Diario fiscale del 19 dicembre 2014: voluntary disclosure pubblicata in G.U.

Pubblicato il 19 dicembre 2014



pubblicata sul sito delle Entrate la bozza del Modello Irap 2015 con tutte le novità; antiriciclaggio: cade l’obbligo della registrazione nell’archivio unico informatico o cartaceo; voluntary discolosure: legge pubblicata in G.U.; incentivi assunzione: ecco come si calcola l’incremento occupazionale; accertamento fiscale: vale sempre lo studio di settore più aggiornato; legge di stabilità 2015: nel nuovo regime dei minimi non possono confluire i dipendenti; antiriciclaggio: commercialisti, bene esito tavolo tecnico con MEF; beni sequestrati: questionario per gli amministratori giudiziari; FNC: la rete delle conoscenze dei commercialisti; l’innovazione del modello fiscale: la dichiarazione precompilata cambia radicalmente il paradigma; regolarizzazione di società di fatto derivante da comunione di azienda nei tributi sui trasferimenti; vendita di fabbricato oggetto di intervento edilizio di frazionamento e di modifica di destinazione d’uso: Iva o Registro?

 

Indice:

 1) Pubblicata sul sito delle Entrate la bozza del Modello Irap 2015 con tutte le novità

 2) Antiriciclaggio: cade l’obbligo della registrazione nell’archivio unico informatico o cartaceo

 3) Voluntary discolosure: Legge pubblicata in G.U.

 4) Incentivi assunzione: ecco come si calcola l’incremento occupazionale

 5) Accertamento fiscale: vale sempre lo studio di settore più aggiornato

 6) Legge di stabilità 2015: nel nuovo regime dei minimi non possono confluire i dipendenti

 7) Antiriciclaggio: commercialisti, bene esito tavolo tecnico con MEF

 8) Beni sequestrati: questionario per gli amministratori giudiziari

 9) FNC: la rete delle conoscenze dei commercialisti

 10) L’innovazione del modello fiscale: la dichiarazione precompilata cambia radicalmente il paradigma

 11) Regolarizzazione di società di fatto derivante da comunione di azienda nei tributi sui trasferimenti

 12) Vendita di fabbricato oggetto di intervento edilizio di frazionamento e di modifica di destinazione d’uso: Iva o Registro?

 

 

1) Pubblicata sul sito delle Entrate la bozza del Modello Irap 2015 con tutte le novità

E’ stata pubblicata il 17 dicembre 2014, sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate, la bozza della dichiarazione dell’Irap 2015, con le relative istruzioni.

Su tale bozza emergono le nuove agevolazioni, la deduzione per l’incremento occupazionale, l’aumento della deduzione forfetaria per i dipendenti a tempo indeterminato e di quella graduata in funzione della base imponibile e il credito d’imposta derivante dall’eccedenza di deduzione Ace (aiuto alla crescita economica). In tema di semplificazione, inoltre, confluisce direttamente nella dichiarazione, per le società di persone e le imprese individuali in regime di contabilità ordinaria, l’opzione per la determinazione della base imponibile secondo le regole previste per le società di capitali.

Nuova deduzione per incremento occupazionale

Il datore di lavoro che registra un incremento del numero dei lavoratori dipendenti può dedurre, a partire da quest’anno, il costo sostenuto per i lavoratori assunti con contratto a tempo indeterminato per un importo fino a 15.000 euro per dipendente. La deduzione spetta per il periodo d’imposta in cui è avvenuta l’assunzione e per i due successivi.

Aumento delle deduzioni forfetarie e credito

Cresce la deduzione forfetaria per ogni dipendente a tempo indeterminato: quella “base” passa da 4.600 euro a 7.500 euro (e da 10.600 euro a 13.500 euro nel caso di lavoratori di sesso femminile o di età inferiore ai 35 anni), quella “maggiorata”, prevista in caso di assunzione nelle regioni meridionali, passa da 9.200 euro a 15.000 euro (e da 15.200 euro a 21.000 euro nel caso di lavoratori di sesso femminile o di età inferiore ai 35 anni). Registra un incremento anche la deduzione forfetaria graduata in funzione della base imponibile. In particolare, aumenta l’importo della deduzione prevista per tutti i soggetti passivi, tranne le pubbliche amministrazioni, con base imponibile non superiore a 180.999,91 euro.

Chi vanta un’eccedenza di deduzione Ace nel modello Unico, inoltre, può trasformare, dal 2015, l’eccedenza in credito d’imposta utilizzabile ai fini Irap. Il credito ottenuto è utilizzabile in cinque quote annuali di pari importo.

Comunicazioni più semplici con l’opzione Irap in dichiarazione

Le società di persone e le imprese individuali, in regime di contabilità ordinaria, che optano per la determinazione del valore della produzione netta secondo le regole dettate per le società di capitali e gli enti commerciali, possono comunicare l’opzione direttamente in dichiarazione. Il modello è, inoltre, rivisitato all’insegna della semplificazione. A partire dal frontespizio, che, nella sua nuova versione, non riporta più nella sezione dedicata ai dati del contribuente i campi relativi alla residenza e alla sede legale.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 148 del 17 dicembre 2014)

 

 

2) Antiriciclaggio: cade l’obbligo della registrazione nell’archivio unico informatico o cartaceo

Non sarà più prevista la registrazione nell’archivio unico informatico o cartaceo ma i professionisti saranno liberi di acquisire documenti e dati attraverso l’adeguata verifica del cliente e custodirli nel fascicolo dello stesso. Le violazioni formali antiriciclaggio verranno depenalizzate mentre restano le sanzioni per le frodi e il falso.

