi.

Sono ammissibili all'agevolazione i nuovi investimenti per la realizzazione e l'ampliamento di infrastrutture informatiche esclusivamente finalizzate all'avvio e allo sviluppo del commercio elettronico, realizzati dopo l'entrata in vigore del presente decreto, a decorrere dal periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2014 e nei due successivi.

Il credito d'imposta compete, per ciascuno dei periodi d'imposta agevolabili, nella misura del 40 per cento e con dei limiti che vanno dai 15.000 ai 50.000 euro a seconda dei soggetti destinatari. I crediti d'imposta di sono riconosciuti nel limite di spesa di 500.000 euro per l'anno 2014, di 2 milioni di euro per l'anno 2015 e di 1 milione di euro per l'anno 2016 e fino ad esaurimento delle risorse disponibili in ciascuno dei predetti anni e comunque nei limiti delle risorse disponibili a legislazione vigente al momento dell'autorizzazione alla fruizione del beneficio. L'importo del contributo sotto forma di credito d'imposta, riconosciuto al termine del controllo di ammissibilità, è indicato dall'impresa nella propria dichiarazione dei redditi relativa al periodo d'imposta in riferimento al quale il beneficio è concesso ed utilizzato in compensazione.

Il credito d'imposta non è cumulabile con altri aiuti di Stato né con altre misure di sostegno dell'Unione europea in relazione agli stessi costi ammissibili che danno diritto alla fruizione dell'agevolazione, nei casi in cui tale cumulo darebbe luogo ad un'intensità di aiuto superiore al livello consentito.

 

 

2) Deve pagare l’Irap il professionista che eroga ai terzi compensi elevati

E’ soggetto a Irap il professionista che, per prestazioni afferenti l’esercizio della propria attività, eroga elevati compensi a terzi, a nulla rilevando il mancato impiego da parte del contribuente di personale dipendente.

In tale ipotesi, scatta l’autonoma organizzazione che crea il presupposto per il pagamento dell’Irap.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4060 del 27 febbraio 2015.

IRAP professionisti alle Sezioni Unite della Cassazione

La Corte di Cassazione dovrà decidere a Sezioni Unite se e quando si configura l’esistenza di una autonoma organizzazione nell’esercizio dell'attività di lavoro autonomo. E, da ultimo, anche se una attività di tipo professionale svolta nella vesta giuridica societaria (nella specie, di società semplice) debba vedersela con l’IRAP anche quando il giudice valuti non sussistente una autonoma organizzazione dei fattori produttivi. Dalla portata del giudizio da parte delle Sezioni Unite potrebbe consolidarsi il diritto, in capo al contribuente, al rimborso ovvero, nel caso contrario, della inapplicabilità delle sanzioni.

L’attualità dell’ordinanza n. 3870/2014 della sezione tributaria, di remissione alle Sezioni unite della Cassazione, depositata nei giorni scorsi, merita di essere segnalata.

Le dichiarazioni di terzi sono ammesse nel processo tributario

Le dichiarazioni di terzi sono ammesse nel giudizio davanti alle commissioni tributarie. Tali informazioni hanno il valore probatorio degli elementi indiziari e, pertanto, devono essere supportate da riscontri oggettivi. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che, con la sentenza n. 4122 del 27 febbraio 2015, ha accolto il ricorso del contribuente.

Costi “black list” sempre deducibili anche prima del 2007

Sono sempre deducibili i costi “black list. Peraltro, hanno carattere retroattivo sia la sanzione del 10%, sia il divieto di riprendere a tassazione i costi non indicati separatamente.

E’ quanto ha stabilito, la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4030 del 27 febbraio 2015.

Secondo la Suprema Corte, in particolare, ha carattere retroattivo (ed è, quindi, applicabile alle violazioni commesse sino al 31 dicembre 2006) non solo il principio per cui per tali violazioni è irrogata una sanzione pari al 10% dei costi non indicati separatamente, ma anche quello per cui, sussistendo almeno una delle esimenti di legge (svolgimento, da parte della controparte estera, di un’attività economica effettiva, ovvero effettivo interesse economico nell’operazione e sua concreta esecuzione), non può mai essere disconosciuta la deducibilità del costo.

Deducibili per competenza anche le spese di modesto ammontare

Per la Suprema Corte, il principio di competenza non può essere derogato in considerazione della esigua incidenza delle spese.

