Diario quotidiano del 5 febbraio 2015: artigiani e commercianti, regole per i contributi INPS 2015

Pubblicato il 5 febbraio 2015

verbale Gdf: insufficiente per l’accusa di evasione fiscale; l’assicurazione sia pure obbligatoria non copre i rischi del Commercialista; credito d’imposta per chi investe nella musica; split payment: decreto attuativo in G.U.; voluntary disclosure: anche i legali e i revisori contabili possono presentare la domanda; codici tributo per il versamento con F24 delle somme dovute in relazione all’assolvimento dell’imposta di bollo virtuale; partono i nuovi controlli al flusso UNIEMENS-ListaPosPA; protocollo d’intesa Coni - commercialisti; Corte Ue: riporto condizionato per le perdite infragruppo; gestione pubblica: conguaglio previdenziale di fine anno 2014; doppia intesa delle Entrate con gli enti di previdenza Epap e Eppi: i contributi si versano con F24; artigiani ed esercenti attività commerciali: regole per la contribuzione 2015; no redditometro al contribuente con redditi dichiarati dal familiare; incentivo per assunzioni a tempo indeterminato

 

Indice:

 1) Verbale Gdf: insufficiente per l’accusa di evasione fiscale

 2) L’assicurazione sia pure obbligatoria non copre i rischi del Commercialista

 3) Credito d’imposta per chi investe nella musica: decreto in G.U.

 4) Split payment: decreto attuativo del MEF in Gazzetta Ufficiale

 5) Voluntary disclosure: anche i legali e i revisori contabili, quali intermediari possono presentare la   domanda

6) Istituiti i codici tributo per il versamento con F24 delle somme dovute in relazione all’assolvimento   dell’imposta di bollo virtuale

 7) Partono i nuovi controlli al flusso UNIEMENS-ListaPosPA

 8) Protocollo d’intesa: accordo Coni - commercialisti

 9) Corte Ue: riporto condizionato per le perdite infragruppo

 10) Gestione pubblica: conguaglio previdenziale di fine anno 2014

11) Doppia intesa delle Entrate con gli enti di previdenza Epap e Eppi: I contributi si versano con F24

 12) Artigiani ed esercenti attività commerciali: contribuzione per l’anno 2015

 13) No redditometro al contribuente con redditi dichiarati dal familiare

 14) Incentivo per assunzioni a tempo indeterminato

 

 

1) Verbale Gdf: insufficiente per l’accusa di evasione fiscale

Verbale Gdf: da solo non basta, occorrono altri elementi. Il processo verbale di constatazione redatto dalla Guardia di finanza è insufficiente, da solo, a radicare un'accusa per evasione fiscale e, soprattutto, a far ritenere superata la soglia di punibilità. È, infatti, necessario che gli inquirenti conducano le indagini ulteriori nel rispetto delle garanzie dell’imputato, così come avviene in tutti i processi penali. Il dietrofront rispetto a posizioni espresse in passato emerge dalla sentenza n. 4919 del 3 febbraio 2015 dalla Corte di Cassazione. Il giudice del processo penale, d’ora in avanti, non potrà più fondare le accuse solo sul lavoro svolto dalla Gdf ma saranno necessarie altre indagini. Per la terza sezione penale, infatti, «se è necessario aspettare i risultati complessivi dell’accertamento per valutare se vi sia stato o meno il superamento della soglia di punibilità, allora la conseguenza è che, per i reati tributari che prevedono una tale soglia, non dovrebbero mai essere adottate le modalità previste dall’art. 220 disp. att. cpp (garanzie dell'imputato)». Tale tesi, però, non pare ammissibile perché porterebbe ad una elusione degli obblighi di legge, con lesione del diritto di difesa e dei principi del giusto processo. Inoltre, le dette modalità devono essere seguite quando emergono indizi di reato e non solo quando emerga la prova di un reato, il che significa che per rendere operante la norma di garanzia non occorre che sia stata già raggiunta la prova del superamento della soglia di punibilità, ma è sufficiente che vi sia una concreta probabilità che la soglia possa essere superata.

Indipendentemente da questo, nel caso in esame nel quale venivano contestati ricavi in nero a un'immobiliare, la Corte d’appello di Firenze non ha valutato se dopo le prime indagini fossero emersi indizi di reato che imponevano il ricorso alle disposizioni del cpp e non ha nemmeno esaminato l'eccezione della difesa secondo cui nel verbale di constatazione si affermava che già in data 31.1.2009 erano emerse ipotesi penalmente rilevanti. Ma non è ancora tutto.

