Diario quotidiano del 2 febbraio 2015, voluntary disclosure studi di settore ed altro…

Pubblicato il 2 febbraio 2015



approvati i modelli dichiarativi fiscali definitivi: UNICO 2015 PF - SP - ENC; collaborazione volontaria: raddoppio dei termini dal 2009; studi di settore: niente obbligo di adeguarsi; esonero contributivo triennale: chiarimenti INPS; agenzia delle entrate e Figc: rinnovata l’intesa per lo scambio di informazioni; é intesa anche tra Entrate e Federazione Italiana Pallacanestro; disponibile il software per trasmettere la dichiarazione Iva 2015; decreto legge Investment compact; voluntary disclosure: on line modello e istruzioni; importi massimi per trattamenti di disoccupazione per l’edilizia; novità sul regime IVA di inversione contabile (reverse charge)

 

Indice:

 1) Collaborazione volontaria: raddoppio dei termini dal 2009

 2) Studi di settore: niente obbligo di adeguarsi

 3) Esonero contributivo triennale: chiarimenti dall’INPS

 4) Agenzia   delle entrate e Figc: rinnovata l’intesa per lo scambio di informazioni

 5) E’ intesa anche tra Entrate e Federazione Italiana Pallacanestro

 6) Disponibile il software per trasmettere la dichiarazione Iva 2015

7) Decreto legge Investment compact: nuova figura delle PMI innovative

 8) Operazione voluntary disclosure: on line il modello definitivo con le istruzioni

 9) Importi massimi per trattamenti di disoccupazione per l’edilizia

 10) Le novità sul regime IVA di inversione contabile (reverse charge): circolare della Fondazione commercialisti

 

 

1) Collaborazione volontaria: raddoppio dei termini dal 2009

Voluntary disclosure: raddoppio dei termini dal 2009. L’Agenzia delle entrate ritiene applicabile il raddoppio dei termini per l’accertamento a tutti gli anni d’imposta in relazione ai quali termini per l’accertamento ordinario non fossero scaduti al momento di entrata in vigore del D.L. 78/2009.

Ecco tutte le altre risposte dell’Agenzia delle entrate a Telefisco 2015.

Operazioni straordinarie, versamenti “mobili” per le società di persone

Nell’ambito delle operazioni straordinarie la data ultima per il versamento delle imposte dovute dalle società di persone è il giorno 16 del mese successivo a quello di scadenza del termine di presentazione della dichiarazione.

Società in perdita sistematica: osservazione quinquennale dal periodo d’imposta 2014

Il nuovo periodo di osservazione quinquennale trova applicazione solo a decorrere dal periodo d’imposta 2014. Di conseguenza, il periodo di osservazione triennale continua a rilevare per i periodi d’imposta 2012 e 2013.

730 precompilato: controlli formali sulla conferma degli oneri del prospetto separato

L’esclusione dal controllo formale, prevista nel caso di accettazione della dichiarazione senza modifiche direttamente da parte del contribuente o tramite il sostituto d’imposta che presta l’assistenza fiscale, opera esclusivamente in relazione agli oneri indicati nella dichiarazione precompilata, forniti dai soggetti terzi all’Agenzia delle entrate (per il 2015 interessi passivi sui mutui, premi assicurativi e contributi previdenziali).

Pertanto, nell’ipotesi in cui l’onere non sia stato indicato dichiarazione precompilata, bensì inserito nel prospetto separato, in quanto si è ritenuta necessaria una verifica del dato da parte del contribuente, anche se il contribuente riporta in dichiarazione il dato segnalato separatamente, la dichiarazione non può essere considerata “accettata senza modifiche” e, pertanto, non opera l’esclusione dal controllo formale.

Verifica delle condizioni soggettive: responsabilità esclusiva del contribuente

In ogni caso, ha poi ricordato l’Agenzia, resta fermo in capo al contribuente il controllo della sussistenza delle condizioni soggettive che danno diritto alle detrazioni e deduzioni. Tale verifica è sempre effettuata nei confronti dei contribuenti. Pertanto, in caso disconoscimento dell’agevolazione per mancanza dei requisiti soggettivi, l’imposta, la sanzione e i relativi interessi saranno comunque richiesti al contribuente, anche in caso di presentazione della dichiarazione tramite CAF o professionista.

