Diario fiscale del 10 febbraio 2015: l’agevolazione prima casa non spetta se la polizia urbana non conferma la residenza – IMU terreni agricoli montani

Pubblicato il 10 febbraio 2015



Equitalia: il pagamento del contribuente non sana il vizio della notifica; impronta archivio informatico: chiuso il canale per le comunicazioni; Regione Sicilia: dal 1° giugno 2015 versamento accise sull’energia elettrica con modello F24; attestati di iscrizione on line per i Revisori dei conti degli enti locali; conferma dell’agevolazione prima casa; scadenza IMU terreni agricoli montani; pronto il nuovo numero di Territorio Italia; Inail: lavoratori operanti in Paesi extracomunitari - retribuzioni convenzionali per l’anno 2015; rilevanza tributaria dell’atto di mutuo dissenso e delle prestazioni derivanti dalla risoluzione; redazione del bilancio: linee guida di Assirevi; ultimi sviluppi della disciplina dei ritardi di pagamento e recenti misure per il pagamento dei debiti commerciali delle PA; ESMA pubblica Final report del parere su atti delegati del Regolamento europeo sugli abusi di mercato

 

Indice:

 1) Equitalia: il pagamento del contribuente non sana il vizio della notifica

 2) Impronta archivio informatico: chiude il canale per le comunicazioni

 3) Regione Sicilia: dal 1° giugno 2015 versamento accise sull’energia elettrica con modello F24

 4) Attestati di iscrizione on line per i Revisori dei conti degli enti locali

 5) Conferma dell’agevolazione prima casa

 6) Scadenza Imu terreni agricoli montani

 7) Pronto il nuovo numero di Territorio Italia: focus su equità degli estimi catastali e nuove tecnologie

 8) Inail: lavoratori operanti in Paesi extracomunitari - retribuzioni convenzionali per l’anno 2015

 9) Rilevanza tributaria dell’atto di mutuo dissenso e delle prestazioni derivanti dalla risoluzione

 10) Redazione del bilancio: linee guida di Assirevi

 11) Ultimi sviluppi della disciplina dei ritardi di pagamento e recenti misure per il pagamento dei   debiti commerciali delle PA

 12) ESMA pubblica Final report del parere su atti delegati del Regolamento europeo sugli abusi di mercato

 

 

1) Equitalia: il pagamento del contribuente non sana il vizio della notifica

La notifica nulla è insanabile se sono decorsi i termini decadenziali. Per la Suprema Corte il vizio di nullità comporta anche la decadenza della pretesa impositiva

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2197 del 6 febbraio 2015, ha respinto il ricorso di Equitalia esortando di fare più attenzione alle notifiche. E’ infatti nulla l’ipoteca dell’esattore in caso di recapito dell’accertamento a un indirizzo sbagliato, anche quando il contribuente salda tutto o parte del debito.

Il pagamento non sana il vizio nella procedura attuata dalla società di riscossione. Secondo i giudici di legittimità, dunque, il pagamento della pretesa fiscale non sana la notifica per raggiungimento dello scopo.

Del resto, come rilevato dalla Suprema Corte, la natura sostanziale e non processuale dell’avviso di accertamento non osta all’applicazione di istituti appartenenti al diritto processuale e, pertanto, all’applicazione anche all’avviso di accertamento, ai sensi dell’art. 60 del DPR 600/1973, delle norme sulle notificazioni nel processo civile; ne consegue che trova altresì applicazione il regime delle nullità e delle sanatorie per quelle dettato, con la conseguenza che la nullità della notificazione dell’avviso di accertamento è sanata dal raggiungimento dello scopo dell’atto, ex art. 156 c.p.c., se il conseguimento dello scopo avvenga prima della scadenza del termine di decadenza.

Nel caso di specie, una società aveva impugnato l’iscrizione ipotecaria su suoi immobili per l’omessa notifica dell’atto presupposto, ovvero la cartella di pagamento emessa a seguito di avviso di accertamento. Effettivamente, questa era stata notificata in un comune diverso da quello in cui si trovava la sede legale della spa, come emergente dalle risultanze della Camera di Commercio.

 

 

2) Impronta archivio informatico: chiude il canale per le comunicazioni

L’Amministrazione finanziaria ha comunicato la chiusura del canale telematico per la trasmissione dell’impronta dei documenti informatici.

L’Agenzia delle entrate, con una nota del 6 febbraio 2015, ha, dunque, ufficializzato la chiusura del canale telematico per la trasmissione dell’impronta dei documenti informatici.

Come è noto, tale obbligo è venuto meno con l’entrata in vigore del D.M. 17 giugno 2014 e che, con la risoluzione n. 4 del 19 gennaio 2015, difatti era stato chiarito che tale adempimento non deve essere più realizzato anche con riferimento ai documenti conservati prima dell’entrata in vigore del suddetto decreto ministeriale.

