Voucher baby sitting e servizi per l’infanzia

di Marta Bregolato

Pubblicato il 24 dicembre 2014



il 31 dicembre scade il termine per accedere al contributo (previsto dalla Riforma Fornero) alle madri lavoratrici dipendenti o iscritte alla gestione separata per i bimbi già nati, entrati in Italia o in famiglia o quelli la cui data presunta di nascita sia fissata entro i 4 mesi successivi alla data di scadenza del bando per la presentazione della domanda

Le varie riforme in materia di lavoro approvate negli ultimi anni hanno tenuto nella debita considerazione un problema per troppo tempo trascurato ovvero la necessità di favorire la conciliazione tra il lavoro e la famiglia e quindi tra il lavoro e i figli.

Troppo spesso la scelta della genitorialità passava attraverso un calcolo matematico che metteva a confronto le disponibilità economiche con il desiderio di un figlio, prevedendo troppo spesso che la nascita di un figlio comportasse inevitabilmente la scelta da parte di uno dei genitori (fino a qualche tempo fa la madre, ora non più necessariamente) di abbandonare temporaneamente o definitivamente il lavoro e con esso il raggiungimento di traguardi professionali con le conseguenti mortificazioni delle proprie aspettative.

La Riforma Fornero (Legge 92 del 28.06.2012) all'art. 4 comma 24 lettera b) ha introdotto una rilettura della situazione nell'ottica di “una cultura di maggiore condivisione dei compiti di cura dei figli all’interno della coppia e per favorire la conciliazione di tempi di vita e di lavoro”.

Ecco quindi che vengono disciplinati i voucher per baby sitting o per i servizi per l'infanzia.

Il sostegno previsto dalla Riforma Fornero ha carattere sperimentale per il triennio 2013-2016.

Vedremo nel proseguo che cosa prevede la disciplina e quali siano le modalità pratiche ed operative per poter accedere a questo sostegno con particolare riferimento al biennio 2014-2015 essendo prossima la scadenza per la presentazione delle domande; infatti per accedere al beneficio per l'anno 2014 le domande dovranno essere presentate entro e non oltre il 31.12.2014.

Importanti, ai fini dei criteri di accesso e delle modalità di utilizzo del contributo, sono le Direttive contenute nel Decreto del Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali emesso in concerto con il Ministero dell'Economia delle Finanze e del Ministero della Semplificazione e la Pubblica Amministrazione del 28.10.2014 – pubblicato in G.U. n. 287 del 11.12.2014 nonché le Circolari dell'Inps n. 48 del 28.03.2013 e quella recentissima n. 169 del 16.12.2014.

Cominciamo a vedere nel dettaglio che cosa prevede la norma, aiutandoci come sopra detto con le Direttive ministeriali e dell'Inps.

L'art. 4 comma 24 lettera b) della Riforma Fornero consente alla madre lavoratrice di richiedere, al termine del congedo obbligatorio di maternità ed in alternativa al congedo parentale, i voucher per l’acquisto di servizi di baby sitting, ovvero un contributo per fare fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati, da utilizzare negli undici mesi successivi al congedo obbligatorio con una durata massima di 6 mesi.

I voucher per i servizi di baby sitting e servizi per l'infanzia si inseriscono tra il congedo obbligatorio di maternità ed in alternativa al congedo parentale e/o di paternità.



Il contenuto della domanda per ottenere i voucher:

La domanda, presentata attraverso i canali telematici dell'Inps, dovrà contenere l'indicazione dell'opzione esercitata:

  • o voucher per baby sitter;

  • o contributo per l'accesso alle strutture pubbliche e private accreditate indicando la struttura per l'infanzia (pubblica o privata accreditata) nella quale la lavoratrice ha effettuato l'iscrizione del figlio minore.

Nonché l'indicazione del numero delle mensilità per le quali intende usufruire del beneficio in alternativa al congedo parentale con conseguente riduzione dello stesso.

La scelta del beneficio non puo` essere variata, salvo la presentazione di una nuova domanda entro i limiti temporali di presentazione, che comporta automaticamente la revoca della precedente.



Chi può beneficiare dei voucher?

Possono accedere al contributo le madri, naturali, adottive o affidatarie, lavoratrici dipendenti o iscritte alla gestione separata per i bimbi già nati, entrati in Italia o in famiglia o quelli la cui data presunta di nascita sia fissata entro i 4 mesi successivi alla data di scadenza del bando per la presentazione della domanda.

Le lavoratrici madri iscritte alla gestione separata per poter accedere al contributo non possono essere iscritte ad altra forma pensionistica né essere pensionate.

Possono accedere al contributo anche le lavoratrici madri assunte con contratti part – time; in questo caso l’importo del contributo sarà proporzionato in ragione della ridotta attività lavorativa.

Il contributo può essere richiesto anche da chi ha già usufruito in parte del congedo parentale (ovviamente riproporzionato in relazione al periodo di diritto).

Infatti essendo questo contributo erogato in alternativa al congedo parentale per potervi accedere si deve rinunciare al congedo parentale residuo.

