Diario quotidiano del 26 febbraio 2015: IMU terreni montani, si può versare senza sanzioni fino al 31 marzo

Pubblicato il 26 febbraio 2015



organizzazioni non governative (Ong): iscrizione; l’Anagrafe delle Onlus non vincolata alla modifica dello statuto; IMU agricola: versamenti senza sanzioni fino al 31 marzo; accordo rinnovato tra Equitalia e C.L.A.A.I.; Equitalia: ok all’ipoteca sull’azienda conferita nel fondo; fusione per incorporazione: garanzie fideiussorie; al via il TFR in busta paga; procollo d’intesa: equiparazione tra commercialisti italiani e sammarinesi; IVA: semplificazioni relative agli elenchi Intrastat

 Indice:

 1) Organizzazioni non governative (Ong): iscrizione all’Anagrafe delle Onlus non vincolata alla modifica dello   statuto

 2) IMU agricola: versamenti senza  sanzioni fino al 31 marzo

 3) Accordo rinnovato tra Equitalia e C.L.A.A.I.

 4) Equitalia: ok all’ipoteca sull’azienda conferita nel fondo

 5) fusione per incorporazione: garanzie fideiussorie

 6) Al via il TFR in busta paga

 7) Procollo d’intesa: equiparazione tra commercialisti italiani e sammarinesi

 8) IVA: semplificazioni relative agli elenchi Intrastat

 

1) Organizzazioni non governative (Ong): iscrizione all’Anagrafe delle Onlus non vincolata alla modifica dello statuto

Per le Ong già qualificate Onlus è ora di perfezionare l’iscrizione. Per essere inserite nell’Anagrafe delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, non è necessario adeguare gli statuti o atti costitutivi ai requisiti previsti per quei soggetti.

È più semplice l’accesso all’Anagrafe delle Onlus per le Organizzazioni non governative già riconosciute idonee dal Ministero degli Affari Esteri alla data del 29 agosto 2014. Come chiarisce infatti la risoluzione n. 22/E del 24 febbraio 2015 dell’Agenzia delle Entrate, le Ong che presentano apposita istanza d’iscrizione non sono affatto tenute ad adeguare i rispettivi statuti o atti costituivi ai fini del riconoscimento come Onlus.

Iscrizione con percorso semplificato per le Ong “storiche”, cioè già riconosciute idonee

Dunque, spiega il documento di prassi, l’iscrizione avviene senza imporre alle Ong alcuna modifica degli statuti o degli atti costitutivi. Al modello di comunicazione, quindi, non dovrà allegarsi lo statuto o l’atto costitutivo, né l’eventuale dichiarazione sostitutiva.

Tempi e modalità dell’iscrizione

L’istanza, continua la risoluzione, è presentata utilizzando l’apposito modello di comunicazione, reperibile sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate nella sezione riservata al non profit. Il modello può essere spedito in plico senza busta raccomandata con avviso di ricevimento o consegnato, in duplice copia, alla Direzione regionale competente nel cui ambito territoriale si trova il domicilio fiscale della Ong che presenta l’istanza. In particolare, nel modello, in corrispondenza della casella 14, riguardante il settore di attività, dovrà essere indicato l’acronimo “ONG”. La Direzione regionale darà comunicazione dell’avvenuta iscrizione all’organizzazione interessata.

Si ricorda, inoltre, che l’iscrizione all’Anagrafe delle Onlus secondo la procedura descritta è prevista unicamente per le Ong “idonee” alla data del 29 agosto 2014.

 

 

2) IMU agricola: versamenti senza sanzioni fino al 31 marzo

Mini-sanatoria sull’IMU agricola: grazie ad un emendamento al disegno di legge di conversione del D.L. n. 4/2015 sarà possibile procedere al versamento senza il pagamento di sanzioni e di interessi fino al 31 marzo. La scadenza, originariamente prevista per il 16 dicembre, era stata prima spostata al 26 gennaio 2015 e, poi, al 10 febbraio 2015. Ci sarà quindi più tempo per procedere al pagamento dell’IMU sui terreni agricoli.

Rimane, quindi, tempo fino al 31 marzo 2015 per procedere al pagamento dell’IMU sui terreni agricoli senza il pagamento di alcun interesse, né di sanzioni; con un emendamento al disegno di legge di conversione del D.L. n. 4 del 24 gennaio 2015, approvato alla Commissione Finanze e Tesoro del Senato, è stata introdotta la possibilità di effettuare il versamento complessivo o integrativo dell’IMU agricola, entro il 31 marzo 2015, senza l’applicazione di sanzioni e interessi.

 

 

3) Accordo rinnovato tra Equitalia e C.L.A.A.I.

