Diario quotidiano del 21 gennaio 2015: il contributo integrativo della Cassa Geometri sale al 5%

Pubblicato il 21 gennaio 2015



in presenza di accollo del mutuo, niente confisca; espropri: intervento della Cassazione a sezioni unite; fondazione Nazionale Commercialisti: split payment, esclusi i professionisti con ritenuta d’acconto; nuovo ravvedimento per i tributi comunali; prospetto Informativo Legge 68/1999 entro il 31 gennaio; Italia e Svizzera raggiungono un’intesa di principio sulle questioni fiscali; estensione del ruling internazionale; geometri: dal 1.1.2015 il contributo integrativo in fattura per i clienti privati passa dal 4% al 5%; modernizzazione degli aiuti di Stato: le nuove regole di procedura; assistenza fiscale: aggiornate le faq sulla cedolare secca e bonus ristrutturazione

 

Indice:

 1) In presenza di accollo del mutuo, niente confisca

 2) Espropri: intervento della Cassazione a sezioni unite

 3) Fondazione Nazionale Commercialisti: split payment, esclusi i professionisti con ritenuta d’acconto  

 4) Nuovo ravvedimento per i tributi comunali

 5) Prospetto Informativo Legge 68/1999 entro il 31 gennaio

 6) Italia e Svizzera raggiungono un’intesa di principio sulle questioni fiscali

 7) Estensione del ruling internazionale

 8) Geometri: dal 1.1.2015 il contributo integrativo in fattura per i clienti privati passa dal 4% al 5%

 9) Modernizzazione degli aiuti di Stato: le nuove regole di procedura

 10) Assistenza fiscale: aggiornate le faq sulla cedolare secca e bonus ristrutturazione

 

 

 1) In presenza di accollo del mutuo, niente confisca

È illegittima la confisca quando un terzo si accolla il mutuo del pregiudicato dal momento che, in questi casi, la banca non ha nell’operazione un margine di trattativa. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che, con la sentenza n. 2334 del 19 gennaio 2015, ha accolto il ricorso di un istituto di credito. La vicenda riguarda un mutuo fondiario garantito da ipoteca, contratto per l’acquisto di un immobile, poi venduto con accollo sull’acquirente, compagna dell’indagato. Nel frattempo era intervenuta la confisca. Ora la Suprema corte ha revocato il provvedimento, sostenendo la buona fede della banca. In poche parole, per i Supremi giudici, con riferimento alla tutela dei diritti reali di garanzia nei rapporti con i provvedimenti di prevenzione, la verifica della buona fede del terzo creditore debba essere fatta, di regola, in relazione al momento in cui il diritto sorge, nella specie nel momento in cui il contratto di mutuo è stato sottoscritto. Nel caso in cui, come nella presente fattispecie, si realizzi una successione nel rapporto giuridico l'accertamento giudiziale deve tenere conto della particolarità della situazione, in cui spesso può mancare un contatto diretto tra debitore e terzo creditore, con conseguenti maggiori difficoltà nel verificare la buona fede. Ciò risponde al principio generale per cui la buona fede del terzo va riconosciuta non solo nei casi in cui risulti la sua estraneità a qualsiasi collusione o compartecipazione all'attività criminosa, ma anche là dove emerga una credibile inconsapevolezza delle attività svolte dal prevenuto. La stessa legge di stabilità 2013 esclude che la confisca possa pregiudicare i diritti reali di garanzia costituiti in epoca anteriore al sequestro quando il credito non risulti strumentale all’attività illecita o a quella che ne costituisce il frutto o il reimpiego.

 

 

2) Espropri: intervento della Cassazione a sezioni unite

L’occupazione acquisitiva è contraria alla convenzione europea dei diritti dell’uomo come tutte le forme di espropriazione indiretta elaborate nell’ordinamento italiano anche e soprattutto in sede giurisprudenziale: il fatto che sul terreno sia stata ormai realizzata l’opera pubblica non può fare acquisire il bene all’amministrazione laddove l’acquisizione del diritto di proprietà, ricorda Strasburgo, non può mai conseguire a un illecito. Non conta che sia intervenuta la dichiarazione di pubblica utilità. Ecco allora che il proprietario del terreno deve ottenere la restituzione o il risarcimento del danno e il suo diritto non decorre dalla ormai risalente trasformazione irreversibile del fondo: il termine quinquennale scatta dalle singole annualità, quanto al danno per la perdita del godimento, e dalla data della domanda, quanto alla reintegrazione per equivalente.

(Corte di Cassazione, sezioni unite civili, sentenza 735 del 19 gennaio 2015)

 

 

3) Fondazione Nazionale Commercialisti: split payment, esclusi i professionisti con ritenuta d’acconto

I professionisti soggetti alla ritenuta d’acconto sono esclusi dallo split payment. E’ la risposta fornita dalla Fondazione nazionale dei commercialisti (FNC) alle numerose richieste di chiarimento sulla questione ricevute da iscritti alla categoria. “In ogni caso - si legge in una nota della Fondazione - pur ritenendo questa l’interpretazione più corretta, sarebbe quanto mai auspicabile un chiarimento definitivo da parte dell’Amministrazione finanziaria, dal momento che siamo di fronte ad una norma formulata in maniera forse troppo frettolosa”.

