Diario quotidiano del 22 dicembre 2014: INAIL: nuovo termine di presentazione delle dichiarazioni delle retribuzioni

Pubblicato il 22 dicembre 2014



il contribuente non paga per i disservizi delle Entrate; niente paletti nel contrasto delle frodi all’Iva; ISEE: ecco come si applica la nuova normativa; INAIL: tasso di interesse legale dal 1° gennaio 2015; INAIL: nuovo termine di presentazione delle dichiarazioni delle retribuzioni; USA-ITALIA: si avvicina la scadenza per registrarsi al FATCA; oli usati: aumento del Contributo Consortile per l’anno 2015; IVA: nuove modalità di inclusione nel VIES dei soggetti che effettuano operazioni intracomunitarie; acconto Iva: provvedimento per gli intermediari autorizzati

 

Indice:

 1) Il contribuente non paga per i disservizi delle Entrate

 2) Niente paletti nel contrasto delle frodi all’Iva

 3) ISEE: ecco come si applica la nuova normativa

 4) INAIL: tasso di interesse legale dal 1° gennaio 2015

 5)INAIL: nuovo termine di presentazione delle dichiarazioni delle retribuzioni

 6) USA-ITALIA: si avvicina la scadenza per registrarsi al FATCA

 7) Oli usati: aumento del Contributo Consortile per l’anno 2015

 8) IVA: nuove modalità di inclusione nel VIES dei soggetti che effettuano operazioni intracomunitarie

 9) Acconto Iva: provvedimento per gli intermediari autorizzati

 10) Gli auguri di Longobardi ai Commercialisti italiani

 

 

1) Il contribuente non paga per i disservizi delle Entrate

Sentenza della Cassazione sui riflessi dei disservizi online dell’Agenzia delle entrate. Il contribuente si salva se il problema è dell’Ufficio. Non incorre in alcuna sanzione o conseguenza il contribuente che presenta la dichiarazione fiscale o fa altri adempimenti telematici in ritardo a causa di problemi sulla rete dell’Agenzia delle entrate. In questi casi prevale infatti il principio dell’affidamento del cittadino nel buon andamento dell’Amministrazione finanziaria. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che, con la sentenza n. 26867 del 18 dicembre 2014, ha respinto il ricorso dell’Agenzia delle entrate. Il caso riguarda un piccolo imprenditore che si era ridotto a presentare la dichiarazione Iva, con richiesta di rimborso dell'imposta in eccedenza, solo l’ultimo giorno. Con un comunicato stampa l’Amministrazione aveva denunciato un disservizio. L’uomo non aveva quindi presentato l’atto entro il termine di novanta giorni ma subito dopo. Quindi l’Ufficio aveva negato l'istanza. Così lui ha presentato ricorso in Ctp e poi in Ctr, ottenendo una doppia vittoria che ora la Suprema corte ha reso definitiva. La sezione tributaria ha spiegato sul punto che non può dirsi che il comportamento del contribuente sia in contrasto con parametri di legalità, correttezza e diligenza laddove ha fatto affidamento sulla nuova scadenza del 3 novembre 2003 indicata dalla stessa amministrazione, tanto più che tale indicazione non è associata ad alcuna ulteriore precisazione che ne limiti la portata. In poche parole, l’Agenzia poteva dare notizia del disservizio anche con un comunicato stampa. Dello stesso avviso la Procura generale che ha chiesto il rigetto del ricorso del fisco.

 