L’invio dell’impronta dell’archivio informatico era originariamente finalizzata a datare con certezza l’esistenza dei documenti e delle firme apposte.

Tale esigenza è venuta meno con l’estensione della validità delle marche temporali da 3 a 20 anni che ha conseguentemente svuotato di significato l’obbligo di comunicare l’impronta dell’archivio informatico.

 

 

3) Regione Sicilia: dal 1° giugno 2015 versamento accise sull’energia elettrica con modello F24

E’ stato pubblicato, nella Gazzetta Ufficiale del 6 febbraio 2015, il Decreto 19 gennaio 2015 del MEF che stabilisce le modalità di versamento delle accise sull’energia elettrica fornita o consumata nella regione Sicilia tramite modello F24.

L’articolo 5, comma 3, del DPR n. 1074 del 1965 attribuisce alla regione Sicilia il gettito delle entrate concernenti le accise sull’energia elettrica di cui all’articolo 52 del D.lgs. n. 504/1995.

L’Amministrazione regionale, con una nota del 1° luglio 2014 (n. 9135), si era espressa favorevolmente in merito all’introduzione del sistema di pagamento F24 al fine di superare le criticità rappresentate dalla Direzione regionale per la Sicilia dell’Agenzia delle dogane e consentire, pertanto, una più efficace e tempestiva attività di accertamento.

A tal fine il D.M. adesso pubblicato in Gazzetta Ufficiale, prevede che a partire dal 1° giugno 2015 i soggetti di cui all’articolo 53 del D.lgs. 504/1995 dovranno effettuare il versamento dell’accisa sull’energia elettrica fornita o consumata nella regione Siciliana tramite il modello F24, sezione “accise”, indicando il codice tributo 2806, oppure i diversi codici tributo che saranno istituiti, secondo le istruzioni impartite dall’Agenzia delle dogane.

 

 

4) Attestati di iscrizione on line per i Revisori dei conti degli enti locali

Il Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali del Ministero dell’Interno ha comunicato il 6 febbraio 2015 sul proprio sito che è on line una nuova funzione dedicata agli iscritti all’Elenco dei Revisori dei conti degli enti locali, che ora potranno richiedere un attestato di iscrizione “anno per anno” attraverso l’area riservata.

Ogni iscritto, accedendo con le proprie credenziali alla pagina internet http://finanzalocale.interno.it/apps/revisori.php, può visualizzare l’apposita sezione dalla quale richiedere il documento. Entro un’ora dalla richiesta, il sistema informatico elaborerà l’attestato che sarà, quindi, trasmesso per posta elettronica certificata. Per motivi tecnici è possibile richiedere un solo documento per volta e occorre attendere un’ora prima di procedere con ulteriore richiesta.

Allo stesso indirizzo, sempre dopo aver inserito le proprie credenziali, è inoltre disponibile una nuova sezione dalla quale è possibile visualizzare tutti gli enti locali per i quali il Revisore ha partecipato al sorteggio e quelli in cui è stato eventualmente estratto come nominativo o come riserva.

 

 

5) Conferma dell’agevolazione prima casa

L’agevolazione prima casa non spetta se la polizia urbana non conferma la residenza.

Il dato anagrafico prevale sul dato reale, ma se il procedimento di attribuzione della residenza non va a “buon fine”, essa non si perfeziona. La condizione della residenza nel comune in cui si trova la “prima casa”, che, secondo la disciplina vigente, deve risultare sussistente entro 18 mesi dall’acquisto agevolato, si ritiene perfezionata, in linea di principio, nel giorno della dichiarazione di trasferimento resa dall’interessato nel comune di nuova residenza. Tuttavia, se, a seguito di un controllo operato dalla Polizia urbana, la spettanza della residenza viene, poi, negata, la residenza non può ritenersi sussistente nella data della richiesta.

A norma della Nota II-bis all’art. 1 della Tariffa, parte I, allegata al DPR 131/86, ai fini del godimento dell’agevolazione prima casa (che consente l’applicazione dell’imposta di registro e delle imposte ipotecaria e catastale o dell’IVA ridotte sull’acquisto immobiliare) è necessario, tra le altre condizioni, che l’immobile sia ubicato, alternativamente:

- nel territorio del comune in cui l’acquirente ha la propria residenza;

- nel territorio del comune in cui l’acquirente stabilirà la propria residenza entro 18 mesi dall’acquisto (l’intento del trasferimento deve essere manifestato nell’atto di acquisto a pena di decadenza);

- nel territorio del Comune in cui il contribuente svolge la propria attività, se diverso da quello in cui risiede;

- nel territorio del Comune in cui ha sede o esercita l’attività il soggetto da cui dipende l’acquirente che si sia trasferito all’estero per motivi di lavoro;

- in qualsiasi Comune sul territorio italiano, se l’acquirente è cittadino italiano emigrato all’estero.

