Diario fiscale dell’1 dicembre 2014: condannato per truffa il consulente che per ottenere il rinnovo del mandato copra le proprie inadempienze

Pubblicato il 1 dicembre 2014



condannato per truffa il consulente che per ottenere il rinnovo del mandato copra le proprie inadempienze; “split payment”: non riguarderà i professionisti?; l’Agenzia delle entrate fotografa il mercato immobiliare locale: online le note territoriali del primo semestre 2014; sisma di maggio 2012, riaperti i termini per chiedere il credito d’imposta; prestazioni assistenziali: azioni di rivalsa; richiesta di variazione ufficio pagatore on line; lavoratori occasionali: niente maxisanzione se vi sono i modelli F24; Inps: entro il 31 dicembre obbligo dell’unicità della posizione contributiva aziendale; sono già in vigore le due nuove norme in materia di relazioni e di documentazione in caso di scissione e di fusione; home Care Premium 2012: differito il termine di scadenza al 28 febbraio 2015 e assunta la determinazione di spesa

 

 Indice:

 1) Condannato per truffa il consulente che per ottenere il rinnovo del mandato copra le proprie inadempienze

 2) “Split payment”: non riguarderà i professionisti ?

 3) L’Agenzia delle entrate fotografa il mercato immobiliare locale: online le note territoriali del primo semestre 2014

 4) Sisma di maggio 2012, riaperti i termini per chiedere il credito d’imposta

 5) Prestazioni assistenziali: azioni di rivalsa

 6) Richiesta di variazione ufficio pagatore on line

 7) Lavoratori occasionali: niente maxisanzione se vi sono i modelli F24

 8) Inps: entro il 31 dicembre obbligo dell’unicità della posizione contributiva aziendale

 9) Sono già in vigore le due nuove norme in materia di relazioni e di documentazione in caso di scissione e di fusione

 10) Home Care Premium 2012: differito il termine di scadenza al 28 febbraio2015 e assunta la determinazione di spesa

 

 

 

1) Condannato per truffa il consulente che per ottenere il rinnovo del mandato copra le proprie inadempienze

Il giudice di legittimità ha riconosciuto la condanna per truffa per il consulente che, per ottenere il rinnovo del mandato, ha coperto le proprie inadempienze (in particolare, ha omesso di presentare le dichiarazioni fiscali del proprio cliente) e ciò anche se il compenso ricevuto sia stato irrisorio.

La Cassazione richiama tutti i professionisti alla massima correttezza verso i loro clienti. Commette infatti truffa contrattuale il consulente che, con artifici e raggiri, ottiene il rinnovo del mandato coprendo le sue inadempienze. Lo ha deciso la Corte di Cassazione che, con la sentenza n. 49472 del 27 novembre 2014, ha confermato la responsabilità penale di un commercialista che, pur avendo percepito un modesto compenso, non aveva presentato le dichiarazioni dei redditi del cliente.

Secondo la Suprema Corte “il professionista che, per nascondere una propria inadempienza, compia artifizi e raggiri nei confronti del cliente, che, quindi, all’oscuro dell'inadempienza, gli rinnovi il mandato professionale continuando a retribuirlo, commette il reato di truffa contrattuale nel corso dell’esecuzione del contratto di prestazione d’opera intellettuale. L’ingiusto profitto va individuato nel rinnovo del mandato e nella percezione del relativo compenso, rinnovo che non sarebbe avvenuto ove il cliente fosse stato messo a conoscenza della inadempienza”.

 

 

2) “Split payment”: non riguarderà i professionisti ?

Il meccanismo Iva dello “split payment” per le forniture alla pubblica amministrazione non si applicherà ai compensi delle prestazioni di servizi assoggettati a ritenuta Irpef; i professionisti, pertanto, continueranno a esercitare nei confronti degli enti pubblici la rivalsa dell’Iva. I soggetti che effettuano operazioni sottoposte al meccanismo, inoltre, avranno diritto al rimborso prioritario del credito Iva che ne scaturisce. Queste alcune novità introdotte dagli emendamenti al DDL di stabilità 2015 approvati in commissione bilancio alla camera. Sempre in materia di Iva, si profila inoltre l’ulteriore ampliamento del regime dell’inversione contabile e la riduzione al 4% dell’aliquota su libri e periodici online.