2) Niente paletti nel contrasto delle frodi all’Iva

Niente paletti nel contrasto delle frodi all’Iva. In base ai principi del sistema e conformemente alla direttiva, gli stati membri possono contestare diritti come la detrazione, l’esenzione e il rimborso dell’imposta al soggetto passivo che sapeva o avrebbe dovuto sapere che le proprie operazioni si inserivano in una catena fraudolenta, anche in mancanza di specifiche disposizioni nazionali e anche se l’evasione del tributo si è concretizzata in un altro paese Ue. Tale conclusione non è inficiata dal principio secondo cui le direttive non possono essere fonte diretta di obblighi per soggetti passivi, poiché il diniego dei predetti diritti non equivale ad affermare obblighi. È quanto emerge dalla sentenza della Corte di giustizia Ue del 18 dicembre 2014, cause riunite C-131/13, C-163/13 e C-164/13, che riafferma in sostanza il dovere dei soggetti passivi di agire in buona fede e con diligenza, pena l’impossibilità di far valere i pur fondamentali diritti loro spettanti nell’ambito della normativa dell’Iva. Uno dei casi all’origine del procedimento riguardava una società olandese che effettuava, anche mediante triangolazioni, cessioni intracomunitarie esenti verso l’Italia, che non trovavano però riscontro in corrispondenti acquisti intracomunitari imponibili nel territorio italiano. Ritenendo che la società avesse partecipato consapevolmente a una operazione finalizzata all’evasione dell’Iva in Italia, il fisco negava alla società il diritto all’esenzione delle suddette cessioni, nonché il diritto alla detrazione e al rimborso dell’imposta pagata «a monte» sugli acquisti dei beni oggetto delle operazioni fraudolente. Ne scaturiva un contenzioso nell’ambito del quale i giudici nazionali sollevavano alcune questioni interpretative della normativa comunitaria sull’Iva, risolte dalla Corte di giustizia con la sentenza in esame.

 

3) ISEE: ecco come si applica la nuova normativa

L’Inps, con la circolare n. 171 del 18 dicembre 2014, ha illustrato i principi normativi e fornendo le prime indicazioni operative per l’applicazione della nuova normativa relativa all’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) che entrerà in vigore a partire dal 1° gennaio 2015.

Le principali novità del nuovo modello di dichiarazione (DSU, dichiarazione sostitutiva unica) riguardano:

- la possibilità di presentare una dichiarazione semplificata – il “modello MINI” che riguarderà la gran parte delle situazioni ordinarie;

- per le altre situazioni, una dichiarazione fatta a “moduli”, ciascuno specifico di una particolare prestazione o condizione del beneficiario (ad esempio, richiesta di prestazioni socio-sanitarie con un nucleo ristretto per facilitare la persona con disabilità ovvero prestazioni universitarie quando lo studente non è nel nucleo familiare di origine, ecc.).

Peraltro, con le nuove regole sarà possibile aggiornare la propria situazione economica quando si perde il lavoro (più in generale quando il reddito diminuisce di almeno il 25%) senza aspettare che il peggioramento delle condizioni venga prima registrato dalle dichiarazioni fiscali; si potrà in questi casi presentare una dichiarazione particolare per ottenere l’ISEE corrente”.

In tal modo molte informazioni non saranno più richieste al cittadino in sede di dichiarazione (es. il reddito complessivo o altre informazioni già presenti negli archivi dell’INPS o dell’Agenzia delle entrate), ma direttamente recuperate negli archivi.

 

4) INAIL: tasso di interesse legale dal 1° gennaio 2015

L’Inail, con la circolare n. 63 del 18 dicembre 2014, ha comunicato che, a seguito dell’intervento del Ministero dell’Economia e delle Finanze, che ha fissato allo 0,5% in ragione d’anno il saggio degli interessi legali, con decorrenza dal 1° gennaio 2015 detto tasso costituisce anche la misura di riduzione massima delle sanzioni civili (prevista dall’art. 116, commi 15, 16 e 17 della legge n. 388 del 2000).

Misure dei tassi di interesse legale in vigore dal 1997.

Periodo

Tasso di interesse legale

Normativa

da 1.1.1997 a 31.12.1998

5%

Legge 662/1996, art. 2, c. 185

da 1.1.1999 a 31.12.2000

2,5%

 

da 1.1.2001 a 31.12.2001

3,5%

 

da 1.1.2002 a 31.12.2003

3%

 

da 1.1.2004 a 31.12.2007

2,5%

 

da 1.1.2008 a 31.12.2009

3%

 

da 1.1.2010 a 31.12.2010

1%

 

da 1.1.2011 a 31.12.2011

1,5%

DM 7.12.2010

da 1.1.2012 a 31.12.2013

2,5%

 

da 1.1.2014 a 31.12.2014

1%

 

da 1.1.2015

0,5%

 

 

5) INAIL: nuovo termine di presentazione delle dichiarazioni delle retribuzioni

INAIL: Ecco il nuovo termine di presentazione delle dichiarazioni delle retribuzioni, l’addizionale fondo amianto e le riduzioni contributive.