Tale circostanza si potrebbe verificare, ad esempio, all’esito di un controllo dell’amministrazione circa l’effettiva destinazione dell’immobile ad abitazione principale ai fini della spettanza della detrazione degli interessi passivi sul mutuo contratto.

Ravvedimento operoso: confermata l’applicazione retroattiva delle nuove regole

Le nuove regole sul ravvedimento operoso trovano applicazione anche con riferimento alle violazioni che alla data del 1° gennaio 2015 siano già state constatate dall’ufficio ma non siano ancora state interessate da avvisi di accertamento o cartelle di pagamento.

Certificazione unica, escluso il ravvedimento

L’Agenzia delle entrate non ritiene applicabile l’istituto del ravvedimento operoso in caso di errori o omissioni nell’invio della certificazione unica. Regolarizzazione possibile entro i cinque giorni successivi alla scadenza.

La correzione sarà possibile, senza incorrere nelle sanzioni previste dall’articolo 21 del D.Lgs. 175/2014 trasmettendo una nuova certificazione, corretta, entro i 5 giorni successivi alla scadenza (ossia entro il 12 marzo 2015).

Resta fermo l’obbligo di trasmettere comunque la certificazione corretta anche dopo questa scadenza. Al riguardo, l’Agenzia delle entrate ha escluso la possibilità di avvalersi dell’istituto del ravvedimento operoso. Secondo le Entrate, infatti “la tempistica prevista per l'invio delle certificazioni uniche (7 marzo) e il loro utilizzo per l’elaborazione della dichiarazione precompilata, che deve essere resa disponibile ai contribuenti entro il 15 aprile, non sono compatibili con i tempi normativamente previsti per il ravvedimento”.

Accertamento delle società estinte: notifica degli atti presso l’ultimo domicilio fiscale

L’avviso di accertamento contenente la rettifica della dichiarazione della società cancellata dal Registro delle imprese sarà notificato alla società stessa presso la sede dell’ultimo domicilio fiscale.

L’articolo 28 del D.Lgs. 175/2014 stabilisce che, ai soli fini della liquidazione, accertamento, contenzioso e riscossione dei tributi e contributi, sanzioni e interessi, l’estinzione della società di cui all’art. 2495 del codice civile ha effetto trascorsi cinque anni dalla richiesta di cancellazione dal Registro delle imprese. L’Agenzia delle Entrate, rispondendo ai quesiti della stampa specializzata, ha fornito alcuni chiarimenti in merito all’operatività della suddetta norma.

A partire dal 13 dicembre 2014, data di entrata in vigore del decreto semplificazioni, l’avviso di accertamento contenente la rettifica della dichiarazione della società cancellata dal Registro delle imprese sarà emesso nei confronti della società “cancellata” e notificato alla stessa presso la sede dell’ultimo domicilio fiscale in quanto, a tal fine, l’effetto dell’estinzione si produrrà solo dopo cinque anni dalla data della cancellazione. Al riguardo, l’Agenzia ricorda che la società, precedentemente alla cancellazione, potrà avvalersi, comunque, della facoltà di eleggere domicilio presso una persona o un ufficionel comunedelproprio domicilio fiscale, per la notificazione degli atti o degli avvisi che lo riguardano ai sensi dell’art. 60, comma 1 lett. d) del DPR n. 600 del 1973.

L’atto in questione, aggiunge l’Agenzia, potrà essere impugnato dai soggetti responsabili ai sensi degli articoli 2495 c.c. e 36 del DPR n. 602 del 1973.

Nuove regole con applicazione retroattiva

Come precisato nella circolare n. 31/E del 30 dicembre 2014, l’Agenzia ribadisce che le nuove regole sono applicabili anche per le attività di controllo riferite alle società che abbiano richiesto la cancellazione prima del 13 dicembre 2014, seppur nel rispetto dei termini di prescrizione e decadenza ordinari. Sul punto è tuttavia concreto il rischio di una declaratoria di incostituzionalità.

Infine, l’Agenzia delle entrate si è espressa in ordine alle modalità di difesa da parte del socio della società estinta cui sia contestato l’incasso di somme, nell’ipotesi in cui queste siano riferite a presunti incassi non contabilizzati. In tale circostanza, i soci potranno provare di non aver percepito le somme contestate “con ogni mezzo di prova a disposizione, secondo le regole ordinarie previste dall’ordinamento tributario”.

