Diario fiscale del 12 dicembre 2014: vantaggi con l’apertura della partita IVA entro fine anno

Pubblicato il 12 dicembre 2014



IMU terreni agricoli montani: é proroga al 26 gennaio 2015; niente rimborso IVA per la società che affitta pochi immobili; approvato l’elenco degli studi di settore in evoluzione per il 2015; i costi di sponsorizzazione non sono deducibili se all’impresa manca un vantaggio; termine del 20 dicembre 2014 per la pubblicazione delle delibere in materia di addizionale comunale all’IRPEF; assegnazione delle risorse per gli ammortizzatori sociali; vantaggi con l’apertura della partita Iva entro fine anno; esercizio di competenza: rilevano le prestazioni successive al collaudo

 

 

Indice:

 1) IMU terreni agricoli montani: é proroga al 26 gennaio 2015

 2) Niente rimborso IVA per la società che affitta pochi immobili

 3) Approvato l’elenco degli studi di settore in evoluzione per il 2015

 4) I costi di sponsorizzazione non sono deducibili se all’impresa manca un vantaggio

 5) Termine del 20 dicembre 2014 per la pubblicazione delle delibere in materia di addizionale comunale all’IRPEF

 6) Assegnazione delle risorse per gli ammortizzatori sociali

 7) Vantaggi con l’apertura della partita Iva entro fine anno

 8) Esercizio di competenza: rilevano le prestazioni successive al collaudo

 

 

 

1) IMU terreni agricoli montani: é proroga al 26 gennaio 2015

Proroga in arrivo per l’IMU sui terreni agricoli montani: Il versamento dell’Imposta municipale sui terreni agricoli montani slitta dal 16 dicembre 2014 al 26 gennaio 2014.

Questo sulla base di quanto ha riferito il 10 dicembre 2014, in Commissione Finanze alla Camera, il sottosegretario al Ministero dell’Economia Enrico Zanetti.

Nella prossima riunione del Consiglio dei Ministri, il Governo adotterà un Decreto Legge per il differimento al 26 gennaio 2015 del termine di versamento dell’IMU sui terreni agricoli montani, attualmente previsto per il 16 dicembre prossimo.

Come è noto, il Decreto 28.11.2014 (che definisce i nuovi parametri che consentono, già a decorrere dall’anno d’imposta 2014, di godere dell’esenzione in base all’altitudine del Comune in cui sono ubicati i terreni) distingue i terreni nel seguente modo:

- i terreni agricoli totalmente esenti, ubicati nei comuni con altitudine superiore a 600 metri;

- i terreni agricoli posseduti da coltivatori diretti o imprenditori agricoli professionali (IAP) iscritti nella previdenza agricola, che sono esenti se si trovano in comuni con altitudine compresa tra 281 e 600 metri;

- i restanti terreni (non rientrando nelle due suddette categorie) sono assoggettati all’IMU.

 

2) Niente rimborso IVA per la società che affitta pochi immobili

No al rimborso dell’IVA se la società non esercita attività economica. Dunque, l’impresa non ha diritto alla detrazione Iva se pone in essere un’operazione commerciale che non é seguita da un normale svolgimento dell’attività. Ai fini del beneficio sono infatti necessari l’inerenza e l’esercizio effettivo del lavoro. Unica eccezione viene prevista per le documentate difficoltà dello start up che giustificano le operazioni commerciali una tantum.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che, con la sentenza n. 25986 del 10 dicembre 2014, ha accolto il ricorso dell’Agenzia delle entrate.

Aderendo alla difesa erariale, il giudice di legittimità, ha spiegato che «principio di neutralità della imposta, che informa il sistema comunitario dell’Iva, richiede per necessità logica che la detrazione delle imposte corrisposte a monte dal soggetto passivo, sia indefettibilmente collegata alla riscossione da parte del medesimo soggetto delle imposte fatturate e riscosse a valle: ed infatti nella misura in cui beni o servizi sono impiegati ai fini di operazioni imponibili a valle, la detrazione dell’imposta che ha gravato su di essi a monte è necessaria per evitare una doppia imposizione». Inoltre, il mancato svolgimento da parte di un soggetto passivo di operazioni imponibili è evento del tutto anomalo, risolvendosi nella inoperatività della società per mancato esercizio della attività economica, condizione questa ostativa all’esercizio del diritto alla detrazione/rimborso della imposta versata a monte.

