Diario fiscale del 17 dicembre 2014: il tasso d’interesse legale scenderà allo 0,5% dal 2015

Pubblicato il 17 dicembre 2014



Jobs act in Gazzetta Ufficiale; rinviate a fine marzo 2015 le disposizioni del Garante Privacy in materia di “mobile remote payment”; obbligo dell’unicità della posizione contributiva aziendale: differito il termine; rimborso spese per aggiornamento professionale ai medici iscritti nelle liste speciali istituite presso l’Inps; dal 2015: cala il tasso degli interessi legali; modello 730 precompilato: pubblicati i tre decreti per premi assicurativi, contributi previdenziali e interessi passivi; mancato versamento di ritenute sempre punibile; prevenzione dell’usura: dal MEF oltre 32 milioni a imprese e famiglie con fondi derivanti da sanzioni antiriciclaggio; rapporto sulle entrate tributarie e contributive di gennaio-ottobre 2014 e report delle entrate tributarie internazionali;istruzioni dall’Inps per l’erogazione dei contributi per l’acquisto dei servizi per l’infanzia; F24: istituiti codici tributo per versamenti parziali da controlli 36-bis; pagamento attraverso RID bancario dei contributi da riscatto, ricongiunzione e rendite vitalizie: nuovo termine per il versamento

 

 Indice:

 1) Jobs act in Gazzetta Ufficiale

 2) Rinviate a fine marzo 2015 le disposizioni del Garante Privacy in materia di “mobile remote payment”

 3) Obbligo dell’unicità della posizione contributiva aziendale: differito il termine

 4) Rimborso spese per aggiornamento professionale ai medici iscritti nelle liste speciali istituite presso l’Inps

 5) Ravvedimento meno caro dal 2015: è calato il tasso degli interessi legali

 6) Modello 730 precompilato: pubblicati i tre decreti per premi assicurativi, contributi previdenziali e interessi passivi

 7) Mancato versamento di ritenute sempre punibile

 8) Prevenzione dell’usura: dal MEF oltre 32 milioni a imprese e famiglie con fondi derivanti da sanzioni antiriciclaggio

 9) Rapporto sulle entrate tributarie e contributive di gennaio-ottobre 2014 e Report delle entrate tributarie internazionali

 10) Istruzioni dall’Inps per l’erogazione dei contributi per l’acquisto dei servizi per l’infanzia

 11) Modello F24: istituiti codici tributo per versamenti parziali da controlli 36-bis

 12) Pagamento attraverso RID bancario dei contributi da riscatto, ricongiunzione e rendite vitalizie: nuovo termine per il versamento

 

 

1) Jobs act in Gazzetta Ufficiale

E’ stata pubblicata, nella Gazzetta Ufficiale n. 290 del 15 dicembre 2014, la Legge n. 183 del 10 dicembre 2014 recante “Deleghe al Governo in materia di riforma degli ammortizzatori sociali, dei servizi per il lavoro e delle politiche attive, nonché in materia di riordino della disciplina dei rapporti di lavoro e dell’attività ispettiva e di tutela e conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro”.

Queste le deleghe contenute nella legge:

- riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali, tenuto conto delle peculiarità dei diversi settori produttivi;

- riordino della normativa in materia di servizi per il lavoro e di politiche attive;

- disposizioni di semplificazione e razionalizzazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese;

- testo organico semplificato delle discipline delle tipologie contrattuali e dei rapporti di lavoro;

- revisione e l’aggiornamento delle misure volte a tutelare la maternità e le forme di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.

