Diario fiscale del 18 dicembre 2014: il controllo formale sui contribuenti minimi

Pubblicato il 18 dicembre 2014



anche i nuovi minimi possono pagare le somme dovute dal controllo formale; comuni alluvionati: commercialisti, prorogare ancora le scadenze fiscali; granducato del Lussemburgo, espunte le holding del ‘29 dalla “black list” fiscale; F24: ecco il codice tributo per l’utilizzo in compensazione del credito d’imposta “ART-BONUS”; proroga versamento Imu 2014 sui terreni agricoli: Decreto Legge pubblicato in Gazzetta Ufficiale; Inail: pronte le basi di calcolo per l’autoliquidazione 2014/2015; Garanzia Giovani: incentivo per le assunzioni dal 1° maggio 2014; lavoro a chiamata: quando delegare alla contrattazione collettiva?; le modifiche alla disciplina dell’exit tax: circolare di Assonime; accise: termini e modalità di pagamento dell’imposta su alcuni prodotti immessi in consumo nel periodo dal 1° al 15 dicembre 2014

 

Indice:

 1) Anche i nuovi minimi possono pagare le somme dovute dal controllo formale

 2) Comuni alluvionati: commercialisti, prorogare ancora le scadenze fiscali

 3) Granducato del Lussemburgo, espunte le holding del ‘29 dalla “black list” fiscale

 4) Modello F24: ecco il codice tributo per l’utilizzo in compensazione del credito d’imposta “ART-BONUS”

 5) Proroga versamento Imu 2014 sui terreni agricoli: Decreto Legge pubblicato in Gazzetta Ufficiale

 6) Inail: pronte le basi di calcolo per l’autoliquidazione 2014/2015

 7) Garanzia Giovani: incentivo per le assunzioni dal 1° maggio 2014

 8) Lavoro a chiamata: quando delegare alla contrattazione collettiva?

 9) Le modifiche alla disciplina dell’exit tax: circolare di Assonime

 10) Accise: termini e modalità di pagamento dell’imposta su alcuni prodotti immessi in consumo nel periodo dal 1° al 15 dicembre 2014

 

 

1) Anche i nuovi minimi possono pagare le somme dovute dal controllo formale

La risoluzione dell’Agenzia delle entrate n. 112/E del 16 dicembre 2014 istituisce tre nuovi codici tributo, con cui versare le somme dovute dai contribuenti che si avvalgono del regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità (“nuovi minimi”) a seguito delle comunicazioni inviate ai sensi dell’articolo 36-ter del Dpr 600/1973.

L’imposta sostitutiva andrà assolta con modello F24, utilizzando il debuttante 9046. Per sanzioni e interessi, invece, bisognerà indicare, rispettivamente, i codici 9047 e 9048.

Questi i nuovi codici tributo da inserire nella sezione “Erario” del modello di pagamento unificato F24, in corrispondenza della colonna “importi a debito versati”, riportando inoltre, negli specifici campi, il codice atto e l’anno di riferimento indicati nella comunicazione stessa:

- 9046 (imposta);

- 9047 (interessi);

- 9048 (sanzioni).

Redditi di natura finanziaria: utilizzo del credito d’imposta

Via libera alla compensazione del credito d’imposta riconosciuto agli enti previdenziali di diritto privato, in attesa di armonizzare la disciplina della tassazione di natura finanziaria di tali soggetti con quella relativa alle forme pensionistiche complementari.

A tal fine, l’Agenzia delle entrate con la risoluzione n. 115/E del 16 dicembre 2014 ha istituito il codice tributo “6846”.

La disposizione normativa da cui origina il nuovo codice è l’articolo 4, comma 6-bis, del Dl 66/2014 che ha introdotto, in via transitoria, un credito d’imposta in favore degli enti che gestiscono forme pensionistiche di base, a seguito dell’elevamento della tassazione sui redditi di natura finanziaria. Il “bonus” è rappresentato dalla differenza tra l’ammontare delle ritenute e imposte sostitutive applicate nella misura del 26% sui redditi di natura finanziaria relativi al periodo 1 luglio - 31 dicembre 2014 e l’importo delle stesse ritenute e imposte sostitutive calcolate in base alla previgente aliquota del 20%.

Il credito in questione, che andrà indicato nella dichiarazione dei redditi per il 2014, non concorre alla base imponibile ai fini delle imposte sui redditi e dell’Irap, non rileva ai fini del rapporto di cui agli articoli 61 e 109, comma 5, del Tuir, e non è soggetto ai limiti previsti per l’utilizzo di crediti, può essere “sfruttato” soltanto in compensazione, a decorrere dall’1 gennaio 2015.