Sono queste le importanti novità in materia approvate il 17 dicembre 2014 dal tavolo tecnico sull’antiriciclaggio, costituito presso il Ministero dell’Economia e presieduto dal sottosegretario Enrico Zanetti.

Un tavolo, quello di cui hanno fatte parte MEF, Guardia di Finanza, Banca d’Italia e categorie professionali interessate (commercialisti, avvocati e notai), nato proprio con l’intento di rivedere il gravoso sistema sanzionatorio previsto per i professionisti.

Il documento prevede, dunque, l’eliminazione di tutte le sanzioni di natura penale riconducibili a violazioni formali (come, ad esempio, l’acquisizione del documento di identità scaduto durante il corso della prestazione professionale), mentre continueranno ad essere sanzionate le condotte fraudolente del professionista, ovvero tutti i casi in cui si possa riscontrare un dolo.

Inoltre, si va verso la non obbligatorietà dell’istituzione del registro cartaceo o dell’AUI (Archivio Unico Informatico) in capo al professionista, dal momento che l’obbligo di registrazione potrà ritenersi assolto anche attraverso la corretta tenuta del fascicolo della clientela.

Altra importante novità riguarda l’accesso all’istituto dell’oblazione nei casi di violazione del limite di mille euro all’utilizzo di denaro contante, ad oggi, consentito solo all’autore della violazione. Il testo, invece, prevede che anche il professionista che ha omesso la segnalazione possa ricorrere a tale istituto, che permette di pagare, entro 60 giorni dalla notifica della contestazione, il 2% dell’importo complessivo e chiudere il procedimento amministrativo (in atto tale violazione è punita con una sanzione dal 3 al 30% dell’importo complessivo e comunque non inferiore a 3 mila euro).

Scompare poi la sanzione in caso di segnalazione tardiva da parte del professionista (per adesso punita come se fosse un’omessa segnalazione) e si prevede anche una modifica ai criteri generali di determinazione della stessa.

Una ulteriore semplificazione prevista è quella di aver eliminato tra i criteri di determinazione della sanzione la capacità finanziaria del soggetto destinatario della medesima.

Infine, viene introdotta la norma sul piano sanzionatorio che distingue tra i destinatari della sanzione la persona fisica da quella giuridica, per comportamenti gravi e rilevanti, commessi dalla persona fisica in danno all’obbligato principale.

 

 

3) Voluntary discolosure: Legge pubblicata in G.U.

E’ stata pubblicata, nella Gazzetta Ufficiale n. 292 del 17 dicembre 2014, la Legge n. 186 del 15 dicembre 2014 recante “Disposizioni in materia di emersione e rientro di capitali detenuti all’estero nonché per il potenziamento della lotta all'evasione fiscale. Disposizioni in materia di autoriciclaggio”.

Con l’ufficialità del provvedimento prende il via la procedura di collaborazione volontaria (cui potrà aderire chiunque abbia violato gli obblighi di indicazione nella dichiarazione dei redditi, derivanti da investimenti o attività finanziarie all’estero) tramite la quale si potranno regolarizzare le violazioni connesse agli obblighi di monitoraggio fiscale. La legge entrerà in dal 1° gennaio 2015.

Procedura di collaborazione volontaria

Il provvedimento introduce nel nostro ordinamento una procedura di collaborazione volontaria dagli aspetti innovativi rispetto alla precedente versione introdotta con il Dl 4/2014 non convertito.

Ai sensi dell’articolo 1, comma 1, della legge, che introduce gli articoli dal 5-quater al 5-septies al Dl 167/1990, i soggetti che possono avvalersi della procedura sono coloro i quali abbiano violato gli obblighi di cui all’articolo 4, comma 1, dello stesso decreto, fino al 30 settembre 2014, relativamente a tutti i periodi di imposta che, alla data di presentazione dell’istanza, siano ancora accertabili o le cui violazioni sul monitoraggio fiscale siano ancora contestabili.

Come per la precedente versione, la procedura è applicabile alle violazioni connesse a patrimoni costituiti o detenuti all’estero, la cui omessa o infedele dichiarazione riguarda i redditi, imponibili in Italia, serviti per costituirli o derivanti dalla loro utilizzazione.

La novità sta nel fatto che il contribuente che ha violato le norme sul monitoraggio deve sanare anche le eventuali violazioni sostanziali ai fini delle imposte sui redditi, imposte sostitutive, Irap e Iva e quelle relative agli obblighi di dichiarazione dei sostituti d’imposta, non connesse con le attività costituite o detenute all’estero.

Il contribuente non può accedere alla procedura se ha avuto formale conoscenza di accessi, ispezioni, verifiche o dell’inizio di qualunque attività di accertamento o di procedimenti penali, relativi all’ambito oggettivo di applicazione della procedura.

La causa ostativa vale anche nel caso in cui la conoscenza sia stata acquisita da soggetti solidalmente obbligati in via tributaria o concorrenti nel reato.

La richiesta di accesso alla voluntary disclosure si attiva tramite un’apposita istanza, da presentarsi non oltre il 30 settembre 2015. Tale richiesta non può essere presentata più di una volta, anche indirettamente o per interposta persona.

Effetti premiali

La procedura di collaborazione volontaria si perfeziona con il pagamento, da parte di tutti gli obbligati, delle somme dovute in base all’accertamento, ai fini delle imposte dirette e indirette, e alle contestazioni delle violazioni in materia di monitoraggio fiscale, senza avvalersi di compensazione con altri crediti erariali.

