I casi di detrazione Iva: rassegna mensile di giurisprudenza

di Danilo Sciuto

Pubblicato il 17 gennaio 2015



i casi di contenzioso sulla detrazione dell'IVA sono numerosi: ecco una rassegna delle più recenti sentenze in tema di detraibilità dell'IVA

Premessa

A distanza di più di un anno dalla nostra ultima puntata dedicata al richiestissimo argomento della detrazione iva, ne torniamo a parlare anche in considerazione del fatto che in questo lasso di tempo, sono intervenute alcune interessanti pronunzie della Suprema Corte. Interessante quella che riguarda i riflessi iva della contestazione dell’antieconomicità, mentre immancabili sono quelle relative alle fatture false.

 

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Mancata predisposizione della stampa e conservazione su supporto informatico dei registri IVA

E' indetraibile l'IVA sugli acquisti di beni e servizi senza la stampa dei registri. A nulla vale dimostrare il possesso di tutti i documenti di acquisto e la conservazione dei registri su supporto informatico.

Il D.L. 10 giugno 1994, n. 357, art. 7, comma 4 ter, convertito nella L. 8 agosto 1994, n. 489, nella versione, applicabile alla specie ratione temporis, anteriore alla riforma introdotta dalla L. 21 novembre 2000, n. 342, prevede infatti, come questa Corte ha chiarito, che "a tutti gli effetti di legge la tenuta di qualsiasi registro contabile con sistemi meccanografici è considerata regolare in difetto di trascrizione su supporti cartacei, nei termini di legge, dei dati relativi all'esercizio corrente, quando anche in sede di controlli ed ispezioni gli stessi risultino aggiornati sugli appositi supporti magnetici e vengano stampati contestualmente alla richiesta avanzata dagli organi competenti ed in loro presenza". Ne consegue che la regola è la tenuta dei registri contabili su supporti cartacei, anche se a tutti gli effetti di legge è li considerata regolare anche la tenuta di essi con sistemi meccanografici in assenza di trascrizione su supporto cartaceo, ma solo limitatamente ai dati relativi all'esercizio corrente e purchè in sede di controlli i registri su supporti magnetici risultino aggiornati e vengano immediatamente stampati su richiesta degli organi competenti. Pertanto ai fini del riconoscimento del diritto alla detrazione non è irrilevante la scelta della modalità di registrazione (meccanografica o cartacea) dei dati, in quanto la scelta della registrazione meccanografica prevede sempre e comunque la trascrizione su supporto cartaceo, mentre la parificazione degli effetti dalla registrazione meccanografica non trascritta a quelli della registrazione cartacea è espressamente limitata nel tempo (ai dati relativi all'esercizio e condizionata alla stampa immediata a richiesta), non essendo pertanto neppure necessaria alcuna espressa previsione normativa per escludere il diritto alla detrazione in relazione a dati emergenti da registri la cui tenuta, sulla base di quanto sopra esposto, non può essere considerata regolare (Cass. n. 22851 del 2010).

(Cassazione, sezione V civile , sentenza n. 22245/2011)

 

Lo status di impresa non è prova di inerenza

Non è possibile detrarre l’iva per l’acquisto di una barca, se la società acquirente non ha mai svolto attività di produzione nel settore nautico. La qualità di imprenditore non è infatti sufficiente. La detrazione dell’iva in relazione all’acquisto di beni o servizi effettuato nell’esercizio di impresa richiede che i contratti vengano stipulati dall’imprenditore in quanto tale e l’inerenza dei beni e servizi all’attività di impresa. Tale inerenza, però non può essere presunta solo per la qualità di imprenditore dell’acquirente; spetta all’interessato dare prova di tale inerenza

 (Cassazione, ordinanza n. 10554/2012)

 

Detrazione iva e consapevolezza della frode

Il contribuente committente-cessionario al quale sia contestata la detrazione dell'IVA, anche se pagata, relativa ad operazioni inesistenti, ha l'onere di conoscere che il venditore-prestatore è autore di un'operazione in frode all'IVA. Se intende vedersi riconosciuto il diritto di detrarre l'IVA ha l'onere di dimostrare che è incolpevole la sua ignoranza di aver partecipato ad una operazione in frode all'IVA.