Il codice tributo “6846” va riportato nella sezione “Erario” del modello F24, in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a credito compensati”, evidenziando nel campo “anno di riferimento” l’anno d’imposta cui si riferisce il credito.

Finanziamenti a enti bilaterali: causali contributi

Alla riscossione delle somme finalizzate a sovvenzionare “En.bil.gen.” ed “Ebicc multiservizi” (Confimprese Italia - Cse) ci pensa l’Inps, tramite il suo “cassiere”

Due nuove causali contributo, “EBG9” ed “EBIM” sono istituite dall’Agenzia delle entrate con le risoluzioni n. 113/E e n. 114/E del 16 dicembre 2014, per consentire i pagamenti, tramite modello F24, dei contributi dovuti per il finanziamento degli enti bilaterali nazionali ”En.bil.gen.” e “Ebicc multiservizi” (ente bilaterale Confimprese Italia - Cse), il cui servizio di riscossione è stato affidato all’Inps, a seguito della convenzione stipulata dall’Istituto previdenziale con le Entrate in riferimento al versamento dei contributi di spettanza dello stesso Inps e di quelli previsti dalla legge 311/1973.Nel modello di pagamento F24, le causali contributo devono essere indicate nella sezione “Inps”, in corrispondenza, esclusivamente, della colonna “importi a debito versati”, indicando, inoltre:

nel campo “codice sede”, il codice della sede Inps competente

nel campo “matricola Inps/codice Inps /filiale azienda”, la matricola Inps dell’azienda

nel campo “periodo di riferimento”, nella colonna “da mm/aaaa”, il mese e l’anno di competenza del contributo, mentre la colonna “a mm/aaaa” non deve essere valorizzata.

Consulenti del lavoro di Venezia: causale per versare i contributi

Pronta la denominazione alfanumerica, da riportare nel modello F24, che permette la regolare riscossione degli importi associativi da parte dell’Ordine provinciale

Per consentire il pagamento dei contributi dovuti dagli iscritti al Consiglio provinciale dell’Ordine dei consulenti del lavoro di Venezia, che ha aderito alla convenzione stipulata tra l’Agenzia delle entrate e il Consiglio nazionale dei professionisti, con la risoluzione n. 111/E del 16 dicembre 2014, è stata istituita la specifica causale contributo “VE00”.

Il nuovo codice deve essere indicato nella sezione “Altri enti previdenziali e assicurativi” del modello F24, in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a debito versati”.

Inoltre, vanno riportati:

nel campo “codice ente”, il codice “0005”

nel campo “codice sede”, la sigla della provincia di iscrizione all’Albo dei consulenti del lavoro (vedi “Tabella T2 - sigla delle province italiane”, pubblicata sul sito dell’Agenzia)

nel campo “codice posizione”, il codice di iscrizione all’Albo dei consulenti del lavoro

nello spazio “periodo di riferimento: da mm/aaaa a mm/aaaa”, il periodo di competenza del contributo versato.

 

2) Comuni alluvionati: commercialisti, prorogare ancora le scadenze fiscali

In seguito al comunicato stampa emanato il 15 dicembre 2014 dal MEF, il Consiglio nazionale dei Commercialisti chiede non solo di rinviare ulteriormente le scadenze fiscali nelle zone colpite dalle alluvioni, ma anche di adottare una normativa a livello nazionale che regoli le sospensioni degli adempimenti in campo fiscale in caso di accadimenti calamitosi

Rinviare ulteriormente le scadenze fiscali nelle zone colpite dalle recenti alluvioni e adottare una normativa chiara, a livello nazionale, che regoli una volta per tutte le sospensioni degli adempimenti in campo fiscale in caso di accadimenti calamitosi.

E’ quanto affermato dal Consiglio nazionale dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili che raccoglie e fa propria la richiesta di aiuto avanzata dagli Ordini territoriali di Genova, Padova, Rovigo, Verona, Alessandria, Verbania, Parma, Piacenza, Pistoia, Livorno e Grosseto.

Ieri, infatti, il MEF ha reso noto che gli adempimenti ed i versamenti tributari nei Comuni colpiti nei mesi scorsi dalle alluvioni, e per i quali era stata prevista la sospensione fino al 20 dicembre 2014, devono essere effettuati in un’unica soluzione entro il prossimo 22 dicembre. I Comuni interessati dal provvedimento sono localizzati in Liguria, Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Veneto, Friuli Venezia Giulia e nella provincia di Foggia.