Nel caso in cui la media delle consistenze annue del patrimonio estero non ecceda i 2 milioni di euro, il contribuente può chiedere agli uffici finanziari, in luogo del calcolo analitico dei redditi finanziari, di calcolare i rendimenti applicando la misura percentuale del 5% al valore complessivo della loro consistenza alla fine dell’anno, con una tassazione del 27%.

Il pagamento delle somme dovute può avvenire, a scelta del contribuente, in un’unica soluzione o dietro pagamento di tre rate mensili di uguale importo.

In caso di opzione per il pagamento rateale, l’omesso versamento anche di una sola rata comporta il mancato perfezionamento della procedura e legittima l’Agenzia delle Entrate al recupero delle sanzioni piene.

Il perfezionamento della procedura produce effetti premiali sul piano sanzionatorio penale tributario e su quello delle sanzioni amministrative tributarie.

Con riguardo agli aspetti penali, il buon esito esclude la punibilità per i seguenti delitti:

- dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti o mediante altri artifici, di dichiarazione infedele e di omessa dichiarazione (articoli 2, 3, 4 e 5 del Dlgs 74/2000);

- omesso versamento di ritenute certificate e di Iva (articoli 10-bis e 10-ter del medesimo decreto);

- riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita (articoli 648-bis e 648-ter del codice penale), commessi in relazione ai delitti di cui ai punti precedenti;

- “autoriciclaggio” (articolo 648-ter.1 del codice penale), introdotto dalla legge in esame.

Dunque, la voluntary disclosure produce effetti sia dal punto di vista delle violazioni di carattere sostanziale sia sotto l’aspetto delle violazioni in materia di monitoraggio fiscale.

In merito a queste ultime, la procedura consente la determinazione della sanzione nella misura pari alla metà del minimo edittale se:

le attività vengono trasferite in Italia o in Stati membri dell’Unione europea o in Stati aderenti all’Accordo sullo spazio economico europeo, che consentono un effettivo scambio di informazioni con l’Italia, inclusi nella lista di cui al decreto del ministro delle Finanze 4 settembre 1996, e successive modificazioni, ovvero se le attività trasferite in Italia o nei predetti Stati erano o sono ivi detenute, ovvero se l’autore delle violazioni rilascia all’intermediario finanziario estero, presso cui le attività sono detenute, un’autorizzazione a trasmettere alle autorità finanziarie italiane richiedenti tutti i dati concernenti le attività oggetto di collaborazione volontaria e allega all’istanza di collaborazione volontaria copia di questa autorizzazione, controfirmata dall’intermediario finanziario estero.

Nei casi diversi da quelli sopra rappresentati, la sanzione è determinata nella misura del minimo edittale, ridotto di un quarto.

L’attuale procedura di collaborazione estende i propri effetti anche alla misura delle sanzioni per le violazioni sostanziali relative alla dichiarazione dei redditi riferibili sia alle attività costituite o detenute all’estero sia, più in generale, alle sanzioni per le violazioni in materia di imposte sui redditi e relative addizionali, sostitutive, Irap, Iva e ritenute, oggetto della procedura stessa.

In tal caso, la misura minima delle sanzioni è fissata al minimo edittale ridotto di un quarto.

Comunicazioni all’autorità giudiziaria

Una volta conclusa e perfezionata la procedura, l’Agenzia delle entrate ha trenta giorni di tempo dal versamento delle somme dovute per comunicare, all’autorità giudiziaria competente, il buon esito della collaborazione volontaria, onde consentire l’esclusione dalla punibilità penale.

Attività e investimenti esteri di natura finanziaria in Paesi black list

La procedura di collaborazione volontaria prevede un trattamento ad hoc nel caso di attività detenute o costituite in Paesi black list, in violazione delle norme sul monitoraggio fiscale.

In primo luogo, ai soli fini della procedura, non si applicherà il raddoppio delle sanzioni di cui all’articolo 12, comma 2, secondo periodo, del Dl 78/2009, nel caso in cui le attività si trovano o sono state detenute in Stati che hanno stipulato (o che stipuleranno con l’Italia entro il termine di sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge sulla disclosure) accordi che consentono un effettivo scambio di informazioni, anche con riferimento agli elementi riconducibili al periodo che intercorre tra la stipula e quella di entrata in vigore dell’accordo.

Il contribuente che aderirà alla nuova procedura potrà anche evitare il raddoppio dei termini per la determinazione dei periodi d’imposta accertabili (ai fini delle imposte dirette e dell’Iva), disposto dal comma 2-bis dell’articolo 12 del Dl 78/2009.

Affinché l’esclusione del raddoppio dei termini sia efficace, è necessario il verificarsi congiunto di una ulteriore condizione, oltre a quella della stipula dell’accordo da parte del Paese black list per lo scambio di informazioni fiscali.

In particolare, il contribuente che intende mantenere o trasferire le attività oggetto di collaborazione volontaria in uno Stato o territorio a regime fiscale privilegiato o che vuole trasferirle, successivamente alla presentazione della richiesta, presso un intermediario localizzato fuori dall’Italia o da uno degli Stati membri della Ue o aderenti all’accordo sullo Spazio economico europeo, dovrà inviare all’intermediario estero un’apposita autorizzazione a collaborare, da allegare in copia all’istanza di collaborazione.

Ampliamento dell’ambito soggettivo e oggettivo della collaborazione volontaria

Un altro aspetto di grande novità contenuto nella legge consiste nell’ampliamento dell’ambito soggettivo e oggettivo della collaborazione volontaria, rispetto alla versione precedente.

