Diario quotidiano del 15 gennaio 2015: IMU terreni montani, si avvicina la scadenza del 26 gennaio in assenza di previsioni normative

Pubblicato il 15 gennaio 2015



voluntary disclosure: l’adesione alla procedura non esclude per il professionista gli obblighi antiriciclaggio; corruzione: sbagliata norma su amministratori giudiziari; Imu terreni agricoli: fare chiarezza definitiva, evitare nuovo tour de force, presentata istanza parlamentare; riordino delle commissioni censuarie: decreto in Gazzetta Ufficiale; “Programma FIxO”: termine di presentazione delle domande prorogata al 28.02.2015; ritenute previdenziali: l’omesso ritiro della raccomandata non influisce sul decorso del termine; cessione quinto pensione: variazione tassi soglia TAEG; audizione del Direttore delle Entrate sulla razionalizzazione delle banche dati pubbliche; trasmissione della certificazione unica da parte dei sostituti d’imposta; impianto sanzionatorio sulla dichiarazione precompilata

Indice:

 1) Voluntary disclosure: l’adesione alla procedura non esclude per il professionista gli obblighi antiriciclaggio

 2) Corruzione: sbagliata norma su amministratori giudiziari

 3) Imu terreni agricoli: fare chiarezza definitiva, evitare nuovo tour de force, presentata istanza parlamentare

 4) Riordino delle commissioni censuarie: decreto in Gazzetta Ufficiale

 5) “Programma FIxO”: termine di presentazione delle domande prorogata al 28.02.2015

6) Ritenute previdenziali: l’omesso ritiro della raccomandata non influisce sul decorso del termine

 7) Cessione quinto pensione: variazione tassi soglia TAEG

 8) Audizione del Direttore delle Entrate sulla razionalizzazione delle banche dati pubbliche

 9) Trasmissione della certificazione unica da parte dei sostituti d’imposta

 10) Impianto sanzionatorio sulla dichiarazione precompilata

 

 

 1) Voluntary disclosure: l’adesione alla procedura non esclude per il professionista gli obblighi antiriciclaggio

L’assistenza fornita ad un soggetto che utilizza la procedura di collaborazione volontaria (ex L. 186/2014) non libera il professionista dal rispetto di tutti gli obblighi antiriciclaggio, ivi incluso quello di segnalare alla UIF le operazioni sospette di riciclaggio secondo l’ampia nozione di cui all’art. 2 del DLgs. 231/2007, già inclusiva delle condotte di autoriciclaggio e di autoreimpiego.

Lo ha precisato Ministero dell’Economia e delle finanze (Direzione V del Dipartimento del Tesoro) con la nota 9 gennaio 2015, pubblicata il 13 gennaio 2015.

Collaborazione volontaria per l’emersione e il rientro di capitali detenuti all’estero (Legge 15 dicembre 2014, n. 186, pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 292 del 17 dicembre 2014).

Sulla Gazzetta Ufficiale - Serie Generale n. 292 del 17 dicembre 2014 è stata pubblicata la legge 15 dicembre 2014, n. 186 recante disposizioni per incrementare il contrasto all’evasione fiscale e l’emersione e rientro di capitali detenuti all’estero.

La legge in oggetto è incentrata sulla spontanea collaborazione del contribuente che può chiedere all’amministrazione finanziaria di regolarizzare i capitali non dichiarati e detenuti all’estero nonché di sanare l’inadempienza degli obblighi dichiarativi fiscali anche in assenza di violazione delle disposizioni sul monitoraggio fiscale.

Sul presupposto di tale piena ed effettiva collaborazione prestata dal contribuente, la legge introduce l’esclusione della punibilità penale per taluni reati e riduce l’entità di alcune sanzioni pecuniarie amministrative, limitatamente alle condotte relative agli imponibili, alle imposte, alle ritenute e alle attività oggetto di collaborazione volontaria.