(Cassazione, sezione V civile , sentenza n. 1364/2011)

 

Detrazione iva in casi di mancanza della esibizione della fattura di acquisto

L'adempimento della tenuta e conservazione delle scritture contabili non costituisce condicio sine qua non per la detrazione dell'imposta assolta ove si acquisisca altrimenti prova certa dell'osservanza degli obblighi sostanziali da parte del soggetto passivo.

Nel caso in specie, come dedotto dalla stessa Agenzia, non viene in discussione l'effettività delle "operazioni" indicate nelle fatture in contestazione nè, ancora e tanto meno, l'applicazione delle "norme che stabiliscono tempi e modalità della registrazione delle fatture IVA", ma unicamente la detraibilità dell'imposta per la "mancata conservazione" ("nè in forma cartacea, nè su supporto fotografico od altro"), riscontrata dalla Guardia di Finanza, delle "fatture emesse nei confronti degli allevatori che fornivano il latte ... per la successiva lavorazione".

(Cassazione, sezione V civile , sentenza n. 24912/2011)

 

Detrazione iva in casi di mancanza della esibizione della fattura di acquisto

L'adempimento della tenuta e conservazione delle scritture contabili non costituisce condicio sine qua non per la detrazione dell'imposta assolta ove si acquisisca altrimenti prova certa dell'osservanza degli obblighi sostanziali da parte del soggetto passivo.

Nel caso in specie, come dedotto dalla stessa Agenzia, non viene in discussione l'effettività delle "operazioni" indicate nelle fatture in contestazione nè, ancora e tanto meno, l'applicazione delle "norme che stabiliscono tempi e modalità della registrazione delle fatture IVA", ma unicamente la detraibilità dell'imposta per la "mancata conservazione" ("nè in forma cartacea, nè su supporto fotografico od altro"), riscontrata dalla Guardia di Finanza, delle "fatture emesse nei confronti degli allevatori che fornivano il latte ... per la successiva lavorazione".

(Cassazione, sezione V civile , sentenza n. 24912/2011)

 

Detrazione iva in casi di fatture per operazioni inesistenti

Quando l'Amministrazione finanziaria contesti al contribuente l'indebita detrazione di fatture, in quanto relative ad operazioni inesistenti, la prova della legittimità e della correttezza delle detrazioni deve essere fornita dal contribuente, tenuto a contrastare concretamente la pretesa dell'Ufficio mediante l'esibizione dei documenti contabili legittimanti. Ne consegue che quando costui non è in grado di dimostrare la fonte che giustifica la detrazione, questa deve ritenersi indebita, e legittimamente l'Ufficio provvede a recuperare a tassazione l'imposta irritualmente detratta.

(Cassazione, sezione V civile , sentenza n. 27198/2011)

 

Rimborso iva e operazioni esenti  

Non spetta il rimborso dell’iva versata sugli acquisti effettuati in un anno per i lavori di costruzione dell’immobile destinati all’esercizio dell’attività di impresa, atteso che l’istante non ha eseguito nell’anno in questione operazioni attive e l’oggetto sociale contemplava esclusivamente operazioni esenti da IVA. Non è possibile riferire il diritto di rimborso dell’iva pagata sugli acquisti alla inerenza di questi all’attività di impresa (art. 19 D.P.R. n. 633/72), a prescindere dalla soggezione all’imposta delle operazioni attraverso le quali essa si svolge.

(Cassazione, sentenza n. 1545/2012)

 

Iva indetraibile se la fattura è in fotocopia

Ai fini della detrazione Iva, le fatture devono essere conservate in originale e, in caso di perdita, se l'Ufficio contesta le fotocopie esibite in sede di accertamento, spetta al soggetto passivo dimostrare la forza maggiore che ne ha determinato lo smarrimento, nonché ricostruire i documenti perduti con i dati raccolti dai fornitori. A fondamento di tale conclusione, i giudici di legittimità richiamano l'art. 39, comma 3, del D.P.R. n. 633/1972, secondo il quale i registri e i documenti rilevanti ai fini Iva devono essere conservati a norma dell'art. 22 del D.P.R. n. 600/1973, il che implica la conservazione in originale delle fatture.

(Cassazione, sezione V civile , sentenza n. 13943/2011)

 

Irrilevante l’antieconomicità per la detrazione dell’iva

Non è possibile, diversamente da quanto prospettato dall'Agenzia, applicare direttamente ed automaticamente i principi espressi in tema di imposizione diretta con riguardo al tema dell'antieconomicità all'interno dell'IVA, a ciò ostando la particolare natura del tributo da ultimo descritto, tutto correlato al principio di neutralità.

