La riduzione delle risorse per i comuni disposte dalla legge di Stabilità 2015 e dal decreto Irpef: simulazione della quantificazione per l’anno 2015

di Vincenzo Giannotti

Pubblicato il 4 febbraio 2015



anche per il 2015 lo Stato ridurrà le risorse che versa ai Comuni; una simulazione della quantificazione del taglio

Alla riduzione delle risorse che lo Stato nel 2015 verserà ai Comuni, così come disposte dal d.l.66/2014, si è aggiunta anche l’ulteriore riduzione prevista dalla legge di Stabilità 2015. In un momento in cui i Comuni si apprestano ad entrare nella contabilità armonizzata, con possibili ripercussioni in termini di cancellazione dei residui attivi vetusti e dell’obbligatoria costituzione del Fondo Crediti di Dubbia esigibilità, le recenti disposizioni legislative fanno si che gli interventi del Governo appesantiscano notevolmente i margini di manovra da parte degli enti locali, con possibilità di incidere anche sui servizi Istituzionali, senza parlare delle conseguenze per i piccoli comuni dell’implicazione delle risorse eliminate, a bilancio di assestamento già ultimato, sull’IMU dei terreni agricoli (per il momento sospesa dal TAR del Lazio). Qui interessa fare una simulazione in termini economici delle minori risorse di cui disporranno gli enti per l’anno in corso, verificando quale sia l’incidenza in termini economici.



DECRETO IRPEF

L’Art.47, comma 8, d.l.66/2014 dispone quanto segue:

I comuni, a valere sui risparmi connessi alle misure indicate al comma 9, assicurano un contributo alla finanza pubblica pari a 375,6 milioni di euro per l'anno 2014 e 563,4 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2015 al 2018. A tal fine, il fondo di solidarietà comunale, come determinato ai sensi dell'articolo 1, comma 380-ter della legge 24 dicembre 2012, n. 228, è ridotto di 375,6 milioni di euro per l'anno 2014 e di 563,4 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2015 al 2018”.

Mentre il successivo comma 9 prevede che

Gli importi delle riduzioni di spesa e le conseguenti riduzioni di cui al comma 8 per ciascun comune sono determinati con decreto del Ministro dell'interno da emanare entro il termine del 30 giugno, per l'anno 2014 e del 28 febbraio per gli anni successivi, sulla base dei seguenti criteri:

a) per quanto attiene agli interventi di cui all'articolo 8, relativi alla riduzione della spesa per beni e servizi, la riduzione e' operata nella misura complessiva di 360 milioni di euro per il 2014 e di 540 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2015 al 2018, proporzionalmente alla spesa media, sostenuta nell'ultimo triennio, relativa ai codici SIOPE indicati nella tabella A allegata al presente decreto. Per gli enti che nell'ultimo anno hanno registrato tempi medi nei pagamenti relativi a transazioni commerciali superiori a 90 giorni, rispetto a quanto disposto dal decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231, la riduzione di cui al periodo precedente è incrementata del 5 per cento”.

In base alle decisioni emerse in sede di Conferenza Unificata, il Ministero dell’Interno comunicava sul proprio sito http://finanzalocale.interno.it/docum/comunicati/com080814all.pdf gli importi prelevati ai singoli Comuni.

Per ottenere in particolare il risultato della riduzione per l’anno 2015, supponendo invariata la metodologia adottata per l’anno 2014, basterà aumentare del 50% l’importo che è stato prelevato ai singoli Comuni nell’anno 2014.

Benché approssimato ed in attesa di eventuali correzioni che potrebbero essere disposte entro il 28 febbraio, si ottiene già un primo valore non molto distante dalla realtà.



LEGGE DI STABILITA’ 2015

Il comma 435 della legge di stabilità 2015 prevede che “La dotazione del Fondo di solidarietà comunale di cui al comma 380-ter dell’art.1 della legge 24 dicembre 2012, n.228, è ridotta di 1.200 milioni di euro a decorrere dall’anno 2015”.

Il successivo comma 436 stabilisce che, fermo restando la diminuzione di 1.200 milioni di euro, la decurtazione è ridotta al 50% per i comuni colpiti da eventi sismici in Emilia Romagna, Lombardia e Veneto (anno 2012), Abruzzo (anno 2009) e nelle province di Lucca e Massa Carrara (2013).