L’approvazione delle norme sulla cosiddetta collaborazione volontaria non ha alcun impatto sull’applicazione delle sanzioni e dei presidi previsti dal decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, in materia di contrasto del riciclaggio e di finanziamento al terrorismo che pone obblighi di collaborazione attiva strumentali alla prevenzione dei fenomeni di circuitazione di capitali di provenienza illecita.

Anche rispetto alle attività volontariamente dichiarate al fisco, che beneficiano della speciale procedura disegnata dalla legge in oggetto, resta pertanto immutato l’obbligo di attivare le procedure di adeguata verifica della clientela, incluso l’obbligo di identificazione del titolare effettivo e l’applicazione di misure rafforzate di adeguata verifica della clientela, nel caso di elevato rischio di riciclaggio o finanziamento del terrorismo.

Ciò, anche con riferimento alle fattispecie di rimpatrio di capitali e beni detenuti in paesi individuati dal GAFI come ad alto rischio e/o non cooperativi ovvero con lacune strategiche nei loro sistemi di prevenzione e contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo.

Tali presidi nell’assolvere, infatti, a una funzione di esaustiva ed aggiornata acquisizione di dati e informazioni utili ad intercettare e mitigare il rischio di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo, appaiono pienamente coerenti rispetto alla ratio di effettiva disclosure sottesa alla procedura di collaborazione volontaria che, per poter essere correttamente esperita, richiede che siano indicati all'Amministrazione finanziaria, “tutti gli investimenti e tutte le attività di natura finanziaria costituiti o detenuti all'estero, anche indirettamente o per interposta persona, fornendo i relativi documenti e le informazioni”.

Del pari immutati restano gli obblighi di registrazione e di segnalazione di eventuali operazioni sospette, secondo quanto previsto dal decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231.

 

2) Corruzione: sbagliata norma su amministratori giudiziari

Nota del 13 gennaio 2015 del Consiglio Nazionale dei Commercialisti: “L’emendamento governativo al disegno di legge Grasso sulla corruzione, relativo ai beni confiscati e sequestrati alle mafie, è del tutto sbagliato. Lo dicemmo quando era stato inserito nel pacchetto giustizia dell’agosto 2014 e lo ripetiamo oggi: questa è una norma “ammazza amministratori giudiziari”.

“L’emendamento governativo al disegno di legge Grasso sulla corruzione, presentato presso la commissione Giustizia del Senato e relativo ai beni confiscati e sequestrati alle mafie, è del tutto sbagliato. Lo dicemmo quando era stato inserito nel pacchetto giustizia dell’agosto 2014 e lo ripetiamo oggi: questa è una norma “ammazza amministratori giudiziari”, che disincentiva i professionisti ad avvicinarsi ad un ruolo e a una funzione così determinanti per una gestione realmente efficace dei beni sequestrati alla malavita”. E’ quanto afferma Maria Luisa Campise, consigliere nazionale dei commercialisti delegata alla funzioni giudiziarie, che sottolinea come “a questa norma si aggiunge purtroppo anche l’incredibile ritardo nell'attuazione dell'Albo e nell’emanazione del tariffario degli amministratori giudiziari”.

L’emendamento oggetto delle critiche dei commercialisti, nel coordinare alcune disposizioni del Codice antimafia, introduce un nuovo comma che, con l'intento di garantire una rotazione degli incarichi, impedisce all'Amministratore giudiziario di gestire contemporaneamente più aziende sequestrate. Cosa che, secondo Campise, “di fatto disincentiva qualificati professionisti a lavorare nel settore investendovi tempo, risorse umane e finanziarie”. “La nostra idea - prosegue Campise – è che una rotazione dei professionisti nella gestione dei compendi sequestrati debba essere ovviamente assicurata (ed in tal senso la previsione normativa già esiste), rimettendo però siffatta valutazione al magistrato che conferisce l'incarico ”.

