Diario quotidiano del 18 febbraio 2015: i bilanci approvati prima del 3 marzo 2015 potranno avere la nota integrativa in formato pdf, anziché Xbrl, anche se depositati in data successiva

Pubblicato il 18 febbraio 2015



in arrivo rilevanti novità fiscali dal prossimo Consiglio dei Ministri; personale altamente qualificato: credito di imposta; consolidato nazionale e mondiale: le specifiche tecniche per trasmettere i dati del CNM 2015; confisca per l’intero importo indebitamente compensato; Unico/2015 e 730: specifiche tecniche per l’invio telematico; nuove veste per l’avviso di intimazione; disponibile il Software Intr@Web per la gestione delle dichiarazioni INTRA - anno 2015; XBRL Italia sui bilanci: è ok alla nota integrativa in PDF; il patrimonio immobiliare italiano nel 2012: analisi del Mef e dell’Agenzia delle Entrate; F24: ecco le causali contributo per il versamento dei contributi previdenziali dei Periti Industriali

 

Indice:

 1) In arrivo rilevanti novità fiscali dal prossimo CDM

 2) Personale altamente qualificato: ora è possibile fruire del credito di imposta

 3) Consolidato nazionale e  mondiale: pubblicate le specifiche tecniche per trasmettere i dati del CNM   2015

 4) Confisca per l’intero importo indebitamente compensato

 5) Unico/2015 e 730: approvate le specifiche tecniche per l’invio telematico

 6) Nuove veste per l’avviso di intimazione

 7) Disponibile il Software Intr@Web per la gestione delle dichiarazioni INTRA - anno 2015

 8) Xbrl Italia sui bilanci: nota integrativa in PDF

 9) Il patrimonio immobiliare italiano nel 2012: analisi del Mef e dell’Agenzia delle Entrate

 10) Modello F24: ecco le causali  contributo per il versamento dei contributi previdenziali dei Periti   Industriali

 

 

1) In arrivo rilevanti novità fiscali dal prossimo CDM

Sono in arrivo nuove misure fiscali: il prossimo consiglio dei ministri (fissato per venerdì 20 febbraio) potrebbe forse introdurre le seguenti nuove misure:

Nel decreto sulla fatturazione elettronica compare lo scontrino digitale. Lo scontrino digitale verrà quindi emesso da speciali registratori di cassa in grado di inviare per via telematica ogni singolo corrispettivo giornaliero all’Agenzia delle entrate. Tutti i dati trasmessi, poi potranno essere visualizzati dal contribuente nel proprio cassetto fiscale sul sito dell’Agenzia.

Arrivano, dunque, lo scontrino digitale e la fattura elettronica. Il governo presenterà anche il piano per semplificare la vita a commercianti, artigiani e professionisti e allo stesso tempo per dare la caccia ai “furbetti” di scontrini, ricevute e fatture.

Falso in bilancio, tolte le soglie

Con l’emendamento del governo vengono allungati i termini di prescrizione su corruzione e concussione. Le sanzioni saranno graduate in base al volume d’affari delle società.

Cadono le vecchie soglie sul falso in bilancio. E con loro se ne andrà anche l’attuale area di totale esenzione penale. Si prevede invece l’applicazione di sanzioni diverse. La pena base è prevista da un minimo di 2 a un massimo di 6 anni, ma per le società al di sotto di un determinato volume d’affari, che potrebbe attestarsi a 600mila euro, la pena è da 1 a 3 anni.

Partite Iva, dovrebbe ritornare in vita l’opzione per i minimi al 5%

Il Governo chiederà la fiducia alla Camera sul maxiemendamento. Dovrebbe essere introdotta la possibilità di continuare ad applicare il regime di vantaggio dei contribuenti minimi anche per il 2015.

Sale al 15% l’anticipo agli appaltatori per ridurre l’impatto dello split payment.

Chance di nuove rate per chi ha perso il beneficio.