Lo split payment, introdotto dalla Legge di Stabilità 2015, prevede, per le cessioni di beni e per le prestazioni di servizi effettuate nei confronti della Pubblica Amministrazione, che l'imposta sia versata dagli enti della stessa P.A. secondo modalità e termini fissati con decreto del Ministro dell'economia. La nota della FNC fornisce chiarimenti sul novellato art. 17–ter, co. 2, D.P.R. 633/1972, nella parte in cui esclude dall’applicazione dello split payment “i compensi per prestazioni di servizi assoggettati a ritenute alla fonte a titolo di imposta sul reddito”. Il dubbio che al riguardo si pone, spiega nella sua nota la Fondazione, è se la predetta esclusione debba valere solo per i compensi soggetti a ritenuta a titolo d’imposta o anche per quelli che scontano la ritenuta a titolo d’acconto. Secondo il centro studi dei commercialisti, anche i professionisti assoggettati a ritenuta a titolo di acconto sono esclusi dall’applicazione dello split payment. “L’equivoco – spiega la nota- sorge da una non corretta lettura consequenziale delle parole usate dal legislatore, nel senso che la parola “imposta”, fonte di tanti equivoci, deve essere legata alle parole “sul reddito” e non invece alle parole “ritenute alla fonte a titolo di…”.

“Se si legge in tal senso la disposizione normativa – conclude la Fondazione - ci si accorge che è possibile confermare l’esclusione dello split payment nei confronti dei professionisti soggetti a ritenuta d’acconto. Questa, del resto, ci pare la lettura maggiormente conforme alla volontà del legislatore”

(Fondazione Nazionale Commercialisti, comunicato stampa del 19 gennaio 2015)

 

 

4) Nuovo ravvedimento per i tributi comunali

Sanzione ridotta entro 90 giorni dall’omesso versamento Imu. La dichiarazione non può essere il momento iniziale per il perdono. L’IFEL, con una nota del 19 gennaio 2015, ha chiarito la portata applicativa della nuova tipologia di ravvedimento per i tributi comunali, prevista dalla Legge di stabilità 2015.

Dunque, la Legge di stabilità per il 2015 (art. 1 comma 637 della Legge n. 190 del 23 dicembre 2014,), interviene a modificare la disciplina sul ravvedimento operoso di cui all’articolo 13 del d.lgs. n. 472 del 1997, introducendo ulteriori quattro ipotesi, dettagliate nelle nuove lettere a-bis), b-bis), b-ter) e b-quater).

All’articolo 13 viene aggiunto anche il nuovo comma 1-bis, il quale dispone che “le disposizioni di cui al comma 1, lettere b-bis) e b-ter), si applicano ai tributi amministrati dall’Agenzia delle entrate”. Ai tributi comunali sarebbero quindi applicabili le ipotesi di cui alle lettere a-bis) e b-quater). Si osserva in proposito che quest’ultima tipologia di ravvedimento risulta pressoché inapplicabile ai tributi comunali, salvo che in casi residuali e per decisione autonoma dell’ente, come si dirà nel seguito di questa nota.

Risulta, pertanto, applicabile in modo generalizzato ai tributi comunali la sola ipotesi di cui alla lettera a-bis), la quale prevede la riduzione della sanzione “ad un nono del minimo se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento deltributo, avviene entro il novantesimo giorno successivo al termine per la presentazione della dichiarazione, ovvero, quando non è prevista dichiarazione periodica, entro novanta giorni”.

La disposizione fa riferimento ad un termine di 90 giorni collegato o alla data di presentazione della dichiarazione o, nel caso in cui la disciplina tributaria non preveda una dichiarazione periodica, alla data in cui doveva essere effettuato il versamento.

Sul tema, si ritiene anzitutto opportuno far presente che, diversamente da quanto ritenuto dal Ministero dell’economia e delle finanze nella Risoluzione n. 1/DF del 29 aprile 2013, in tema di tributi locali (nello specifico Imu e Tasi), l’obbligo dichiarativo deve essere assolto solo in occasioni circostanziate e ben precise ovvero qualora intervengano variazioni specifiche inerenti il possesso, la detenzione degli immobili, o ancora modifiche rilevanti ai fini della determinazione del tributo.

A tal fine quindi, con riferimento ai citati tributi, un'interpretazione sistematica e coordinata della nuova disposizione, riporta necessariamente alla circostanza di far decorrere la specifica ipotesi di cui alla lettera a-bis) dell’articolo 13 d.lgs. 472/1997, unicamente con riferimento al termine dei 90 giorni decorrenti dal momento della scadenza di pagamento del tributo.