“Il comunicato stampa del MEF – afferma il presidente nazionale della categoria, Gerardo Longobardi – suscita perplessità poiché, nel giro di pochi giorni, i contribuenti che hanno beneficiato della sospensione dovranno versare cifre anche considerevoli. I commercialisti, invece, auspicavano che le modalità di regolarizzazione degli adempimenti venissero pianificate al fine di rendere possibile alle popolazioni colpite dalle recenti calamità naturali di regolarizzare gradualmente i numerosi versamenti sospesi”. Oltre a IMU e TASI, infatti, entro il prossimo 22 dicembre si dovrà provvedere anche agli adempimenti tributari, inclusi quelli connessi alla notifica delle cartelle di pagamento emesse dagli agenti della riscossione e da accertamenti esecutivi che scadevano nel periodo in cui vigeva la sospensione.

Per questo, il Consiglio nazionale chiede al Governo ed ai competenti Ministeri che venga ulteriormente prorogato il termine per tutti gli adempimenti previdenziali, assistenziali ed assicurativi.

“Inoltre – conclude il presidente Longobardi – siamo fortemente convinti che occorra emanare un provvedimento normativo a regime che in caso di eventi calamitosi, purtroppo ricorrenti nel nostro Paese, disponga automaticamente ed in modo uniforme sul territorio nazionale la sospensione di versamenti, adempimenti in materia fiscale, contributiva e di ogni altro genere in favore delle popolazioni colpite”.

(CNDCEC, nota del 16 dicembre 2014)

 

3) Granducato del Lussemburgo, espunte le holding del ‘29 dalla “black list” fiscale

Il Ministro Padoan ha firmato il 16 dicembre 2014 il Decreto con il quale sono espunte dalla "black list" fiscale italiana le società holding lussemburghesi disciplinate dalla locale legge del 31 luglio 1929, c.d. "holding del '29", richiamate nell'elenco contenuto all'art. 3 del decreto del Ministro delle finanze del 21 novembre 2001.

Il regime delle società holding del ’29 è stato abrogato da una legge lussemburghese del 22 dicembre 2006, e ha definitivamente cessato di produrre i suoi effetti dal 31 dicembre 2010.

Si tratta di un importante progresso nelle relazioni tra i due Stati che si sono di recente ulteriormente rafforzate a seguito della firma, avvenuta a Lussemburgo il 21 giugno 2012 del Protocollo di modifica della Convenzione contro le doppie imposizioni, ratificato da parte italiana con Legge 3 ottobre 2014, n. 150. Tale protocollo ha introdotto, nella vigente Convenzione, un articolo in materia di scambio di informazioni a richiesta conforme al più recente standard OCSE che consentirà di superare il segreto bancario migliorando la cooperazione amministrativa tra i due Paesi.

(MEF, comunicato stampa n. 284 del 16 dicembre 2014)

 

4) Modello F24: ecco il codice tributo per l’utilizzo in compensazione del credito d’imposta “ART-BONUS”

Modello F24: Istituito il codice tributo per l’utilizzo in compensazione del credito d’imposta per favorire le erogazioni liberali a sostegno della cultura “ART-BONUS”.

Per consentire l’utilizzo in compensazione, tramite modello F24, del suddetto credito d’imposta, nei limiti, termini e condizioni previsti dalla norma, per favorire le erogazioni liberali a sostegno della cultura, l’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 116/E del 17 dicembre 2014, ha istituito il seguente codice tributo:

- “6842” denominato “Credito d’imposta per favorire le erogazioni liberali a sostegno della cultura - ART-BONUS - art. 1, del decreto legge 31 maggio 2014, n. 83”.

In sede di compilazione del modello F24, il suddetto codice tributo è esposto nella sezione “Erario”, nella colonna “importi a credito compensati”, con l’indicazione, quale “anno di riferimento”, dell’anno d’imposta nel quale sono state effettuate le erogazioni liberali, nel formato “AAAA”.

Il credito d’imposta “ART BONUS”, introdotto allo scopo di tutelare il patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo, è pari al 65% delle erogazioni effettuate negli anni 2014 e 2015, e al 50% di quelle effettuate nel 2016, e deve essere ripartito in tre quote annuali di pari importo.