“Split payment”

Il DDL, come è noto, introduce il meccanismo dello split payment (subordinatamente, però, al rilascio dell’autorizzazione dell’Ue): per le forniture effettuate nei confronti dello stato, degli enti pubblici territoriali, delle camere di commercio, degli istituti universitari, delle aziende sanitarie locali, degli enti ospedalieri, degli enti pubblici di ricovero e cura a carattere scientifico, degli enti pubblici di assistenza e beneficenza e di quelli di previdenza, l’Iva applicata dai fornitori dovrà essere versata dagli enti destinatari direttamente all’erario, con modalità e termini da stabilire, e non ai fornitori. Restano ferme, per le operazioni sottoposte al regime dell’inversione contabile le modalità di liquidazione previste da tale regime.

Reati tributari attenuati

Il reato di dichiarazione fraudolenta non si concretizza quando l’evasione dipende da omessa o infedele fatturazione o registrazione dei corrispettivi. Per la configurazione del reato di dichiarazione infedele, invece, non si dovrà tenere conto delle violazioni sulla corretta classificazione o valutazione degli elementi attivi o passivi reali, sulla determinazione della competenza temporale, sulla indeducibilità di costi esistenti. Stop anche all’intervento penale nel caso di emissione o di utilizzazione di fatture false per importi fino a 1.000 euro nell’anno. E ancora: abrogazione del reato di omesso versamento Iva, ferma restando la sanzione amministrativa sulle violazioni commesse precedentemente. Queste alcune delle modifiche alla disciplina dei reati tributari contenuta nel Dlgs n. 74/2000, previste nella bozza di Dlgs attuativo dell’art. 8 della legge delega fiscale n. 23/2014.

Omesso versamento Iva

Come anticipato dal governo due settimana fa in risposta ad un question time, è confermata l’abrogazione dell’art. 10-ter, che qualifica reato l’omesso versamento dell’Iva dovuta in base alla dichiarazione annuale per importo superiore a 50.000 euro, alla scadenza del termine per il pagamento dell’acconto d’imposta del periodo successivo. L’abrogazione, in base al principio del favor rei, si rifletterà anche sui fatti commessi precedentemente, per i quali tuttavia viene espressamente tenuta ferma l’applicazione della sanzione amministrativa dell’art. 13, dlgs n. 471/1997. Naturalmente il principio del favor rei vale non solo per l’abrogazione del reato in esame, ma per tutte le altre modifiche.

False fatturazioni

Il reato di dichiarazione fraudolenta mediante fatture fittizie, previsto dall’art. 2, e quello di emissione di fatture fittizie, previsto dall’art. 8, si configureranno solo quando l’importo dell’imposta, nell’anno, è superiore a 1.000 euro.

Dichiarazione fraudolenta

Restyling anche per il reato di dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici, previsto dall’art. 3. In merito ai controversi presupposti della fattispecie in esame, ferme restando le soglie per la punibilità, si prevede di precisare che il reato sussiste solo in caso di simulazione oggettiva o soggettiva delle operazioni, nonché nel caso in cui il contribuente si avvalga di documenti falsi o mezzi fraudolenti idonei ad ostacolare l’accertamento. A tale proposito, inoltre, viene precisato che rilevano solo i documenti registrati nelle scritture contabili obbligatorie, oppure detenuti a fini di prova nei confronti dell’amministrazione finanziaria.

La Pec nel ricorso

Dalla Cassazione nuove indicazioni sul processo telematico. L’indicazione della Pec nell’intestazione del ricorso e non all’interno, per le sole comunicazioni in cancelleria, non vincola la controparte a notificare l’atto sull'indirizzo di posta elettronica certificata.

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 25215 del 27 novembre 2014, ha evidenziato che la Legge 183 del 2011 ha modificato la norma chiave del ricorso in Cassazione, l’articolo 366 al secondo comma, prevedendo che se il ricorrente non ha eletto domicilio a Roma ovvero non ha dichiarato l’indirizzo di posta elettronica certificata comunicata al proprio ordine, le notificazioni gli sono fatte presso la cancelleria della Corte di cassazione. Dunque, hanno spiegato gli Ermellini, la notificazione del controricorso può essere validamente effettuata presso la cancelleria della Corte se manca l’elezione del domicilio in Roma da parte dei ricorrente e se questi non ha indicato l’indirizzo di posta elettronica certificata. La domiciliazione ex lege presso la cancelleria dell'autorità giudiziaria innanzi alla quale è in corso il giudizio consegue solo ove il difensore non abbia indicato l'indirizzo suddetto. Mentre, se tale indicazione sussiste la notificazione del controricorso deve essere effettuata nella forma telematica.