“La contemporaneità di incarichi in capo al medesimo professionista – ricorda Campise-  è frutto di una valutazione effettuata dal magistrato al momento del sequestro. L'autorità giudiziaria affida incarichi particolarmente difficoltosi a professionisti esperti del settore in grado di garantire, tramite una propria struttura organizzata, una gestione rapida ed efficiente. A ciò si aggiunga che il novero dei professionisti qualificati risulta allo stato piuttosto limitato. Il magistrato, pertanto, sulla base dell’emendamento governativo, una volta esaurita la platea di professionalità in grado di svolgere adeguatamente questa funzione, sarebbe costretto ad affidare gli incarichi a professionisti neofiti del settore. E’ evidente che la norma rischia di avere pesanti ricadute negative sul versante finanziario, con la chiusura dell’azienda per fallimento, e sul versante occupazionale, con il licenziamento dei dipendenti”

“In questo stesso ambito – prosegue Campise- sarebbe molto più utile che il Ministero della Giustizia tenesse fede all’impegno, preso pubblicamente più volte, di emanare il tariffario degli amministratori giudiziari,. A quattro anni dall'istituzione dell'albo, siamo inspiegabilmente di fronte ad una assoluta inerzia delle Istituzioni nel regolamentare la materia”. “Il Governo – conclude Campise- dovrebbe piuttosto puntare ad una riforma organica del codice antimafia, intervenendo sulle criticità riscontrate quotidianamente dagli operatori del settore nella gestione delle aziende e ripensando ruolo e funzione dell’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata”.

(Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, nota del 13 gennaio 2015)

 

3) Imu terreni agricoli: fare chiarezza definitiva, evitare nuovo tour de force, presentata istanza parlamentare

Nota del 12 gennaio 2015 del Consiglio Nazionale dei Commercialisti: “Dare una sistemazione definitiva alla disciplina,ridefinendo al più presto i criteri di esenzione dal tributo per scongiurare l’ennesimo tour de force fiscale per cittadini e professionisti”.

Dare una sistemazione definitiva alla disciplina dell’IMU relativa ai terreni agricoli montani e collinari, ridefinendo al più presto i criteri di esenzione dal tributo per scongiurare l’ennesimo tour de force fiscale che danneggerebbe cittadini e professionisti. E’ la richiesta avanzata dal Consiglio nazionale dei commercialisti. “Risultando ormai prossima la scadenza (già una volta prorogata) di pagamento dell’IMU relativa ai terreni agricoli montani e collinari – afferma Il Consigliere nazionale dei commercialisti delegato alla fiscalità, Luigi Mandolesi - segnaliamo che non è stata ancora data definitiva sistemazione alla disciplina in materia, con la fissazione dei nuovi criteri di esenzione. Ricordiamo che la scadenza di pagamento, inizialmente fissata per il 16 dicembre 2014, è poi slittata al 26 gennaio 2015, per effetto del D.L. 185/2014, pubblicato in G.U. solo il giorno della scadenza originaria. La proroga è stata poi trasfusa nel comma 692 della L. 22 dicembre 2014, n.190 (Legge di stabilità 2015), confermandosi in tal modo la scadenza del prossimo 26 gennaio. A rendere ulteriormente incerta la questione è intervenuta la Sezione seconda del TAR del Lazio che con decreto cautelare ha sospeso il decreto interministeriale che ha stabilito i nuovi criteri di esenzione dall'IMU per i terreni agricoli montani, fissando per la trattazione collegiale la camera di consiglio del 21 gennaio 2015”.

In particolare, sottolineano i commercialisti, nel provvedimento del Tar si legge che il provvedimento impugnato “determina eccezionale e grave pregiudizio per l’assoluta incertezza dei criteri applicativi, con particolare riguardo a quello dell’altitudine del centro del Comune e per l’irragionevolezza dell’imposizione non legata all’effettiva natura e posizione del bene”. E’ inoltre di questi giorni la notizia che sarebbe allo studio un nuovo decreto legge che, al fine di rimuovere tali profili di irragionevolezza, ridefinisca detti criteri, lasciando tuttavia immutata la scadenza di pagamento al 26 gennaio.