Confermata la titolarità del diritto dei soci al rimborso

Altresì, nel caso di crediti tributari che dovessero emergere successivamente alla cancellazione della società dal Registro delle imprese, la titolarità del diritto al rimborso può essere riconosciuta, pro quota, direttamente ai soci, che sono legittimati a richiederlo. A tal fine, come precisato nella risoluzione n. 77 del 2011, potrà essere opportuno procedere mediante conferimento di delega ad uno dei soci o a un terzo, al fine di evitare l’erogazione del rimborso a ciascun socio in proporzione alle quote sociali. Tale delega all’incasso può essere conferita, dagli stessi soci, anche all’ex liquidatore, previa comunicazione al competente ufficio dell’Agenzia delle entrate.

Soglia unica per l’esonero dalla comunicazione black list

Ai fini dell’esonero dall’obbligo di presentazione della comunicazione black list, la soglia di 10.000 euro annui si riferisce all’ammontare complessivo delle operazioni poste in essere con soggetti stabiliti nei Paesi a fiscalità privilegiata. Viene così confermata l’indicazione già fornita con la C.M. n. 31/E/2014.

Regime forfetario: chiarito il requisito del limite dei ricavi o compensi

Ai fini della verifica del requisito del conseguimento di ricavi o compensi non superiori alle soglie stabilite ai fini dell’accesso al regime forfetario, gli imprenditori che nel 2014 hanno applicato il regime “dei minimi” devono fare riferimento ai ricavi imputati con il criterio di cassa. Si deve tenere conto anche dei ricavi e compensi derivanti da operazioni poste in essere con la Città del Vaticano e con San Marino.

Credito d'imposta IRAP: imponibile ai fini IRES per chi non ha dipendenti

Il provento iscritto a conto economico per effetto del riconoscimento del credito d’imposta IRAP (10%) spettante ai soggetti che non impiegano lavoratori dipendenti, costituisce una sopravvenienza attiva imponibile ai fini della determinazione del reddito d’impresa. In sostanza, l’Agenzia delle entrate qualifica il credito d’imposta in questione come elemento autonomo rispetto all’IRAP su cui viene calcolato. Il problema pare non porsi per i professionisti poiché riguarda solo le imprese.

Split payment in fuori gioco per prestazioni soggette a ritenuta d’acconto

La legge esclude dallo split payment i compensi per prestazioni di servizi “assoggettati a ritenuta alla fonte a titolo di imposta sul reddito”. Con tale espressione, il Legislatore ha inteso fare riferimento anche alle ritenute a titolo di acconto. Così ha precisato l’Agenzia delle entrate. Si tratta di un chiarimento che era particolarmente atteso dagli esercenti arti e professioni che fatturano alla Pubblica Amministrazione i servizi professionali evidenziando nel documento la relativa ritenuta d’acconto. Tali soggetti, come è stato confermato dalle Entrate, sono esclusi dall’ambito di applicazione del nuovo art. 17-ter del D.P.R. 633/72.

 

 

2) Studi di settore: niente obbligo di adeguarsi

Nel corso del tradizionale appuntamento annuale di Telefisco (il convegno organizzato dal Sole 24 Ore, giunto alla 24° edizione e dedicato alle principali novità tributarie del 2015) a cui ha partecipato, tra gli altri, anche il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi, sugli studi di settore è stato ribadito il fatto che l’imprenditore non è obbligato ad adeguarsi se ci sono ragioni certe e documentali che non lo richiedono. Su tale aspetto è intervenuto anche il presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti, Gerardo Longobardi, che ha avanzato la richiesta della categoria di rivedere profondamente gli studi di settore per i professionisti, che si trovano in situazioni di difficoltà di cassa a causa dei ritardi nei pagamenti da parte dei clienti. La Orlandi, al riguardo, si è detta possibilista.