In particolare, i principi ed i criteri direttivi per la formulazione dei decreti legislativi in materia di tipologie contrattuali e rapporti di lavoro, sono:

a) individuare e analizzare tutte le forme contrattuali esistenti, ai fini di poterne valutare l’effettiva coerenza con il tessuto occupazionale e con il contesto produttivo nazionale e internazionale, in funzione di interventi di semplificazione, modifica o superamento delle medesime tipologie contrattuali;

b) promuovere, in coerenza con le indicazioni europee, il contratto a tempo indeterminato come forma comune di contratto di lavoro rendendolo più conveniente rispetto agli altri tipi di contratto in termini di oneri diretti e indiretti;

c) previsione, per le nuove assunzioni, del contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti in relazione all’anzianità di servizio, escludendo per i licenziamenti economici la possibilità della reintegrazione del lavoratore nel posto di lavoro, prevedendo un indennizzo economico certo e crescente con l’anzianità di servizio e limitando il diritto alla reintegrazione ai licenziamenti nulli e discriminatori e a specifiche fattispecie di licenziamento disciplinare ingiustificato, nonché prevedendo termini certi per l’impugnazione del licenziamento;

d) rafforzamento degli strumenti per favorire l’alternanza tra scuola e lavoro;

e) revisione della disciplina delle mansioni, in caso di processi di riorganizzazione, ristrutturazione o conversione aziendale individuati sulla base di parametri oggettivi, contemperando l’interesse dell’impresa all’utile impiego del personale con l’interesse del lavoratore alla tutela del posto di lavoro, della professionalità e delle condizioni di vita ed economiche, prevedendo limiti alla modifica dell’inquadramento; previsione che la contrattazione collettiva, anche aziendale ovvero di secondo livello, stipulata con le organizzazioni sindacali dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale a livello interconfederale o di categoria possa individuare ulteriori ipotesi rispetto a quelle disposte ai sensi della presente lettera;

f) revisione della disciplina dei controlli a distanza sugli impianti e sugli strumenti di lavoro, tenendo conto dell’evoluzione tecnologica e contemperando le esigenze produttive ed organizzative dell’impresa con la tutela della dignità e della riservatezza del lavoratore;

g) introduzione, eventualmente anche in via sperimentale, del compenso orario minimo, applicabile ai rapporti aventi ad oggetto una prestazione di lavoro subordinato, nonché, fino al loro superamento, ai rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, nei settori non regolati da contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, previa consultazione delle parti sociali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale;

h) previsione, tenuto conto di quanto disposto dall’articolo 70 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, della possibilità di estendere, secondo linee coerenti con quanto disposto dalla lettera a) del presente comma, il ricorso a prestazioni di lavoro accessorio per le attività lavorative discontinue e occasionali nei diversi settori produttivi, fatta salva la piena tracciabilità dei buoni lavoro acquistati, con contestuale rideterminazione contributiva di cui all’articolo 72, comma 4, ultimo periodo, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276;

i) abrogazione di tutte le disposizioni che disciplinano le singole forme contrattuali, incompatibili con le disposizioni del testo organico semplificato, al fine di eliminare duplicazioni normative e difficoltà interpretative e applicative;

j) razionalizzazione e semplificazione dell’attività ispettiva, attraverso misure di coordinamento ovvero attraverso l’istituzione, ai sensi dell’articolo 8 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica e con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, di una Agenzia unica per le ispezioni del lavoro, tramite l’integrazione in un’unica struttura dei servizi ispettivi del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, dell’INPS e dell’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL), prevedendo strumenti e forme di coordinamento con i servizi ispettivi delle aziende sanitarie locali e delle agenzie regionali per la protezione ambientale.

 

2) Rinviate a fine marzo 2015 le disposizioni del Garante Privacy in materia di “mobile remote payment”

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 290 del 15 dicembre 2014 è stato pubblicato il provvedimento Garante Privacy del 20 novembre 2014 che proroga a fine marzo il termine per l’attuazione delle prescrizioni in materia di “mobile remote payment”.

Si tratta della proroga per le maggiori tutele privacy su acquisti con smartphone e tablet.

il Garante ha inteso tutelare maggiormente l’utente per gli acquisti di beni e servizi digitali con le nuove forme di pagamento elettronico che si appoggiano a un terminale mobile.