(Corte di Cassazione, sentenza n. 2181 del 6 febbraio 2015)

 

 

6) Scadenza Imu terreni agricoli montani

Scade il 10 febbraio 2015 (oggi), il termine per pagare l’Imu sui terreni ex agricoli, ormai non più esenti, e per stabilire quali sono i contribuenti che devono versare e in che misura si deve tener conto dei criteri indicati dal D.L. n. 4/2015, che richiama la classificazione Istat dei Comuni “montani”.

Il provvedimento stabilisce che l’esenzione dal pagamento dell’imposta riguarda tutti proprietari di terreni agricoli situati nei comuni “montani” e nei comuni “parzialmente montani”, se posseduti da coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali (IAP). Al contrario, in tutti i comuni classificati dall’Istat come “non montani”, i proprietari di terreni agricoli dovranno invece pagare regolarmente.

Clausola di salvaguardia

Tuttavia vi è la possibilità di salvarsi in extremis dal pagamento dell’imposta, se si verifica che si era esentati in base alle regole del precedente decreto ministeriale del 28 novembre 2014. Così, i proprietari di terreni, che in base al D.L. 4/2015 rientrano nel novero dei contribuenti tenuti al pagamento, possono effettuare una verifica in più e vedere se in base ai criteri del precedente D.M. 28/11/2014 erano, invece, esentati.

In tal caso, essi potranno evitare, grazie ad una clausola di salvaguardia, il pagamento in scadenza il 10 febbraio relativo all’anno d’imposta 2014, mentre a partire dal prossimo anno (con riferimento all’anno d’imposta 2015) dovranno applicare i criteri del più recente decreto legge e, dunque, pagare regolarmente l’Imu.

Dall’incrocio dei due elenchi elaborati dall’Istat per il decreto Imu di fine 2014, che basava l’esenzione sulle altitudini, e per quello più recente del 2015, che ha introdotto la classificazione sintetica, si evidenzia una esenzione a sorpresa per 895 comuni, i cui contribuenti oggi possono così evitare di correre alla cassa.Ma non è tutto, i due provvedimenti hanno evidenziato anche altri tipi di esenzione, che riguardano solo alcune categorie di contribuenti. Per esempio, possono evitare di pagare l’Imu il 10 febbraio 2015 anche i coltivatori diretti e gli IAP che hanno pagato regolarmente nel 2014 in base alle vecchie regole e ora sono considerati esentati perché possiedono terreni in un Comune parzialmente montano.

Calcolo dell’aliquota

I proprietari dei terreni agricoli chiamati a pagare l’Imu il 10 febbraio dovranno calcolare l’importo dovuto in base all’aliquota standard statale del 7,6 per mille. Fanno eccezione solo pochi comuni che hanno già deciso delle aliquote “specifiche” su misura per i terreni.

Nuove regole per l’esenzione

In particolare, il D.L. n. 4/2015 ha reintrodotto un criterio di esenzione basato sulla classificazione dei comuni elaborata dall’ISTAT,in sostituzione dei criteri altimetrici introdotti dal D.M. 28 novembre 2014. La qualifica di comune “montano”, stando alle nuove regole, è pertanto nuovamente riferita all’elencazione predisposta dall’Istituto nazionale di statistica.

Il nuovo regime modula le esenzioni a seconda che i comuni di riferimento siano riconosciuti come totalmente o parzialmente montani, escludendo dall’agevolazione i terreni non montani.

Il punto di partenza per comprendere se l’IMU sia dovuta o meno è rappresentato dall’elenco ISTAT, dovendosi fare riferimento alla colonna denominata “Comune montano”.

Nel caso in cui tale colonna sia contrassegnata con la lettera “T” (totalmente montano), i relativi terreni sono esenti dal pagamento dell’IMU, sia per il 2014 che per le annualità successive.

L’imposta è, invece, dovuta con riferimento ai terreni situati nei Comuni contrassegnati dalla lettera “NM” (non montani).

Qualora il Comune sia contrassegnato dalla lettera “P” (parzialmente montano), l’esenzione è riservata ai soli contribuenti in possesso della qualifica di coltivatore diretto o di imprenditore agricolo professionale (IAP), iscritti nella previdenza agricola. Al contrario, il tributo è dovuto dai soggetti passivi che non rivestano una delle predette qualifiche.

L’art. 1, comma 2, D.L. n. 4/2015 stabilisce, inoltre, che per i terreni agricoli situati nei comuni parzialmente montani, l’IMU non è dovuta nel caso in cui gli stessi siano concessi in comodato o affitto a coltivatori diretti o a IAP.