Lotta all’evasione fiscale

Tutto l’interesse è dunque concentrato sulla lotta all’evasione fiscale. La soddisfazione per i risultati dello scorso anno, con dati consuntivi che hanno superato le aspettative e che hanno evidenziato il buon operato degli uffici, ha portato il direttore dell’Agenzia a rassicurare sul fatto che il Fisco italiano non ha alcuna intenzione di infierire sui contribuenti “per bene” e anche per quanto riguarda l’uso del redditometro non si evidenzia alcun accanimento e nessun desiderio di formalismi da parte degli uffici.

Si tratta, in definitiva, di un buon strumento di misura, ma non è l’unico strumento che viene preso in considerazione: nel caso in cui dovessero emergere forti incongruenze, si va in contraddittorio su elementi concreti.

 

 

3) Esonero contributivo triennale: chiarimenti dall’INPS

L’INPS, con la circolare n. 17 del 29 gennaio 2015, ha fornito le istruzioni per la gestione degli adempimenti previdenziali connessi al nuovo esonero contributivo triennale per le nuove assunzioni con contratto di lavoro a tempo indeterminato, introdotto dalla Legge di Stabilità 2015.

Si ricorda che il beneficio riguarda le nuove assunzioni a tempo indeterminato con decorrenza nel 1° gennaio 2015 e che la sua durata è pari a 36 mesi dalla data di assunzione.

Aggiornamento del contributo dovuto al Fondo di previdenza del clero

L’INPS, con la circolare n. 15 del 29 gennaio 2015, ha comunicato che è stato aggiornato l’importo del contributo a carico degli iscritti al Fondo di previdenza del clero secolare e dei ministri di culto delle confessioni religiose diverse dalla cattolica.

Il termine di versamento senza aggravio di interessi è fissato al 31 marzo 2015.

TFR non soggetto a compensazioni con i danni dovuti al datore di lavoro

Il TFR dovuto al lavoratore al termine del rapporto di lavoro non può essere utilizzato dall’azienda per “compensare” i danni subiti dalla stessa per i comportamenti illeciti tenuti dal lavoratore medesimo. Pertanto, nonostante tali danni, questa deve comunque liquidare il TFR al momento della cessazione del rapporto.

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 1695 del 29 gennaio 2015, ha precisato che, seppur in linea teorica il credito del dipendente verso l’azienda per il TFR sia compensabile con il credito dell’azienda per i danni subiti, essendo questo incerto nel suo ammontare perché soggetto ad una valutazione di un giudice in un processo separato, non può pertanto essere compensato.

 

 

4) Agenzia delle entrate e Figc: rinnovata l’intesa per lo scambio di informazioni

Agenzia delle entrate e Figc insieme per il fair play tributario. Rinnovata l’intesa per lo scambio di informazioni.

Agenzia Entrate e Federazione Italiana Giuoco Calcio consolidano la collaborazione nel segno del fair play. Il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi, e il presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio, Carlo Tavecchio, hanno infatti firmato il protocollo d’intesa, valido fino a febbraio 2016, per lo scambio delle informazioni necessarie a verificare l’equilibrio finanziario delle società sportive professionistiche.

Accordo in due step - In una prima fase, la Federazione comunicherà all’Amministrazione finanziaria l’elenco delle società sportive professionistiche per consentire la verifica degli adempimenti tributari.

Successivamente, l’Agenzia invierà alla Federcalcio i risultati delle verifiche. Tutti i dati saranno scambiati in modalità sicura e protetta.

I controlli

L’Agenzia delle entrate invierà alla Federazione Italiana Giuoco Calcio i risultati dei controlli relativi al pagamento dell’Iva relativa all’anno di imposta 2014 in base alle dichiarazioni presentate entro il 31 marzo 2015. L’Agenzia delle entrate trasmetterà inoltre alla FIGC i risultati delle verifiche relative al pagamento dell’Ires, dell’Irap, dell’Iva e delle ritenute Irpef sui redditi di lavoro dipendente risultanti da dichiarazioni con periodo d’imposta chiuso al 31 dicembre 2013. Saranno controllati anche i pagamenti rateali delle somme dovute a seguito della liquidazione degli stessi tributi relativi a dichiarazioni con periodi d’imposta precedenti. Sarà verificato, infine, l’avvenuto pagamento delle imposte, anche rateale, e delle ritenute relative ad atti divenuti definitivi, con cartelle notificate entro il 30 aprile 2015.

