Diario quotidiano del 2 dicembre 2014: ecco le regole IMU per i terreni siti nei comuni montani

Pubblicato il 2 dicembre 2014



Decreto sulle semplificazioni fiscali pubblicato in G.U.; contenzioso tributario: i documenti richiesti dal Fisco possono essere presentati dopo; studi associati sempre soggetti ad Irap: Cassazione consolida la propria posizione; ok al ricorso contro l’avviso bonario; la Camera approva la Legge di Stabilità per il 2015, si aspetta solo il Senato; la rinunzia del sindaco: documento della Fondazione Commercialisti; trasferimento della sede legale in Italia; liquidazione della quota del socio di S.r.l.: diritti dei terzi

 

 Indice:

 1) Decreto sulle semplificazioni fiscali pubblicato in Gazzetta

 2) Contenzioso tributario: i documenti richiesti dal Fisco possono essere presentati dopo

 3) Studi associati sempre soggetti ad Irap: Cassazione consolida la propria posizione

 4) Ok al ricorso contro l’avviso bonario

 5) La Camera approva la Legge di Stabilità per il 2015, si aspetta solo il Senato

 6) La rinunzia del sindaco: documento della Fondazione Commercialisti

 7) Trasferimento della sede legale in Italia

 8) Liquidazione della quota del socio di S.r.l.: diritti dei terzi

 9) IMU sui terreni dei comuni montani: comunicato dal MEF

 

1) Decreto sulle semplificazioni fiscali pubblicato in Gazzetta

E’ stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 277 del 28 novembre 2014, il Decreto Legislativo n. 175 del 21 novembre 2014 (cd. Decreto sulle semplificazioni fiscali). Si tratta del primo decreto attuativo della delega fiscale (Legge 23/2014).

Si ricorda che tra le disposizioni ivi contenute vi fanno parte il modello 730 precompilato e quindi l’invio telematico dei CUD 2015 al fisco (lavoratori autonomi compresi) entro il 9 marzo 2015, l’abrogazione della responsabilità solidale in ambito fiscale tra committente, appaltatore e subappaltatore, ai sensi dell’art. 35 commi 28, 28-bis e 28-ter del D.L. 223/2006, anche con riferimento alle ritenute sui redditi di lavoro dipendente; l’aumento a 50 euro della soglia per la detraibilità dell’IVA sugli omaggi, per allineare il valore unitario per la detrazione a quello previsto per la deducibilità ai fini delle imposte sui redditi; la norma in base alla quale, ai soli fini della validità e dell’efficacia degli atti di liquidazione, accertamento, contenzioso e riscossione dei tributi e contributi, sanzioni e interessi, l’estinzione della società di cui all’art. 2495 c.c. che abbia effetto trascorsi cinque anni dalla richiesta di cancellazione dal Registro imprese; il riallineamento della definizione di “prima casa” operante nell’ambito delle agevolazioni per il trasferimento di immobili abitativi, mediante la cancellazione, anche in ambito IVA, del riferimento alla definizione di immobili “non di lusso” recata dal DM 2 agosto 69.

Poi, l’art. 18 del D.Lgs. 175/2014 conferma che, dal periodo d’imposta 2014, per la valutazione dello “status” di società in perdita sistematica si dovrà tenere conto dei risultati delle ultimo quinquennio (2009-2013) e non più dell’ultimo triennio (2011-2013). La pubblicazione in Gazzetta del decreto ha un effetto diretto già sul versamento del secondo acconto 2014, in scadenza al 1° dicembre 2014, per le società che “fuoriescono” dal 2014 stesso dalla disciplina delle società di comodo (trattasi delle società che, se avessero eseguito la verifica su base triennale, sarebbero risultate “in perdita sistematica” e che invece, nell’ultimo quinquennio, hanno presentato almeno una dichiarazione con un reddito imponibile superiore al minimo).

Tali soggetti non sono più tenuti al versamento dell’acconto della maggiorazione IRES del 10,5% (nel modello UNICO 2015, infatti, non sarà più dovuta alcuna maggiorazione) e possono ricalcolare l’acconto delle imposte sui redditi con il metodo previsionale, in quanto non più obbligate ad adeguare nel Modello Unico 2015 il reddito a quello minimo delle società di comodo.

