Diario fiscale del 15 dicembre 2014: confermato il contributo per l'iscrizione al registro dei revisori

 

 Indice:

 1) Contributo Revisori contabili 2015 in Gazzetta Ufficiale

 2) Acquisti intracomunitari ed omissione dell’annotazione: sono solo vizi formali

 3) Imposta di registro sulla fusione dell’ente non profit

 4) Start-up innovative: dal 16 febbraio si potrà accedere ai fondi

 5) E’ in via di modifica la disciplina dei pagamenti tracciabili

 6) Giornalisti: al via la gestione delle adesioni e delle posizioni figurative di previdenza complementare

 7) Assegni straordinari erogati dai Fondi di solidarietà per il sostegno del reddito: contingente esaurito

 8) Regali di Natale per i pubblici dipendenti, permessi solo se di modico valore

 9) Inail: spedizione delle basi di calcolo per l’autoliquidazione 2014/2015

 10) Modalità di utilizzo dei voucher alternativi al congedo parentale

 11) Deduzione omaggi natalizi dal 13 dicembre 2014

 12) Pagamento attraverso RID bancario dei contributi da riscatto, ricongiunzione e rendite vitalizie

 

 

 1) Contributo Revisori contabili 2015 in Gazzetta Ufficiale

E’ stato confermato, per l’anno 2015, nella misura di € 26,00 contributo annuale a carico degli iscritti nel Registro dei revisori legali, anche nella separata Sezione dei revisori inattivi.

E’ stato, infatti, pubblicato, nella Gazzetta Ufficiale n. 287 del 11 dicembre 2014, il Decreto 25 settembre 2014 che stabilisce il contributo a carico degli iscritti nel Registro dei revisori legali, per l’anno 2015.

Contributo annuale a carico degli iscritti nel Registro dei revisori                                legali.

L’entità del contributo annuale a carico degli iscritti nel Registro dei revisori legali, anche nella separata Sezione dei revisori inattivi, per l’anno di competenza 2015 è, quindi, determinato nella misura di € 26,00.

L’importo del contributo annuale andrà versato in unica soluzione con le consuete modalità, comprese le spese postali e le eventuali commissioni di incasso.

 

2) Acquisti intracomunitari ed omissione dell’annotazione: sono solo vizi formali

Non si perde la detrazione Iva nell’ipotesi dell’omissione della prevista annotazione a seguito degli acquisti intracomunitari di beni e servizi.

Lo ha stabilito la Corte di Giustizia UE, nel procedimento pregiudiziale C-590/13 (sentenza del 11 dicembre 2014), secondo cui il diritto di detrarre l’Iva costituisce un principio fondamentale del sistema che non può subire limitazioni.

Dunque, la violazione degli obblighi stabiliti per gli acquisti intracomunitari ha natura formale e non può pregiudicare il diritto alla detrazione dell’Iva se sussistono i requisiti sostanziali. Pertanto, al contribuente che non provvede all’integrazione e alla registrazione della fattura del fornitore, ai fini della autoliquidazione dell’imposta della quale è debitore, non può essere negata la detrazione della stessa imposta a motivo dell’inosservanza delle formalità.

Nel caso di specie, una società italiana aveva effettuato degli acquisti intracomunitari di beni, senza tuttavia rispettare le formalità richieste dalla normativa nazionale agli artt. 46 e 47 del D.L. n. 331/93. In particolare, le fatture relative a tali acquisti (da assoggettare al meccanismo del reverse charge), oltre a non essere state integrate con IVA, non erano state annotate nei registri IVA; alcune fatture, parimenti non integrate, erano state invece annotate dalla società solamente nel registro IVA acquisti – e non anche in quello relativo alle vendite – con l’indicazione “fuori campo IVA”.

Per il mancato rispetto degli obblighi di integrazione e registrazione di dette fatture, l’Agenzia delle Entrate notificava alla società un avviso di accertamento, con il quale procedeva alla rettifica della dichiarazione IVA, pretendendo, da un lato, il versamento dell’imposta a debito su tali operazioni e disconoscendo, dall’altro, il diritto alla detrazione della corrispondente IVA a credito; venivano inoltre applicate sanzioni pari al 100% dell’imposta.

In merito, la C.T. Reg….

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