In definitiva, la Corte Suprema ha ritenuto pienamente legittimo il diniego del rimborso IVA opposto dagli Uffici dell’Agenzia delle entrate ad una società che, dopo avere acquistato alcuni immobili ed essere stata in quiescenza per alcuni anni, ha provveduto a locare gli stessi a terzi invece di operare direttamente nell’ambito dell’attività prevista dal proprio statuto sociale.

 

3) Approvato l’elenco degli studi di settore in evoluzione per il 2015

Il parere positivo della Commissione anche per quelli del 2014. Sì della Commissione degli esperti all’elenco degli studi in evoluzione per il 2015. Il via libera è arrivato il 10 dicembre 2014 nel corso di una riunione dell’Organo collegiale tenutasi presso la sede della Sose, la Società che svolge tutte le attività relative alla costruzione, realizzazione e aggiornamento degli studi. In relazione agli studi di settore in evoluzione per il 2014 la Commissione ha espresso parere favorevole all’unanimità per quelli del comparto commercio.

Relativamente agli altri comparti, la Commissione si è espressa nel seguente modo:

- servizi: parere favorevole con la sola astensione di CNA – Casartigiani – Confartigianato per lo studio WG75U (“Installazione di impianti elettrici, idraulico-sanitari e altri impianti”)

- manifatture: parere favorevole con la sola astensione di CNA – Casartigiani – Confartigianato per lo studio WD19U (“Fabbricazione di porte e finestre in metallo, tende da sole”)

- professionisti: parere favorevole con la sola astensione del rappresentante della FNA – Federazione Nazionale Amministratori Immobiliari, per lo studio WK16U (“Amministrazione di condomini, gestione di beni immobili per conto terzi e servizi integrati”).

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 141 del 10 dicembre 2014)

 

4) I costi di sponsorizzazione non sono deducibili se all’impresa manca un vantaggio

Per usufruire della riduzione dell’imponibile, occorre dimostrare che l’operazione produce effettivamente benefici e ritorni economici a favore della propria impresa.

Il requisito dell’inerenza, che dà il via libera alla deducibilità delle spese di sponsorizzazione, non è dato soltanto dalla congruità dei costi rispetto ai ricavi, ma anche dall’effettiva utilità che la pubblicità svolta dall’impresa a favore del terzo produce per la propria attività.

L’Amministrazione ha qualificato il costo della sponsorizzazione non come spesa di pubblicità (interamente deducibile), ma come di rappresentanza (soggetta a dei limiti).

In particolare, secondo la Cassazione, la deducibilità dei costi di pubblicità o sponsorizzazione esige la “previa dimostrazione, a carico del contribuente, del requisito dell'inerenza, consistente non solo nella giustificazione della congruità dei costi, rispetto ai ricavi o all'oggetto sociale, ma soprattutto nell’allegazione delle potenziali utilità per la propria attività commerciale o dei futuri vantaggi conseguibili attraverso la pubblicità svolta dall'impresa in favore del terzo”.

(Corte di Cassazione, sentenza n. 25100 del 2014)

 

5) Termine del 20 dicembre 2014 per la pubblicazione delle delibere in materia di addizionale comunale all’IRPEF

Approssimandosi il termine del 20 dicembre, di cui all’art. 14, comma 8, del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, il MEF invita i comuni che abbiano adottato una delibera di variazione delle aliquote dell’addizionale comunale all’IRPEF per l’anno 2014 a voler procedere alla trasmissione della stessa, mediante inserimento nel Portale del federalismo fiscale (www.portalefederalismofiscale.gov.it), in tempo utile per consentirne la pubblicazione - da parte del Dipartimento delle finanze - sul sito www.finanze.it entro il termine del 20 dicembre 2014. Difatti, la pubblicazione entro tale data è necessaria affinché le delibere in questione abbiano effetto a decorrere dal 1° gennaio 2014.

(Ministero dell’Economia e Finanze, comunicato dell’11 dicembre 2014)

 

6) Assegnazione delle risorse per gli ammortizzatori sociali

Il Ministero del Lavoro, di concerto con il Ministero dell’Economia, ha emanato il Decreto Interministeriale n. 86486 del 4 dicembre 2014 con l’assegnazione delle risorse finanziarie alle Regioni ed alle Province Autonome, al fine della concessione o della proroga, in deroga alla vigente normativa, dei trattamenti di cassa integrazione guadagni, ordinaria e/o straordinaria e di mobilità.