Riapertura dei termini per la rateizzazione delle cartelle di pagamento, con la possibilità, per i contribuenti decaduti dal beneficio della rateazione, di richiedere la concessione di un nuovo piano, fino a un massimo di 72 rate mensili, a condizione che la decadenza sia intervenuta entro e non oltre il 31 dicembre 2014 e che la richiesta sia presentata entro e non oltre il 31 luglio 2015.

 

 

2) Personale altamente qualificato: ora è possibile fruire del credito di imposta

L’Agenzia delle entrate ha disposto le modalità ed i termini per la fruizione, tramite compensazione, del credito d’imposta per le nuove assunzioni a tempo indeterminato di personale altamente qualificato (articolo 24 del Dl 83/2012).

In particolare, è stato necessario emanare un provvedimento direttoriale (n. 21900 del 16 febbraio 2015) e la risoluzione 18/E del 16 febbraio 2015. Il contributo dovrà essere utilizzato con modello F24 (codice tributo 6847) esclusivamente mediante i servizi telematici dell’Agenzia, pena lo scarto dell’operazione.

L’agevolazione, rivolta a tutti i soggetti, sia persone fisiche sia persone giuridiche, titolari di redditi di impresa, consiste in un credito di imposta pari al 35% del costo aziendale sostenuto per un periodo massimo di un anno dalla data di assunzione di lavoratori in possesso di un dottorato di ricerca universitario o di laurea magistrale in discipline di ambito tecnico o scientifico, impiegato in attività di ricerca e sviluppo.

Per fruire del bonus, pena lo scarto dell’operazione versamento, è necessario che il modello F24 sia presentato esclusivamente attraverso i servizi telematici (Entratel e Fisconline) messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate. Va utilizzato il codice tributo “6847”, da indicare nella sezione “Erario” in corrispondenza delle somme esposte nella colonna “importi a credito compensati” (ovvero, qualora il contribuente debba restituire il credito, nella colonna “importi a debito versati”); nel campo “anno di riferimento” va riportato quello di assunzione del personale altamente qualificato.

L’Agenzia delle entrate verifica, per ciascun modello F24 ricevuto, tramite controlli automatizzati, che l’importo dell’agevolazione utilizzato non risulti superiore all’ammontare del beneficio complessivamente concesso all’impresa, al netto dell’agevolazione già fruita.

Per consentire la verifica della regolarità della compensazione, il ministero dello Sviluppo economico trasmette all’Agenzia delle entrate i dati identificativi di ciascun beneficiario e la misura del credito concesso, indicando le eventuali variazioni (relative ai dati delle imprese ammesse e all’importo del bonus concesso). In tale ultima ipotesi, il modello F24 andrà presentato a partire dal terzo giorno lavorativo successivo a quello di comunicazione delle stesse.

Nel caso in cui l’agevolazione utilizzata risulti superiore al beneficio residuo, ovvero nel caso in cui l’impresa non rientri nell’elenco dei soggetti ammessi al beneficio, il modello F24 sarà scartato e i relativi pagamenti saranno considerati non effettuati. La circostanza sarà comunicata a chi ha trasmesso l’F24 tramite apposita ricevuta consultabile sul sito dei servizi telematici dell’Agenzia delle entrate.

 

 

3) Consolidato nazionale e mondiale: pubblicate le specifiche tecniche per trasmettere i dati del CNM 2015

L’Agenzia delle Entrate, con il provvedimento n. 21896 del 16 febbraio 2015, ha approvato le specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati contenuti nel modello “Consolidato nazionale e mondiale 2015”.

 

 

4) Confisca per l’intero importo indebitamente compensato

Da confiscare il profitto ricavato dall’indebita compensazione fiscale ma solo se con l’attività illecita l'imprenditore abbia avuto un profitto superiore a 50 mila euro. In altri termini, una volta accertato il superamento della soglia prevista per l’evasione fiscale, il sequestro va disposto per un valore pari al vantaggio economico immediatamente percepito con l’attività illecita.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che, con la sentenza n. 6705 del 16 febbraio 2015, ha respinto il ricorso di un imprenditore di Chieti, accusato di truffa aggravata ai danni dello stato per indebita compensazione tra crediti tributari e contributi Inps.