Mentre i contribuenti che non esercitano attività commerciali fruiscono del credito d’imposta in dichiarazione, ai fini del versamento delle imposte sui redditi (riportando in avanti, nei periodi d’imposta successivi, l’eventuale quota annuale non utilizzata), i titolari di reddito di impresa lo utilizzano a scomputo dei versamenti dovuti e da effettuarsi mediante il modello di pagamento F24, nei limiti di un terzo della quota maturata, a partire dal primo giorno del periodo di imposta successivo a quello di effettuazione delle erogazioni liberali.

 

5) Proroga versamento Imu 2014 sui terreni agricoli: Decreto Legge pubblicato in Gazzetta Ufficiale

E’ stato pubblicato, nella Gazzetta Ufficiale n. 291 del 16 dicembre 2014, il Decreto Legge n. 185 del 16 dicembre 2014 che rinvia il pagamento dell’Imu 2014 sui terreni agricoli al 26 gennaio prossimo, decisione annunciata qualche giorno prima con un comunicato stampa del Mef.

Dunque, la scadenza del 16 dicembre 2014 è slittata di 45 giorni. Nei comuni non più esenti, andrà applicata l’aliquota di base dello 0,76%, a meno che il competente ente locale non abbia deliberato diversamente.

Le nuove regole prevedono che l’esenzione Imu per i terreni agricoli sia mantenuta solo per quelli appartenenti ai comuni situati a un’altitudine pari o superiore a 601 metri.

L’esclusione dal tributo riguarda anche i terreni posseduti (oppure detenuti in comodato o in affitto) da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali (Iap) iscritti nella previdenza agricola, situati a un’altitudine di almeno 281 metri.Sul sito Istat è disponibile l’elenco dei comuni italiani attraverso il quale si può verificare se il terreno posseduto è assoggettato o meno al tributo, sulla base dell’altitudine.

 

6) Inail: pronte le basi di calcolo per l’autoliquidazione 2014/2015

Autoliquidazione 2014/2015: disponibili le basi di calcolo anche in formato PDF. L’Inail, con la nota n. 8007 del 15 dicembre 2014, ha comunicato che dal 12 dicembre 2014 sono disponibili in www.inail.it – Servizi Online, i servizi telematici “Visualizza Basi di calcolo” e “Richiesta Basi di calcolo” per l’autoliquidazione 2014/2015.

L’Istituto rende noto che da quest’anno, su entrambi i servizi, è disponibile una nuova funzionalità che consente di ottenere le Basi di calcolo in formato PDF.

Inoltre, gli intermediari possono effettuare la richiesta per tutte le ditte selezionando, nella schermata di richiesta delle Basi di calcolo, il flag “Includi PDF”. Nel file.zip oltre alle basi di calcolo in formato txt, saranno disponibili anche i file delle basi di calcolo con le relative istruzioni in formato pdf. Nel Menù “Visualizza Basi di calcolo” si possono ottenere le basi di calcolo in formato PDF selezionando “Stampa”.

 

7) Garanzia Giovani: incentivo per le assunzioni dal 1° maggio 2014

Il Ministero del Lavoro ha emanato il decreto direttoriale n. 63 del 2 dicembre 2014, con il quale viene modificato il decreto sulla Garanzia Giovani, riconoscendo l’incentivo per le assunzioni effettuate dal 1° maggio 2014 al 30 giugno 2017, sempre nei limiti delle disponibilità finanziarie (in precedenza la decorrenza dell’incentivo era il 2 ottobre 2014).

I datori di lavoro, che intendono essere ammessi al beneficio per le assunzioni effettuate nel periodo compreso tra il 1° maggio e il 2 ottobre 2014, devono presentare un’istanza preliminare di ammissione all’Inps – esclusivamente in via telematica – con le modalità che saranno fornite dall’Istituto entro 15 giorni dalla data di pubblicazione del decreto sul sito del Ministero del Lavoro.

                                                                                      

8) Lavoro a chiamata: quando delegare alla contrattazione collettiva?

Sul lavoro intermittente il Legislatore lascia alla contrattazione collettiva la possibilità di determinare le reali casistiche di utilizzo di questo strumento. Ma poi è lo stesso Legislatore a decidere che sia il Ministero del Lavoro ad individuare, in via provvisoria, le attività a cui applicare il contratto a chiamata, in sostituzione dell’autonomia collettiva, che a volte ha solo potere ampliativo e altre volte preclusivo. La Fondazione Studi del Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro interviene con il parere n. 7 del 17 dicembre 2014 per fare chiarezza sulla delega e sull'applicabilità dell'istituto.