Nell’ottica di una procedura di “pacificazione fiscale” a tutto tondo, il comma 2 stabilisce che, fino al 30 settembre 2015, possono avvalersi del meccanismo di collaborazione anche i contribuenti diversi da quelli destinatari degli obblighi di

monitoraggio fiscale (quali società di persone, di capitali, società cooperative ed enti commerciali) e i contribuenti che, seppur obbligati dal punto di vista soggettivo ad adempiere alle norme sul monitoraggio, non abbiano compiuto alcuna violazione in tal senso.

Tali soggetti potranno sanare le violazioni degli obblighi di dichiarazione ai fini delle imposte sui redditi e relative addizionali, delle sostitutive, dell’Irap e dell’Iva, nonché quelle relative alla dichiarazione dei sostituti d’imposta, commesse fino al 30 settembre 2014.

 

 

4) Incentivi assunzione: ecco come si calcola l’incremento occupazionale

Il Ministero del Lavoro, con l’interpello n. 34 del 17 dicembre 2014, è intervenuto in merito alla verifica dell’incremento occupazionale richiesto in caso di incentivi legati all’assunzione. In particolare il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro ha chiesto “se in tutte le ipotesi di concessione di benefici previsti dalla legislazione nazionale, ai fini della maturazione del diritto, l’incremento occupazionale dei 12 mesi successivi all’assunzione agevolata possa essere verificata, tenendo in considerazione l’effettiva forza occupazionale media al termine del periodo dei 12 mesi, e non la forza lavoro stimata al momento dell’assunzione”.

A riguardo il Ministero del Lavoro ha chiarito che l’incremento occupazionale dei 12 mesi successivi all’assunzione agevolata va verificato tenendo in considerazione l’effettiva forza occupazionale media al termine del periodo dei 12 mesi e non la forza lavoro stimata al momento dell’assunzione fermo restando che i benefici potranno essere fruiti già dal momento dell’assunzione, qualora dal calcolo stimato della forza occupazionale dei 12 mesi successivi emerga un incremento, salvo verificare la legittimità del beneficio al termine del periodo stesso.

Trasferimento azienda

Il Ministero del Lavoro, con l’interpello n. 32 del 17 dicembre 2014, ha precisato che alle imprese non commerciali in crisi che, tramite il trasferimento d’azienda, riescono a mantenere (almeno parzialmente) il proprio standard occupazionale, si applica l’art. 47, commi 4-bis e 5 della Legge n. 428/1990, che consente la derogabilità all’articolo 2112 del codice civile in tema di diritti dei lavoratori.

Rimborso quota Tfr

Il Ministero del Lavoro, con l’interpello n. 33 del 17 dicembre 2014, in risposta ad un quesito del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, fornisce indicazioni in ordine alla possibilità di rimborso delle quote di TFR maturate durante il periodo di CIGS.

In particolare, l’Istituto richiamando quanto indicato nella circolare n. 141/1992, conferma che per i periodi di concessione del trattamento straordinario di integrazione salariale nei confronti di aziende sottoposte a procedure concorsuali, ex art. 3 della Legge n. 223/1991, il diritto al rimborso delle quote di Tfr matura, in considerazione del fatto che la concessione stessa presuppone la continuità dei rapporti di lavoro; in ordine ai periodi di eventuale interruzione del flusso di cassa integrazione salariale, ricorda, invece, che anche con riferimento alle imprese sottoposte a procedure concorsuali la ripresa dell’attività lavorativa può considerarsi quale evento interruttivo della sospensione, derivandone dunque l’impossibilità di ascrivere le quote di TFR a carico della CIGS; evidenzia che alla dichiarazione di fallimento non necessariamente consegue la cessazione del rapporto di lavoro, ma questa ha luogo solo laddove il curatore ritenga che non sia possibile, nemmeno in parte, la continuazione dell’attività dell'impresa. In quest’ultima ipotesi non sembra dunque che possano maturare ulteriori quote di TFR.

 

 

5) Accertamento fiscale: vale sempre lo studio di settore più aggiornato

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 26511 del 17 dicembre 2014, ha stabilito che deve essere applicato lo studio di settore più aggiornato. Si tratta dello strumento che meglio rappresenta la realtà aziendale, ed ove sia più favorevole per il contribuente.

L’Amministrazione finanziaria non può, quindi, operare delle scelta basate sulla propria convenienza per accertare un maggiore valore.

Tutto questo contrasta con i principi costituzionali di imparzialità e di efficienza dell’azione tributaria.

Pertanto, il contribuente ha il diritto di chiedere l’applicazione del metodo più aggiornato e di questo il Fisco si deve adeguare. E non solo, il giudice tributario è tenuto a verificare se i coefficienti stardard più aggiornati sono riferiti in maniera corretta alla categoria economica del contribuente.

E nulla la notifica a “finti” familiari

E’ nulla la notifica avvenuta nella mani di un “finto familiare” (sedicente suocero) se il contribuente dimostra che in realtà si tratta di una persona estranea al nucleo familiare e non convivente.

(Cassazione sentenza n. 26501 del 17 dicembre 2014)

 

 

6) Legge di stabilità 2015: nel nuovo regime dei minimi non possono confluire i dipendenti

Sono stati approvati alcuni emendamenti alla Legge di stabilità 2015 che modificano il quadro tributario. Peraltro, il DDL dovrebbe essere varato entro fine settimana. In base a quanto deciso dalla conferenza dei capigruppo della camera, poi, il testo sarà in aula a Montecitorio domenica, con voto finale previsto nella serata di lunedì 22 dicembre 2014.