Si ritiene infatti che la dichiarazione IMU, così come quella TASI, non può considerarsi dichiarazione periodica, in quanto non sussiste alcun obbligo normativo alla sua ripresentazione, nel caso in cui gli elementi che incidono sull’ammontare dell’imposta dovutanon abbiano subito modifiche. Si tratta pertanto di dichiarazione episodica, che va presentata peraltro solo in determinate ipotesi precedentemente richiamate ed ampiamente esemplificate nelle istruzioni ministeriali al modello dichiarativo. Non appare, altresì, sufficiente a qualificare la dichiarazione IMU come periodica la circostanza che essa sia dichiarazione ultrattiva.

Peraltro, per completezza di esposizione, si evidenzia che volendo considerare la dichiarazione IMU come periodica si verrebbe a configurare una situazione paradossale: il contribuente potrebbe effettuare il ravvedimento lungo per IMU 2014, di cui all’art. 13, comma 1, lettera b) del d.lgs. n. 472 del 1997, entro il 30 giugno 2015 (termine di presentazione della dichiarazione IMU) corrispondendo una sanzione pari ad 1/8 del 30%, quindi 3,75%; se invece lo stesso contribuente si avvalesse del nuovo ravvedimento di cui alla lettera a-bis), il termine sarebbe il 28 settembre 2015 (90 giorni dal termine di presentazione della “dichiarazione periodica”), pagando una sanzione del 3,33%. È evidente che si verrebbe a creare una situazione illogica perché il pagamento effettuato entro il 28 settembre sarebbe soggetto ad una sanzione inferiore rispetto al versamento effettuato entro il 30 giugno.

Per riassumere, in caso di omesso versamento del saldo IMU 2014, il contribuente, considerando che è già scaduto il termine per l’effettuazione del cosiddetto “ravvedimento sprint”, le misure e i termini per sanare l’omissione possono essere così riassunti:

a) entro il 15 gennaio 2015, con l’applicazione della sanzione ridotta ad 1/10 del 30%, ovvero il 3% (lett. a);

b) entro il 16 marzo 2015, con l’applicazione della sanzione ridotta ad 1/9 del 30%, ovvero il 3,33% (lett. a-bis);

c) entro il 16 dicembre 2015, con l’applicazione di una sanzione pari ad 1/8 del 30%, quindi 3,75% (lett. b).

Per quanto riguarda l’ipotesi introdotta con la lettera b-quater, va in primo luogo osservato che il richiamo all’articolo 24 alla legge n. 4 del 1929, evoca una norma pur generale (“24. Le violazioni delle norme contenute nelle leggi finanziarie sono constatate mediante processo verbale”), ma non esplicitamente collegata ai tributi di competenza comunale. Tuttavia, possono essere individuate fattispecie residuali alle quali la sanzione innovata (il 20% del minimo) può essere collegata nell’ambito del sistema tributario comunale. Si tratta dei casi in cui l’attività di accertamento sul territorio da parte di operatori comunali (vigilanza urbana o funzionari accertatori ex comma 179 della legge n. 296 del 2006) porta, in effetti, alla constatazione di situazioni, stati di fatto o comportamenti destinati ad innescare un formale accertamento tributario per insufficiente o omesso pagamento. In questo caso, appare ragionevole che il Comune, nella propria autonomia, consenta al contribuente di usufruire dell’incentivazione alla regolarizzazione insita nell’abbattimento al 20% della sanzione. La base di riferimento dell’importo del ravvedimento andrà naturalmente individuata a seconda della specifica disciplina delle sanzioni di ciascun tributo.

Infine, si ricorda che in sede di ravvedimento operoso, oltre al versamento dell’imposta e delle sanzioni, vanno assolti anche gli interessi moratori che maturano giorno per giorno e si applicano all’importo dovuto a titolo di imposta, escluse le sanzioni. Il tasso di interesse legale applicabile va calcolato con la regola del pro- rata temporis, sulla base dei tassi in vigore nei singoli periodi, quindi l’1% annuo, per il periodo 16-31 dicembre 2014, e lo 0,5% annuo dal 2015 (come stabilito dal Decreto del ministero dell’Economia dell’11 dicembre 2014).

 

 

5) Prospetto Informativo Legge 68/1999 entro il 31 gennaio

Entro il 31 gennaio 2015 le aziende devono compilare ed inviare il Prospetto Informativo della situazione occupazionale riferita al 31 dicembre 2014 (ai sensi dell’art. 9, comma 6, della Legge n. 68/1999).

Il Prospetto informativo è una dichiarazione che le aziende dai 15 devono presentare al servizio provinciale competente, indicando la propria situazione occupazionale rispetto agli obblighi di assunzione di personale disabile e/o appartenente alle altre categorie protette, insieme ai posti di lavoro e alle mansioni disponibili.

