Diario fiscale del 15 dicembre 2014: confermato il contributo per l’iscrizione al registro dei revisori

Pubblicato il 15 dicembre 2014



Contributo Revisori contabili 2015 in Gazzetta Ufficiale; acquisti intracomunitari ed omissione dell’annotazione: sono solo vizi formali; imposta di registro sulla fusione dell’ente non profit; start-up innovative: dal 16 febbraio si potrà accedere ai fondi; é in via di modifica la disciplina dei pagamenti tracciabili; giornalisti: al via la gestione delle adesioni e delle posizioni figurative di previdenza complementare; assegni straordinari erogati dai Fondi di solidarietà per il sostegno del reddito: contingente esaurito; regali di Natale per i pubblici dipendenti, permessi solo se di modico valore; Inail: spedizione delle basi di calcolo per l’autoliquidazione 2014/2015; modalità di utilizzo dei voucher alternativi al congedo parentale; deduzione omaggi natalizi dal 13 dicembre 2014; pagamento attraverso RID bancario dei contributi da riscatto, ricongiunzione e rendite vitalizie

 

 Indice:

 1) Contributo Revisori contabili 2015 in Gazzetta Ufficiale

 2) Acquisti intracomunitari ed omissione dell’annotazione: sono solo vizi formali

 3) Imposta di registro sulla fusione dell’ente non profit

 4) Start-up innovative: dal 16 febbraio si potrà accedere ai fondi

 5) E’ in via di modifica la disciplina dei pagamenti tracciabili

 6) Giornalisti: al via la gestione delle adesioni e delle posizioni figurative di previdenza complementare

 7) Assegni straordinari erogati dai Fondi di solidarietà per il sostegno del reddito: contingente esaurito

 8) Regali di Natale per i pubblici dipendenti, permessi solo se di modico valore

 9) Inail: spedizione delle basi di calcolo per l’autoliquidazione 2014/2015

 10) Modalità di utilizzo dei voucher alternativi al congedo parentale

 11) Deduzione omaggi natalizi dal 13 dicembre 2014

 12) Pagamento attraverso RID bancario dei contributi da riscatto, ricongiunzione e rendite vitalizie

 

 

 1) Contributo Revisori contabili 2015 in Gazzetta Ufficiale

E’ stato confermato, per l’anno 2015, nella misura di € 26,00 contributo annuale a carico degli iscritti nel Registro dei revisori legali, anche nella separata Sezione dei revisori inattivi.

E’ stato, infatti, pubblicato, nella Gazzetta Ufficiale n. 287 del 11 dicembre 2014, il Decreto 25 settembre 2014 che stabilisce il contributo a carico degli iscritti nel Registro dei revisori legali, per l’anno 2015.

Contributo annuale a carico degli iscritti nel Registro dei revisori                                legali.

L’entità del contributo annuale a carico degli iscritti nel Registro dei revisori legali, anche nella separata Sezione dei revisori inattivi, per l’anno di competenza 2015 è, quindi, determinato nella misura di € 26,00.

L’importo del contributo annuale andrà versato in unica soluzione con le consuete modalità, comprese le spese postali e le eventuali commissioni di incasso.

 

2) Acquisti intracomunitari ed omissione dell’annotazione: sono solo vizi formali

Non si perde la detrazione Iva nell’ipotesi dell’omissione della prevista annotazione a seguito degli acquisti intracomunitari di beni e servizi.

Lo ha stabilito la Corte di Giustizia UE, nel procedimento pregiudiziale C-590/13 (sentenza del 11 dicembre 2014), secondo cui il diritto di detrarre l’Iva costituisce un principio fondamentale del sistema che non può subire limitazioni.

Dunque, la violazione degli obblighi stabiliti per gli acquisti intracomunitari ha natura formale e non può pregiudicare il diritto alla detrazione dell’Iva se sussistono i requisiti sostanziali. Pertanto, al contribuente che non provvede all’integrazione e alla registrazione della fattura del fornitore, ai fini della autoliquidazione dell’imposta della quale è debitore, non può essere negata la detrazione della stessa imposta a motivo dell’inosservanza delle formalità.

Nel caso di specie, una società italiana aveva effettuato degli acquisti intracomunitari di beni, senza tuttavia rispettare le formalità richieste dalla normativa nazionale agli artt. 46 e 47 del D.L. n. 331/93. In particolare, le fatture relative a tali acquisti (da assoggettare al meccanismo del reverse charge), oltre a non essere state integrate con IVA, non erano state annotate nei registri IVA; alcune fatture, parimenti non integrate, erano state invece annotate dalla società solamente nel registro IVA acquisti – e non anche in quello relativo alle vendite – con l’indicazione “fuori campo IVA”.

