Diario quotidiano del 20 febbraio 2015, segnaliamo tra i tanti temi di oggi: credito d’imposta per investimenti in beni strumentali nuovi; disciplina fiscale applicabile sul rent-to-buy; addio alle collaborazioni a progetto

Pubblicato il 20 febbraio 2015

costi antieconomici: se inerenti, sono deducibili; il piano sulla trasparenza fiscale; in arrivo l’Agenzia unica per le ispezioni sul lavoro; rifiuti speciali considerati in larga parte pericolosi; controlli a campione per il 730 precompilato; studi legali: il mancato deposito delle copie “cortesia” comporta la max multa; vanno in soffitta le collaborazioni a progetto; competenza del credito dell’appaltatore: rileva il periodo d’imposta in cui passa in giudicato la sentenza di avvenuto riconoscimento; credito d’imposta per investimenti in beni strumentali nuovi; disciplina fiscale applicabile sul rent to buy; F24-Accise: soppresso il codice tributo 2836; applicazioni più evolute per gli utenti dei servizi Entratel e Fisconline; incontro MEF - Entrate – CNDCEC: polizze assicurazioni, soluzioni in vista per le compensazioni; pronta la circolare delle Entrate con i chiarimenti interpretativi relativi a quesiti posti in occasione degli eventi Videoforum 2015

 

 Indice:

 1) Costi antieconomici: se inerenti, sono deducibili

 2) Messo a punto dalla Commissione Ue il piano sulla trasparenza fiscale

 3) In arrivo l’Agenzia unica per le ispezioni sul lavoro

 4) Rifiuti speciali considerati in larga parte pericolosi

 5) Controlli a campione per il 730 precompilato

 6) Studi legali: il mancato  deposito delle copie “cortesia” comporta la max multa

 7) Vanno in soffitta le collaborazioni a progetto

 8) Competenza del credito dell’appaltatore: rileva il periodo d’imposta in cui passa in giudicato la sentenza di avvenuto riconoscimento

 9) Credito d’imposta per investimenti in beni strumentali nuovi: via libera anche alle compensazioni over 700mila euro

 10) Disciplina fiscale applicabile sul rent to buy: pronta la circolare delle Entrate

 11) F24-Accise: soppresso il codice tributo 2836

 12) Applicazioni più evolute per gli utenti dei servizi Entratel e Fisconline

 13) Incontro MEF - Entrate – CNDCEC: polizze assicurazioni, soluzioni in vista per le compensazioni

 14) Pronta la circolare delle Entrate con i chiarimenti interpretativi relativi a quesiti posti in occasione degli eventi Videoforum 2015

 

 

 1) Costi antieconomici: se inerenti, sono deducibili

Anche i costi antieconomici (ad es., poiché molto alti) possono essere dedotti se siano inerenti e, quindi, produttivi di reddito.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che, con la sentenza n. 3198 del 18 febbraio 2015, ha respinto il ricorso dell’Agenzia delle entrate. La vicenda riguarda un medico specialista al quale l’ufficio aveva negato la detrazione dei costi sostenuti per l’affitto troppo alti.

In particolare, al un medico specialistico gli uffici del fisco avevano notificato degli avvisi di accertamento con cui veniva disconosciuta la deducibilità di alcuni costi. Si trattava del canone di locazione dello studio e dei servizi di segreteria.

Il contribuente ha impugnato di fronte alla Ctp l’atto impositivo ottenendo l’annullamento. La Ctr ha confermato il verdetto sostenendo che se il costo è inerente non può essere etichettato come antieconomico. La Cassazione ha condiviso questa tesi e ha respinto il ricorso dell’Agenzia delle entrate. In particolare, ad avviso della Suprema Corte non è utilmente spendibile l’argomento del fisco secondo cui il controllo di inerenza non potrebbe andare disgiunto dall’apprezzamento in punto di ragionevolezza della spesa, onde non sarebbero deducibili le spese connesse a comportamenti del contribuente che non si giustificano sotto il profilo dell’economicità, poiché in tal modo la critica che si muove alla sentenza fuoriesce dal piano dell’errore di diritto, non si censura più la sentenza per aver errato nell’individuazione della norma da applicare, ma per aver errato nel modo di applicarla.

 

 

2) Messo a punto dalla Commissione Ue il piano sulla trasparenza fiscale

Entro marzo il piano Ue antipianificazione fiscale. Arriverà entro la fine di marzo il pacchetto sulla trasparenza fiscale messo a punto dalla Commissione Ue per contrastare l’evasione e la pianificazione aggressiva. Obiettivo, garantire che le società siano tassate nei paesi in cui svolgono le attività economiche che generano i loro profitti e che non possano sottrarsi al pagamento di una giusta quota attraverso una pianificazione fiscale aggressiva. La notizia è stata annunciata dalla stessa Commissione a margine del collegio dei commissari riunitosi ieri a Bruxelles. «Stiamo avanzando rapidamente rispetto al programma di lavoro presentato a dicembre», hanno annunciato i ministri Ue anticipando che il mese prossimo verranno proposte norme dirette ad ampliare lo scambio automatico di informazioni sugli accordi fiscali (i cosiddetti tax rulings) relativi ai regimi di imposizione fiscale delle società, al momento soggetti a limitatissimi scambi di informazioni. Allo stato attuale le autorità fiscali si trovano in grossa difficoltà al momento di valutare dove si svolge effettivamente l’attività economica di una società e applicare su tale base la normativa fiscale. «Diverse imprese multinazionali», ha sottolineato la Commissione, «tentano così di trasferire i profitti e ridurre il più possibile le imposte dovute, privando i governi dell’Unione di preziose entrate fiscali e compromettendo l’equità della tassazione».

 

 

 3) In arrivo l’Agenzia unica per le ispezioni sul lavoro

Controlli sul lavoro più incisivi. Arriva l’Agenzia per le ispezioni sul lavoro, che accorperà i servizi a oggi suddivisi tra ministero del lavoro, Inps e Inail all’insegna di un forte snellimento di uomini e strutture e con l’obiettivo di semplificare le procedure e rendere più incisive le ispezioni. Ma l’organismo, che dovrebbe vedere oggi la luce con decreto al consiglio dei ministri in attuazione del Jobs act, rischia di provocare un nuovo scontro governo-sindacati sul terreno della riforma del lavoro. «Se le anticipazioni saranno confermate, si tratta di provvedimento patacca che rischia di paralizzare tutto, non ci sarà nessuna semplificazione, nessuna garanzia sulle attività ispettiv