La finalità è quella di condividere con l’Ufficio Collocamento mirato tutte le informazioni utili ad attuare quanto previsto dalla legge a proposito di inserimenti lavorativi adeguati alle necessità e caratteristiche delle aziende e delle persone destinatarie.

L’articolo 40, comma 4 del Decreto Legge 112/2008 (come convertito dalla Legge 133/2008), ha introdotto l’obbligo di trasmissione esclusivamente per via telematica del Prospetto Informativo Aziendale, con il quale i datori di lavoro, pubblici e privati (che occupano almeno 15 dipendenti), secondo le disposizioni contenute nel Decreto interministeriale 2 novembre 2010, comunicano ai servizi competenti entro il 31 gennaio la loro situazione occupazionale, riferita al 31 dicembre dell’anno precedente, ai fini dei successivi adempimenti di legge.

Gli standard tecnici aggiornati sono quelli entrati in vigore con il Decreto Direttoriale 17 settembre 2013 n. 345 e sono illustrati nella Nota MLPS 12 dicembre 2013 - Prot.39/0016522.

Il Prospetto non deve essere inviato tutti gli anni ma solo qualora, rispetto all’ultimo invio, vi siano stati cambiamenti nella situazione occupazionale tali da modificare l’obbligo o da incidere sul computo della quota di riserva.

Agli effetti della determinazione del numero di soggetti disabili da assumere, non rientrano nel computo:

Lavoratori occupati ai sensi della Legge n. 68/1999,

Lavoratori occupati con contratto a tempo determinato di durata fino a sei mesi,

Soci di cooperative di produzione e lavoro,

Dirigenti,

Apprendisti,

Lavoratori assunti con contratto di inserimento o reinserimento,

Lavoratori occupati con contratto di somministrazione presso l’utilizzatore,

Lavoratori operanti esclusivamente all’estero,

Soggetti impegnati in lavori socialmente utili (assunti ai sensi dell’art. 7 del D.L.vo n.  n. 81/2000),

Lavoratori a domicilio,

Lavoratori acquisiti per passaggio di appalto,

Lavoratori in telelavoro,

Lavoratori del sottosuolo e adibiti a trasporto del minerale (L. n. 10/11)

Lavoratori occupati in cantiere (L. n. 68/1999, art. 5, c. 2).

Entro il 31 gennaio la comunicazione dei contratti di somministrazione conclusi

Ai sensi dell’art. 24, comma 4, lett. b), D.Lgs. n. 276/2003, i datori di lavoro utilizzatori, devono comunicare ogni dodici mesi, anche per il tramite dell’associazione dei datori di lavoro alla quale aderiscono o conferiscono mandato: - il numero ed i motivi dei contratti di somministrazione di lavoro conclusi;

- la durata degli stessi;

- il numero e la qualifica dei lavoratori interessati.

Il termine per l’adempimento è stato fissato al 31 gennaio di ciascun anno dal Ministero del Lavoro, con nota prot. 12187 del 3 luglio 2012.

 

 

6) Italia e Svizzera raggiungono un’intesa di principio sulle questioni fiscali

L'Italia e la Svizzera hanno raggiunto un'intesa di principio sulla cooperazione nelle questioni fiscali. Attualmente i due Governi stanno preparando la firma di un Protocollo di modifica della Convenzione per evitare le doppie imposizioni e di una roadmap. Entrambi i documenti dovrebbero essere firmati prima del termine del 2 marzo 2015, definito dalla normativa italiana sulla regolarizzazione dei capitali detenuti all'estero (voluntary disclosure). L'intesa pone i rapporti tra i due paesi su nuove basi, che permetteranno di rafforzare la cooperazione, migliorare e sviluppare in un clima costruttivo le relazioni bilaterali, in particolare quelle economiche.

Con l'accordo sono stati raggiunti, in particolare, i seguenti principali obiettivi:

miglioramento della Convenzione per evitare le doppie imposizioni tra l'Italia e la Svizzera con l'adozione del più recente standard dell'OCSE per lo scambio di informazioni, in particolare quelle su richiesta;

realizzazione di sinergie con la legge sulla regolarizzazione spontanea dei capitali detenuti all’estero (voluntary disclosure), che consentiranno una più agevole regolarizzazione del passato per i contribuenti italiani, prima del passaggio allo scambio automatico di informazioni, sul quale sono impegnati entrambi i paesi in sede multilaterale e che segnerà una svolta epocale a livello internazionale verso la trasparenza fiscale;

miglioramento dell'Accordo sulla fiscalità dei lavoratori frontalieri, salvaguardando sia i Comuni oggi beneficiari dei ristorni, sia il livello di tassazione complessivo per i lavoratori;

abolizione o adeguamento agli standard internazionali dei regimi svizzeri di fiscalità privilegiata.

