Diario quotidiano del 29 gennaio 2015: niente IRAP anche con un dipendente assunto part time

Pubblicato il 29 gennaio 2015



crisi da sovraindebitamento: i professionisti “scendono in campo”; niente IRAP anche con un dipendente assunto part time o con l’ausilio di un agenzia; non è libera la revoca dell’organo di controllo delle Srl; cessazione attività: come ottenere l’indennizzo INPS; dichiarazione annuale IVA 2015: approvate le specifiche tecniche per l’invio telematico; al 1° febbraio 2015 nuovo assetto dell’Agenzia delle entrate; pagamento dei diritti doganali mediante bonifico bancario o postale; mancato versamento dei contributi: la Cassazione chiarisce quale sanzione va applicata; società tra professionisti - modifiche statutarie - annotazione nella sezione speciale dell’albo dei commercialisti; crediti d’imposta ai fini IRAP per chi non ha dipendenti

 

Indice:

 1) Crisi da sovraindebitamento: i  professionisti “scendono in campo”

2) Niente IRAP anche con un  dipendente assunto part time o con l’ausilio di un agenzia

 3) Non è libera la revoca dell’organo di controllo delle Srl

 4) Cessazione attività: come ottenere l’indennizzo INPS

 5) Dichiarazione annuale IVA 2015: approvate le specifiche tecniche per l’invio telematico

 6) Dal 1° febbraio 2015 nuovo assetto dell’Agenzia delle entrate

 7) Pagamento dei diritti doganali mediante bonifico bancario o postale

 8) Mancato versamento dei contributi: la Cassazione chiarisce quale sanzione va applicata

 9) Società tra professionisti - modifiche statutarie - annotazione nella sezione speciale dell’albo dei   commercialisti

 10) Crediti d’imposta ai fini IRAP per chi non ha dipendenti

 

 

1) Crisi da sovraindebitamento: i professionisti “scendono in campo”

Via libera al registro degli organismi autorizzati alla gestione delle crisi. In campo commercialisti, avvocati e notai, che potranno essere iscritti di diritto, anche come studi associati, con una semplice domanda. È quanto prevede il decreto del ministero della giustizia n. 202 del 24 settembre 2014, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 21 del 27 gennaio 2015. Il provvedimento definisce i requisiti di iscrizione nel registro degli enti deputati a gestire le crisi da sovraindebitamento. Il registro sarà tenuto dal Dipartimento della giustizia civile del dicastero di via Arenula. La disciplina della crisi da sovraindebitamento è stata introdotta dalla legge n. 3/2012 e poi modificata dal dl n. 179/2012, con la finalità di consentire la possibilità di esdebitarsi anche a tutti i soggetti esclusi dalla legge fallimentare (piccoli imprenditori, professionisti, privati in genere, ecc.). La risoluzione della crisi può avvenire tramite la liquidazione del patrimonio del debitore o attraverso un accordo di ristrutturazione dei debiti, previa in ogni caso la predisposizione di un apposito piano.Oltre ai professionisti, un ruolo chiave nella nascita degli organismi viene ricoperto dalle pubbliche amministrazioni. Nel registro potranno essere infatti iscritti gli organismi costituiti dai comuni, dalle province/città metropolitane, dalle regioni e dalle università. Via libera pure agli organismi di conciliazione costituiti presso le camere di commercio. Tutti dovranno stipulare una polizza assicurativa con massimale non inferiore a un milione di euro per le conseguenze patrimoniali comunque derivanti dallo svolgimento del servizio di gestione della crisi. Agli elenchi dei gestori della crisi degli organismi potranno iscriversi pure soggetti diversi dai professionisti, purché muniti di specifici requisiti formativi e di esperienza sul campo indicati dal DM.

 

 

2) Niente IRAP anche con un dipendente assunto part time o con l’ausilio di un agenzia

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 1544 del 27 gennaio 2015, ha inteso precisare, in tema di autonoma organizzazione ai fini IRAP, che la collaborazione di un inserviente part time non è di per se stessa sufficiente, a prescindere dal concreto contenuto qualitativo e quantitativo delle relative prestazioni, ad integrare il presupposto impositivo di tale imposta.