La Suprema Corte, sezione penale, ha spiegato che il vantaggio economico di diretta derivazione causale dal reato tributario di indebita compensazione non può che coincidere con il risparmio economico ottenuto dall’agente dal compimento di tale operazione, mediante la quale ha sottratto (e, dunque, evaso) l’intero ammontare degli importi compensati alla loro destinazione fiscale. Per i giudici, una volta superata la soglia di rilevanza penale, il fatto nella sua globalità viene a integrare la fattispecie penale. Ne discende che il profitto del reato di indebita compensazione si identifica con l’imposta complessivamente evasa e non già nel differenziale rispetto alla soglia di punibilità prevista dalla norma.

 

 

5) Unico/2015 e 730: approvate le specifiche tecniche per l’invio telematico

Anche per Unico, 730 e Irap è ora disponibile il percorso informatico. Dichiarazioni dei redditi 2015: approvati i modelli, sono ora disponibili anche le modalità tecniche per la loro corretta trasmissione telematica all’Amministrazione finanziaria.

Arrivano insieme, disponibili sul sito dell’Agenzia delle entrate, sei provvedimenti firmati dal direttore che approvano le specifiche tecniche per la trasmissione telematica di altrettanti modelli di dichiarazione 2015:

- Consolidato nazionale e mondiale, Unico Sc, Unico Sp, Unico Enc, Irap e 730.

Tutto pronto per le dichiarazioni relative all’anno d’imposta 2014.

In particolare, le specifiche tecniche pubblicate dovranno essere utilizzate, direttamente dai contribuenti o dagli intermediari abilitati, per trasmettere correttamente i modelli già approvati con precedenti provvedimenti direttoriali e scaricabili gratuitamente dal sito dell’Agenzia.

Per quanto riguarda “Unico 2015-Sp” e “Unico 2015-Sc”, le specifiche riguardano anche l’invio della comunicazione dei dati rilevanti ai fini dall’applicazione degli indicatori di normalità economica.

Più consistente, il provvedimento dedicato al 730/2015 che, oltre alle specifiche tecniche da adottare per la trasmissione alle Entrate - da parte di sostituti d’imposta, Caf, professionisti e intermediari abilitati - dei dati contenuti nei modelli 730 e nella scheda relativa alla scelta dell’otto, del cinque e del due per mille dell’Irpef, contiene il via libera anche per i tracciati necessari alla trasmissione, da parte di Caf e professionisti abilitati, dei modelli 730-4 e 730-4 integrativo (allegato “A”) contenenti i risultati finali delle dichiarazioni che, successivamente, l’Agenzia invierà telematicamente ai sostituti d’imposta, e degli stessi modelli 730-4 e 730-4 integrativo da inviare direttamente all’Inps e al Mef, in qualità di sostituti d’imposta (allegato “B”).

E, ancora, con l’allegato “C” dello stesso documento, arriva la circolare con le istruzioni dirette a sostituti d’imposta, Caf e professionisti per lo svolgimento dell’assistenza fiscale.

Con un successivo provvedimento saranno approvate le specifiche tecniche per la trasmissione dei dati relativi alle scelte dell’otto, del cinque e del due per mille dell’Irpef, da parte di Caf e professionisti abilitati che, in qualità di intermediari, ricevono dai sostituti d’imposta le buste con la scheda.