La Convenzione Svizzera-Italia sarà modificata mediante un Protocollo che riprende lo standard dell'OCSE per lo scambio di informazioni su richiesta. Il Protocollo sarà applicabile dopo l'entrata in vigore, a decorrere dalla data della firma.

Oltre al Protocollo di modifica della Convenzione, i negoziati hanno consentito la conclusione di una roadmap, che contiene un chiaro impegno politico in merito a diversi punti delle relazioni bilaterali in ambito fiscale e finanziario. La roadmap sarà pubblicata contestualmente alla firma del Protocollo di modifica della Convenzione e comprende in particolare i seguenti elementi:

impegno dei due paesi ad adottare in futuro lo standard multilaterale dell'OCSE;

regolarizzazione del passato e scambio di informazioni a richiesta: Entrambi gli Stati potranno inoltrare richieste di gruppo, conformi allo standard dell'OCSE, per identificare i contribuenti che intendono dissimulare cespiti patrimoniali non dichiarati;

ulteriore modifica della Convenzione Svizzera-Italia: in una seconda fase la Convenzione sarà pure rivista su altri punti; si perseguirà, tra l'altro, un accordo sulla riduzione delle aliquote fiscali applicate a dividendi e interessi, una modifica della disposizione contro gli abusi e l'introduzione di una clausola arbitrale;

imposizione dei frontalieri: in futuro i frontalieri saranno assoggettati a un'imposizione limitata nello Stato in cui esercitano la loro attività lavorativa e anche all'imposizione nello Stato di residenza. La quota spettante alto Stato del luogo di lavoro ammonterà al massimo al 70 per cento del totale dell'imposta normalmente prelevabile alla fonte. Il carico fiscale totale sui frontalieri non sarà inferiore a quello attuale e inizialmente nemmeno superiore; verrà con molta gradualità portato in linea con quello che la legislazione domestica applica agli altri frontalieri. La nuova imposizione dei frontalieri sarà oggetto di un accordo, che dovrà essere negoziato nella prima metà del 2015. Entrambi gli Stati si sono impegnati ad avviare rapidamente i negoziati;

black list italiane: con l’entrata in vigore del Protocollo di modifica della CDI la Svizzera sarà rimossa dalle liste che considerano come criterio unicamente l'assenza dello scambio automatico di informazioni. Quando gli attuali regimi fiscali privilegiati svizzeri saranno aboliti o resi conformi con gli standard internazionali, saranno rimossi dalle liste italiane.

accesso ai mercati finanziari: le parti ribadiscono la loro volontà di riprendere a breve il dialogo per migliorare la cooperazione transfrontaliera e sull'accesso ai mercati finanziari.

Campione d'Italia: le autorità competenti proseguiranno a breve termine le discussioni finalizzate alla ricerca di soluzioni pragmatiche per singoli aspetti legati all'imposizione indiretta, mentre a più lungo termine verranno ricercate le soluzioni concernenti le altre questioni fiscali e non fiscali dell'enclave.

(MEF, comunicato del 16 gennaio 2015)

 

 

7) Estensione del ruling internazionale

Il direttore dell’Agenzia delle entrate, Rossella Orlandi, ha illustrato gli obiettivi che l’Agenzia spingerà nell’ambito dell’attuazione della delega fiscale, in scadenza al 26 marzo 2015.

Tra le ipotesi spicca quella dell'estensione del ruling internazionale, già oggetto di ritocchi nel decreto Investment compact, ad altre “materie” oltre le attuali.

Si ricorda che lo strumento prevede la sottoscrizione di un accordo sulle regole fiscali (relativo al regime dei prezzi di trasferimento, agli interessi, ai dividendi e royalties, alla valutazione preventiva della sussistenza o meno dei requisiti che configurano una stabile organizzazione, alle convenzioni contro le doppie imposizioni stipulate all’Italia) da rispettare tra Fisco e impresa con attività internazionale - D.L. 30 settembre 2003 n. 269, convertito, con modificazioni, nella Legge 24 novembre 2003, n. 326 – ed é vincolante per entrambe le parti per il periodo d’imposta nel corso del quale l’accordo stesso è stato stipulato e per i quattro periodi d’imposta successivi.

Per tale periodo all’Amministrazione finanziaria è in inibita l’attività di controllo sulle questioni oggetto dell’intesa.

Altro tema toccato dal Direttore è il nuovo ravvedimento previsto dalla legge di Stabilità. L'annuncio è quello di un provvedimento entro il mese per mettere a disposizione del contribuente le informazioni in possesso dell’Agenzia e favorire la collaborazione e l’adempimento spontaneo.

 

 

8) Geometri: dal 1.1.2015 il contributo integrativo in fattura per i clienti privati passa dal 4% al 5%

Dal 1 gennaio 2015 aumenta dal 4% al 5% l`aliquota per il calcolo del contributo integrativo per i soggetti iscritti alla Cassa Italiana di Previdenza e Assistenza Geometri (CIPAG).