Nell’ottica più garantista per il contribuente la Cassazione ha, inoltre, chiarito che ha fatto male la Corte fiorentina ad affermare che il verbale di constatazione delle Fiamme gialle ben poteva sostituire in blocco l’istruttoria dibattimentale, una volta che le parti non hanno chiesto alcun ulteriore approfondimento sul piano delle prove. Nel caso specifico l’imprenditore non è stato assolto nel merito ma il reato è stato dichiarato estinto per prescrizione perché gli elementi addotti in ricorso dalla difesa non sono riusciti a smontare l’impianto accusatorio. La Procura generale del Palazzaccio ha chiesto che il ricorso fosse respinto, arrivando, così, a una conclusione diversa da quella adottata.

 

 

2) L’assicurazione sia pure obbligatoria non copre i rischi del Commercialista

Assurdo, ma vero. I commercialisti sono scoperti sulle sanzioni tributarie connesse allo svolgimento della propria attività. Non è possibile, infatti, sottoscrivere polizze assicurative per la responsabilità civile verso terzi: così, il professionista è costretto a rispondere e garantire con il proprio patrimonio nei confronti dell’Amministrazione finanziaria.

La denuncia proviene dall’Associazione nazionale commercialisti, che chiede al legislatore di rivedere l’attuale regime di responsabilità applicabile ai professionisti, intervenendo anche sul sistema sanzionatorio, definito «sperequato», in occasione dell’approvazione del decreto attuativo sulle sanzioni tributarie, in attuazione della delega fiscale. «Il costo delle polizze professionali», afferma Marco Cuchel, presidente Anc, «non è il problema.

Sappiamo bene, infatti, che il vero problema è rappresentato dall’impossibilità, ai sensi della normativa che oggi vige nel nostro paese, di assicurare il rischio diretto per le sanzioni tributarie irrogate nei confronti del professionista, connesse allo svolgimento della sua attività». A oggi, infatti, per i professionisti «sussiste il vincolo della non assicurabilità, per tale fattispecie, che li espone, senza che abbiano facoltà di avvalersi di alcuna copertura, alla possibilità di dover rispondere e garantire con il proprio patrimonio nei confronti dell’Amministrazione finanziaria». «A fronte delle crescenti responsabilità che gravano in capo ai professionisti», prosegue l’Anc, «l’inadeguatezza dell’attuale normativa è palese e dovrebbe indurre il legislatore ad affrontare finalmente il problema, reintroducendo per gli operatori professionali, come previsto in merito alla responsabilità dei manager di società di capitale, la sottoscrizione di polizze assicurative per la responsabilità civile verso terzi». «Se da una parte», sottolinea ancora Cuchel, «dal 15 agosto 2013 è scattato per i commercialisti l’obbligo di stipulare idonea polizza assicurativa per i rischi derivanti dall'esercizio dell’attività professionale, dall'altra l’efficacia di tale copertura è praticamente nulla per quanto riguarda le sanzioni dirette, inflitte al professionista in qualità di soggetto che ha commesso materialmente l’irregolarità».

 

 

3) Credito d’imposta per chi investe nella musica: decreto in G.U.

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 27 del 3 febbraio 2015 è stato pubblicato il D.M. 2 dicembre 2014 con cui il Ministero dei beni culturali indica le modalità operative del credito d’imposta per la promozione della musica e dei giovani talenti previsto dal decreto Cultura (D.L. 91/2013).

In particolare, al fine di agevolare la ripresa del sistema musicale italiano, l’art. 7 del D.L. n. 91/2013 (c.d. decreto Cultura) ha istituito un credito d’imposta, ai fini delle imposte sui redditi, per ciascuna delle annualità 2014, 2015 e 2016, nel limite di spesa di 4,5 milioni di euro annui e fino ad esaurimento delle risorse disponibili, a beneficio delle imprese produttrici di fonogrammi e di videogrammi musicali, esistenti almeno dal 1° gennaio 2012. Sono escluse dall’agevolazione le imprese controllate da parte di editori di servizi media audiovisivi.

Il credito d’imposta è riconosciuto nella misura del 30% dei costi sostenuti per attività di sviluppo, produzione, digitalizzazione e promozione di registrazioni fonografiche o videografiche musicali, che risultino opere prime o seconde. L’agevolazione spetta fino all’importo massimo di 200.000 euro nei tre anni d’imposta.

Sul piano operativo, il D.M. prevede che dal 1° gennaio al 28 febbraio dell’anno successivo a quello di commercializzazione dell’opera, intesa come data di prima messa in commercio del relativo supporto fisico, le imprese interessate dovranno presentare al Ministero dei Beni culturali un’apposita istanza telematica, secondo modalità che verranno stabilite dal Ministero stesso entro 90 giorni.

Per quanto concerne le modalità di utilizzo del credito, è previsto che lo stesso non rileva ai fini delle imposte sul red