Si prevede uno sconto Irap del 10% per le imprese senza dipendenti. Mentre il nuovo regime forfetario per le piccole partite Iva sarà inaccessibile per chi ha anche un rapporto di lavoro subordinato, a meno che il cumulo dei redditi delle due attività non superi i 20 mila euro annui. Stanziati 40 milioni di euro per le agevolazioni fiscali e contributive alle zone franche urbane, neutralizzando in parte il taglio deciso dal governo.

Il governo ha deciso di blindare la legge di stabilità che è andata in Aula al Senato nel pomeriggio. L’esecutivo ha presentato, dunque, alle 20 un maxi-emendamento al provvedimento sul quale è stata chiesta la fiducia.

 

 

7) Antiriciclaggio: commercialisti, bene esito tavolo tecnico con MEF

Il Consiglio nazionale dei commercialisti esprime soddisfazione per le misure annunciate dal sottosegretario all’economia, Enrico Zanetti, in materia di antiriciclaggio, al termine dei lavori dell’apposito tavolo al quale la categoria ha partecipato, presso il Ministero, assieme a rappresentanti di ministero della Giustizia, Guardia di Finanza, Ufficio Informazione finanziaria, Notai ed Avvocati. Ora l’impegno del Consiglio nazionale in questo ambito prosegue su operazioni sospette e adeguata verifica della clientela.

“Esprimiamo apprezzamento sia per il metodo di lavoro adottato che per il merito dei provvedimenti annunciati – afferma il Consigliere nazionale delegato all’antiriciclaggio, Attilio Liga- . Il metodo concertativo con il quale il tavolo sull’antiriciclaggio presieduto dal sottosegretario Zanetti ha lavorato, ha garantito in tempi contenuti il raggiungimento di risultati importanti. Condividiamo l’impianto complessivo del testo finale, nel quale molte sollecitazioni e richieste avanzate dalle categorie professionali sono state pienamente accolte. La nostra speranza è che ora si individui un “veicolo” legislativo idoneo a trasformare nel più breve tempo possibile quel testo in legge”.

“Nello specifico – prosegue Liga - sono per noi molto positive sia la previsione di depenalizzazione delle sanzioni per le violazioni formali, sia l’eliminazione dell’obbligo di istituzione del registro, cartaceo o informatico che sia. Così come è estremamente importante l’aver previsto l’estensione dell’applicabilità dell’istituto dell’oblazione anche ai professionisti che omettono di comunicare al Mef le violazioni all’uso del contante da parte del proprio cliente. Ci pare poi giusto il mantenimento delle sanzioni penali per le condotte fraudolente dei professionisti”.

In materia di antiriciclaggio, spiega poi Liga, il Consiglio nazionale è ora impegnato anche su altri due fronti. “Stiamo lavorando con l’UIF – afferma il Consigliere nazionale - al regolamento attuativo sulle segnalazioni delle operazioni sospette, grazie al quale, come previsto dalla legge, il Consiglio nazionale fungerà da tramite tra gli iscritti all’Albo e lo stesso UIF. In un tavolo con Ministero dell’Economia, Guardia di Finanza e UIF, stiamo poi verificando le linee guida predisposte dal nostro Consiglio nazionale sull’adeguata verifica della clientela”.

(CNDCEC, nota del 18 dicembre 2014)

 

 

8) Beni sequestrati: questionario per gli amministratori giudiziari

Si richiede la descrizione delle eventuali criticità riscontrate e delle buone pratiche applicate a livello territoriale, oltre che l’indicazione di alcuni dati statistici e delle proposte di modifica alla legislazione antimafia

Il Consiglio nazionale dei commercialisti, attraverso l’informativa n. 25, ha inviato agli Ordini territoriali un questionario finalizzato a consultare i colleghi che espletano il delicato incarico di amministratore giudiziario e/o custode di beni sequestrati e confiscati anche a consorterie criminali.

La consultazione è stata avviata per acquisire dai colleghi esperti della materia un contributo indispensabile per dare attuazione al programma relativo all’area “Amministrazione giudiziaria e misure di prevenzione penali” del CNDCEC, stimolando un confronto sui temi di rilevante interesse per la professione.

Il questionario proposto richiede ai compilatori di descrivere le eventuali criticità riscontrate e le buone pratiche applicate a livello territoriale, oltre che indicare alcuni dati statistici e le proposte di modifica alla legislazione antimafia.

I contributi espressi dai colleghi verranno recepiti nelle quotidiane azioni del CNDCEC in questa materia sia a livello nazionale che comunitario. I colleghi sono invitati a rispondere entro il prossimo 30 novembre, restituendo il questionario con annotato l’Ordine di appartenenza.

Per il CNDCEC mettere la Professione al servizio della società, e soprattutto al servizio della lotta all’illegalità, è uno dei principali obiettivi. Non a caso, sin dai suoi primi giorni di attività, il Consiglio nazionale è incessantemente in prima linea non solo per tutelare la Categoria, ma anche per supportare tutti gli interlocutori, Istituzionali e non, nel delicato compito di garantire, durante la fase giudiziaria, una efficace ed efficiente gestione del bene sequestrato e una tempestiva destinazione dello stesso al momento della confisca definitiva.

(CNDCEC, nota del 18 dicembre 2014)

 

 

9) FNC: la rete delle conoscenze dei commercialisti

La Fondazione nazionale dei commercialisti ha presentato un progetto, presto operativo, per valorizzare gli studi e le ricerche delle realtà locali

È stato presentato il 17 dicembre, presso l’Hotel Exedra a Roma, il progetto “La rete delle conoscenze”, ideato dalla FNC (Fondazione Nazionale dei Commercialisti) per valorizzare i lavori delle realtà locali e lo sviluppo della professione.