Sul punto, il Dipartimento delle Finanze, nella risoluzione n. 2/DF del 3 febbraio 2015, ha chiarito che l’agevolazione spetta a condizione che il soggetto concedente (in affitto o in comodato) rivesta anch’egli la qualifica di coltivatore diretto o IAP.

Nel caso in cui il terreno risulti in comproprietà tra più soggetti, di cui solo alcuni in possesso delle suddette qualifiche professionali, l’IMU è dovuta solamente dai restanti comproprietari in base alla rispettiva quota di possesso.

I criteri appena descritti trovano applicazione per l’anno d’imposta 2014 e per quelli successivi. Tuttavia, al fine di tutelare i contribuenti che si fossero adeguati alle regole introdotte dal D.M. 28 novembre 2014, il D.L. n. 4/2015 fa salvi, per il solo 2014, gli effetti delle esenzioni stabilite in base alla previgente disciplina.

L’introduzione di questa “clausola di salvaguardia” comporta una serie di problematiche operative derivanti dal coordinamento dei due regimi. In particolare, un terreno esente in base alle regole del D.M. 28 novembre 2014, ma assoggettabile al tributo sulla base delle nuove regole, non sarà tenuto a versare l’IMU per il 2014, ma procederà all’applicazione della nuova disciplina nella liquidazione dell’imposta dovuta per il 2015.

Alla luce di ciò, per il solo 2014 sono esenti anche i terreni agricoli nei comuni localizzati ad una altitudine (determinata con riferimento al centro cittadini) superiore a 600 metri, anche se non ricompresi nell’elenco ISTAT. I terreni situati in Comuni con altitudine compresa tra 281 e 600 metri, invece, restano esenti nel caso in cui siano posseduti da coltivatori diretti e  IAP.

Sempre per il 2014, inoltre, resta ferma l’esenzione prevista dal D.M. 28 novembre 2014 per i terreni a immutabile destinazione agro-silvo-pastorale a proprietà collettiva indivisibile e non usucapibile.

 

 

7) Pronto il nuovo numero di Territorio Italia: focus su equità degli estimi catastali e nuove tecnologie

È consultabile dal 9 febbraio 2015 sul sito internet www.agenziaentrate.it il nuovo numero di Territorio Italia, la rivista tecnico-scientifica dell’Agenzia delle Entrate dedicata al governo del territorio, al catasto e al mercato immobiliare.

In questa edizione, il semestrale affronta i temi dell’uso e del valore dei suoli, del territorio inteso come risorsa culturale materiale e immateriale, della rendita urbana e dell’espropriazione.

Cos’è Territorio Italia

Pubblicato sia in lingua italiana che in inglese, Territorio Italia raccoglie un’eredità che risale al 1933, anno di fondazione della “Rivista del Catasto e dei Servizi Tecnici Erariali”. Oggi la pubblicazione rappresenta un punto di incontro e di discussione tra mondo accademico, esperti e Pubblica amministrazione, e tratta temi legati al catasto, alla cartografia, all’economia e alla finanza, con particolare attenzione agli aspetti innovativi del settore.

Suolo, terreno e spazio: gli approfondimenti

All’interno del nuovo numero, una riflessione sugli aspetti giuridici dell’espropriazione dei beni soggetti a uso civico, un approfondimento sul tema dell’equità degli estimi catastali, un saggio sul valore dei suoli edificabili in Italia e un’analisi sulle strategie organizzative mirate all’accrescimento della cultura valutativa nella Pubblica amministrazione.

Ampio spazio viene dato anche all’uso della tecnologia applicata al territorio, con un articolo sul mapping speditivo da sensori mobili per il controllo della conservazione dei valori paesaggistici del territorio e uno relativo ai rilievi terrestri dell’ambiente urbano con l’uso di tecnologie a scansione.

Infine, un approfondimento sulle nuove forme di connessione sociale viene proposto da un saggio che analizza il passaggio dallo spazio concreto allo spazio virtuale grazie all’utilizzo dei nuovi mezzi di comunicazione.

Dove trovare la rivista - Territorio Italia può essere scaricato gratuitamente dal sito internet dell’Agenzia delle Entrate, nella sezione L'Agenzia comunica > Prodotti editoriali > Pubblicazioni su catasto, cartografia e mercato immobiliare.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 18 del 9 febbraio 2015)

 

 

8) Inail: lavoratori operanti in Paesi extracomunitari - retribuzioni convenzionali per l’anno 2015

L’Inail ha emanato la circolare n. 28 del 6 febbraio 2015, con la quale informa circa le retribuzioni convenzionali mensili da prendere a base per il calcolo dei contributi 2015 dovuti per i lavoratori operanti all’estero in Paesi extracomunitari.