L’art. 21 del decreto prevede poi che, per le comunicazioni delle operazioni con i paradisi fiscali, la periodicità passi da mensile o trimestrale ad annuale, e la soglia al di sotto della quale non sia obbligatorio il monitoraggio venga elevata da 500 euro a 10.000 euro (importo, quest’ultimo, riferito all’intero anno solare e non alla singola operazione). Entrambe le modifiche si applicano retroattivamente alle operazioni poste in essere nel 2014 (anno solare in corso alla data di entrata in vigore del DLgs. 175/2014).

Di rilievo poi la novità riguardante l’opzione necessaria per effettuare operazioni intracomunitarie, che sarà esercitata contestualmente all’apertura della partita Iva, con l’immediata inclusione nella banca dati dei soggetti passivi che compiono operazioni intracomunitarie e quella riguardante le sanzioni riguardanti i modelli Intrastat che saranno applicate una sola volta per ogni elenco mensile, inesatto o incompleto, a prescindere dal numero delle operazioni mancanti o inserite in modo non corretto nel listing stesso.

Infine, il provvedimento introduce l’esonero dalla presentazione della dichiarazione di successione, per eredità da parenti in linea diretta inferiore ai 100 mila euro, esclusi immobili o diritti reali sugli stessi, oltre a talune semplificazioni in termini di documenti da allegare.

Dichiarazione dei redditi compilata dall’agenzia delle entrate

Introduzione in via sperimentale, a partire dall’anno 2015, con riferimento ai redditi prodotti nel 2014, della dichiarazione dei redditi "precompilata" da parte dell’Agenzia delle entrate.

Tale dichiarazione viene messa a disposizione dei lavoratori dipendenti e assimilati e dei pensionati che hanno i requisiti per presentare il modello 730.

Entro il 15 aprile di ciascun anno la dichiarazione precompilata viene resa disponibile in via telematica al contribuente, che può accettarla oppure modificarla, rettificando i dati comunicati dall’Agenzia e/o inserendo ulteriori informazioni.

Per l’elaborazione della dichiarazione precompilata, l’Agenzia delle entrate può utilizzare le informazioni disponibili in Anagrafe tributaria (ad esempio la dichiarazione dell’anno precedente e i versamenti effettuati), i dati trasmessi da parte di soggetti terzi (ad esempio banche, assicurazioni ed enti previdenziali) e i dati contenuti nelle certificazioni rilasciate dai sostituti d’imposta con riferimento ai redditi di lavoro dipendente e assimilati, ai redditi di lavoro autonomo e ai redditi diversi (ad esempio, compensi per attività occasionali di lavoro autonomo).

Nuova sanzione per i sostituti d’imposta

Obbligo per i sostituti d’imposta di trasmettere, entro il 7 marzo di ogni anno, all’Agenzia delle entrate i dati relativi alla certificazione unica che attesta l’ammontare complessivo delle somme erogate, delle ritenute operate, delle detrazioni d’imposta effettuate e dei contributi previdenziali e assistenziali trattenuti. In caso di omessa, tardiva o errata trasmissione dei dati si prevede una sanzione nella misura fissa di 100 euro per ogni certificazione. La sanzione non è applicata se il sostituto d’imposta provvede alla trasmissione della corretta certificazione entro i cinque giorni successivi alla scadenza.

Invio informazioni da enti esterni: sanzione

Le informazioni provenienti dai soggetti terzi, già utilizzate per le attività di controllo, vengono ora acquisite anche per l’elaborazione della dichiarazione dei redditi.

Si anticipa al 28 febbraio il termine per la trasmissione all’Agenzia delle entrate dei dati relativi ad alcuni oneri deducibili e detraibili sostenuti nell’anno precedente, quali interessi passivi sui mutui, premi assicurativi, contributi previdenziali, previdenza complementare.

La scadenza attualmente prevista per l’invio di tali informazioni all’Agenzia delle entrate (30 aprile), infatti, non si concilia con quella individuata per la messa a disposizione della dichiarazione precompilata (15 aprile).

Al fine di ottenere il rispetto del termine previsto per la trasmissione e la qualità dei dati inviati, viene prevista l’applicazione di un’apposita sanzione in misura fissa, pari a 100 euro, nei casi di omessa, tardiva o errata trasmissione dei dati. La sanzione non è applicata se gli enti esterni provvedono alla trasmissione dei dati corretti entro i cinque giorni successivi alla scadenza ovvero, in caso di segnalazione da parte dell’Agenzia delle entrate, entro i cinque giorni successivi alla segnalazione stessa.