Trattasi di acquisti ad esempio tramite smartphone, tablet, pc, che potranno essere utilizzati per l’acquisto di servizi, abbonamenti a quotidiani on line, e-book, video, giochi e altro dagli utenti telefonici, sia in abbonamento sia con carta prepagata con, rispettivamente, addebito del costo del contenuto digitale richiesto sul conto telefonico o decurtazione dal credito telefonico. Dunque, il Garante ha fissato il termine di proroga al 31 marzo 2015.

 

3) Obbligo dell’unicità della posizione contributiva aziendale: differito il termine

Con la circolare n. 80/2014 è stato fissato al 31.12.2014 il termine per ultimare le attività preordinate a conseguire, nel quadro dei criteri fissati con la circolare 172/2010, l’unicità della posizione contributiva aziendale dei datori di lavoro che operano attraverso l’utilizzo di più matricole caratterizzate da obblighi contributivi analoghi ovvero la cui differenziazione è gestibile attraverso l’opportuna valorizzazione degli elementi individuali del flusso Uniemens.

Allo scopo di agevolare lo svolgimento delle operazioni di conguaglio previdenziale di fine anno, solitamente effettuate con le dichiarazioni Uniemens di gennaio e febbraio dell’anno successivo a quello cui si riferiscono, detto termine viene differito al 31.03.2015.

(Inps, messaggio n. 9675 del 15 dicembre 2014)

 

4) Rimborso spese per aggiornamento professionale ai medici iscritti nelle liste speciali istituite presso l’Inps

Con la circolare n. 86 del 12 settembre 2008 (paragrafo 5), sono state fornite indicazioni in merito all’erogazione del contributo annuo previsto dal comma 5, dell’art. 3 del decreto ministeriale 8 maggio 2008 che riconosce a titolo di rimborso spese di aggiornamento professionale, a ciascun medico iscritto nelle liste speciali (istituite ai sensi del comma 12 del decreto legge 12 settembre 1983, n. 463, convertito con modificazioni dalla legge 11 novembre 1983, n. 638), un contributo pari a euro 500,00.

Come è noto, tra i requisiti richiesti, è previsto che il medico abbia effettuato almeno 40 visite mensili nel corso dell’anno di interesse. Ciò al fine di riconoscere il contributo a quei medici che garantiscono una maggiore disponibilità nel rapporto di collaborazione instaurato con l’Istituto.

Tuttavia, con riferimento alla verifica di tale requisito, in relazione alla contrazione del budget annuale, a seguito dei noti interventi di razionalizzazione disposti dal legislatore in ottica di spending rewiev, si è ritenuto opportuno rideterminare il requisito riferito al numero minimo di visite mensili necessario per il riconoscimento del contributo in oggetto, sulla base dell’attività espletata dai medici di lista nell’anno in corso.

Pertanto, limitatamente all’anno 2014, il contributo verrà riconosciuto a ciascun medico che abbia effettuato almeno 21 visite mediche di controllo al mese e, a tal fine, si procederà alle conseguenti modifiche procedurali.

Rimane confermato il requisito richiesto relativamente agli eventi formativi utili al conseguimento del contributo (così come specificato al citato paragrafo 5 della circolare n. 86 del 2008), ovvero due corsi di cui uno obbligatoriamente in Medicina legale e delle assicurazioni e l’altro a scelta ma su argomenti di interesse per l’Istituto.

Si ricorda, infine, che la domanda, completa della documentazione necessaria, dovrà essere presentata alla Struttura territoriale di competenza allo scadere dell’anno solare per l’erogazione del contributo da effettuarsi a consuntivo entro e non oltre il mese di gennaio 2015, imputando la spesa in conto residui 2014.

(Inps, messaggio n. 9674 del 15 dicembre 2014)

 

5) Ravvedimento meno caro dal 2015: è calato il tasso degli interessi legali

Decreto MEF: Il saggio di interesse legale nel 2015 scende allo 0,5%. E’ stato, infatti, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 290 del 15 dicembre 2014, il Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze 11 dicembre 2014, che modifica il saggio di interesse legale di cui all’art. 1284 c.c..