La normativa, pur riferendosi ai soli lavoratori italiani, è applicata anche ai cittadini comunitari (Trattato dell’Unione europea, parte seconda – non discriminazione e cittadinanza dell’Unione, art. 18 del TCE) e ai cittadini extracomunitari.

Trattandosi di retribuzioni convenzionali riferite a lavoratori che svolgono attività lavorativa subordinata, sono escluse da tale ambito altre tipologie di rapporto di lavoro, quali ad esempio, le collaborazioni coordinate e continuative e le collaborazioni occasionali.

Tali retribuzioni valgono per i lavoratori operanti nei Paesi extracomunitari diversi da quelli con i quali sono in vigore accordi di sicurezza sociale, anche parziali.

Pertanto, ai fini assicurativi Inail, sono esclusi dall’ambito di applicazione del regime delle retribuzioni convenzionali in argomento gli:

Stati membri dell’Unione Europea:

Austria, Belgio, Croazia, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Olanda, Portogallo, Regno Unito, Spagna, Svezia, Repubblica Ceca, Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Slovacchia, Slovenia, Ungheria, Bulgaria, Romania.

Stati ai quali si applica la normativa comunitaria:

Liechtenstein, Norvegia, Islanda

Svizzera

Stati con i quali sono state stipulate convenzioni di sicurezza sociale:

Argentina

Australia (Stato del Victoria)

Brasile

Canada (provincia dell’Ontario; provincia del Quebec)

Capoverde

Isole del Canale (Jersey, Guersney, Aldernay, Herm, Jetou)

ex Jugoslavia (repubbliche di Bosnia Erzegovina, Macedonia e Repubblica federale di Jugoslavia costituita da Serbia, Montenegro e Kosovo)

Principato di Monaco

San Marino

Santa Sede

Tunisia

Turchia

Uruguay

Venezuela

 

 

9) Rilevanza tributaria dell’atto di mutuo dissenso e delle prestazioni derivanti dalla risoluzione

Sul proprio sito internet, il Consiglio Nazionale del Notariato ieri ha pubblicato lo studio n. 142-2014/T incentrato sulla rilevanza tributaria dell’atto di mutuo dissenso e delle prestazioni derivanti dalla risoluzione.

L’atto di mutuo dissenso quale negozio con autonoma causa (diretto a ripristinare la stessa situazione giuridica precedente alla conclusione del primo contratto mediante la produzione di un effetto giuridico di tipo eliminativo-risolutorio) non dà luogo alla restituzione dell’imposta corrisposta sull’atto di trasferimento che il mutuo dissenso risolve e mancando di un effetto traslativo non è riconducibile all’ambito dell’imposta sulle successioni e donazioni; esso - in applicazione dei principi generali del tributo di registro - sarà, dunque, assoggettato all’imposta in misura fissa.

L’art. 28, comma 2, del TUR, relativo alla risoluzione del contratto, si limita a disciplinare la tassazione delle prestazioni derivanti dalla risoluzione per mutuo dissenso. Se dall’interpretazione di questa disposizione si può giungere a differenti conclusioni circa l’aliquota cui assoggettare le prestazioni necessariamente derivanti dal mutuo dissenso che integrino il presupposto del tributo di registro, in ogni caso si può però escludere che trovino applicazione le aliquote previste per i trasferimenti di beni immobili. La mancanza di effetti traslativi dell’atto di mutuo dissenso comporta, inoltre, l’applicazione delle imposte ipotecaria e catastale nella misura fissa di euro 200.

 

 

10) Redazione del bilancio: linee guida di Assirevi

Assirevi ha pubblicato le linee guida per il controllo contabile del bilancio al fine di facilitare e integrare le procedure di revisione.

Le liste di controllo scaricabili dal sito dell’associazione costituiscono, peraltro, un prezioso contributo alla corretta predisposizione del bilancio aiutando a limitare errori e omissioni in conformità con la normativa e le corrette pratiche nazionali.

La stessa Assirevi ricorda che il quadro normativo per la predisposizione dell’informativa finanziaria per le imprese in continuità aziendale è rappresentato nell’ordinamento italiano dalle norme di legge che disciplinano i criteri di redazione del bilancio, integrate e interpretate dai principi contabili italiani. Tali principi, inizialmente pubblicati a cura dei Consigli Nazionali dei Dottori Commercialisti e dei Ragionieri, sono stati successivamente modificati dall’Organismo Italiano di Contabilità (OIC) per riflettere i cambiamenti intervenuti a seguito della riforma del diritto societario e sono stati oggetto, nel corso del 2014, di una rilevante attività di revisione e aggiornamento.

Lo stesso OIC, nel suo ruolo di Standard Setter contabile nazionale, ha inoltre pubblicato nel corso del tempo ulteriori principi contabili.