“Se tali indiscrezioni venissero confermate  - conclude Mandolesi - la nuova disciplina, avendo effetti retroattivi, andrebbe ancora una volta a violare lo Statuto del contribuente; rimarrebbe ferma la scadenza di versamento al 26 gennaio 2015 e i contribuenti e professionisti avrebbero ancora una volta pochi giorni per verificare la spettanza dell’esenzione sulla base dei nuovi criteri e per il calcolo dell’eventuale imposta dovuta. Al fine di scongiurare l’ennesimo tour de force fiscale, ritenendo opportuno attendere la decisione definitiva del TAR del Lazio, i commercialisti chiedono che vengano al più presto ridefiniti i criteri di esenzione e che, comunque, si lasci a disposizione dei contribuenti un congruo termine per il corretto e tempestivo versamento del tributo”.

Infine, in base ad una risoluzione parlamentare presentata da nove Deputati, non solo va ulteriormente differita la scadenza per il versamento dell’IMU sui terreni agricoli montani, ma è anche necessaria una revisione organica e complessiva delle tariffe d’estimo stabilite, per ciascuna qualità e classe di terreno, sia per il reddito agrario che dominicale, su tutto il territorio.

(Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, nota del 12 gennaio 2015)

 

4) Riordino delle commissioni censuarie: decreto in Gazzetta Ufficiale

E’ stato pubblicato nella G.U. il D.Lgs. di attuazione della delega fiscale in materia di riordino delle commissioni censuarie per la riforma del Catasto.

A oltre due mesi di distanza dal via libera definitivo in Consiglio dei ministri, sulla Gazzetta Ufficiale n. 9 del 13 gennaio 2015 è stato, infatti, pubblicato il D.Lgs. n. 198 del 17 dicembre 2014, che dà ufficialmente il via al processo di riforma del catasto.

Il decreto, in attuazione della delega fiscale (art. 2, legge n. 23/2014), ridefinisce la composizione, le attribuzioni e il funzionamento delle commissioni censuarie.

Tali organismi, attualmente disciplinati dal D.P.R. n. 650/1972, rivestono un ruolo centrale nei procedimenti di determinazione delle tariffe d’estimo, a sostegno dell’amministrazione finanziaria.

Ripartizione delle Commissioni

In particolare, l’art. 1 del provvedimento suddivide le commissioni censuarie in commissioni locali, aventi sede nelle città capoluogo individuate in una tabella allegata al decreto, e istituisce una commissione centrale, con sede a Roma.

A loro volta, le commissioni censuarie locali sono articolate in sezioni, di cui una competente in materia di catasto terreni, una in materia di catasto urbano e una, in fase di prima attuazione, specializzata in materia di revisione del sistema estimativo.

In considerazione delle nuove funzioni assegnate dalla legge delega, correlate alla prevista revisione del sistema estimativo, il numero delle sezioni in cui le commissioni sono articolate passa da due a tre, di cui una specializzata per l’attuazione della riforma.

Le nuove Commissioni, oltre a esercitare le funzioni già previste in materia di catasto terreni e urbano, provvederanno alla validazione delle funzioni statistiche previste dal decreto legislativo attuativo della riforma del sistema estimativo del catasto dei fabbricati.

In tale contesto - come precisato nella relazione tecnica - l’impianto normativo è finalizzato a mantenere un sostanziale equilibrio fra le competenze attribuite, il numero dei componenti e l’obiettivo di evitare un eccessivo appesantimento dell’organismo collegiale.

Requisiti dei componenti

I componenti delle commissioni censuarie devono possedere i seguenti requisiti: essere cittadini italiani; avere l'esercizio dei diritti civili e politici; non aver riportato condanne per delitti non colposi o per contravvenzioni punite con pena detentiva o per reati tributari e non essere stati sottoposti a misure di prevenzione o di sicurezza; non aver superato al momento della nomina 70 anni di età.

