Diario fiscale del 16 dicembre 2014: pronto il nuovo modello di dichiarazione d’intento

Pubblicato il 16 dicembre 2014



D.L. approvato: proroga termini Imu agricola montana e rifinanziamento per spese urgenti; pronto il modello per la dichiarazione d’intento online degli esportatori abituali; obblighi tributari sospesi e brevi di giurisprudenza; TFR: aggiornato il coefficiente di rivalutazione per il mese di novembre 2014; operazioni intraUe: pubblicato il provvedimento delle Entrate; recepimento della direttiva sugli utilizzi consentiti delle “opere orfane”; vendite su eBay: esteso per gli acquirenti il diritto di recesso; comuni alluvionati: versamento tributi riprende il 22 dicembre; termini e modalità di pagamento dell’accisa su alcuni prodotti; il pagamento a rate non salva dal sequestro

 

 Indice:

 1) D.L. approvato: proroga termini Imu agricola montana e rifinanziamento per spese urgenti

 2) Pronto il modello per la dichiarazione d’intento online degli esportatori abituali

 3) Obblighi tributari sospesi e brevi di giurisprudenza

 4) TFR: aggiornato il coefficiente di rivalutazione per il mese di novembre 2014

 5) Operazioni intraUe: pubblicato il provvedimento delle Entrate

 6) Recepimento della direttiva sugli utilizzi consentiti delle “opere orfane”

 7) Vendite su eBay: esteso per gli acquirenti il diritto di recesso

 8) Comuni alluvionati: versamento tributi riprende il 22 dicembre

 9) Termini e modalità di pagamento dell’accisa su alcuni prodotti

 10) Il pagamento a rate non salva dal sequestro

 

 

1) D.L. approvato: proroga termini Imu agricola montana e rifinanziamento per spese urgenti

E’ stato approvato il 12 dicembre 2014 dal governo il Decreto Legge recante “Disposizioni urgenti in materia di proroga dei termini di pagamento Imu per i terreni agricoli montani e di rifinanziamento per spese urgenti”.

Dunque, il Consiglio dei Ministri ha finalmente approvato il Decreto Legge in materia di proroga dei termini di pagamento Imu per i terreni agricoli montani e di rifinanziamento per spese urgenti.

Il decreto prevede:

- lo slittamento dal 16 dicembre 2014 al 26 gennaio 2015 del termini di versamento dell’Imu sui terreni agricoli montani. La norma proposta è diretta ad evitare che i contribuenti siano tenuti a versare l’imposta sulla base di aliquote troppo elevate. È comunque salvaguardata l’applicazione di aliquote deliberate con specifico riferimento ai terreni agricoli. Allo stesso tempo, con la norma proposta, i Comuni accertano convenzionalmente nel bilancio 2014 gli importi a titolo di maggior gettito IMU derivante dalla revisione dei terreni agricoli montani, a fronte della corrispondente riduzione del Fondo di Solidarietà Comunale (FSC) 2014;

- il rifinanziamento per l’anno 2014 per un importo di 56 milioni di euro del Fondo per le emergenze nazionali;

- l’autorizzazione di una spesa di 64,1 milioni di euro per l'assegnazione al Ministro dell'Istruzione, dell’università e della ricerca dei fondi per il pagamento delle supplenze brevi per l'anno 2014 prevedendo al contempo un monitoraggio per questo tipo di supplenze.

Infine, viene disattivata la clausola di salvaguardia prevista nel D.L. 66 del 2014 che prevedeva l’aumento di accise nel caso il gettito IVA derivante dal pagamento dei debiti arretrati delle Pubbliche amministrazioni risultasse inferiore alle previsioni. Il minor gettito IVA viene compensato utilizzando accantonamenti che la legge di stabilità per il 2014 prevedeva a favore della Pubblica amministrazione.

(Governo, comunicato n. 41 del 12 dicembre 2014)

 

2) Pronto il modello per la dichiarazione d’intento online degli esportatori abituali

E’ disponibile il modello per la dichiarazione d’intento che gli esportatori abituali potranno inviare, direttamente online all’Agenzia delle Entrate, per manifestare la volontà di effettuare acquisti o importazioni senza applicazione dell’Iva a partire dal 2015. Il provvedimento firmato il 12 dicembre 2014 dal direttore dell’Agenzia, al passo con le nuove regole introdotte dal Decreto Semplificazioni, approva il modello e le istruzioni per inviare telematicamente alle Entrate la dichiarazione d’intento e concede più tempo, fino all’11 febbraio 2015, per adeguarsi alle nuove modalità di invio telematico della dichiarazione all’Agenzia delle Entrate. Fino all’11 febbraio 2015 gli operatori potranno consegnare la dichiarazione d’intento direttamente al proprio cedente o prestatore secondo le vecchie modalità.

