Diario quotidiano del 10 dicembre 2014: ai fini dell’imposta di registro l’edificio fatiscente equivale al terreno fabbricabile

Pubblicato il 10 dicembre 2014



sospensione tributi per alcuni comuni; “voluntary disclosure”: Padoan, non è un condono; diviene più complessa la prova di falsità delle fatture; lease back immobili: no elusione fiscale; customer satisfaction: assistenza Civis 2014; Imu terreni montani: pubblicato in G.U. il Decreto che rivede l’esenzione; ai fini dell’imposta di registro l’edificio fatiscente equivale al terreno fabbricabile; deposito telematico al Registro Imprese: controllo sul pagamento dell’imposta di bollo; voluntary disclosure & CNDCEC: la Fondazione dei Commercialisti ritiene la procedura troppo costosa e perciò a rischio flop; niente TARI sui magazzini intermedi e sulle aree scoperte di produzione

 

Indice:

 1) Sospensione tributi per alcuni comuni

 2) “Voluntary disclosure”: Padoan, non è un condono

 3) Diviene più complessa la prova di falsità delle fatture

 4) Lease back immobili: no elusione fiscale

 5) Customer satisfaction: assistenza Civis 2014

 6) Imu terreni montani: pubblicato in G.U. il Decreto che rivede l’esenzione

 7) Ai fini dell’imposta di registro l’edificio fatiscente equivale al terreno fabbricabile

 8) Deposito telematico al Registro Imprese: controllo sul pagamento dell’imposta di bollo

 9) Voluntary disclosure & CNDCEC: la Fondazione dei Commercialisti ritiene la procedura troppo costosa e perciò a rischio flop

 10) Niente TARI sui magazzini intermedi e sulle aree scoperte di produzione

 

 

1) Sospensione tributi per alcuni comuni

Sospesi tributi e versamenti nei Comuni alluvionati della provincia di Foggia. Sospensione anche per i comuni della Toscana colpiti dal maltempo il 19-20 settembre.

I Comuni della provincia di Foggia colpiti dal maltempo tra il 1° settembre e il 6 settembre 2014 beneficeranno della sospensione dei versamenti e adempimenti tributari scadenti nel periodo compreso tra il 1° settembre e il 20 dicembre 2014. Lo prevede un decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan. La sospensioni interessa tutti i contribuenti, persone fisiche e non . Non si dà luogo al rimborso di quanto già versato. La sospensione non si applica alle ritenute, che devono continuare ad essere operate e versate.

Con un altro decreto del ministro Padoan è stato disposta la sospensione dei versamenti e degli adempimenti tributari anche per i Comuni della Toscana interessati dall’alluvione del 19 e 20 settembre scorso. La sospensione riguarda versamenti e adempimenti ricadenti nel periodo compreso tra il 19 settembre e il 20 dicembre 2014. Anche in questo non è previsto il rimborso di quanto già verstao e le ritenute devono comunque essere effettuate.

Elenco dei Comuni della Provincia di Foggia

1) APRICENA;

2) CAGNANO VARANO;

3) CARPINO;

4) LESINA;

5) ISCHITELLA;

6) PESCHICI;

7) RODI GARGANICO;

8) SAN GIOVANNI ROTONDO;

9) SAN MARCO IN LAMIS;

10) SAN SVERO;

11) RIGNANO GARGANICO;

12) VICO DEL GARGANO;

13) VIESTE.

Elenco dei Comuni della Toscana

PROVINCIA DI FIRENZE

1) BARBERINO DI MUGELLO;

2) BORGO SAN LORENZO;

3) CAPRAIA E LIMITE;

4) CERRETO GUIDI;

5) DICOMANO;

6) FIRENZE;

7) FIRENZUOLA;

8) FUCECCHIO;

9) LASTRA A SIGNA;

10) LONDA;

11) MARRADI;

12) MONTELUPO FIORENTINO;

13) PALAZZUOLO SUL SENIO;

14) PONTASSIEVE;

15) SCANDICCI;

16) SCARPERIA E SAN PIERO;

17) SIGNA;

18) VINCI.