Equitalia e C.L.A.A.I., Confederazione Libere Associazioni Artigiane hanno rinnovato accordo: il protocollo d’intesa prevede l’attivazione di uno sportello telematico, un canale dedicato che semplifica il dialogo tra Equitalia e le realtà produttive presenti nel Paese. L’accordo - con una durata di due anni - si inserisce nel percorso di collaborazione e dialogo instaurato dal Gruppo Equitalia con le piccole e medie imprese.

Una corsia più veloce per dialogare con Equitalia e migliorare l’assistenza degli artigiani: è stato rinnovato l’accordo con la C.L.A.A.I., Confederazione Libere Associazioni Artigiane, che svolge funzioni di rappresentanza, tutela, assistenza e formazione su tutto il territorio nazionale tramite le proprie strutture territoriali.

Il protocollo d’intesa prevede l’attivazione di uno sportello telematico, un canale dedicato che semplifica il dialogo tra Equitalia e le realtà produttive. Gli incaricati di C.L.A.A.I. possono utilizzare il form presente nella sezione “Ordini e Associazioni” e, allegando la documentazione necessaria, ricevere consulenza sulle situazioni più semplici o fissare un appuntamento per quelle più complesse e delicate. La convenzione, nelle sue articolazioni locali, prevede inoltre l’organizzazione di incontri e seminari tematici su argomenti di interesse comune per l’aggiornamento e la formazione.

 

 

4) Equitalia: ok all’ipoteca sull’azienda conferita nel fondo

Equitalia può iscrivere ipoteca sull’azienda conferita in un fondo patrimoniale se dimostra che il credito, per quanto professionale, è stato contratto per esigenze della famiglia.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che, con l’ordinanza n. 3738 del 24 febbraio 2015, ha accolto il ricorso della società di riscossione.

Sul punto il Collegio di legittimità ha spiegato che va accertato in fatto se il debito in questione si possa dire contratto per soddisfare i bisogni della famiglia. Ciò con la precisazione che, se è vero che tale finalità non si può dire sussistente per il solo fatto che il debito sia sorto nell’esercizio dell'impresa, è vero altresì che tale circostanza non è nemmeno idonea a escludere in via di principio che il debito si possa dire contratto, appunto, per soddisfare questi bisogni.

Dunque, precisa ancora la Cassazione, in quest’ottica non potranno essere sottratti all’azione esecutiva dei creditori i beni costituiti per bisogni ritenuti tali dai coniugi in ragione del tenore di vita familiare, così da ricomprendere anche i debiti derivanti dall’attività professionale o di impresa di uno dei coniugi qualora il fatto generatore dell’obbligazione sia stato il soddisfacimento di tali bisogni, da intendersi nel senso ampio.

Ora gli atti torneranno alla ctr del Piemonte che dovrà rivedere il caso accertando se il debito con il fisco è stato contratto dalla piccola azienda agricola per soddisfare esigenze dell’imprenditore e della sua famiglia.

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 24 febbraio 2015, n. 3738

Riscossione - Fondo patrimoniale - Iscrizione di ipoteca sui beni dell’azienda - Possibilità

In fatto

La Commissione tributaria provinciale ha respinto il ricorso, là dove quella regionale ha accolto l’appello dei contribuenti, facendo leva, per un verso, sulla natura dell’ipoteca di atto prodromico all’esecuzione, con la conseguente assoggettabilità alle regole ed ai limiti per questa prescritti e affermando, per altro verso, la natura extra familiare dei debiti cui l’iscrizione si riferisce, in ragione della natura tributaria di essi e la consapevolezza di tale natura da parte dell’agente per la riscossione.

Ricorre Equitalia Nord s.p.a. per ottenere la cassazione di questa sentenza, affidando il ricorso a tre motivi, al quale non v’è replica.

In diritto

  1. la Corte (Cass., 5 marzo 2013, n. 5385) ha già avuto occasione di chiarire che «l'art. 170 cod. civ., nel disciplinare le condizioni di ammissibilità dell'esecuzione sui beni costituiti nel fondo patrimoniale, detta una regola applicabile anche all'iscrizione di ipoteca non volontaria, ivi compresa quella di cui all'art. 77 del d.P.R. 3 marzo 1973, n. 602».
  2. la Commissione tributaria regionale ha considerato il debito del contribuente estraneo ai bisogni della famiglia.

Accoglie il ricorso principale, nei limiti di cui in motivazione, cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese, ad altra sezione della Commissione tributaria regionale del Piemonte.

Trust

Il trust, costituendo vincoli di destinazione, è assoggettato all'imposta sulle successioni.

La Corte di Cassazione, con due ordinanze depositate (n. 3737 e n. 3735) il 24 febbraio 2015, si è occupata di trust e relativa imposizione. In particolare, nel testo dell’ordinanza n. 3737 è stato statuito che sull’attribuzione di danaro, conferita in trust e destinata ad essere investita a beneficio di terzi, vada applicata l'imposta sulle successioni e donazioni, nella peculiare accezione concernente la costituzione di vincolo di destinazione.