Tra i casi vi è quello delle spese per consumi di energia elettrica, di competenza dell’esercizio corrente, ma dedotte dal contribuente nell’anno successivo. La C.T.R. aveva ritenuto illegittimo il recupero a tassazione nel 2003, in considerazione “della loro esigua incidenza”, cioè del modesto ammontare delle spese. La Suprema Corte ha, invece, accolto il ricorso dell’Agenzia delle entrate, ritenendo che la motivazione addotta dai giudici di merito fosse incongrua, in quanto non in grado di spiegare adeguatamente la deroga al principio di competenza.

(Corte di Cassazione, sentenza n. 4041 del 27 febbraio 2015)

 

 

3) Credito d’imposta per ricerca e sviluppo: circolare della Fondazione Commercialisti

La Fondazione Nazionale dei Commercialisti, con la circolare del 28 febbraio 2015, ha esaminato le modifiche apportate dalla legge di stabilità 2015 al credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo introdotto dal D.L. 145/2015 (“Destinazione Italia”).

L’articolo 1, comma 35, della legge di stabilità 2015 ha introdotto diverse modifiche significative al credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo istituito dall’articolo 3 del D.L. 145/2013.

Peraltro, tale agevolazione non ha mai trovato concreta applicazione a causa della mancata emanazione del decreto ministeriale (del MISE), cui era demandato il compito di definire le relative disposizioni operative.

Da notare che l’utilizzo della leva fiscale per incentivare gli investimenti in attività di ricerca, sviluppo e innovazione non è nuovo per l’ordinamento italiano. Risale, infatti, al 2003 il primo provvedimento che si prefiggeva tale obiettivo (D.L. 269/2003), il quale tuttavia presentava diversi elementi di criticità che ne limitavano l’efficacia. In un secondo momento, con la Finanziaria 2007 è stato introdotto, per il periodo 2007-2009, un credito d’imposta nella sostanza assimilabile a quello attuale.

Nella formulazione attuale, l’agevolazione fiscale consiste in un credito d’imposta riconosciuto “a tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico in cui operano e dal regime contabile adottato” che effettuino investimenti in attività di ricerca e sviluppo a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014 e fino a quello in corso al 31 dicembre 2019.

Prima delle modifiche apportate dalla legge di stabilità 2015, invece, il perimetro di efficacia temporale era limitato al 31 dicembre 2016.

In particolare, la circolare della Fondazione Nazionale Commercialisti illustra la disciplina di funzionamento del credito, suggerendo possibili soluzioni ai (diversi) problemi interpretativi sorti nelle more dell’adozione – per la quale, peraltro, non è previsto alcun termini – del decreto del MEF, di concerto con il MISE, chiamato a definirne le disposizioni attuative.

Nel complesso, la Fondazione valuta positivamente le novità introdotte dalla legge di stabilità. Tra queste, in particolare, l’automaticità del riconoscimento del credito d’imposta, l’elisione del limite del fatturato ai fini della determinazione dei soggetti beneficiari e il mancato riferimento alla necessaria previa approvazione della Commissione Europea.

Il credito d’imposta è pari al 25% delle spese in attività di ricerca e sviluppo sostenute in eccedenza rispetto alla media dei medesimi investimenti realizzati nei tre periodi d’imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2015 (media “fissa” 2012-2014).

Il credito d’imposta è riconosciuto in misura pari al 50% solo per le spese relative al personale altamente qualificato e per la ricerca.

 

 

4) Split payment: in Gazzetta Ufficiale il Decreto sui rimborsi Iva semplificati

Split payment, semplificati i rimborsi per i fornitori della PA. E’ andato, infatti, in Gazzetta Ufficiale il D.M. 20 febbraio 2015 con cui il MEF ridefinisce le condizioni per l’accesso ai rimborsi prioritari con riferimento al credito IVA maturato per operazioni soggette al meccanismo dello split payment.

Dunque, sulla Gazzetta Ufficiale n. 48 del 27 febbraio 2015, è stato pubblicato il testo del D.M. 20 febbraio 2015, la cui pubblicazione era stata anticipata nei giorni scorsi sul sito del Ministero dell’economia.

