Le procedure di controllo sugli appalti pubblici

di Marco Castellani

Pubblicato il 21 gennaio 2015



dal 2015 sono aumentate le procedure di controllo sugli appalti pubblici: il rating di legalità, il ruolo dell'ANAC...

Erogazione di contributi alle associazioni

La Sezione Lombardia della Corte dei conti nella Deliberazione n. 333/2014 del 27 novembre 2014, illustrando il quadro normativo delle condizioni necessarie a legittimare il finanziamento da parte delle amministrazioni locali dell’attività degli enti no-profit, offre un panorama organico degli elementi che gli enti devono considerare nell’erogazione di contributi ad iniziative di privati secondo logiche di esercizio della cosiddetta “sussidiarietà orizzontale”.

Nello specifico i giudici della Sezione sono del parere che, ai fini della motivazione dell’erogazione, la verifica dei bilanci dei soggetti beneficiari può essere opportuna, in particolare, per analizzare l'attività complessiva dell'ente ed appurare così che questa sia idonea a perseguire le finalità istituzionali. È invece da escludere, nel caso in cui il contributo si manifesti in un mero rimborso di "spese vive" (a piè di lista) da parte di enti che palesemente sono idonei al perseguimento delle finalità sussidiarie.

https://servizi.corteconti.it/bdcaccessibile/ricercaInternet/doDettaglio.do?id=4770-03/12/2014-SRCLOM



Servizio di tesoreria

La Sezione di controllo per la Puglia della Corte dei conti nella Delibera n. 205/2014 del 21 novembre 2014 ritiene legittima la previsione da parte di un Comune di un corrispettivo per l'affidamento del suo servizio di tesoreria mediante una gara affidata da realizzare adottando il sistema dell'offerta economicamente più vantaggiosa, anche in assenza di una preventiva gara per la gestione gratuita dello stesso.

Nella Delibera i giudici contabili precisano tuttavia che, vista la peculiarità del servizio, occorrerà comunque «valorizzare i connessi aspetti qualitativi ed economici diversi dal prezzo (es. tasso passivo previsto sulle eventuali anticipazioni di tesoreria, tasso attivo sulle giacenze di cassa, ecc.) e, naturalmente, eventuali offerte di gratuità del servizio. La gratuità del servizio, infatti, pur non costituendo un elemento necessario ai fini della aggiudicazione del servizio di tesoreria, rappresenta un elemento di fondamentale importanza e deve essere adeguatamente valorizzato in sede di individuazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa».

https://servizi.corteconti.it/bdcaccessibile/ricercaInternet/doDettaglio.do?id=4899-09/12/2014-SRCPUG



Obblighi di trasmissione dei dati all’ANAC

L’ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione) con Comunicato del suo Presidente del 10 dicembre 2014 rende noto che in attuazione delle disposizioni di cui agli articoli 9, comma 7 e 10, commi 3 e 4, lettere a) e b) del D.L. n. 66/2014, convertito dalla Legge n. 89/2014 (Decreto Irpef), è stata pubblicata sul sito della Autorità la Deliberazione approvata dal Consiglio del 26 novembre 2014 contenente le modalità operative con le quali le amministrazioni aggiudicatrici potranno assolvere ai seguenti obblighi:

  • trasmissione dei dati relativi all’acquisto di beni e servizi necessari per la successiva pubblicazione da parte dell’ANAC dei prezzi di riferimento di cui all’articolo 9, comma 7 del Decreto Irpef;

  • trasmissione dei dati relativi ai contratti non conclusi attraverso centrali di committenza di importo pari o superiore alla soglia di rilevanza comunitaria aventi ad oggetto una o più delle prestazioni individuate dal DM del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 15 settembre 2014 e pubblicato sul sito web del MEF in data 24 settembre 2014;

  • trasmissione dei dati relativi ai contratti aventi ad oggetto beni o servizi di importo pari o superiore alla soglia di rilevanza comunitaria e relativa determina a contrarre, in essere alla data del 30 settembre 2014, stipulati a seguito di procedura negoziata ai sensi degli artt. 56 o 57 del D.Lgs. n. 163/2006, ovvero a seguito di procedura aperta o ristretta di cui all'articolo 55 del medesimo Decreto legislativo in cui sia stata presentata una sola offerta valida.

In base alle tempistiche esposte nel Comunicato si stima che il termine per la decorrenza degli obblighi trasmissione è fissato al prossimo 15 marzo 2015. Per la determinazione dei prezzi di riferimento, relativamente ai contratti non ancora stipulati, l'invio va effettuato entro i successivi 30 giorni dalla sottoscrizione.