 

 

5) fusione per incorporazione: garanzie fideiussorie

Garanzie fideiussorie nelle operazioni di fusione per incorporazione dell’esodante.

L’art. 4, comma 3, Legge n. 92/2012, prevede che, a seguito della stipulazione dell’accordo di incentivazione all’esodo con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative a livello aziendale, il datore di lavoro esodante debba presentare all’INPS apposita domanda di accesso alla prestazione di esodo, accompagnata dalla produzione di una fideiussione bancaria a garanzia dell’adempimento degli obblighi assunti nei confronti dell’Istituto medesimo che - qualora non vengano versate le rate per la provvista per la prestazione e/o per la contribuzione figurativa correlata - avrà la possibilità di procedere all’escussione di detta.

L’INPS, con messaggio n. 1392 del 24 febbraio 2015, ha fornito apposite istruzioni con riferimento ai casi in cui imprese esodanti, che abbiano già prodotto all’Istituto la fideiussione bancaria, vengano interessate da procedure di fusione per incorporazione in altre aziende, al fine di assicurarsi che, anche in seguito alle suddette operazioni, il credito garantito venga adempiuto a tutela dei diritti dei lavoratori destinatari dell’Accordo di incentivazione all’esodo sottoscritto dalla società incorporata.

In particolare, il messaggio sottolinea che le operazioni di fusione avvenute dopo l'entrata in vigore del nuovo testo dell'art. 2504-bis c.c. (modificato ad opera del D.Lgs. n. 6/2013), determinano un fenomeno evolutivo-modificativo di natura formale dell’organizzazione societaria già esistente, la quale conserva la propria identità, anche se in un nuovo assetto organizzativo.

Infatti, tutti i rapporti giuridici, anche processuali, proseguono in capo al soggetto unificato quale centro unitario di tutti i rapporti preesistenti.

In relazione alla società incorporata viene rilevato, altresì, l’effetto della cancellazione della stessa dal registro delle imprese una volta conclusa l’operazione societaria di fusione per incorporazione.

Pertanto, in considerazione del venir meno della capacità processuale e giuridica della azienda esodante incorporata, è necessario - allo scopo di assicurare che gli obblighi assunti dal datore di lavoro esodante vengano adempiuti - che il credito vantato dall’Istituto venga garantito da nuova polizza fideiussoria presentata dalla società incorporante.

Contestualmente viene chiesto che la medesima società incorporante produca una dichiarazione unilaterale di assunzione degli obblighi radicati sull’accordo di esodo antecedentemente sottoscritto dalla società incorporata.

 

 

6) Al via il TFR in busta paga

TFR in busta paga, su richiesta. Da marzo 2015 parte il c.d. Tfr in busta paga. Che cos’è? Il Tfr è il trattamento di fine rapporto che, di norma, viene liquidato alla cessazione del rapporto. Il Governo Renzi, come misura sperimentale, ha previsto la possibilità di liquidare le quote maturande mese per mese, per aiutare la liquidità delle famiglie e, di conseguenza, i consumi. Nello specifico questa misura sperimentale è prevista dal 01.03.2015 al 30.06.2018. I lavoratori potranno scegliere liberamente. Unica rigidità: una volta opzionata la liquidazione mensile del Tfr, la scelta sarà irrevocabile fino alla fine del periodo sperimentale. Vengono investiti da tale novità tutti i datori di lavoro privati, esclusi agricoli e lavoro domestico. Resteranno escluse anche le aziende in crisi o sottoposto a procedure concorsuali. I lavoratori, per poter manifestare la propria volontà, dovranno avere un’anzianità aziendale di almeno sei mesi. Sarà possibile chiedere la liquidazione mensile anche in caso di adesione ad un fondo di previdenza complementare. Sono previste anche alcune particolarità sulla tassazione di tali importi: infatti, in luogo di una tassazione separata come per il Tfr, la liquidazione mensile subirà una tassazione ordinaria. Per converso la somma sarà esclusa da contribuzione e non verrà conteggiata come imponibile per determinare il c.d. bonus 80 €.

