Diario quotidiano dell’11 dicembre 2014: comunicazioni black-list, la scadenza annuale sarà ad aprile?

Pubblicato il 11 dicembre 2014



iscrizione nell’elenco delle strutture eroganti servizi per l’infanzia valido per il biennio 2014-2015; pubblicata la direttiva sulle azioni di risarcimento del danno derivante da violazioni del diritto antitrust;va bene la notifica all’avvocato per tutte le parti in comune; l’appello alla C.T.R. è ora più semplice; comunicazione dati IVA riguardanti le operazioni con Paesi black list, ora annuale ma nel mese di aprile?; modalità di calcolo dell’acconto dell’imposta sostitutiva sui redditi diversi di natura finanziaria in regime del risparmio amministrato per l’anno 2015; nuovo sito internet del Gruppo Equitalia - subito un servizio in più per i contribuenti: le rate si chiedono online; apertura nuove partite Iva: aumenta il trend negativo

 

Indice:

 1) Iscrizione nell’elenco delle strutture eroganti servizi per l’infanzia valido per il biennio 2014-2015

 2) Pubblicata la direttiva sulle azioni di risarcimento del danno derivante da violazioni del diritto antitrust

 3) Va bene la notifica all’avvocato per tutte le parti in comune

 4) L’appello alla C.T.R. è ora più semplice

 5) Comunicazione dati IVA riguardanti le operazioni con Paesi black list, ora annuale ma nel mese di aprile ?

 6) Modalità di calcolo dell’acconto dell’imposta sostitutiva sui redditi diversi di natura finanziaria in regime del risparmio amministrato per l’anno 2015

 7) Nuovo sito internet del Gruppo Equitalia. Subito un servizio in più per i contribuenti: le rate si chiedono online

 8) Apertura nuove partite Iva: aumenta il trend negativo

 

 

1) Iscrizione nell’elenco delle strutture eroganti servizi per l’infanzia valido per il biennio 2014-2015

L’Inps, con il messaggio n. 9524 del 10 dicembre 2014, rende noto che le strutture eroganti servizi per l’infanzia appartenenti alla rete pubblica o privata accreditata possono effettuare l’iscrizione nell’elenco appositamente istituito al fine di consentire alle madri lavoratrici l’erogazione del beneficio di cui in oggetto nel biennio 2014-2015.

La domanda deve essere presentata all’INPS esclusivamente per via telematica, utilizzando i servizi del portale dell’Istituto, accessibili tramite PIN direttamente attraverso il seguente percorso: www.inps.it home> servizi on line> per tipologia di utente> aziende, consulenti e professionisti> Elenco strutture eroganti servizi per l’infanzia ISCRIZIONE.

Le strutture già presenti nell’elenco relativo all’anno 2013, che intendano iscriversi anche per il biennio 2014-2015, dovranno accedere alla procedura solo per confermare la permanenza dei requisiti già dichiarati in occasione della domanda presentata per il primo anno di sperimentazione. L’iscrizione nell’elenco sarà consentita fino al 31 dicembre 2015.

Per ogni ulteriore approfondimento è possibile consultare le Istruzioni pubblicate sul sito Istituzionale al seguente percorso: www.inps.it >avvisi e concorsi>avvisi.

 

2) Pubblicata la direttiva sulle azioni di risarcimento del danno derivante da violazioni del diritto antitrust

E’ stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’UE L 349 del 5 dicembre 2014 la direttiva 2014/104/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 novembre 2014, relativa a determinate norme che regolano le azioni per il risarcimento del danno ai sensi del diritto nazionale per violazioni delle disposizioni del diritto della concorrenza degli Stati membri e dell’Unione europea. La direttiva stabilisce un quadro di regole volte ad assicurare che qualunque soggetto leso a causa di una violazione del diritto antitrust possa esercitare in modo efficace il diritto al pieno risarcimento del danno dinanzi alle giurisdizioni nazionali. Al contempo, essa definisce le modalità di coordinamento tra i due canali di applicazione delle disposizioni a tutela della concorrenza, ossia l’applicazione a livello privatistico (c.d. private enforcement) e l’applicazione a livello pubblicistico da parte delle autorità garanti della concorrenza degli Stati membri (c.d. public enforcement).