All’iniziativa hanno partecipato circa 100 Ordini territoriali direttamente o con le loro fondazioni o associazioni, molte fondazioni locali e diverse associazioni interprofessionali dei commercialisti a dimostrazione del fatto che sono in molti a sentire l’esigenza di fare rete.

Per questo motivo, la Fondazione nazionale sta facendo una ricognizione della galassia diffusa delle fondazioni locali. Finora ne sono state mappate circa trenta che fanno capo ad altrettanti Ordini territoriali. Alla fine di questo lavoro verrà messo in rete, attraverso una piattaforma informatica, il loro patrimonio di conoscenze a favore di tutta la categoria, oltre che del Paese.

Per Giorgio Sganga, presidente della FNC, “esistono tante realtà locali che producono circolari, documenti, interpretazioni normative o attività di ricerca che restano, però, circoscritti in ambito locale. La Fondazione nazionale ne valorizzerà i lavori attraverso una piattaforma informatica, presto operativa, per rendere queste conoscenze un patrimonio condiviso. All’interno della piattaforma, i materiali forniti dai territori verranno suddivisi per materia e sarà possibile accedere ai contenuti attraverso gli Ordini locali. Ai lavori, inoltre, verrà data visibilità attraverso la nostra newsletter quindicinale già partita il 1 dicembre scorso”.

Ha portato i saluti del Consiglio nazionale dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili il suo presidente Gerardo Longobardi, che ha sposato in pieno l’iniziativa.

“Nei territori esistono delle eccellenze professionali e culturali – ha affermato Longobardi – che non possono vivere ognuna per conto proprio, come monadi isolate. Fare rete, quindi, diventa indispensabile per mettere in comune le conoscenze di tutti. L’attività di conoscenza, infatti, non può essere disgiunta da quella professionale perché l’elemento che caratterizza noi commercialisti è rappresentato proprio dalla conoscenza a dimostrazione del fatto che è di tipo culturale il gap esistente tra chi è iscritto ad un Albo e chi non lo è. Non potremmo infatti esercitare questa professione ed avere credibilità all’esterno senza un forte bagaglio culturale. Da questo punto di vista, è allora meritorio il lavoro della Fondazione che vuole aggregare le attività culturali dei commercialisti di tutti i territori”.

“Il mio rammarico – ha continuato Longobardi – è che il nostro ordinamento professionale non prevede le specializzazioni. Di fatto, però, esse fanno già parte del nostro modo di intendere ed esercitare la professione perché rappresentano il futuro dei commercialisti. Anche in questa prospettiva può essere determinante il lavoro della Fondazione”.

Nella seconda parte del convegno hanno preso la parola i partecipanti al “Tavolo di ascolto: esperienze, idee e progettualità”, moderato da Nicolò La Barbera, consigliere della FNC. Dagli interventi sono emersi suggerimenti, idee, proposte, critiche costruttive, linee di indirizzo per la programmazione delle attività nei prossimi anni.

Da tutti gli intervenuti è giunta la disponibilità a collaborare con la Fondazione nazionale sui temi a cui si vuol dare maggiore risalto. Da più parti è arrivato anche l’auspicio della nascita di un tavolo congiunto per un confronto costante al fine di raccogliere tutte le sollecitazioni che arrivano dai territori.

La partecipazione degli Ordini locali al forum è stata addirittura al di sopra delle aspettative. Una bella intuizione, quindi, da parte della Fondazione presieduta da Sganga che ha annunciato l’operatività della piattaforma informatica fin dal prossimo gennaio per rispondere alla richiesta di fare rete.

(CNDCEC, nota del 18 dicembre 2014)

 

10) L’innovazione del modello fiscale: la dichiarazione precompilata cambia radicalmente il paradigma

L’Agenzia delle entrate ha pubblicato, il 18 dicembre 2014, sul proprio sito internet la seguente didascalia in relazione alla novità della dichiarazione precompilata:

Dal modello: «Mi dica, poi io verifico e le faccio sapere nei prossimi anni» al modello: "Questo è quanto dovuto e, se per Lei va tutto bene, ci vediamo per la prossima dichiarazione»

Oggi il cittadino dichiara i propri redditi e le spese sostenute e versa le imposte in autoliquidazione. L’Agenzia delle entrate controlla quanto dichiarato utilizzando i dati trasmessi dai soggetti terzi (sostituti d’imposta, banche, assicurazioni, etc). I dati che l’Agenzia ha a disposizione saranno utilizzati per offrire un servizio ai cittadini, la dichiarazione precompilata, facendo venire meno la necessità di controllare la dichiarazione stessa.

La platea interessata

Dal 2015 l’Agenzia delle entrate rende disponibile telematicamente, entro il 15 aprile di ogni anno, la dichiarazione precompilata. Per il primo anno di avvio sperimentale del progetto sarà proposta a una significativa platea di contribuenti.

- Sono circa 20 milioni di persone

- Hanno redditi da lavoro e pensione certificati da terzi

- I loro principali redditi aggiuntivi sono quelli immobiliari

- Le loro detrazioni e deduzioni derivano dalla vita di tutti i giorni (mutui, assicurazioni, spese mediche, ecc.)

- Per l’anno d’imposta precedente (2013) hanno presentato il modello 730 (o Unico con caratteristiche da 730)

- Il sostituto d’imposta ha trasmesso la loro certificazione unica per redditi conseguiti nel 2014

- Non hanno avuto partita Iva nel 2014 (ad eccezione dei produttori agricoli con volume d’affari non superiore a 7mila euro)

- Non hanno presentato più dichiarazioni per l’anno d’imposta precedente

La Precompilata in sintesi

La dichiarazione viene resa disponibile al contribuente online, in un’area autenticata del sito internet dell’Agenzia delle entrate. Per agevolare i cittadini che non sono in possesso del PIN dell’Agenzia si stanno mettendo in campo altre modalità di accesso alla dichiarazione, cioè tramite credenziali rilasciate da altri enti (ad esempio INPS) in modalità federata.

