Diario fiscale del 19 gennaio 2015: pronti i modelli di dichiarazione 2015

Pubblicato il 19 gennaio 2015



modelli dichiarativi fiscali 2015 definitivi; Italia-Svizzera: accordo raggiunto; contratti di rete: iscrizione nel Registro delle imprese; statistiche sulle dichiarazioni IRES ed IRAP presentate nel 2013; CNDCEC: norme antiriciclaggio da cambiare; Equitalia e CNDCEC insieme per semplificare il fisco; indennità antitubercolari: chiarimenti previdenziali; settore appalti di pulizie nelle scuole: CIG in deroga; moduli per le visite mediche di controllo domiciliare

 

Indice:

 1) Modelli dichiarativi fiscali 2015 definitivi

 2) Italia-Svizzera: accordo raggiunto

 3) Contratti di rete: iscrizione nel Registro delle imprese

4) Statistiche sulle dichiarazioni IRES ed IRAP presentate nel 2013

 5) CNDCEC: norme antiriciclaggio da cambiare

6) Equitalia e CNDCEC insieme per semplificare il fisco

 7) Indennità antitubercolari: chiarimenti previdenziali

8) Settore appalti di pulizie nelle scuole: CIG in deroga

 9) Moduli per le visite mediche di controllo domiciliare

 

 1) Modelli dichiarativi fiscali 2015 definitivi

Il 15 gennaio 2015, sul sito dell’Agenzia delle entrate, sono stati pubblicati tutta una serie di modelli dichiarativi fiscali da presentare nel 2015 nella versione definitiva.

Sono, dunque, stati pubblicati sul sito www.agenziaentrate.it il 730/2015, la nuova Certificazione Unica che sostituisce il vecchio Cud, i modelli 770/2015 Semplificato e Ordinario e i modelli Iva/2015 e Iva Base/2015.

Modello 730 precompilato

A partire dal 15 aprile, le Entrate metteranno a disposizione la dichiarazione precompilata direttamente sul proprio sito internet. Per accedere alla sezione del sito dedicata al 730, i contribuenti dovranno disporre del codice pin. Una volta effettuato il login, i cittadini potranno accedere al proprio 730, all’esito della liquidazione e ai principali dati (redditi e spese) utilizzati per assemblare la Precompilata. Chi non dispone del codice pin potrà rivolgersi al proprio sostituto d’imposta, se presta assistenza fiscale, a un Caf o a un professionista abilitato.

Chi sceglie la dichiarazione precompilata può accettarla così com’è oppure modificarla online, rettificando i dati comunicati dall’Agenzia e/o inserendo ulteriori informazioni. In alternativa, potrà delegare il proprio sostituto d’imposta (se presta assistenza fiscale), un centro di assistenza fiscale o un professionista abilitato. Il contribuente può in ogni caso continuare a presentare la dichiarazione dei redditi con le modalità ordinarie, compilando il modello 730 cartaceo e presentandolo al proprio sostituto, ad un Caf o ad un professionista abilitato. In entrambi i casi la dichiarazione va trasmessa entro il 7 luglio. Da quest’anno, quindi, più tempo e una scadenza unica per il 730.

I nuovi modelli sono aggiornati con le ultime novità fiscali. Le principali riguardano il bonus Irpef riconosciuto in busta paga ai lavoratori dipendenti con reddito complessivo non superiore a 26mila euro, la nuova misura della detrazione per le erogazioni liberali a favore delle Onlus elevata dal 24 al 26%, la deduzione del 20% sulle spese sostenute, fino a un massimo di 300mila euro, per l’acquisto o la costruzione di immobili abitativi da destinare alla locazione e il credito di imposta del 65% per le donazioni a sostegno della cultura (art-bonus).

Modelli 770/2015

Sono stati pubblicati anche i modelli 770/2015 Semplificato e Ordinario.

Modelli Iva 2015

Pubblicati, inoltre, i modelli Iva/2015 e le nuove istruzioni per la comunicazione annuale dati Iva.