PROVINCIA DI LUCCA

1) ALTOPASCIO;

2) CAMAIORE;

3) CAPANNORI;

4) LUCCA;

5) MONTECARLO;

6) MASSAROSA;

7) PIETRASANTA;

8) PORCARI;

9) VIAREGGIO.

PROVINCIA DI PISA

1) SAN GIULIANO TERME;

2) VECCHIANO.

PROVINCIA DI PISTOIA

1) LAMPORECCHIO;

2) LARCIANO;

3) MONSUMMANO TERME;

4) QUARRATA;

5) PISTOIA;

6) PIEVE A NIEVOLE;

7) PESCIA;

8) SERRAVALLE PISTOIESE.

PROVINCIA DI PRATO

1) CARMIGNANO;

2) MONTEMURLO;

3) PRATO;

4) VERNIO.

(MEF, comunicato stampa n. 277 del 05 dicembre 2014)

 

2) “Voluntary disclosure”: Padoan, non è un condono

Il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, ha espresso soddisfazione per l’approvazione definitiva al Senato del disegno di legge sulla cosiddetta “voluntary disclosure” per il rientro dei capitali detenuti illegalmente all’estero. “Si tratta di un provvedimento atteso da tempo – ha sottolineato - ed equilibrato, che ha concluso l’iter parlamentare grazie alla collaborazione dei gruppi di maggioranza e all’atteggiamento costruttivo delle opposizioni’’. L’intervento è “innovativo’’ rispetto alle misure adottate in passato per favorire il rientro dei capitali perchè, ha spiegato ancora il Ministro Padoan “non è un condono in quanto l’imposta dovuta si paga per intero. Chi aderirà avrà una riduzione delle sanzioni amministrative e penali. Questa legge sul rientro dei capitali è conforme alle best practices internazionali in tema di regolarizzazione dei redditi dei capitali esportati illegalmente all’estero, basate sulla trasparenza, sullo scambio automatico di informazioni e sulla fine del segreto bancario, che sono state adottate su iniziativa dell’Ocse, del G20 e dell’Ecofin sotto la presidenza italiana dell’Ue”.

Il ministro dell’Economia ha quindi auspicato che “tutti coloro che sono potenzialmente interessati utilizzino questa opportunità per mettersi in regola. I proventi, che prudenzialmente non sono quantificati nel bilancio dello Stato, contribuiranno a dare sollievo alle finanze pubbliche”.

(MEF, nota del 4 dicembre 2014)

 

3) Diviene più complessa la prova di falsità delle fatture

Si complica per il Fisco la prova delle fatture false. Per contestare le presunte fatture false servono elementi indiziari “qualificati”. Deve ritenersi ormai definitivamente superato il precedente orientamento secondo cui il Fisco, a fronte di una regolare fattura, poteva limitarsi a contestare l’inesistenza delle operazioni, ribaltando l’onere probatorio in capo al contribuente che, quindi, avrebbe invece dovuto dimostrare l’esistenza delle stesse.

I requisiti di precisione, gravità e concordanza non devono riguardare tutti gli elementi indiziari, ma possono essere integrati complessivamente.

(Corte di Cassazione, sentenza n. 25779 del 5 dicembre 2014)

 

4) Lease back immobili: no elusione fiscale

Il solo vantaggio fiscale è insufficiente all’amministrazione per contestare l'elusione.

L’operazione di lease back non può essere considerata in sé elusiva solo perché la società cedente non si trova in difficoltà finanziaria.

La mera e astratta configurabilità di un vantaggio fiscale, realizzato in elusione delle norme tributarie sui redditi (e quindi un vantaggio fiscale c.d. “indebito”), non risulta sufficiente ad integrare abuso del diritto, giacché è necessaria anche la concomitante condizione dell’inesistenza di non marginali ragioni economiche diverse dal risparmio di imposta.

Il lease back immobiliare non è elusivo

Per la Suprema Corte la mera e astratta configurabilità di un vantaggio fiscale non basta a integrare abuso del diritto. Il lease back rappresenta una forma contrattuale atipica spesso utilizzata al fine di ottenere liquidità immediata attraverso la cessione di un bene (solitamente un immobile) e la seguente conduzione in leasing del medesimo.