La legge di Stabilità si preoccupa anche di estendere i tagli del d.l.66/2014 fino all’anno 2018.

In merito al calcolo del Fondo di Solidarietà il comma 459 si preoccupa di innalzare la percentuale calcolata sui fabbisogni standard dal 10% al 20%, ricordandosi come nel 2014, nelle decurtazione effettuate, non si teneva conto di tale calcolo che, oggi rappresenta una nuova incognita in termini di impatto economico.

Inoltre, la legge di Stabilità al comma 679 conferma il livello massimo della TASI già previsto nel 2014 (2,5 per mille) con possibilità di incrementare la citata aliquota di un ulteriore 0,8% da destinare a condizione che siano finanziate deduzioni di imposte o altre misure (sul punto l’ANCI sostiene la non obbligatorietà di una sua utilizzazione integrale a tali fini).

La tabella seguente mostra un calcolo approssimativo, ottimista perché non tiene conto del valore del dimezzamento operato nei territori colpiti dal sisma, della perdita di risorse da parte dei singoli Comuni. Così fatto 100 il valore della riduzione del fondo operato nell’anno 2014 al Comune X si ottengono i seguenti valori, sarà possibile ottenere importi proporzionali nel modo seguente:



Disposizione di legge

Importo 2014

Importo 2015

Art. 47 d.l.66/2014

100,00

150,00

Comma 435 legge di Stabilità 2015

 

319,50

Totale

100,00

469,50

 

In particolare il taglio minimo, per i Comuni non soggetti a riduzione per il sisma, non potrà essere inferiore a 4,7 volte la riduzione avuta nel 2014.

A tale taglio si aggiungono i Comuni che non beneficeranno più delle risorse previste dall’art.1 comma 1 lett.d) d.l.16/2014 a mente del quale “Per l'anno 2014, è attribuito ai comuni un contributo di 625 milioni di euro. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dell'interno, è stabilita, secondo una metodologia adottata sentita la Conferenza Stato città ed autonomie locali, la quota del contributo di cui al periodo precedente di spettanza di ciascun comune, tenendo conto dei gettiti standard ed effettivi dell'IMU e della TASI." Gli importi che verranno a mancare per singolo Comune sono indicati nel seguente link:

http://finanzalocale.interno.it/docum/comunicati/com310714all_A.pdf



In tal modo il legislatore, disponendo in modo unilaterale, ha imposto ai Comuni di non aumentare la TASI oltre il 2,5 per mille, penalizzando in tal modo tutti quei Comuni che avevano deliberato aliquote IMU prima casa più alte rispetto a quella base. Tale perdita di gettito, unitamente a quella prevista nel comma 435, imporrà, ad una molteplicità di Comuni, scelte drastiche in tema di riduzione della spesa, toccando anche spese fisse avente valenza pluriennale, a fronte di tagli decisi solamente alla fine dell’anno 2014. A tal riguardo particolarmente colpiti appaiono i Comuni in dissesto e quelli in riequilibrio finanziario, la cui scelta di incremento dell’aliquota massima era già imposta dalla legge e non si comprende, come per tali Comuni sia possibile compensare le minori entrate già a suo tempo vincolate e destinate alle manovre di riequilibrio (es. pagamento debiti fuori bilancio, ripiano di disavanzi pregressi e quant’altro).



CONCLUSIONI

Nonostante il grido d'allarme lanciato dall’ANCI e dalla Corte dei Conti delle Autonomie, l’anno 2015, per molti Comuni si appresta a divenire un vero e proprio incubo, rendendo spesso impossibile agire ulteriormente sui tagli della spesa. I responsabili degli uffici finanziari, avranno il compito, di intervenire sin dall’inizio dell’anno, attraverso opportune simulazioni, per coinvolgere e indirizzare gli amministratori pubblici alla cura dimagrante che dovrà essere disposta, con possibilità anche di incidere sulle spese istituzionali e fondamentali. Ciò non potrà che creare tensioni e malumori nelle stesse maggioranze di Governo.





15 gennaio 2015

Vincenzo Gianotti

Articolo già pubblicato su www.bilancioecontabilita.it