Per il mancato rispetto degli obblighi di integrazione e registrazione di dette fatture, l’Agenzia delle Entrate notificava alla società un avviso di accertamento, con il quale procedeva alla rettifica della dichiarazione IVA, pretendendo, da un lato, il versamento dell’imposta a debito su tali operazioni e disconoscendo, dall’altro, il diritto alla detrazione della corrispondente IVA a credito; venivano inoltre applicate sanzioni pari al 100% dell’imposta.

In merito, la C.T. Reg. Lombardia, accogliendo la tesi dell’Amministrazione, osservava che l’omessa integrazione e registrazione di dette fatture costituisce una violazione sostanziale e non formale, integrando un’infrazione tale da giustificare la rettifica.

Avverso tale decisione la società proponeva ricorso per Cassazione, ritenendo che gli acquisti intracomunitari, essendo soggetti al meccanismo del reverse charge, generano solo debiti e crediti apparenti, nonché obblighi solo formali di annotazione nei registri IVA di una partita di giro, senza risvolti di carattere sostanziale.

Nella domanda di pronuncia pregiudiziale rivolta alla Corte di Giustizia, i giudici di legittimità rilevavano infatti che detta pronuncia comunitaria è stata, negli anni, oggetto di due interpretazioni differenti:

- secondo un primo indirizzo, il diritto alla detrazione è subordinato al rispetto degli obblighi – di natura sostanziale – di integrazione e registrazione previstisi dalla normativa nazionale e Ue;

- un diverso indirizzo, ritiene, invece, che il diritto alla detrazione sorga al momento dell’esigibilità dell’imposta, ovvero al momento di realizzazione dell’operazione e non a seguito delle formalità previste al fine dell’esercizio di tale diritto.

Assodato ciò, la Corte di Giustizia ha ricordato che, dalla sentenza, emerge che nell’ambito del regime di inversione contabile (applicabile agli acquisti intracomunitari di beni) il principio fondamentale di neutralità dell’IVA esige che il diritto alla detrazione dell’imposta a monte sia accordata se gli obblighi sostanziali sono soddisfatti, anche se taluni obblighi formali sono stati omessi dai soggetti passivi.

Per quanto riguarda gli acquisti intracomunitari, i requisiti sostanziali richiesti dalla normativa Ue esigono che tali acquisti siano stati effettuati da un soggetto passivo, che quest’ultimo sia debitore dell’IVA attinente tali operazioni e che i beni di cui trattasi siano utilizzati ai fini di proprie operazioni imponibili.Pertanto, se l’Amministrazione nazionale dispone delle informazioni necessarie per accertare l’esistenza di tali requisiti sostanziali, il diritto alla detrazione dell’IVA dovuta per gli acquisti intracomunitari non può essere negato per non aver assolto obblighi solo formali, quali quelli di integrazione e registrazione delle fatture.

 

3) Imposta di registro sulla fusione dell’ente non profit

La fusione tra un ente morale e una onlus sconta l'imposta di registro in misura proporzionale, con aliquota al 3%. L’agevolazione dell’imposta fissa da 200 euro si può applicare solo in caso di fusioni tra strutture territoriali dello stesso ente. Questo sulla base di quanto ha chiarito il sottosegretario al Ministero dell’Economia nel corso del question time del 11 dicembre 2014 presso la commissione finanze della camera.

Secondo il MEF, confortato dalla Cassazione con la sentenza n. 4763/2009, l’imposta in misura fissa trova applicazione solo con riferimento a quegli atti «propri delle società di qualunque tipo e oggetto e degli enti diversi dalle società aventi per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali o agricole». A ulteriore rafforzamento della posizione del Ministero è intervenuto il comma 737 della legge n. 147/2013, che ha introdotto le imposte di registro, ipotecaria e catastale in misura fissa (200 euro ciascuna) per le «operazioni di riorganizzazione tra enti appartenenti per legge, regolamento o statuto alla medesima struttura organizzativa politica, sindacale, di categoria, religiosa, assistenziale o culturale».