(Agenzia delle entrate, provvedimento 16/02/2015, n. 21931/2015)

(Agenzia delle entrate, provvedimento 16/02/2015, n. 21932/2015)

(Agenzia delle entrate, provvedimento 16/02/2015, n. 21933/2015)

(Agenzia delle entrate, provvedimento 16/02/2015, n. 21934/2015)

(Agenzia delle entrate, provvedimento 16/02/2015, n. 21935/2015)

 

 

6) Nuove veste per l’avviso di intimazione

Avviso di intimazione, il modello cambia veste grafica e contenuti. Maggiore chiarezza dei dati e migliore fruibilità delle informazioni ne consentono l’utilizzo per tutti i diversi tipi di atti il cui recupero coattivo è affidato all’Agente della riscossione.

Nuovo look per l’intimazione al pagamento che l’Agente della riscossione invia prima di passare al pignoramento dei beni del contribuente, che ha cinque giorni di tempo, dal ricevimento dell’avviso, per provvedere al versamento ancora non eseguito.

Il modello è allegato al provvedimento 17 febbraio 2015 dell’Agenzia delle Entrate.

L’avviso di intimazione deve essere notificato:

- prima di procedere a espropriazione forzata, se questa non è iniziata entro un anno dalla notifica della cartella di pagamento (articolo 50, comma 2, Dpr 602/1973);

- nel caso di mancato avvio dell’espropriazione forzata entro un anno dalla notifica di un avviso di accertamento (articolo 29, comma 1, lettera e, Dl 78/2010) nonché degli atti successivi emessi dall’Agenzia delle Entrate (articolo 29, comma 1, lettera a, Dl 78/2010);

- per gli atti di accertamento emessi dall’Agenzia delle Dogane (articolo 9, comma 3-ter, Dl 16/2012). Il nuovo modello, che sostituisce il precedente del 1999 (allegato 3, decreto dirigenziale 28 giugno 1999), si compone di tre pagine.

La prima, con maggiore chiarezza e con una diversa grafica, presenta un prospetto riassuntivo degli elementi identificativi della cartella di pagamento o degli altri atti per i quali il contribuente risulta moroso. L’inserimento di questo prospetto consente l’utilizzo di un unico avviso di intimazione per una pluralità di atti diversi.

L’avviso di intimazione prevede, altresì, nella seconda pagina, una sezione riservata all’Agente della riscossione nella quale vengono forniti al debitore ulteriori informazioni e precisazioni.

Infine, nella terza e ultima pagina c’è lo spazio dedicato alla notifica: a chi, come e quando viene consegnato l’avviso di intimazione di pagamento.

(Agenzia delle entrate, provvedimento 17/02/2015, n. 22585/2015)

 

 

7) Disponibile il Software Intr@Web per la gestione delle dichiarazioni INTRA - anno 2015

Dal 17 febbraio 2017, é disponibile il Software Intr@Web per la gestione delle dichiarazioni INTRA - anno 2015.

Software Intrastat anno 2015

Programmi per la compilazione, il controllo formale e l'invio telematico degli elenchi riepilogativi degli scambi intracomunitari di beni e servizi - Anno 2015.

Programma Intr@Web

Il pacchetto software Intr@Web fornisce agli operatori economici una serie di servizi per la gestione degli elenchi riepilogativi delle cessioni e degli acquisti intracomunitari di beni e dei servizi resi o ricevuti in ambito comunitarioLa caratteristica principale dell'applicazione Intr@Web è la sua modularità. I moduli principali sono i seguenti:

La caratteristica principale dell'applicazione Intr@Web è la sua modularità. I moduli principali sono i seguenti:

modulo "compilazione" che consente la compilazione degli elenchi Intrastat in maniera semplice ed efficace mediante funzionalità guidate per l'acquisizione dei dati sia manuale che automatica da flussi esterni;

modulo "controllo" che consente di effettuare il controllo formale degli elenchi Intrastat su file prodotti anche con altri software;

modulo "telematico" che fornisce all'operatore economico una serie di funzionalità che gli consentono in maniera semplice e guidata di effettuare l'invio telematico (Servizio Telematico Doganale e/o Entratel) degli elenchi prodotti anche con altri software. L'invio telematico dei dati tra l'Agenzia delle Dogane e l'operatore economico avviene mediante il collegamento dei sistemi informatici di quest'ultimo con il sistema informativo doganale. Per maggiori informazioni sull'adesione al servizio telematico doganale consultare la sessione del sito Servizio Telematico Doganale - E.D.I. .

