Diario quotidiano del 17 febbraio 2015: al via da luglio la riforma del catasto

 

Indice:

 1) Al via da luglio la riforma del catasto

 2) Il TAR Lazio esclude l’inserimento nell’ISEE dei redditi dei disabili

 3) Lo split payment non si applica neanche all’Agenzia delle Dogane

 4) Assicurazione professionale per il visto di conformità: i sindacati chiedono l’intervento della Orlandi

 5) Fissata la deduzione forfetaria del cambio da applicare ai redditi dei contribuenti residenti a Campione   d’Italia per l’anno 2014

 6) Assistenza ai servizi telematici ipotecari e catastali, restyling al via

 7) Come fruire dell’esonero contributivo

 8) Certificazione Unica 2015: e i redditi  degli sportivi dilettanti?

 9) Cessione dal comune agli assegnatari degli alloggi, di aree già concesse in diritto di superficie

 10) Individuazione del soggetto tenuto all’applicazione delle ritenute ed imposte sostitutive sui redditi di natura finanziaria

 

 

1) Al via da luglio la riforma del catasto

E’ in dirittura di arrivo la bozza del decreto che contiene la riforma del catasto. Per le unità immobiliari prive di planimetria il passaggio obbligatorio ai metri quadrati avverrà automaticamente. Dunque, dai vani si passerà ai metri quadrati.

Il percorso del “nuovo” catasto dovrebbe entrare nel vivo a partire a luglio e durare cinque anni, fino a dicembre 2019, quando il valore di oltre 63 milioni di immobili sarà definitivamente ricalcolato. Dovrebbero scomparire le case popolari, quelle economiche, così come quelle di lusso. Peseranno nella valutazione, oltre all’ubicazione, alla superficie e allo stato di conservazione, anche l’ascensore, il piano e l’affaccio. Le Chiese, come già oggi, continueranno a non pagare alcuna tassa. Nelle intenzioni del Governo, l’obiettivo finale è quello di rendere il sistema più vicino ai valori di mercato.

Sulla base di quanto è stato anticipato, lo strumento di questi cambiamenti sarà il secondo decreto attuativo sul catasto della delega fiscale, dopo il primo sulle commissioni censuarie, che dovrebbe essere ormai quasi pronto in vista del Consiglio dei Ministri del 20 febbraio. Oltre che dalla prima bozza del provvedimento, sarebbe stata anticipata una serie di dettagli contenuti in un documento esplicativo messo a punto dall’Agenzia delle entrate, passato all’esame del Ministero dell’Economia.

La prima novità sarebbe la riclassificazione degli immobili, in direzione di una semplificazione determinata dalla “destinazione d’uso”. Le categorie A-B-C-D-E-F scomparirebbero per lasciare posto a due gruppi: immobili “ordinari” (gruppo O) e immobili speciali (gruppo S). La nuova classificazione segnerebbe di fatto l’addio alle case popolari e agli immobili di lusso. Tutte le abitazioni residenziali sarebbero infatti inserite in un’unica categoria. Dovrebbero scomparire le lettere A/1, A/2, A/3, A/9 e così via e tutti gli immobili considerati appartamenti sarebbero inseriti nella nuova “O/1”.

Nel dettaglio, un provvedimento del MEF dovrebbe disciplinare i criteri d’individuazione delle abitazioni di lusso, ossia immobili signorili, ville, castelli e immobili di valore storico-artistico.

Inoltre, cambierebbe la base imponibile per le imposte, passando dalla rendita catastale al valore patrimoniale, con l’obiettivo di assicurare la sostanziale invarianza di gettito complessivo delle imposte erariali e locali (IMU, TASI e gli altri balzelli locali), ma non è ancora chiaro se essa debba essere garantita a livello locale o nazionale.

Comunque, il campionamento degli immobili partirebbe dal prossimo 1° luglio, mentre entro metà 2018 dovrebbero essere messe a punto le funzioni statistiche. L’obiettivo prefissato rimane quello di determinare la nuova base imponibile a seguire il 2019.

 

 

2) Il TAR Lazio esclude l’inserimento nell’ISEE dei redditi dei disabili

Il TAR del Lazio, con la sentenza n. 2458/2015, ha bocciato la riforma dell’ISEE nella parte in cui considera nel reddito disponibile anche le pensioni legate a situazioni di disabilità e indennità di…

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