Sono, quindi, online i modelli per il periodo d’imposta 2014. I modelli recepiscono le innovazioni normative nella disciplina dell’Imposta del valore aggiunto.

Ecco, in sintesi, le principali novità:

Nuovo regime forfetario per le persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti e professioni

I soggetti che dal 2015 si avvalgono del nuovo regime agevolato introdotto dalla legge di stabilità per il 2015 (legge n. 190 del 2014), comunicano nel quadro VA che si tratta dell’ultima dichiarazione annuale IVA precedente all’applicazione del regime. L’eventuale imposta dovuta per effetto della rettifica della detrazione va compresa nel rigo VF56.

Rimborsi Iva

Il quadro VX è stato modificato per recepire le nuove modalità di esecuzione dei rimborsi introdotte dal decreto legislativo “semplificazioni” n. 175/2014.

Non sono quindi più previsti i campi per i contribuenti virtuosi, ma è ora prevista una sola casella per individuare i contribuenti esonerati dalla prestazione delle garanzie.

Sono state, inoltre, introdotte nel modello le dichiarazioni sostitutive di atto notorio per attestare la condizione di operatività e la solidità patrimoniale.

Plafond

Nel quadro VE, rigo VE30, gli esportatori abituali indicheranno gli stessi dati contenuti nel nuovo modello di lettera d’intento. È stato previsto, infatti, un nuovo campo per l’esposizione delle operazioni assimilate alle cessioni all’esportazione.

Nel modello VO le opzioni delle società agricole

Nel quadro VO sono state previste le caselle relative alle opzioni per la determinazione forfetaria del reddito esercitate dalle società agricole.

Disponibilità dei modelli

Il modello 730, la Certificazione unica, i modelli 770/2015 Semplificato e Ordinario e i modelli Iva/2015 e Iva Base/2015 sono disponibili, con le relative istruzioni, sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate all’interno della sezione “Modelli”.

 

 

2) Italia-Svizzera: accordo raggiunto

L’accordo, Italia-Svizzera, spingerà la voluntary disclosure. Anche se la firma ci sarà solo a febbraio l’accordo fiscale tra Italia e Svizzera è, dunque, definitivo. Si tratta di un Protocollo aggiuntivo alla Convenzione contro le doppie imposizioni (L. 943/78).

Ricadute positive si avranno per l’adesione alla collaborazione volontaria per il rientro dei capitali tenuti nello Stato elvetico.

La notizia è pervenuta nel corso una conferenza stampa del Ministero dell’Economia ove l’accordo è stato definito come epocale, dal momento che potrà “fornire strumenti di contrasto dell’evasione fiscale impensabili fino a qualche anno fa”. Peraltro, l’accordo per lo scambio di informazioni è frutto di tre anni di trattative

Lo scambio di informazioni secondo lo standard Ocse è un primo passo che potrà portare la Svizzera a uscire dalle cosiddette black list.

Tra i punti d’intesa la non retroattività per gli accertamenti fiscali per gli anni antecedenti il 2015, ma l’Agenzia potrà chiedere le informazioni molti mesi prima rispetto alla convalida degli accordi nei due stati poiché riferite a fatti o circostanze realizzate a partire dalla data di sottoscrizione e non a quella di entrata in vigore del Protocollo.

La spinta alla voluntary (ex lege 186/2014) è data in considerazione di vari punti. Ad esempio sussistono condizioni più favorevoli per l’adesione se le attività sono detenute da residenti italiani in stati che stipulano un accordo per lo scambio di informazioni nei 60 giorni successivi alla data di entrata in vigore della legge.

In relazione alla lotta all’evasione viene prevista la possibilità dell’Italia di richiedere e, quindi, di ottenere informazioni su dati detenuti da una banca o da una istituzione finanziaria elvetica.

La possibilità potrà riguardare soltanto atti e informazioni bancarie successive alla firma dell’accordo, ma potrà riferirsi a singoli contribuenti o specifici gruppi di soggetti.

Sembra, inoltre, che i residenti in Italia che lavorano nel paese elvetico potranno avere in futuro un livello di tassazione simile nelle due nazioni.