Per effetto di tale novità normativa, a partire dal 1° gennaio 2015 il saggio di interesse legale è fissato allo 0,5% in ragione d’anno (il saggio di interesse per il 2014 era pari all’1%).

Interessi legali in diminuzione, quindi, dal 2015, anche per quanto riguarda le somme dovute al Fisco, cambieranno, infatti, ad esempio, gli importi dovuti all’Erario per i versamenti effettuati a seguito di ravvedimento operoso.

Come è noto, gli interessi partono dal giorno successivo al termine previsto per il versamento fino al giorno in cui si effettua il pagamento. Quindi, per esempio, in caso di saldo Imu o Tasi, eseguito il 10 gennaio 2015 invece che entro la scadenza ordinaria del 16 dicembre 2014, sull’imposta dovuta occorrerà calcolare gli interessi nella misura dell’1%, dal 17 al 31 dicembre, e dello 0,50%, dall’1 al 10 gennaio.

 

6) Modello 730 precompilato: pubblicati i tre decreti per premi assicurativi, contributi previdenziali e interessi passivi

Premi assicurativi, contributi, interessi passivi sui mutui agrari e fondiari. Rimane tempo fino al 28 febbraio 2015 per comunicare i dati che entreranno nel 730 precompilato. Pronte le istruzioni per comunicare al Fisco, entro il prossimo 28 febbraio, i dati che i contribuenti troveranno dentro il 730 precompilato 2015. Con i tre provvedimenti direttoriali del 16 dicembre 2014, le Entrate forniscono indicazioni su modi e tempi per l’invio delle informazioni da parte di società di assicurazione, enti previdenziali, banche e intermediari finanziari.

I dati da inviare: Imprese assicuratrici, enti previdenziali, banche e intermediari finanziari sono chiamati a comunicare all’Anagrafe tributaria, entro il 28 febbraio di ciascun anno, i dati dell’anno precedente relativi a:

- premi di assicurazione detraibili, cioè quelli sulla vita, causa morte e contro gli infortuni e contratti di assicurazione “agevolati” (ad eccezione di quelli su responsabilità civile, assistenza e garanzie accessorie);

- contributi previdenziali e assistenziali;

- interessi passivi e oneri accessori su mutui agrari e fondiari.

Flussi a prova di privacy: Le informazioni viaggiano in via telematica e in assoluta sicurezza, attraverso Entratel o Fisconline, nel caso di enti previdenziali, banche e intermediari finanziari, e tramite Sid, il sistema di interscambio dati del Fisco, nel caso delle assicurazioni. La sicurezza è garantita dal sistema di sicurezza dell’Anagrafe tributaria, attraverso il controllo degli accessi al sistema, la crittografia e la cifratura degli archivi.

Trasmissione con conferma di recapito: Per l’invio dei dati occorre utilizzare i software di controllo e di predisposizione dei file messi a disposizione gratuitamente dall’Agenzia.

Se la trasmissione delle informazioni va a buon fine, l’Agenzia rilascia una ricevuta con data e ora di ricezione del documento, protocollo, identificativo del file attribuito all’utente e numero delle comunicazioni in esso contenute. Se, invece, l’invio non va a buon fine, perché ad esempio il file contiene degli errori, l’Agenzia invia una ricevuta di scarto con l’identificativo del file scartato e il motivo per cui non è stato accettato.

File scartato, i tempi per rimediare: Nel caso di scarto dell’intero file o dei dati relativi a codici fiscali non validi, occorre inviare di nuovo il documento integrale, o i dati sui codici fiscali segnalati, entro fine febbraio oppure, se più favorevole, entro 5 giorni dalla segnalazione dell’errore da parte del Fisco. Nelle altre ipotesi di scarto, invece, il termine unico per correggere i dati è entro 5 giorni successivi al 28 febbraio, quindi, per il prossimo anno, entro il 5 marzo.

