Nuovo regime forfettario (minimi 2015): ecco come comunicare l'adesione

ABBIAMO PUBBLICATO UNO SPIEGONE SUL NUOVO REGIME DEI MINIMI

 

L’ultimo comunicato stampa dell’Agenzia delle entrate è del 31 dicembre 2014 e spiega le modalità da seguite per accedere al nuovo regime forfetario previsto per le piccole imprese e i professionisti introdotto dalla legge di stabilità del 2015.

I soggetti di minori dimensioni in possesso dei presupposti previsti dalla legge possono accedere al nuovo regime naturalmente, cioè senza la necessità di esercitare una specifica opzione, tuttavia è necessario effettuare una specifica comunicazione in sede di attribuzione del numero di partita Iva. Il comunicato dell’Agenzia delle entrate spiega, nelle more di un adeguamento dei modelli disponibili, come effettuare la comunicazione in sede di inizio dell’attività.

L’Agenzia delle entrate chiarisce che, fino all’approvazione e la pubblicazione del modello aggiornato della dichiarazione di inizio attività (ex art. 35 del D.P.R. n. 633/1972), “per usufruire del nuovo regime semplificato basterà barrare la casella prevista per l’adesione al precedente “Regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità, previsto dall’art. 27, commi 1 e 2 del Dl n. 98/2011”. In questo modo, con un semplice segno di spunta sul modello, le nuove partite Iva che intendono esercitare in forma individuale, con ricavi o compensi tra 15mila e 40mila euro (a seconda del tipo di attività economica) potranno avvantaggiarsi di un sistema di favore con meno adempimenti e meno imposte da pagare”.

 

Il comunicato stampa dell’Agenzia delle entrate ricalca, nella sostanza, le indicazioni fornite a suo tempo con la Circolare n. 17/E del 30 maggio 2012, diffusa allorquando entrò in vigore il nuovo regime dei minimi.

Anche in quella occasione il documento di prassi chiarì che i contribuenti presumibilmente in possesso e in grado di rispettare i requisiti previsti per il predetto regime, “pur non dovendo esprimere alcuna specifica opzione”, avevano comunque l’obbligo di darne comunicazione nella dichiarazione di inizio attività da presentare ai sensi dell’art. 35 del Decreto Iva.

Le istruzioni sono state fornite in passato decorsi quasi cinque mesi dall’inizio dell’anno (il 30 maggio 2012). Pertanto alcuni contribuenti hanno presentato a tempo debito il modello di inizio attività senza fornire alcuna comunicazione all’interno dello stesso. La circolare ha così previsto una “riapertura dei termini” precisando come fosse possibile presentare una comunicazione di variazione dei dati (ex art. 35 del Decreto Iva) entro il termine di 60 giorni decorrente dalla data di diffusione della Circolare n. 17/E del 2012 senza incorrere nell’irrogazione di alcuna sanzione per il ritardo.

Questa volta, invece, l’Agenzia delle entrate ha giocato di anticipo ed ha precisato con tempestività che la comunicazione di “accesso naturale” nel nuovo regime forfetario deve essere effettuata “adattando” il modello attualmente in uso ed utilizzabile in sede di attribuzione del numero di partita Iva.

 

Il comunicato del 31 dicembre 2014 fornisce anche qualche breve indicazione circa le caratteristiche del nuovo regime forfetario. L’imposta unica, che sostituirà Irpef, addizionali regionali e comunali e Irap, sarà ad aliquota fissa del 15% sul reddito imponibile determinato forfetariamente sulla base dei ricavi o dei compensi.

I principali vantaggi riguardano l’esclusione dei compensi dall’applicazione della ritenuta d’acconto (se prevista dalla legge), l’esonero dal versamento dell’Iva e dai principali adempimenti come, ad esempio, l’obbligo di registrazione e di tenuta delle scritture contabili.

Inoltre non è previsto alcun limite temporale per la permanenza nel regime e nessun limite di età per potevi accedere. Per le nuove attività è prevista un’ulteriore riduzione di un terzo del reddito imponibile per i primi tre anni.

 

ABBIAMO PUBBLICATO UNO SPIEGONE SUL NUOVO REGIME DEI MINIMI

3 gennaio 2015

Nicola…

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