Diario quotidiano del 21 gennaio 2015: il contributo integrativo della Cassa Geometri sale al 5%

Pubblicato il 21 gennaio 2015

in presenza di accollo del mutuo, niente confisca; espropri: intervento della Cassazione a sezioni unite; fondazione Nazionale Commercialisti: split payment, esclusi i professionisti con ritenuta d’acconto; nuovo ravvedimento per i tributi comunali; prospetto Informativo Legge 68/1999 entro il 31 gennaio; Italia e Svizzera raggiungono un’intesa di principio sulle questioni fiscali; estensione del ruling internazionale; geometri: dal 1.1.2015 il contributo integrativo in fattura per i clienti privati passa dal 4% al 5%; modernizzazione degli aiuti di Stato: le nuove regole di procedura; assistenza fiscale: aggiornate le faq sulla cedolare secca e bonus ristrutturazione

 

Indice:

 1) In presenza di accollo del mutuo, niente confisca

 2) Espropri: intervento della Cassazione a sezioni unite

 3) Fondazione Nazionale Commercialisti: split payment, esclusi i professionisti con ritenuta d’acconto  

 4) Nuovo ravvedimento per i tributi comunali

 5) Prospetto Informativo Legge 68/1999 entro il 31 gennaio

 6) Italia e Svizzera raggiungono un’intesa di principio sulle questioni fiscali

 7) Estensione del ruling internazionale

 8) Geometri: dal 1.1.2015 il contributo integrativo in fattura per i clienti privati passa dal 4% al 5%

 9) Modernizzazione degli aiuti di Stato: le nuove regole di procedura

 10) Assistenza fiscale: aggiornate le faq sulla cedolare secca e bonus ristrutturazione

 

 

 1) In presenza di accollo del mutuo, niente confisca

È illegittima la confisca quando un terzo si accolla il mutuo del pregiudicato dal momento che, in questi casi, la banca non ha nell’operazione un margine di trattativa. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che, con la sentenza n. 2334 del 19 gennaio 2015, ha accolto il ricorso di un istituto di credito. La vicenda riguarda un mutuo fondiario garantito da ipoteca, contratto per l’acquisto di un immobile, poi venduto con accollo sull’acquirente, compagna dell’indagato. Nel frattempo era intervenuta la confisca. Ora la Suprema corte ha revocato il provvedimento, sostenendo la buona fede della banca. In poche parole, per i Supremi giudici, con riferimento alla tutela dei diritti reali di garanzia nei rapporti con i provvedimenti di prevenzione, la verifica della buona fede del terzo creditore debba essere fatta, di regola, in relazione al momento in cui il diritto sorge, nella specie nel momento in cui il contratto di mutuo è stato sottoscritto. Nel caso in cui, come nella presente fattispecie, si realizzi una successione nel rapporto giuridico l'accertamento giudiziale deve tenere conto della particolarità della situazione, in cui spesso può mancare un contatto diretto tra debitore e terzo creditore, con conseguenti maggiori difficoltà nel verificare la buona fede. Ciò risponde al principio generale per cui la buona fede del terzo va riconosciuta non solo nei casi in cui risulti la sua estraneità a qualsiasi collusione o compartecipazione all'attività criminosa, ma anche là dove emerga una credibile inconsapevolezza delle attività svolte dal prevenuto. La stessa legge di stabilità 2013 esclude che la confisca possa pregiudicare i diritti reali di garanzia costituiti in epoca anteriore al sequestro quando il credito non risulti strumentale all’attività illecita o a quella che ne costituisce il frutto o il reimpiego.

 

 

2) Espropri: intervento della Cassazione a sezioni unite

L’occupazione acquisitiva è contraria alla convenzione europea dei diritti dell’uomo come tutte le forme di espropriazione indiretta elaborate nell’ordinamento italiano anche e soprattutto in sede giurisprudenziale: il fatto che sul terreno sia stata ormai realizzata l’opera pubblica non può fare acquisire il bene all’amministrazione laddove l’acquisizione del diritto di proprietà, ricorda Strasburgo, non può mai conseguire a un illecito. Non conta che sia intervenuta la dichiarazione di pubblica utilità. Ecco allora che il proprietario del terreno deve ottenere la restituzione o il risarcimento del danno e il suo diritto non decorre dalla ormai risalente trasformazione irreversibile del fondo: il termine quinquennale scatta dalle singole annualità, quanto al danno per la perdita del godimento, e dalla data della domanda, quanto alla reintegrazione per equivalente.

(Corte di Cassazione, sezioni unite civili, sentenza 735 del 19 gennaio 2015)

 

 

3) Fondazione Nazionale Commercialisti: split payment, esclusi i professionisti con ritenuta d’acconto

I professionisti soggetti alla ritenuta d’acconto sono esclusi dallo split payment. E’ la risposta fornita dalla Fondazione nazionale dei commercialisti (FNC) alle numerose richieste di chiarimento sulla questione ricevute da iscritti alla categoria. “In ogni caso - si legge in una nota della Fondazione - pur ritenendo questa l’interpretazione più corretta, sarebbe quanto mai auspicabile un chiarimento definitivo da parte dell’Amministrazione finanziaria, dal momento che siamo di fronte ad una norma formulata in maniera forse troppo frettolosa”.

Lo split payment, introdotto dalla Legge di Stabilità 2015, prevede, per le cessioni di beni e per le prestazioni di servizi effettuate nei confronti della Pubblica Amministrazione, che l'imposta sia versata dagli enti della stessa P.A. secondo modalità e termini fissati con decreto del Ministro dell'economia. La nota della FNC fornisce chiarimenti sul novellato art. 17–ter, co. 2, D.P.R. 633/1972, nella parte in cui esclude dall’applicazione dello split payment “i compensi per prestazioni di servizi assoggettati a ritenute alla fonte a titolo di imposta sul reddito”. Il dubbio che al riguardo si pone, spiega nella sua nota la Fondazione, è se la predetta esclusione debba valere solo per i compensi soggetti a ritenuta a titolo d’imposta o anche per quelli che scontano la ritenuta a titolo d’acconto. Secondo il centro studi dei commercialisti, anche i professionisti assoggettati a ritenuta a titolo di acconto sono esclusi dall’applicazione dello split