Diario fiscale del 5 dicembre 2014: in arrivo una proroga per l’IMU sui terreni montani? … e inoltre, importantissimo: dal 1′ gennaio 2015 novità in merito all’IVA sui servizi di e-commerce

Pubblicato il 5 dicembre 2014

è Legge il Job act ;anche le tasse sulle concessioni governative sui marchi si pagano con F24; l’iscrizione dell’ipoteca é nulla se Equitalia non notifica l’intimazione di pagamento entro 5 giorni; manca il reato se all’emissione della fattura falsa poi non segue la consegna; é proroga per l’Imu sui terreni; Iva sui servizi di e-commerce dal 1 gennaio 2015; integrazione delle dichiarazioni contributive ex Enpals in Uniemens; fatturazione elettronica: audizione del direttore dell’Agenzia delle entrate; regime della trasformazione sotto controllo doganale; disposizioni di agevolazione e semplificazione per la realizzazione di reti di comunicazione elettronica; conversione del decreto Sblocca Italia: le principali misure fiscali; effettiva presenza e legittimità del licenziamento durante il periodo di prova

 

Indice:

 1) E’ Legge il Job act

 2) Anche le tasse sulle concessioni governative sui marchi si pagano con F24

 3) L’iscrizione dell’ipoteca é nulla se Equitalia non notifica l’intimazione di pagamento entro 5 giorni

 4) Manca il reato se all’emissione della fattura falsa poi non segue la consegna

 5) E’ proroga per l’Imu sui terreni

 6) Iva sui servizi di e-commerce dal 1 gennaio 2015

 7) Integrazione delle dichiarazioni contributive ex Enpals in Uniemens

 8) Fatturazione elettronica: audizione del direttore dell’Agenzia delle entrate

 9) Regime della trasformazione sotto controllo doganale

 10) Disposizioni di agevolazione e semplificazione per la realizzazione di reti di comunicazione elettronica

 11) Conversione del decreto Sblocca Italia: le principali misure fiscali

 12) Effettiva presenza e legittimità del licenziamento durante il periodo di prova

 

1) E’ Legge il Job act

E’ Legge il Job act. Al governo la delega per riformare il mercato del lavoro, intervenendo su ammortizzatori sociali, servizi d’impiego, adempimenti amministrativi, contratti di lavoro e maternità. Con 166 sì, 112 no e un astenuto, l’Aula del Senato ha votato la fiducia al governo, approvando definitivamente in terza lettura la delega per la riforma del mercato del lavoro nella stessa versione licenziata dalla Camera. Dalla pubblicazione della legge in G.U. (entrerà in vigore il giorno successivo), l’esecutivo avrà sei mesi di tempo per scrivere i decreti attuativi.

La modifica all’art. 18 dello Statuto dei lavoratori ha attirato l’attenzione sul provvedimento, ma in realtà il progetto di riforma è più ampio, spaziando su cinque deleghe. La delega sugli ammortizzatori, per esempio, mira ad assicurare tutele uniformi e legate alla storia contributiva dei lavoratori, nonché a razionalizzare la normativa in materia di integrazione salariale. Tra l’altro, prevede la revisione dei criteri di concessione e utilizzo della cassa integrazione, escludendo le ipotesi di cessazione aziendale; la semplificazione delle procedure con l’introduzione di meccanismi automatici di concessione; la previsione di una maggiore compartecipazione ai costi da parte delle imprese utilizzatrici. La delega per la semplificazione di procedure e adempimenti, allo stesso modo, prevede la loro razionalizzazione in caso di costituzione e gestione del rapporto di lavoro, con l’obiettivo di dimezzare il numero di atti carattere burocratico e amministrativo. A tal fine ci sarà l’unificazione delle comunicazioni alle p.a. per gli stessi eventi (ad esempio in caso d’infortunio sul lavoro), ponendo a carico delle amministrazioni l’obbligo di trasmetterle agli altri uffici competenti.

Stop alle co.co.co.: Infine, la delega in materia di semplificazione delle forme contrattuali prevede la redazione di un testo unico contenente le discipline dei contratti di lavoro e una loro semplificazione, tra cui il “superamento” delle collaborazioni.

Secondo il Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, da gennaio sarà operativo il nuovo contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti.

Queste le deleghe contenute nella legge:

  1. ammortizzatori sociali, tenuto conto delle peculiarità dei diversi settori produttivi;
  2. servizi per il lavoro e di politiche attive;
  3. semplificazione e razionalizzazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese;
  4. tipologie contrattuali e dei rapporti di lavoro;
  5. maternità e le forme di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.

In particolare, i principi ed i criteri direttivi per la formulazione dei decreti legislativi in materia di tipologie contrattuali e rapporti di lavoro, sono:

a) individuare e analizzare tutte le forme contrattuali esistenti, ai fini di poterne valutare l’effettiva coerenza con il tessuto occupazionale e con il contesto produttivo nazionale e internazionale, in funzione di interventi di semplificazione, modifica o superamento delle medesime tipologie contrattuali;

b) promuovere, in coerenza con le indicazioni europee, il contratto a tempo indeterminato come forma comune di contratto di lavoro rendendolo più conveniente rispetto agli altri tipi di contratto in termini di oneri diretti e indiretti;

c) previsione, per le nuove assunzioni, del contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti in relazione all’anzianità di servizio, escludendo per i licenziamenti economici la possibilità della reintegrazione del lavoratore nel posto di lavoro, prevedendo un indennizzo economico certo e crescente con l’anzianità di servizio e limitando il diritto alla reintegrazione ai licenziamenti nulli e discriminatori e a specifiche fattispecie di licenziamento disciplinare ingiustificato, nonché prevedendo termini certi per l’impugnazione del licenziamento;

d) rafforzamento degli strumenti per favorire l’alternanza tra scuola e lavoro;

e) revisione della disciplina delle mansioni, in caso di processi di riorganizzazione, ristrutturazione o conversione aziendale individuati sulla base di parametri oggettivi, contemperando l’interesse dell’impresa all’utile impiego del personale con l’interesse del lavoratore alla tutela del posto di lavoro, della professionalità e delle condizioni di vita ed economiche, prevedendo limiti alla modifica dell’inquadramento; previsione che la contrattazione collettiva, anche aziendale ovvero di secondo livello, stipulata con le organizzazioni sindacali dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale a livello interconfederale o di categoria possa individuare ulteriori ipotesi rispetto a quelle disposte ai sensi della presente lettera;

f) revisione della disciplina dei controlli a distanza sugli impianti e sugli strumenti di lavoro, tenendo conto dell’evoluzione tecnologica e contemperando le esigenze produttive ed organizzative dell’impresa con la tutela della dignità e della riservatezza del lavoratore;

g) introduzione, eventualmente anche in via sperimentale, del compenso orario minimo, applicabile ai rapporti aventi ad oggetto una prestazione di lavoro subordinato, nonché, fino al loro superamento, ai rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, nei settori non regolati da contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, previa consultazione delle parti sociali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale;

h) previsione, tenuto conto di quanto disposto dall’articolo 70 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, della possibilità di estende