Se la società in concordato sospende una ratezione fiscale...

COMMISSIONE TRIBUTARIA PROVINCIALE DI BARI – SENTENZA DEL 12 DICEMBRE 2014, N. 3167/10/2014
Svolgimento del processo
Fatto
In data 07/11/2013 l’Equitalia SUD spa ha notificato alla società S. srl, con sede in A, la cartella di pagamento n. [Omissis] di euro 4.415.569,58, per iscrizione a ruolo di somme dovute per IRES, IRAP, sanzioni e interessi relative agli anni 2009, 2010 e 2011, determinate ai sensi degli artt. 36-bis DPR, 600/73 e art. 54-bis DPR 633/72, a seguito di liquidazione automatizzata dei modelli 760 presentati per i detti anni.
In data 17/02/2014 l’Equitalia SUD spa ha notificato alla stessa società S. srl, la cartella di pagamento n. [Omissis] di euro 505.505,99, per iscrizione a ruolo di somma dovuta per IRAP dell’anno 2009, ai sensi delle stesse norme di cui sopra e per liquidazione della relativa dichiarazione dei redditi. La società S. srl, nella persona del legale rappresentante sig. C.A., rappresentata e difesa dal prof. Dott. D.N. e dal dott. F.C. ha proposto separati ricorsi contro l’Agenzia delle Entrate Direzione Provinciale di Bari e l’Equitalia SUD spa in data 30/12/2013 avverso la cartella di pagamento n. [Omissis] e in data 15/04/2014 avverso la cartella di pagamento n. [Omissis], con contestuali richieste di sospensione della loro esecutività, eccependo i seguenti motivi.
I procuratori e difensori della società ricorrente espongono in fatto che la loro assistita ha ricevuto nelle date dei 24/01/2012, dei 29/08/2012 e del 12/12/2011 “gli avvisi bonari” relativo all’anno 2009 di euro 2.144.317,00 per IRES, sanzioni ridotte al 10% e interessi, all’anno 2010 di euro 795.425,00 per IRAP, sanzioni ridotte al 10% e interessi, e all’anno 2009 per IRAP di euro 442.839,00, sanzioni ridotte al 10% e interessi; precisano che l’avviso bonario del 12/12/2011 viene corretta con dichiarazione del 17/01/2012; che la società riconosciuto dovute le somme liquidate decideva di avvalersi del pagamento rateale; le richieste venivano accolte dall’amministrazione finanziaria e la contribuente provvedeva ad effettuare il pagamento delle rate sino alla data del 19/04/2013, in cui presentata al Tribunale di Bari – Sez. Fallimentare istanza di concordato preventivo.
Il Tribunale di Bari – Sez. Fallimentare – con provvedimento del 29/04/2013, prof. 3546 assegnava alla società S. srl il termine di 60 giorni per il deposito della proposta del piano e della documentazione di cui ai c. 2 e 3, art. 161 L.F..
In data 28/06/13 la società presentava la documentazione presso il Tribunale di Bari, all’Agenzia delle Entrate di Bari e presso l’Equitalia SUD spa la proposta di concordato ex art. 161 L.F. e la proposta di transazione fiscale ex art. 182-ter della L.F. La presentazione del ricorso alla procedura concorsuale comportava la sospensione di tutti i pagamenti, ai sensi del combinato disposto degli artt. 161, comma 7 e 167 L.F. che prevede il divieto del pagamento dei crediti anteriori all’iscrizione del predetto ricorso sino all’eventuale omologa del concordato.
Successivamente al deposito in tribunale del ricorso, in data 13/06/2013 l’Agenzia delle Entrate notificava un altro avviso bonario per l’anno 2011 di euro 505,184,00, oltre sanzioni al 10% e interessi.
In data 07/11/2013 e 17/02/2014 l’Equitalia SUD spa ha notificato inspiegabilmente le presenti cartelle di pagamento impugnate, su richiesta dell’ufficio, con iscrizione a ruolo degli importi ancora dovuti per sorte capitale e sanzioni applicate nella misura intera sull’importo inizialmente indicato sugli avvisi bonari, facendo decadere la ricorrente dal diritto della rateazione.
Tutto ciò premesso, i ricorrenti eccepiscono in diritto:
1) Violazione dell’art. 3-bis del DLgs. 462/97, del DL 201/2011, nonché degli artt. 161, 167 e 168 L.F.. …

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