Il protocollo d’intesa tra l’Agenzia delle entrate e la Federazione Italiana Giuoco Calcio sarà valido fino al 29 febbraio 2016, termine entro il quale sarà deciso l’eventuale rinnovo per le stagioni sportive successive.

(Agenzia delle entrate, comunicato stampa n. 9 del 30 gennaio 2015)

 

 

5) E’ intesa anche tra Entrate e Federazione Italiana Pallacanestro

Assist del Fisco alla Federazione Italiana Pallacanestro. Rinnovata l’intesa per i controlli alle società sportive.

Agenzia delle Entrate e Federazione Italiana Pallacanestro giocano insieme la partita dei controlli. È stato sottoscritto oggi dal direttore delle Entrate, Rossella Orlandi, e dal presidente della Federazione, Giovanni Petrucci, il protocollo d’intesa per lo scambio di informazioni utili a verificare l’equilibrio finanziario delle società sportive professionistiche.

Cosa prevede l’intesa

Una volta ricevuto l’elenco delle società sportive professionistiche da parte della Federazione, l’Agenzia delle Entrate verificherà il corretto adempimento degli obblighi tributari. In particolare, entro il prossimo giugno

l’Agenzia fornirà alla FIP un riscontro in merito all’avvenuta presentazione delle

dichiarazioni relative al periodo d’imposta chiuso al 31 dicembre 2013 e all’avvenuto pagamento dell’Ires, dell’Irap, dell’Iva e delle ritenute Irpef sui redditi di lavoro dipendente dello stesso periodo.

Inoltre, fornirà un feedback in merito al pagamento rateale delle somme dovute a seguito della liquidazione delle imposte e delle ritenute inerenti le dichiarazioni relative a periodi d’imposta precedenti e al pagamento, anche rateale, delle imposte e delle ritenute relative ad atti divenuti definitivi, con cartelle notificate entro il 30 aprile 2015.

In questo modo la FIP potrà utilizzare i dati per verificare l’equilibrio finanziario delle società professionistiche in vista della prossima stagione sportiva. L’intesa resterà valida fino al 29 febbraio 2016 e potrà essere ulteriormente rinnovata.

(Agenzia delle entrate, comunicato stampa n. 10 del 30 gennaio 2015)

 

 

6) Disponibile il software per trasmettere la dichiarazione Iva 2015

E’ già disponibile dal 29 gennaio 2015 il software per trasmettere la dichiarazione Iva 2015. Pubblicati anche in via definitiva, con annesso provvedimento, Unico PF - SP - ENC.

Iva 2015: in rete i due software di compilazione e controllo

Possono essere attivati direttamente dal web, con un doppio vantaggio: la certezza di avere sempre a disposizione l’ultima versione ed evitare complesse procedure di installazione.

On line, sul sito dell’Agenzia delle Entrate, le applicazioni informatiche per compilare e controllare la dichiarazione annuale Iva. In particolare, con il software per la predisposizione, è possibile compilare i modelli Iva ordinario e Iva Base ed è il sistema stesso, dopo aver posto alcune semplici domande, a scegliere, tra i due, il più adatto alla situazione del contribuente, predisponendo i relativi quadri. Il contribuente, comunque non è vincolato alla scelta del programma e può passare all’altro modello selezionando o deselezionando l’apposita casella presente sul frontespizio.

Il software di controllo, invece, segnala errori o incongruenze riscontrate tra i dati contenuti nella dichiarazione e nei relativi allegati e le indicazioni fornite dalle specifiche tecniche e dalla circolare dei controlli.

Entrambe le applicazioni, al momento dell’avvio, si connettono al server web per verificare l'esistenza di una versione più recente del software e, in caso positivo, procedono all’eventuale aggiornamento. In tal modo il contribuente ha la certezza di utilizzare sempre l’ultima versione dell’applicazione senza dover eseguire complesse procedure di aggiornamento.

 

 

7) Decreto legge Investment compact: nuova figura delle PMI innovative

L’articolo 4 del decreto legge 24 gennaio 2015, n. 3, in materia di misure urgenti per il sistema bancario e gli investimenti (c.d. “Investment Compact”), ha introdotto la nuova figura delle “PMI innovative”, alle quali vengono estese la maggior parte delle misure previste a favore delle start up innovative dal decreto legge n. 179 del 2012.