I dati potranno essere richiesti solo con la modulistica predisposta dall’OCSE.

 

 

3) Contratti di rete: iscrizione nel Registro delle imprese

A seguito della pubblicazione del Decreto n. 122 del 10 aprile 2014, con il quale é stato approvato il modello standard tipizzato attraverso il quale dovrà essere trasmesso al Registro delle imprese, ai fini degli adempimenti pubblicitari, il contratto di rete, il Ministero dello Sviluppo Economico, ha emanato, prima il Decreto direttoriale 7 gennaio 2015, con il quale sono state approvate le specifiche tecniche relative al modello standard per la trasmissione del contratto di rete al registro delle imprese, e poi la circolare n. 3676/C del 8 gennaio 2015, con la quale vengono fornite alcune indicazioni in merito all’iscrizione al Registro delle imprese dei contratti di rete e viene data diffusione di un documento, predisposto da InfoCamere S.C.p.A., contenente “Istruzioni per la compilazione del modello standard tipizzato per la trasmissione del contratto di rete al registro delle imprese”.

A decorrere dal 7 gennaio 2015, data di pubblicazione del decreto direttoriale sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico, é possibile procedere alla trasmissione per via telematica o alla presentazione su supporto informatico al Registro delle imprese dei contratti di rete predisposti in conformità alle specifiche tecniche, approvate con il citato decreto.

In attesa che venga predisposta una procedura telematica per la registrazione fiscale dei contratti in questione, gli stessi dovranno essere registrati presso gli sportelli dell’Agenzia delle entrate, secondo modalità che dovrebbero essere oggetto di una apposita nota illustrativa della stessa Agenzia.

 

 

4) Statistiche sulle dichiarazioni IRES ed IRAP presentate nel 2013

Il Dipartimento delle Finanze ha diffuso le statistiche sulle dichiarazioni IRES (Imposta sul Reddito delle Società) ed IRAP (Imposta Regionale sulle Attività Produttive) relative all’anno d'imposta 2012 e presentate nel corso degli anni 2013 e 2014. Per alcune società di capitali (in certi casi di grandi dimensioni), che non hanno il periodo d’esercizio coincidente con l'anno solare, il termine ultimo per la presentazione della dichiarazione è stato settembre 2014.

Con questa diffusione si completano dunque i dati statistici relativi alle dichiarazioni fiscali per l’anno d’imposta 2012.

(MEF, comunicato del 15 gennaio 2015)

 

 

5) CNDCEC: norme antiriciclaggio da cambiare

Longobardi scrive a Padoan e Orlandi per chiedere un intervento normativo che esoneri i professionisti dagli obblighi di segnalazione ai fini dell’antiriciclaggio.

"In caso contrario, consiglieremo ai nostri iscritti di rinunciare alla loro attività di assistenza per la voluntary che, così com’è, è per noi davvero troppo rischiosa".

Un intervento normativo che esoneri i professionisti dagli obblighi di segnalazione ai fini dell’antiriciclaggio per l’attività di consulenza nei confronti dei contribuenti interessati alla voluntary disclosure. E’ quanto chiede il presidente dei commercialisti, Gerardo Longobardi, in una lettera inviata al Ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan e al direttore dell’Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi. La decisione dei commercialisti di rivolgersi a Ministero ed Entrate nasce a seguito della nota diramata nei giorni scorsi dal Mef, nella quale si sostiene la sussistenza in capo ai professionisti degli obblighi antiriciclaggio nelle operazioni relative alla procedura di collaborazione volontaria.