Il contribuente può accettare, integrare, correggere la dichiarazione e trasmetterla all’Agenzia delle entrate entro il 7 luglio:

- direttamente o tramite il proprio sostituto d’imposta che presta assistenza fiscale

- tramite CAF e professionisti

I sostituti entro il 7 marzo trasmettono all’Agenzia delle entrate una certificazione attestante l’ammontare complessivo delle somme erogate, delle ritenute operate, delle detrazioni d’imposta effettuate e dei contributi previdenziali e assistenziali trattenuti. I sostituti d’imposta sono sanzionati in caso di omessa, tardiva o errata trasmissione di ogni singola certificazione. La sanzione non si applica se, in caso di errore, la certificazione viene corretta entro 5 giorni dalla scadenza.

I soggetti che erogano mutui agrari e fondiari, le imprese assicuratrici, gli enti previdenziali, le forme pensionistiche complementari trasmettono all’Agenzia delle entrate, entro il 28 febbraio, i dati degli oneri corrisposti nell’anno precedente. Gli enti sono sanzionati in caso di omessa, tardiva o errata trasmissione dei dati. La sanzione non si applica se, in caso di errore, la certificazione viene corretta entro 5 giorni dalla scadenza o dalla eventuale segnalazione di errore da parte dell’Agenzia. Con il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 16 dicembre 2014 sono state definite le modalità di trasmissione e il contenuto delle comunicazioni relative a:

- Interessi passivi sui mutui

- Contributi previdenziali e assistenziali

- Premi assicurativi

Anno 2015

La dichiarazione conterrà i dati relativi agli oneri sostenuti per:

- premi per le assicurazioni sulla vita e contro gli infortuni

- interessi passivi sui mutui

- contributi previdenziali

- spese pluriennali derivanti dalla dichiarazione precedente

I dati sugli oneri trasmessi dagli enti esterni devono essere trattati anche in relazione alla sussistenza di requisiti soggettivi, non sempre noti all’Amministrazione Finanziaria

Dal 2016

Dal 2016 sarà possibile inserire in dichiarazione anche i dati relativi alle spese sanitarie e altri oneri, nell’ambito di una generale razionalizzazione dei criteri di deducibilità e detraibilità delle spese sostenute, evitando duplicazioni tra diverse potenziali fonti informative (ad esempio Tessera Sanitaria e Spesometro)

Un percorso graduale per l’utilizzo dei dati trasmessi dagli enti esterni

Per il 2015, anno di avvio sperimentale del progetto, saranno adottati alcuni criteri per l’inserimento, in dichiarazione, dei dati trasmessi dagli enti esterni, nell’ottica di garantire il più possibile la correttezza del dato ed evitare di attribuire detrazioni non spettanti, anche considerando le limitazioni ai successivi poteri di controllo dell’Agenzia, disposti dall’articolo 5 del Dlgs n.175/2014. Alcuni esempi:

- Interessi passivi sui mutui: confronto con il dato esposto nella dichiarazione precedente (anno d’imposta 2013) per verificare eventuali incongruenze

- Interessi passivi e premi assicurativi: verifica dell’eventuale disconoscimento totale dell’onere in esito al controllo formale effettuato sulle annualità precedenti

- Contributi previdenziali: verifica dell’eventuale riconoscimento dell’onere già da parte del sostituto d’imposta nella determinazione del reddito complessivo

 In tali casi l’onere, anche se comunicato dall’ente esterno, non sarà inserito nel 730 precompilato, ma potrà comunque essere indicato dal contribuente in fase di integrazione della dichiarazione

Le dichiarazioni con detrazioni o deduzioni sono l’85%, con questa frequenza:

- Interessi passivi per mutui 3,2 milioni

- Assicurazioni sulla vita e contro gli infortuni 4,2 milioni

- Spese sanitarie 11,5 milioni

- Spese per ristrutturazione edilizia e interventi per il risparmio energetico 2,5 milioni

Redditi dei terreni e dei fabbricati

Per il primo anno di avvio del progetto la base per la precompilazione dei quadri dei redditi fondiari è rappresentata da quanto dichiarato dal contribuente nella dichiarazione presentata nel 2014 per l’anno di imposta 2013. Saranno poi verificate, nelle banche dati dell’Agenzia, eventuali variazioni intervenute. Al contribuente sarà chiesto di verificare la correttezza dei dati precompilati e di inserire le informazioni non conoscibili dall’Agenzia (ad esempio il codice di utilizzo di un nuovo immobile acquistato)

I controlli sulla dichiarazione e il visto di conformità

- Dichiarazione accettata (presentata senza modifiche) direttamente o tramite il datore di lavoro che presta assistenza fiscale: non si effettua il controllo formale (articolo 36 ter del DPR n.600/73) sugli oneri indicati nel 730 precompilato trasmessi all’Agenzia dagli enti esterni. Resta fermo il controllo delle condizioni soggettive che danno diritto a detrazioni/deduzioni

- Dichiarazione presentata, con modifiche, direttamente o tramite il datore di lavoro che presta assistenza fiscale: il controllo formale è eseguito su tutti gli oneri indicati nella dichiarazione, compresi quelli trasmessi all’Agenzia dagli enti esterni e resta fermo il controllo delle condizioni soggettive che danno diritto a detrazioni/deduzioni.

