Diario quotidiano del 23 febbraio 2015: tante novità, tra cui una serie di chiarimenti dell’Agenzia delle entrate

Pubblicato il 23 febbraio 2015

primo sì della Camera sul Milleproroghe; ravvedimento operoso in presenza avviso bonario e altri chiarimenti; modificate le istruzioni per gli elenchi intrastat; HCP 2014: differimento del termine di scadenza di presentazione delle domande; la crisi non giustifica l’omissione Iva; assegno per il nucleo familiare e assegno di maternità concessi dai comuni: nuove soglie ISEE; programma “Garanzia Giovani”: possibilità invio delle istanze relative ad assunzioni decorrenti dal 1° maggio 2014; inversione contabile: non rileva il documento emesso con partita IVA italiana dal rappresentante fiscale di un soggetto passivo estero residente nella UE; imposte sui redditi, certificazione Unica 2015: circolare di Assonime; rivalutazione: Tfr e crediti di lavoro aggiornati a gennaio 2015

 Indice:

 1) Primo sì della Camera sul   Milleproroghe

 2) Ravvedimento operoso in presenza   avviso bonario

 3) Modificate   le istruzioni per gli elenchi intrastat

 4) HCP 2014: differimento del   termine di scadenza di presentazione delle domande

5) La crisi non giustifica   l’omissione Iva

 6) Assegno per il nucleo familiare   e assegno di maternità concessi dai comuni: nuove soglie ISEE

 7) Programma “Garanzia Giovani”:   possibilità invio delle istanze relative ad assunzioni decorrenti dal 1°   maggio 2014

 8) Inversione contabile: non rileva   il documento emesso con partita IVA italiana dal rappresentante fiscale di un   soggetto passivo estero residente nella UE

 9) Imposte sui redditi,   certificazione Unica 2015: circolare di Assonime

 10) Rivalutazione: Tfr e crediti di   lavoro aggiornati a gennaio 2015

 

 

1) Primo sì della Camera sul Milleproroghe

La Camera ha votato la prima fiducia sul Milleproroghe. Il testo, con la riesumazione del regime dei minimi al 5% e la proroga di 4 mesi degli sfratti, stazionerà ancora alla Camera per il voto definitivo, preceduto dall’esame e dalla votazione sugli ordini del giorno.

Dopo il sì definitivo della camera il D.L. è passato al Senato. Intanto, slitta di dieci giorni la votazione, nell’ambito della delega fiscale, dei decreti delegati di fiscalità internazionale per le imprese (con l’attesa revisione del ruling internazionale), fatturazione elettronica e catasto.

Mini sanatoria per l’Imu agricola

La Commissione Finanze e Tesoro del Senato ha approvato, invece, l’emendamento al decreto sull’Imu agricola con una mini sanatoria.

L’Imu complessiva sui terreni agricoli (o quanto si è versato in meno per errori nei calcoli) si potrà pagare entro il 31 marzo 2015 senza l’applicazione di sanzioni e interessi.

Un altro emendamento estende al 2015 l’esenzione per le aree agro-silvo-montane a proprietà collettiva.

L’IMUS

In base alle modificazioni apportate l'IMUS - imposta municipale secondaria è introdotta a decorrere dall'anno 2016. La nuova imposta sarà in sostituzione della tassa per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche, del canone di occupazione di spazi ed aree pubbliche, dell'imposta comunale sulla pubblicità e i diritti sulle pubbliche affissioni e del canone per l'autorizzazione all'installazione dei mezzi pubblicitari.

L’imposta doveva essere introdotta con il 2014. Il termine è stato poi differito al 2015 dall’art. 1, comma 714, della legge di Stabilità 2014.

L'assenza di un differimento al 2016 nella legge di Stabilità 2015 e nel testo originario del Milleproroghe ha sollevato diversi interrogativi.

Che succede nel 2015: l’IMUS si applica o no?

Che fine fanno i tributi che l'IMUS dovrà sostituire?

Al MEF sono state poste, in sostanza, questi due quesiti.

In merito il MEF si è pronunciato con la risoluzione n. 1/DF del 12 gennaio 2015.