Il decreto qualifica “PMI innovative” le imprese che: i) rientrano nei parametri dimensionali previsti dalla raccomandazione comunitaria 2003/361/CE (ossia, numero di occupati inferiore a 250; fatturato annuo non superiore a 50 milioni di euro oppure totale di bilancio annuo non superiore a 43 milioni di euro); ii) hanno la residenza in Italia o in uno degli Stati membri dell’Unione Europea (o in Stati aderenti all’accordo sullo Spazio economico europeo) purchè con sede produttiva o filiale in Italia; iii) hanno sottoposto l’ultimo bilancio a revisione; iv) non possiedono azioni quotate su mercati regolamentati o sistemi multilaterali di negoziazione; v) sono in possesso di almeno due requisiti che attestano capacità innovativa tra i seguenti (volume di spesa in ricerca e sviluppo in misura uguale o superiore al 3% del maggior importo tra costo e valore totale della produzione; impiego di forza lavoro altamente qualificata di almeno 1/5; titolarità di privativa industriale o di diritti relativi a programmi software); vi) non sono iscritte nella sezione speciale del Registro imprese dedicata alle start up innovative.

Alle imprese in possesso di tali requisiti si applicano alcune misure di favore previste dalla disciplina delle start up innovative, tra cui in particolare quelle che riguardano: i) il trattamento fiscale della remunerazione di amministratori dipendenti e collaboratori effettuata attraverso strumenti finanziari; ii) la non applicazione alle start up della disciplina delle società di comodo e delle società non operative; iii) la riduzione degli oneri connessi all’iscrizione nel registro delle imprese; iv) le deroghe alla disciplina societaria della perdita del capitale sociale, dirette a consentire all’impresa di non tener conto delle perdite che fisiologicamente si verificano nei primi due anni di attività; v) la previsione della possibilità per le PMI innovative costituite in forma di s.r.l. di creare categorie di quote che forniscono diritti diversi da quelli previsti dalla disciplina generale delle s.r.l., nonché la possibilità che le quote siano oggetto di offerta al pubblico di prodotti finanziari e di operazioni della società sulle proprie partecipazioni; vi) la previsione della possibilità di raccogliere capitale di rischio sul mercato attraverso il meccanismo dei portali online disciplinati dagli articoli 50 quinquies e 100 ter del Testo Unico della Finanza (cd. crowfunding). Alle sole PMI innovative costituite da non oltre sette anni si applicano, inoltre, anche gli incentivi fiscali agli investimenti previsti per le start up innovative. Si prevede infine, per la categoria delle PMI innovative la possibilità di accedere gratuitamente e con forme semplificate al Fondo di garanzia per le PMI, nonché la possibilità di usufruire dell’assistenza dell’ICE- Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane.

(Assonime, nota del 29 gennaio 2015)

 

 

8) Operazione voluntary disclosure: on line il modello definitivo con le istruzioni

La trasmissione telematica della domanda dovrà avvenire entro il prossimo 30

settembre, utilizzando i canali Entratel o Fisconline oppure tramite un intermediario abilitato.

Tutto pronto per l’operazione Voluntary Disclosure. Dal 30 gennaio 2015 é in rete il modello definitivo con le istruzioni per il rientro dei capitali Pronto il modello definitivo con tutte le istruzioni da seguire per aderire alla procedura di collaborazione volontaria introdotta dalla legge n. 186/2014. E’ consultabile, sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate, la versione finale, approvata con Provvedimento n. 13193 del 30 gennaio 2015 firmato dal Direttore dell’Agenzia delle entrate, del modulo di richiesta di adesione alla voluntary disclosure corredata dalle istruzioni, che recepiscono le osservazioni espresse dagli operatori del settore e illustrano le modalità per regolarizzare le attività finanziarie o patrimoniali detenute all’estero e non dichiarate al fisco, in un’ottica di collaborazione con l’Amministrazione finanziaria, ottenendo una riduzione delle sanzioni amministrative e alcune esclusioni delle sanzioni di tipo penale.

Chi può aderire

Possono presentare richiesta di adesione alla voluntary disclosure tutti i contribuenti che detengono attività e beni all’estero e hanno omesso di dichiararli al fisco, per sanare le relative violazioni dichiarative, ivi incluse quelle inerenti i maggiori imponibili riferiti e non alle attività e ai beni anzidetti. La procedura deve riguardare tutti gli investimenti e tutte le attività di natura finanziaria costituiti o detenuti all’estero.