Il D.Lgs. n. 276/2003, all’art. 34, prevede i casi di ricorso al lavoro intermittente.

Il D.M. 23 ottobre 2004 ha individuato, in via provvisoria, quelle attività per le quali sia applicabile il contratto a chiamata, in via sostitutiva rispetto alla determinazione della contrattazione collettiva.

Ecco un esempio pratico.

Si prenda il contratto collettivo spedizione e trasporti che, nella parte iniziale dello stesso, prevede l’esclusione dell’istituto del lavoro a chiamata dal settore. Tale scelta, per tutto quanto sopra, da spazio di stipula di contratti di lavoro intermittente per le seguenti casistiche:

- Soggetti con più di 55 anni di età o con meno di 24 anni di età, fermo restando in tale ultimo caso che le prestazioni contrattuali devono essere svolte entro il venticinquesimo anno di età;

- Attività di cui alla tabella allegata al Regio Decreto n. 2657/1923, tra cui, al punto 8, “personale addetto ai trasporti di persone e merci. Personale addetto ai trasporti di persone e di merci, personale addetto ai lavori di carico e scarico, esclusi quelli che a giudizio dell’Ispettorato dell’industria e del lavoro non abbiano carattere di discontinuità”.

Se realmente la contrattazione collettiva avesse voluto precludere l’applicabilità anche per le causali oggettive previste da D.M. 23 ottobre 2004, avrebbe dovuto entrare nel merito ed evidenziare almeno una casistica di applicazione, escludendo, quindi, implicitamente tutte le altre.

Si pensi ad esempio al caso in cui la stessa contrattazione collettiva di cui sopra prevedesse l’applicabilità dell’istituto in analisi per il solo personale impiegatizio addetto ai servizi amministrativi della logistica o allo smistamento merci. Tale scelta, centrando in pieno la delega concessa dal legislatore, precluderebbe l’applicabilità del D.M. 23 ottobre 2004. Ne discenderebbe, quindi, che in tal caso, il contratto di lavoro a chiamata sarebbe applicabile in tali casi:

- Soggetti con più di 55 anni di età o con meno di 24 anni di età, fermo restando in tale ultimo caso che le prestazioni contrattuali devono essere svolte entro il venticinquesimo anno di età;

- Personale impiegatizio addetto ai servizi amministrativi della logistica o allo smistamento merci.

 

9) Le modifiche alla disciplina dell’exit tax: circolare di Assonime

Assonime, con la circolare n. 33 del 17 dicembre 2014, illustra le principali novità riguardanti la disciplina dell’exit tax introdotte dal Decreto ministeriale del 2 luglio 2014 e dal Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 10 luglio 2014.

Già in precedenza la stessa associazione era intervenuta in merito con la circolare n. 5 del 20 febbraio 2014.

Il Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze 2 luglio 2014 ha modificato le norme attuative della c.d. “exit tax” al fine di rendere operativo l’articolo 166, comma 2-quater 166 del TUIR.

Si tratta, in particolare, della possibilità di sospendere o rateizzare la tassazione “di uscita”, applicabile ai soggetti esercenti attività di impresa che trasferiscono la propria residenza fiscale in un altro Stato dell’UE (più Islanda e Norvegia).

L’exit tax colpisce le plusvalenze latenti nei beni trasferiti all’estero e che non confluiscono in una stabile organizzazione italiana. La base imponibile è data dalla differenza tra il valore normale degli asset e il loro costo storico fiscalmente riconosciuto. Analogo prelievo si applica nell’ipotesi in cui, successivamente, i componenti attribuiti in stabile organizzazione situata nel territorio dello Stato siano trasferiti altrove.

Il 10 luglio 2014 è intervenuta anche l’Agenzia delle Entrate, che con un proprio provvedimento ha stabilito le concrete modalità di esercizio dell’opzione per la sospensione o la rateizzazione dell’exit tax, la prestazione delle garanzie e il rilascio delle stesse, nonché l’obbligo di monitoraggio annuale.

A disposizione delle aziende che intendono trasferire la propria residenza fiscale in un altro Paese UE, pertanto, vi sono tre alternative:

- il pagamento immediato delle imposte sui redditi dovute sulla plusvalenza;

- la sospensione del versamento fino al momento del realizzo dei beni trasferiti (con un massimo di 10 anni);

- la rateazione in sei quote annuali di quanto dovuto al Fisco.

Momento di perdita della residenza italiana

Uno dei temi più ricorrenti è quello dell’esatta individuazione del momento in cui si rende applicabile la tassazione dei maggiori valori in uscita dal territorio nazionale.

