Diario quotidiano del 12 febbraio 2015: per fruire del regime contributivo agevolato i nuovi minimi devono inviare domanda di adesione entro il 28 febbraio 2015

Pubblicato il 12 febbraio 2015

nuovi minimi: agevolazioni contributive entro il 28 febbraio 2015; rimborsi da assistenza fiscale ed eccedenze di versamento: pronti i codici per compensazioni in F24 da parte dei sostituti; Iva e-commerce: via libera delle commissioni; imposta di registro sulla riorganizzazione di gruppo; liquidatore salvo dall’omesso versamento IVA; sequestro preventivo finalizzato alla confisca; Imu enti non commerciali con attività promiscua: al via i controlli; boom delle partite Iva a dicembre 2014; la Robin tax è incostituzionale; fatturazione elettronica, un obbligo anche per gli Ordini professionali; delega fiscale: chiesta una proroga di sei mesi; riforma della giustizia: si riparte dal rafforzamento del Tribunale delle imprese

 

Indice:

 1) Nuovi minimi: per l’Inps le agevolazioni contributive si chiedono entro il 28 febbraio 2015

 2) Rimborsi da assistenza fiscale ed eccedenze di versamento: pronti i codici per compensazioni in F24 da parte   dei sostituti

 3) Iva e-commerce: via libera delle commissioni

 4) Imposta di registro sulla riorganizzazione di gruppo: intervento della Cassazione

 5) Liquidatore salvo dall’omesso versamento IVA

 6) Sequestro preventivo finalizzato alla confisca: ribaditi i principi dalla Suprema Corte

 7) Imu enti non commerciali con attività promiscua: al via i controlli

 8) Boom delle partite Iva a  dicembre

 9) La Robin tax è incostituzionale

 10) Fatturazione elettronica, un obbligo per gli Ordini professionali

 11) Delega fiscale: chiesta una proroga di sei mesi

 12) Riforma della giustizia: si riparte dal rafforzamento del Tribunale delle imprese

 

 

 

1) Nuovi minimi: per l’Inps le agevolazioni contributive si chiedono entro il 28 febbraio 2015

Per fruire del regime contributivo agevolato i nuovi minimi devono inviare domanda di adesione entro il 28 febbraio 2015.

Lo precisa l’Inps nella circolare n. 29 del 10 febbraio 2015.

È revocabile l'adesione al regime contributivo agevolato previsto per i nuovi «minimi». A tal fine va presentata istanza entro il 31 dicembre, per avere ripristinato il regime contributivo ordinario dal 1° gennaio dell'anno seguente.

Lo afferma l’Inps nella circolare n. 29/2015 con cui dà il via libera alla «de-minimalizzazione» dei contributi dovuti alla gestione artigiani e commercianti per chi, in possesso dei requisiti, aderisca al nuovo regime fiscale agevolato.

Chi sia titolare di attività d'impresa al 1° gennaio scorso deve inviare domanda di adesione entro il prossimo 28 febbraio (termine perentorio) per avere applicato il regime agevolato già dal corrente anno (il termine è perentorio).

La «de-minimalizzazione» contributiva

L'agevolazione consiste nella possibilità di disapplicare il minimale ai fini del pagamento dei contributi alla gestione artigiani e commercianti. Possibilità aperta a chi, avendone i requisiti, si avvale del nuovo regime fiscale anch’esso agevolato, c.d. dei «minimi». Si tratta di una facoltà per i lavoratori autonomi (solo per i titolari di reddito d'impresa): l’adesione al regime fiscale agevolato, in altre parole, non vincola necessariamente ad applicare il regime contributivo agevolato e se il lavoratore intende avvalersene deve farne apposita istanza.

Sebbene definito «regime agevolato», la disapplicazione del minimale contributivo non ha solo pregi ma pure difetti. Il pregio è che consente di pagare i contributi sull’effettivo reddito fiscale dichiarato, senza rispetto appunto del minimale per il 2015 pari a 15.548 euro. Il che vuol dire che chi guadagna meno di 15 mila euro, non è obbligato a pagare contributi su almeno 15.548 euro reddito («quota fissa»). Il difetto è questo: se i contributi sono versati in relazione a un reddito inferiore al minimale, non viene garantito l’accredito di un anno intero di contributi ai fini della pensione (è la stessa sorte degli iscritti alla gestione separata Inps).

Adesione

L’adesione avviene necessariamente a domanda del lavoratore interessato. Due le modalità. I soggetti già esercenti attività d'impresa al 1° gennaio 2015 devono inviare apposito modello telematico presente nel cassetto per artigiani e commercianti entro il 28 febbraio dell’anno per il quale intendono usufruire del regime agevolato. Attenzione; il termine è perentorio. Per cui, se non rispettato, l’adesione non sarà consentita per l’anno in corso e andrà presentata una nuova domanda entro il 28 febbraio dell’anno successivo e l’agevolazione sarà concessa con decorrenza 1° gennaio del relativo anno, sempreché il richiedente permanga in possesso dei requisiti. Il termine di decadenza del 28 febbraio vale anche per chi, esercitando attività di impresa prima del 1° gennaio 2015, non risulti ancora titolari di posizione attiva presso l’Inps (a questi mancano perciò poco più di due settimane per pensarci e fare adesione). Chi avvia una nuova attività d’impresa dal 1° gennaio 2015 e presume di essere in possesso dei requisiti può aderire al regime contributivo agevolato, presentando apposita domanda con «massima tempestività» rispetto alla data di ricezione della delibera di avvenuta iscrizione alla gestione previdenziale Inps.

Revoca

Tre ipotesi per l’uscita dal regime contributivo agevolato: venir meno dei requisiti che hanno consentito l'applicazione del beneficio; scelta del contribuente; comunicazione all'Inps, da parte delle Entrate, che il lavoratore non ha mai aderito al regime fiscale agevolato o non ha mai avuto i requisiti per aderire.

Altro documento di prassi

Inoltre, l’Inps, con la circolare n. 28 del 10 febbraio 2015, ha illustrato le modalità di versamento a mezzo F24 della contribuzione per invalidità, vecchiaia e superstiti dovuta per i soggetti iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo e al Fondo pensioni sportivi professionisti, a far data dal periodo di competenza gennaio 2015.

 

 

2) Rimborsi da assistenza fiscale ed eccedenze di versamento: pronti i codici per compensazioni in F24 da parte dei sostituti

Pronti i codici tributo che datori di lavoro ed enti pensionistici possono utilizzare per compensare in F24 le somme rimborsate a seguito di assistenza fiscale e le eccedenze di versamento di ritenute e di imposte sostitutive. Con l’istituzione dei nuovi codici, previsti dalla risoluzione n. 13/E del 10 febbraio 2015, l’Agenzia delle entrate dà attuazione alle novità contenute nel “Decreto semplificazioni” (Dlgs n. 175/2014, art. 15) per favorire la trasparenza e semplificare le operazioni da parte dei sostituti di imposta.

Rimborsi da assistenza fiscale, ecco i codici che entrano in F24 - Per consentire ai sostituti d’imposta di compensare, mediante il modello F24, le somme rimborsate sulla base dei prospetti di liquidazione delle dichiarazioni dei redditi e dei risultati contabili trasmessi da Caf e professionisti abilitati, sono istituiti i codici tributo:

- “1631” Somme a titolo di imposte erariali rimborsate dal sostituto d’imposta a seguito di assistenza fiscale

- “3796” Somme a titolo di ad