Modificando l’art. 8 del precedente DM 23 gennaio 2015, il provvedimento dispone l’inapplicabilità dei requisiti generici per accedere ai rimborsi IVA prioritari, fermo restando il rispetto di quelli “specifici” per i rimborsi prioritari da split payment.

In particolare, il decreto prevede che i rimborsi dell'IVA da erogarsi in via prioritaria ai contribuenti che effettuano le operazioni con il meccanismo dello split payment non siano assoggettati ai criteri previsti dall'art. 2, D.M. 22 marzo 2007.

Pertanto, non è più necessario che il contribuente sia in attività da almeno tre anni, che l’ammontare del credito IVA sia superiore a 10.000 euro per i rimborsi annuali o 3.000 euro per quelli trimestrali, né che l’eccedenza superi il 10% dell’imposta complessivamente assolta sugli acquisti/importazioni effettuati nel periodo di riferimento.

È comunque necessario rientrare nelle condizioni previste dall’art. 30, comma 2, lettera a), D.P.R. n. 633/1972, e quindi essere soggetti che esercitano prevalentemente o esclusivamente attività che comportano l’effettuazione di operazioni soggette a imposta con aliquote inferiori a quelle relative agli acquisti, computando tra queste anche le operazioni effettuate a norma dell’art. 17-ter del decreto IVA.

Resta in piedi, inoltre, il requisito previsto dall’art. 8 comma 2 del DM 23 gennaio 2015, pertanto i rimborsi potranno essere erogati per un importo non superiore all’ammontare complessivo dell’imposta applicata mediante “split payment” nel periodo oggetto del rimborso.

Come è noto, il diritto ad accedere a rimborsi prioritari, è altresì applicabile per i seguenti soggetti:

- coloro che pongono in essere prestazioni di servizi derivanti da contratti di subappalto e soggetti al reverse charge dell’edilizia;

- coloro che svolgono le attività di cui ai codici ATECOFIN 2004 37.10.1, 27.43.0 e 27.42.0 nel settore del recupero dei metalli e cascami;

- coloro che svolgono le attività di cui ai codici ATECOFIN 2007 37.30.9. (dalle “Istruzioni per la compilazione della dichiarazione IVA 2015)

Per quanto concerne l’entrata in vigore delle nuove disposizioni, l’articolo 2 del D.M. precisa che le stesse si applicano a partire dalle richieste di rimborso relative al primo trimestre del periodo d’imposta 2015.

 

 

5) Notifica con busta chiusa: spetta all’ente dimostrarne i contenuti

Chi notifica deve dimostrare il contenuto della busta ricevuta. Quando l’atto impositivo o esattoriale è contenuto all’interno di una busta chiusa, spetta all’ente che lo ha notificato dimostrare l’esatto contenuto della busta, in caso di contestazione sul punto da parte del contribuente. Per esempio, poniamo il caso in cui il contribuente, in sede di impugnazione di un atto esecutivo, contesti la notifica della cartella esattoriale presupposta all’atto impugnato; se la cartella è stata spedita per posta, all’interno di una busta, l’Agente della riscossione non può limitarsi a depositare l’avviso di ricevimento relativo alla notificazione, bensì deve anche dimostrare, se il ricorrente muove una specifica contestazione sul punto, che all’interno della busta spedita fosse contenuto proprio quell’atto (la cartella asseritamente notificata). In difetto di tale dimostrazione, la notificazione della cartella non può ritenersi provata. E’ questo il principio affermato di recente dalla Suprema Corte. Si aggiunga che non è sufficiente, ai fini di questa dimostrazione, il deposito dell’estratto di ruolo, documento interno dell’Agente della riscossione, anche nel caso in cui lo stesso riporti l’indicazione della cartella e della relativa raccomandata di spedizione. Tale elemento di prova, assunto come valido dalla Ctr di Foggia nella cassata sentenza, non è stato ritenuto conforme, dalla Cassazione, al principio di diritto enunciato.