Secondo la Suprema Corte, infatti, l’automatica sottoposizione ad IRAP del lavoratore autonomo che disponga di un dipendente vanificherebbe l’affermazione di principio desunta dalla lettera della legge e dal testo costituzionale, secondo cui il giudice deve accertare in concreto se la struttura organizzativa costituisca un elemento potenziatore ed aggiuntivo ai fini della produzione del reddito.

Pertanto, non è possibile sostenere che, per un medico, la collaborazione di un “inserviente part time” è di per se stessa sufficiente ad integrare il presupposto impositivo dell’autonoma organizzazione, a prescindere dal concreto contenuto qualitativo e quantitativo delle relative prestazioni. In tale ottica, spetta al giudice di merito accertare, con un giudizio di fatto censurabile solo sotto il profilo del vizio di motivazione, se nel caso concreto, per le specifiche modalità qualitative e quantitative delle prestazioni lavorative di cui il professionista si avvale, le stesse debbano giudicarsi eccedenti il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività professionale.

Collaborazione di un’agenzia

Inoltre, la Corte di Cassazione, con la sentenza n. n. 1545 del 27 gennaio 2015 ha rilevato che non integra il presupposto impositivo IRAP la circostanza di avvalersi della collaborazione di un’agenzia, prestata in forza di un mandato senza rappresentanza a titolo oneroso, per lo svolgimento di incombenze afferenti la propria professione, quali la promozione e la stipula di contratti per lo sfruttamento dell’immagine. Nel caso di specie, l’agenzia forniva servizi in totale autonomia rispetto alla contribuente, l’oggetto dei quali non incideva sul contenuto intrinseco dell’attività di quest’ultima.

 

 

3) Non è libera la revoca dell’organo di controllo delle Srl

Se i soci deliberano la revoca dell’organo di controllo, la relativa delibera deve essere approvata con un decreto del Tribunale, sia nel caso in cui il collegio sindacale sia stato nominato per il superamento dei limiti di capitale sociale sia per quello che rimane in carica e non risulta prescritto.

Il Ministero della Giustizia, con la nota n. 4865 del 13 gennaio 2015, (allegata alla circolare MISE n. 6100 del 19 gennaio 2015), ha fornito la sua interpretazione in merito all’abrogazione dell'art. 2447, comma 2, C.C. (ad opera dell'art. 20, comma 8, D.L. n. 91/2014), con il quale era previsto l’obbligo di nomina dell’organo di controllo per le S.r.l. con capitale superiore ad euro 120.000,00.

In particolare, il Ministero della Giustizia ritiene che, qualora i soci deliberino la revoca del collegio, la cui nomina sia avvenuta in vigenza delle nuove regole previste con il D.L. n. 91/2014 (oppure, in base alle disposizioni previgenti), la relativa delibera deve essere approvata con Decreto del Tribunale.

Peraltro, a tale riguardo, il Consiglio Nazionale del Notariato, con lo Studio n. 1129-2014/I, invece ritiene legittima ed efficace la revoca dell’organo di controllo, senza necessità di Decreto di approvazione del Tribunale.

Dunque, anche il Notariato ha affrontato la tematica del venir meno dell’obbligo di nomina del collegio sindacale, sancendo però la non necessità del decreto di approvazione da parte del Tribunale. Il vaglio giudiziale di meritevolezza da parte del Tribunale in caso di revoca del sindaco per sopravvenuta insussistenza dell’obbligo di nomina è considerato superfluo dal Notariato, che rimette alla Srl la possibilità di “revocare legittimamente (ed efficacemente) l’organo di controllo” anche senza tener conto del procedimento di cui all’articolo 2400, comma 2, del Codice civile.

 

 

4) Cessazione attività: come ottenere l’indennizzo INPS

Ecco gli ulteriori chiarimenti sull’indennizzo dovuto a seguito della cessazione dell’attività commerciale.