 

7) Mancato versamento di ritenute sempre punibile

Non può essere esclusa la punibilità del reato per evasione qualora l’imprenditore non versi quanto dovuto all’Erario, giustificando tale mancanza con l’insorgenza di un pur dimostrabile shock finanziario.

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 52038 del 15 dicembre 2014, ha sostenuto che le cause di esclusione dalla punibilità del reato in oggetto sono solo quelle esplicitamente previste dalla legge e riconducibili allo stato di necessità di cui all’art. 54 c.p. Alla luce di quanto sancito dalla Corte non può quindi considerarsi “stato di necessità” il mancato pagamento da parte della pubblica Amministrazione di spettanze tali da aver cagionato il dissesto finanziario dell’azienda

Con tale decisione, diviene sostanzialmente impossibile invocare l’esimente dalla fattispecie penale in caso di illiquidità.

Sono sostanzialmente tre i motivi di illiquidità che possono essere ritenuti validi:

a) l’avere ritenuto di privilegiare il pagamento delle retribuzioni ai dipendenti per evitare licenziamenti;

b) l’avere dovuto pagare i debiti ai fornitori, a pena di fallimento della società;

c) la mancata riscossione di crediti vantati e documentati, spesso nei confronti dello Stato.

Tuttavia, nessuna di queste situazioni, anche se provata può fare riconoscere lo stato di necessità che conduce all’impunibilità. Non lo è, in primo luogo la scelta di pagare in via preferenziale i lavoratori. Infatti, ricorda la Cassazione, lo stato di necessità previsto dall’art. 54 c.p. esclude la sanzione per chi ha commesso il fatto costretto dalla necessità da salvare sé stesso o altre persone dal pericolo attuale di un danno grave alla persona. Ed è da escludere che la perdita del diritto al lavoro, di cui pure è riconosciuta l’importanza, possa essere annoverata tra i casi di danno grave alla persona, riferiti invece solo “ai beni morali e materiali che costituiscono l’essenza stessa dell’essere umano”.

 

8) Prevenzione dell’usura: dal MEF oltre 32 milioni a imprese e famiglie con fondi derivanti da sanzioni antiriciclaggio

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha stanziato oltre 32 milioni di euro in contributi finalizzati alla concessione di garanzie per l’accesso al credito di imprese e famiglie al fine di prevenire il fenomeno dell’usura. Lo ha deliberato la Commissione di gestione del Fondo per la prevenzione dell’usura che alimentato con i proventi delle sanzioni antiriciclaggio opera dal 1998 appunto con lo scopo di prevenire il fenomeno dell’usura, agevolando l’accesso al credito di famiglie e imprese in difficoltà, differentemente dal Fondo gestito dal Ministero dell’Interno destinato invece al risarcimento delle vittime dell’usura.

Nel complesso attraverso il Fondo per la prevenzione dell’usura, dal 1998 fino ad oggi, il Dipartimento del Tesoro del Mef ha già erogato un totale di circa 590 milioni di euro finalizzati alla concessione di garanzie. Tali risorse hanno consentito di garantire oltre 68.000 finanziamenti, per un importo complessivo di oltre 1,8 miliardi di euro, grazie al meccanismo della leva finanziaria.A beneficiare dei contributi del Fondo quest’anno saranno 33 fra associazioni e fondazioni del Terzo settore che svolgono attività di assistenza e solidarietà in favore dei soggetti in difficoltà economica, nonché 144 Confidi, ovvero strutture consortili o cooperative, espressione di imprese appartenenti allo stesso settore produttivo o alla stessa area geografica, che svolgono un’attività di tipo mutualistico finalizzata alla prestazione di garanzie per agevolare le imprese associate ad accedere ai finanziamenti presso le banche. “La prevenzione è un investimento importante per arginare il fenomeno dell’usura ed è un grande volano per l’economia nazionale oltre che uno strumento concreto di coesione sociale – spiega Giuseppe Maresca, Presidente della Commissione di gestione del Fondo -. I contributi, affidati alle energie buone dei Confidi e del Terzo Settore che conoscono bene il territorio, producono risultati concreti, andando incontro alle esigenze di quelle famiglie e imprese che possono oggi sempre più, per vari motivi, trovarsi temporaneamente o improvvisamente nella necessità di dover accedere ad un finanziamento, senza poter offrire garanzie sufficienti. La nostra Amministrazione, con la preziosissima collaborazione delle altre istituzioni coinvolte, regola la concessione dei contributi e assicura una costante attività di monitoraggio affinché le risorse siano spese tempestivamente e spese bene, e interviene laddove siano riscontrate inefficienze”.

