Diario quotidiano del 4 dicembre 2014, tante novità tra cui: nota integrativa in formato XBRL dal 3 marzo 2015

Pubblicato il 4 dicembre 2014



ampliato l’utilizzo dell’archivio rapporti finanziari; si va verso la depenalizzazione dei reati tributari lievi; bilanci: nota integrativa in formato Xbrl dal 3 marzo 2015; scudo fiscale: estensione della protezione soggettiva; certificazione per provare la cessione all’esportazione; perequazione automatica delle pensioni 2014 e valore definitivo 2013; derogabilità limiti quantitativi contratti a termine: contrattazione di prossimità; agevolazioni per l’assunzione di lavoratori in sostituzione; attività di finanziamento per l’avvio o lo sviluppo di lavoro autonomo o di microimpresa; Inps: termini per la presentazione dell’opzione donna; oneri deducibili: contributi assistenziali versati a un Fondo; detrazioni per oneri: erogazioni liberali in favore di partiti politici

 

 Indice:

 1) Ampliato l’utilizzo dell’archivio rapporti finanziari

 2) Si va verso la depenalizzazione dei reati tributari lievi

 3) Bilanci: nota integrativa in formato Xbrl dal 3 marzo 2015

 4) Scudo fiscale: estensione della protezione soggettiva

 5) Certificazione per provare la cessione all’esportazione

 6) Perequazione automatica delle pensioni 2014 e valore definitivo 2013

 7) Derogabilità limiti quantitativi contratti a termine: contrattazione di prossimità

 8) Agevolazioni per l’assunzione di lavoratori in sostituzione

 9) Attività di finanziamento per l’avvio o lo sviluppo di lavoro autonomo o di microimpresa

 10) Inps: termini per la presentazione dell’opzione donna

 11) Oneri deducibili: contributi assistenziali versati a un Fondo

 12) Detrazioni per oneri: erogazioni liberali in favore di partiti politici

 

 

1) Ampliato l’utilizzo dell’archivio rapporti finanziari

Viene ampliato dalla Legge di stabilità 2015 (approvata dalla camera e ora all’esame del senato) l’utilizzo dell’archivio rapporti finanziari.

Questo consentirà all’Agenzia delle entrate di recapitare ai contribuenti una mole di informazioni, in suo possesso o nelle banche dati di terzi, non proprio di qualità.

Il rischio è, oltre a quello di intimorire i contribuenti che potrebbe cedere alle richieste del Fisco (magari per evitare i percorsi tortuosi della burocrazia fiscale), di provocare l’aumento del contenzioso con richieste di rettifiche e correzioni.

Dal canto suo, l’Agenzia delle entrate si prefigge di fare incrementare l’adempimento spontaneo del contribuente all’obbligo fiscale, ovvero all’adempimento spontaneo. Le informazioni vengono, quindi, fatte confluire nell’archivio rapporti ai fini della predisposizione di liste per l’attivazione di controlli, consentendone un uso più ampio. La preparazione di queste liste, introdotta nel 2011, era stata demandata all’approvazione, da parte del Garante della privacy, di un provvedimento con i criteri di formazione delle stesse.

 

2) Si va verso la depenalizzazione dei reati tributari lievi

Verranno depenalizzati i reati minori (di “particolare tenuità”), ciò al fine di fare deflazionare il carico giudiziario, in maniera tale che si possa porre maggiore attenzione sulle “indagini e processi complessi”. E saranno velocizzate le procedure per ottenere rogatorie (le forme di collaborazione tra differenti autorità giurisdizionali) ed estradizioni (la consegna da uno stato all’altro di chi deve esser sottoposto al giudizio o alle sanzioni penali), soprattutto per contrastare una criminalità, specie quella organizzata, in espansione. Sono alcune tra le misure approvate e oggetto di “esame preliminare” nel Consiglio dei ministri del 1 dicembre scorso.

Scatta la non punibilità per “condotte sanzionate con la sola pena pecuniaria, o con pene detentive non superiori nel massimo a cinque anni, quando risulti la particolare tenuità dell’offesa e la non abitualità del comportamento”. Questo sulla base di quanto prevede lo schema di decreto delegato che recepisce le proposte elaborate dalla commissione ministeriale (nominata con decreto ministeriale del 27 maggio 2014 e presieduta dal professor Francesco Palazzo) con l’obiettivo di rivedere il sistema sanzionatorio e dare attuazione alla legge delega 67/2014 sulle pene detentive non carcerarie e la depenalizzazione.