L’INPS, con il messaggio n. 604 del 26 gennaio 2015, ha fornito nuovi chiarimenti sugli indennizzi per cessazione dell’attività commerciale per fornire.

Riguargo l’istruttoria delle domande di proroga, l’Istituto previdenziale ha ricordato che destinatari della proroga, fino alle nuove età pensionabili della c.d. legge Monti-Fornero, sono gli indennizzi concessi ai sensi del previgente articolo 19 ter, Legge n. 2/2009, la cui scadenza, per raggiungimento dell’età pensionabile, è intervenuta dopo il 1° gennaio 2012.

Le sedi, già autorizzate a prorogare fino ad un massimo di 18 mesi (purché i richiedenti fossero in possesso, al momento del compimento dei 60 anni, se donne, e 65 anni, se uomini, del requisito contributivo minimo per la pensione di vecchiaia nella gestione commercianti) devono verificare, altresì, che il beneficiario dell’indennizzo sospeso per raggiungimento dell’età massima di 61 anni e 6 mesi e 66 anni e 6 mesi, non sia titolare di trattamento pensionistico e non svolga, al momentodella proroga, una qualsiasi attività di lavoro dipendente o autonomo.

Nel caso in cui, al momento della proroga dell’indennizzo di cui alla Legge n. 147/2013, il soggetto richiedente risulti beneficiario di una delle disposizioni di salvaguardia per l’accesso a pensione di vecchiaia o anzianità in base ai requisiti previgenti l’entrata in vigore del D.L. n. 201/2011, potrà essere concessa la proroga dell’indennizzo fino alla prima decorrenza teorica utile prevista in applicazione delle predette disposizioni di salvaguardia, indicata nella certificazione inviata all’interessato.

Quanto sopra, a prescindere dalla circostanza che i soggetti in possesso della certificazione possano presentare la domanda di pensione in salvaguardia in qualsiasi momento successivo all’apertura della finestra, fermo restando le regole generali relative alla decorrenza dei trattamenti pensionistici.

Riguardo i destinatari dell’indennizzo, a parziale rettifica del messaggio n. 4832/2014, l’INPS chiarisce che l’indennizzo di cui all’articolo 19-ter, Legge n. 2/2009, modificato dalla Legge n. 147/2013, è concesso ai soggetti che abbiano perfezionato i requisiti di cui all’articolo 2 del D.Lgs. n. 207/1996, nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2009 ed il 31 dicembre 2016.

Possono, peraltro, presentare domanda ai sensi della disposizione andata in vigore dal 1.1.2014, anche coloro che avevano maturato il diritto all’indennizzo ai sensi del previgente articolo 19-ter, nel periodo 1.1.2009 - 31 dicembre 2011 e che non hanno presentato la relativa domanda o è stata loro rigettata perché presentata oltre il termine di scadenza del 31.1.2012.

Inoltre, viene chiarito che:

- l’indennizzo non può essere concesso ai soggetti che al momento della domanda risultino titolari di un trattamento pensionistico di vecchiaia ai sensi di qualunque norma concesso e da qualsiasi fondo erogato;

- la concessione dell’indennizzo non è ammessa nelle ipotesi in cui il

richiedente abbia già maturato il diritto alla pensione di vecchiaia ma non abbia ancora presentato la relativa domanda;

- qualora al momento della domanda di indennizzo il soggetto richiedente risulti beneficiario di una delle disposizioni di salvaguardia per l’accesso alla pensione di vecchiaia in base ai requisiti previgenti l’entrata in vigore del D.L. n. 201/2011, l’indennizzo può essere concesso fino alla prima decorrenza teorica utile prevista in applicazione delle predette disposizioni di salvaguardia, indicata nella certificazione inviata all’interessato. Ciò a prescindere dalla circostanza che i soggetti in possesso della certificazione possano presentare la domanda di pensione in salvaguardia in qualsiasi momento successivo all’apertura della finestra, fermo restando le regole generali relative alla decorrenza dei trattamenti pensionistici;

- nel caso in cui il richiedente risulti beneficiario di una delle disposizioni di salvaguardia per l’accesso alla pensione di anzianità, l’indennizzo potrà essere concesso, se ne sussistono le condizioni, fino al compimento dell’età pensionabile anche qualora il beneficiario presenti domanda di pensione di anzianità e diventi titolare del relativo trattamento in corso di godimento dell’indennizzo.