L’INAIL, con nota operativa n. 8076 del 17 dicembre 2014, ha comunicato che sono stati individuati il nuovo termine per la presentazione delle dichiarazioni delle retribuzioni, la misura dell’addizionale fondo amianto e le riduzioni contributive.

Il nuovo termine per la presentazione delle dichiarazioni retributive è il 28 febbraio (resta, invece, invariato il termine del 16 febbraio per il versamento del premio di autoliquidazione), come previsto nella determina del Presidente dell’INAIL n. 330 del 5 novembre 2014. Per l’anno 2015, essendo il 28 febbraio un sabato, il termine di scadenza è prorogato al 2 marzo 2015.

Con determina del Presidente dell’INAIL n. 328 del 3 novembre 2014 è stata fissata la misura dell’addizionale dovuta dalle imprese per il finanziamento del fondo per le vittime dell’amianto a decorrere dall’anno 2014 e sono stati confermati i criteri di individuazione delle aziende tenute al pagamento dell’addizionale, come da decreto interministeriale n. 30 del 2011. A decorrere dall’anno 2014 l’addizionale fondo per le vittime dell’amianto a carico delle imprese è fissata nella misura dell’1,33%, da applicare sia al premio di regolazione 2014 sia al premio di rata 2015.

La riduzione contributiva si applica in autoliquidazione sia ai premi ordinari delle polizze dipendenti, sia ai premi speciali unitari delle polizze artigiani. La misura della riduzione da applicare al premio di regolazione 2014 è pari al 14,17% e la misura della riduzione da applicare al premio di rata 2015 è pari al 15,38%.

INAIL: autoliquidazione 2014/2015 – attivazione servizi telematici

L’INAIL informa che sono disponibili i servizi telematici “Visualizza Basi di calcolo” e “Richiesta Basi di calcolo” per l’autoliquidazione 2014/2015.

Su entrambi i servizi, è attiva una nuova funzionalità che consente di ottenere le Basi di calcolo in formato pdf.

Gli utenti che hanno visualizzato le basi di calcolo 2015 nei giorni precedenti al 16 dicembre 2014 sono invitati ad acquisire nuovamente le basi di calcolo, in quanto i dati in precedenza visualizzati sono errati.

 

6) USA-ITALIA: si avvicina la scadenza per registrarsi al FATCA

Scade il 31/12/2014 il termine per le istituzioni finanziarie italiane di registrazione sul portale dell'amministrazione fiscale statunitense per gli adempimenti legati al sistema Fatca per lo scambio di informazioni tra Italia e Usa a fini fiscali

In attesa della ratifica dell’Accordo tra il governo della Repubblica Italiana e il Governo degli Stati Uniti d’America volto a migliorare la compliance fiscale e ad applicare la normativa Fatca (Foreign Account Tax Compliance Act), si ricorda alle istituzioni finanziarie italiane che sono tenute a registrarsi presso il Fatca registration system dell’Internal Revenue Service degli Usa (l’agenzia delle entrate americana) entro il termine del 31 dicembre 2014. Tale registrazione è necessaria per acquisire il codice GIIN (Global Intermediary Identification Number), attraverso il quale le istituzioni finanziarie sono riconosciute ai fini dello scambio di informazioni.

Sono interessate alla registrazione numerosissime istituzioni finanziarie italiane, tra cui le banche, la società Poste Italiane per l’attività di bancoposta, le società di intermediazione mobiliare, le società di gestione del risparmio, talune imprese di assicurazione. Ai fini dell’esatta individuazione delle istituzioni finanziarie italiane tenute alla registrazione, si può consultare l’articolo 1, n. 7 della bozza di decreto ministeriale attuativo dell’Accordo Fatca pubblicato, a fini informativi, il 2 luglio 2014 sul sito del Ministero dell'Economia e delle Finanze. Il disegno di legge di ratifica dell’accordo Fatca è attualmente all’esame del Parlamento.

(Ministero dell’Economia e delle Finanze, comunicato n. 285 del 19 dicembre 2014)

 

7) Oli usati: aumento del Contributo Consortile per l’anno 2015

L’Agenzia delle Dogane comunica che il Consiglio di Amministrazione del Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati, tenutosi in data 17 dicembre 2014, ha deliberato il nuovo valore del contributo da corrispondere a detto Consorzio sugli oli lubrificanti che saranno immessi in consumo nell’anno 2015, nella misura di: 85,00 € per tonnellata a partire dal 1° gennaio 2015.