Esempio: se la lavoratrice ha usufruito di quattro mesi ed un giorno di congedo parentale potrà accedere al beneficio dei voucher solo per un mese, residuandole 29 giorni da utilizzare come congedo parentale.

Allo stesso modo il beneficio, una volta richiesto, potrà essere interrotto solo al compimento di una frazione mensile intera.

Possono accedere anche le lavoratrici della pubblica amministrazione.



Chi non può accedere ai voucher?

Sono escluse le lavoratrici:

  • esentate totalmente al pagamento della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati convenzionati;

  • libere professionisti, con partita iva, sia che siano iscritte sia che non siano iscritte ad alcun albo professionale;

  • che usufruiscono dei benefici di cui al Fondo per le Politiche relative ai diritti ed alle pari opportunità di cui al Decreto Legge 04.06.2006 n. 223 convertito nella Legge n. 248 del 04.08.2006;

  • in fase di gestazione;

  • autonome iscritte ad altre gestioni (coltivatrici dirette, mezzadre e colone, artigiane ed esercenti attività commerciali, imprenditoriali agricole a titolo principale, pescatrici autonome della piccola pesca marittima e delle acque interne).



Quando è possibile accedere al contributo?

L'accesso al contributo è possibile al termine del periodo di congedo di maternità di 5 mesi per astensione obbligatoria ed entro i successivi 11 mesi.



Alcune informazioni pratiche:

  • La domanda va presentata esclusivamente in modalità telematica accedendo al sito Inps: www.inps.it al seguente percorso: Servizi per il cittadino – autenticazione con il proprio Pin dispositivo (chi non l'avesse può facilmente richiederlo sia on line che telefonicamente) – invio domande di prestazioni a sostegno del reddito – invio delle domande per l'assegnazione dei contributi per l'acquisto dei servizi per l'infanzia;

  • L’importo massimo erogabile è di € 600,00 (importo in origine previsto di € 300,00 che però non ha trovato positivo riscontro nell'annualità 2013) al mese per ciascun figlio (in tal senso è intervenuto l'Inps a chiarire che il contributo può essere erogato per più figli purché siano rispettati i limiti temporali indicati nel decreto ministeriale);

  • Il contributo è erogato per un periodo massimo di 6 mesi, solo per frazioni intere di mese, in alternativa alla fruizione di altrettanti mesi di congedo ai quali la lavoratrice conseguentemente rinuncerà; per le lavoratrici iscritte alla gestione separata dell'Inps il periodo massimo di erogazione del contributo è di 3 mesi;

  • le frazioni di mese si sommano fra di loro fino a raggiungere i 30 giorni, da considerarsi equivalenti ad un mese;

  • le lavoratrici part-time potranno beneficiare del contributo in misura proporzionale in ragione della ridotta prestazione lavorativa.



Le risorse finanziarie disponibili:

Per gli anni 2014 – 2015 le domande potranno essere presentate entro il 31.12 di ogni anno e il beneficio sarà erogato nel limite delle risorse disponibili, che per il 2014 sono state confermate in € 20 milioni di euro annui, secondo l'ordine di presentazione delle domande.

Qualora a seguito delle domande accolte il suddetto limite di risorse disponibili risulti superato l'Inps non prenderà in considerazione ulteriori domande.

In relazione all'andamento delle domande ed alle disponibilità residue, può essere indicato un valore massimo dell'indicatore della situazione economica equivalente del nucleo familiare di appartenenza (ISEE) dell'anno di riferimento per accedere al beneficio ovvero, anche in via concomitante, può essere rideterminata la misura del beneficio.



In ogni caso qualora, a seguito delle domande accolte, sia stato raggiunto il limite di spesa di cui all'articolo 7, l'INPS non prende in considerazione ulteriori domande. Una volta ricevuta comunicazione di accoglimento della domanda tramite i canali telematici, la madre lavoratrice deve recarsi presso le sedi dell'INPS per ricevere i voucher richiesti entro i successivi 120 giorni.

Il superamento del termine si intende come rinuncia al beneficio.



L'utilizzo dei buoni lavoro (voucher baby sitting)

I buoni lavoro sono stati introdotti dall’ex art. 72 del Decreto Legislativo n. 276 del 10.09.2003. Sono voucher (buoni) cartacei che possono essere ritirati, in un’unica soluzione o mensilmente, dalla madre lavoratrice presso la sede Inps territorialmente competente per residenza o domicilio dichiarato in sede di partecipazione al bando.

Ovviamente si ricorrerà a questo metodo in particolare per i servizi di baby sitting non presso strutture. in questo caso la lavoratrice madre è obbligata, prima dell’inizio della prestazione lavorativa ad effettuare la comunicazione preventiva di inizio prestazione, indicando oltre al proprio codice fiscale, il codice fiscale della prestatrice, il luogo di svolgimento della prestazione e le date presunte di inizio e fine dell’attività lavoratrice.



Come avviene la comunicazione preventiva di utilizzo dei voucher?