 

 

3) Bilanci: nota integrativa in formato Xbrl dal 3 marzo 2015

Nuova tassonomia XBRL solo per i depositi effettuati dopo il 3 marzo 2015. La precisazione è contenuta in un avviso pubblicato dall’Associazione XBRL Italia.

La nuova tassonomia integrata del bilancio d’esercizio entrerà in vigore in occasione della campagna bilanci 2015, ma soltanto per i bilanci depositati presso il Registro delle imprese a partire dal 3 marzo 2015.

La nuova tassonomia integrata del bilancio d’esercizio, capace di codificare pure la nota integrativa, si applicherà, dunque, a partire dal 3 marzo 2015.

Xbrl Italia, l’associazione responsabile dello sviluppo del formato elaborabile nel nostro paese, ha precisato il 2 dicembre 2014 sul proprio sito internet, in attesa della pubblicazione in Gazzetta della comunicazione ministeriale di rito, come debbano essere conformi alla versione 2014-11-11 del vocabolario i conti relativi agli esercizi chiusi a partire dal 31 dicembre 2014 purché depositati al Registro delle imprese a partire dal 3 marzo 2015. La seconda condizione posta, ossia la data d’invio in Camera di commercio, viene incontro alle richieste manifestate dagli operatori e dai produttori di software gestionale, da ultimo espresse al recente convegno nazionale AssoSoftware, in merito ai tempi tecnici necessari per rifinire e distribuire gli strumenti necessari all’adempimento. La preoccupazione principale, che spiega anche la data indicata dallo standard setter, riguardava i consorzi con attività esterna: l’art. 2615-bis cc prevede, infatti, che questi depositino al Registro delle imprese, entro la fine del mese di febbraio, una situazione patrimoniale che, fatto ormai pacifico, ha i crismi di un vero e proprio bilancio d’esercizio. La codifica in formato elaborabile della nota integrativa avrebbe dunque impattato con troppa rapidità su tali realtà: la data del 3 marzo 2015 consentirà loro di utilizzare la vecchia tassonomia e, quindi, le stesse modalità di invio in CCIAA dello scorso anno ossia Xbrl per stato patrimoniale e conto economico mentre il Pdf/A per la nota integrativa.

Viene, inoltre, comunicato che la data di disponibilità della tassonomia cui si riferisce l’art. 5 comma 4 è da intendersi quella del 28 febbraio 2015. Pertanto, devono essere conformi alla nuova tassonomia versione 2014-11-11 i bilanci relativi all’esercizio chiuso il 31 dicembre 2014 o successivamente, e depositati nel Registro delle imprese a partire dal giorno 3 marzo 2015.

 

4) Scudo fiscale: estensione della protezione soggettiva

Gli effetti tributari della circolare 43/E del 2009 sono estensibili al penale. Fruiscono della non punibilità beneficiano anche i “dominus” di società di persone e capitali.

Lo scudo fiscale del 2009 copre, e cioè rende non punibili, anche i reati presupposto del trasferimento all’estero del “nero” fiscale. E di tale immunità può giovarsi anche il dominus di una società di capitali.

Estensione soggettiva della causa di esclusione della punibilità per i reati tributari che riguardano società di capitali solo se chi scuda è anche il dominus della società. La sentenza della Corte di Cassazione, n. 50308 del 2 dicembre 2014 del 2 dicembre 2014, interviene sulla delicata questione dell’ambito di applicazione della causa di esclusione della punibilità prevista dalla normativa sullo scudo fiscale nel caso di rimpatrio o regolarizzazione di attivi qualificabili come il profitto o il prodotto di reati tributari commessi da amministratori di società di capitali. La Corte suprema riprende, in merito, un orientamento che era già stato reso in precedenza (Sez.4, nr. 4003 del 28/10/2013) in materia cautelare e che aveva suscitato molte polemiche. Secondo tale orientamento, la causa di esclusione della punibilità prevista dalla normativa in materia di scudo fiscale non si estende automaticamente alle società di capitali. Lo scudo del socio non esplica i propri effetti in termini di esclusione della punibilità penale per i reati commessi dall’amministratore di società di capitali, a meno che il socio non sia anche il dominus della società di capitali da cui deriva la provvista estera oggetto di rimpatrio o regolarizzazione. Estensione soggettiva delle coperture penali dello scudo fiscale limitata alle società solo se c’è coincidenza tra soggetto che accede allo scudo e dominus della società. La sentenza resa dalla suprema Corte si riferisce ad un caso di dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici consistente in un ingegnoso sistema di sottofatturazione realizzato da una società di capitali tramite canalizzazione della parte di corrispettivi sottofatturati su conti esteri riferibili al dominus della società stessa.