Unificazione dei termini di presentazione della dichiarazione

Il termine per la presentazione della dichiarazione diversificato per i sostituti d’imposta entro il mese di aprile e per i CAF e i professionisti abilitati entro il mese di maggio, è unificato alla data del 7 luglio dell’anno successivo all’anno d’imposta cui si riferisce la dichiarazione.

Esclusione del controllo preventivo sui rimborsi

Nel caso in cui la dichiarazione precompilata sia accettata dal contribuente, direttamente o tramite il proprio sostituto d’imposta, senza modifiche, viene escluso il controllo formale a carico del contribuente stesso per i dati relativi agli oneri comunicati dai soggetti terzi all’Agenzia delle entrate. Non si applica in tale ipotesi la disposizione dei controlli preventivi sui rimborsi complessivamente superiori ai quattromila euro in presenza di richiesta di detrazioni per carichi di famiglia e/o eccedenze relative a precedente dichiarazione.Permane il controllo sulla sussistenza delle condizioni soggettive che danno diritto a detrazioni deduzioni e agevolazioni.

Semplificare la gestione delle addizionali regionali e comunali

Per agevolare l’attività dei sostituti d'imposta e dei centri di assistenza fiscale nonché degli altri intermediari è previsto l’invio da parte delle Regioni e delle Province autonome dei dati contenuti nei provvedimenti di variazione dell’addizionale regionale all’IRPEF ai fini della pubblicazione sul sito informatico del Dipartimento delle Finanze www.finanze.it.

Viene uniformata la data di riferimento del domicilio fiscale ai fini dell’addizionale regionale e comunale (rispettivamente, 31 dicembre e 1° gennaio).L’acconto dell’addizionale comunale è versato con la stessa aliquota deliberata per l’anno precedente (oggi è consentito al Comune di variare l’aliquota per l’acconto se pubblica la delibera entro il 20 dicembre dell’anno precedente).

Prestazioni alberghiere e di somministrazioni di alimenti e bevande

Le prestazioni alberghiere e di somministrazioni di alimenti e bevande acquistate direttamente dal committente non costituiscono compensi in natura per i professionisti che ne usufruiscono. I professionisti, pertanto, non devono “riaddebitare” in fattura tali spese al committente e non possono considerare il relativo ammontare quale componente di costo deducibile dal proprio reddito di lavoro autonomo.

Spese sostenute per la riqualificazione energetica degli edifici

I contribuenti interessati alla detrazione IRPEF delle spese sostenute per la riqualificazione energetica degli edifici, i cui lavori proseguono oltre il periodo di imposta, non devono più inviare all’Agenzia delle entrate apposita comunicazione in cui sono elencati i dati delle spese sostenute nei periodi di imposta precedenti.

Semplificazioni per i rimborsi

Il nuovo articolo 38-bis del D.P.R. n. 633 del 26 ottobre 1972 ha rivisto le procedure per l’esecuzione dei rimborsi dell’Iva risultanti a credito nella dichiarazione annuale dell’Iva ovvero, per talune fattispecie che non vengono modificate rispetto a quelle attualmente previste, nella liquidazione dell’Iva di fine trimestre.

In generale viene ampliato l’ammontare dei rimborsi eseguibili senza alcun adempimento (da 5000 a 15000 euro) e non vengono posti limiti all’ammontare dei rimborsi ottenibili dai contribuenti non a rischio che presentano solo la dichiarazione con il visto di conformità e la dichiarazione sostitutiva di atto notorio. Sono individuati infine le ipotesi di rischio che rendono necessaria la garanzia.

Queste sono comunque le principali disposizioni:

- art. 10, spese di vitto e alloggio professionisti.

- art. 11, Dichiarazione di successione: esoneri e documenti da allegare.

- art. 12, abrogazione della comunicazione all’Agenzia delle entrate per i lavori che proseguono per più periodi di imposta ammessi alla detrazione IRPEF delle spese sostenute per la riqualificazione energetica degli edifici.

- art. 13, Esecuzione dei rimborsi IVA.

- art. 16, Razionalizzazione comunicazioni dell’esercizio di opzione.

- art. 17, Razionalizzazione delle modalità di presentazione e dei termini di versamento nelle ipotesi di operazioni straordinarie poste in essere da società di persone.

- art. 18, Società in perdita sistematica.

- art.20, Comunicazione all’Agenzia delle entrate dei dati contenuti nelle lettere d’intento.