Sul piano delle incompatibilità, il provvedimento stabilisce che non possono essere nominati quali componenti delle commissioni:

- i membri del Parlamento nazionale ed europeo;

- i consiglieri degli enti locali;

- i dirigenti di partito;

- i Prefetti;

- gli appartenenti al Corpo della Guardia di Finanza, forze armate e di polizia;

- i consulenti che esercitino abitualmente attività di assistenza e rappresentanza nell’ambito di controversie di natura tributaria o tecnico amministrativa. I presidenti e i componenti delle commissioni restano in carica cinque anni.

Infine, recependo alcune osservazioni contenute nei pareri delle Commissioni parlamentari, il decreto prevede il coinvolgimento delle associazioni di categoria operanti nel settore immobiliare nella designazione dei componenti le commissioni, nonché l’estensione della causa di incompatibilità ai membri del governo e delle giunte regionali e comunali.

 

5) “Programma FIxO”: termine di presentazione delle domande prorogata al 28.02.2015

Prorogato il termine di presentazione delle domande per il “Programma FIxO”. I datori interessati ai bonus erogati da Italia Lavoro per l’assunzione di apprendisti avranno tempo fino al 28 febbraio 2015.

Italia Lavoro Spa ha reso noto, sul proprio sito internet istituzionale (www.italialavoro.it), che il termine ultimo concesso alle imprese che intendono presentare le domande per ricevere i contributi collegati al programma FIxO “Scuola & Università” è stato prorogato al prossimo 28 febbraio 2015 (in precedenza, la scadenza era il 31 dicembre 2014).

Come è noto è prevista la concessione di contributi ai datori di lavoro privati che assumono con contratti di apprendistato di alta formazione e ricerca finalizzati:

- allo svolgimento di attività di ricerca

oppure al conseguimento dei titoli di studio indicati sotto:

-diploma di istruzione secondaria superiore

-certificato di specializzazione tecnica superiore (IFTS)

-diploma di tecnico superiore (ITS)

-laurea triennale

-laurea magistrale

-laurea magistrale a ciclo unico

-master universitario I° e II° livello

-diploma di specializzazione

-diploma di perfezionamento

-dottorato di ricerca.

Le imprese riceveranno 6 mila euro per ogni assunto a tempo pieno e 4 mila per ogni assunto a tempo parziale per almeno 24 ore settimanali.

 

6) Ritenute previdenziali: l’omesso ritiro della raccomandata non influisce sul decorso del termine

Il mancato ritiro della raccomandata con la quale l’Inps comunica l’omissione contributiva all’imprenditore è valido a tutti gli effetti a far decorrere il termine trimestrale per il rinvio a giudizio del contribuente inadempiente.

Nel reato di omesso versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali, il mancato ritiro della raccomandata presso l’ufficio postale non inficia la comunicazione da parte dell’Inps dell’avvenuto accertamento della violazione. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 968 del 13 gennaio 2015.

Ai sensi dell’art. 2, comma 1-bis del D.L. 463/1983, il reato in oggetto è punito con la reclusione fino a 3 anni e con la multa fino a € 1.032,00. Il datore di lavoro non è, tuttavia, punibile se provvede al versamento entro 3 mesi dalla contestazione o dalla notifica dell’avvenuto accertamento della violazione. In tal modo, la norma offre la possibilità di definire il contenzioso in sede amministrativa, nel termine prescritto, decorrente dalla contestazione o notifica dell’accertamento della violazione.

 

7) Cessione quinto pensione: variazione tassi soglia TAEG

Cessione quinto pensione. Convenzione di cui alla determina n. 76 del 5 aprile 2013 - Variazione tassi soglia TAEG.

Il Ministero dell’economia e delle finanze, Dipartimento del Tesoro, con decreto del 24 dicembre 2014, ha indicato i tassi effettivi globali medi (TEGM) praticati dalle banche e dagli intermediari finanziari rilevati dalla Banca d’Italia e in vigore per il periodo di applicazione 1° gennaio – 31 marzo 2015.Per il suddetto periodo, pertanto, si modificano i tassi soglia TAEG da utilizzare per i prestiti contro cessione del quinto dello stipendio e della pensione, di cui all’articolo 10 della convenzione INPS  finalizzata alla concessione di prodotti di finanziamento a pensionati, approvata con  determina n. 76 del 5 aprile 2013.