La direttiva contiene anzitutto disposizioni volte a facilitare per il soggetto danneggiato l’accesso agli elementi di prova da porre a sostegno della domanda di risarcimento (articoli 5-8). I giudici nazionali dovranno essere dotati del potere di ordinare, su istanza motivata di parte, la divulgazione delle prove rilevanti (disclosure)in possesso dell’altra parte o di terzi, secondo un criterio di proporzionalità e con adeguate misure di tutela delle informazioni riservate. Al soggetto cui è richiesta la divulgazione dovrà essere garantita la possibilità di essere preventivamente sentito dal giudice. Questa garanzia non era prevista dalla proposta originaria presentata dalla Commissione.

Per le prove incluse nel fascicolo di un’autorità garante della concorrenza sono previsti alcuni limiti alla disclosure e all’utilizzo in sede di azione risarcitoria. In particolare, le dichiarazioni legate a un programma di clemenza e le proposte di transazione sono rigorosamente sottratte alla divulgazione e, qualora ottenute grazie l’accesso al fascicolo di un’autorità di concorrenza, sono inammissibili nelle azioni risarcitorie. Le informazioni elaborate specificamente ai fini di un procedimento di un’autorità di concorrenza, quelle redatte e comunicate dall’autorità di concorrenza alle parti nel corso del suo procedimento e le proposte di transazione che sono state ritirate possono essere oggetto di disclosure solo dopo che l’autorità di concorrenza abbia chiuso il procedimento e, qualora ottenute grazie all’accesso al fascicolo dell’autorità, sono inammissibili nelle azioni risarcitorie fino alla chiusura del procedimento dell’autorità. Gli Stati membri dovranno prevedere sanzioni per l’inottemperanza all’ordine di divulgazione o agli obblighi imposti dal giudice a tutela di informazioni riservate, per la distruzione di prove rilevanti e per la violazione dei limiti all’uso delle prove previsti dalla direttiva.

Di particolare rilievo è la previsione che impegna gli Stati membri a provvedere affinché una violazione antitrust constatata da una decisione definitiva di un’autorità nazionale garante della concorrenza (o dai giudici competenti alla revisione dei provvedimenti delle autorità di concorrenza) sia ritenuta definitivamente accertata ai fini dell’azione per il risarcimento del danno proposta dinanzi ai loro giudici nazionali (articolo 9). L’effetto vincolante riguarda solo le decisioni adottate dall’autorità di concorrenza dello Stato membro a cui appartiene il giudice adito. Per le decisioni adottate dalle autorità di altri Stati membri la direttiva richiede che siano utilizzabili almeno a titolo di prova prima facie del fatto che è avvenuta una violazione del diritto della concorrenza e che possano, se del caso, essere valutate insieme ad altre prove addotte dalle parti.

La direttiva interviene anche in tema di prescrizione dell’azione risarcitoria (articolo 10), disponendo che il relativo termine debba essere di almeno cinque anni e non inizi a decorrere prima della cessazione della violazione antitrust e prima che il danneggiato abbia, o si possa ragionevolmente presumere che abbia, conoscenza della condotta e del fatto che essa costituisce una violazione del diritto della concorrenza, del fatto che tale violazione gli ha causato un danno e dell’identità dell’autore. E’ previsto inoltre che il termine di prescrizione sia sospeso o, a seconda del diritto nazionale, interrotto se un’autorità di concorrenza ha avviato un procedimento sulla stessa fattispecie oggetto dell’azione risarcitoria; la sospensione non può protrarsi oltre un anno dal momento in cui la decisione relativa alla violazione è diventata definitiva o dopo che il procedimento si è chiuso in altro modo.

Viene fissato un regime di responsabilità solidale tra imprese che hanno violato congiuntamente il diritto della concorrenza con il proprio comportamento (articolo 11): ciascuna di esse è tenuta a risarcire l’intero danno e il danneggiato può esigere da ciascuna il pieno risarcimento fino ad essere totalmente risarcito. Sono previste due deroghe al regime della responsabilità solidale, per i casi in cui la violazione sia stata commessa da una piccola o media impresa e per i casi in cui l’impresa convenuta abbia ottenuto l’immunità dalla sanzione in applicazione di un programma di clemenza.