“La posizione espressa dal Mef – afferma Longobardi - pone la nostra Professione nella oggettiva impossibilità di esercitare la propria attività di assistenza e consulenza finalizzata all’adesione alla procedura di collaborazione volontaria da parte dei contribuenti”. “Per questo – afferma il presidente dei commercialisti – ci siamo immediatamente attivati con esponenti del Ministero per ribadire le nostre ragioni. In un incontro che, il Consigliere nazionale delegato alla fiscalità, Luigi Mandolesi, ed io abbiamo avuto con il Consigliere del Ministro, Vieri Ceriani, abbiamo riscontrato un’importante disponibilità all’ascolto delle nostre posizioni. La speranza è che, per via legislativa o quantomeno amministrativa, l’esonero per i professionisti almeno dagli obblighi di segnalazione alla fine arrivi. In caso contrario, ci troveremmo costretti a consigliare ai nostri iscritti di rinunciare alla loro attività di assistenza per la voluntary che, così com’è, è per noi davvero troppo rischiosa”.

Del resto, sottolineano i commercialisti nella lettera, “la legge sul rientro dei capitali non fornisce alcuna indicazione riguardo all’applicazione degli obblighi antiriciclaggio nell’ambito della procedura di collaborazione volontaria”, mentre “la normativa antiriciclaggio prevede una specifica causa di esclusione dall’obbligo di segnalazione delle operazioni sospette per i professionisti giuridico-contabili (tra cui anchei commercialisti) relativamente alle informazioni ricevute “nel corso dell'esame della posizione giuridica del loro cliente” od anche per “la consulenza sull'eventualità di intentare o evitare un procedimento” (art. 12, comma 2, d.lgs. n. 231/2007). Tali specifici riferimenti sembrerebbero dare idonea copertura normativa all’esclusione dall’obbligo di segnalazione nell’ipotesi in cui il professionista presti la propria assistenza al contribuente nell’ambito della procedura in oggetto”.

I commercialisti ricordano anche come, in occasione dell’ultimo “scudo” fiscale, il legislatore aveva espressamente escluso l’obbligo di segnalazione di operazione sospetta ove le operazioni di rimpatrio/regolarizzazione avessero avuto ad oggetto somme riconducibili a reati tributari presupposto “coperti” dallo scudo. Di conseguenza, l’obbligo di segnalazione permaneva esclusivamente per ipotesi di reato diverse da quelle oggetto di sanatoria.

Sulla scorta di queste considerazioni, già nei mesi scorsi i commercialisti, al fine di consentire una più ampia adesione da parte dei contribuenti alla voluntary disclosure, avevano sottoposto all’attenzione del Mef una proposta emendativa alla legge, nella quale l’esonero venisse espressamente sancito.

“Ciò nonostante – è scritto nella missiva - nella nota del MEF del 9 gennaio 2015, si sottolinea la sussistenza, in capo ai professionisti, di tutti gli obblighi antiriciclaggio (adeguata verifica della clientela, registrazione e segnalazione delle operazioni sospette) anche in relazione alla procedura di cui all’oggetto. Pur considerando il raggiungimento dello scopo dell’impianto normativo in tema di antiriciclaggio, questo Consiglio Nazionale non può omettere di rilevare come l’interpretazione sopra descritta ponga la nostra Professione nella oggettiva impossibilità di esercitare la propria attività di assistenza e consulenza finalizzata all’adesione alla procedura di collaborazione volontaria da parte dei contribuenti”.  “In virtù della rilevanza e dell’estrema delicatezza della questione – conclude Longobardi -  si reputa ineludibile un intervento normativo che stabilisca in modo espresso, ai predetti fini, l’esonero dei professionisti, quanto meno, dall’obbligo di segnalazione di cui all’art. 41 del D.lgs. 231/2007”.

(CNDCEC, nota del 15 gennaio 2015)

 

 

6) Equitalia e CNDCEC insieme per semplificare il fisco

Commercialisti ed Equitalia insieme per migliorare il rapporto con i contribuenti e per andare incontro alle esigenze di semplificazione degli adempimenti fiscali. Canali di assistenza dedicati, incontri formativi e tavoli di lavoro congiunti.

Commercialisti ed Equitalia insieme per migliorare il rapporto con i contribuenti e per andare incontro alle esigenze di semplificazione degli adempimenti fiscali. È l’obiettivo condiviso dai vertici di Equitalia e del Consiglio nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti contabili, che hanno avviato gli incontri operativi per mettere a punto nuovi strumenti di collaborazione e proseguire nel percorso già avviato negli anni scorsi.