(Corte di Cassazione, sentenza n. 2625 del 11 febbraio 2015)

 

 

6) Rifiuti: scattano le sanzioni Sistri

Decorrono dal prossimo 1° aprile 2015 le sanzioni per omessa iscrizione al Sistri, sulla base delle nuove regole del dlgs 152/2006 per la classificazione dei rifiuti in vigore dallo scorso 18 febbraio, poiché le imprese sono obbligate a utilizzare il sistema di tracciamento telematico dei residui. Lo scenario è disegnato da due provvedimenti: la legge di conversione del dl 192/2014 (c.d. «Milleproroghe») approvata in via definitiva dal Senato giovedì 26 febbraio, che conferma l’operatività delle citate sanzioni Sistri (prevedendone solo uno slittamento di due mesi rispetto all’originaria data del 1° febbraio 2015) e il dl 91/2014 (c.d. «Competitività), che, introducendo nel Codice ambientale l’obbligo di adottare il principio di precauzione nell’attribuzione dei codici Cer ai rifiuti, allarga di fatto il novero di quelli da identificare come pericolosi.

Sanzioni Sistri

Dal 1° aprile 2015 scatta l’applicabilità delle sanzioni ex commi 1 e 2, articolo 260-bis del dlgs 152/2006, che puniscono a titolo amministrativo (con importi fino a 93 mila euro), rispettivamente, l’omessa iscrizione al Sistri e il mancato pagamento del relativo contributo. A fissare la nuova data di operatività delle suddette sanzioni, come accennato, è l’approvata legge di conversione del decreto legge 31 dicembre 2014, n. 192 (provvedimento, a sua volta, di novella del dl 101/2013, decreto che aveva fissato il precedente calendario Sistri). La legge di conversione del Milleproroghe non tocca invece il termine iniziale di applicabilità delle sanzioni previste dai commi dal 3 al 9 dell’articolo 260-bis del dlgs 152/2006 per la violazione delle altre regole Sistri (quelle relative al vero e proprio tracciamento telematico dei rifiuti: registrazione delle movimentazioni tramite il sistema informatico nazionale, tenuta della documentazione annessa, controllo satellitare dei mezzi di trasporto, videosorveglianza degli impianti). L’operatività di queste ultime sanzioni scatterà infatti, come previsto dall’originario dl 192/2014, solo dal 1° gennaio 2016, insieme alla cessazione del c.d. «regime transitorio del doppio binario» che obbliga i soggetti Sistri a effettuare il tradizionale tracciamento dei rifiuti.

 

 

7) Milleproroghe: Legge di conversione in G.U.

E’ stata pubblicata, nella Gazzetta Ufficiale n. 49 del 28 febbraio 2015, la legge di conversione (Legge n. 11 del 27 febbraio 2015) del decreto Milleproroghe (D.L. n. 192/2014).

Si va dalla riapertura dei termini per aderire al vecchio regime dei minimi alla possibilità di richiedere un nuovo piano di rateazione-bis con Equitalia, dallo stop all’aumento dell’aliquota contributiva per i lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata INPS all’innalzamento al 70% dell’integrazione salariale destinata ai lavoratori impegnati in contratti di solidarietà.

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, entrano, dunque, in vigore le tante novità contenute nel provvedimento per contribuenti, professionisti e imprese, molte delle quali introdotte all’esito del passaggio alla Camera.

Tra queste, emergono:

- lo stop all’aumento dell’aliquota contributiva per i lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata INPS;

- la riapertura dei termini per la richiesta di un nuovo piano di rateazione-bis con Equitalia;

- l’innalzamento al 70% dell’integrazione salariale destinata ai lavoratori impegnati in contratti di solidarietà;

- la riapertura dei termini per aderire al vecchio regime dei minimi.

Inoltre, viene rinviata al 2016 la cancellazione dell’obbligo di presentazione della dichiarazione IVA in forma unificata e della comunicazione dati IVA, prevista dalla legge di Stabilità 2015.

Contratti di solidarietà

Viene stabilito, per il 2015, un incremento della misura del trattamento di integrazione salariale relativo ai contratti di solidarietà cosiddetti difensivi.

L’incremento è pari al 10% della retribuzione persa a séguito della riduzione di orario. L'aumento è concesso nel limite massimo di 50 milioni di euro, per il 2015, a valere sulle risorse del Fondo sociale per occupazione e formazione.

Avvocati

Viene rinviata la riforma della professione forense. Il decreto stabilisce la proroga di due anni della disciplina transitoria per l’esame di abilitazione all’esercizio della professione di avvocato.