(Corte di Cassazione, sentenza n. 25758 del 5 dicembre 2014)

5) Customer satisfaction: assistenza Civis 2014

A inizio dicembre 2014 si è conclusa l’indagine, avviata nel mese precedente, sul livello di soddisfazione degli utenti che utilizzano i servizi di assistenza su comunicazioni e cartelle di pagamento erogati attraverso il canale telematico Civis.

La rilevazione è stata realizzata selezionando un campione casuale di utenti abilitati ai servizi telematici Entratel e Fisconline che, nei 30 giorni antecedenti, avevano utilizzato i servizi di assistenza Civis su comunicazioni e cartelle.

I risultati saranno pubblicati sul sito internet dell’Agenzia delle entrate.

(Agenzia delle entrate, nota del 9 dicembre 2014)

 

6) Imu terreni montani: pubblicato in G.U. il Decreto che rivede l’esenzione

Imu terreni montani, in G.U. il decreto con i nuovi criteri di esenzione (che sostituisce la circolare delle Entrate). Si attende adesso il provvedimento di proroga.

Il decreto 28 novembre 2014 del Ministero dell’Economia e delle Finanze, di concerto con il ministero dell’Interno e quello delle Politiche agricole, recante i nuovi criteri di esenzione Imu per i terreni agricoli ex montani è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 284 del 6 dicembre 2014.

A pochi giorni dalla data del 16 dicembre 2014 - che interessa quanti devono pagare i saldi Imu e Tasi 2014 e quest’anno, per la prima volta, anche l’Imu sui terreni montani o parzialmente montani - l’ufficializzazione del nuovo provvedimento non fa che alimentare molti dubbi tra professionisti e contribuenti. Proroga

A breve l’esecutivo dovrà intervenire per far sapere se lo slittamento della rata di dicembre, richiesta da più parti e finora solo annunciata, sarà breve, con la data rinviata solo fino alla fine di gennaio prossimo, oppure più larga.

 

7) Ai fini dell’imposta di registro l’edificio fatiscente equivale al terreno fabbricabile

E’ legittimo l’avviso di rettifica con cui l’Agenzia delle entrate abbia riqualificato un atto di compravendita di terreno, con annesso un fabbricato fatiscente, come trasferimento di area edificabile, sulla base di molteplici elementi indiziari da cui si evinceva l’effettiva regolamentazione degli interessi delle parti.

La Suprema Corte è tornata sulla problematica della corretta tassazione degli atti ai fini dell’imposta di registro.

Nel caso di specie, una settimana prima dell’atto di compravendita, un comune aveva rilasciato un permesso di costruire avente a oggetto un fabbricato residenziale, previa demolizione dell’edificio già esistente. Era, pertanto, secondo i giudici, contradditorio affermare che la volontà della parte venditrice era quella di cedere il fabbricato a fronte dell’innegabile circostanza che la stessa parte aveva, otto mesi prima della data di compravendita, presentato domanda per costruirne uno completamente nuovo, a dimostrazione che il vero oggetto della compravendita non fosse il fabbricato, ma l’area e le sue potenzialità edificatorie.

(Corte di Cassazione, sentenza n. 24799 del 21 novembre 2014)

 

8) Deposito telematico al Registro Imprese: controllo sul pagamento dell’imposta di bollo

In particolare, segnala la possibilità da parte dell’Ufficio del Registro delle imprese di rettificare gli importi dovuti, eventualmente indicati errati; il controllo effettuato sul pagamento dell’imposta di bollo e la gestione degli importi del diritto annuale in fase di prima iscrizione.

Riguardo agli importi da pagare, é stata inserita una nuova funzione con la quale l’utente viene informato, prima dell’invio della pratica, che l’Ufficio del Registro imprese potrebbe procedere alla rettifica degli importi indicati qualora risultassero, durante l’istruttoria, difformi da quanto dovuto.

Nel caso gli importi dovessero subire modifiche perché ritenuti errati, l’utente verrà avvertito con una notifica via PEC, con allegata la nuova ricevuta di protocollo nella quale risulteranno evidenziate le variazioni apportate.