 

 

3) L’Agenzia delle entrate fotografa il mercato immobiliare locale: online le note territoriali del primo semestre 2014

Sono disponibili dal 28 novembre 2014, sul sito internet dell’Agenzia delle entrate, le note territoriali relative al primo semestre 2014, che analizzano la situazione del mercato immobiliare locale in 19 province italiane.

Lo studio approfondisce l’andamento delle compravendite residenziali nelle province di Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna, Genova, Catania, Firenze, Salerno, Perugia, Bari, Venezia, Padova, Modena, Crotone, Udine, Pavia, Catanzaro e Mantova.

Tutti i dati del mercato immobiliare locale

Le Note territoriali, pubblicate in questa edizione in formato ridotto (a causa del completamento della revisione generale dei perimetri delle zone Omi), analizzano la composizione e le dinamiche del mercato residenziale dei capoluoghi e delle province italiane, inquadrati nel contesto regionale di riferimento. In particolare, lo studio contiene un’analisi dei volumi di compravendita delle abitazioni, confrontati con quelli dei semestri precedenti, negli ambiti provinciali e regionali.

Dove consultare i dati

Le Note territoriali possono essere scaricate gratuitamente dal sito internet dell’Agenzia delle Entrate, seguendo questo percorso: Documentazione > Osservatorio del Mercato Immobiliare > Pubblicazioni > Note territoriali.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 138 del 28 novembre 2014)

 

 

4) Sisma di maggio 2012, riaperti i termini per chiedere il credito d’imposta

Le domande dall’1 al 29 dicembre per imprese e autonomi danneggiati. Nuova finestra temporale per il credito d’imposta a favore delle imprese e dei lavoratori autonomi interessati dal sisma del 20 e 29 maggio 2012. Le domande per l’attribuzione del beneficio potranno essere presentate dall’1 al 29 dicembre 2014 da imprese e lavoratori autonomi la cui azienda o studio professionale sono stati distrutti o resi inagibili per effetto del sisma o che hanno subito la distruzione di attrezzature, macchinari o impianti utilizzati per la loro attività. Lo stabilisce, attuando le modifiche introdotte dal Dl n.74/2014, il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate n. 152728 del 28 novembre 2014. L’Agenzia determina il credito d’imposta che spetta a ciascun soggetto che ha fatto richiesta quest’anno sulla base del rapporto tra l’ammontare delle risorse stanziate e l’ammontare complessivo richiesto nei periodi dal 14 aprile al 30 giugno e dall’1 al 29 dicembre 2014.

Casistica più ampia per le attestazioni dei danni

Il provvedimento fa seguito alle modifiche introdotte alla disciplina del credito d’imposta dal Dl n. 74 del 2014, che prevede nuove modalità di attestazione dei danni, una più ampia platea di beneficiari e l’estensione del periodo agevolato. Il credito d’imposta è riconosciuto anche alle imprese che, pur non beneficiando dei contributi ai fini del risarcimento del danno, sono tenute al rispetto degli adempimenti relativi all’acquisizione della certificazione di agibilità sismica. Possono richiederlo imprenditori e lavoratori autonomi che hanno subìto la distruzione o l’inagibilità dell’azienda, a condizione che abbiano denunciato il danno alle autorità comunali e ne abbiano ricevuto conferma oppure a patto che gli immobili siano stati interessati da ordinanze di sgombero in quanto inagibili in parte o in tutto per effetto del sisma. Inoltre, sono ammessi al beneficio anche i soggetti che hanno riscontrato danni ai macchinari o impianti utilizzati per la loro attività e hanno ottenuto una verifica del danno da parte delle autorità comunali.