I datori di lavoro con meno di 50 unità, per far fronte alle maggiori uscite finanziarie dovute alla liquidazione mensile, potranno fare richiesta di accesso ad un finanziamento assistito da garanzia rilasciata dal Fondo di garanzia per l’accesso ai finanziamenti e dalla garanzia dello Stato. Il finanziamento sarà assistito da privilegio speciale. Per poter accedere a tale finanziamento gli stessi devono richiedere tempestivamente all’Inps apposita certificazione del Tfr maturato in relazione ai montanti retributivi dichiarati per ciascun lavoratore. Ai finanziamenti non possono essere applicati tassi, comprensivi di ogni eventuale onere, superiori al tasso di rivalutazione della quota di Tfr. Sono previste anche ulteriori misure compensative delle maggiori uscite finanziarie sostenute dai datori di lavoro. Al fine di comprendere meglio le varie opzioni percorribili, oltre che la tassazione del Tfr con conseguente netto percepito dal lavoratore, le aziende potranno rivolgersi al proprio consulente del lavoro.

(Consiglio Nazionale dei Consulenti del lavoro, nota del 25 febbraio 2015)

 

 

7) Procollo d’intesa: equiparazione tra commercialisti italiani e sammarinesi

Piena equiparazione tra liberi professionisti italiani e sammarinesi. E’ il principale obiettivo del protocollo d’intesa siglato oggi a San Marino tra Marino Albani, presidente del locale Ordine dei Commercialisti e Gerardo Longobardi, presidente del Consiglio Nazionale dei Commercialisti italiani.

Piena equiparazione tra liberi professionisti italiani e sammarinesi, in una logica di mutua collaborazione che dia seguito effettivo a quanto previsto dall’accordo di cooperazione economica tra la Repubblica Italiana e la Repubblica di San Marino, entrato in vigore nel novembre del 2014. E’ il principale obiettivo del protocollo d’intesa siglato oggi a San Marino tra Marino Albani, presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di San Marino e Gerardo Longobardi, presidente del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili italiani. L’accordo tiene conto anche della normativa comunitaria e italiana vigente in materia di riconoscimento delle qualifiche professionali, di quella in materia di abilitazione dei Revisori legali e del regolamento in materia di iscrizione al Registro dei Revisori legali.

“Questo protocollo d’intesa - affermano Marino Albani e Gerardo Longobardi - punta a facilitare il percorso di riconoscimento ai fini dell’iscrizione ai rispettivi Ordini; a favorire lo scambio tecnico e la collaborazione professionale nell’ambito della formazione continua e a sviluppare relazioni di aggiornamento reciproco su questioni di natura tecnica e professionale”. “Il Consiglio nazionale dei commercialisti italiani e l’Ordine dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili di San Marino - proseguono Albani e Longobardi - si adopereranno, anche per la realizzazione di pubblicazioni congiunte sui temi di comune interesse professionale. Da oggi partono dunque una serie di iniziative che rafforzano ulteriormente i rapporti di collaborazione già molto intensi tra le nostre due professioni”.

(CNDCEC, nota del 25 febbraio 2015)

 

 

8) IVA: semplificazioni relative agli elenchi Intrastat

Il 20 febbraio 2015 è stata pubblicata sul sito dell’Agenzia delle dogane la determinazione del 19 febbraio 2015, emanata dal Direttore dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli di concerto con il Direttore dell’Agenzia delle Entrate in attuazione dell’art. 23 del c.d. decreto semplificazioni (decreto legislativo n. 175 del 2014).

Il citato art. 23 ha semplificato il contenuto degli elenchi riepilogativi dei servizi intracomunitari (sia resi che ricevuti), riducendo le informazioni da riportare negli elenchi rispetto a quelle previste in precedenza. In particolare, la norma ha disposto che gli elenchi riepilogativi debbano contenere solo le seguenti informazioni: numeri di identificazione delle controparti; valore complessivo delle operazioni; codice di identificazione del tipo di prestazione resa o ricevuta; paese di pagamento.

Le anzidette semplificazioni sono state attuate non tramite l’aggiornamento della modulistica già in uso - che rimane quindi confermata - bensì attraverso l’aggiornamento delle istruzioni per l’uso e la compilazione degli elenchi riepilogativi, contenute nell’allegato XI alla determinazione direttoriale del 22 febbraio 2010, del quale la determinazione ha disposto la sostituzione.Dando attuazione al richiamato art. 23, l’allegato accluso alla determinazione del 19 febbraio 2015, contenente le nuove istruzioni, ha reso non più obbligatorie, ma facoltative, le seguenti indicazioni concernenti i servizi intracomunitari (sia resi che ricevuti): numero e data della fattura, modalità di erogazione del servizio, modalità di incasso del corrispettivo.

Come espressamente stabilito dall’art. 2 della determinazione del 19 febbraio 2015, le disposizioni in essa contenute si applicano agli elenchi riepilogativi aventi periodi di riferimento decorrenti dal 1° gennaio 2015. Di conseguenza, esse si applicano già in relazione agli elenchi riepilogativi relativi al mese di gennaio 2015, da trasmettere all’Agenzia delle dogane entro il prossimo 25 febbraio.

(Assonime, nota del 23 febbraio 2015)

 

Vincenzo D’Andò