Cig straordinaria

Viene disposto un’ulteriore finanziamento per le proroghe - oltre il limite di durata di 12 mesi e fino ad un ulteriore periodo massimo di 12 mesi - dei trattamenti di cassa integrazione guadagni straordinaria per cessazione “dell’attività dell'intera azienda, di un settore di attività, di uno o più stabilimenti o parte di essi”.

Regolamentazione taxi e noleggio con conducente

Prorogato al 31 dicembre 2015, il termine per l’emanazione del decreto del Ministero delle infrastrutture e trasporti recante le disposizioni attuative per impedire le pratiche di esercizio abusivo del servizio taxi e del servizio di noleggio con conducente. Tale decreto dovrebbe altresì definire gli indirizzi generali per l'attività di programmazione e di pianificazione delle regioni, ai fini del rilascio, da parte dei Comuni, dei titoli autorizzativi.

Sospensione sfratti esecutivi

Nelle more dell'attuazione, per l'anno 2015, del riparto delle risorse del “Fondo nazionale locazioni” e della loro effettiva attribuzione alle regioni, e comunque fino al 120° giorno successivo all’entrata in vigore della legge di conversione, viene riconosciuto al giudice dell’esecuzione di disporre, su richiesta della parte interessata e al fine di consentire il passaggio da casa a casa per i soggetti interessati dalle procedure esecutive di rilascio per finita locazione, la sospensione delle procedure esecutive di sfratto.

Sospensione adempimenti nell’isola di Lampedusa

Si differisce al 31 dicembre 2014 il termine fino al quale è operante la sospensione degli adempimenti fiscali, contributivi e assicurativi obbligatori per i datori di lavoro privati e per i lavoratori autonomi operanti nel territorio dell'isola di Lampedusa.

Dichiarazione IVA unificata e Comunicazione dati annuale

Viene posticipata di un anno l’eliminazione dell’obbligo di presentazione della dichiarazione IVA annuale in forma unificata e della presentazione della Comunicazione annuale dati IVA. Quindi detti adempimenti resteranno ancora in vigore fino alla dichiarazione relativa all’imposta sul valore aggiunto (IVA) dovuta per il 2016.

IMU secondaria

Viene posticipata di un anno l’entrata in vigore della disciplina relativa all’imposta municipale secondaria, prevedendo l’introduzione di detta imposta a decorrere dal 2016, anziché dal 2015.

Territori colpiti dal sisma in Emilia

Viene disposta la sospensione automatica del pagamento dovuto per la restituzione del debito per quota capitale per un periodo non superiore a 12 mesi, in favore dei soggetti colpiti dal sisma in Emilia del 2012, che hanno contratto i finanziamenti agevolati per provvedere al pagamento dei tributi, dei contributi e dei premi sospesi dovuti dal 1° dicembre 2012 al 15 novembre 2013.

Rateazione di debiti tributari

Ai contribuenti decaduti dal beneficio della rateazione è riconosciuta la possibilità di poter beneficiare di un nuovo piano, articolato fino ad un massimo di 72 rate mensili. La possibilità di accesso al piano di rateazione è riconosciuta su richiesta dell'interessato, da formalizzare entro il 31 luglio 2015, e per i casi in cui la decadenza sia intervenuta entro il 31 dicembre 2014.

Incentivi fiscali per il rientro di lavoratori in Italia

Sono prorogati al 31 dicembre 2017 gli incentivi fiscali finalizzati al rientro dei lavoratori in Italia ai sensi della Legge 30 dicembre 2010, n. 238. Per essi i redditi di lavoro dipendente, d’impresa e di lavoro autonomo concorrono alla formazione della base imponibile ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) in misura pari al 20% per le lavoratrici ed al 30% per i lavoratori.

Credito imposta per nuovo lavoro stabile nel Mezzogiorno

Prorogato dal 15 maggio 2015 al 31 dicembre 2015 il termine entro il quale è possibile utilizzare in compensazione il credito d’imposta riconosciuto per ogni lavoratore assunto a tempo indeterminato nelle aree del Mezzogiorno, ai sensi dell’articolo 2 del Decreto Legge 13 maggio 2011, n. 70.

Regime fiscale imprenditoria giovanile e contribuenti minimi

Prorogati per tutto l’anno 2015 i regimi fiscali agevolati in vigore fino al 31 dicembre 2014 e, in particolare, le disposizioni in materia di regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità e il regime dei minimi previgente all’entrata in vigore della Legge di stabilità 2015. I predetti regimi fiscali agevolati, dunque, potranno essere adottati da piccoli imprenditori e professionisti che in possesso dei requisiti iniziano l’attività nel 2015. Resta ferma la possibilità per i soggetti che applicavano tali regimi in precedenza di continuare ad utilizzarli fino al termine naturale.