Contestualmente vengono resi disponibili, per ciascun adempimento relativo all'attività di vigilanza o di determinazione dei prezzi di riferimento, apposite sezioni con manuale operativo, note di compilazione e tabelle di associazione.

http://www.avcp.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/AttiDellAutorita/_Atto?ca=5947



Attività di controllo dell’ANAC sui contratti pubblici

L’ANAC ha diffuso sul proprio sito all’indirizzo http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/Comunicazione/News/_news?id=5261cea90a7780426c406a1ebc31cf02 il nuovo Regolamento sulle attività di controllo dei contratti pubblici. Il nuovo Regolamento apporta varie novità in tema di controlli delle gare, fra cui si segnala la facoltà di sanzionare le stazioni appaltanti che non provvedono a fornire tempestivamente le informazioni richieste nell’atto di vigilanza.

Fra le maggiori innovazioni introdotte dal Regolamento si segnalano le norme che introducono la cosiddetta «vigilanza collaborativa». Le amministrazioni pubbliche potranno pertanto richiedere all’Autorità l’attivazione di questa forma di vigilanza preventiva, con procedure volte a controllare la regolarità formale delle procedure, ma anche ad inserire «clausole e condizioni idonee a prevenire» infiltrazioni della malavita, oltre ad attività di «monitoraggio dello svolgimento delle gara» e anche «dell'esecuzione dell'appalto».

Va detto che la possibilità di richiesta dell’attivazione della vigilanza viene tuttavia limitata dal Regolamento alla ricorrenza di determinati presupposti, sostanzialmente riconducibili alle grandi opere pubbliche, riconosciute come strategiche o previste in occasione di grandi eventi di varia natura, ovvero che si rendano necessarie a seguito di calamità naturali, o ancora ad interventi per i quali sono stati erogati fondi comunitari.



Spese del personale delle farmacie e vincoli di finanza pubblica

La Sezione regionale di controllo della Corte dei conti del Lazio con Deliberazione n. 226/2014/PAR del 15 dicembre 2014 tratta dell’evoluzione della disciplina che regola i vincoli pubblicistici posti in capo alle spese per il personale utilizzato nella gestione delle farmacie comunali.

La Sezione valuta che già all’indomani dell’intervento sulla disciplina operata dal legislatore per effetto della Legge n. 147/2013 (Legge di stabilità 2014) si dovessero intendere escluse dai limiti assunzionali o di spesa di personale non più le solo le Aziende speciali o Istituzioni che gestiscono le farmacie”, bensì “le farmacie” nel loro complesso, senza ulteriori specificazioni in ordine alla modalità di gestione scelta per esse dall’ente locale (sempre che il predetto ente locale si fosse determinato in tal senso).

I giudici contabili riconoscono pertanto, a partire dal 2014, la piena operatività delle disposizioni derogatorie dai limiti assunzionali e di spesa di personale degli enti locali per i dipendenti delle farmacie, qualunque sia la forma di gestione adottata dal Comune con scelta insindacabile nel merito.

https://servizi.corteconti.it/bdcaccessibile/ricercaInternet/doDettaglio.do?id=5296-22/12/2014-SRCLAZ



Rating di legalità

Al via il cosiddetto rating di legalità, il meccanismo non obbligatorio di premialità per le aziende virtuose, che propone di gratificare quelle aziende che operano in conformità con la legge favorendole nelle gare d’appalto e nell’accesso ai finanziamenti pubblici.

È giunto infatti alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del 18 dicembre 2014, approvato con Delibera AGCM del 14 novembre 2012, n.24075, il regolamento attuativo in materia di rating di legalità, che disciplina i requisiti per l’accesso al rating nonché le eventuali cause di esclusione.

Secondo quando previsto nel regolamento, per potere presentare la domanda di ottenimento del rating di legalità, oltre al fatturato minimo di due milioni, sono necessarie anche la sede operativa in Italia e l’iscrizione nel registro delle imprese da almeno due anni.

Viene inoltre introdotto un elenco assai corposo di casi di esclusione dal rating che prevede, tra le altre, misure di prevenzione personale e patrimoniale, condanne penali, pratiche commerciali scorrette, violazioni degli obblighi contributivi, assicurativi, retributivi e fiscali. Cause di esclusione sono anche il mancato rispetto delle norme sulla tutela e la salute sul lavoro, la revoca di finanziamenti pubblici, l’interdittiva antimafia o un provvedimento di commissariamento.