La comunicazione può avvenire attraverso il contact center dell’Inps/Inail (800.164 gratuito da rete fissa oppure da cellulare al numero 06 164164 con tariffazione a carico dell’utenza chiamante) o con le seguenti modalità:

  • attraverso il contact center Inps/Inail (tel. 803 164, gratuito da telefono fisso, oppure da cellulare il n. 06 164 164 con tariffazione a carico dell'utenza chiamante);

  • Sul sito della Inps www.inps.it ;

  • Sul sito dell’Inail www.inail.it (sezione “Punto Cliente”)

  • A mezzo fax al numero gratuito dell’Inail 800 657 657 (utilizzando lo specifico modello presente sul sito)

Con le stesse modalità dovranno essere comunicate anche tutte le eventuali variazioni o annullamento delle prestazioni previste (per esempio la baby sitter non viene) che intercorressero in corso di validità di rapporto.

Al termine della prestazione lavorativa, la madre lavoratrice, prima di consegnare alla baby sitter i voucher deve provvedere ad intestarli scrivendo su ciascun buono lavoro i rispettivi codici fiscali ed il periodo di effettuazione della prestazione, convalidando poi il buono con la propria firma. A questo punto la baby sitter potrà riscuotere i buoni presso un qualsiasi ufficio postale entro e non oltre 24 mesi dalla data di emissione.

Il Decreto prevede anche la possibilità di rinunciare al contributo richiesto; ciò però può avvenire solo dal giorno successivo alla pubblicazione della graduatoria ed esclusivamente in via telematica; qualora la lavoratrice madre avesse nel frattempo, prima del rifiuto, percepito i voucher dovrà provvedere alla sua restituzione presso le sedi Inps territorialmente di competenza.

I voucher restituiti saranno annullati a cura dell’Inps.

In caso di mancata restituzione la rinuncia sarà considerata nulla e per la lavoratrice madre non sarà più possibile richiedere i periodi di congedo parentale a cui aveva rinunciato per accedere al beneficio.

I voucher non restituiti saranno considerati fruiti.

L’Inps dovrà comunicare, tramite Pec (e-mail con posta certificata), al datore la rinuncia del beneficio ai fini del reintegro del periodo di congedo parentale spettante alla lavoratrice madre.

La restituzione dei voucher vale come manifestazione implicita di volontà di non voler usufruire del beneficio per il numero dei mesi corrispondenti all’importo dei voucher restituiti.

L’Inps si riserva la facoltà di effettuare controlli allo scopo di evidenziare eventuali situazioni illecito utilizzo e di dichiarazioni mendaci presentate dalle lavoratrici madri.



Come si individuano le strutture convenzionate della rete pubblica o privata accreditata?

Sul sito dell’Inps è reperibile la lista delle strutture per i servizi dell’infanzia pubblici o paritari che sono accreditati ai fini della concessione dei voucher; l'elenco delle strutture è aggiornato in tempo reale così che l'elenco delle strutture convenzionate sia consultabile anche in sede di iscrizione del figlio presso la struttura prescelta.

Le strutture già presenti in elenco per il primo anno di sperimentazione (2013) che non siano state escluse o non siano state cancellate, qualora intendano iscriversi anche per gli ulteriori due anni di sperimentazione (2014-2015) dovranno accedere alla procedura on line solo per manifestare la volontà di permanere nell'elenco; le strutture non presenti che vogliono invece essere inserite nell'elenco dovranno presentare apposita domanda on line.

Nel caso di contributo per la fruizione dei servizi per l'infanzia lo stesso sarà essere erogato direttamente dall'Inps attraverso il pagamento diretto della retta fino alla concorrenza del contributo erogabile, dietro esibizione da parte della struttura della richiesta di pagamento corredata dalla documentazione attestante l'effettiva fruizione del servizio.



Dati utili da tenere a portata di mano in sede di compilazione della domanda:

Ai fini della compilazione della domanda è opportuno prima di avviare la procedura telematica reperire le seguenti informazioni:

  • dati anagrafici del minore (in caso di adozione o affidamento è necessario riportare anche la data di adozione e di ingresso in famiglia e nel caso di adozione internazionale anche la data di ingresso in Italia nonché i dati di trascrizione del provvedimento di adozione internazionale presso i registri di Stato Civile del Comune);

  • data ultimo giorno di congedo di maternità con riferimento al minore indicato;

  • dati del datore di lavoro compreso l'indirizzo pec;

  • dati relativi al proprio inquadramento contrattuale con specifica indicazione nel caso di contratto part time;

  • dati anagrafici del padre nonché l'eventuale periodo di congedo parentale fruito.



Conclusione:

Si ritiene che la decisione di raddoppiare l'ammontare del contributo originariamente previsto e disposto per il 2013 in € 300,00 al mese per ciascun figlio possa essere di incentivo alla rinuncia da parte delle lavoratrici madri del congedo parentale con il risultato così di un rientro più rapido al lavoro; infatti il congedo parentale (ovvero l'astensione facoltativa) prevede di percepire una retribuzione pari al 30%.



24 dicembre 2014

Marta Bregolato