 

4) Start-up innovative: dal 16 febbraio 2015 si potrà accedere ai fondi

Dal prossimo 16 febbraio (ore 12) le start-up innovative (già costituite o da costituire) ubicate su tutto il territorio nazionale potranno accedere ai 200 milioni di euro stanziati dal Mise. Saranno agevolate le start-up in possesso di una serie di requisiti tra cui il rating di legalità, competenze manageriali, specifiche competenze tecniche, efficaci strategie di marketing e disponibilità di capitale proprio.

Questo in base a quanto viene previsto dalla circolare del Ministero dello sviluppo economico n. 68032 del 10 dicembre 2014. Le domande dovranno essere inviate esclusivamente on line. Le agevolazioni saranno destinate alle start-up innovative - iscritte nella sezione speciale del registro delle imprese - costituite da non più di quattro anni o alle persone fisiche che vorranno avviare una start-up innovativa. L’importo massimo finanziabile passa da 500 mila euro a 1,5 milioni di euro. Cambierà la tipologia di agevolazione: sarà un finanziamento a tasso zero, che potrà arrivare fino al 70% dell’investimento totale e dovrà essere restituito in dieci anni. La percentuale massima di finanziamento potrà salire all’80% se la start-up sarà costituita esclusivamente da donne o da giovani, oppure se al suo interno ci sarà almeno un dottore di ricerca italiano che sta lavorando all’estero e sceglie di rientrare in Italia. Inoltre, solo per le start-up con sede nel Mezzogiorno e nel cratere sismico dell’Aquila, sarà previsto un contributo a fondo perduto del 20%. Le start-up costituite da non più di 12 mesi potranno beneficiare anche di un tutoring tecnico-gestionale, con servizi altamente specialistici.

 

5) E’ in via di modifica la disciplina dei pagamenti tracciabili

Autotrasporto, si cambia. Sarà rivista la supertracciabilità dei flussi. La supertracciabilità dei flussi finanziari per la filiera dell’autotrasporto e la conseguente responsabilità anche dei professionisti per la mancata segnalazione delle violazioni sarà cambiata.

Lo ha comunicato, l’11 dicembre 2014, in commissione finanze della camera, il sottosegretario al Ministero dell’Economia, rispondendo a una interrogazione parlamentare. Avrà vita breve, dunque, la norma del decreto legge sblocca Italia che, per prevenire infiltrazioni criminali e di riciclaggio, impone a tutti i soggetti della filiera dei trasporti di provvedere al pagamento del corrispettivo, per le prestazioni rese in adempimento di un contratto di trasporto di merci su strada, utilizzando mezzi elettronici di pagamento, e comunque ogni altro mezzo idoneo a garantire la piena tracciabilità delle operazioni, indipendentemente dall’importo dovuto. Una norma dunque che prevede una misura particolare e che deroga al limite dei pagamenti in contanti posto a mille euro e che pone a carico degli intermediari stringenti oneri. In particolare i professionisti devono riferire eventuali violazioni di cui abbiano notizia entro 30 giorni. I professionisti dovrebbero essere ai sensi dell’articolo 32 dello sblocca Italia, in grado di desumere l’intercorsa transazione tra privati sopra soglia.

L’Iva per le cartelle non pesa sul contribuente

L’Iva dovuta sulle cartelle esattoriali non pesa sul contribuente. Il debitore raggiunto da una richiesta di Equitalia versa a titolo di aggio il 4,65% in caso di pagamento entro 60 giorni e l’8% dal 61° giorno in poi. L’Iva è sempre a carico dell’ente creditore, che paga rispettivamente il 5,11% e l’1,76%. È questa la risposta che il sottosegretario al Ministero dell’Economia, ha reso rispondendo ieri a un’interrogazione parlamentare. Per effetto del D.L. n. 179/2012, infatti, a decorrere dal 20 ottobre 2012 l’aggio relativo all’attività di riscossione coattiva è divenuto imponibile ai fini Iva. Allo stesso modo l’aggio o il compenso per la riscossione spontanea di entrate, tributarie e patrimoniali, di enti pubblici o privati. Come chiarito dall’Agenzia delle entrate con la risoluzione n. 56/E del 2014, il regime di esenzione continua ad applicarsi invece ai corrispettivi percepiti per le operazioni di pagamento, per i quali il contribuente può rivolgersi a una banca, a Equitalia o ad altro soggetto autorizzato. L’aggio spettante alla società che gestisce la riscossione è pertanto pari al 9,76% delle somme riscosse (8% fissato dalla legge aumentato del 22% a titolo di Iva).