L’aumento non si applica per le prestazioni professionali effettuate alle Pubbliche Amministrazioni, per le quali rimane in vigore l`aliquota del 4%.In nuovo contributo andra' quindi indicato in tutte le parcelle professionali emesse nei confronti di committenti privati.

Per ulteriori informazioni sulle aliquote dei contributi obbligatori e per visionare l'elenco delle Pubbliche Amministrazioni a cui applicare ancora l’aliquota del 4% consultare il sito web della Cipag (www.cipag.it).

Dal 1.1.2015 il contributo integrativo in fattura per i clienti privati passa dal 4% al 5%

Tra i provvedimenti indispensabili per rispettare gli obiettivi di sostenibilità a 50 anni imposti dalla legge Fornero n.214/2011, adottati dal Comitato dei Delegati nella seduta del 24.11.2011 ed approvati dai Ministeri vigilanti, è stata inserita la scelta di innalzare l’aliquota del contributo integrativo dal 4% al 5% a far data dal 1.1.2015.

Da tale data sarà quindi necessario per tutti gli incarichi da committenti privati indicare nelle fatture professionali l'aliquota del contributo integrativo al 5%.

Tale aumento non si applica per le prestazioni professionali effettuate alle Pubbliche Amministrazioni, per le quali rimane in vigore l’aliquota del 4%.

Per ulteriori informazioni sulle aliquote dei contributi obbligatori e per visionare l'elenco delle Pubbliche Amministrazioni è possibile consultare la sezione dedicata alla contribuzione.

 

 

9) Modernizzazione degli aiuti di Stato: le nuove regole di procedura

Assonime, con la circolare n. 1 del 20/01/2015, illustra le modifiche alle regole procedurali in materia di controllo degli aiuti di Stato che sono state introdotte nel 2013 e nel 2014 nell’ambito del processo di modernizzazione della disciplina europea. Sono stati modificati sia il regolamento di procedura per l’applicazione dell’articolo 108 TFUE (regolamento CE n. 659/1999 del Consiglio), sia le disposizioni di esecuzione contenute nel regolamento (CE) n. 794/2004 della Commissione.

La revisione della disciplina mira ad aumentare l’efficienza del processo decisionale della Commissione e a rendere il sistema di controllo degli aiuti di Stato più trasparente. Tra le principali novità vi è il potere della Commissione, una volta avviato il procedimento di indagine formale o nell’ambito di indagini conoscitive di carattere generale, di chiedere informazioni oltre che allo Stato membro interessato, anche ad altri Stati membri, imprese o associazioni di imprese. E’ stata inoltre completamente riformata la disciplina delle denunce di aiuti illegali o attuati in modo abusivo, introducendo requisiti formali per migliorare la qualità delle informazioni trasmesse alla Commissione e consentirle pertanto un’azione più efficiente. Sono state infine adottate disposizioni volte a consentire alla Commissione di offrire un maggiore supporto ai giudici nazionali nell’applicazione della disciplina degli aiuti di Stato negli ambiti di loro competenza.

 

 

10) Assistenza fiscale: aggiornate le faq sulla cedolare secca e bonus ristrutturazione

L’Agenzia delle entrate ha aggiornato ieri sul proprio sito le faq sulla cedolare secca e bonus ristrutturazione.

                       Contratto di locazione - Cedolare secca

Sono proprietario di un appartamento locato e ho optato per la cedolare secca. L'inquilino mi ha comunicato che non vuole proseguire la locazione. Cosa devo fare?

Deve registrare la risoluzione presentando, entro 30 giorni dal perfezionamento della stessa, il modello RLI compilato, allo stesso ufficio presso il quale è stato registrato il contratto di locazione. I 30 giorni decorrono dal momento in cui il rapporto di locazione si è interrotto. Non è dovuta l'imposta di registro per la risoluzione.

In caso di cessione di contratto, nel quale ho optato per la cedolare secca, devo pagare l'imposta di registro?

Sì, è dovuta l'imposta di registro, che ammonta a 67 euro.

Ho intenzione di dare in locazione un box auto: posso optare per la cedolare secca?

Può optare per la cedolare secca soltanto se il box è pertinenza di immobile a uso abitativo ed è locato insieme ad esso.

Posso optare per la cedolare secca se il conduttore è una società che intende adibire l'immobile ad abitazione dei propri dipendenti?

No, sono esclusi dal campo di applicazione della cedolare secca i contratti di locazione conclusi con conduttori che agiscono nell'esercizio di attività di impresa o di lavoro autonomo, indipendentemente dal successivo utilizzo dell'immobile per finalità abitative di collaboratori e dipendenti.

Quando devo versare l'imposta sostitutiva per un contratto di locazione in cui ho optato per il regime della cedolare secca?

Per il primo periodo di imposta in cui opta per il regime della cedolare secca non sono dovuti acconti, dovrà semplicemente versare l'imposta a saldo l'anno successivo. Solo dal secondo anno dovrà iniziare a versare gli acconti, analogamente a quanto accade per l'Irpef.