In particolare, con riferimento all’attività di revisione e aggiornamento di cui sopra, si ricordano le numerose novità introdotte nel 2014 e in particolare il nuovo OIC 10 dedicato al rendiconto finanziario che considera la liquidità quale risorsa finanziaria da prendere come riferimento, escludendo la possibilità di utilizzare il capitale circolante netto.

La continua evoluzione dei principi contabili e delle norme nazionali in materia comportano un importante sforzo di apprendimento e aggiornamento da parte degli operatori che si trovano a redigere i bilanci d’esercizio.

Le liste di controllo predisposte da Assirevi rappresentano procedure complete e aggiornate in seguito all’evoluzione nella normativa e nei principi contabili di riferimento, un utile strumento di sintesi non solo per coloro che svolgono attività di revisione contabile, ma anche per coloro che sono direttamente coinvolti nel processo.

Nuovo rendiconto finanziario

Con l’emanazione del nuovo principio contabile, l’Organismo Italiano di Contabilità (OIC) ha approfondito l’analisi del rendiconto finanziario, alla luce della sua valenza informativa raccomandandone l’adozione a tutte le tipologie societarie, sebbene ciò non sia espressamente previsto dal nostro codice civile.

L’art. 2423, co. 2, c.c. prevede che il bilancio deve essere redatto con chiarezza e deve rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria della società nonché il risultato economico dell’esercizio. Il codice civile, tuttavia, non prevede espressamente la redazione del rendiconto finanziario come schema di bilancio obbligatorio. In effetti, le indicazioni precedenti, datate maggio 2005, contenute nell’OIC 12 “Composizione e schemi del bilancio d’esercizio di imprese mercantili, industriali e di servizi” escludevano le imprese di piccole dimensioni.

Il nuovo OIC 10 rispetto al precedente OIC 12 ha provveduto a:

- eliminare la risorsa finanziaria del capitale circolante netto per la redazione del rendiconto, in quanto considerata obsoleta, poco utilizzata dalle imprese e non prevista dalla prassi contabile internazionale. La risorsa finanziaria presa a riferimento per la redazione del rendiconto è rappresentata dalle disponibilità liquide;

- riformulare le definizioni di gestione reddituale, attività di investimento e attività di finanziamento;

- inserire alcune indicazioni circa l’aggiunta, il raggruppamento e la suddivisione dei flussi finanziari; è stato, inoltre, inserito il generale divieto di compensazione tra flussi finanziari;

- inserire alcune indicazioni in merito al rendiconto finanziario consolidato;

introdurre la distinzione tra flussi finanziari derivanti dal capitale proprio o dal capitale di debito nella presentazione del flusso dell’attività di finanziamento;

- specificare che il flusso finanziario derivante dall’acquisizione di una società controllata (nel bilancio consolidato) o di un ramo di azienda (nel bilancio d’esercizio) è presentato distintamente nell’attività di investimento, al netto delle disponibilità liquide acquisite o dismesse come parte dell’operazione;

- specificare, che i flussi finanziari connessi ai derivati di copertura sono presentati nella stessa categoria dei flussi finanziari dell’elemento coperto;

eliminare alcune alternative contabili previste nel precedente OIC 12 per motivi - di comparabilità e semplificazione. Infatti, i dividendi ricevuti e pagati sono presentati distintamente, rispettivamente, nella gestione reddituale e nell’attività di finanziamento e le imposte sul reddito sono presentate distintamente nella gestione reddituale.

La scelta dell’OIC trova origine nell’impatto informativo del rendiconto finanziario, che essendo incluso nella nota integrativa, rappresenta un importante strumento necessario per avere un quadro esatto della situazione finanziaria e della sua evoluzione, anche alla luce di quanto stabilito dai Principi Internazionali con lo IAS 7 - Statement of cash flow, al fine di eventuali raffronti con gli schemi internazionali.

L’OIC 10 si applica ai bilanci chiusi a partire dal 31 dicembre 2014.

Schema n. 1: flusso della gestione reddituale determinato con il metodo diretto

 

20XX+1

20XX

Incassi da clienti

 

 

Altri incassi

 

 

(Pagamenti a fornitori per acquisti)

 

 

(Pagamenti a fornitori per servizi)

 

 

(Pagamenti al personale)

 

 

(Altri pagamenti)

 

 

(Imposte pagate sul reddito)

 

 

Interessi incassati/( pagati)

 

 

Dividendi incassati

 

 

Flusso finanziario dalla gestione reddituale (A)

 

 

 

 

 

Immobilizzazioni materiali

 

 

(Investimenti)

 

 

Prezzo di realizzo disinvestimenti

 

 

Immobilizzazioni immateriali

 

 

(Investimenti)

 

 

Prezzo di realizzo disinvestimenti

 

 

Immobilizzazioni finanziarie

 

 

(Investimenti)