- art.21, Comunicazione delle operazioni intercorse con Paesi black list.

- art.27, Ritenute su agenti - comunicazione di avvalersi di dipendenti o terzi.

- art. 28 comma 1, eliminazione previsioni e adempimenti di solidarietà fiscale tra appaltante e appaltatore.

- art. 29, detrazione forfetaria per prestazioni dì sponsorizzazione.

- art. 30, Spese di rappresentanza - adeguamento valore di riferimento omaggi a disciplina imposte sui redditi.

- art. 31, Rettifica iva crediti non riscossi.

- art. 33 Allineamento definizione prima casa iva - registro.

 

 

2) Contenzioso tributario: i documenti richiesti dal Fisco possono essere presentati dopo

Nell’ambito del contenzioso tributario é possibile presentare anche dopo i documenti richiesti dal Fisco se il contribuente non è stato avvisato del rischio che corre sulla mancata presentazione.

La Cassazione restringe la portata applicativa del questionario fiscale. Sono, infatti, acquisibili e valutabili in giudizio i documenti chiesti dall’Amministrazione finanziaria e non prodotti dal contribuente se l’invito non avverte circa l’inutilizzabilità successiva in caso di omessa presentazione presso l’Ufficio delle Entrate. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 25334 del 28 novembre 2014, ha accolto il ricorso di una società che non aveva mostrato la contabilità tenuta dal Commercialista. Sul punto i Supremi giudici hanno ricordato che la sanzione dell’inutilizzabilità della successiva produzione in sede contenziosa, prevista dall’art. 32 del dpr 600/73, opera solo in presenza di un invito specifico e puntuale all’esibizione da parte dell’amministrazione purché accompagnato dall'avvertimento circa le conseguenze della sua mancata ottemperanza. In altre parole, l’invio del questionario da parte dell’Ufficio, per fornire dati, notizie e chiarimenti, assolve alla funzione di assicurare - in rispondenza ai canoni propri degli obblighi di solidarietà della materia tributaria - un dialogo preventivo tra fisco e contribuente per favorire la definizione delle reciproche posizioni, sì da evitare l’instaurazione del contenzioso giudiziario, rimanendo legittimamente sanzionata l'omessa o intempestiva risposta con la preclusione amministrativa e processuale di allegazione di dati e documenti non forniti nella sede precontenziosa.

 

 

3) Studi associati sempre soggetti ad Irap: Cassazione consolida la propria posizione

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 25313 del 28 novembre 2014, ha stabilito che le associazioni professionali e gli studi associati sono sempre soggetti ad IRAP, indipendentemente dalla struttura organizzativa della quale si avvalgono per l’esercizio dell’attività. I supremi giudici hanno applicato letteralmente il secondo periodo dell’art. 2 del DLgs. 446/97, in base al quale “l’attività esercitata dalle società e dagli enti, compresi gli organi e le amministrazioni dello Stato, costituisce in ogni caso presupposto di imposta”, dovendosi, quindi, prescindere dal requisito dell’autonoma organizzazione.

Considerato che l’art. 3 comma 1 lett. c) dello stesso DLgs. 446/97 contempla, tra i soggetti passivi d’imposta, le società semplici esercenti arti e professioni e quelle ad esse equiparate (in buona sostanza, le associazioni professionali e gli studi associati), ne deriva il relativo assoggettamento ad IRAP.

L’orientamento in oggetto non è nuovo, essendo già stato sostenuto in passato.

Dunque, l’esercizio in forma associata di una professione (liberale) è circostanza di per sé idonea a far presumere:

- l’esistenza di un’autonoma organizzazione di strutture e mezzi, ancorché di non particolare onere economico;

- l’intento di avvalersi della reciproca collaborazione e delle reciproche competenze ovvero della sostituibilità nell’adempimento dell’attività.

 

4) Ok al ricorso contro l’avviso bonario

E’ possibile ricorrere contro l’avviso bonario. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 25297 del 28 novembre 2014, conferma l’impugnabilità dell’avviso bonario.

In virtù degli artt. 36-bis, comma 3 del DPR 600/1973 e 54-bis, comma 3 del DPR 633/1972, quando dalla liquidazione automatica della dichiarazione emerge un risultato diverso rispetto a quello indicato dal contribuente, l’Ufficio invia a questi una comunicazione affinché eviti la reiterazione degli errori ed eventualmente regolarizzi gli aspetti formali. Se l’esito della liquidazione non viene contestato, il contribuente, qualora versi le somme entro 30 giorni dalla ricezione della comunicazione, può evitare l’iscrizione a ruolo fruendo della riduzione a un terzo delle sanzioni (art. 2 del DLgs. 462/97).