(Cassazione, sezione V civile , sentenza n. 22132/2013)

 

Irrilevante il disconoscimento del fornitore della fattura per la detrazione dell’iva

La privazione della efficacia probatoria di una scrittura privata mediante disconoscimento, presuppone che la stessa sia prodotta nel processo per essere utilizzata come mezzo di prova "contro colui al quale la scrittura è attribuita" (il quale assume, pertanto, la posizione di contraddittore necessario), ovvero contro gli eredi od aventi causa dell'autore, non trovando applicazione le indicate norme processuali al di fuori del giudizio: ne segue che, sia nell'ambito di un procedimento di verifica fiscale, che nei rapporti tra soggetti (contribuente ed Amministrazione finanziaria) rispetto ai quali l'(apparente) autore della scrittura è terzo, il "disconoscimento" della sottoscrizione, compiuto in via extraprocessuale da quest'ultimo, si risolve in una mera allegazione negativa di un fatto (e cioè nella negazione del fatto estrinseco della provenienza dello scritto dal soggetto che lo ha sottoscritto e che, apparentemente, figura come autore), allegazione che potrà assumere diversa rilevanza probatoria nell'eventuale giudizio tra contribuente ed Amministrazione (nel quale l'autore dello scritto non sia stato evocato come parte convenuta), secondo la valutazione che verrà compiuta dal Giudice di merito in ordine alla efficacia dimostrativa dei fatti principali e secondari attribuita al complesso dei mezzi istruttori sperimentati nel giudizio, ma alla quale non possono in nessun caso essere ricondotti gli effetti propri dell'art. 214 c.p.c., e art. 216 c.p.c., comma 1, non essendo attribuiti effetti di prova legale al "disconoscimento della scrittura privata" compiuto al di fuori del processo (vedi, con riguardo agli effetti endoprocessuali del "disconoscimento-verifica" della scrittura privata, il precedente di Corte Cass. 3^ sez. 17.5.2007 n. 11460, in cui si puntualizza che "il riconoscimento tacito della scrittura privata, secondo il modello previsto dall'art. 215 c.p.c., opera esclusivamente nel processo in cui essa viene a realizzarsi, esaurendo i suoi effetti nell'ammissione della scrittura come mezzo di prova, con la conseguenza che la parte interessata, qualora il documento sia prodotto in altro giudizio per farne derivare effetti diversi, può legittimamente disconoscerlo, non operando al riguardo alcuna preclusione" -salvo il giudicato formatosi sulla autenticità della scrittura, in conseguenza di riconoscimento espresso od accertamento all'esito della verificazione).

Ne segue che nel giudizio tributario in cui si controverta in merito al diritto del contribuente di portare in detrazione l'IVA, sull'assunto dell'Ufficio finanziario che la sottoscrizione apposta sulla fattura è stata "contestata" dalla ditta emittente (soggetto terzo estraneo al giudizio), se da un lato non può neppure ravvisarsi un onere di disconoscimento della sottoscrizione apposta dal terzo sulla fattura, ex art. 214 c.p.c., a carico della Amministrazione finanziaria (l'onere del disconoscimento della scrittura privata grava, infatti, esclusivamente sul soggetto che appare essere autore della sottoscrizione, e non già sul soggetto - nella specie la PA - che contesta l'opponibilità del documento, sul presupposto della apocrifa sottoscrizione apposta da un terzo), dall'altro non può neppure - corrispondentemente - configurarsi alcun onere gravante sul contribuente di richiedere, ai sensi dell'art. 216 c.p.c., la verifica della autenticità della fattura sottoscritta dall'emittente, in quanto "quando il contenuto della scrittura privata "inter alios" venga contestato, il documento non viene in rilievo come prova legale e la verità o meno del suo contenuto, dimostrabile con ogni mezzo di prova, è affidata al libero apprezzamento del giudice" (cfr. Corte Cass. 3^ sez. 9024 del 30/04/2005. Cfr. Corte Cass. sez. lav. 9.7.1996 n. 6258; id. 2^ sez. 27.11.1998 n. 12066; id. 2^ sez. 14.2.2002 n. 2149; id. 3^ sez..6.2004 n. 10968; id. 3^ sez. 8.1.2010 n. 76; id. SS.UU. 23.6.2010 15161).

(Cassazione, sezione V civile , sentenza n. 23317/2013)

 

17 gennaio 2015

Danilo Sciuto