Come previsto dall’art. 15 della legge 7 marzo 1996, n. 108 (disposizioni in materia di usura) che istituisce il Fondo di prevenzione per il fenomeno dell’usura, il 30% dei contributi è in favore delle fondazioni e delle associazioni, mentre il restante 70% è stato destinato ai Confidi.

I contributi statali sono dati in gestione ai beneficiari con vincolo di destinazione per la prestazione di garanzie alle banche ed agli intermediari finanziari, al fine di favorire l'erogazione di finanziamenti a soggetti che incontrano difficoltà di accesso al credito.

In particolare, i Confidi garantiscono fino all’80% dei finanziamenti a medio termine (fino a 8 anni) e incrementi di linee di credito a breve termine a favore delle PMI a elevato rischio finanziario, ossia le imprese cui sia stata rifiutata una domanda di finanziamento anche se già garantita al 50% dagli stessi Confidi. I contributi sono ripartiti sulla base di una combinazione di indicatori collegati sia all’efficienza nella capacità di spesa dei contributi ricevuti da parte dei beneficiari, sia all’indice del rischio di usura presente nell’ambito territoriale dove opera l’ente assegnatario, indice prodotto avvalendosi di indicatori finanziari, economici, criminologici e di un’analisi sociale del fenomeno dell’usura, calcolato su tutte le province italiane.

L’elenco dei Confidi, delle Associazioni e delle Fondazioni beneficiarie, con l’ammontare dei contributi concessi a ciascuno, è disponibile sul sito del

Dipartimento del Tesoro all’indirizzo:

http://www.dt.tesoro.it/it/prevenzione_reati_finanziari/anti_usura/fondi_usura.html Collegamento a sito esterno

(Ministero dell’Economia e Finanze, comunicato stampa n. 283 del 16 dicembre 2014)

 

9) Rapporto sulle entrate tributarie e contributive di gennaio-ottobre 2014 e Report delle entrate tributarie internazionali

E’ disponibile sui siti www.finanze.gov.it e www.rgs.mef.gov.it il Rapporto sull’andamento delle entrate tributarie e contributive del periodo gennaio-ottobre 2014, redatto congiuntamente dal Dipartimento delle Finanze e dal Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato ai sensi dell’art. 14, comma 5, della legge di contabilità e finanza pubblica (L. 31 dicembre 2009, n.196).

GENNAIO–OTTOBRE 2014

Le entrate tributarie e contributive nel periodo gennaio-ottobre 2014 mostrano nel complesso un aumento dello 0,4% (corrispondente a +2.180 milioni di euro), rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente.

La variazione positiva registrata è ascrivibile alla crescita del gettito tributario dello 0,6% (+2.134 milioni di euro) e alla sostanziale stabilità, in termini di cassa, delle entrate contributive (+46 milioni di euro), nonostante da quest’anno le imprese beneficino della riduzione dei premi assicurativi Inail prevista dalla legge di stabilità per il 2014.

Il dato sulle entrate tributarie comprende anche i principali tributi degli enti territoriali e le poste correttive, quindi integra quello già diffuso con la nota del 5 dicembre scorso.