L'applicazione Intr@Web è rivolta sia agli operatori economici (soggetti obbligati) che decidono di presentare direttamente le dichiarazioni Intrastat che ai soggetti delegati (commercialisti, doganalisti, etc.) che predispongono e presentano le dichiarazioni Intrastat per conto terzi. Per i soggetti delegati sono state predisposte alcune funzionalità aggiuntive studiate per loro esigenze. Intr@Web è stata realizzata dall'Agenzia delle Dogane con il contributo di EUROSTAT (Ufficio Statistico della Comunità Europea).

(Agenzia delle Dogane, nota del 17 febbraio 2015)

 

 

8) Xbrl Italia sui bilanci: nota integrativa in PDF

I bilanci approvati prima del 3 marzo 2015 potranno avere la nota integrativa in formato pdf, anziché Xbrl, anche se depositati in data successiva. E’ quanto deciso dal Consiglio direttivo dell’Associazione Xbrl Italia.

Lo ha comunicato il Consiglio Nazionale dei Commercialisti con la nota del 17 febbraio 2015.

E’ quanto deciso dal Consiglio direttivo dell’Associazione Xbrl Italia, che, in una riunione tenutasi il 16 febbraio, ha discusso in merito alla data di entrata in vigore dell’obbligo di deposito della nota integrativa secondo la nuova tassonomia Xbrl, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 294 del 19 dicembre 2014.

Sul tema erano sorti dubbi interpretativi, non risultando chiaro se la data del 3 marzo 2015 indicata in Gazzetta ufficiale, dovesse intendersi quale data di presentazione o di approvazione del bilancio d’esercizio. La decisione del Consiglio direttivo di Xbrl Italia ha tenuto conto sia della proposta del Consiglio Nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di considerare, al fine di evitare difficoltà operative per le imprese, la data del 3 marzo 2015 quale data di approvazione e non di deposito, sia della disponibilità di Unioncamere ed Infocamere ad accettare il deposito dei bilanci contenenti la nota integrativa secondo il vecchio formato in PDF, esclusivamente se approvati entro il 2 marzo 2015. Nota integrativa in PDF, infine, a prescindere dalla data d’approvazione, pure per i rendiconti relativi a periodi amministrativi chiusi prima del 31/12/14.

Soddisfazione per la decisione di Xbrl Italia viene espressa dal Consigliere nazionale dei commercialisti Roberto Cunsolo. “Noi commercialisti - afferma - abbiamo posto fin da subito il problema dell'interpretazione della norma in merito alla data di entrata in vigore della nuova tassonomia. Come rappresentante del nostro Consiglio nazionale, ho sollevato la questione sia nel Consiglio direttivo dell'associazione Xbrl Italia, sia nell’Osservatorio Unioncamere. Alla fine il buon senso ha prevalso e la decisione assunta oggi dimostra la bontà delle nostre affermazioni”.

(Consiglio Nazionale dei Commercialisti, nota del 17 febbraio 2015)

 

 

9) Il patrimonio immobiliare italiano nel 2012: analisi del Dipartimento Finanze (Mef) e dell’Agenzia delle Entrate

Il 76,6% delle famiglie vive in una casa di proprietà, per comprare un’abitazione servono in media circa 181mila euro (1.560 €/mq), il tax gap (cioè la differenza tra il gettito potenziale e quello incassato, ad aliquote standard) nel settore immobiliare è pari nel 2012 a 4,2 miliardi di euro (pari al 18,4% del gettito teorico).