- Dichiarazione presentata, con o senza modifiche, tramite CAF e professionisti: il controllo formale è eseguito su tutti gli oneri indicati nella dichiarazione, compresi quelli trasmessi all’Agenzia dagli enti esterni, ed è effettuato nei confronti del CAF/professionista (resta fermo il controllo nei confronti del contribuente delle condizioni soggettive che danno diritto a detrazioni/deduzioni). Se dai controlli emerge un visto di conformità infedele l’intermediario è tenuto a pagare una somma pari a imposta, sanzione e interessi che sarebbero stati richiesti al contribuente (salvo il caso di comportamento doloso di quest’ultimo).

Quindi, c’è un maggiore livello di responsabilizzazione di Caf e professionisti, rispetto al passato, riguardo all’apposizione del visto di conformità sulla dichiarazione. Inoltre, viene richiesto ai CAF il possesso di requisiti più stringenti per lo svolgimento dell’assistenza fiscale e si prevedono sistemi di controllo volti alla verifica degli stessi requisiti (articolo 35).

E’ in corso di definizione il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze con cui sono rimodulate, senza incremento di oneri per il Bilancio dello Stato e per contribuenti, le misure dei compensi per CAF e professionisti.

Progetto di smaterializzazione dei documenti

I contribuenti potranno delegare gli intermediari per il solo scarico della dichiarazione precompilata o affidare a CAF e professionisti l’intera gestione della dichiarazione: in questo caso gli intermediari sono tenuti alla conservazione della documentazione.

Ci saranno così risparmi e maggiore efficienza del sistema: si evita di stampare la dichiarazione o la delega, si offre un servizio al cittadino che può conservare i documenti in formato digitale.

(Agenzia delle entrate, documento pubblicato il 18 dicembre 2014)

 

 

11) Regolarizzazione di società di fatto derivante da comunione di azienda nei tributi sui trasferimenti

Regolarizzazione di società di fatto a registro fisso. Lo studio n. 853/2014/T del Consiglio Nazionale del Notariato, approvato nella seduta del 13-14 novembre 2014, e pubblicato il 18 dicembre 2014, esamina le problematiche fiscali dell’atto di regolarizzazione di una società di fatto derivante da comunione di azienda.

L’atto di regolarizzazione può avere un contenuto composito, da cui dipende anche il regime impositivo.

In primo luogo, tale atto assume una portata ricognitiva e riproduttiva del contratto, stipulato per fatti concludenti, di costituzione della società di fatto. Da questo punto di vista, si giustifica la portata “enunciativa” della regolarizzazione ai fini dell’imposta di registro, ai sensi dell’art. 22 TUR.

Tuttavia, l’atto può contenere ulteriori previsioni negoziali, come, in particolare, determinare il trasferimento della proprietà dei beni immobili compresi nell’azienda (precedentemente conferiti in godimento infranovennale) oppure della proprietà della stessa azienda (conferita in godimento infranovennale al momento della costituzione della società di fatto).

A seconda del contenuto dell’atto di regolarizzazione, si potranno determinare conseguenze differenti nelle imposte di registro, ipotecaria e catastale salvo, tuttavia, l’imposizione che è in ogni caso fissa (nelle diverse imposte) per la specifica fattispecie della regolarizzazione, derivante da comunione ereditaria di azienda, registrata entro un anno dalla apertura della successione.

 

 

12) Vendita di fabbricato oggetto di intervento edilizio di frazionamento e di modifica di destinazione d’uso: Iva o Registro?

Lo studio n. 851/2014/T del Consiglio Nazionale del Notariato, approvato nella seduta del 13-14 novembre 2014, e pubblicato il 18 dicembre 2014, approfondisce in chiave fiscale le novità in materia di edilizia contenute nel decreto legge noto come “Sblocca Italia” (D.L. 133/2014).

Si analizzano la modifica di destinazione d’uso e il frazionamento edilizio indicando l’inquadramento fiscale delle vendite di fabbricati oggetto di tali tipologie di intervento.

Si trattano infine i casi ancora dubbi indicandone il relativo trattamento fiscale.

Viene rilevato in conclusione che le recenti novità, che certamente saranno apprezzate sul piano delle semplificazioni, non comportano anche una totale riduzione degli “oneri” come invece era negli intenti del legislatore.

L’espansione della fascia delle attività di manutenzione straordinaria ha come effetto anche il corrispondente aumento delle fattispecie di cessione esenti. Tutto ciò per le imprese, in relazione alla disciplina Iva, si traduce in un maggior carico fiscale e finanziario.

Pubblicati altri due studi

L’Ufficio Studi del Consiglio Nazionale del Notariato ha pubblicato sul proprio sito internet altri due nuovi studi, e in particolare:

Studio n. 550-2014/T - Profili fiscali della cancellazione delle società dal registro delle imprese in presenza di beni immobili non liquidati

Studio n. 468-2014/T - IVA - Vendita nel quinquennio dalla ultimazione di beni oggetto di intervento edilizio non esattamente inquadrabile ai fini fiscali – Rivendita di bene ultimato dal cedente: Iva o registro?

Il primo Studio esamina il caso delle società cancellate dal registro delle imprese in presenza di beni immobili non liquidati ne' assegnati, che risultano intestati alla società estinta nei pubblici registri.

Il secondo esamina, ai fini dell’individuazione della relativa disciplina fiscale, la fattispecie della vendita nel quinquennio dalla ultimazione di beni oggetto di intervento edilizio non esattamente inquadrabile ai fini fiscali né come manutenzione straordinaria e neppure quale intervento di restauro o risanamento conservativo o di ristrutturazione edilizia.

 

Vincenzo D’Andò