Modi e tempi per accedere al beneficio

Con la riapertura dei termini, le imprese e i lavoratori autonomi danneggiati dal sisma del 20 e 29 maggio 2012 possono inviare, dall’1 al 29 dicembre 2014, la domanda in via telematica all’Agenzia delle Entrate, utilizzando i canali Entratel o Fisconline. Restano valide le richieste presentate entro il 30 giugno 2014, che potranno comunque essere sostituite entro la nuova scadenza. Il modello, previsto dal Dm 23 dicembre 2013 e approvato con provvedimento del direttore dell’Agenzia dell’11 aprile 2014, è disponibile con le relative istruzioni sul sito internet www.agenziaentrate.it.

Come viene determinato il credito

L’Agenzia determina il credito d’imposta spettante a ciascun soggetto che ha fatto richiesta nel 2014 sulla base del rapporto tra l’ammontare delle risorse stanziate e l’ammontare complessivo del credito d’imposta richiesto con le domande inviate dal 14 aprile al 30 giugno 2014 e dall’1 al 29 dicembre 2014. La misura del beneficio riconosciuto viene resa pubblica con provvedimento del Direttore dell’Agenzia sul sito internet.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 137 del 28 novembre 2014)

 

 

5) Prestazioni assistenziali: azioni di rivalsa

L’Istituto previdenziale ha la competenza al recupero delle prestazioni erogate per fatto illecito di terzi, nonché per definire le modalità di quantificazione delle somme da recuperare.

L’Inps, con la circolare n. 152 del 27 novembre 2014, si occupa delle azioni di rivalsa per le prestazioni assistenziali a seguito della Legge n. 183/2010, la quale ha stabilito che le prestazioni assistenziali (pensioni, assegni e indennità) in favore degli invalidi civili, se corrisposte in conseguenza di fatti illeciti di terzi, sono recuperate dall’Istituto, quale ente erogatore delle stesse, nei riguardi del responsabile civile e della compagnia di assicurazione.

Per agevolare l’azione di rivalsa, la segnalazione che la patologia dipende da fatto causato da terzi, in qualsiasi fase del processo di lavoro venga acquisita nella procedura INVCIV2010, viene trasmessa automaticamente alla procedura “Rivalsa/surroghe web”, per l’acquisizione delle informazioni utili al conseguente avvio delle azione di rivalsa nei confronti del terzo responsabile.

In particolare:

- il medico certificatore, attraverso la consueta procedura di compilazione del certificato medico on-line può indicare l’eventuale responsabilità di terzi della condizione invalidante del soggetto richiedente la prestazione, contestualmente alla compilazione della domanda di invalidità;

- il cittadino/patronato, tramite le consuete procedure di compilazione INVCIV, può indicare la possibile responsabilità di terzi quale causa della condizione invalidante del soggetto che effettua la domanda;

- la Commissione medica integrata CMI-ASL, in fase di prima visita, ha la possibilità di visionare, mediante la procedura INVCIV2010 e all’atto della compilazione del verbale, la segnalazione presente sul certificato introduttivo o sulla domanda inoltrata dal cittadino/patronato per cui potrà, o meno, confermare la segnalazione di possibile responsabilità di terzi;

- in seguito alla presenza della segnalazione sul verbale CMI-ASL, il medico dell'Unità operativa Medico legale potrà confermare, ovvero non confermare, la possibile responsabilità di terzi.

6) Richiesta di variazione ufficio pagatore on line

Servizi per il cittadino: nuovo servizio online per modificare l’ufficio pagatore. Dal 27/11/2014 è disponibile il nuovo servizio online “Variazione ufficio pagatore”, che consente di modificare l’indicazione dell’ufficio pagatore (Istituto bancario, Poste ecc.) presso il quale l’utente vuole ricevere l’accredito dei trattamenti previdenziali.

Si può accedere al servizio inserendo il proprio codice fiscale e il PIN , dalla sezione “Servizi online-Servizi per il cittadino”, o mediante il Portale dei servizi messi a disposizione dei Patronati.

L’Inps, con il messaggio n. 9175 del 27 novembre 2014, comunica che la procedura di gestione delle domande WebDom è stata implementata con un nuovo prodotto che consente di richiedere on line la variazione dell’ufficio pagatore in Italia e all’Estero da parte di pensionati dotati di PIN o mediante il Portale dei servizi messi a disposizione dei Patronati.

Le domande di variazione dell’ufficio pagatore presentate in via telematica saranno disponibili, per le Sedi, nella procedura WEBDOM con le stesse modalità previste per le generalità delle domande di pensione.