Infine, l’Agenzia precisa che gli importi dovranno essere versati presso:

INTESA SANPAOLO SPA

VIALE DELL'ARTE 19/a - 00144 ROMA EUR

Codice IBAN I T 6 4 T 0 3 0 6 9 0 3 2 0 1 1 0 0 0 0 0 5 0 6 4 6 5

INTESTATO AL CONSORZIO OBBLIGATORIO DEGLI OLI USATI

(Agenzia delle Dogane, nota n. 144424/RU del 18 dicembre 2014)

 

8) IVA: nuove modalità di inclusione nel VIES dei soggetti che effettuano operazioni intracomunitarie

Con precedente comunicazione di Assonime (del 10.12.2014), nell’ambito delle principali misure IVA previste dal decreto semplificazioni (Decreto legislativo n. 175 del 2014), sono state segnalate, tra l’altro, le importanti modifiche all’attuale disciplina di autorizzazione all’effettuazione di operazioni intracomunitarie, finalizzate a consentire ai soggetti interessati l’immediato inserimento nella banca dati VIES (l’archivio dei soggetti autorizzati a realizzare tali operazioni) fin dal momento della richiesta di autorizzazione, e la conseguente possibilità di applicare il regime degli scambi intracomunitari senza dover attendere i trenta giorni dalla richiesta di autorizzazione previsti in precedenza.Adesso Assonime informa che la anzidetta nuova disciplina è stata attuata con il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 15 dicembre 2014, prot. 2014/159941, che definisce le modalità con cui gli operatori interessati possono comunicare l’opzione per effettuare le operazioni intracomunitarie, nonché le modalità di inserimento e di esclusione di tali operatori dalla banca dati VIES.

I soggetti che iniziano un’attività rilevante ai fini IVA possono comunicare l’opzione compilando, nella dichiarazione di inizio attività ai fini Iva, il campo “Operazioni Intracomunitarie” del quadro I del modello AA7, per i soggetti diversi dalle persone fisiche, e AA9, per le imprese individuali e i lavoratori autonomi. Gli enti non commerciali non soggetti passivi d’imposta, invece, possono formulare l’opzione selezionando la casella "C" del quadro A del modello AA7.

I soggetti già titolari di partita Iva (compresi i soggetti non residenti identificatisi in Italia ai fini Iva) possono esprimere l’opzione per effettuare operazioni intracomunitarie utilizzando le apposite funzioni disponibili nei servizi telematici dell’Agenzia delle entrate.

L’Agenzia delle entrate include nella banca dati i soggetti che ne fanno richiesta al momento di ricezione dell’opzione; l’avvenuta inclusione può essere verificata dalla stessa data mediante i sistemi di interrogazione telematica delle partite IVA comunitarie.

Per regolare il passaggio tra la vecchia e la nuova disciplina, è previsto che i soggetti passivi che hanno richiesto di essere inseriti nel VIES nei trenta giorni antecedenti il 15 dicembre, per i quali non sia stato già emanato un provvedimento di diniego, sono ricompresi nel VIES a partire dalla predetta data.Nel provvedimento sono, infine, definite le modalità di esclusione dalla banca dati dei soggetti passivi che effettuano operazioni intracomunitarie, nonché le modalità di comunicazione della predetta esclusione ai soggetti medesimi, nei casi di mancata presentazione degli elenchi riepilogativi degli scambi intracomunitari per quattro trimestri consecutivi.

(Assonime, nota del 18 dicembre 2014)

 

9) Acconto Iva: provvedimento per gli intermediari autorizzati

Acconto Iva: Diffuse le istruzioni agli intermediari autorizzati. Entro le 14,50 del prossimo 31 dicembre le banche, gli uffici postali e gli agenti della riscossione devono procedere al trasferimento nelle casse statali delle somme riscosse.

Sono arrivate con il provvedimento direttoriale, pubblicato il 19 dicembre 2014 sul sito dell’Agenzia delle entrate, le indicazione sulle modalità di effettuazione del riversamento in Banca d’Italia degli importi versati dai contribuenti riguardanti il pagamento dell’acconto Iva per il 2014.