 

 

5) Dichiarazione annuale IVA 2015: approvate le specifiche tecniche per l’invio telematico

Approvate le specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati contenuti nella dichiarazione annuale IVA 2015 relativa all’anno 2014.

Dopo i modelli “Iva 2015” e “Iva Base 2015”, approvati con provvedimento del 15 gennaio 2015, approdano in Rete le specifiche tecniche da adottare per l’invio telematico dei dati contenuti nella dichiarazione relativa all’anno 2014. Il percorso informatico per la corretta trasmissione è allegato al provvedimento 28 gennaio 2015 dell’Agenzia delle Entrate.

(Provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate n. 11377 del 28.01.2015)

 

 

6) Dal 1° febbraio 2015 nuovo assetto dell’Agenzia delle entrate

A decorrere dal prossimo 1° febbraio, l’Agenzia delle entrate sarà interessata da una serie di avvicendamenti di vertice. Il Comitato di Gestione, riunitosi il 27 gennaio 2015 a Roma, al fine di ricoprire alcune posizioni vacanti e nell’intento di valorizzare le professionalità interne che si sono distinte nelle attività istituzionali per i risultati conseguiti, ha deliberato i seguenti avvicendamenti negli incarichi di vertice:

Giovanni Achille Sanzò, Direttore Regionale Puglia

Lascia la Direzione regionale del Veneto, che dirige da circa cinque anni, e sostituisce il dott. Gianni De Luca, attuale Direttore regionale in Puglia, che sarà collocato a riposo per limiti di età, dal prossimo 1° febbraio.

Pierluigi Merletti, Direttore Regionale Veneto

Oggi Direttore regionale dell’Emilia Romagna, subentra al dott. Sanzò nella Direzione regionale del Veneto.

Antonino Di Geronimo, Direttore Regionale Emilia Romagna

Dopo oltre sei anni, lascia la Direzione regionale della Calabria e gli viene affidata la Direzione regionale dell’Emilia Romagna.

Pasquale Stellacci, Direttore Regionale Calabria

Al suo primo incarico di vertice, prende la guida della direzione calabrese. Il dott. Stellacci ha 54 anni, è laureato in Scienze Politiche, abilitato alla professione di dottore commercialista e revisore contabile. Dirigente di comprovata e pluriennale esperienza, ha al suo attivo sia la direzione di uffici operativi che la responsabilità di importanti strutture di coordinamento regionali. Le sue caratteristiche professionali lo rendono idoneo ad assumere un incarico di maggiore responsabilità come quello di Direttore Regionale.

Pier Paolo Verna, Direttore Regionale Toscana

Il dott. Pier Paolo Verna, oggi Direttore Centrale Aggiunto Accertamento, viene

designato per la direzione della Toscana, in sostituzione della dott.ssa Giovanna Alessio, che attualmente ricopre tale incarico ad interim.

Giovanna Alessio, Direttore Regionale Aggiunto Lombardia

La dott.ssa Alessio – dirigente di grande esperienza e comprovate capacità, dimostrate alla guida di importanti strutture operative e di direzioni regionali – sostituisce l’ing. Marco Orsini, che assume analogo incarico di aggiunto in Piemonte, dove già ricopre l’incarico stesso ad interim. La dott.ssa Alessio svolgerà le funzioni di Direttore aggiunto per quattro mesi, fino al 1° giugno, affiancando l’attuale Direttore Regionale dott. Eduardo Ursilli alla guida della regione più importante d’Italia dal punto di vista economico e fiscale. Dal 1° giugno il dott. Ursilli sarà collocato a riposo e la dott.ssa Alessio lo sostituirà come Direttore Regionale.