Le imprese virtuose che ne fanno domanda potranno così ottenere il rating di legalità, con un punteggio che varia da una e tre stelle, a valere come punteggio aggiuntivo anche nelle gare pubbliche.

http://www.agcm.it/normativa/rating-di-legalita/7108-delibera-agcm-del-5-giugno-2014-n24953-regolamento-attuativo-in-materia-di-rating-di-legalita.html



Escussione della garanzia a corredo dell’offerta

Qualsiasi concorrente che rende false dichiarazioni o non rispetti i requisiti di ordine generale previsti per partecipare ad un appalto pubblico, oltre ad essere escluso dalla gara, può perdere la cauzione provvisoria pari al 2% del valore dell’appalto. È quindi legittimo il bando che prevede l’escussione della garanzia a corredo dell’offerta, oltre che per i concorrenti sorteggiati ai sensi dell’articolo 48 del D.Lgs. n. 163/2006 (Codice dei contratti pubblici), anche per gli altri concorrenti e per la semplice inosservanza dei requisiti di ordine generale (ad esempio la regolarità contributiva).

Queste sono le conclusioni assunte dal Consiglio di Stato in adunanza plenaria nella sentenza del 10 dicembre 2014 n. 34.

https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=R5SLRDQKRCKA3UJKTBNMLLXUCI&q=



Negazione dell’aggiudicazione definitiva ad un soggetto su cui risulta pendente un’indagine penale

La Corte di giustizia dell’Unione europea nella sentenza del 11 dicembre 2014, nella causa C-440/13 valuta legittima la decisione di una stazione appaltante di non procedere all’aggiudicazione definitiva di un appalto pubblico per il fatto che nei confronti del legale rappresentante della società aggiudicataria in via provvisoria risulta pendente un’indagine penale, anche nei casi in cui tale soggetto sia l’unico rimasto in gara.

http://curia.europa.eu/juris/document/document.jsf;jsessionid=9ea7d0f130dead6d49ecdd4b46f6bda48c452bf98d46.e34KaxiLc3eQc40LaxqMbN4ObhePe0?text=&docid=160564&pageIndex=0&doclang=it&mode=lst&dir=&occ=first&part=1&cid=385506



Concessione di beni o servizi pubblici e obbligo di esperimento di una procedura competitiva

Il TAR Lazio, Sezione II-bis, nella sentenza del 10 dicembre 2014 n. 12488, richiamando una vasta giurisprudenza in tal senso, ribadisce il principio secondo cui in caso di concessione di beni o servizi pubblici l'ente locale è comunque obbligato a dare corso ad una procedura competitiva per la scelta del concessionario, la quale si pone come un indiscusso strumento di garanzia dell'ingresso al mercato, della parità di trattamento, del principio di non discriminazione e della trasparenza tra gli operatori economici, nel rispetto dei principi di concorrenza e libertà di stabilimento.

https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=ESJTTFAXCURGVKR6PXZHPRUC24&q=



Gare per servizi di natura intellettuale e facoltà di valutazione delle équipe proposte dai concorrenti

La direttiva 2014/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004, relativa al coordinamento delle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, di forniture e di servizi non osta a che, in talune circostanze, per l'aggiudicazione di appalti di fornitura di servizi di natura intellettuale, di formazione e di consulenza, le amministrazioni aggiudicatrici prevedano, tra i fattori che fanno parte del criterio di aggiudicazione di un appalto pubblico, un fattore che consenta di valutare le équipe in concreto proposte dagli offerenti per l'esecuzione dell'appalto, tenendo conto della loro costituzione, della loro comprovata esperienza e dell'esame dei loro diplomi e di altre qualifiche professionali. Tuttavia, l'esercizio di tale facoltà è compatibile con gli obiettivi della direttiva 2004/18 soltanto se le caratteristiche e le specifiche qualità del personale che compone l'équipe costituiscono un elemento decisivo del valore economico dell'offerta sottoposta alla valutazione dell'amministrazione aggiudicatrice.

Queste son le conclusioni cui giunge l’Avvocato Generale Wathelet, presentate in data 18 dicembre 2014 in riferimento alla Causa C-601/13 pendente presso la Corte di Giustizia europea.

http://curia.europa.eu/juris/document/document.jsf?text=&docid=160950&pageIndex=0&doclang=it&mode=req&dir=&occ=first&part=1&cid=157172



21 gennaio 2015

Marco Castellani