(Inps, messaggio n. 158 del 09 gennaio 2015)

 

8) Audizione del Direttore delle Entrate sulla razionalizzazione delle banche dati pubbliche

Si è tenuta il 14 gennaio 2015, presso la Commissione Parlamentare di Vigilanza sull’Anagrafe tributaria, l’Audizione del Direttore dell’Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi, sul tema della razionalizzazione delle banche dati pubbliche in materia economica e finanziaria.

Nel suo intervento, il Direttore ha anche affrontato alcune tematiche poste, nel corso di precedenti audizioni, dai rappresentanti del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, con particolare riferimento alla dichiarazione precompilata, alle norme sulla rateazione dei debiti tributari e all’obbligo di trasmissione telematica per gli F24 sopra i mille euro. Tra gli altri temi trattati dal Direttore dell’Agenzia, la comunicazione dei dati relativi ai beni dell'impresa concessi in godimento a soci o familiari, le novità in merito alla trasmissione della Certificazione unica da parte dei sostituti d’imposta e le limitazioni all’uso del contante.

Il Presidente della Commissione, Giacomo Antonio Portas, esprime il suo apprezzamento per la proficua e leale collaborazione, istaurata con l’Agenzia delle Entrate, che ha consentito di affrontare temi di grande interesse per i cittadini e i professionisti, al fine di individuare soluzioni che portino ad una semplificazione dei rapporti tra l’Agenzia e i contribuenti.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 3 del 14 gennaio 2015)

 

9) Trasmissione della certificazione unica da parte dei sostituti d’imposta

A breve l’Agenzia delle entrate renderà disponibile gratuitamente il software di compilazione, oltre alle procedure di controllo.

Lo ha reso noto il direttore delle Entrate nel corso dell’audizione presso la Commissione Parlamentare di Vigilanza sull’Anagrafe tributaria.

Riguardo alla trasmissione della certificazione unica all’Agenzia delle Entrate da parte dei sostituti d’imposta, nel corso dell’Audizione del 29 ottobre 2014, i rappresentanti del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili hanno sottolineato la necessità di disporre di un quadro normativo di riferimento più stabile e - fin dall’inizio del nuovo anno - del software necessario per poter adempiere nei termini previsti alla trasmissione all’Agenzia delle Entrate (7 marzo).

Attualmente i sostituti d’imposta sono obbligati a rilasciare ai contribuenti le certificazioni dei compensi erogati e delle relative ritenute effettuate entro il 28 febbraio di ciascun anno.

L’articolo 2, comma 1, del decreto legislativo in materia di semplificazioni fiscali (D.Lgs. n. 175/2014) ha previsto l’obbligo, per i sostituti d’imposta, di trasmettere anche all’Agenzia delle Entrate, entro il 7 marzo, queste certificazioni.

La trasmissione delle certificazioni nei termini previsti rappresenta un elemento essenziale al fine di consentire all’Agenzia di predisporre la dichiarazione precompilata.

Infatti, in assenza di redditi certificati da parte dei sostituti d’imposta, non è possibile procedere all’elaborazione della dichiarazione per il contribuente (15 aprile).

Per chi non volesse avvalersi di software di mercato, nei prossimi giorni l’Agenzia delle Entrate renderà disponibile gratuitamente sia il programma di compilazione sia le procedure di controllo.

 

10) Impianto sanzionatorio sulla dichiarazione precompilata

Il direttore dell’Agenzia delle entrate, nel corso della audizione presso la commissione parlamentare di vigilanza, si è pronunciata anche per la problematica concernente l’impianto sanzionatorio sulla dichiarazione precompilata.