Durante il periodo di applicazione della cedolare secca posso aggiornare il canone di locazione?

No, per il periodo di durata dell’opzione è sospesa per il locatore la facoltà di chiedere l’aggiornamento del canone a qualunque titolo (compresi gli aggiornamenti ISTAT), anche se la facoltà è prevista nel contratto di locazione.

Ho optato per la cedolare secca quando ho registrato il contratto di locazione. Devo fare qualcosa alla scadenza delle successive annualità contrattuali?

No, l’opzione esercitata in sede di registrazione del contratto produce  i suoi effetti fino alla scadenza del contratto e comunque fino a revoca.

Una società che dà in locazione appartamenti a uso abitativo può optare per il regime della cedolare secca?

Posso applicare la cedolare secca anche a un contratto di locazione a uso transitorio? Anche ai contratti di durata inferiore a 30 giorni nell’anno?

Sì, il regime della cedolare secca può essere applicato a tutti contratti di locazione di immobili a uso abitativo, anche  di durata inferiore a trenta giorni nell’anno.

Per registrare un contratto di locazione a uso abitativo con opzione per la cedolare secca devo versare l’ imposta di registro? Devo mettere il bollo sui contratti da registrare?

Tracciabilità del canone

Posso pagare il canone di locazione versando l’importo su una carta PostePay del locatario, rispettando la nuova norma di tracciabilità dei pagamenti e senza possedere un conto corrente bancario?

Si, è possibile. Il ministero del'Economia e delle Finanze ha chiarito che i pagamenti di somme inferiore a 1.000 euro (articolo 49 del decreto legislativo n.231 del 2007) possono essere effettuati anche in contanti. E' però necessaria una prova documentale chiara che attesti che quel trasferimento di contanti è giustificato dal pagamento del canone di locazione.

                                 Bonus ristrutturazione

Si può usufruire della detrazione per i lavori di ristrutturazione di un immobile accatastato come ufficio che, a seguito di ristrutturazione, viene trasformato in due unità di civile abitazione con conseguente variazione della categoria catastale? Oppure si deve variare prima la destinazione d’uso da ufficio ad abitazione?

E' possibile usufruire della detrazione, a condizione che nel provvedimento amministrativo che autorizza i lavori risulti chiaramente che i lavori che saranno effettuati comportano il cambio d'uso del fabbricato, da ufficio ad abitazione.

E’ detraibile la spesa di ristrutturazione edilizia sostenuta anche dal familiare convivente, che non risulti intestatario della fattura e/o dei bonifici?

Sì, secondo il principio per cui è riconosciuto il beneficio a chi ha effettivamente sostenuto la spesa, è possibile. È però necessario che nella fattura sia annotata la percentuale di spesa sostenuta dal familiare convivente non intestatario (circolare 20/2011, punto 2.1).

Devo effettuare dei lavori di ristrutturazione, qual è il tetto massimo di spesa sul quale calcolare la detrazione?

Per le spese sostenute dal 26 Giugno 2012, il tetto massimo di spesa è di €96.000 per singola unità immobiliare.

Per lavori su parti comuni di un condominio, la spesa massima detraibile da parte dei singoli condomini ammonta a 96.000 euro o il limite massimo è di 96.000 euro per tutto il condominio?

Il limite è riferito ad ogni singola abitazione (risoluzione n. 206/2007 e 19/2008). Pertanto, ogni condomino, nel limite di una spesa massima di €96.000, potrà detrarre fino a €48.000.

In caso di lavori di ristrutturazione, sono previsti dei limiti minimi di spesa per fruire della detrazione?

No, non sono previsti limiti minimi di spesa.

Ho stipulato un compromesso per l’acquisto di una casa. Ho diritto alle detrazioni per i lavori di ristrutturazione edilizia eseguiti nel periodo compreso tra la data del compromesso e la data di stipula dell'atto?

Sì, a condizione che il compromesso sia registrato, che abbia il possesso dell'immobile e che esegua i lavori a proprio carico.

Ho diritto alla detrazione per ristrutturazione edilizia anche se ho concesso in locazione l’immobile?

Sì.

Cosa devo fare se non sono richieste abilitazioni amministrative per i lavori che devo effettuare?

Se la normativa non prevede che debbano essere richieste abilitazioni, né che debba essere fatta alcuna comunicazione al Comune in cui è situato l’immobile, deve redigere una dichiarazione sostitutiva dell’ atto di notorietà in cui indicare la data di inizio dei lavori e attestare che gli interventi realizzati rientrano tra quelli agevolabili.

Per i lavori su parti comuni, è obbligatorio avere un codice fiscale del condominio? Se non vi è obbligo di avere un amministratore, chi effettua il pagamento?