 

 

5) Certificazione per provare la cessione all’esportazione

Non basta la polizza di carico marittima per provare la cessione all’esportazione. Occorre una certificazione rilasciata dalla dogana di destinazione o da altre pubbliche autorità estere.

La Corte di Cassazione, con le seguenti decisioni del 2 dicembre 2014, si è pronunciata in materia di prova delle cessioni all’esportazione di cui all’art. 8 comma 1 lett. a) del DPR 633/72, rispettivamente:

- nell’ordinanza n. 25456/2014, avente ad oggetto una cessione con trasporto dei beni al di fuori della Ue a cura del cedente nazionale;- nella sentenza n. 25521/2014, avente ad oggetto una cessione “triangolare” all’esportazione con trasporto dei beni al di fuori della Ue a cura del cessionario estero.

Per quanto concerne la prima fattispecie, la controversia nasceva dal fatto che l’esportatore, per attestare l’avvenuta uscita dei beni dal territorio dell’Unione, aveva presentato, in sede di giudizio di merito, la “bill of lading” (polizza di carico marittima), essendo stata smarrita la bolla doganale (modello DAU) ed essendo fallito il vettore incaricato del trasporto.

La legittimità della bill of lading, quale documento probatorio attestante l’uscita della merce dalla Ue, ai fini del regime di non imponibilità IVA di cui all’art. 8 comma 1 lett. a) del DPR 633/72, era stata disconosciuta dall’Agenzia delle Entrate.

La Suprema Corte, in conformità con il proprio precedente orientamento (Cass. n. 21946/2007 e n. 23331/2013), osserva che la prova dell’avvenuta esportazione delle merci “non può risultare da elementi conoscitivi indiretti”, dovendo “essere fornita con mezzi, aventi carattere di certezza e incontrovertibilità, quali possono essere attestazioni di pubbliche amministrazioni del Paese di destinazione dell’avvenuta presentazione delle merci in dogana”.

Per conseguenza, non possono costituire prova rilevante, a tal fine, documenti che abbiano natura privata, come ad esempio la documentazione bancaria attestante il pagamento del corrispettivo.

In mancanza della possibilità di produrre il modello DAU vidimato dall’Ufficio doganale, per provare l’effettiva uscita dei beni dal territorio della Ue, si possono utilizzare gli ulteriori documenti previsti dall’art. 356 del Testo unico in materia doganale (DPR 43/73), ossia:

- attestazioni e certificazioni rilasciate da una dogana o da altre pubbliche amministrazioni estere;

- idonei documenti di trasporto internazionale;

- attestazioni apposte da autorità estere sui documenti doganali emessi a scorta di merci introdotte nel territorio doganale “a condizione di reciprocità”.

Infine, nel caso di una cessione “triangolare” all’esportazione la Corte di Cassazione nella sentenza n. 25527/2014, specifica che costituiscono documenti idonei a provare l’effettiva uscita dei beni dal territorio della Ue non solo il modello DAU vidimato, ma anche:

- la fattura emessa dal cedente nazionale nei confronti del primo cessionario;

- genericamente, “la documentazione relativa alla merce esportata”.

 

 

6) Perequazione automatica delle pensioni 2014 e valore definitivo 2013

E’ stato pubblicato, nella Gazzetta Ufficiale n. 280 del 2 dicembre 2014, il Decreto 20 novembre 2014 del Ministero del Lavoro (di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze), con la perequazione automatica delle pensioni per l’anno 2014 e valore definitivo per l’anno 2013.

La percentuale di variazione per il calcolo della perequazione delle pensioni per l’anno 2013 è determinata in misura pari a +1,1 dal 1° gennaio 2014.

La percentuale di variazione per il calcolo della perequazione delle pensioni per l’anno 2014 è determinata in misura pari a +0,3 dal 1° gennaio 2015, salvo conguaglio da effettuarsi in sede di perequazione per l’anno successivo.

 

 

7) Derogabilità limiti quantitativi contratti a termine: contrattazione di prossimità

Il Ministero del Lavoro, con l’interpello n. 30 del 2 dicembre 2014, ha risposto ad un quesito dell’ARIS – Associazione Religiosa Istituti Socio-sanitari), in merito alla possibilità di deroga, da parte della contrattazione di prossimità, ai sensi dell’art. 8 del D.L. n. 138/2011 (conv. da L. n. 148/2011), ai limiti quantitativi di utilizzo del contratto a tempo determinato.

Il Ministero ha, così risposto:

“…La disciplina contenuta nell’art. 8 del D.L. n. 138/2011 consente ai contratti collettivi sottoscritti a livello aziendale o territoriale di derogare, con “specifiche intese“, alla disciplina legale e contrattuale collettiva nelle particolari materie elencate al comma 2 del medesimo articolo.