Il modello contiene i dati anagrafici del richiedente e dell’eventuale rappresentante firmatario, la dichiarazione d’intento, i dati del destinatario e la firma del richiedente. Inoltre, un unico quadro “A” riporta i dati relativi al plafond e l’impegno alla trasmissione telematica.

La dichiarazione d’intento può essere presentata all’Agenzia in via telematica direttamente, per chi è abilitato ai servizi Entratel o Fisconline, oppure tramite i soggetti incaricati. Per l’invio è possibile utilizzare il software Dichiarazione d’intento che sarà disponibile sul sito www.agenziaentrate.it. Per la consegna al fornitore basta stampare la sola dichiarazione d’intento escludendo il quadro “A” del modello, dedicato al plafond. Gli incaricati alla trasmissione telematica devono rilasciare all’esportatore dichiarante copia della dichiarazione inviata e della ricevuta rilasciata dalle Entrate a prova della presentazione corretta del modello.

Resta tempo fino all’11 febbraio 2015 per adeguarsi al nuovo sistema. Per le dichiarazioni presentate prima dell’11 febbraio con le vecchie modalità, ma che esplicano i loro effetti anche successivamente a questa data, è necessario dal 12 febbraio provvedere alla trasmissione in via telematica.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 142 del 12 dicembre 2014)

 

3) Obblighi tributari sospesi e brevi di giurisprudenza

Con due DM del 5 dicembre 2014, pubblicati sulla G.U. n. 287 del 11 dicembre 2014, sono stati sospesi alcuni obblighi tributari per i contribuenti colpiti dagli eventi metereologici che nel mese di settembre si sono verificati in Toscana nei territori della Provincia di Foggia.

Cassazione: Dichiarazione annuale emendabile anche in contenzioso

Secondo la Corte di Cassazione (sentenza n. 26187 del 12 dicembre 2014), è possibile correggere le dichiarazioni annuali anche in sede di contenzioso tributario.

In particolare, la Cassazione ha stabilito che il diritto del contribuente di emendare la dichiarazione è esercitabile non solo nei limiti in cui la legge prevede il rimborso ex art. 38 del D.P.R. 602/1973, ma anche in sede contenziosa per opporsi alla maggiore pretesa tributaria dell’Amministrazione finanziaria.

Corte Costituzionale: va bene l’imposta di registro all’1%

Per la Corte Costituzionale va bene la “vecchia” aliquota dell’1% applicabile, fino al 31 dicembre 2013, ai trasferimenti di fabbricati o porzioni di fabbricati abitativi effettuati in esenzione da IVA in favore di imprese immobiliari (a condizione che l’acquirente si impegnasse a ritrasferirli entro tre anni).

Difatti, la Consulta, con la sentenza n. 279 del 12 dicembre 2014, ha dichiara infondata la questione di legittimità costituzionale.

 

4) TFR: aggiornato il coefficiente di rivalutazione per il mese di novembre 2014

Le quote di TFR, accantonate al 31 dicembre 2013, vanno rivalutate dello 1,3750%.

In particolare, l’incidenza percentuale della differenza rispetto all’indice in vigore al 31 dicembre 2013 è pari a 0; il calcolo del coefficiente di rivalutazione si esegue sommando il 75% di tale valore con un tasso fisso dell’1,5% annuo, per cui si avrà un indice di rivalutazione del TFR pari a 1,3750%.

 

5) Operazioni intraUe: pubblicato il provvedimento delle Entrate

Operazioni intraUe, via libera immediato con apertura partita Iva. Non è più necessario attendere 30 giorni. Il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate n. 159941 del 15 dicembre 2014 ha disciplinato le nuove regole per l’ingresso automatico nel Vies.

Chi apre una partita Iva può iniziare fin da subito a fare operazioni con gli altri Paesi dell’Unione Europea compilando l’apposito campo direttamente nella dichiarazione inizio attività, senza più dover attendere 30 giorni di tempo. Le istruzioni agli operatori intraUe per l’inclusione immediata nel Vies (Vat information exchange system) arrivano con il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate pubblicato oggi, che detta le modalità per l’accesso “lampo” nella banca dati, in linea con le nuove regole introdotte dal Decreto Semplificazioni.

