La gestione del servizio idrico locale

di Marco Castellani

Pubblicato il 1 dicembre 2014



dopo l'approvazione del Decreto Sblocca Italia gli enti locali devono fare i conti con le novità in tema di gestione dei servizi idrici: una rassegna delle nuove norme

Settore idrico

L’articolo 7 dello Sblocca Italia al comma 1 apporta decise modifiche alle disposizioni del D.Lgs. 152/2006 (Testo unico Ambiente) in materia di servizio idrico integrato, introducendo una articolata serie di norme di notevole impatto per l’attività dei Comuni.



Enti di governo dell’Ambito

La lettera a) del primo comma dell’articolo 7 si preoccupa innanzitutto di uniformare e aggiornare, in tutto il testo della parte terza del Testo Unico, le denominazioni degli organi di governo degli ambiti idrici, in seguito alla soppressione delle autorità d'ambito (AATO) e alla loro sostituzione con i nuovi soggetti individuati dalle leggi regionali. A tal fine si dispone la sostituzione dell'espressione "autorità d'ambito" con quella di "ente di governo dell'Ambito".

Alla lettera b) del comma 1 si ribadisce l’obbligatorietà della partecipazione dei Comuni all’ente di governo dell’Ambito di cui fanno parte, come individuato dalla Regione. Nella norma si prevede espressamente l’attribuzione delle competenze spettanti in materia di gestione delle risorse idriche agli stessi enti di governo dell’Ambito. Alla garanzia dell’effettiva operatività di questi enti di governo è connessa l’imposizione da parte del Legislatore del termine perentorio del 31 dicembre 2014 entro il quale le Regioni devono emanare una delibera di individuazione degli enti di governo dell'ambito territoriale ottimale (EGATO) con applicazione delle norme per l'esercizio del potere sostitutivo in caso di inadempimento. Nel caso in cui poi i Comuni non aderiscano ai rispettivi enti di governo dell’ambito entro il termine fissato dalle Regioni e dalle Province autonome (in ogni caso non superiore a 60 giorni dalla delibera), interviene il Presidente della Regione, chiamato ad esercitare, previa diffida all’ente locale ad adempiere entro 30 giorni, i poteri sostitutivi, ponendo le relative spese a carico dell’ente inadempiente.



Unicità della gestione

Altra importante modifica riguarda il passaggio dall’unitarietà della gestione alla garanzia dell’unicità della stessa. Nella legislazione previgente era infatti consentito alle autorità d’ambito l’affidamento della gestione del servizio ad una pluralità di soggetti fermo restando l’onere per l’ente di governo di garantire la sola unitarietà di gestione del servizio. Le modifiche introdotte dal Decreto impongono ora che l’affidamento venga assegnato in favore di un unico soggetto gestore del servizio, al fine di assicurare l'efficienza, l'efficacia e la continuità del servizio idrico integrato nel territorio dell’ambito.

A questo obbligo di garanzia dell’unicità della gestione è collegata la possibilità concessa dal Decreto nei casi in cui l’ATO corrisponda al territorio regionale, di organizzare l’affidamento del servizio idrico in sub-ambiti, comunque di dimensioni non inferiori alle Province o alle Città metropolitane.



Modelli di gestione del servizio

Sempre in materia di affidamento del servizio, le lettere c) e d) del Decreto impongono agli enti di governo dell’ambito di deliberare la forma di gestione fra quelle previste dall'ordinamento europeo provvedendo, conseguentemente, all'affidamento del servizio nel rispetto della norma nazionale sull’organizzazione dei servizi pubblici locali a rete di rilevanza economica.

In sede di conversione del Decreto si è modificata la disciplina del nuovo articolo 149-bis del Testo Unico Ambiente permettendo che l'affidamento diretto possa avvenire anche a favore di società in possesso dei requisiti richiesti dall'ordinamento europeo per la gestione cosiddetta in house, partecipate esclusivamente e direttamente da enti locali compresi nell’ente di governo d’ambito.

Di fatto le nuove disposizioni concedono ampia libertà di scelta del modello di gestione del servizio, non prefigurando alcun modello vincolante e consentendo all'ente affidante di effettuare la scelta più adatta al proprio contesto fra le alternative di affidamento in house, società mista con socio privato operativo e gara.

Il nuovo comma 2-bis dell’articolo 147 del Testo Unico Ambiente fa peraltro salve le gestioni del servizio idrico in forma autonoma esistenti nei Comuni montani con popolazione inferiore a 1.000 abitanti istituite ai sensi del comma 5 del successivo articolo 148 del provvedimento.

La Legge di conversione del Decreto sopprime inoltre la possibilità per l’affidatario del servizio idrico integrato di gestire, previo consenso dell'ente di governo, altri servizi pubblici, oltre a quello idrico, ma con questo compatibili, anche se non estesi all'intero ambito territoriale ottimale.



Modalità di subentro del gestore del servizio

Il Decreto prevede in via generale l'immediato subentro (decorrente dall'entrata in vigore del Decreto-legge) del gestore del servizio idrico integrato agli ulteriori soggetti operanti all'interno del medesimo Ambito territoriale, fatti salvi gli affidamenti assentiti in conformità alla normativa pro tempore vigente e non dichiarati cessati ex lege, per i quali il subentro decorrerà dalla data di scadenza prevista nel contratto di servizio o negli altri atti che regolano il rapporto.