 

 

Prezzo di realizzo disinvestimenti

 

 

Attività finanziarie non immobilizzate

 

 

(Investimenti)

 

 

Prezzo di realizzo disinvestimenti

 

 

Acquisizione o cessione di società controllate o di rami   d’azienda al netto delle disponibilità liquide

 

 

Flusso finanziario dall’attività di investimento (B)

 

 

 

 

 

Mezzi di terzi

 

 

Incremento (decremento) debiti a breve verso banche

 

 

Accensione finanziamenti

 

 

Rimborso finanziamenti

 

 

Mezzi propri

 

 

Aumento di capitale a pagamento

 

 

Cessione (acquisto) di azioni proprie

 

 

Dividendi (e acconti su dividendi) pagati

 

 

Flusso finanziario dall’attività di finanziamento (C)

 

 

Incremento (decremento) delle disponibilità liquide (A ±   B ± C)

 

 

Disponibilità liquide al 1° gennaio 20XX+1

 

 

Disponibilità liquide al 31 dicembre 20XX+1

 

 

Schema n. 2: flusso della gestione reddituale determinato con il metodo indiretto

 

20XX+1

20XX

Utile (perdita) dell’esercizio

 

 

Imposte sul reddito

 

 

Interessi passivi/(interessi attivi)

 

 

(Dividendi)

 

 

(Plusvalenze)/minusvalenze derivanti dalla cessione di   attività

 

 

plus/minusvalenze da cessione

 

 

Rettifiche per elementi non monetari che non hanno avuto   contropartita nel capitale circolante netto

 

 

Accantonamenti ai fondi

 

 

Ammortamenti delle immobilizzazioni

 

 

Svalutazioni per perdite durevoli di valore

 

 

Altre rettifiche per elementi non monetari

 

 

 

 

 

Variazioni del capitale circolante netto

 

 

Decremento/(incremento) delle rimanenze

 

 

Decremento/(incremento) dei crediti vs clienti

 

 

Incremento/(decremento) dei debiti verso fornitori

 

 

Decremento/(incremento) ratei e risconti attivi

 

 

Incremento/(decremento) ratei e risconti passivi

 

 

Altre variazioni del capitale circolante netto

 

 

 

 

 

Altre rettifiche

 

 

Interessi incassati/(pagati)

 

 

(Imposte sul reddito pagate)

 

 

Dividendi incassati

 

 

(Utilizzo dei fondi)

 

 

 

 

 

Flusso finanziario della gestione reddituale (A)

 

 

 

 

 

Immobilizzazioni materiali

 

 

(Investimenti)

 

 

Prezzo di realizzo disinvestimenti

 

 

Immobilizzazioni immateriali

 

 

(Investimenti)

 

 

Prezzo di realizzo disinvestimenti

 

 

Immobilizzazioni finanziarie

 

 

(Investimenti)

 

 

Prezzo di realizzo disinvestimenti

 

 

Attività finanziarie non immobilizzate

 

 

(Investimenti)

 

 

Prezzo di realizzo disinvestimenti

 

 

Acquisizione o cessione di società controllate o di rami   d’azienda al netto delle disponibilità liquide

 

 

Flusso finanziario dell’attività di investimento (B)

 

 

 

 

 

Mezzi di terzi

 

 

Incremento (decremento) debiti a breve verso banche

 

 

Accensione finanziamenti

 

 

Rimborso finanziamenti

 

 

Mezzi propri

 

 

Aumento di capitale a pagamento

 

 

Cessione (acquisto) di azioni proprie

 

 

Dividendi (e acconti su dividendi) pagati

 

 

Flusso finanziario dell’attività di finanziamento (C)

 

 

Incremento (decremento) delle disponibilità liquide (A ±   B ± C)

 

 

Disponibilità liquide al 1° gennaio 20XX+1

 

 

Disponibilità liquide al 31 dicembre 20XX+1

 

 

 

 

11) Ultimi sviluppi della disciplina dei ritardi di pagamento e recenti misure per il pagamento dei debiti commerciali delle PA

Assonime, con la circolare n. 2 del 09/02/2015, illustra le novità normative intervenute dal settembre 2014 ad oggi in tema di disciplina generale dei ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali (decreto legislativo n. 231/2002), trasparenza dei tempi di pagamento delle pubbliche amministrazioni e misure per lo sblocco dei debiti commerciali pregressi.

La circolare analizza anzitutto le norme di interpretazione autentica e le modifiche della disciplina generale dei ritardi di pagamento introdotte dalla legge europea 2013-bis per assicurare il corretto recepimento della direttiva 2011/7/UE a fronte di alcuni rilievi espressi dalla Commissione europea. Di particolare rilievo è la nuova previsione sulle “prassi gravemente inique” che si affianca a quella, già prevista, sulle “clausole contrattuali gravemente inique”.