L’articolo 1, comma 3 del D.M. 2 luglio 2014 ribadisce che l’exit tax deve essere determinata in via definitiva alla fine dell’ultimo periodo d'imposta di residenza in Italia o di esistenza in Italia della stabile organizzazione oggetto di trasferimento (a tale proposito, non rilevano le eventuali plus e/o minusvalenze realizzate successivamente).

In virtù di alcuni disallineamenti tra le norme civilistiche e l’ordinamento tributario italiano, però, i concetti di “trasferimento” e di “residenza” potrebbero generare situazioni di doppia imposizione (o doppia non imposizione). Tale criticità è stata per prima segnalata da Assonime con la citata circolare n. 5/2014.

Mentre il trasferimento di sede all’estero è qualificabile a livello civilistico come un evento “puntuale” (che si perfeziona con l’iscrizione del contribuente nel registro imprese del Paese di destinazione), la variazione di residenza fiscale è un evento “di periodo”: in base all’ordinamento interno un soggetto per un dato periodo d’imposta o è considerabile come fiscalmente residente in Italia o come non residente.

L’articolo 73, comma 3 del TUIR stabilisce che ai fini delle imposte sui redditi si considerano residenti le società e gli enti “che per la maggior parte del periodo d’imposta hanno la sede legale o la sede dell’amministrazione o l’oggetto principale nel territorio dello Stato”.

Come rilevato da Assonime, altri ordinamenti prevedono invece una struttura “puntuale” della residenza (anche ai fini tributari): in questo modo il trasferimento determina immediatamente l’interruzione o l’acquisizione dello status di soggetto residente in corso del periodo d’imposta.

Pertanto a livello domestico chi trasferisce all’estero la propria residenza nella prima parte dell’esercizio X sarà considerato per quell’anno fiscalmente non residente: ai fini dell’exit tax, l’ultimo periodo d’imposta sul quale andare a determinare l’imposta sarà quindi X-1. In tale ipotesi, la perdita di residenza retroagisce fino all’inizio dell’anno. Ma poiché altri Paesi contemplano l’istituto dello “split year” (che consente di acquisire o perdere immediatamente la residenza in corso d’anno) il soggetto che dall’Italia si trasferisce all’estero potrebbe essere considerato non residente in nessuno dei due Stati per l’intervallo temporale che va dall’inizio del periodo d’imposta fino al momento di trasferimento.

Viceversa, qualora lo spostamento di sede si abbia nella seconda metà dell’anno, il contribuente potrebbe andare incontro a una doppia imposizione, continuando a essere considerato residente dal fisco italiano e al contempo acquisendo la residenza all’estero.

 

 

10) Accise: termini e modalità di pagamento dell’imposta su alcuni prodotti immessi in consumo nel periodo dal 1° al 15 dicembre 2014

Con la nota n. 142168 del 12 dicembre 2014, l’Agenzia delle dogane ha illustrato il contenuto del decreto ministeriale emanato l’11 dicembre 2014 (in corso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale), con il quale sono stabiliti i termini e le modalità di pagamento dell’accisa sull’alcole etilico, sulle bevande alcoliche e sui prodotti energetici diversi dal gas naturale, dal carbone, dalla lignite e dal coke, per le immissioni in consumo avvenute nel periodo dal 1° al 15 dicembre 2014.

In particolare, il decreto ministeriale stabilisce che il versamento dell’imposta relativa ai soprarichiamati prodotti immessi in consumo nella prima quindicina del mese di dicembre 2014 deve essere effettuato entro il:

- 18 dicembre 2014, se eseguito con l’utilizzo del modello unificato F24, con esclusione della compensazione di eventuali crediti;

- 27 dicembre 2014, se eseguito direttamente in tesoreria o tramite conto corrente postale.

Con la citata nota del 12 dicembre scorso, l’Agenzia delle dogane ha ricordato, con l’occasione, che è possibile utilizzare il modello F24 per i pagamenti in scadenza il 27 dicembre 2014, ai sensi dell’art. 28, comma 6, della legge n. 388 del 2000 (Finanziaria 2001), relativi a: l’accisa sul gas naturale; l’accisa sui consumi di carbone, lignite e coke; l’imposta di consumo sugli oli lubrificanti e bitumi di petrolio; la tassa sulle emissioni di anidride solforosa e di ossidi di azoto.

(Assonime, nota del 15 dicembre 2014)

 

Vincenzo D’Andò