Marco Orsini, Direttore Regionale Aggiunto Piemonte

Dal 1° febbraio prossimo continua a svolgere tale incarico già ricoperto ad interim. A seguito del collocamento a riposo del dott. Ursilli e della nomina a Direttore regionale Lombardia della dott.ssa Alessio, svolgerà le funzioni di aggiunto in Lombardia e di aggiunto in Piemonte ad interim.

Carla Belfiore, Direttore Regionale Lazio

L’ing. Carla Belfiore, attuale Direttore Regionale aggiunto del Lazio, sostiuisce la dott.ssa Alessio alla guida della stessa Direzione Regionale.

Michele Garrubba, Direttore Regionale Aggiunto Lazio

A sua volta, il dott. Michele Garrubba, al suo primo incarico di vertice, sostituisce l’ing. Belfiore. Il dott. Garrubba ha 57 anni, è laureato in Giurisprudenza e abilitato all’insegnamento e alle professioni di avvocato e revisore contabile. Dirigente

dall’ampia e comprovata esperienza, ha ricoperto in passato diversi incarichi operativi in Lombardia e in ultimo, alla guida della Direzione Provinciale I di Roma, la più grande del paese, ha dimostrato solide competenze tecniche e capacità gestionali, e, pertanto, è idoneo a rivestire incarichi di maggiore responsabilità.

Infine, il dott. Gianni Guerrieri è confermato nell’incarico di Direttore Centrale

Osservatorio del Mercato Immobiliare e Servizi Estimativi che ricopre dal gennaio 2009, assicurando continuità gestionale nelle attività della Direzione OMISE, chiamata nei prossimi cinque anni ad attuare un progetto complesso e di grande rilevanza strategica come quello della riforma del catasto.

La dott.ssa Emiliana Bandettini è confermata nell’incarico di Direttore Centrale aggiunto dell’Accertamento, già ricoperto dal novembre 2014, in sostituzione del dott. Pier Paolo Verna. Le capacità e l’elevata professionalità, dimostrate nei vari incarichi ricoperti nell’attività di prevenzione e controllo nel campo dell’antifrode, svolte sia a livello periferico che centrale, si ritengono necessarie per assicurare continuità operativa in questa fase particolarmente complessa, innovativa e sfidante per la struttura centrale, impegnata a dare attuazione alle recenti disposizioni normative.

(Agenzia delle entrate, comunicato stampa del 27 gennaio 2015)

 

 

7) Pagamento dei diritti doganali mediante bonifico bancario o postale

L’Agenzia delle dogane sta predisponendo il provvedimento per l’utilizzo della modalità di pagamento o di deposito dei diritti doganali mediante bonifico bancario o postale.

Ciò a seguito di quanto previsto dall’articolo 1, comma 6, del decreto del Direttore del Dipartimento delle Finanze del 5 febbraio 2010, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n.39 del 17 febbraio 2010, concernente il “Pagamento o deposito dei diritti doganali mediante bonifico bancario o postale”.

Al riguardo, l’Agenzia precisa che, a partire dal 60° giorno successivo alla pubblicazione del citato provvedimento sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, verrà meno la deroga concessa a questa Agenzia dalla Banca d’Italia riguardo all’applicazione di quanto disposto dall’articolo 47 del D.M. del 29.05.2007 (Approvazione delle istruzioni sul servizio di Tesoreria dello Stato) che ha permesso finora ai contabili doganali di accettare il pagamento dei diritti in questione attraverso l’utilizzo degli assegni circolari, secondo quanto previsto dall’articolo 77 del D.P.R. n. 43/1973.

Fatta questa premessa, l’Agenzia invita strutture e associazioni, ognuna per la parte di competenza, ad assicurare la massima diffusione al contenuto della presente, rammentando l’importanza per tutti gli operatori economici interessati di partecipare alla fase di sperimentazione operativa sull’uso della modalità di pagamento in questione, aperta a tutti gli operatori già dal 23 aprile 2014, prima della sua definitiva messa in esercizio, con conseguente venir meno dell’utilizzo degli assegni circolari.

