Le agevolazioni alle PMI pugliesi

di Anna Maria Pia Chionna

Pubblicato il 17 gennaio 2015

la regione Puglia da' la possibilità alle imprese di piccola e media dimensione operanti sul territorio regionale di presentare progetti di investimento riguardanti la realizzazione di nuove unità produttive, l'ampliamento di unità già esistenti, la diversificazione produttiva, l'innovazione dei processi e dei prodotti

Con determinazione n. 2487 del 22 dicembre la Regione Puglia ha approvato il nuovo avviso per la presentazione delle istanze di accesso del nuovo Titolo II ai sensi del capo III del Regolamento regionale generale dei regimi di aiuto in esenzione n. 17/2014.  Si tratta del primo avviso sugli aiuti alle imprese pubblicato a livello nazionale a valere sulla programmazione 2014-2020 che darà la possibilità alle imprese di piccola e media dimensione operanti sul territorio regionale di presentare progetti di investimento riguardanti la realizzazione di nuove unità produttive, l'ampliamento di unità già esistenti, la diversificazione produttiva, l'innovazione dei processi e dei prodotti.



Soggetti beneficiari

Sono legittimati a presentare istanza le micro, piccole o medie imprese aventi le seguenti caratteristiche:

  • iscritte in CCIAA all’albo delle imprese artigiane;

  • non iscritte all’albo delle imprese artigiane purché realizzino investimenti nel settore commercio relativamente ad una di queste attività:

  • esercizi commerciali di vendita al dettaglio e all’ingrosso, intesi come attività di vicinato;

  • esercizi commerciali di vendita al dettaglio e all’ingrosso in locali di medie dimensioni (mq da 251 a 600);

  • esercizi commerciali di vendita al dettaglio e all’ingrosso in locali di medie dimensioni (mq da 601 a 1500);

  • servizi di ristorazione, ad esclusione della ristorazione ambulante, su treni e navi e delle gelaterie ambulanti (classificazione ATECO 2007 56.10.4 e 56.10.5);

  • commercio elettronico;

  • non iscritte all’albo delle imprese artigiane purché realizzino investimenti in uno di questi settori:

  • manifatturiero (lettera C classificazione ATECO 2007),

  • costruzioni (lettere F classificazione ATECO 2007),

  • servizi di comunicazione ed informazione (lettera J classificazione ATECO 2007),

  • alcuni servizi sanitari (lettera Q classificazione ATECO 2007).



Investimenti ammissibili

I progetti di investimento, di importo almeno pari ad euro 30.0000, devono concernere:

  1. la realizzazione di nuove unità produttive;

  2. l’ampliamento di unità produttive esistenti;

  3. la diversificazione della produzione di uno stabilimento esistente;

  4. il cambiamento del processo produttivo di un’unità produttiva esistente

localizzate sul territorio regionale pugliese e miranti a:

  1. promuovere il risparmio energetico, la gestione sostenibile dei rifiuti e il recupero degli stessi, oppure il risparmio e la tutela delle risorse idriche;

  2. ridurre le emissioni di CO2, di sostanze acidificanti e di emissioni odorifere e sonore.



Spese ammissibili

Possono essere finanziate le spese relative:

  • all’acquisto di suoli aziendali, nel limite del 10% dell’investimento;

  • alle opere murarie;

  • all’acquisto di macchinari, impianti, attrezzature varie e mezzi mobili, purchè nuove;

  • alle misure di prevenzione di rischi, salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.



Spese inammissibili

Il Regolamento considera, invece, inammissibili a finanziamento le seguenti voci:

  • spese notarili e relative ad imposte e tasse;

  • acquisto di scorte;

  • acquisto di macchinari ed attrezzature usate;

  • titoli di spesa regolanti in contanti;

  • spese di pura sostituzione;

  • spese di funzionamento in generale;

  • spese in leasing;

  • spese non capitalizzate;

  • spese relative a commesse interne;

  • beni di importo inferiore ad euro 500,00.



Agevolazioni

Il sostegno finanziario è costituito da un contributo in conto impianti sul montante interessi relativo ad un finanziamento erogato da un Soggetto Finanziatore.  Tale contributo sarà calcolato sulla base di un piano di ammortamento alla francese a rate costanti semestrali che terrà conto:

  • di un tasso pari al minore tra l’Interest Rate Swap (Euribor 6 mesi versus tasso fisso) denaro, in euro a 10 anni (10Y/6M), pubblicato sul quotidiano “Il Sole 24 Ore” il giorno della stipula del finanziamento, maggiorato di uno spread e quello effettivamente applicato dal Soggetto finanziatore;

  • dell’eventuale preammortamento per una durata massima di 12 mesi per i finanziamenti destinati all’acquisto di macchinari, attrezzature, brevetti e licenze, di 24 mesi per i finanziamenti destinati all’ampliamento e/o all’ammodernamento della struttura;

  • di un periodo di rimborso del capitale di 5 anni per i finanziamenti destinati all’acquisto di macchinari ed attrezzature e di 7 anni per i finanziamenti destinati all’ampliamento e/o all’ammodernamento dello stabilimento;

  • di un importo finanziato massimo di euro 4.000.000 per le medie imprese ed euro 2.000.000 per le piccole imprese.

L’aiuto non potrà, in ogni caso, superare questi limiti:

  • 35% degli investimenti ammissibili per le medie imprese;

  • 45% degli investimenti ammissibili per le piccole imprese.

Nell’ipotesi di acquisto di macchinari ed attrezzature è previsto un ulteriore contributo in conto impianti, non superiore al 20% dell’investimento e comunque ad un imposto massimo di euro 800.000 per le medie imprese ed euro 400.000 per le piccole imprese. Tale tetto massimo è innalzato di euro 50.000 se le imprese beneficiarie hanno conseguito il rating di legalità.



Termine e modalità di presentazione della domanda

I soggetti interessati possono presentare istanza di accesso all’aiuto a partire dal 22 gennaio 2015 direttamente al Soggetto Finanziatore (una banca) o tramite il Confidi, purchè accreditati.



17 gennaio 2015

Anna Maria Pia Chionna