Diario fiscale del 3 febbraio 2015: reverse charge anche per le pulizie negli studi professionali

 

Indice:
 1) Split payment: ecco il decreto attuativo del MEF
2) Dichiarazioni dei redditi: online tutti i modelli definitivi per il 2015
 3) Regime forfettario 2015: circolare della Fondazione studi
 4) Comunicazioni black list: limite di € 10.000 cumulativo
 5) Criteri e modalità per il deposito telematico dei titoli della proprietà industriale
6) Gestione artigiani e commercianti: avvisi bonari rata con scadenza novembre 2014
 7) Reverse charge anche per la pulizia negli studi professionali
 8) Importi massimi dei trattamenti di integrazione salariale, mobilità, indennità di disoccupazione ASpI – anno 2015
 9) Niente più deduzioni IRAP per i lavoratori agricoli a tempo determinato
 10) Pegno, usufrutto e sequestro “parziali” su partecipazione di s.r.l.: studio del Notariato

 
 
1) Split payment: ecco il decreto attuativo del MEF
Il 30 gennaio 2015, sul proprio sito internet, il Ministero delle Finanze ha pubblicato l’atteso decreto attuativo sullo split payment (fatture emesse alla Pubblica Amministrazione).
Lo split payment consiste, sostanzialmente, in un meccanismo di scissione dell’IVA, in base al quale, per le operazioni Per le cessioni di beni e per le prestazioni di servizi effettuate nei confronti si alcune amministrazioni pubbliche per i quali i suddetti cessionari o committenti non sono debitori d’imposta ai sensi delle disposizioni in materia di IVA, l’imposta è in ogni caso versata dai medesimi.
In pratica, si assiste ad una “scissione” tra il cedente/prestatore, soggetto che secondo le regole ordinarie è il debitore d’imposta e il cessionario/committente (P.A.) a cui viene attribuito l’onere di versare l’imposta.
Pertanto i fornitori di beni e servizi alla pubblica amministrazione riceveranno l’importo del corrispettivo al netto dell’IVA che verrà così versata, dai soggetti pubblici cessionari, direttamente all’erario.
Enti pubblici interessati
Le pubbliche amministrazioni interessate alla norma sono le seguenti:
– Stato e organi dello Stato ancorché dotati di personalità giuridica;
– enti pubblici territoriali (regioni, comuni, ecc.) e consorzi tra essi;
– camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura;
– istituti universitari;
– aziende sanitarie locali;
– enti ospedalieri, enti pubblici di ricovero e cura aventi prevalente carattere scientifico;
– enti pubblici di assistenza e beneficenza e di previdenza.
Il meccanismo dello split payment si applica alle operazioni per le quali le suddette amministrazioni non sono debitori d’imposta ai sensi delle disposizioni generali in materia di IVA.
Il decreto attuativo, all’art. 1, stabilisce che il nuovo regime va applicato dalle amministrazioni e dagli enti pubblici già destinatari delle norme in materia di IVA a esigibilità differita (articolo 6, quinto comma, secondo periodo, del D.P.R. n. 633/1972).
Obblighi in capo ai cedenti/prestatori
Il decreto definisce gli adempimenti operativi in capo ai soggetti che effettuano operazioni (cessioni/prestazioni) nei confronti dei suddetti enti pubblici (si ricorda, comunque, che non sono interessati i soggetti i cui compensi per prestazioni di servizi sono assoggettati a ritenute alla fonte a titolo di imposta sul reddito, quali, ad esempio, i professionisti).
Nel dettaglio, i fornitori delle P.A.:
– devono emettere regolarmente la fattura rispettando le indicazioni prescritte dall’articolo 21 del D.P.R. n. 633/1972 e apponendo l’annotazione “scissione dei pagamenti” sulla medesima;
– devono registrare la fattura secondo gli ordinari termini indicati dagli articoli 23 e 24 del D.P.R. n. 633/1972;
– non devono computare come IVA a debito l’imposta indicata nella fattura, la quale, quindi non parteciper…

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