Un insieme di disposizioni della direttiva è dedicato alla questione del trasferimento del sovrapprezzo (articoli 12-16), con l’obiettivo da un lato di assicurare la piena attuazione del diritto al risarcimento spettante agli acquirenti diretti e indiretti, dall’altro di evitare la sovra-compensazione del danno. Viene riconosciuta al convenuto la possibilità di invocare il passing-on in funzione difensiva, con onere della prova a suo carico. Simmetricamente è previsto che nell’azione risarcitoria promossa dall’acquirente indiretto quest’ultimo abbia l’onere di dimostrare l’esistenza e la portata del passing-on, avvalendosi però al riguardo di una presunzione relativa che lo facilita significativamente. Per evitare che, per effetto di azioni risarcitorie intentate da attori a diversi livelli nella catena di approvvigionamento, il danno non sia pienamente risarcito o viceversa l’autore della violazione sia chiamato a risarcire più volte gli stessi danni, la direttiva prevede che i giudici nazionali possano tenere debito conto delle azioni connesse pendenti, delle relative decisioni giudiziarie nonché delle informazioni di dominio pubblico risultanti dall’attività di public enforcement del diritto antitrust. La direttiva affida alla Commissione il compito di emanare linee guida per i giudici nazionali sulle modalità di stima della parte del sovrapprezzo trasferita sull’acquirente indiretto.

In tema di quantificazione del danno (articolo 17), la direttiva chiede che i giudici nazionali abbiano il potere di stimare l’ammontare del danno quando esso non può essere accertato con esattezza in base alle prove disponibili e la facoltà di chiedere l’assistenza dell’autorità nazionale di concorrenza. Viene inoltre introdotta la presunzione che le violazioni consistenti in cartelli causino un danno, salvo il diritto dell’autore della violazione di fornire la prova contraria.

La direttiva contiene infine alcune disposizioni sugli strumenti di composizione consensuale delle controversie (articoli 18 e 19), nell’ottica di favorirne l’utilizzo in alternativa alle ordinarie azioni risarcitorie dinanzi ai giudici. In particolare, è previsto che il termine di prescrizione dell’azione risarcitoria sia sospeso per la durata del procedimento di risoluzione stragiudiziale e che i giudici abbiano il potere di sospendere fino a due anni l’eventuale procedimento concomitante. La conclusione di una transazione consensuale comporta la riduzione della richiesta di risarcimento presentata dal soggetto leso dall’infrazione antitrust per la quota di danno imputabile al soggetto con cui è stato raggiunto l’accordo; la parte rimanente del risarcimento grava sui coautori dell’infrazione che non hanno partecipato alla transazione, salvo che questi siano nell’impossibilità di pagare.

Per il recepimento della direttiva da parte degli Stati membri è fissato il termine ultimo del 27 dicembre 2016. E’ previsto che le misure nazionali adottate per rispettare le disposizioni sostanziali della direttiva non si applichino retroattivamente; per le altre misure nazionali di recepimento è esclusa l’applicazione alle azioni risarcitorie intentate prima del 26 dicembre 2014.

(Assonime, nota del 10 dicembre 2014)

 

3) Va bene la notifica all’avvocato per tutte le parti in comune

E’ valido l’appello, anche se ne è stata recapitata una sola copia al procuratore (avvocato) anziché una per ognuno dei ricorrenti. Così facendo si intendono regolarmente coinvolte tutte le controparti.

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 24801 del 21 novembre 2014, ha stabilito che non è inammissibile, per violazione dell’articolo 53, comma 2, del Dlgs 546/1992, l’appello proposto nei confronti di tutte le parti, ma notificato mediante consegna di una sola copia all’unico difensore costituito. Sia nel processo civile sia nel processo tributario, è valida la notifica dell’impugnazione eseguita mediante consegna di una sola copia all’unico difensore costituito in rappresentanza di più parti.

Società di capitali: deducibilità dal reddito d’impresa dei compensi all’amministratore quale dipendente

Sono redditi da lavoro dipendente quelli derivanti da prestazioni di lavoro con qualsiasi qualifica e mansione rese alle dipendenze e sotto la direzione di altri. Ne consegue che ove l’amministratore della società di capitali sia anche lavoratore dipendente e non dimostra il carattere subordinato del rapporto di lavoro, le spese derivanti dal rapporto medesimo, non sono deducibili dalla società. A maggior ragione, se sussistono vincoli di stretta parentela tra i componenti dell’organo amministrativo.