Sul sito del Dipartimento Finanze è altresì disponibile il Report delle entrate tributarie internazionali del periodo gennaio-ottobre 2014, che fornisce l’analisi dell’andamento tendenziale del gettito tributario per i principali Paesi europei, sulla base delle informazioni diffuse con i “Bollettini mensili” di Francia, Germania, Irlanda, Portogallo, Regno Unito e Spagna.

(Ministero dell’Economia e Finanze, comunicato stampa n. 282 del 16 dicembre 2014)

 

10) Istruzioni dall’Inps per l’erogazione dei contributi per l’acquisto dei servizi per l’infanzia

Pubblicate le istruzioni e i relativi allegati per l’erogazione dei contributi per l’acquisto dei servizi per l’infanzia.

L’articolo 4, comma 24, lettera b) della legge 28 giugno 2012, n. 92, ha introdotto in via sperimentale per gli anni 2013-2015 la possibilità per le lavoratrici di richiedere un contributo economico utilizzabile alternativamente:

per il servizio di baby-sitting;

per far fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati.

Sono ammesse alla presentazione della domanda le madri lavoratrici aventi diritto al congedo parentale, dipendenti di amministrazioni pubbliche o di privati datori di lavoro, oppure iscritte alla gestione separata che, al momento della domanda, siano ancora negli undici mesi successivi al termine del periodo di congedo di maternità obbligatorio.

Corresponsione di voucher per l’acquisto di servizi di baby-sitting, oppure di un contributo per fare fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati in alternativa al congedo parentale (art. 4, comma 24, lett. b) legge 28 giugno 2012, n. 92). Disposizioni per il biennio 2014-2015.

L’Inps ha pubblicato la circolare n. 169 del 16 dicembre 2014.

 

11) F24: istituiti codici tributo per versamenti parziali da controlli 36-bis

Sono stati istituiti dei codici tributo per il versamento di somme dovute a seguito delle comunicazioni inviate ai sensi dell’articolo 36-bis del D.P.R. n. 600/1973.

Detti codici sono utilizzabili nell’eventualità in cui il contribuente, destinatario della comunicazione inviata ai sensi dell’articolo 36-bis del D.P.R. n. 600/1973, intenda versare solo una quota dell’importo complessivamente richiesto.

In tal caso, deve essere predisposto un modello F24 nel quale i codici istituiti sono esposti nella sezione “Erario”, esclusivamente in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a debito versati”, riportando anche, nei campi specificamente denominati, il codice atto e l’anno di riferimento (nella forma “AAAA”) reperibili all’interno della stessa comunicazione.

(Agenzia delle entrate, risoluzione n. 110/E del 16 dicembre 2014)

 

12) Pagamento attraverso RID bancario dei contributi da riscatto, ricongiunzione e rendite vitalizie: nuovo termine per il versamento

Nella sezione CIRCOLARI E MESSAGGI è stato pubblicato il MESSAGGIO n. 9616 del 12/12/2014  inerente il “Pagamento attraverso RID bancario dei contributi da riscatto, ricongiunzione e rendite vitalizie. Rimessione nei termini per il versamento delle rate di onere per quei soggetti a cui è stata revocata d’ufficio la delega RID inizialmente rilasciata senza sottoscrizione della clausola dell’importo fisso predeterminato”.

Per i soggetti sopraindicati si dispone che tutte le rate non pagate per i mesi da dicembre 2013 a novembre 2014 possano essere versate entro e non oltre il 28 febbraio 2015 ( le rate versate in ritardo nel suddetto intervallo temporale saranno  quindi da considerare come tempestivamente e regolarmente versate). L’utente che debba attivare (o riattivare) presso il proprio istituto di credito la delega RID dovrà sottoscrivere obbligatoriamente la clausola dell’importo fisso predeterminato.

(Inps, nota del 12 dicembre 2014)

 

Vincenzo D’Andò