Come richiedere l’ingresso nel Vies: Per esprimere l’opzione per l’inclusione automatica nel Vies all’interno della dichiarazione inizio attività basta compilare il campo “Operazioni Intracomunitarie” del quadro I dei modelli AA7 (soggetti diversi dalle persone fisiche) o AA9 (imprese individuali e lavoratori autonomi). Gli enti non commerciali non soggetti Iva esprimono l’opzione selezionando la casella “C” del quadro A del modello AA7.

Se, invece, la richiesta di autorizzazione avviene successivamente, l’ingresso avviene in automatico nel momento in cui l’operatore esprime l’opzione. A questo proposito, chi è già titolare di partita Iva può richiedere direttamente in via telematica l’iscrizione nell’archivio Vies, se abilitato a Fisconline o Entratel, oppure tramite soggetti incaricati.

Vies, iscritto dal 15 dicembre 2014 chi ha fatto domanda negli ultimi 30 giorni: Tutti i contribuenti interessati a eseguire operazioni commerciali con altri Paesi dell’Unione Europea, che hanno richiesto al Fisco l’autorizzazione a partire da 30 giorni fa senza ricevere diniego dall’Agenzia, sono automaticamente iscritti nell’elenco Vies da oggi, data di pubblicazione del provvedimento.

Controllo posticipato sugli iscritti al Vies: I controlli del Fisco sui soggetti Iva inclusi nella banca dati avvengono solo a iscrizione già operativa e non sono più propedeutici all’avvio delle operazioni intracomunitarie. In particolare, l’Agenzia verifica la regolare presentazione degli elenchi riepilogativi ed esclude chi non ne presenta neanche uno per quattro trimestri consecutivi, successivamente al 13 dicembre 2014, data di entrata in vigore del decreto Semplificazioni.

L’esclusione dall’archivio Vies è effettuata dalla Direzione provinciale competente in base al domicilio fiscale del contribuente, previo invio di una comunicazione, e ha effetto dal sessantesimo giorno successivo alla data della comunicazione.

 

6) Recepimento della direttiva sugli utilizzi consentiti delle “opere orfane”

Con il Decreto legislativo n. 163 del 10 novembre 2014, (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 261 del 10 novembre 2014) è stata recepita nel nostro ordinamento la direttiva 2012/28/UE su taluni utilizzi consentiti di opere orfane. La direttiva, analizzata nella circolare Assonime n. 7/2013, ha introdotto per le opere orfane, entro stretti limiti, un’eccezione alla protezione dei diritti di proprietà intellettuale armonizzata in tutta l’Unione europea. Le disposizioni attuative della direttiva sono state inserite all’interno della legge sul diritto d’autore (legge 22 aprile 1941, n. 633, articoli da 69-bis a 69-septies).

Per opera orfana si intende l’opera (o il fonogramma) per la quale nessuno dei titolari dei diritti è stato individuato o, seppure individuato, non è stato rintracciato nonostante una ricerca svolta e registrata secondo determinate modalità.

Le nuove disposizioni disciplinano gli utilizzi consentiti delle opere orfane da parte di biblioteche, istituti di istruzione e musei, accessibili al pubblico, nonché archivi e istituti per il patrimonio cinematografico o sonoro ed emittenti di servizio pubblico. Queste organizzazioni possono utilizzare le opere orfane contenute nelle loro collezioni esclusivamente per scopi connessi alla loro missione di interesse pubblico, volta in particolare alla conservazione, al restauro e alla concessione dell’accesso a fini culturali e formativi. Gli eventuali ricavi generati dall’utilizzo delle opere orfane devono essere impiegati per coprire i costi.

Gli utilizzi consentiti delle opere orfane sono la riproduzione ai fini della digitalizzazione, l’indicizzazione, la catalogazione, la conservazione o il restauro e la messa a disposizione del pubblico dell’opera in maniera che ciascuno possa avervi accesso dal luogo e nel momento scelti individualmente.

Le opere oggetto della nuova disciplina, qualora considerate orfane ai sensi della stessa, sono:

- libri, riviste, quotidiani, rotocalchi o altre pubblicazioni, conservati nelle collezioni di biblioteche, istituti di istruzione o musei, accessibili al pubblico, nonché nelle collezioni di archivi e o di istituti per il patrimonio cinematografico o sonoro;

- opere cinematografiche o audiovisive e fonogrammi conservati nelle medesime collezioni;

- opere cinematografiche o audiovisive e fonogrammi prodotti da emittenti di servizio pubblico fino al 31 dicembre 2002 e conservati nei loro archivi.