Possono inoltre presentare richiesta di adesione alla voluntary disclosure anche tutti gli altri contribuenti per sanare eventuali violazioni dichiarative.

In entrambi i casi l’emersione può interessare solo le violazioni commesse prima del 30 settembre 2014, a patto che la richiesta non sia presentata dopo che l’autore della violazione abbia avuto formale conoscenza di accessi, ispezioni, verifiche o dell’inizio di qualunque attività di accertamento amministrativo o di procedimenti penali, per violazione di norme tributarie, relativi all’ambito oggettivo di applicazione della procedura.

Come e quando presentare la richiesta

Una volta compilato, il modello deve essere trasmesso all’Agenzia delle Entrate entro il 30 settembre 2015. L’invio può essere effettuato tramite i canali telematici Entratel o Fisconline, oppure tramite un intermediario abilitato.

I vantaggi dell’adesione

Il contribuente che aderisce alla collaborazione volontaria beneficia di una riduzione fino alla metà delle sanzioni legate all’omessa compilazione del quadro RW del modello. Per chi aderisce alla voluntary, inoltre, è esclusa la punibilità per diverse tipologie di reati.

Il modello definitivo e le istruzioni sono disponibili sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate, www.agenziaentrate.it, nella sezione “Modelli”.

Approvazione del piano triennale di prevenzione della corruzione

Il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate n. 12693 del 30 gennaio 2015 ha adottatato la versione 1.0 del Piano triennale di prevenzione della corruzione 2015 - 2017. Il responsabile della prevenzione della corruzione ne cura l’inoltro al Dipartimento della Funzione pubblica.

La legge 6 novembre 2012, n. 190, ha introdotto misure per la prevenzione e la repressione dell’illegalità nella pubblica amministrazione. La legge, all’art. 1, comma 5, impone a tutte le amministrazioni di adottare un piano triennale di prevenzione della corruzione che deve essere approvato entro il 31 gennaio di ogni anno su proposta del responsabile della prevenzione della corruzione designato (art. 1, comma 8, L. 190/2012).

L’atto approva, pertanto, la versione 1.0 del Piano triennale 2015 – 2017. Il Piano verrà trasmesso dal responsabile al Dipartimento della funzione pubblica.

 

 

9) Importi massimi per trattamenti di disoccupazione per l’edilizia

Documento di prassi dell’Inps: Importi massimi dei trattamenti di integrazione salariale, mobilità, trattamenti speciali di disoccupazione per l’edilizia, indennità di disoccupazione ASpI e Mini ASpI ed assegno per attività socialmente utili relativi all’anno 2015.

L’Inps, con la circolare n. 19 del 30 gennaio 2015, riporta la misura, in vigore dal 1° gennaio 2015, degli importi massimi dei trattamenti di integrazione salariale, mobilità, trattamenti speciali di disoccupazione per l’edilizia, indennità di disoccupazione ASpI e Mini ASpI – al lordo ed al netto della riduzione prevista dall’art. 26 L. 41/86 e distinti in base alla retribuzione soglia di riferimento – nonché la misura dell’importo mensile dell’assegno per le attività socialmente utili.

Mentre la circolare n. 18 del 30 gennaio 2015 è relativa all’avvio del processo di programmazione e budget delle strutture centrali per l’anno 2015.

Altresì, l’Inps con il messaggio n. 717 del 30 gennaio 2015 si occupa della sospensione delle note di rettifica recanti addebiti per mancato rinnovo dei benefici inerenti la cosiddetta “piccola mobilità”.

 

 

10) Le novità sul regime IVA di inversione contabile (reverse charge): circolare della Fondazione commercialisti

La circolare del 30 gennaio 2015 della FNC (Fondazione Nazionale dei Commercialisti) tratta l’interessante tema delle novità sul regime IVA di inversione contabile (reverse charge).

La legge di stabilità 2015 (art. 1, commi 629-633, legge 23 dicembre 2014, n. 190) ha ampliato il novero delle operazioni IVA soggette al regime di inversione contabile (o reverse charge), estendendo detto regime alla cessione dei bancali di legno recuperati ai cicli di utilizzo successivi al primo (il c.d. pellet), ad ulteriori ambiti del settore edile, del settore energetico e della grande distribuzione.