Il suddetto elenco ha peraltro carattere tassativo e, pertanto, la possibilità di deroga è contemplata esclusivamente in riferimento a tali materie.

Tra i casi previsti, ai sensi del comma 2 lett. c) del citato art. 8 vi sono i contratti a termine, per il cui utilizzo la legge contempla limiti quantitativi di natura legale e contrattuale, ai sensi degli artt. 1, comma 1 e 10, comma 7, del D.L.vo n. 368/2001, la cui disciplina appare pertanto derogabile attraverso la contrattazione di prossimità.

Occorre tuttavia ricordare che, come espressamente previsto dall’art. 8 del D.L. n. 138/2011 (conv. da L. n. 148/2011), l’intervento della contrattazione di prossimità è ammesso solo a fronte di specifiche finalità – che andranno chiaramente indicate nel contratto – e nel rispetto di alcune condizioni. In particolare, le intese: 2

– devono essere “finalizzate alla maggiore occupazione, alla qualità dei contratti di lavoro, all’adozione di forme di partecipazione dei lavoratori, alla emersione del lavoro irregolare, agli incrementi di competitività e di salario, alla gestione delle crisi aziendali e occupazionali, agli investimenti e all’avvio di nuove attività“;

– e sono subordinate al “rispetto della Costituzione, nonché [dei] vincoli derivanti dalle normative comunitarie e dalle convenzioni internazionali sul lavoro“.

Sotto tale ultimo profilo va pertanto evidenziato come i contratti di prossimità siano abilitati ad intervenire con discipline che, ad ogni modo, non mettano in discussione il rispetto della cornice giuridica nella quale vanno ad inserirsi e, in particolare, di quanto previsto a livello comunitario dalla direttiva 1999/70/CE del Consiglio del 28 giugno 1999, relativa all’accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato.

Nell’ambito di tale accordo (così come del resto anche all’art. 1, comma 01, del D.L.vo n. 368/2001) si prevede, tra l’altro, che “i contratti a tempo indeterminato sono e continueranno ad essere la forma comune dei rapporti di lavoro fra i datori di lavoro e i lavoratori” e pertanto appare evidente come l’intervento della contrattazione di prossimità non potrà comunque rimuovere del tutto i limiti quantitativi previsti dalla legislazione o dalla contrattazione nazionale ma esclusivamente prevederne una diversa modulazione.”.

 

 

8) Agevolazioni per l’assunzione di lavoratori in sostituzione

Agevolazioni L. n. 407/1990 e assunzione di lavoratori in sostituzione. Il Ministero del Lavoro, con l’interpello n. 29 del 2 dicembre 2014, ha risposto ad un quesito di Anisa (Associazione Nazionale delle Imprese di Sorveglianza Antincendio), in merito al riconoscimento delle agevolazioni di cui all’art. 8, comma 9, Legge n. 407/1990.

In particolare, l’istante chiede quale sia la corretta interpretazione della locuzione “in sostituzione” contenuta nella norma, ponendo altresì la questione circa l’applicabilità di quest’ultima nelle ipotesi di dimissioni del lavoratore e di risoluzione consensuale ex art. 7, Legge n. 604/1966, come modificato dall’art. 1, comma 40, Legge n. 92/2012.

Secondo il parere del Ministero:

“…Alla luce di una interpretazione sistematica si ritiene, pertanto, che la violazione del sopraindicato diritto di precedenza e la conseguente esclusione dal beneficio contributivo, ex art. 8, comma 9, possano essere fatte valere esclusivamente con riferimento alle assunzioni effettuate per la medesima qualifica e per mansioni sostanzialmente analoghe e non invece per qualifiche o mansioni diverse, in quanto solo nel primo caso si realizza una effettiva “sostituzione” del lavoratore.

Per quanto concerne il secondo quesito, circa l’applicabilità dell’art. 8, comma 9, nelle ipotesi di dimissioni del lavoratore e di risoluzione consensuale ex art. 1, comma 40, Legge n. 92/2012, si fa presente che lo stesso art. 8 limita la perdita del beneficio contributivo nei confronti di quei datori di lavoro che, nei sei mesi precedenti la nuova assunzione, abbiamo effettuato recessi unilaterali o sospensione dei rapporti di lavoro nell’interesse dell’impresa, con esclusione dei casi di cessazione del rapporto verificatisi a seguito di dimissioni o risoluzione consensuale o per cause imputabili al lavoratore (giusta causa o giustificato motivo soggettivo).