Alla riunione hanno partecipato il presidente di Equitalia, Vincenzo Busa, l’amministratore delegato, Benedetto Mineo, il presidente del Cndcec, Gerardo Longobardi, e il consigliere nazionale delegato alla fiscalità, Luigi Mandolesi.

Sono state condivise alcune linee programmatiche, in particolare:

- rafforzare i canali di dialogo tra professionisti e gli uffici di Equitalia, con particolare attenzione alle strutture dislocate sul territorio;

- maggiore utilizzo degli strumenti informatici per condividere informazioni utili alla semplificazione degli adempimenti;

- canali di assistenza dedicati agli iscritti e incontri formativi;

- tavoli tecnici nazionali settoriali di coordinamento, anche con l’intervento degli Enti imposItori, volti ad esaminare argomenti di interesse comune con cadenza periodica;

- tavoli di lavoro congiunti per individuare eventuali proposte migliorative del sistema fiscale.

Nei prossimi giorni, attraverso la sottoscrizione di un protocollo di intesa, saranno formalizzati gli interventi attuativi da realizzare a livello nazionale e locale.

(CNDCEC, nota del 16 gennaio 2015)

 

 

7) Indennità  antitubercolari: chiarimenti previdenziali

Variazioni degli importi da corrispondere a titolo di indennità antitubercolari, secondo la percentuale indicata dagli artt. 1 e 2 del Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 20 novembre 2014.

Gli importi delle indennità antitubercolari sono correlati legislativamente (art. 4 della legge n. 419/1975 e art. 2,  co.  2, della legge n. 88/87)  alla dinamica   del  trattamento  minimo  delle pensioni a carico del Fondo pensioni lavoratori dipendenti.

Pertanto, per effetto delle variazioni percentuali determinate dagli articoli 1 e 2 del Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 20.11.2014, pubblicato sulla G.U. n. 280 del 2.12.2014, pari rispettivamente al 1,1% dal 1°gennaio 2014 (in luogo della misura provvisoria del 1,2% di cui al Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 20.11.2013) e allo 0,3% dal 1°gennaio 2015 (in via provvisoria), sono stabiliti, per il 2014 e per il 2015, gli importi delle seguenti indennità:

   

1°gennaio   2014

 1°gennaio   2015

Indennità   giornaliera spettante agli assistiti in qualità di assicurati.

 

    € 13,11

 

    € 13,15

Indennità   giornaliera spettante agli assistiti in qualità di familiari di assicurato,   nonché ai pensionati o titolari di rendita ed ai loro familiari ammessi a   fruire delle prestazioni antitubercolari ai sensi dell’art. 1 della legge n.   419/1975.

 

     € 6,56

 

 

 €   6,58

 

Indennità   post-sanatoriale spettante agli assistiti in qualità di assicurati   (giornaliera).

 

€   21,86

 

 

    € 21,92

 

Indennità   post-sanatoriale spettante agli assistiti in qualità di familiari di   assicurato, nonché ai pensionati o titolari di rendita ed ai loro familiari   ammessi a fruire delle prestazioni antitubercolari ai sensi dell’art. 1 della   legge n. 419/1975 (giornaliera).

 

€   10,93

 

 

    € 10,96

 

Assegno   di cura o di sostentamento (mensile).

€   88,19

 €   88,45

 La procedura automatizzata di liquidazione delle prestazioni antitubercolari è stata aggiornata con i nuovi importi.

 Si rammenta che l’aggiornamento di cui trattasi sarà operato, sempre a decorrere dal 1° gennaio 2015, anche sulle indennità giornaliere in corso di godimento a quest’ultima data, spettanti agli assicurati contro la tubercolosi in misura pari all’indennità di malattia per i primi 180 giorni di assistenza ai sensi dell’art. 1, co. 1, della legge 14 dicembre 1970, n. 1088. In ogni caso, se l’indennità di malattia da corrispondere dovesse risultare inferiore all’indennità giornaliera prevista nella misura fissa di euro 13,15, dovrà essere erogata quest’ultima.