Relativamente al pagamento dell’imposta di bollo delle pratiche telematiche, l’Ufficio del Registro delle imprese, durante l’istruttoria della pratica telematica, non effettuerà alcuna rettifica degli importi relativi all`imposta di bollo.

Qualora l’imposta dovuta non sia stata assolta o sia stata assolta in misura insufficiente, l’Ufficio si limiterà, in applicazione di quanto previsto dagli articoli 19 e 31 del D.P.R. n. 642/1972, a segnalare all’Agenzia delle entrate, per quanto di competenza, l’irregolarità riscontrata.

In caso di versamento in eccesso o non dovuto occorrerà invece chiedere il relativo rimborso dell`imposta di bollo esclusivamente al competente ufficio dell’Agenzia delle entrate.

In relazione al diritto annuale é stata inserita una nuova sezione nella quale é necessario scegliere tra tre opzioni alternative di pagamento:

- “Addebito contestuale alla pratica”, con conseguente indicazione dell’importo;

- “Pagamento tramite F24”;

- “Pagamento non dovuto per questa tipologia di pratica”.

Per le pratiche di iscrizione di nuova impresa individuale e societaria, nuovo soggetto REA o nuova unità locale, l’utente potrà solo scegliere se pagare contestualmente alla domanda o con modello F24.

Per le pratiche non di prima iscrizione viene inserita la casella del “Pagamento non dovuto per questa tipologia di pratica”.

Per le Start-up e incubatori certificati non tenute al pagamento del diritto annuale in fase di iscrizione o di apertura unità locale, si dovrà scegliere la modalità di pagamento tramite F24 e indicare nelle note della distinta che il diritto annuale non é dovuto.

 

9) Voluntary disclosure & CNDCEC: la Fondazione dei Commercialisti ritiene la procedura troppo costosa e perciò a rischio flop

Rientro capitali: Troppo spesso oneroso, rischio flop. Il costo complessivo dell’adesione alla voluntary disclosure è estremamente variabile da caso a caso. Rispetto al valore finale dell’investimento, il costo andrà infatti da un minimo del 5%, particolarmente conveniente, ad un massimo del 97% che di fatto dell’investimento azzera l’importo. Sono i risultati che emergono da una simulazione effettuata su tre diverse ipotesi dalla Fondazione nazionale dei commercialisti

Ilcosto complessivo dell’adesione alla voluntary disclosure è estremamente variabile da caso a caso. Rispetto al valore finale dell’investimento, il costo andrà infatti da un minimo del 5%, particolarmente conveniente, ad un massimo del 97% che di fatto dell’investimento azzera l’importo.

Sono i risultati che emergono da una simulazione effettuata su tre diverse ipotesi dalla Fondazione nazionale dei commercialisti, che fanno dire alla categoria che la legge sul rientro dei capitali, anche per la sua estrema complessità e nonostante il vantaggio derivante dall’abbattimento delle pene, rischia di non raggiungere gli auspicati obiettivi di gettito, rischiando di tramutarsi in un flop per le casse dello Stato.

Le principali variabili che influenzano il costo dell’operazione, spiegano i commercialisti, sono rappresentate dal Paese e dalla “stagionatura” dell’investimento nonché dalla tipologia di evasione eventualmente commessa.

Investimenti effettuati da soggetti non imprenditori in Paesi White list o in Black List , che dovessero stipulare un accordo con l’Italia entro 60 giorni

Un costo per il rientro dei capitali pari al 4,61% . Il caso in cui la disclosure risulta più conveniente è sicuramente quello relativo agli investimenti effettuati da soggetti non imprenditori in Paesi appartenenti alla White list o in quelli Black List , come la Svizzera, se, entro 60 giorni dall'entrata in vigore della nuova disciplina, stipuleranno con l'Italia un accordo sullo scambio di informazioni e se il contribuente autorizzerà l'intermediario estero a trasmettere alle autorità fiscali italiane, su loro richiesta, i dati delle attività estere.

