Diario fiscale del 14 gennaio 2015: la marca da bollo cambia look

Pubblicato il 14 gennaio 2015

la marca da bollo cambia look: pronti i nuovi contrassegni a prova di falsificazione; split payment: in vigore dal 1° gennaio 2015; in discreto aumento le nuove partite Iva grazie al regime fiscale di vantaggio; richiesta di accesso alle prestazioni integrative FTA di sostegno al reddito; risoluzione per lavoratori assunti a tempo indeterminato da Agenzie di somministrazione; sgravio contributivo sulle retribuzioni di produttività per i dirigenti; INPS: le prime risposte ai quesiti dei Consulenti del Lavoro; ok alle agevolazione alle cooperative purché le riserve ai soci siano indivisibili

 Indice:

 1) La marca da bollo cambia look: pronti i nuovi contrassegni a prova di falsificazione

 2) Split payment: in vigore dal 1°  gennaio 2015

 3) In discreto aumento le nuove partite Iva grazie al regime fiscale di vantaggio

 4) Richiesta di accesso alle prestazioni integrative FTA di sostegno al reddito

5) Risoluzione per lavoratori assunti a tempo indeterminato da Agenzie di somministrazione

 6) Sgravio contributivo sulle retribuzioni di produttività per i dirigenti

 7) INPS: le prime risposte ai quesiti dei Consulenti del Lavoro

 8) Ok alle agevolazione alle cooperative purché le riserve ai soci siano indivisibili

 

 

 1) La marca da bollo cambia look: pronti i nuovi contrassegni a prova di falsificazione

Adesso sarà ancora più difficile alterare o falsificare le marche da bollo. Con il provvedimento, firmato il 12 gennaio 2015 dal Direttore dell’Agenzia delle Entrate, è stata, infatti, approvata la nuova grafica, a prova di truffa, per i contrassegni emessi dai tabaccai per la riscossione dell’imposta di bollo, del contributo unificato e del contributo amministrativo per il rilascio del passaporto.

Più sicurezza con il nuovo layout

Le etichette, realizzate dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, hanno la stessa forma e dimensione di quelle emesse fin ora, cambia, invece, il colore del fondo che diventa celeste al posto dell’attuale verde, per via dei nuovi inchiostri dotati di maggiori caratteristiche di sicurezza che ne ostacolano l’alterazione e la falsificazione. Le etichette con la vecchia grafica potranno essere utilizzate dai tabaccai per emettere i contrassegni fino all’esaurimento delle scorte.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 2 del 12 gennaio 2015)

 

 

 2) Split payment: in vigore dal 1° gennaio 2015

La Fondazione Nazionale dei Commercialisti (FNC), con una nota operativa pubblicata il 13 gennaio 2015, ha inteso approfondire le regole operative del meccanismo dello split payment, introdotto dalla Legge di stabilità 2015, in attesa che si pronunci l’Amministrazione finanziaria.

Dallo scorso 1° Gennaio è entrato in vigore il particolare meccanismo c.d. split payment, il quale prevede per le cessione di beni e prestazioni di servizi effettuate nei confronti della P.A. che l’imposta sia versata in ogni caso dagli enti stessi secondo modalità e termini fissati con decreto del ministro dell'economia.

Ciò è previsto dalla lettera b) del comma 629 della Legge di Stabilità 2015 (L. 190/2014, pubblicata sulla G.U. n. 300 del 29 dicembre 2014, S.O. n. 99) che ha introdotto nell’ambito del D.P.R. 633/1972 il nuovo art. 17 – ter nel D.P.R. 633/1972, rubricato “Operazioni effettuate nei confronti di enti pubblici”.

Soggetti della P.A. destinatari della nuova disposizione

In primo luogo viene chiarito quali sono i soggetti della P.A. destinatari della nuova disposizione.

Il nuovo art. 17-ter, comma 1, del D.P.R. 633/1972 fa riferimento alle cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate nei confronti dello Stato, degli organi dello Stato ancorché dotati di personalità giuridica, degli enti pubblici territoriali e dei consorzi tra essi costituiti ai sensi dell'articolo 31 del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni, delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, degli istituti universitari, delle aziende sanitarie locali, degli enti ospedalieri, degli enti pubblici di ricovero e cura aventi prevalente carattere scientifico, degli enti pubblici di assistenza e beneficenza e di quelli di previdenza.

Dovrà essere chiarito se l’elencazione effettuata della norma sia tassativa o sia invece possibile effettuare l’estensione per analogia ad altri enti pubblici.

Analogamente a quanto previsto per la normativa sulla esigibilità differita, ex art. 6, comma 5, D.P.R. 633/1972, l’elenco previsto dalla norma non sarebbe estendibile per analogia ad altri enti pubblici, salvo che il decreto del ministro dell’economia, per pure esigenze di gettito, non effettui un’interpretazione estensiva della norma.

Split payment per tutti gli acquisti della PA

Viene confermato che il nuovo strumento riguarda gli acquisti effettuati dai suddetti enti pubblici sia che agiscono nelle loro vesti istituzionali che commerciali.

Il dubbio sorgeva giacché la norma fa riferimento al caso in cui gli enti pubblici in questione “non sono debitori d'imposta ai sensi delle disposizioni in materia d'imposta sul valore aggiunto”.

Nel comunicato stampa del MEF n. 7 del 09.01.2015 (che anticipa il decreto attuativo attualmente in fase di definizione) viene chiarito che lo split payment si applica alle pubbliche amministrazioni acquirenti di beni e servizi, ancorché non rivestano la qualità di soggetto passivo dell’IVA.

Si conferma dunque la rigorosa lettura della norma che assoggetta allo split payment tutti gli acquisti effettuati dalla P.A., sia che agiscano nella veste istituzionale che commerciale, ad eccezione di quelli per i quali l’ente è debitore d’imposta in quanto soggetto agli obblighi di reverse charge.

Sono escluse, ai sensi del comma 2 dell’art. 17-ter, D.P.R. 633/1972, i compensi per prestazioni di servizi assoggettati a ritenute alla fonte a titolo di imposta sul reddito.

Gestione contabile delle operazioni

Per quanto riguarda la gestione contabile delle operazioni, il fornitoreemetterà fattura, per le operazioni poste in essere a partire dal 1° gennaio, con la rivalsa dell’IVA, e pare che debba indicare la circostanza che tale imposta non verrà mai incassata ai sensi d