A ciò occorre aggiungere quanto previsto dall’art. 6, comma 5 della L. 212/2000, che non impone sempre l’emissione dell’avviso bonario prima della cartella di pagamento, ma solo se sussistono incertezze su aspetti rilevanti della dichiarazione, che non sono certamente sussistenti quando l’esito del controllo evidenzi soltanto una differenza tra il dichiarato ed il versato.

In passato, la Cassazione aveva stabilito che sono impugnabili, sebbene non rientranti nell’elenco di cui all’art. 19 del DLgs. 546/92, tutti i provvedimenti con cui l’Amministrazione comunica al contribuente una pretesa tributaria ormai definita, ancorché tale comunicazione non si concluda con una formale intimazione di pagamento.

 

5) La Camera approva la Legge di Stabilità per il 2015, si aspetta solo il Senato

La Camera dei Deputati ha approvato la Legge di Stabilità con 324 sì e 108 no.

L’approvazione è avvenuta il 30 novembre 2014, dopo le tre fiducie incassate dal Governo sui tre articoli in cui è stato spacchettato il testo del DDL di stabilità licenziato dalla Commissione Bilancio della Camera. A seguire l’approvazione da parte del governo della Nota di variazione al ddl bilancio.

Queste le novità del disegno di legge n. 2679-bis (c.d. legge di Stabilità 2015), in materia di lavoro:

- Commi 9 e 10, confermato il bonus di 80 euro che è reso strutturale.

- Commi 16 e seguenti deduzione dalla base dell’Irap dei costi relativi a tutto il personale assunto a tempo indeterminato; in agricoltura viene aggiunto anche quello relativo ai contratti a termine.

- Comma 21, anticipazione TFR a tassazione ordinaria.

- Comma 83, aumento degli stanziamenti degli ammortizzatori sociali; la Camera ha aggiunto alle somme già stanziate 400 milioni di euro in due anni.

- Comma 88, i datori di lavoro che fino al 31 dicembre 2012 hanno assunto dalla c.d. Piccola mobilità (lavoratori licenziati da aziende con meno di 15 dipendenti) avranno il riconoscimento della riduzione contributiva prevista dagli art. 8, comma 2 (12 mesi se rapporto a termine) e 25, comma 6 (18 mesi se contratto a tempo indeterminato) della Legge n. 223/1991. La contribuzione è quella usuale del 10%. E’, sostanzialmente, una norma a sanatoria per il passato. Si tratta della disposizione, non strutturale, ma prorogata per 18 anni, che fu cancellata dal Governo Monti con la legge di stabilità relativa al 2012.- Comma 89, i lavoratori che sono stati messi in mobilità per chiusura dell’attività e che a seguito di accertamento giudiziale hanno visto riconosciuti i loro diritti per esposizione all’amianto, possono chiedere entro il 2015 all’INPS l’integrazione della pensione.

- Commi 90 e 91, viene istituito il bonus per le assunzioni a tempo indeterminato per tutto il 2015. Lo sgravio contributivo è triennale ed è pari a 8.060 euro all’anno. Il testo è rimasto del tutto identico. Viene confermata la cancellazione dell’art. 8, comma 9, della legge n. 407/1990.

- Comma 95, modificati i limiti per il bonus bebè. L’assegno di 960 euro all’anno per ogni bambino nato od adottato nel periodo 1 gennaio 2015 – 31 dicembre 2017 è concesso se l’Isee non supera i 25.000 euro. Se l’indicatore non supera i 7.000 euro l’assegno raddoppia.

 

6) La rinunzia del sindaco: documento della Fondazione Commercialisti

A fronte del perdurante contrasto interpretativo sul tema della decorrenza delle “dimissioni” del sindaco, oltre a illustrare modalità e caratteristiche della dichiarazione di rinunzia, ripercorre le argomentazioni favorevoli alla tesi, già sostenuta dal CNDCEC, dell'immediata efficacia della rinunzia del sindaco anche quando non sia possibile la sua sostituzione con il supplente.