Criteri di concessione degli ammortizzatori sociali in deroga

Il Ministero del Lavoro ha trasmesso agli Assessorati del Lavoro delle Regioni la nota n. 5425 del 24 novembre 2014 con gli aspetti applicativi del Decreto Interministeriale n. 83473 del 1° agosto 2014, sui criteri di concessione degli ammortizzatori sociali in deroga alla normativa vigente.

In particolare, il Ministero evidenzia l’ambito di applicazione del Decreto interministeriale, i tempi e le modalità per la presentazione della domanda di concessione o proroga del trattamento in deroga e i limiti massimi di durata di CIG e mobilità in deroga.

 

7) Vantaggi con l’apertura della partita Iva entro fine anno

Il Consiglio Nazionale dei Consulenti del lavoro, in una nota del 11 dicembre 2014, evidenzia come aprire la partita Iva entro la fine del 2014 possa volere dire garantirsi per i prossimi cinque anni l’attuale forfettino previsto dal D.L. n. 98/2011 con l’imposta sostitutiva del 5% e il tetto dei ricavi ammessi di 30 mila euro.

Questo consente di “aggirare” l’ultima novità introdotta dalla Legge di Stabilità, ancora in discussione in Senato, che introduce un nuovo regime dei minimi per le piccole posizioni fiscali.

Da gennaio 2015, infatti, l’aliquota salirà al 15% con un limite variabile a seconda dell’attività esercitata.

(Consiglio Nazionale dei Consulenti del lavoro, nota del 11 dicembre 2014)

 

8) Esercizio di competenza: rilevano le prestazioni successive al collaudo

La data del collaudo non sempre determina l’esercizio di competenza. Infatti, se il contratto d’appalto prevede ulteriori prestazioni dopo il collaudo, il costo va dedotto quando anche queste ultime sono terminate.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 16823 del 2014.

Ai fini della determinazione del periodo di competenza (art. 109, comma 2 del Tuir) per la deduzione del costo relativo ad un contratto di appalto avente ad oggetto prestazioni di servizi, rileva la data di ultimazione dell’appalto stesso.

La Cassazione, in precedenza, occupandosi della questione, aveva stabilito che l’appalto può considerarsi ultimato solo a partire dal giorno in cui è intervenuta (o si considera intervenuta) l’accettazione del committente, perché è quello il momento in cui si perfeziona il diritto dell’appaltatore al corrispettivo, a norma del citato art. 1665 c.c.; l’accettazione può avvenire anche per facta concludentia, quando il committente compie un atto che presuppone la volontà di accettare o è incompatibile con quella di non accettare.

Adesso vengono confermati i predetti principi circa la rilevanza del collaudo come discriminante ai fini dell’individuazione del periodo di competenza per l’imputazione dei componenti di reddito, anche se con un’importante eccezione legata alla peculiarità del caso di specie.

Nel caso di specie emerge, infatti, che il contratto di appalto di cui trattasi prevedeva non soltanto il collaudo come prestazione conclusiva, ma ulteriori servizi volti all’assistenza sull’opera collaudata (un sistema informativo aziendale). Le parti, inoltre, avevano concordato che i corrispettivi per il soggetto che aveva reso le prestazioni non sarebbero maturati al collaudo, in deroga a quanto previsto dal sopra citato articolo 1665 c.c..

Alla luce di tali pattuizioni, quindi, la società ricorrente aveva dedotto il costo relativo al contratto nell’esercizio in cui anche le prestazioni di assistenza successive al collaudo erano terminate, ovvero nel 1999, mentre, secondo il fisco, la deduzione avrebbe dovuto essere eseguita nell’anno precedente, atteso che il collaudo era avvenuto alla fine del 1998.

I giudici d’appello avevano dato ragione al fisco, affermando che con il collaudo il committente aveva accettato l’opera e, quindi, il contratto doveva ritenersi concluso, ma la Cassazione, nel rinviare la causa per un nuovo esame, ha evidenziato che il contratto non poteva ritenersi concluso, con il conseguente insorgere del diritto alla deduzione, se ulteriori prestazioni erano state poste in essere successivamente a detto collaudo.

 

Vincenzo D’Andò