(Agenzia delle dogane, nota n. 9164/RU del 23 gennaio 2015)

 

 

8) Mancato versamento dei contributi: la Cassazione chiarisce quale sanzione va applicata

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 1476 del 27 gennaio 2015, ha confermato che il parziale mancato versamento dei contributi previdenziali e assicurativi dovuti, come conseguenza di una qualificazione errata del rapporto di lavoro (rapporto autonomo a fronte del riconoscimento di un rapporto di subordinazione), integra gli estremi della sanzione di omessa contribuzione e non di evasione contributiva.

I giudici della Suprema Corte hanno evidenziato come già la Corte di Cassazione, con una sentenza a Sezioni unite (Cass. n. 4808 del 7 marzo 2005), avesse specificato i limite all’applicazione delle due fattispecie sanzionatorie:

- l’evasione contributiva si verifica quando viene omessa la denuncia di un rapporto (come avviene in caso di mancata presentazione del modello DM10, recante la dettagliata indicazione dei contributi previdenziali dovuti); in pratica, la fattispecie si realizza solo quando le registrazioni o le denunce obbligatorie sono omesse o non conformi al vero allo scopo specifico di non versare i contributi o i premi, occultando il rapporto di lavoro e le retribuzioni pagate.

- l’omissione contributiva si verifica quando il mancato pagamento da parte del datore di lavoro dei contributi dovuti è seguito, comunque, alla presentazione delle denunce e delle registrazioni obbligatorie.

 

 

9) Società tra professionisti - modifiche statutarie - annotazione nella sezione speciale dell’albo dei commercialisti

Non è possibile costituire società multidisciplinari che prevedono la presenza di soci professionisti dottori commercialisti o esperti contabili e soci professionisti revisori legali. La revisione legale è esclusa dall’ambito di applicazione della legge 183/2011 (società tra professionisti).

Il CNDCEC, con la nota n. 892 del 27 gennaio 2015 (PO n. 287/2014), ha fornito chiarimenti in relazione al quesito posto dall’Ordine dei commercialisti di Brescia sulla tematica delle Società tra professionisti - modifiche statutarie - annotazione nella sezione speciale dell’albo dei commercialisti.

Con riferimento al quesito formulato il 28 ottobre 2014 con il quale si chiede se 1. l’oggetto sociale di una STP possa prevedere come “oggetto esclusivo la realizzazione delle attività professionali per le quali e prevista l’iscrizione all’albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili e di quelle che la legge attribuisce ai revisori legali”,

2 possa essere ritenuta attività professionale per la quale sia prevista l’iscrizione in appositi albi o elenchi regolamentati nel sistema ordinistico quella del revisore contabile,

si osserva quanto segue.

Il comma 3 della legge 12 novembre 2011, n 183 prevede la possibilità di costituire società per l’esercizio di attività professionali regolamentate nel sistema ordinistico. Allo stesso modo l’art 1 del DM 8 febbraio 2013, n, 34 nel dettare le “definizioni” ribadisce che le società tra professionisti sono quelle costituite [.1 per l’esercizio di una o più attività professionali per le quali sia prevista l’iscrizione in appositi albi o elenchi regolamentati nel sistema ordini stico. Inoltre, l’art 2 del regolamento nel definire l’ambito di applicazione dello stesso dispone che le norme contenute nel regolamento si applicano alle società per l’esercizio di attività professionali regolamentate nel sistema ordinistico, la cui costituzione e consentita ai sensi dell’art 10, commi da 3 a 11, della L 183/2011, facendo salve le associazioni professionali e le società tra professionisti costituite secondo modelli vigenti alla data di entrata in vigore della L. 183/2011.

Dal tenore letterale delle disposizioni citate emerge chiaramente che la disciplina delle STP contenuta nella L. 183/2011 e nel regolamento di attuazione sono applicabili solo per l’esercizio in forma societaria delle professioni organizzate in ordini e collegi.

