Le problematiche fiscali della gestione dei rifiuti

TARI sui di locali in cui vengono prodotti rifiuti speciali non assimilati

Il Dipartimento delle Finanze ha emanato in data 9 dicembre 2014 la Risoluzione n. 2/DF che propone alcuni chiarimenti in materia di determinazione della superficie tassabile in ambito TARI. Nello specifico la Risoluzione tratta la questione dell’assoggettamento al tributo di locali in cui vengono prodotti rifiuti speciali non assimilati, per lo più con riferimento ad aree di produzione artigianale o industriale.

Il Dipartimento adotta un’interpretazione che, basandosi sulla vigente formulazione normativa della TARI, ritiene escluse dalla tassazione le superfici in cui si formano in via continuativa e prevalente rifiuti speciali. Viene inoltre esaminato il disposto del comma 649 dell’articolo 1 della Legge n. 147/2013 (Legge di stabilità 2014), concludendo che si reputa necessario escludere altresì dalla tassazione i magazzini di stoccaggio di prodotti intermedi, così come di prodotti finiti, in quanto produttivi in modo prevalente di rifiuti speciali.

Si sottolinea il valore dirompente dell’interpretazione ministeriale, che di fatto coglie in contropiede tutte quelle amministrazioni che per il 2014 e per gli anni successivi non avevano previsto questa fattispecie di esclusione dalla TARI, con prevedibili rischi di emersione di un vasto contenzioso sulla materia, a cui si assoceranno le relative incognite di ammanco di gettito rispetto alle previsioni assunte dalle amministrazioni interessate.

http://www.finanze.gov.it/export/download/novita2014/Risoluzione_n._2DF_x9_dicembre_2014x.pdf

Ovviamente l’orientamento ministeriale non trova assolutamente d’accordo i Comuni. A riguardo l’ANCI Emilia Romagna, aveva emesso in precedenza un proprio documento interpretativo, la circolare del 3 dicembre 2014 (disponibile all’indirizzo https://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=1&cad=rja&uact=8&ved=0CCEQFjAA&url=http%3A%2F%2Fwww.anci.emilia-romagna.it%2Fcontent%2Fdownload%2F2434%2F27185%2Ffile%2F03_12_2014%2520ANCI%2520-%2520Circolare%2520TARI%2520-%2520Rifiuti%2520speciali%2520e%2520magazzini%2520-1.pdf&ei=Dr2aVLeTA8a_PI3UgaAD&usg=AFQjCNEOsW9lUayaLw6QQl1uf4uI8xE7vQ&bvm=bv.82001339,d.ZWU), in cui si sosteneva l’assoggettamento all’imposizione dei magazzini di prodotti finiti e di semilavorati, in ragione del fatto che il loro impiego non determina la produzione di rifiuti speciali non assimilabili. Anche sulla parte occupata dai macchinari le valutazioni ministeriali divergono da quelle dei Comuni: mentre per le Finanze non è corretto detassare solo questa superficie, per l’ANCI Emilia-Romagna si tratta invece di una prassi comunale applicata solo quando i macchinari occupano una superficie minoritaria.

Tributi sui rifiuti in caso di autosmaltimento

La Corte di Giustizia UE nella sentenza C-551/2013 del 18 dicembre 2014 è stata chiamata a pronunciarsi sulla conformità al diritto comunitario di normative nazionali che non prevedano per un produttore di rifiuti la possibilità di provvedere personalmente al loro smaltimento, con conseguente esonero dal pagamento della relativa tassa comunale.

I giudici della Corte di Giustizia fanno presente che la Direttiva n. 98/2008 effettivamente permette agli Stati membri di scegliere tra varie opzioni e non li obbliga a riconoscere al produttore iniziale di rifiuti il diritto di provvedere personalmente al loro trattamento e di assolvere con ciò l’obbligo di contribuire al finanziamento del sistema di gestione dei rifiuti istituito dai servizi pubblici.

Alla luce di queste considerazioni la Corte di Giustizia giudica in linea con il diritto comunitario una normativa nazionale che preveda la tassa calcolata in base a una stima del volume dei rifiuti generato (e non al quantitativo di rifiuti effettivamente prodotto e conferito).

http://curia.europa.eu/juris/document/document.jsf?text=&docid=160948&pageIndex=0&doclang=IT&mode=lst&dir=&occ=first&part=1&cid=102501

Sostituzione degli sconti TARI…

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