I contribuenti sottoposti agli obblighi di versamento dell’iva devono eseguire il pagamento dell’imposta a titolo di acconto entro il 27 dicembre di ciascun anno, mediante delega alle banche convenzionate, agli uffici postali o agli agenti della riscossione. Questi devono quindi provvedere a riversare alla Banca d’Italia (sezione di Tesoreria provinciale dello Stato di Roma - succursale), sulla contabilità speciale denominata “Agenzia delle Entrate - fondi della riscossione”, le somme percepite entro il successivo 31 dicembre (articolo 6 della legge 405/1990).

Il termine ultimo per il riversamento all’erario di quanto incassato – stabilisce il

provvedimento direttoriale – è fissato alle 14,50 di tale giornata.

I dati rendicontativi relativi agli acconti pagati dai contribuenti, se relativi a pagamenti effettuati in singole giornate, dovranno quindi pervenire in via telematica all’Agenza delle Entrate entro il 2 gennaio 2014, se versati il 23 dicembre 2013, entro il 5 gennaio, se versati il 24 dicembre.

Il riepilogo di quanto versato nella giornata del 29 dicembre, dovrà infine essere comunicato entro il 7 gennaio se i versamenti sono compiuti da banche, poste e agenti della riscossione, entro il 2 gennaio se eseguiti da altri istituti di

Gli intermediari che incasseranno gli importi in questione nei giorni 22, 23, 24 e 29 dicembre potranno effettuare il trasferimento delle somme all’Erario anche attraverso un unico bonifico. Più stringente, però il termine concesso loro per la trasmissione dei dati all’Agenzia, qualora esercitino tale opzione. Il flusso rendicontativo, unico per le quattro giornate dovrà infatti pervenire all’Amministrazione finanziaria entro il 31 dicembre 2014.

La medesima facoltà di riversare gli acconti incassati dai contribuenti Iva con un bonifico unico è concessa anche agli istituti di pagamento diversi dalle Banche e convenzionati con l’Agenzia delle Entrate limitatamente ai pagamenti ricevuti nelle giornate del 24 e del 29 dicembre.

Restano in ogni caso escluse dalle disposizioni direttoriali le somme riscosse tramite modello F24EP e regolate il 31 dicembre, in quanto non si tratta di versamenti eseguiti a titolo di acconto Iva.

 

10) Gli auguri di Longobardi ai Commercialisti italiani

Il presidente del Consiglio nazionale dei Commercialisti scrive a tutti i Colleghi per formulare gli auguri per le festività. Un’occasione per fare un bilancio dei primi mesi di mandato e per anticipare temi e impegni per il 2015:

Gentile Collega, quello che sta per finire è stato un anno importante per la nostra Professione. Il 2014 ha visto tornare in campo il Consiglio nazionale, con una governance legittimata da un ampio consenso elettorale e tutta concentrata - sin dal primo giorno d’insediamento, avvenuto lo scorso 31 luglio - a ritessere la tela dei rapporti interni ed esterni al nostro mondo.

I primi mesi del mandato del Consiglio che mi onoro di presiedere, sono stati una corsa contro il tempo, il poco tempo che questa consiliatura dimezzata ci concede per rafforzare la presenza dei Commercialisti italiani nello scenario sociale ed economico del Paese. Parte di quanto abbiamo sino ad oggi realizzato è documentato da un puntuale resoconto dei nostri primi cento giorni di mandato in un’apposita sezione del sito del Consiglio nazionale.

Sono stati mesi nei quali ci siamo concentrati, sul piano interno, sulla trasparenza, la spending review e la rivisitazione della struttura del Consiglio nazionale e, sul piano esterno, nel tenace, costante e proficuo lavoro per riallacciare rapporti con tutti i nostri interlocutori politici ed istituzionali. Mesi in cui è finalmente tornata a farsi sentire la voce dei Commercialisti sui temi della delega fiscale, della revisione contabile, dell’antiriciclaggio, della voluntary disclosure, della riforma della giustizia civile, del lavoro e degli enti locali. I Commercialisti, possiamo dirlo, sono tornati a parlare al Paese e sempre più lo faranno anche con il contributo della Fondazione nazionale, che abbiamo voluto rinnovare profondamente per darle un nuovo slancio.