Il Ministero ha fatto presente che l’art. 11, comma 2, D.Lgs. n. 23/2011 dispone che “con regolamento, da adottare ai sensi dell'articolo 17, comma 1, della citata legge n. 400 del 1988, d'intesa con la Conferenza Stato-città ed autonomie locali, è dettata la disciplina generale dell'imposta municipale secondaria”.

In virtù di ciò, continua il MEF, “i comuni possono introdurre l’IMUS solo a seguito dell’emanazione del regolamento governativo di cui al comma 2 dell'art. 11 in commento e che la mancata emanazione di quest'ultimo provvedimento non determina automaticamente l’abolizione dei tributi e dei canoni che l’IMUS è destinata a sostituire”.

In assenza di disposizioni normative nazionali (da introdurre nel regolamento), i soli contenuti dell’art. 11, comma 2 non sarebbero comunque sufficienti per consentire all'ente locale l'esercizio della propria potestà regolamentare, in quanto mancherebbero alcune disposizioni normative fondamentali per la compiuta disciplina dell'IMUS. Il MEF fa altresì presente che l’art. 11, comma 2, lettera c), n. 3 prevede la "fissazione di tariffe differenziate in base alla tipologia ed alle finalità dell'occupazione, alla zona del territorio comunale oggetto dell'occupazione ed alla classe demografica del comune". In virtù di ciò l'esplicazione di tale criterio è affidata esclusivamente al regolamento governativo poiché, in mancanza di tariffe massime applicabili, la loro individuazione da parte di ciascun comune sarebbe contraria al principio della riserva di legge relativa contenuto nell'art. 23 Cost. ed esplicitato nell'art. 52, D.Lgs. n. 446/1997.

In forza di queste considerazioni il MEF conclude nell’affermare che “fino a quando non venga emanato il predetto regolamento governativo, i comuni non possono istituire autonomamente l’IMUS con regolamento comunale e continuano ad applicarsi la tassa per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche, il canone di occupazione di spazi ed aree pubbliche, l’imposta comunale sulla pubblicità e i diritti sulle pubbliche affissioni, il canone per l'autorizzazione all'installazione dei mezzi pubblicitari”.

Di diverso avviso è stata l’IFEL (Fondazione dell'ANCI), che con una nota del 13 gennaio 2015, ha sostenuto che “i chiarimenti forniti dalla Risoluzione ministeriale, pur condivisibili, non sopperiscono all’esigenza di una norma di legge di proroga dell’entrata in vigore dell’IMU secondaria, finalizzata a dissuadere da eventuali propositi di contenzioso e ad assicurare indiscutibile certezza al fondamento giuridico dei prelievi di cui si argomenta la necessaria applicabilità”.

TARI

Per l’anno 2014 sono valide le deliberazioni regolamentari e tariffarie in materia di tassa sui rifiuti (TARI) adottate dai comuni entro il 30 novembre 2014. La disposizione è in deroga all’art. 1, comma 169, legge n. 296/2006. In base a quest’ultima disposizione gli enti locali deliberano le tariffe e le aliquote relative ai tributi di loro competenza entro la data fissata da norme statali per la deliberazione del bilancio di previsione. In caso di mancata approvazione entro il suddetto termine, le tariffe e le aliquote si intendono prorogate di anno in anno (per il differimento al 30 settembre 2014 del termine per l'approvazione del bilancio di previsione per l'anno 2014 degli enti locali: D.M. Interno 18 luglio 2014, in G.U. 23 luglio 2014, n. 169).

La modifica normativa dispone che i comuni che non hanno deliberato i regolamenti e le tariffe della TARI entro il 30 novembre 2014 procedono alla riscossione degli importi dovuti a titolo di TARI sulla base delle tariffe applicate per l'anno 2013.

Infine le eventuali differenze tra il gettito acquisito secondo le previgenti tariffe e il costo del servizio sono recuperate nell'anno successivo.

Partecipazione dei comuni all’accertamento dei tributi erariali.

Per gli anni dal 2012 al 2017 la quota di gettito per la partecipazione dei comuni all'accertamento è elevata al 100%. L’art. 1, comma 702, legge n. 190/2014 aveva stabilito la quota di gettito nella misura del