Con riferimento alla trasparenza dei tempi di pagamento delle pubbliche amministrazioni, la circolare si sofferma sul decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 22 settembre 2014 che ha definito gli schemi tipo e le modalità da adottare per la pubblicazione sui siti internet istituzionali dell’indicatore di tempestività dei pagamenti (annuale e trimestrale).

Riguardo alle misure di pagamento dei debiti pregressi delle pubbliche amministrazioni, vengono esaminate le previsioni del decreto legge n. 133/2014 (“Sblocca Italia”), modificate dalla legge di stabilità 2015, che hanno disposto per gli anni 2014 e 2015 l’esclusione dai vincoli del Patto di stabilità dei pagamenti degli enti territoriali relativi a debiti in conto capitale maturati al 31 dicembre 2013. Infine, la circolare segnala la possibilità prevista dalla legge di stabilità 2015 di compensare anche per il 2015 le cartelle esattoriali in favore delle imprese titolari di crediti commerciali maturati nei confronti della pubblica amministrazione e certificati, qualora la somma iscritta a ruolo sia inferiore o pari al credito vantato.

 

 

12) ESMA pubblica Final report del parere su atti delegati del Regolamento europeo sugli abusi di mercato

Il 3 febbraio scorso l’ESMA ha pubblicato il Final Report relativo al parere tecnico sui possibili atti delegati del Regolamento sugli abusi di mercato (Regolamento UE n. 596/2014). Il documento, che fa seguito alla consultazione avviata il luglio scorso su due Consultation Paper (nn. 808 e 809, rispettivamente sul parere tecnico su possibili atti delegati e sulle norme tecniche di attuazione) cui Assonime aveva risposto, rappresenta il documento finale a conclusione dell’iter sul Consultation Paper n. 808.Il documento è diviso i 5 sezioni che riguardano: i) la specificazione degli indicatori della manipolazione del mercato; ii) la fissazione delle soglie per i partecipanti al mercato delle quote di emissioni ai fini dell’esenzione dagli obblighi di comunicazione delle informazioni privilegiate, iii) la determinazione dell’Autorità competente per la notifica del ritardo nella comunicazione delle informazioni privilegiate; iv) le operazioni dei managers; v) la segnalazione di violazioni.Si segnala, per quanto di interesse, che:

- quanto alla determinazione dell’Autorità competente per la notifica del ritardo nella comunicazione delle informazioni privilegiate, l’ESMA ha confermato le previsioni contenute nel Consultation Paper facendo sostanzialmente riferimento all’Autorità competente dello Stato membro in cui l’emettente ha la sede legale;

- con riguardo alle operazioni dei managers: i) l’ESMA ha confermato che rientrano tra le operazioni da notificare anche le donazioni e le eredità. La data della transazione è quella dell’accettazione; ii) per le transazioni in indici o basket, l’ESMA ha confermato che vanno notificate quelle in cui le azioni dell’emittente o i titoli di debito del medesimo emittente pesano il 20% o più; iii) l’obbligo di notifica delle transazioni in quote di investimento collettivo ricorre, qualora la persona che esercita funzioni di amministrazione, direzione e controllo (di seguito “PDMR”) non abbia discrezionalità, solo se si verificano entrambe le seguenti condizioni: i) il PDMR conosce la composizione del portafoglio; ii) l’investimento nelle quote del fondo in titoli dell’emittente pesa più del 20%. Le transazioni in quote di investimento collettivo in cui il PDMR ha invece discrezionalità, oltre a far sorgere gli obblighi di notifica se ricorrono le condizioni di cui sopra, impongono al PDMR l’obbligo di notificare, non solo le proprie transazioni, ma anche quelle eseguite dal fondo medesimo; iv) sempre con riferimento alle operazioni soggette all’obbligo di comunicazione, l’ESMA ha confermato che la notifica delle stock options riguarda sia l’esercizio che l’accettazione (diversamente da quanto ora previsto nel nostro ordinamento); v) con riferimento alle restrizioni all’operatività per i PDMR nei periodi precedenti la pubblicazione delle relazioni finanziarie periodiche (closed periods), l’ESMA ha confermato che tali restrizioni riguardano anche le transazioni eseguite, per conto del PDMR, nel contesto di una gestione di portafoglio individuale o collettiva. In tale caso se il PDMR conosce la composizione del portafoglio e l’investimento del gestore in titoli dell’emittente pesa più del 20%, il PDMR è soggetto alle restrizioni sull’operatività. Se invece il PDMR ha anche discrezionalità, oltre al divieto di operare, si applica anche l’obbligo per il PDMR medesimo di informare il gestore dell’inizio del closed period.

(Assonime, nota del 09/02/2015)

 

Vincenzo D’Andò