La revisione legale è esclusa dall’ambito di applicazione della legge 183/2011 in quanto essa non costituisce un’autonoma professione regolamentata in Ordini o collegi. La disciplina della revisione legale ha carattere di specialità ed e contenuta nel DLgs 27 gennaio 2010, n 39 con il quale e stata data attuazione alla Direttiva 2006/43/CE relativa alle revisioni legali dei conti annuali e dei conti consolidati. Le società di revisione, al fine dell’iscrizione nel registro dei revisori legali tenuto presso il Ministero dell’economia e delle finanze, devono essere in possesso dei requisiti indicati all’art. 2 del D.Lgs. 39/2010, che differiscono da quelli indicati dalla legge 183/2011.

Quanto alle attività che la legge attribuisce ai revisori legali solo l’esercizio dell’attività di “revisione legale”, intesa quale revisione dei conti annuali o dei conti consolidati effettuata in conformità alle disposizioni del DLgs 39/2010 (art 1, comma 1, D Lgs 39/2010), e riservata ai revisori legali e alle società di revisione iscritti nel registro dei revisori legali tenuto dal Ministero dell’economia e delle finanze.

Considerato che la revisione legale è un’attività professionale espressamente richiamata dall’art, 1, comma 4, lett. d) ed e) dell’ordinamento professionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili (D Lgs 139/2005), si ritiene che la stessa possa essere ricompresa fra le materie indicate nell’oggetto sociale. L’esercizio di tale attività sarà, pero, consentito solo a quei soci professionisti iscritti nell’albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili che siano iscritto anche nel Registro deì revisori legali.

Alla luce delle considerazioni sopra esposte si ritiene esclusa la possibilità di costituire società multidisciplinari che prevedono la presenza di soci professionisti dottori commercialisti o esperti contabili e soci professionisti revisori legali, non essendo la revisione legale una professione regolamentata riconducibile al sistema ordinistico. La STP potrebbe essere costituita tra soci professionisti iscritti nell’albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili e con soci revisori legali che non assumeranno la qualifica di soci professionisti, bensì quella di soci di investimento o socio di prestazioni tecniche. In tal caso, solo il socio professionista iscritto nell’albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili potrà svolgere l’attività di revisione per la STP medesima.

 

 

10) Crediti d’imposta ai fini IRAP per chi non ha dipendenti

I contribuenti che svolgono attività soggetta ad Irap senza avvalersi di dipendenti potranno beneficiare dal periodo d’imposta 2015 di un credito d'imposta pari al 10% dell’imposta lorda, da utilizzare in compensazione.

Ciò ai sensi di quanto previsto dal comma 21, dell’unico articolo, della Legge 190/2014, ovvero della Legge di Stabilità 2015 che è stata pubblicata sulla G.U. n. 300 del 29 dicembre 2014, che come è noto ha apportato novità anche in tema di IRAP.

Dunque, il Legislatore ha introdotto, a decorrere dal periodo d’imposta successiva a quello in corso al 31 dicembre 2014, un nuovo credito d’imposta ai fini Irap per i contribuenti che non si avvalgono di lavoratori dipendenti. Tale credito, pari al 10% dell’imposta lorda calcolata ai sensi del DLgs 446/1997, è utilizzabile esclusivamente in compensazione tramite modello F24 (art. 17 del D.Lgs. 241/1997).

I soggetti interessati sono coloro che determinano il valore della produzione netta ai fini Irap ai sensi degli articoli da 5 a 9 del DLgs 446/1997, ossia:

- società di capitali ed enti commerciali;

- società di persone ed imprese individuali;

- banche, società finanziarie ed altri enti di cui all’art. 1 del DLgs 87/1992;

- imprese di assicurazione;

- persone fisiche e le società semplici esercenti arti e professioni.

L’utilizzo in compensazione è effettuabile solo a partire dall’anno in cui il contribuente presenta la dichiarazione Irap corrispondente alla richiesta di spettanza del credito.

 

Vincenzo D’Andò