 

6) Giornalisti: al via la gestione delle adesioni e delle posizioni figurative di previdenza complementare

Avvio operatività per la gestione delle adesioni e delle posizioni figurative di previdenza complementare dei dipendenti pubblici ai quali si applica il contratto dei giornalisti e che sono iscritti al Fondo pensione complementare giornalisti italiani.

L’Inps, con la circolare n. 168 del 12 dicembre 2014, fornisce le indicazioni operative alle sedi dell’Istituto ed alle amministrazioni pubbliche coinvolte al fine di avviare le attività connesse alla gestione delle adesioni e delle posizioni figurative per il personale in questione.

Per i dipendenti di amministrazioni pubbliche che svolgono attività giornalistica trova applicazione la stessa disciplina valevole per la generalità dei dipendenti pubblici in materia di trattamenti di fine servizio, fine rapporto e previdenza complementare. Per questo stesso personale, se iscritto alle gestioni Tfs e Tfr dell’Istituto, in caso di adesione al Fondo pensione complementare giornalisti italiani (Fondo), le quote di Tfr (e le eventuali quote aggiuntive pari all’1,5% su base Tfs previste per il personale assunto a tempo indeterminato prima del 1° gennaio 2001), sono accantonate e rivalutate figurativamente dall’Istituto che provvede al loro trasferimento al Fondo alla cessazione del rapporto di lavoro (ove non seguito, in continuità, da altro rapporto con una pubblica amministrazione e con obbligo di iscrizione all’Istituto stesso ai fini Tfs e Tfr).

In base a quanto previsto dal citato Dpcm 20 dicembre 1999 e s.m.i., e successive modifiche, per i dipendenti di pubbliche amministrazioni i quali abbiano aderito al Fondo, l’Istituto, acquisite le informazioni relative alle adesioni, deve provvedere a:

- acquisire le informazioni relative alle adesioni;

- accantonare figurativamente le quote di Tfr (e le quote aggiuntive dell’1,5% su base Tfs per il personale optante) destinate a previdenza complementare;

- rivalutare gli accantonamenti figurativi in base ad un tasso pari alla media dei rendimenti dei fondi pensione inclusi in un paniere individuato dal Decreto del ministro dell’economia e delle finanze del 23 dicembre 2005, emanato ai sensi dell’art. 2, comma 5, del Dpcm 20 dicembre 1999;

- conferire al Fondo, alla cessazione del rapporto di lavoro, il montante costituito dalle quote accantonate e rivalutate figurativamente.

In assenza di accordi specifici relativi ai giornalisti dipendenti pubblici, le quote che l’Istituto accantona e rivaluta ai fini della previdenza complementare sono quelle previste dal Dpcm 20 dicembre 1999:

- 2% della retribuzione utile si fini Tfr e 1,5% della base utile ai fini Tfs per il personale assunto a tempo indeterminato presso la pubblica amministrazione prima del 1° gennaio 2001 e che, aderendo al Fondo opta (ai sensi dell’art. 59, comma 56, della legge n. 449/1997) per la trasformazione del proprio trattamento di fine servizio in trattamento di fine rapporto;

- 6,91% della retribuzione utile ai fini Tfr (vale a dire l’intero accantonamento di Tfr che matura dopo l’adesione) per il personale a tempo determinato ovvero a tempo indeterminato se assunto presso la pubblica amministrazione dopo il 31 dicembre 2000.

Estensione ai partiti e ai movimenti politici delle disposizioni in materia di trattamento straordinario di integrazione salariale e contratti di solidarietà

Inoltre, la circolare dell’Inps n. 167 del 12 dicembre 2014 verte sull’estensione ai partiti e ai movimenti politici delle disposizioni in materia di trattamento straordinario di integrazione salariale e contratti di solidarietà (art. 16, comma 1 DL 149/2013 conv. con mod. dalla L. 13/2014 - D.I. 81401 del 22 aprile 2014 - D.M. 82762 del 27 giugno 2014) – disciplina delle prestazioni, limiti di spesa e monitoraggio.

 

7) Assegni straordinari erogati dai Fondi di solidarietà per il sostegno del reddito: contingente esaurito

Assegni straordinari erogati dai Fondi di solidarietà per il sostegno del reddito. Salvaguardie 65.000 e 55.000. Attività di monitoraggio di cui all’articolo 24, comma 14, della legge n. 214 del 22 dicembre 2011. Esaurimento del contingente.