Ulteriori precisazioni e interventi vengono operati nei confronti delle gestioni esistenti. La lettera i) del comma 1 dell’articolo 7 inserisce all’articolo 172 del D.Lgs. n. 152/2006 una nuova disciplina delle gestioni in essere sancendo, nei casi in cui l’ente di governo dell’Ambito non abbia redatto il Piano d'Ambito ovvero non abbia scelto la forma di gestione ed avviato la procedura di affidamento, l’obbligo di assicurare entro il termine perentorio del 30 settembre 2015 l’affidamento del servizio al gestore unico, con automatico decadimento degli affidamenti non conformi alla disciplina pro tempore vigente. Qualora l'ente di governo dell'ambito non provveda nei termini stabiliti all'attuazione degli adempimenti, scatterà la procedura di esercizio del potere sostitutivo regionale e, in caso di mancato esercizio dello stesso, di quello del Governo, mediante la nomina di un commissario ad acta. La norma precisa che la violazione delle nuove disposizioni comporta la responsabilità erariale

In fase di prima applicazione, è prevista una specifica procedura che assicuri l’unicità della gestione all'interno dell’Ambito. In merito a ciò, l'ente di governo al netto dei casi precedenti, alla scadenza di una o più gestioni esistenti nell'Ambito territoriale, ai sensi della normativa comunitaria affida la concessione al gestore unico il cui bacino complessivo affidato sia almeno pari al 25 per cento della popolazione ricadente nell'ambito territoriale ottimale di riferimento. Tale gestore subentra agli ulteriori soggetti che gestiscono il servizio. Nelle more del raggiungimento di tale percentuale è prevista una ulteriore procedura di affidamento progressiva per una durata in ogni caso non superiore a quella necessaria al raggiungimento di detta soglia.

Alla successiva scadenza della gestione l’ente di governo dell'ambito deve disporre l'affidamento del servizio, entro i sei mesi precedenti la data di scadenza della concessione previgente, al gestore unico di ambito che lo erogherà su tutto il territorio degli enti locali ricadenti nell'Ambito.



Infrastrutture idriche degli enti locali

Importanti novità vengono apportate anche rispetto alle infrastrutture idriche di proprietà degli enti locali. La lettera f) del primo comma dell’articolo 7 del Decreto assegna agli enti locali un termine perentorio di sei mesi, decorrenti dall’entrata in vigore della disposizione, entro cui gli enti devono disporre la concessione d’uso gratuita delle proprie infrastrutture in favore del gestore del Servizio idrico integrato secondo le modalità previste dall’articolo 153 del Testo Unico Ambiente. Decorso il succitato termine del 13 marzo 2015, il Presidente della Regione esercita, dandone comunicazione al Ministro dell'ambiente ed all'Autorità per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico, i poteri sostitutivi, ponendo le relative spese a carico dell'ente inadempiente. L’inadempimento determina una responsabilità erariale a carico dei soggetti responsabili dell’inadempimento.



Convenzione

Ai sensi del nuovo primo comma dell’articolo 151 del Testo Unico Ambiente, novellato dalla lettera e) del primo comma del Decreto Sblocca Italia, il rapporto tra l'ente di governo dell'ambito ed il soggetto gestore del servizio idrico integrato va regolato da una convenzione predisposta dall'ente di governo dell'ambito sulla base delle convenzioni tipo, con relativi disciplinari, adottate dall'Autorità per l'energia elettrica, il gas ed il sistema idrico. Le convenzioni esistenti devono peraltro essere debitamente integrate, secondo le modalità stabilite dalla stessa Authority.

A riguardo ulteriori misure sono state inserite allo scopo di disciplinare il contenuto minimo di queste convenzioni.

Le procedure di gara per l'affidamento del servizio devono includere appositi capitolati con la puntuale indicazione delle opere che il gestore incaricato deve realizzare durante la gestione del servizio, e, conseguentemente, prevedendo altresì di includere tale elencazione nel contenuto delle convenzioni tipo. Secondo quanto disposto dalla nuova lettera b-bis) del primo comma dell’articolo 7 questa elencazione delle manutenzioni e delle nuove opere da realizzare deve necessariamente garantire il raggiungimento almeno dei livelli minimi di servizio e soddisfare la complessiva domanda dell'utenza, con considerazione anche della domanda dell'utenza collocata nelle zone montane e/o a minore densità di popolazione.

Le convenzioni devono altresì dare indicazione degli strumenti atti ad assicurare il mantenimento dell'equilibrio economico-finanziario del soggetto affidatario.

Oltre agli altri elementi principali, le convenzioni devono infine definire le conseguenze derivanti dall’eventuale cessazione anticipata dell’affidamento e altresì individuare i criteri e le modalità per la valutazione del valore residuo degli investimenti realizzati dal gestore uscente.



Approvazione dei progetti previsti nei piani di investimento

La lettera h) della Legge di conversione del Decreto, per effetto dell’introduzione nel testo del D.Lgs. n. 152/2013 del nuovo articolo 158-bis, detta una specifica disciplina per l'approvazione dei progetti degli interventi previsti nei piani d'investimento compresi nei piani d'ambito. Tale attività viene attribuita alla competenza degli "enti di governo degli ambiti o bacini territoriali ottimali e omogenei" istituiti o designati ai sensi dell'articolo 3-bis del D.L. 138/2011, che sono autorità esproprianti e che possono delegare, in tutto o in parte, i propri poteri espropriativi al gestore del servizio idrico integrato.

L'approvazione, da parte dei questi enti di governo dell'Ambito, dei progetti definitivi delle opere e degli interventi previsti nei piani di investimenti compresi dei piani d'ambito costituisce variante agli strumenti di pianificazione urbanistica e territoriale, e va coordinata con il Piano di protezione civile.



1 dicembre 2014

Marco Castellani