(Inps, circolare n. 2 del 16 gennaio 2015)

 

 

8) Settore appalti di pulizie nelle scuole: CIG in deroga

Decreto Interministeriale n.86972 del 9 gennaio 2015. CIG in deroga - Settore Appalti di pulizie nelle scuole – Accordo in Sede Governativa del 11 luglio 2014.

Con il decreto interministeriale n.86972 del 9 gennaio 2015, che ha recepito l’accordo in sede governativa del 11 luglio 2014 tra il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, le OO.SS. e le Associazioni datoriali, è stata autorizzata per il periodo dal 1 luglio 2014 al 20 luglio 2014 la concessione del trattamento straordinario di integrazione salariale in deroga in relazione alla situazione occupazionale del settore degli appalti di pulizia nelle scuole.

Il decreto in oggetto si pone in linea di continuità con il decreto interministeriale n. 82875 del 10 luglio 2014 con il quale sono stati recepiti i verbali d’accordo del 5 maggio 2014, siglati in sede governativa. Si fa, pertanto, seguito ai messaggi n. 6214 e n. 6218 del 22 luglio 2014.

Il citato decreto in oggetto ha stabilito che l’intervento riguarda un numero massimo di 11.981 unità lavorative pari a 10.291 full-time equivalent dipendenti delle 52 aziende del settore in oggetto come indicate nell’art.1 del decreto ed ivi analiticamente descritte. I lavoratori nel numero massimo sopra indicato sono stati sospesi a zero ore senza rotazione, stante la chiusura dell’attività scolastica.

Il trattamento di cassa integrazione in deroga, nonché l’intera contribuzione figurativa spettante ai lavoratori del settore in oggetto, come previsto all’art.2 del sopracitato decreto n.86972, verrà imputato sul Fondo Sociale per l’Occupazione e Formazione, nel limite massimo complessivo di euro 12.948.136,20.

Attesa la peculiarità dell’intervento in parola, al fine di garantire l’omogeneità di gestione dei flussi, dei relativi conguagli nonché delle attività di controllo, come già previsto nel messaggio 6214 del 22 luglio 2014, si individuano come sedi competenti alla gestione amministrativa del flusso delle domande quelle che hanno in carico la matricola aziendale e non quelle sedi presso le quali insistono le unità produttive.

ISTRUZIONI OPERATIVE

Le aziende presenteranno telematicamente istanza di pagamento a conguaglio del trattamento di integrazione salariale con le seguenti modalità:

l’azienda compila la domanda utilizzando, come di consueto, il software DIGIWEB;

l’azienda deve presentare un’unica domanda per tutti i lavoratori interessati dall’intervento che prestino attività lavorativa presso le unità produttive ubicate nel territorio della medesima regione;

nella compilazione del quadro ”A” della domanda (SR100), relativamente alla sezione riservata all’indicazione dei dati dell’UNITA’ PRODUTTIVA deve essere inserita, da parte dell’azienda la seguente specifica “APPALTI PULIZIE SCUOLE – REGIONE..” seguita dall’indicazione della regione; si evidenzia, altresì, che come CAP e come Comune dell’unità produttiva devono essere indicati quelli della sede dove l’azienda ha la sua posizione contributiva, che sarà anche quella dove saranno effettuate le operazioni di conguaglio.Queste informazioni consentiranno l’inoltro automatico delle domande alle sedi competenti alla gestione di tale procedimento;

nella compilazione del quadro “B” deve essere indicata come data del decreto il “9/1/2015”, come numero di decreto il numero “86972”, e deve essere valorizzata la casella “CIG deroga nazionale”;

nel quadro “C” deve essere indicato come periodo di intervento il periodo dal “1/7/2014 al 20/7/2014”.

Eventuali domande già pervenute dovranno comunque essere ripresentate secondo le modalità previste dal presente messaggio.