Ma il 2014 è stato anche l’anno nel quale il Consiglio nazionale ha organizzato in maniera impeccabile, grazie alla sua struttura interna, il Congresso mondiale dei Commercialisti. Un evento al quale hanno partecipato oltre quattromila Colleghi, convenuti a Roma da ogni parte del pianeta per confrontarsi sul futuro globale della Professione e culminato con un’udienza concessaci dal Santo Padre. L’incontro con Papa Francesco, le importanti e commoventi espressioni che egli ha voluto indirizzare alla nostra Professione, resteranno per sempre in noi come monito e insegnamento per un agire quotidiano ispirato ai valori della correttezza, del rispetto delle regole, della giustizia sociale e della difesa dei più deboli.

Eppure non ci sfugge che il 2015 sarà un anno per noi forse ancor più cruciale. Tante sono le incombenze che gravano sulla nostra Professione, tante le responsabilità che la perdurante crisi economica ci consegna.

Sul fronte interno, il nuovo anno vedrà l’arrivo del nuovo Regolamento per la formazione professionale continua. Esso renderà più agevole l’assolvimento dell’obbligo formativo e garantirà un livello qualitativamente accresciuto dell’offerta. Sempre ad inizio anno, saranno poste in pubblica consultazione le nuove norme di comportamento per il Collegio sindacale, sia per le società quotate sia per le non quotate.

In tema di antiriciclaggio, raccogliamo proprio in questi giorni i frutti di un intenso, attento e silenzioso lavoro svolto al tavolo istituito dal Mef che, grazie anche alle determinanti sollecitazioni del Consiglio nazionale, ha licenziato un testo che, tra l’altro, rivoluziona il sistema sanzionatorio, escludendo le sanzioni penali per violazioni di natura formale ed eliminando l’obbligo dell’istituzione dell’Archivio Unico Informatico a carico dei Professionisti. Nel mentre ci impegneremo affinché questo testo trovi un “veicolo legislativo” che possa trasformarlo al più presto in legge, lavoreremo anche su altri due fronti: quello relativo al regolamento attuativo sulle segnalazioni delle operazioni sospette - grazie al quale, come previsto dalla legge, il Consiglio nazionale fungerà da tramite tra gli Iscritti all’Albo e l’Ufficio Informazione finanziaria - e quello del tavolo aperto sempre con l’Ufficio Informazione finanziaria, oltre che con Ministero dell’Economia e Guardia di Finanza, nel quale si stanno verificando le linee guida predisposte dal nostro Consiglio nazionale sull’adeguata verifica della clientela.

Più in generale, ci impegneremo affinché la delega fiscale che, come recita il testo della legge, nasce per favorire un sistema fiscale “più equo, trasparente e orientato alla crescita”, a questi principi ispiratori si attenga per davvero. E per quanto riguarda il fronte caldo dell’ingorgo di scadenze e adempimenti che già si preannuncia per la primavera del prossimo anno e che culminerà con l’avvio della fase sperimentale del 730 precompilato, chiederemo che siano almeno messi a nostra disposizione, al più presto, i software necessari. Questa richiesta rappresenta per la nostra Professione “il minimo sindacale”, nella prospettiva della realizzazione di rapporti collaborativi e rispettosi tra Amministrazione finanziaria e intermediari.

Il 2015 sarà per noi anche l’anno nel quale intensificheremo il dialogo con le nostre organizzazioni territoriali e quindi, in ultima istanza, con tutti gli Iscritti. Avremo modo di incontrarci, discutere tra di noi e relazionarci con le Istituzioni nel corso del nostro Congresso nazionale, che celebreremo in autunno a Milano nel contesto di Expo 2015. Avremo poi modo di confrontarci in occasione di tre distinte iniziative che terremo sul territorio, dedicate agli Ordini del Nord, del Centro e del Sud Italia.

Verremmo noi da voi, per ascoltarvi e raccogliere le vostre proposte, nella convinzione che solo la voce di chi quotidianamente svolge la nostra Professione può orientare le scelte di un Consiglio nazionale realmente consapevole del suo ruolo di rappresentanza degli Iscritti.

E’ con questo spirito che insieme a tutti i Consiglieri, auguro a Te e ai Tuoi Affetti, Buone Feste e un Felice Anno Nuovo.

(CNDCEC, lettera del 19 dicembre 2014)

 

Vincenzo D’Andò