Per i servizi di pulizia, con decorrenza dal 1° gennaio 2015, a seguito delle intervenute modifiche dell’art. 17 del decreto IVA, si applica l’inversione contabile.

Tale modalità di assolvimento dell’imposta è subordinata alla condizione che il destinatario della prestazione sia in possesso della soggettività passiva ai fini IVA. Pertanto qualora tale servizio sia destinato ad un Comune è necessario verificare preventivamente la sfera a cui risulta destinata tale prestazione. Se il servizio di pulizia riguarda la sfera commerciale, il Comune deve integrare la fattura ricevuta indicando la base imponibile, l’aliquota e l’imposta. In tal caso il reverse charge esclude automaticamente l’applicazione dello split payment. È già prevista l’applicazione di un idoneo meccanismo anti frode e quindi la scelta del legislatore è coerente e condivisibile.

Viceversa qualora la stessa prestazione fosse destinata alla sfera istituzionale il Comune non sarà materialmente in grado di integrare il documento ricevuto.

 

 

Autoriciclaggio e responsabilità del professionista

Dal riciclaggio all'autoriciclaggio. Con l'art. 3 della l. 15 dicembre 2014, n. 186, all'esito di un iter travagliatissimo, il legislatore ha introdotto nel nostro sistema penale la nuova fattispecie di reato di autoriciclaggio, i cui tratti verranno qui di seguito sommariamente ripercorsi.

Nelle discussioni, spesso non perfettamente focalizzate, sulle tecniche di contrasto all'evasione fiscale, si è, infatti, ragionato con sempre maggiore insistenza sulla necessità di estendere la portata applicativa dei reati di riciclaggio e di reimpiego di capitali illeciti, di cui agli artt. 648-bis e ter c.p., anche al fenomeno del c.d. «autoriciclaggio» e del c.d. «autoreimpiego»: vale a dire al riciclaggio no al reimpiego di beni di provenienza delittuosa realizzato dagli stessi soggetti autori del «reato presupposto» o che in esso hanno concorso.

Le riflessioni in proposito sono molteplici e coinvolgono le problematiche legate al sistema penal-tributario a vari livelli, nonché, per quanto riguarda più specificamente l'oggetto del presente contributo, il rischio di nuove responsabilità, a vario titolo, a carico del professionista.

L'art. 648-bis c.p. descrive la condotta di riciclaggio in maniera tassativa: si ha riciclaggio quando il soggetto, alternativamente, sostituisce, trasferisce, ovvero compie altre operazioni per ostacolare l'identificazione della provenienza delittuosa di denaro, beni o altra utilità. Allo stesso tempo, il successivo art. 648-ter descrive la condotta di impiego di denaro o beni di provenienza illecita punendo chi, al di fuori dei casi di cui al precedente art. 648-bis, impiega in attività economiche o finanziarie denaro, beni o altre utilità provenienti da delitto.

 

Voluntary disclosure e obblighi antiriciclaggio dei professionisti

A margine del contributo del prof. Terracina, la FNC propone qualche utile considerazione in merito alla sussistenza degli obblighi antiriciclaggio di cui al d.lgs 21 novembre 2007, n. 231 in capo ai professionisti, per l'attività di consulenza e assistenza ai propri clienti nella voluntary disclosure.

 

Documento - Le società di comodo: attuale disciplina e prospettive di riordino

Chiude la rassegna, infine, un ulteriore documento della FNC pubblicato sempre il 30 gennaio 2015.

Importanti novità sono state introdotte dal decreto legislativo 21 novembre 2014 n. 175 ("Decreto Semplificazioni") in tema di "società in perdita sistematica". Per effetto di tale intervento modificativo, il presupposto applicativo della nuova disciplina è rappresentato dalla constatazione dell'esistenza di perdite fiscali in cinque (anziché tre) periodi d'imposta consecutivi o quattro periodi (anziché due) in perdita e uno con reddito imponibile inferiore a quello minimo presunto in base all'applicazione della stessa disciplina concernente le società di comodo.

 

Vincenzo D’Andò