(Corte di Cassazione, sentenza n. 22403 del 22 ottobre 2014)

 

4) L’appello alla C.T.R. è ora più semplice

Dal 13 dicembre 2014, l’appellante non deve più depositare copia dell’appello presso la Com­missione Tributaria Provinciale che ha emesso la sentenza impugnata.

L’adempimento era previsto, a pena di inammissibilità, nei casi in cui l’appello fosse notifi­cato tramite servizio postale o consegna diretta.

Non risulta ancora chiaro se la neo disposizione (art. 36 D.Lgs. 175/2014, pubblicato nella G.U. n. 277 del 28 novembre 2014) si applichi agli appelli che alla data di entrata in vigore sono già stati notificati ma non ancora depositati presso la Commissione tributaria regionale per la costi­tuzione in giudizio.

 

5) Comunicazione dati IVA riguardanti le operazioni con Paesi black list, ora annuale ma nel mese di aprile ?

L’art. 21 del D.Lgs. 175/2014 ha semplificato la comunicazione dati IVA riguardanti le operazioni con Paesi black list.

Per le operazioni effettuate nel 2014 (decorrenza retroattiva), la suddetta comunicazione andrà fatta annualmente, in relazione alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi, di importo complessivo annuale superiore a € 10.000,00, effettuate e ricevute nei confronti di operatori eco­nomici stabiliti nei Paesi c.d. black list.

Il termine annuale di presentazione non viene specificato nella legge; dovrebbe essere quello sta­bilito per lo spesometro (10 o 20 aprile 2015), salvo ulteriori modifiche normative.

Il limite di € 10.000,00 dovrebbe riguardare le operazioni complessivamente effettuate con cias­cun operatore nell’anno solare.

Per tali problematiche si attendono chiarimenti in merito.

 

6) Modalità di calcolo dell’acconto dell’imposta sostitutiva sui redditi diversi di natura finanziaria in regime del risparmio amministrato per l’anno 2015

Redditi diversi di natura finanziaria: Acconto al netto dell’affrancamento. Non rileva, poiché riveste carattere straordinario, quanto versato per “cristallizzare” ai fini fiscali il valore delle attività per le quali si è scelto il regime di risparmio amministrato.

L’intermediario finanziario, per calcolare l’acconto di sostitutiva dovuta entro il 16 dicembre, nel conteggio dei versamenti effettuati nell’anno non deve includere l’imposta pagata per affrancare i valori al 30 giugno 2014 per le attività finanziarie detenute nell’ambito di rapporti in regime di risparmio amministrato.

E’ quanto chiarito riguardo all’obbligo introdotto - a decorrere dal 2013 - nei confronti degli intermediari che applicano l’imposta sostitutiva sui redditi diversi di natura finanziaria in regime di risparmio amministrato, ossia il pagamento annuale, entro il 16 dicembre, di un acconto nella misura del 100% dell’ammontare complessivo dei versamenti dovuti nei primi undici mesi dello stesso anno (articolo 2, comma 5, D.L. 133/2013).

Poiché il pagamento dell’acconto deve avvenire entro il sedicesimo giorno del secondo mese successivo a quello in cui è stata applicata l’imposta, l’importo per l’anno 2015 deve essere pari alla somma dei versamenti dovuti per le plusvalenze del periodo che va da novembre 2013 a settembre 2014, al lordo delle eventuali compensazioni effettuate.

Inoltre, come anticipato, nel calcolo dell’acconto non bisogna considerare il versamento relativo all’imposta sostitutiva per l’affrancamento dei valori al 30 giugno 2014 per le attività finanziarie detenute nell’ambito di rapporti in regime di risparmio amministrato (articolo 3, commi 15 e 16, del Dl 66/2014).

Questa, infatti, pur avendo la medesima natura, ha carattere straordinario e non va conteggiata tra i versamenti dovuti nei primi undici mesi del 2014.

Il versamento dell’acconto deve essere effettuato con modello F24, utilizzando il codice tributo “1140” (risoluzione 88/2013).

