Vincoli al turnover e blocco delle assunzioni

di Marco Castellani

Pubblicato il 11 novembre 2014



la spesa per il personale degli enti locali è sempre sotto l'attenzione del Governo per contenere i costi una rassegna di tutti gli ultimi provvedimenti

Reformatio in peius e Segretari

La Sezione regionale di controllo della Corte dei conti della Liguria nel parere n. 52/2014/PAR del 3 ottobre 2014 avanza importanti considerazioni in merito all’applicazione ai Segretari del comma 458 dell’articolo 1 della Legge n. 147/2013 (Legge di stabilità 2014), con cui sono state abrogate le norme che impedivano la reformatio in peius del trattamento economico dei dipendenti pubblici, ossia l'articolo 202 del D.P.R. n.3/1957, che obbligava le Pubbliche amministrazioni all'erogazione di una indennità ad personam nel caso di mobilità che determinava il peggioramento del trattamento economico in godimento, e l'articolo 3, comma 57, della Legge n. 537/1993, per cui questa indennità non era riassorbibile con i futuri miglioramenti e non era rivalutabile.

Nel Parere i giudici contabili liguri, oltre a confermare l’inapplicabilità della disposizione per i Segretari collocati in disponibilità, ritengono che nei confronti dei Segretari comunali e provinciali continua a trovare applicazione la regolamentazione prevista dalla normativa e dai contratti collettivi vigenti; conseguentemente l’ipotesi peggiorativa contemplata dalla Legge di stabilità 2014 non può essere recepita sino alla nuova tornata contrattuale.

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Impiego di personale "a scavalco" e vincoli alla spesa del personale

La Sezione per la Sicilia della Corte dei Conti nella Deliberazione n. 128/2014/PAR del 9 settembre 2014, in linea con gli orientamenti già espressi in merito da una consolidata giurisprudenza, sostiene che le spese per il personale utilizzato "a scavalco d'eccedenza", ai sensi dell'articolo 1, comma 557, della Legge n. 311/2004, rientrano sia nel computo ai fini della verifica del rispetto dei limiti imposti dall'articolo 9, comma 28, del D.L. n. 78/2010, convertito dalla Legge n. 122/2010, sia nell'aggregato "spesa di personale", rilevante ai fini dell'articolo 1, comma 557, della Legge n. 296/2006.

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Blocco della contrattazione decentrata (Marco Castellani)

La Sezione delle Autonomie della Corte dei conti nella Deliberazione n. 26/SEZAUT/2014/QMIG del 21 ottobre 2014 tratta del comma 2-bis dell’articolo 9 del D.L. n. 78/2010, convertito dalla Legge n. 122/2010, che, a decorrere dall'1 gennaio 2011 e sino al 31 dicembre 2014, cristallizza l'ammontare complessivo delle risorse destinate annualmente al trattamento accessorio del personale, anche di livello dirigenziale, delle pubbliche amministrazioni al corrispondente importo dell'anno 2010, con automatica diminuzione in misura proporzionale alla riduzione del personale in servizio. Ad avviso dei giudici della Sezione Autonomie la disposizione in esame trova applicazione anche in riferimento alle risorse del bilancio che i Comuni di minore dimensione demografica destinano, ai sensi dell’art. 11 del CCNL 31 marzo 1999, al finanziamento del trattamento accessorio (retribuzione di posizione e retribuzione di risultato) degli incaricati di posizioni organizzative in strutture prive di qualifiche dirigenziali.

Si sottolinea che il tenore delle argomentazioni a supporto delle conclusioni addotte dalla Sezione Autonomie sembra a questo punto aprire la strada per un’inclusione fra le componenti soggette al limite del citato comma 2-bis dell’articolo 9 del D.L. n. 78/2010 anche dei trattamenti accessori corrisposti ai Segretari comunali e provinciali, nonché del fondo per il lavoro straordinario, ex articolo 14 CCNL 1 aprile 1999.

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Riforma Delrio ed aumento dei componenti degli amministratori nell’invarianza della spesa

La Sezione regionale di controllo della Corte dei conti della Lombardia nella Deliberazione n. 265/2014/PAR del 17 ottobre 2014 fornisce le proprie indicazioni circa i criteri che i Comuni devono seguire al fine di assicurare, pur nel processo di rideterminazione (in aumento) del numero degli componenti degli organi di governo ai sensi del comma 135 dell’articolo unico della Legge n. 56/2014 (Riforma Delrio), l’invarianza della relativa spesa in rapporto alla legislazione vigente. L’invarianza della spesa, a norma del successivo comma 136, va conseguita attraverso la rideterminazione degli oneri connessi con le attività in materia di status degli amministratori locali, di cui al titolo III, capo IV, della parte prima del TUEL (D.Lgs. n. 267/2000).