Per stabilire che un’opera è orfana le biblioteche e le organizzazioni individuate dal decreto legislativo sono tenute a svolgere prima dell’utilizzo dell’opera una ricerca diligente nello Stato membro di prima pubblicazione o, in caso di mancata pubblicazione, nello Stato membro di prima diffusione dell’opera. La ricerca va effettuata consultando fonti di informazione appropriate e una serie di banche dati individuate dalla normativa stessa. La ricerca è conclusa e le opere e i fonogrammi sono considerati orfani trascorsi novanta giorni dalla data di pubblicazione su un’apposita pagina del sito del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, dell’esito della consultazione delle fonti senza che la titolarità dell’opera sia stata rivendicata da alcuno.

Il titolare dei diritti su un’opera considerata orfana ha la possibilità di porre fine a tale status in relazione ai diritti a lui spettanti e l’utilizzo dell’opera non più orfana può proseguire solo se autorizzato dal titolare stesso.

(Assonime, nota del 15 dicembre 2014)

 

7) Vendite su eBay: esteso per gli acquirenti il diritto di recesso

Vendite su eBay: esteso per gli acquirenti il diritto di recesso.Decalogo dell’Agcm in materia di protezione dei consumatori. L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha lanciato insieme alla Commissione europea una campagna informativa sulla tutela dei diritti dei consumatori. La campagna illustra le novità introdotte dalla direttiva 2011/83/UE sui diritti dei consumatori, recepita nel nostro ordinamento con il decreto legislativo 21 febbraio 2014, n. 21.

Le principali novità della disciplina sono state analizzate nella circolare Assonime n. 19/2014.

Nel comunicato stampa sull’avvio della campagna informativa, l’Autorità ha pubblicato un decalogo sulle principali novità a tutela dei consumatori delle quali questi ultimi devono tenere conto nelle loro scelte di acquisto. Nel decalogo particolare attenzione è posta sul diritto di recesso del consumatore: viene ricordato che è stato esteso a quattordici giorni il periodo per l’esercizio del diritto, che consente al consumatore di cambiare idea sull’acquisto avvenuto a distanza (anche online) o fuori dai locali commerciali, senza dover fornire motivazioni; tale periodo è prolungato di un anno qualora il professionista prima della conclusione del contratto non abbia adempiuto all’obbligo di informare il consumatore sul diritto di recesso. Il recesso viene previsto anche per gli acquisti tramite aste online (come eBay) nel caso in cui il venditore sia un professionista. Per facilitare l’esercizio del diritto è stato predisposto un modulo di recesso standard che può essere utilizzato dal consumatore in tutta l’Unione europea. Il rimborso da parte del professionista, entro 14 giorni dal recesso del consumatore, deve essere comprensivo delle spese di consegna salvo casi particolari previsti dalla legge.

Tra le altre novità della disciplina evidenziate nel decalogo vi sono: l’eliminazione di spese e costi nascosti su internet, mediante la previsione della conferma esplicita del consumatore in tutte le ipotesi in cui un contratto a distanza che deve essere concluso con mezzi elettronici impone al consumatore l’obbligo di pagare; l’obbligo dei venditori di indicare il costo totale del prodotto o servizio, inclusi gli addebiti supplementari; nel caso di acquisti online, ad esempio di biglietti aerei, il divieto delle caselle preselezionate con cui vengono offerte opzioni supplementari sui siti web (come assicurazioni viaggio o noleggio auto) che il consumatore è costretto a deselezionare; l’eliminazione delle sovrattasse per l’uso di carte di credito o di servizi di assistenza telefonica; l’obbligo dei venditori di contenuti digitali di fornire informazioni più chiare in merito alla compatibilità di tali contenuti con hardware e software e all’applicazione di eventuali strumenti tecnici di protezione.

(Assonime, nota del 15 dicembre 2014)

 

8) Comuni alluvionati: versamento tributi riprende il 22 dicembre

Gli adempimenti e i versamenti tributari nei comuni colpiti dalle alluvioni nei mesi scorsi e per i quali era stata prevista la sospensione fino al 20 dicembre 2014, devono essere effettuati in un’unica soluzione entro il 22 dicembre prossimo. La disposizione è contenuta in un Decreto del Ministro dell'Economia e delle Finanze.

