La gestione del servizio idrico locale

Settore idrico
L’articolo 7 dello Sblocca Italia al comma 1 apporta decise modifiche alle disposizioni del D.Lgs. 152/2006 (Testo unico Ambiente) in materia di servizio idrico integrato, introducendo una articolata serie di norme di notevole impatto per l’attività dei Comuni.

Enti di governo dell’Ambito
La lettera a) del primo comma dell’articolo 7 si preoccupa innanzitutto di uniformare e aggiornare, in tutto il testo della parte terza del Testo Unico, le denominazioni degli organi di governo degli ambiti idrici, in seguito alla soppressione delle autorità d’ambito (AATO) e alla loro sostituzione con i nuovi soggetti individuati dalle leggi regionali. A tal fine si dispone la sostituzione dell’espressione “autorità d’ambito” con quella di “ente di governo dell’Ambito”.
Alla lettera b) del comma 1 si ribadisce l’obbligatorietà della partecipazione dei Comuni all’ente di governo dell’Ambito di cui fanno parte, come individuato dalla Regione. Nella norma si prevede espressamente l’attribuzione delle competenze spettanti in materia di gestione delle risorse idriche agli stessi enti di governo dell’Ambito. Alla garanzia dell’effettiva operatività di questi enti di governo è connessa l’imposizione da parte del Legislatore del termine perentorio del 31 dicembre 2014 entro il quale le Regioni devono emanare una delibera di individuazione degli enti di governo dell’ambito territoriale ottimale (EGATO) con applicazione delle norme per l’esercizio del potere sostitutivo in caso di inadempimento. Nel caso in cui poi i Comuni non aderiscano ai rispettivi enti di governo dell’ambito entro il termine fissato dalle Regioni e dalle Province autonome (in ogni caso non superiore a 60 giorni dalla delibera), interviene il Presidente della Regione, chiamato ad esercitare, previa diffida all’ente locale ad adempiere entro 30 giorni, i poteri sostitutivi, ponendo le relative spese a carico dell’ente inadempiente.

Unicità della gestione
Altra importante modifica riguarda il passaggio dall’unitarietà della gestione alla garanzia dell’unicità della stessa. Nella legislazione previgente era infatti consentito alle autorità d’ambito l’affidamento della gestione del servizio ad una pluralità di soggetti fermo restando l’onere per l’ente di governo di garantire la sola unitarietà di gestione del servizio. Le modifiche introdotte dal Decreto impongono ora che l’affidamento venga assegnato in favore di un unico soggetto gestore del servizio, al fine di assicurare l’efficienza, l’efficacia e la continuità del servizio idrico integrato nel territorio dell’ambito.
A questo obbligo di garanzia dell’unicità della gestione è collegata la possibilità concessa dal Decreto nei casi in cui l’ATO corrisponda al territorio regionale, di organizzare l’affidamento del servizio idrico in sub-ambiti, comunque di dimensioni non inferiori alle Province o alle Città metropolitane.

Modelli di gestione del servizio
Sempre in materia di affidamento del servizio, le lettere c) e d) del Decreto impongono agli enti di governo dell’ambito di deliberare la forma di gestione fra quelle previste dall’ordinamento europeo provvedendo, conseguentemente, all’affidamento del servizio nel rispetto della norma nazionale sull’organizzazione dei servizi pubblici locali a rete di rilevanza economica.
In sede di conversione del Decreto si è modificata la disciplina del nuovo articolo 149-bis del Testo Unico Ambiente permettendo che l’affidamento diretto possa avvenire anche a favore di società in possesso dei requisiti richiesti dall’ordinamento europeo per la gestione cosiddetta in house, partecipate esclusivamente e direttamente da enti locali compresi nell’ente di governo d’…

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