È la fotografia al 31 dicembre 2012 scattata dall’Agenzia delle Entrate e dal Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’Economia, in collaborazione con il partner tecnologico Sogei e l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, i cui dati sono riassunti nella quinta edizione del rapporto “Gli immobili in Italia”, presentato oggi a Roma presso l’Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati.

Lo studio analizza la distribuzione della proprietà e del patrimonio immobiliare sul territorio nazionale, in relazione alle caratteristiche socio-demografiche ed economiche dei proprietari. Ampio spazio viene dedicato anche all’analisi della struttura impositiva della ricchezza e dei redditi immobiliari, in Italia e nei principali Paesi europei, con un approfondimento tematico sul tax gap nel settore immobiliare.

La casa è di proprietà - Se si considera che ad ogni abitazione principale corrisponda una famiglia, il 76,6% delle famiglie risulta risiedere in abitazioni di loro proprietà.

Questo dato risulta sensibilmente più elevato al Sud (82,1%) e prossimo al dato nazionale al Nord (74,5%), mentre è più basso nelle regioni del Centro (72,8%).

Cresce lo stock immobiliare - Rispetto al 2011, nel 2012 il numero degli immobili censiti al Catasto cresce di circa 1,1 milioni, superando quota 62 milioni e 877mila.

Oltre che dai consueti fenomeni di frazionamento o unificazione delle unità immobiliari esistenti e dagli accatastamenti delle nuove costruzioni, questo incremento è influenzato soprattutto dalla regolarizzazione degli immobili mai dichiarati in Catasto, i cosiddetti “immobili fantasma”.

La superficie media di un’abitazione in Italia, determinata come rapporto tra superficie complessiva e numero di unità abitative totali, è pari a 116 metri quadri e le regioni con abitazioni mediamente più grandi sono l’Umbria (133 mq), il Friuli Venezia Giulia e ilVeneto (132 mq). Dimensioni mediamente più ridotte sono quelle riscontrabili in Valle d’Aosta (93 mq), Liguria (96 mq) e Basilicata (105 mq). Rispetto al 2011, si registra comunque un aumento della superficie abitativa (+1,5%) a livello nazionale.

In leggero calo il valore del patrimonio immobiliare residenziale - Nel 2012 il valore del patrimonio immobiliare residenziale italiano è stato stimato in 6.574,9 miliardi di euro, in leggero calo rispetto al 2011 (-0,6%). Circa il 91% del valore riguarda le abitazioni e le relative pertinenze di proprietà delle persone fisiche.

Il valore medio di un’abitazione nel 2012 è pari a circa 181mila euro, in calo dell’1,8% rispetto al 2011. Una cantina o una soffitta di pertinenza valgono in media 5.400 euro, un box invece poco più di 20mila euro.

Il valore complessivo delle abitazioni di Roma nel 2012 ammonta a circa 534 miliardi di euro, con un’abitazione che in media vale poco più di 380mila euro, superando gli 800mila euro nelle zone più pregiate. A Milano, dove il valore complessivo delle abitazioni è pari a circa 195 miliardi di euro, un’abitazione vale in media quasi 250mila euro e supera i 700mila euro nel Centro storico. Infine, nella città di Napoli si è stimato in quasi 131 miliardi di euro il valore dello stock abitativo, con un’abitazione che vale in media circa 300mila euro.

L’identikit del locatore – Complessivamente, le persone che nel 2012 hanno immobili locati sono più di 4,5 milioni, in crescita di circa l’11,2% rispetto ai 4,1 milioni del 2010. Il 34,2% dei locatori ha un’età compresa tra 51 e 70 anni, seguono quelli con età compresa tra 31 e 50 anni (il 24,1%) e gli ultrasettantenni (21,5%). Il numero di contratti di locazione stipulati nel 2012 (5,4 milioni) è aumentato del 15,9% rispetto al 2010, con un incremento del 6,7% per il canone annuo medio percepito.