I Comuni interessati, indicati nei precedenti decreti di sospensione, sono localizzati in Liguria, Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Veneto, Friuli Venezia Giulia e nella provincia di Foggia.

(Ministero dell’Economia e delle Finanze, comunicato stampa n. 280 del 15 dicembre 2014)

 

9) Termini e modalità di pagamento dell’accisa su alcuni prodotti

Il D.M. del 11/12/2014 è in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. Lo comunica l’Agenzia delle Dogane, con la nota 142168/RU pubblicata sul proprio sito istituzionale il 15 dicembre 2014 in relazione ai termini e modalità di pagamento dell’accisa su alcuni prodotti, relativamente alle immissioni in consumo avvenute nel periodo dal 1° al 15 del mese di dicembre 2014.

L’articolo 3, comma 4, del decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504 rimanda ad un decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze la fissazione dei termini e delle modalità di pagamento dell’accisa anche relativamente ad eventuali acconti.

Lo stesso comma 4 stabilisce, tra l’altro, che il pagamento dell’accisa, relativa ai prodotti immessi in consumo nel periodo dal 1° al 15 dicembre di ogni anno, deve essere effettuato entro il giorno 27 dicembre ed in tale caso non è consentito l’uso del versamento unitario di cui all’art. 17 del D. Lgs. n. 241/1997 (modello F/24).

Allo scopo di consentire alle imprese operanti nel settore della produzione e commercializzazione di alcuni prodotti energetici, dell’alcole e delle bevande alcoliche, di utilizzare il predetto modello F/24, anche per il pagamento dell’accisa relativa alle immissioni in consumo avvenute nella prima quindicina del mese di dicembre 2014, è stato emanato il D.M. del 11/12/2014, in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.

L’art. 1 del citato decreto prevede che i pagamenti dell’accisa sull’alcole etilico, sulle bevande alcoliche e sui prodotti energetici diversi dal gas naturale, dal carbone, dalla lignite e dal coke, relativi alle immissioni in consumo avvenute nel periodo dal 1° al 15 dicembre 2014, sono effettuati, nel medesimo anno entro:

a) il 18 dicembre, se eseguiti con l’utilizzo del modello unificato F/24 di cui all’art. 17 del D.Lgs. n. 241/1997, con esclusione della compensazione di eventuali crediti;

b) il 27 dicembre, se eseguiti direttamente in tesoreria o tramite conto corrente postale intestato alla stessa tesoreria.

E’ possibile utilizzare il modello F/24 per effettuare i pagamenti, in scadenza al 27 dicembre 2014 ai sensi del comma 6 dell’art. 28 della legge 23/12/2000, n. 388, dell’accisa sul gas naturale, dell’accisa sul carbone, lignite e coke, dell’imposta di consumo sugli oli lubrificanti e bitumi di petrolio, della tassa sulle emissioni di anidride solforosa e di ossidi di azoto.

Restano fermi i termini e le modalità di pagamento fissati per l’accisa sull’energia elettrica.

 

10) Il pagamento a rate non salva dal sequestro

L’avvenuto accordo transattivo (per l’omesso versamento di ritenute certificate), con l’Amministrazione finanziaria, di pagare a rate l’imposta evasa non consente di evitare il sequestro preventivo, anche per equivalente, della somma dovuta.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 40244 del 2014.

Nel caso di specie, a seguito all’omesso versamento di ritenute certificate per importi superiori a 50.000 euro – condotta penalmente rilevante ex art. 10-bis del DLgs. 74/2000 – un contribuente subiva un provvedimento di sequestro preventivo, per equivalente, in funzione della successiva confisca, del profitto del reato, ovvero dell’importo evaso (ex art. 1 comma 143 della L. 244/2007, che rinvia all’art. 322-ter c.p.). Il contribuente ricorreva al Tribunale, ritenendo illegittima la misura cautelare reale alla luce dell’intervenuta conclusione, con l’Amministrazione finanziaria, di un accordo che prevedeva il pagamento rateale dell’imposta evasa; circostanza che avrebbe determinato il rischio di una duplicazione dell’apprensione da parte dello Stato.

Il Tribunale accoglieva il ricorso considerando venuto meno il c.d. “periculum in mora”. Contro tale decisione ricorreva per Cassazione il competente Procuratore della Repubblica, ritenendo la soluzione adottata in sede di riesame in contrasto con la norma penale. La Cassazione ha ritenuto fondato il ricorso del Procuratore.

 

Vincenzo D’Andò