E’ questo l’oggetto del messaggio dell’Inps n. 9611 del 12 dicembre 2014. Dal monitoraggio effettuato per l’individuazione - tra i titolari di assegno straordinario alla data del 4 dicembre 2011 e tra i titolari di assegno straordinario da gennaio 2012 - dei destinatari della normativa in salvaguardia, è risultato che il contingente dei soggetti appartenenti alla categoria dei Fondi di solidarietà per il sostegno del reddito, pari a 19.310 unità (17.710 decreto del 1° giugno 2012 + 1.600 legge n. 135/2012), che potranno usufruire, a decorrere dal 1° gennaio 2012, della normativa previgente la riforma per l’accesso al pensionamento, è da considerarsi esaurito con l’ultima decorrenza utile al 1° gennaio 2015 (cessazione rapporto di lavoro alla data del 31 dicembre 2014).

Assegni straordinari di sostegno al reddito erogati dai Fondi di solidarietà di settore e prestazioni di esodo ex art. 4, commi da 1 a 7-ter, della legge n. 92/2012. Modifica delle modalità di versamento della provvista anticipata da parte delle aziende esodanti.

Riguardo al finanziamento degli assegni straordinari di sostegno al reddito erogati dai Fondi di solidarietà di settore, nonché delle prestazioni di esodo ex art. 4, commi da 1 a 7-ter, della legge n. 92/2012, a carico delle aziende esodanti è previsto il versamento dell’importo a titolo di provvista anticipata entro il giorno 15 del mese che precede (c.d. data operazione) quello a cui si riferisce la corresponsione delle predette prestazioni a favore dei/delle beneficiari/e. La valuta massima di accredito a favore della Sede INPS competente fu stabilita al massimo entro il penultimo giorno del mese precedente quello di erogazione delle prestazioni in argomento (ovvero al giorno precedente se il penultimo giorno è festivo o non bancabile).

In considerazione dei tempi ristretti per l’invio dei flussi agli Enti pagatori convenzionati, il datore di lavoro invia alla Sede INPS, tramite fax e nello stesso giorno in cui è stato disposto il versamento, copia del bonifico effettuato.

(Inps, messaggio n. 9607 del 12 dicembre 2014)

 

8) Regali di Natale per i pubblici dipendenti, permessi solo se di modico valore

E’ vietato ai dipendenti pubblici ricevere regali o altre utilità, al di fuori di quelli di modico valore. E’ quanto sottolinea una circolare del Capo di Gabinetto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, Roberto Garofoli, in occasione dell’approssimarsi delle festività natalizie. La circolare, indirizzata a tutti gli uffici del Ministero e alle Agenzie fiscali, richiama il codice di comportamento dei dipendenti pubblici (D.P.R. 16 aprile 2013) che definisce i doveri minimi di diligenza, lealtà e buona condotta che essi sono tenuti a rispettare per il corretto funzionamento dell’Amministrazione. Gli stessi doveri e obblighi sui regali - precisa la circolare - si applicano anche in relazione ad incarichi svolti presso Società, Agenzie e Enti pubblici, compresa la partecipazione a consigli di amministrazione o a collegi dei revisori dei conti.

Per “modico valore”, come spiega l’articolo 4 del D.P.R sul codice di comportamento dei dipendenti pubblici, si intende ‘’non superiore in via orientativa a 150 euro’’. I regali di valore maggiore dovranno essere messi subito a disposizione dell’amministrazione per la restituzione o la loro devoluzione a fini istituzionali.

E’ opportuno che anche le Società e gli Enti vigilati adottino misure analoghe per il proprio personale.

(MEF, nota del 12 dicembre 2014)

 

9) Inail: spedizione delle basi di calcolo per l’autoliquidazione 2014/2015

L’Inail, con la Determina del Presidente n. 330 del 5 novembre 2014 (il DM è in corso di emanazione), informa che per l’autoliquidazione 2014/2015 il termine per l’invio della dichiarazione delle retribuzioni è prorogato al 2 marzo 2015 (primo giorno successivo non festivo, poiché il 28 febbraio cade di sabato).

La riduzione di cui alla legge 147/2013 per l’anno 2014 è pari al 14,17% e per l’anno 2015 è pari al 15,38%.

Inoltre, l’Istituto precisa che ai fini dell’art. 22, comma 2, delle MAT si considerano esercitate per un periodo non inferiore ad un anno, con applicazione quindi dell’oscillazione del tasso medio di tariffa, anche le lavorazioni – riferite alla stessa PAT – con interruzioni, purché la somma dei giorni dei periodi di osservazione raggiunga un valore maggiore di 363 giorni.

Infine, l’Inail illustra le modifiche apportate al prospetto in relazione agli elementi necessari al calcolo del premi.