In definitiva, si ritiene possibile fruire delle agevolazioni contributive in argomento nelle ipotesi di dimissioni del lavoratore nonché di risoluzione consensuale del rapporto, anche qualora queste ultime siano così definite a seguito della procedura ex art. 7, Legge n. 604/1966.”.

 

 

9) Attività di finanziamento per l’avvio o lo sviluppo di lavoro autonomo o di microimpresa

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha pubblicato, nella Gazzetta Ufficiale n. 279 del 1° dicembre 2014, il Decreto 17 ottobre 2014, n. 176 con la disciplina del microcredito, in attuazione dell’articolo 111, comma5, del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385.

In particolare, il Decreto regolamenta le attività di finanziamento finalizzate a sostenere l’avvio o lo sviluppo di un’attività di lavoro autonomo o di microimpresa, organizzata in forma individuale, di associazione, di società di persone, di società a responsabilità limitata semplificata o di società cooperativa, ovvero a promuovere l’inserimento di persone fisiche nel mercato del lavoro.

Sono esclusi i finanziamenti ai seguenti soggetti:

a) lavoratori autonomi o imprese titolari di partita IVA da più di cinque anni;

b) lavoratori autonomi o imprese individuali con un numero di dipendenti superiore alle 5 unità;

c) società di persone, società a responsabilità limitata semplificata, o società cooperative con un numero di dipendenti non soci superiore alle 10 unità;

d) imprese che al momento della richiesta presentino, anche disgiuntamente, requisiti dimensionali superiori a quelli previsti dall’articolo 1, secondo comma, lettere a) e b) del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, come aggiornati ai sensi del terzo comma della medesima disposizione ed un livello di indebitamento superiore a 100.000 Euro.

 

 

10) Inps: termini per la presentazione dell’opzione donna

L’Inps, con il messaggio n. 9231 del 28 novembre 2014, ha fornito alcuni chiarimenti in merito all’accesso alla pensione di anzianità, in regime sperimentale, per le donne con la c.d. “opzione donna”.

In pratica, la pensione di anzianità, in presenza dei requisiti anagrafici e contributivi e delle altre condizioni previste dalla legge, ovvero cessazione dell’attività di lavoro subordinato e apertura della cd. finestra, decorre dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della relativa domanda. Pertanto, le lavoratrici che perfezionano i requisiti utili a comportare l’apertura della finestra della pensione di anzianità in regime sperimentale entro il 31 dicembre 2015, possono presentare domanda di pensione di anzianità, nei termini previsti dalle disposizioni vigenti nelle diverse Gestioni previdenziali, fermo restando la cessazione del rapporto di lavoro subordinato al momento della decorrenza del relativo trattamento pensionistico. Di conseguenza, ai fini dell’accesso alla pensione di anzianità in regime sperimentale, non è richiesta la presentazione della domanda e la cessazione del rapporto di lavoro subordinato alla data di perfezionamento dei requisiti anagrafici e contributivi.

 

 

11) Oneri deducibili: contributi assistenziali versati a un Fondo

Niente benefici fiscali per le somme versate da un lavoratore autonomo a un fondo iscritto all'Anagrafe nella sola sezione degli enti aventi esclusivamente fine assistenziale.

Gli enti, casse e società di mutuo soccorso (articolo 51, comma 2, lettera a, del Tuir) non sono equiparabili ai fondi sanitari integrativi (articolo 10, comma 1, lettera e-ter, del Tuir). Pertanto, non possono essere dedotti dal reddito complessivo i contributi assistenziali versati da un lavoratore autonomo a un fondo iscritto all'Anagrafe, nella sezione riservata ai fondi operanti ai sensi dell'articolo 51 del Tuir (enti o casse aventi esclusivamente fine assistenziale in conformità a disposizioni di contratto o di accordo o di regolamento aziendale).

(Agenzia delle entrate, risoluzione 107/E del 3 dicembre 2014)

 

 

12) Detrazioni per oneri: erogazioni liberali in favore di partiti politici

È irrilevante, ai fini della detrazione fiscale, che l’erogazione liberale in denaro sia effettuata sul conto corrente dell’articolazione periferica di un partito o un movimento politico nazionale: il requisito essenziale è l’iscrizione dello stesso partito nella prima sezione del “registro nazionale”, istituito dalla norma che, attualmente, disciplina le condizioni per fruire dello sconto fiscale. Il quadro normativo, pur cambiando nel tempo, ha inteso confermare ogni volta tale possibilità.

(Agenzia delle entrate, risoluzione n. 108/E del 3 dicembre 2014)

 

Vincenzo D’Andò