Sì, occorre che il condominio sia munito di codice fiscale. Il pagamento potrà essere effettuato da uno dei condomini che dovrà indicare nei bonifici il proprio codice fiscale oltre a quello del condominio. Il pagamento potrà essere eseguito dal conto corrente bancario (o postale) del condomino a tal fine delegato dagli altri o da un conto appositamente istituito (circolare n. 11/E 2014).

Mia moglie e io siamo comproprietari con quote diverse (60% io e 40% lei) di un immobile su cui sono in corso dei lavori di ristrutturazione. Possiamo dividere a metà le spese o dobbiamo obbligatoriamente ripartirle in base alle quote di proprietà dell’immobile?

Non è obbligatorio suddividere tra i comproprietari le spese sostenute in base alle quote di proprietà dell’immobile. Tuttavia, quando la partecipazione alle spese è diversa dalle quote di proprietà, è necessario annotare in fattura la percentuale di ripartizione delle spese (circolare n. 55/E 2001).

Ai fini della detrazione devo considerare le fatture comprensive di Iva?

Sì, la detrazione delle spese per interventi di ristrutturazione edilizia spetta sull'intero importo della fattura pagata (comprensivo di Iva).

Mio marito sta ristrutturando una casa che diventerà la nostra abitazione principale. Se partecipo alle spese di ristrutturazione posso usufruire delle detrazioni fiscali del 50%, in quanto coniuge?

sì, anche il coniuge convivente può usufruire delle detrazioni fiscali e non è rilevante il regime patrimoniale del matrimonio.

Si può usufruire della detrazione del 50% sull'acquisto dei materiali per le opere in economia?

Sì, per gli interventi che consentono di ottenere la detrazione fiscale del 50% è prevista anche la possibilità di eseguire i lavori in proprio ottenendo quindi la detrazione sulle spese sostenute per l'acquisto dei materiali utilizzati (circolare ministeriale n. 121/1998 paragrafo 2.4).

Devo realizzare degli interventi di manutenzione straordinaria su un’unità immobiliare a me concessa in comodato d'uso gratuito, è necessario avere il consenso del proprietario?

Sì, in caso di lavori effettuati dal detentore dell’immobile (comodatario), se diverso dai familiari conviventi, è obbligatorio produrre e conservare dichiarazione di consenso del possessore (proprietario) all'esecuzione dei lavori (provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 2 novembre 2011 n. 149646).

Un privato deve eseguire dei lavori di ristrutturazione. Le prestazioni professionali, necessarie per l’esecuzione degli interventi, possono scontare l'aliquota agevolata del 10% come gli altri lavori?

Posso beneficiare della detrazione del 50% per l’imbiancatura del mio appartamento a seguito di interventi di manutenzione straordinaria rientranti tra quelli agevolabili?

Sì, può detrarre anche le spese per l’imbiancatura sebbene in sé qualificabile come manutenzione ordinaria, a condizione che essa sia strettamente connessa alle altre opere di manutenzione straordinaria per cui le spetti l’agevolazione (circolare ministeriale n. 57/1998).

Devo far realizzare un sistema di antifurto nella mia abitazione di proprietà. Posso usufruire della detrazione Irpef del 50%?

Sì, è possibile usufruire della detrazione fiscale del 50% per la realizzazione dell’antifurto nella propria abitazione. Esso rientra infatti tra gli interventi volti a prevenire il compimento di atti illeciti da parte di terzi, per cui sono previste le detrazioni fiscali.

Ho diritto alla detrazione del 50% per la costruzione del box auto anche per un’abitazione non “prima casa”?

Sì, è possibile purché vi sia il vincolo pertinenziale tra l’abitazione e il box.

L’acquisto di pannelli fotovoltaici per un'abitazione attualmente in fase di costruzione, la cui installazione avverrà successivamente alla realizzazione dell’edificio, è detraibile al 50% oppure l’agevolazione spetta solo per impianti installati su abitazioni già esistenti?

Non è possibile fruire della detrazione in questo caso. Per espressa previsione normativa (articolo 1 comma 3 della legge n. 449/1997), la detrazione del 36% (oggi 50%) relativa a interventi di recupero del patrimonio edilizio, tra cui sono compresi l'acquisto e l'installazione di pannelli fotovoltaici, compete per immobili già censiti in catasto, o per i quali sia stato richiesto l'accatastamento.

Nella causale del bonifico per il pagamento di lavori di ristrutturazione, ho riportato erroneamente i riferimenti normativi dell’agevolazione per la riqualificazione energetica degli edifici (legge n. 296/2006) in luogo di quelli previsti per le ristrutturazioni edilizie (articolo 16 bis del Dpr 917/1986). Perdo il diritto alla detrazione?

No, a condizione che l’indicazione errata non abbia pregiudicato l’applicazione della ritenuta d'acconto del 4% da parte della Banca (circolare n. 11/E del 2014, paragrafo 4.5).

 

Vincenzo D’Andò