Il funzionamento di tale procedura on line ha le seguenti caratteristiche che garantiscono la corretta ed efficiente gestione delle variazioni delle modalità di pagamento:

- l’integrità dei dati attraverso la riconducibilità della richiesta al pensionato: per migliorare la garanzia della paternità della richiesta e della correttezza dei pagamenti, è obbligatoriamente richiesto in allegato copia di un valido documento di identità e del documento dell’ente pagatore dal quale si evincano le coordinate bancarie e l’intestazione del conto corrente o libretto di deposito;

- il controllo sulla correttezza formale della compilazione della richiesta: la procedura richiama lo stesso servizio di controllo sulle coordinate bancarie cui fanno riferimento gli applicativi gestionali in uso presso le Sedi per la variazione di ufficio pagatore, guidando il pensionato e il Patronato nell’indicazione delle coordinate bancarie in modo formalmente corretto;

-la tracciabilità del processo: una volta pervenuta on line la richiesta presso la Sede interessata, il pensionato o il Patronato riceve un numero di domanda, attraverso il quale seguire lo stato della pratica;

- la riduzione degli adempimenti da parte dell’operatore di Sede: per dare corso alla variazione, è sufficiente che la Sede accerti la validità dei documenti inviati, la corrispondenza tra coordinate inserite rispetto a quelle presenti sul documento della banca e l’intestazione o cointestazione del conto al beneficiario della prestazione;

- la trasparenza e sicurezza per il pensionato: una volta convalidata la variazione, la procedura invia automaticamente una comunicazione di conferma o di rigetto all’indirizzo di posta elettronica segnalato dal pensionato o dal Patronato al momento della richiesta;

- la gestione dell’intera posizione pensionistica del soggetto: nel caso di titolarità di più pensioni, la variazione delle modalità di pagamento opera su tutte le prestazioni intestate al medesimo soggetto, eccezion fatta per le situazioni particolari quali ad esempio la localizzazione del pagamento di una prestazione in sede.

Nell’ottica dell’integrazione dei processi lavorativi viene offerta la possibilità di utilizzare un’unica procedura per richiedere la variazione delle modalità di pagamento di tutte le pensioni di cui il soggetto è titolare, anche se afferenti a gestioni diverse. Tuttavia, dal momento che non tutte le pensioni delle gestioni pubbliche e sport/spettacolo sono residenti sul data base delle pensioni e che tuttora alcune attività gestionali richiedono il ricorso a procedure informatiche proprie dei sistemi degli Enti soppressi, è stato necessario predisporre un procedimento temporaneo che sarà aggiornato non appena superati gli attuali disallineamenti.

 

 

7) Lavoratori occasionali: niente maxisanzione se vi sono i modelli F24

Il Consiglio Nazionale dei Consulenti del lavoro, con la nota del 28 novembre 2014, rammenta che una valida documentazione fiscale salva il rapporto di lavoro occasionale dalla cd “maxisanzione” in ipotesi di verifica ispettiva.

A tal fine, il Ministero del Lavoro con la nota n. 16920/2014 ha precisato che l’applicabilità della maxisanzione nelle ipotesi di riqualificazione in sede ispettiva di prestazioni di lavoro autonomo occasionale con partita IVA e/o ritenuta d’acconto, potrà avvenire solo in assenza di documentazione utile ad una verifica circa la pretesa autonomia del rapporto.

Il CNCL ricorda che la maxisanzione si applica nei casi in cui il lavoratore sia del tutto sconosciuto alla Pa, non sia stata effettuata alcuna comunicazione prescritta dalla norma, e/o nessuna registrazione che possa permettere di verificare la volontà del datore di non occultare il rapporto. La sanzione va da un minimo di 1.950 € ad un massimo di 15.600 €, più 195 € per ogni giorno di occupazione irregolare.