Con riguardo all’impianto sanzionatorio, i rappresentanti del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, nel corso dell’Audizione del 29 ottobre 2014 - nel rilevare che qualora la dichiarazione sia vistata da un intermediario o da un professionista, questi risponde non già solo ed esclusivamente, come potrebbe essere, della sanzione, ma anche dell’imposta e dei correlati interessi - hanno evidenziato che in questo modo viene richiesta al professionista la realizzazione della capacità contributiva tipica del contribuente, il che sembra in contrasto con l’articolo 53 della Costituzione.

L’articolo 5 del decreto legislativo n. 175/2014 esclude il controllo formale a carico del contribuente per i dati relativi agli oneri comunicati dai soggetti terzi all’Agenzia delle Entrate, nel caso in cui la dichiarazione precompilata sia presentata direttamente o tramite il proprio sostituto d’imposta, senza modifiche; resta fermo comunque il controllo sulla sussistenza delle condizioni soggettive che danno diritto a detrazioni, deduzioni e agevolazioni.

Non si applica, in questa ipotesi, la disposizione dei controlli preventivi sui rimborsi complessivamente superiori ai quattromila euro in presenza di richiesta di detrazioni per carichi di famiglia e/o eccedenze relative alla precedente dichiarazione.

Se la dichiarazione è presentata direttamente dal contribuente o tramite il sostituto d’imposta, con modifiche che incidono sulla determinazione del reddito o dell’imposta, il controllo è eseguito su tutti i dati indicati in dichiarazione.

Se invece la dichiarazione è presentata a un Caf o a un professionista abilitato, con o senza modifiche, il controllo formale si effettua nei riguardi dell’intermediario che appone il visto di conformità anche in riferimento agli oneri forniti da soggetti terzi e indicati nella dichiarazione precompilata; nei riguardi del contribuente permane il controllo sulla sussistenza delle condizioni soggettive che danno diritto a detrazioni, deduzioni e agevolazioni.

L’impegno assunto dai Caf e dai professionisti abilitati ad apporre il visto di conformità per una corretta predisposizione delle dichiarazioni e del conseguente affidamento dei contribuenti circa la definitività del rapporto tributario relativo alle medesime dichiarazioni, giustifica la responsabilità dei Caf e dei professionisti abilitati per l’errato controllo dei dati documentali.

In altri termini, l’intermediario che rilasci il visto di conformità infedele è tenuto “nei confronti dello Stato” al pagamento di un importo (corrispondente alla somma dell’imposta, degli interessi e della sanzione) pari a quello che sarebbe stato chiesto al contribuente a seguito del controllo formale della dichiarazione, tenuto conto del suo ruolo essenziale di mediazione tra Amministrazione e contribuenti.

Coerentemente, nel Decreto legislativo n. 175/2014 si prevede l’adeguamento del massimale della polizza assicurativa e l’estensione della garanzia allo Stato o al diverso ente impositore al fine di salvaguardare il risarcimento dei danni eventualmente provocati nell’attività di assistenza fiscale, in considerazione del maggiore rischio connesso all’apposizione del visto di conformità sulle dichiarazioni precompilate.

Chiaramente, la responsabilità in capo al Caf o al professionista è espressamente esclusa nel caso in cui l’infedeltà del visto sia stata determinata da una condotta dolosa o gravemente colposa del contribuente.

La responsabilità è limitata al pagamento della sola sanzione (ridotta a 1/8 del minimo), se il Caf o il professionista, riscontrando errori nella dichiarazione, comunicano all’Agenzia delle Entrate, entro il 10 novembre, i dati rettificati; in queste ipotesi, la responsabilità per il pagamento dell’imposta e degli interessi rimane a carico del contribuente.

La responsabilità resta, inoltre, a carico del contribuente in relazione ai dati che non sono oggetto di visto di conformità, come, ad esempio, l’ammontare dei redditi fondiari, dei redditi diversi e delle relative spese di produzione.

La possibilità di correzione entro il termine del 10 novembre offre, comunque, agli intermediari la possibilità di ridurre ogni rischio connesso all’apposizione di un visto infedele.

 

Vincenzo D’Andò