Si suggeriscono, inoltre, alcuni comportamenti prudenziali da adottare in occasione della rinunzia all'incarico volti, tra l’altro, a delimitare eventuali responsabilità dei sindaci dimissionari. Con riferimento poi alla rinunzia dei sindaci componenti del collegio sindacale (o sindaco unico), incaricato della revisione legale dei conti, si esclude la proroga semestrale delle funzioni previste dalla legge per il solo revisore legale, e non applicabile all'organo di controllo interno (art. 1, co. 2, dm 261/2012). In ogni caso la cessazione anticipata da detti incarichi dovrà essere comunicata al registro dei revisori legali dei conti.

(Fondazione Commercialisti, documento del 01 dicembre 2014)

 

7) Trasferimento della sede legale in Italia

Secondo quanto asserito nella Massima del Comitato Notarile Triveneto 2014 n. E.C.1 e n. E.C.2, una società costituita in uno Stato estero può trasferire in Italia la propria sede legale assoggettandosi contemporaneamente alla legge italiana (c.d. mutamento della “lex societatis”) e adottando una forma societaria propria dell'ordinamento italiano (c.d. “trasformazione internazionale”).

Viene precisato anche il procedimento da seguire ai fini dell’iscrizione della società nel registro delle imprese italiano.

In primo luogo la società deve predisporre un atto di trasferimento in Italia della propria sede: l’atto può essere ricevuto da un notaio italiano, che provvederà poi direttamente ad iscriverlo nel registro delle imprese.

In alternativa, l’atto di trasferimento può essere effettuato nello Stato ove è avvenuta la costituzione della società. In tal caso la società deve depositare presso un notaio italiano (ai sensi dell’art. 106 L. 89/13) una copia autentica dell’atto (munito, se necessario, dell'apostille o della legalizzazione) debitamente tradotta ed asseverata di giuramento.

Se la forma adottata è quella di una società di capitali, il notaio depositario effettuerà il controllo di legalità e in caso di:

- esito positivo: iscrive la società nel registro imprese;

- esito negativo: non iscrive la società fino a quando l’assemblea della stessa (contestualmente o successivamente al deposito) non adegui lo statuto alle disposizioni inderogabili della legge italiana (art. 25 c. 3 L. 218/95).

Se la forma adottata è quella di una società di persone, il notaio italiano deve rifiutarsi di ricevere in deposito l’atto estero di trasferimento in Italia se non ricorrono le condizioni previste dalla legge per quel tipo di società (il controllo di legalità infatti deve avvenire prima del deposito dell'atto perché l’iscrizione nel registro imprese può essere effettuata anche a richiesta degli amministratori o dei soci: art. 2296 c.c.).

 

8) Liquidazione della quota del socio di S.r.l.: diritti dei terzi

In caso di liquidazione della quota di un socio di s.r.l. receduto, escluso o defunto, gli eventuali diritti dei terzi (pegno, usufrutto, sequestro o pignoramento) gravanti sulla stessa quota si trasferiscono sulle somme di denaro corrisposte al socio o ai suoi eredi (c.d. surrogazione reale).

Se la società rimborsa la quota mediante l’utilizzo di riserve disponibili, gli eventuali diritti dei terzi già gravanti sulle quote dei soci superstiti si estendono sull’intera loro partecipazione come risultante all’esito della liquidazione.

(Massima Comitato Notarile Triveneto 2014 I.H.17)

 

9) IMU sui terreni dei comuni montani: comunicato dal MEF

Il decreto interministeriale 28 novembre 2014, in corso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, ha rimodulato l’applicazione dell’esenzione dall’IMU, in attuazione di quanto previsto dall’art. 22, comma 2, del D.L. n. 66 del 2014.

I soggetti obbligati al versamento dell’IMU per l’anno 2014 sulla base di detto decreto devono effettuarlo in un’unica rata entro il 16 dicembre 2014.

In particolare, il decreto stabilisce che sono esenti:

i terreni agricoli dei comuni ubicati a un’altitudine di 601 metri e oltre, individuati sulla base dell’“Elenco comuni italiani”, pubblicato sul sito internet

dell’Istituto nazionale di statistica (ISTAT), http://www.istat.it/it/archivio/6789

, tenendo conto dell’altezza riportata nella colonna “Altitudine del centro (metri)”;

i terreni agricoli posseduti da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali, iscritti nella previdenza agricola, dei comuni ubicati a un’altitudine compresa fra 281 metri e 600 metri, individuati sulla base del medesimo elenco.

(Comunicato Stampa Ministero delle Finanze 01/12/2014)

 

Vincenzo D’Andò