Controlli sulle società cessate: attenzione alla legittimità della normativa

di Sentenze tributarie

Pubblicato il 30 gennaio 2015

testo integrale della sentenza della C.T.P. di Reggio Emilia che accoglie in pieno le critiche mosse alla normativa prevista dal Decreto Semplificazioni già prima della sua pubblicazione, ricordando come la giurisprudenza avesse già trovato soluzioni alle problematiche fiscali legate alla cancellazione della società dal registro imprese (sentenza segnalata da Valeria Nicoletti)

 

COMMISSIONE TRIBUTARIA PROVINCIALE DI REGGIO EMILIA – SENTENZA DEL 23 GENNAIO 2015, N. 5/2/15



il testo integrale della sentenza della C.T.P. di Reggio Emilia che nega la possibilità di agire contro i liquidatori ed i soci di società estinte per irretroattività della norma (sentenza segnalata da Valeria Nicoletti)





La Commissione osserva

L’accertamento intestato a società estinta

La cancellazione della società dal Registro delle imprese ne causa l’estinzione, per cui l’accertamento o altro atto impositivo notificato e intestato alla società è da considerarsi inesistente, in quanto privo del soggetto nei cui confronti avanzare la pretesa.

Al riguardo, è stato sancito che: in virtù della riforma del diritto societario, i creditori insoddisfatti, ivi compreso, quindi, l’ufficio, possono agire solo nei confronti dei soci o dei liquidatori, con la precisazione che questi ultimi risponderanno solo se ne risulti acclarata la loro responsabilità (C.T. Prov. Lucca 20.4.2007 n. 176).

 

Le sentenze ultime della corte rendono la giurisprudenza consolidata (Ex multis 28183 del 14.11.2013). Si tratta di nullità assoluta degli avvisi di accertamento a società estinte, e il ricorso resta inammissibile qualora prodotto da delegato di persona fisica o giuridica inesistente (inammissibilità rilevabile d’ufficio in ogni stato e grado del giudizio, per carenza di legittimazione attiva della parte privata “ab origine” per quel verso). Infatti, com’è ormai pacificamente noto, la domanda giudiziale introdotta dal liquidatore di una società di capitali cancellata dal registro delle imprese è improponibile. Invero l’effetto estintivo che di conseguenza inevitabilmente ne deriva, – anche in presenza di debiti insoddisfatti o di rapporti non definiti, istituendosi una comunione fra i soci in ordine ai beni residuati dalla liquidazione o sopravvenuti alla cancellazione – determina il venir meno del potere di rappresentanza dell’ente estinto in capo al liquidatore stesso, come pure la successione dei soci alla società ai fini dell’esercizio, nei limiti e alle condizioni stabilite, delle azioni dei creditori insoddisfatti, come nella specie (cfr. anche Cass. Ordinanza n. 22863 del 03/11/2011; Sezioni Unite: n. 4060 del 2010). D’altro canto però va puntualizzato che nemmeno la cartella di pagamento può essere spiccata più a carico della società ormai inesistente, con la conseguenza che, ancorché l’ex liquidatore avesse eventualmente impugnato la medesima, nessun pregiudizio poteva comunque derivarne, atteso che alcuna esecuzione forzata era possibile promuovere a carico della società estinta.

 

In diritto sulla notifica ai liquidatori e/o soci di società estinta

La notifica di un atto di citazione determina la pendenza di un rapporto processuale suscettibile di sviluppo nei tre gradi di giudizio e che dovrà essere d