Voluntary disclosure

Con riferimento alla procedura cd. “voluntary disclosure”, viene eliminato il raddoppio dei termini per emettere l’atto di contestazione per le violazioni da monitoraggio fiscale nella procedura di rientro dei capitali prevista dalla legge n. 186/2014, con riferimento ai Paesi c.d. black list che stipulano accordi con l'Italia al fine di consentire un effettivo scambio di informazioni.

Tassa sui rifiuti (TARI)

In materia di applicazione della TARI è stabilita la validità delle delibere regolamentari e tariffarie in materia adottate dai Comuni entro il 30 novembre 2014. Inoltre, nell’ipotesi in cui il Comune non abbia deliberato in materia, si rendono applicabili le tariffe vigenti per l’anno 2013.

Aliquote gestione separata INPS

Per il triennio 2015 - 2017 viene stabilita una riduzione della misura dell’aliquota contributiva pensionistica e della corrispondente aliquota di computo del trattamento pensionistico per i lavoratori autonomi titolari di posizione fiscale ai fini dell’IVA iscritti alla Gestione separata INPS. La riduzione riguarda esclusivamente coloro che non siano né pensionati, né iscritti ad altre gestioni pensionistiche obbligatorie. In particolare, l’aliquota contributiva è fissata nella misura del 27% per gli anni 2014 e 2015, del 28% per l’anno 2016 e del 29% per l’anno 2017.

 

 

8) Esonero dall’obbligo di certificazione dei corrispettivi: decreto in G.U.

Concessionari del Ministero dei trasporti senza obbligo di certificazione dei corrispettivi. Un decreto del Ministero dell’Economia esclude dall’obbligo di certificazione i corrispettivi relativi ai servizi di stampa e recapito dei duplicati di patente e quelli per la gestione delle pratiche di competenza del Dipartimento dei Trasporti.

Non sono soggetti all’obbligo di certificazione (di cui all’art. 12, comma 1, legge n. 413 del 1991) i corrispettivi percepiti per le prestazioni di servizi di stampa e recapito dei duplicati di patente, effettuati nei confronti degli utenti, resi da parte dei concessionari del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti. Allo stesso modo, devono intendersi esclusi dall’obbligo di certificazione i corrispettivi per servizi di gestione e rendicontazione del pagamento dei corrispettivi dovuti dall’utenza per le pratiche di competenza del Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici resi nei confronti degli utenti dal concessionario.

La novità è contenuta nel Decreto del Ministero dell’Economia e delle finanze 13 febbraio 2015, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 48 del 27 febbraio 2015, con il quale viene esercitata la delega prevista dall’art. 12, comma 3, legge n. 413/1991, sulla cui base il MEF può stabilire l’esonero dall’obbligo di certificazione dei corrispettivi nei confronti di determinate l’esonero dall’obbligo di certificazione dei corrispettivi categorie di contribuenti o di prestazioni aventi carattere di ripetitività e di scarsa rilevanza fiscale.

 

 

9) Aliquote contributive per le aziende agricole nell’anno 2015

Aliquote contributive aziende agricole per OTD e OTI anno 2015: L’INPS, con la circolare n. 49 del 26 febbraio 2015, ha comunicato le aliquote contributive 2015, dovute dai datori di lavoro agricoli che impiegano operai a tempo indeterminato e determinato

Si riportano qui di seguito, schematicamente riassunte, le aliquote per il 2015

Aliquote 2015 per la generalità delle aziende agricole          

TOTALE   ALIQUOTA

%   CARICO LAVORATORE

%   DATORE DI LAVORO

28,30

8,84

19,46

Aliquote 2015 per le aziende agricole con processi produttivi di tipo industriale

TOTALE   ALIQUOTA

%   CARICO LAVORATORE

%   DATORE DI LAVORO

32,30

8,84

23,46

Contributi INAIL                                    

Assistenza   Infortuni sul Lavoro

10,1250

Addizionale   Infortuni sul Lavoro

3,1185

Agevolazioni per zone tariffarie nel settore agricolo anno 2015            

TERRITORI

MISURA   DELL'AGEVOLAZIONE

DOVUTO

Non   svantaggiati

-

100%

Montani

75%  

25%  

Svantaggiati

68   %

32%  

L’agevolazione non trova applicazione sul contributo previsto dall’art. 25, c.4, della Legge n. 845/1978, versato dai datori di lavoro unitamente alla contribuzione a copertura dell’Assicurazione sociale per l’impiego (Aspi).