Il ministero nella nota elenca la documentazione utile ad evitare la sanzione, confermando che per il lavoratore occasionale non è previsto alcun obbligo di comunicazione preventiva (come invece avviene per lavoratori subordinati, co.co.pro, ecc.). Gli ispettori, quindi, quando la prestazione di lavoro autonomo occasionale dovesse essere riqualificata come lavoro subordinato, oltre alla verifica della documentazione di carattere previdenziale per il limite di 5.000 € annui di compenso, dovranno considerare anche la documentazione fiscale. Per essere considerata valida ai fini dell’esclusione della maxisanzione, la documentazione fiscale obbligatoria dovrà riguardare il versamento della ritenuta d’acconto (20%) con modello F24, le rilevazioni contabili e il modello 770 (scade il 31 luglio dell’anno successivo), riferiti al periodo oggetto di accertamento. Tutti questi documenti consentiranno dal datore di lavoro/committente, pur a fronte di una riqualificazione della prestazione lavorativa da autonoma a subordinata, di non pagare la maxisanzione, in quanto il lavoratore non può essere considerato “in nero”.

Ulteriore monito del CNCL

Attenzione però, perché la documentazione fiscale deve riferirsi ad un periodo che precede l’accertamento. Se, ad esempio, non sono ancora scaduti i termini per pagare la ritenuta d’acconto (entro il 16 del mese successivo all’erogazione del compenso), in assenza di altri elementi utili, la maxisanzione potrebbe essere applicata.

 

 

8) Inps: entro il 31 dicembre obbligo dell’unicità della posizione contributiva aziendale

Il principio dell’unicità della posizione contributiva aziendale non può considerarsi discrezionale ma deve intendersi come obbligatorio. Questo sulla base dell’anticipazione dell’Inps (circolare n. 80 del 25 giugno 2014).

In considerazione di ciò, i datori di lavoro e/o intermediari dovranno registrare nella procedura Iscrizioni e Variazioni, entro il 31 dicembre 2014, le Unità operative alle quali abbinare i lavoratori che attualmente fanno capo a matricole aziendali diverse e chiedere la chiusura delle posizioni contributive (matricole) secondarie.

In caso di mancato adempimento, le Sedi Inps cesseranno d’ufficio le posizioni contributive secondarie aventi il medesimo inquadramento previdenziale della posizione primaria.

Classificazione delle lavorazioni a fini Inail: individuare l’attività principale

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 25020 del 25 novembre 2014, ha stabilito che ove un’impresa svolga più attività, per la determinazione dei premi Inail e della classificazione delle lavorazioni, deve essere sempre accertato quale, tra le lavorazioni svolte, assume la connotazione di lavorazione principale e se le ulteriori attività siano complementari e/o sussidiarie a quella principale, che ne consentano uno svolgimento ottimale e una più agevole, completa e rapida realizzazione delle finalità aziendali.

 

 

9) Sono già in vigore le due nuove norme in materia di relazioni e di documentazione in caso di scissione e di fusione

Sono in vigore dal 25 novembre 2014 le due nuove disposizioni in materia di relazioni e di documentazione in caso di scissione e di fusione.

In particolare:

- in caso di scissione che si realizza mediante aumento di capitale con conferimento di beni in natura o di crediti, nella relazione dell’organo amministrativo deve essere menzionata, se prevista, l’elaborazione della relazione di cui all’art. 2343 c.c. e il registro delle imprese presso il quale tale relazione è depositata (art. 2506 ter c. 2 modif. dall’art. 27 c. 1 L. 161/2014);

- in caso di fusione transfrontaliera per incorporazione, se la società incorporante detiene almeno il 90% ma non la totalità di azioni, quote o altri titoli che conferiscono il diritto di voto nell'assemblea della società incorporata, la relazione dell'organo amministrativo (art. 2501 quinquies c.c.), quella degli esperti (art. 2501 sexies c.c.) e la situazione patrimoniale (art. 2501 quater c.c.) devono essere predisposte soltanto se ciò è previsto dalla legge nazionale cui è soggetta la società incorporante o incorporata (art. 18 nuovo c. 3 D.Lgs. 108/2008 sostituito dall’art. 27 c. 2 L. 161/2014.

 

 

10) Home Care Premium 2012: differito il termine di scadenza al 28 febbraio2015 e assunta la determinazione di spesa

L’Inps informa gli Ambiti territoriali sociali coinvolti in Home Care Premium 2012 che la Direzione centrale credito e welfare ha determinato:

- di concludere il progetto entro il 28 febbraio 2015;

- di impegnare la spesa relativa al mese di dicembre 2014;

- di riservare l’impegno di spesa per gennaio e febbraio 2015 solo quando sarà esecutivo l’assestamento del bilancio Inps 2014.

(Inps, nota del 28 novembre 2014)

 

Vincenzo D’Andò