(Inail, nota n. 7803 del 4 dicembre 2014)

 

10) Modalità di utilizzo dei voucher alternativi al congedo parentale

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministero dell’Economia, ha pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 287 del 11 dicembre 2014, il Decreto Interministeriale 28 ottobre 2014, con i criteri di accesso e modalità di utilizzo delle misure di cui all’articolo 4, comma 24, lettera b) della legge 28 giugno 2012, n. 92, per i voucher alternativi al congedo parentale.

La madre lavoratrice dipendente di amministrazioni pubbliche, di privati datori di lavoro, nonché la madre lavoratrice iscritta alla gestione separata, al termine del periodo di congedo di maternità e negli 11 mesi successivi, ha la facoltà di richiedere, in luogo del congedo parentale, un contributo utilizzabile alternativamente per il servizio di baby sitting o per far fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati.

 

11) Deduzione omaggi natalizi dal 13 dicembre 2014

L’art. 30 del Decreto semplificazioni (D.Lgs. 175/2014, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 277 del 28 novembre 2014) ha innalzato da € 25,82 a € 50,00 la soglia di rilevanza Iva degli omaggi di beni non commercializzati o prodotti dal “cedente”. La novità si applica alle operazioni poste in essere a partire dal 13 dicembre 2014. Per individuare il momento in cui si considera effettuata l’operazione va individuata la data di consegna o di spedizione per le operazioni “domestiche” e l’inizio del trasporto o spedizione per quelle intracomunitarie.La norma in esame, come rileva Assonime nella nota del 10 dicembre 2014, eleva a € 50,00 anche il limite monetario - prima pari a 25,82 euro – entro il quale l’art. 3, comma 3, primo periodo, del D.p.r. n. 633/1972 prevede l’esclusione dall’applicazione dell’IVA per le prestazioni di servizi rese a titolo gratuito, ovvero formanti oggetto di autoconsumo, ovvero per le quali non è stata detratta l’imposta.

 

12) Pagamento attraverso RID bancario dei contributi da riscatto, ricongiunzione e rendite vitalizie

Pagamento attraverso RID bancario dei contributi da riscatto, ricongiunzione e rendite vitalizie. Rimessione nei termini per il versamento delle rate di onere per quei soggetti a cui è stata revocata d’ufficio la delega RID inizialmente rilasciata senza sottoscrizione della clausola dell’importo fisso predeterminato.

A causa delle difficoltà insorte nel contesto dell’operazione di modifica delle deleghe RID sprovviste della clausola ad importo fisso, con messaggio 4786 del 20.5.2014 è stato consentito agli assicurati di provvedere al pagamento delle rate di riscatto o ricongiunzione non pagate per i mesi da dicembre 2013 a maggio 2014, entro il 31 luglio 2014 ( considerando altresì le rate pagate in ritardo nel suddetto intervallo come tempestivamente e regolarmente versate).

 Atteso il perdurare di difficoltà riconducibili alla suddetta operazione, con il presente messaggio si dispone che tutte le rate non pagate per i mesi da dicembre 2013 a novembre 2014 possano essere versate entro e non oltre il 28 febbraio 2015 ( le rate versate in ritardo nel suddetto intervallo temporale saranno  quindi da considerare come tempestivamente e regolarmente versate).

Con successiva comunicazione sarà fornito alle strutture territoriali l’elenco contenente i nominativi dei soggetti interessati affinché siano contattati (telefonicamente, per posta elettronica o cartacea ) ed informati della possibilità di effettuare i pagamenti mancanti entro il termine stabilito.

Apposito avviso sarà pubblicato sul portale dei Pagamenti sul sito internet dell’Istituto.

In ultimo, al fine di fornire ogni utile informazione all’utente che debba attivare (o riattivare) presso il proprio istituto di credito la delega RID con la sottoscrizione della clausola dell’importo fisso predeterminato (tale clausola è obbligatoria in quanto INPS non ha aderito al servizio di addebito diretto  europeo SEPA SDD mantenendo l’attuale iter di incasso RID a importo fisso predefinito non stornabile, per il quale non sussiste per il debitore la facoltà di esercizio del diritto di  rimborso entro le 8 settimane ), si rinvia  al  fac-simile di modulo RID allegato al messaggio 4786 del 20.5.2014 contenente le indicazioni per la sua corretta compilazione.        

(Inps, messaggio n. 9616 del 12 dicembre 2014)

 

Vincenzo D’Andò