 

 

10) “Pacchetto bilancio” in formato Xbrl se approvato a partire dal 3 marzo 2015

Bilancio d’esercizio tutto digitale se approvato dal 3 marzo 2015 in poi. Completato il processo di informatizzazione strutturata dei dati finanziari delle aziende, che fa del nostro Paese uno dei migliori esempi per l’innovazione nel digital accounting.

Dal prossimo 3 marzo sia il bilancio sia la nota integrativa dovranno essere inclusi in un unico file elaborabile Xbrl.

Con il Dpcm del 10 dicembre 2008, in attuazione dell’articolo 37, comma 21-bis, del Dl 223/2006, ha avuto inizio il processo di informatizzazione strutturata (elaborabile) del bilancio d’esercizio.

L’obiettivo che il progetto si prefiggeva riguardava la possibilità di poter gestire in modo del tutto automatico le informazioni presenti nel bilancio, senza bisogno di ridigitalizzarle manualmente (ottimizzando i tempi e riducendo gli errori). L’automatismo si è concretizzato grazie all’adozione di un linguaggio strutturato che prende il nome di Xbrl (acronimo di eXtensible business reporting language), utilizzato per predisporre e trasmettere elettronicamente le informazioni finanziarie delle aziende.

Per generare gli automatismi si è reso necessario, utilizzando quelli che, tecnicamente, vengono definiti marcatori o tag, etichettare univocamente le diverse voci di cui è composto il bilancio d’esercizio. Successivamente, tali marcatori sono stati organizzati in “tassonomie”, vale a dire dizionari dove vengono definite le caratteristiche e i differenti concetti delle singole voci di bilancio.

Ebbene, è proprio grazie all’adozione di tali standard che è stato possibile strutturare il bilancio d’esercizio in modo tale da rendere le informazioni trasferibili ed elaborabili su qualsiasi piattaforma informatica.

Dal punto di vista operativo, il processo, avviato nel 2010, riguardava solo la redazione dello stato patrimoniale e del conto economico in formato strutturato Xbrl, mentre la nota integrativa doveva essere prodotta nel formato Pdf/A.

Successivamente, più precisamente per il deposito dei bilanci 2013 e 2014, venne avviata una fase sperimentale, durante la quale il deposito della nota integrativa poteva essere effettuato utilizzando il formato elaborabile Xbrl, in aggiunta a quello digitale Pdf/A.

Oggi, la fase sperimentale si è conclusa e, dal 3 marzo 2015, sarà necessario includere in un unico file informatico Xbrl tutto il bilancio, comprensivo anche di nota integrativa.

Con riferimento alla data del 3 marzo sono sorti dei dubbi interpretativi e, precisamente, se tale data si deve intendere quale data di presentazione o data di approvazione.

La precisazione è arrivata dal Consiglio direttivo dall’associazione Xbrl Italia che, nel comunicato del 17 febbraio 2015, chiarisce che, a far fede, non sarà più la data di consegna del bilancio ma la data di approvazione in assemblea. Quindi, se l’approvazione avverrà entro il 2 marzo, la nota integrativa potrà essere depositata secondo il vecchio formato (Pdf/A), invece, se l’approvazione dovesse avvenire dal prossimo 3 marzo, la nota integrativa dovrà essere depositata in formato elaborabile Xbrl.

Nel prendere tale decisione, l’associazione ha tenuto conto sia della proposta, effettuata dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, di considerare la data di approvazione e non quella del deposito (al solo scopo di evitare difficoltà operative per le imprese), sia della disponibilità di Unioncamere e Infocamere di accettare il deposito dei bilanci contenenti la nota integrativa secondo il vecchio formato (Pdf/A) solo se approvati entro il 2 marzo.

(Notiziario dell’Agenzia delle entrate del 2 marzo 2015)

 

Vincenzo D’Andò