In questa ipotesi, indipendentemente dal periodo in cui l’investimento è stato effettuato, i periodi accertabili non possono essere più di cinque (tranne i casi di rilevanza penale tributaria dell’illecito eventualmente commesso), per cui la disclosure si risolve nel pagamento delle imposte sostitutive sui rendimenti finanziari dell’investimento e delle corrispondenti sanzioni in misura ridotta oltre a quelle, parimenti ridotte, relative all’omessa o incompleta compilazione del quadro RW del modello UNICO, destinato al monitoraggio fiscale delle attività e degli investimenti detenuti all’estero.

Investimenti effettuati da soggetti non imprenditori in Paesi Black List che non stipuleranno un accordo con l’Italia

Il costo per la disclosure diventa decisamente più consistente, arrivando al 67,29%, nei casi in cui l’investimento, ferme restando le altre condizioni, sia stato effettuato invece in un Paese appartenente alla Black list che non abbia stipulato con l’Italia un accordo sullo scambio di informazioni. In tali ipotesi, i periodi accertabili possono estendersi fino al doppio e quindi anche per gli investimenti più “stagionati”, l’IRPEF potrà essere recuperata sull’intero importo iniziale dell’investimento in base alle aliquote marginali applicabili sul reddito complessivo del contribuente. Per quanto concerne le sanzioni, le riduzioni previste in caso di disclosure saranno in tal caso calcolate su una base costituita dal doppio dei minimi edittali.

Investimenti effettuati da un imprenditore individuale che evade imposte sui redditi, IRAP e IVA

La disclosure può infine comportare il pressoché totale azzeramento del capitale nei casi in cui l’investimento, ferme restando le condizioni di cui al caso precedente, sia stato effettuato invece da un imprenditore individuale in evasione non solo delle imposte sui redditi, ma anche dell’IRAP e dell’IVA, oltre ai contributi previdenziali non considerati. In questa ipotesi il costo complessivo dell’operazione di rientro sfiora infatti il 100% (96,80). Oltre all’IRPEF calcolata in base alle aliquote marginali sull’intero importo iniziale dell’investimento, potranno essere recuperate anche l’IRAP e l’IVA in base alle aliquote ordinarie vigenti all’epoca dell’investimento. Inoltre, come nel caso precedente, il beneficio della riduzione delle sanzioni previsto in caso di disclosure sarà calcolato su una base costituita dal doppio dei minimi edittali delle sanzioni. In queste circostanze, l’unico motivo che, quindi, potrebbe spingere all’adesione alla procedura di collaborazione volontaria potrebbe essere costituito dai benefici sotto il profilo penale della stessa, ossia dal fatto di volersi avvalere delle cause di non punibilità previste per i reati “coperti” dalla disclosure.

“Per come è stata concepita – afferma Luigi Mandolesi, consigliere nazionale dei commercialisti, la norma sulla diclosure rischia di non raggiungere i risultati sperati. E’ troppo complessa e molto spesso troppo onerosa. Nelle scorse settimane avevamo chiesto, inascoltati, di mantenere l’anonimato nella prima fase di accesso alla procedura e l’introduzione dell’obbligo del contraddittorio preventivo. Ci sembravano strumenti utili a garantirne un maggior successo, perché avrebbero evitato di trasformare l’operazione per il contribuente in una vera e propria autodenuncia. Il nostro timore è che ora possano risultare pregiudicati sia la riemersione delle attività finanziarie e patrimoniali costituite o detenute all’estero, sia l’effettivo raggiungimento degli obiettivi di gettito fissati dal Governo”.

(CNDCEC, comunicato del 9 dicembre 2014)

 

10) Niente TARI sui magazzini intermedi e sulle aree scoperte di produzione

Risoluzione del MEF sulla TARI: determinazione della superficie tassabile: I magazzini intermedi di produzione (e quelli adibiti allo stoccaggio dei prodotti finiti) non sono tassabili ai fini della TARI (tassa rifiuti) poiché produttivi di rifiuti speciali e ciò indipendentemente dal regolamento del comune (co. 649, art. 1, L. 147/2013).

Parimenti, sono escluse dalla TARI le aree scoperte che danno luogo alla produzione, in via continuativa e prevalente, di rifiuti speciali non assimilabili, ove siano asservite al ciclo produttivo.

(Ministero dell’Economia e delle Finanze, risoluzione n. 2/DF del 9 dicembre 2014)

 

Vincenzo D’Andò