(Agenzia delle Entrate, risoluzione 109/E del 10 dicembre 2014)

 

7) Nuovo sito internet del Gruppo Equitalia. Subito un servizio in più per i contribuenti: le rate si chiedono online

Più chiaro, più semplice e più utile. È tutto nuovo il sito internet del Gruppo Equitalia, www.gruppoequitalia.it, con una navigazione intuitiva, un linguaggio diretto e una grafica più moderna e gradevole, accessibile anche da tablet e con la versione per smartphone. Ma soprattutto con i servizi sempre in primo piano suddivisi per profili: cittadini, imprese, ordini/associazioni ed enti pubblici creditori. Un portale unico grazie anche all’integrazione di Equitalia Giustizia con la sua area dedicata e indipendente. Tante le novità per semplificare il rapporto con i contribuenti. Già da oggi è disponibile un servizio in più, “rateazioni online”, che permette di richiedere direttamente dal web la dilazione dei debiti fino a 50 mila euro. Un nuovo strumento che si aggiunge agli altri già disponibili e oggi più facili da usare: “paga online” che consente di saldare i debiti con la carta di credito, “estratto conto” per controllare con maggior dettaglio la propria situazione debitoria e le procedure in corso, “sospensione online”, che in pochi passaggi permette di inviare la richiesta per sospendere la riscossione e attivare la verifica su quanto richiesto dagli enti pubblici creditori, il “trova sportello” e i canali di contatto diretti per chiedere l’assistenza di Equitalia.

«Abbiamo realizzato un nuovo sito internet partendo dalle esigenze dei contribuenti - dice l’amministratore delegato di Equitalia, Benedetto Mineo – L’obiettivo è proseguire sulla strada della semplificazione offrendo in tempo reale soluzioni su misura a cittadini e imprese. Va in questa direzione la possibilità di richiedere online il piano di rateazione, un servizio che riguarderà una vasta platea di contribuenti. Ad oggi sono attive 2,5 milioni di rateazioni – conclude Mineo - per un importo che supera i 28 miliardi di euro».

(Equitalia, comunicato del 10 dicembre 2014)

 

8) Apertura nuove partite Iva: aumenta il trend negativo

Osservatorio sulle partite IVA: Il MEF ha pubblicato la sintesi dell’aggiornamento dei dati di ottobre 2014.

Nel mese di ottobre sono state aperte 44.585 nuove partite Iva ed in confronto al corrispondente mese dello scorso anno si registra una flessione del 2,1%.

La distribuzione per natura giuridica mostra che il 71,3% del totale delle nuove aperture di partita Iva riguarda persone fisiche, il 22,3% società di capitali, il 5,6% società di persone. Seguono i “non residenti” e le “altre forme giuridiche”, che rappresentano complessivamente quasi l’1% delle nuove aperture. Rispetto al mese di ottobre 2013, si osserva un aumento di avviamenti per le sole società di capitali (+5,2%), mentre le altre forme giuridiche evidenziano un calo, più contenuto per le persone fisiche (-3,7%) e più sensibile per le società di persone (-8,4%). Questa dinamica conferma la tendenza all’aumento di nuove aperture di partita IVA da parte di società di capitale, evidenziata negli ultimi anni e dovuta verosimilmente alla recente normativa civilistica che facilita la costituzione di Società a responsabilità limitata.

Riguardo alla ripartizione territoriale delle aperture, il 40,8% si è registrato al Nord, il 22,9% al Centro e il 36,2% al Sud e Isole. Il confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente mostra gli incrementi maggiori in Umbria, Puglia e Campania (tra il 5- 6%), e le flessioni più consistenti in Valle d’Aosta (-20%), Liguria (-16,2%) e Molise (-15%).

In base alla classificazione per settore produttivo, il commercio continua a registrare il maggior numero di avviamenti di partite Iva con il 26,5% del totale, seguito dalle attività professionali con il 12,2% e dall’edilizia ed alloggio/ristorazione, entrambe con il 9,1%. Rispetto al mese di ottobre 2013, tra i settori principali si osservano incrementi relativi a sanità (+7,7%), servizi alle imprese (+7%) e istruzione (+4,5%). Un calo di nuove aperture di partite Iva si nota, invece, nel settore delle attività finanziarie ed assicurative (-12,6%), delle attività artistiche (-11,6%) e dell’agricoltura (-9,8%).

La ripartizione relativa alle persone fisiche, mostra che il 63,7% di aperture di partite Iva si è registrato tra gli appartenenti al genere maschile. Il 49,4% viene avviato da giovani fino a 35 anni ed il 33,8% da soggetti di età compresa nella fascia dai 36 ai 50 anni. In confronto con il corrispondente mese dello scorso anno, tutte le classi di età registrano decrementi.

(Ministero dell’Economia, comunicato del 10 dicembre 2014)

 

Vincenzo D’Andò