Si sottolinea la necessità di verificare la sussistenza dei requisiti soggettivi previsti dalla normativa vigente; in particolare con riferimento al requisito soggettivo “anzianità lavorativa presso l’impresa di almeno 90 giorni” si applicano le disposizioni dell’art.8 D.L. 21/3/88 n.86 convertito con modificazioni dalla L. 160/88 e l’art.7-ter c.6 del D.L. n.5 del 10/2/2009 convertito con modificazioni dalla L. 33/2009 che ha esteso il suddetto requisito anche alle integrazioni salariali in deroga.

Attesa la particolare tipologia del contratto di lavoro considerato, ai fini del calcolo del requisito soggettivo dell’anzianità aziendale si precisa altresì la possibile presenza di successione di appalti, che abbia coinvolto, prima dell’inizio del periodo di intervento, alcuni lavoratori interessati presenti nell’elenco ministeriale (cfr. circolare 30 del 2012). Si rammenta sul punto che per la tipologia di lavoratori in parola, si applica la disciplina prevista dall’art.4 del CCNL di settore, in base al quale in caso di cessazione di appalto l’impresa subentrante garantisce l’assunzione degli addetti esistenti in organico sull’appalto, con il mantenimento dei livelli occupazionali.

Successivamente all’emissione delle autorizzazioni e all’inizio delle operazioni di conguaglio, acquisite le eventuali ulteriori comunicazioni pervenute dal Ministero vigilante, la Direzione generale disporrà controlli mirati sulle autorizzazioni emesse in relazione al decreto in oggetto.

E’ implicito, infine, che le aziende interessate da questo provvedimento sono tenute agli adempimenti relativi ai flussi UNIEMENS entro i termini previsti.

Il monitoraggio della spesa sarà curato dalla DCPSR che provvederà a rendicontare ai Ministeri vigilanti.

(Inps, messaggio n. 354 del 16 gennaio 2015)

 

 

9) Moduli per le visite mediche di controllo domiciliare

Con il messaggio n. 8537 del 6 novembre 2014 in merito al rilascio dell’applicativo SAViO per l’assegnazione delle visite mediche di controllo domiciliare, sono state fornite indicazioni relativamente alla gestione di eventuali criticità connesse con l’utilizzo dei netbook affidati ai medici di controllo.

Premesso quanto sopra, sono stati elaborati i moduli sotto riportati, ad uso esclusivo dei medici fiscali, al fine di consentire ai citati professionistila compilazione manuale della documentazione necessaria per l’attività di controllo, nei casi in cui non sia possibile l’emissione delle stampe prodotte dai netbook. Tale impedimento potrebbe infatti verificarsi a causa di malfunzionamenti quali a titolo esemplificativo e non esaustivo: guasto delle stampanti in dotazione, esaurimento della carta termica (nel qual caso è necessario produrre comunque la stampa virtuale della visita, come specificato nelle istruzioni contenute nel Manuale dell’utente disponibile sui netbook dei medici), problematiche tecnico strumentali a carico dei netbook ovvero temporanei malfunzionamenti dei sistemi automatizzati.

A tale scopo si comunica che i moduli sono reperibili sul sito Intranet (sezione UTILITA’->Modulistica OnLine->Prestazioni a sostegno del reddito) e che dovranno essere consegnati ai medici di lista, a cura delle Strutture territoriali di competenza:

SR145 Verbale di Visita Medica di Controllo Domiciliare (da compilare in duplice copia per l’Istituto e per il lavoratore);

SR146 Verbale di Accesso per Controllo Domiciliare – Esito B;

SR147 Notifica per i Lavoratori aventi diritto all'indennità di malattia a carico dell'Inps;

SR148 Notifica per i lavoratori non aventi diritto all'indennità di malattia a carico dell'Inps;

SR149 Conferma ricevimento notifica.

Si raccomanda ai responsabili delle U.O. territoriali competenti di ribadire ai medici di lista il massimo rispetto delle disposizioni contenute al paragrafo 3, punto 8, della circolare n. 87 del 12 settembre 2008, in merito al comportamento da tenere nello svolgimento delle visite di controllo.

(Inps, messaggio n. 376 del 16 gennaio 2015)

 

Vincenzo D’Andò