La rendita da locazione annua più elevata si registra al Centro (11.500 euro), dove i valori immobiliari risultano più alti, con una crescita del 4,3% rispetto al 2010; segue il Nord, con 10mila euro di canone da locazione annuo (e una crescita del 9,2%) e, infine, il Sud e le Isole dove la locazione frutta in media 7.500 euro l’anno (+3%).

Il prelievo sugli immobili - Tra le imposte patrimoniali, l’Imu, di natura ricorrente, nel 2014 ha generato un gettito pari a 19,3 miliardi; mentre la Tasi sui servizi indivisibili ha prodotto un gettito di 4,6 miliardi. Il gettito complessivo Imu-Tasi 2014 (23,9 miliardi di euro) rimane pressoché invariato se confrontato con quello dell’Imu 2012 (23,8 miliardi di euro). Nel 2014 è calato del 12,6% il gettito Tasi-Imu relativo all’abitazione principale (3,5 miliardi di euro), a fronte del gettito Imu 2012 che era risultato di circa 4 miliardi di euro. In media i proprietari di prima casa hanno pagato 204 euro nel 2014 contro i 227 euro nel 2012.

Il tax gap della tassazione immobiliare - Il rapporto mette in evidenza anche gli aspetti relativi al tax gap del settore immobiliare, ovvero la differenza fra quanto i contribuenti dovrebbero versare e quanto viene effettivamente versato. Per la prima volta, un esercizio di misurazione del tax gap viene esteso anche alle imposte locali, grazie alle informazioni che si sono rese disponibili nel corso di questi anni e che hanno consentito di confrontare il gettito teorico Imu standard ricostruito a partire dai dati catastali con il gettito effettivo standard, basato sui versamenti Imu e Tasi. Nel 2014, con riferimento sia all’Imu che alla Tasi, risulta pari a 4,3 miliardi di euro, sostanzialmente in linea con il valore del 2012.

Dove consultare i dati - Il volume Gli immobili in Italia è disponibile gratuitamente in forma digitale sul sito www.agenziaentrate.it, nella sezione l’Agenzia comunica > prodotti editoriali > Pubblicazioni su catasto, cartografia e mercato immobiliare, sul sito www.finanze.gov.it, nella sezione Per conoscere il fisco > Dati e statistiche fiscali > Redditi e immobili.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 27 del 17 febbraio 2015)

 

 

10) Modello F24: ecco le causali contributo per il versamento dei contributi previdenziali dei Periti Industriali

Istituite causali contributo per il versamento, con il modello F24, dei contributi previdenziali e assistenziali dovuti dagli iscritti all’Ente di Previdenza dei Periti Industriali.

Con la convenzione del 4 febbraio 2015 stipulata tra l’Agenzia delle entrate e l’EPPI, è stato regolato il servizio di riscossione, mediante il modello F24, dei contributi previdenziali e assistenziali dovuti dagli iscritti al citato Ente.

Pertanto, per consentire il versamento dei suddetti contributi, tramite il modello F24, si istituiscono le causali contributo di seguito indicate:

- “E066” denominato “EPPI - I Acconto – art. 8, c. 1, del Regolamento di previdenza”;

- “E067” denominato “EPPI - II Acconto – art. 8, c. 1, del Regolamento di previdenza”;

- “E068” denominato “EPPI - Saldo contributivo – art. 8, c. 1, del Regolamento di previdenza”;

- “E069” denominato “EPPI - Contributi scaduti”;

- “E070” denominato “EPPI - Interessi di mora e sanzioni per il ritardato pagamento dei contributi – art. 10 del Regolamento di previdenza”;

- “E071” denominato “EPPI - Sanzioni per omessa, ritardata trasmissione, nonché infedele dichiarazione delle comunicazioni obbligatorie – art. 11, c. 5, del Regolamento di previdenza”;

- “E072” denominato “EPPI – Spese legali a seguito di procedimento giudiziario”.

(Agenzia delle entrate, risoluzione n. 19/E del 17 febbraio 2015)

 

 

Vincenzo D’Andò