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Contrattazione decentrata e recupero delle somme ai sensi del Salva Roma-ter

La Sezione per la Puglia della Corte dei conti nella Deliberazione n. 176/2014/PAR del 9 ottobre 2014 si pronuncia sulla portata del comma 2 dell’articolo 4 del D.L. n. 16/2014, convertito dalla Legge n. 68/2014 (cosiddetto Salva Roma-ter), che introduce la possibilità, per gli enti che hanno rispettato il Patto di stabilità, di «compensare le somme indebitamente erogate per mancato rispetto dei vincoli finanziari posti alla contrattazione integrativa, anche attraverso l’utilizzo dei risparmi effettivamente derivanti dalle misure di razionalizzazione organizzativa di cui al secondo e terzo periodo del comma 1 del medesimo articolo 4» nonché di quelli derivanti dalle misure di razionalizzazione della spesa di cui all’articolo 16, commi 4 e 5, del D.L. n. 98/2011 convertito dalla Legge n. 111/2011 (cosiddetta Manovra d’estate 2011).

I giudici della Sezione ritengono che la disposizione in esame abbia carattere chiaramente eccezionale, in quanto introduce una sorta di “sanatoria” per le fattispecie di illegittima costituzione dei fondi della contrattazione integrativa. Stante la natura eccezionale della disposizione, la stessa non può pertanto che essere interpretata restrittivamente, con conseguente esclusione anche di un eventuale ampliamento in via analogica del campo di applicazione. Alla luce di queste argomentazioni la Sezione conclude sostenendo che la compensazione di cui al comma 2 della disposizione in esame non può operare al di fuori delle ipotesi ivi espressamente contemplate. Ai fini delle compensazioni degli indebiti erogati non possono perciò essere considerati utilizzabili le somme riferibili ad assunzioni previste nella programmazione per il fabbisogno del personale 2013-2015, che in sede di programmazione per l’anno 2014 si prevede di non effettuare a tale scopo.

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Durata degli incarichi a tempo determinato ex articolo 90 TUEL

La Sezione regionale di controllo della Corte dei conti delle Marche nella deliberazione n. 67/2014/PAR del 21 ottobre 2014 sostiene che la disciplina relativa agli incarichi per rapporti di lavoro subordinato a tempo determinato instaurati ai sensi dell’articolo 90 TUEL, alla luce delle modifiche introdotte dal D.L. n. 90/2014, convertito dalla Legge n. 114/2014 (Decreto PA-Madia), è giunta a presentare caratteri di specialità, rispetto alla generale disciplina dei rapporti a tempo determinato con la pubblica amministrazione, tali da escludere che al personale di staff possa applicarsi il termine massimo di trentasei mesi stabilito – in termini generali – dal D.Lgs. 368/2001.

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Decreto PA-Madia e limiti al lavoro flessibile per gli enti locali “virtuosi”

Il potenziale inciampo giurisprudenziale, già segnalato in sede di approfondimento del D.L. n. 90/2014, convertito dalla Legge n. 114/2014 (Decreto PA-Madia), in riferimento alla norma che dispone l’attenuazione dei limiti ai contratti di lavoro flessibili per gli enti finora rispettosi degli obblighi di riduzione delle spese di personale previsti dai commi 557 (enti soggetti al Patto) e comma 562 (enti non soggetti al Patto) dell’articolo 1 della Legge n. 296/2006, si è puntualmente verificato.

La questione nasce dall’intervento operato in tal senso dal comma 4-bis dell’articolo 11 del Decreto PA-Madia sul testo del comma 28 dell’articolo 9 del D.L. n. 78/2010, convertito dalla Legge n. 122/2010, che da subito è parso non brillare per impeccabilità. L’inserimento dell’inciso dopo il quinto periodo del comma 28, lascia infatti immutato il periodo immediatamente successivo, che continua a prevedere che la spesa complessiva, in ogni caso, “non può essere superiore alla spesa sostenuta per le stesse finalità nell’anno 2009”. Da un’interpretazione meramente letterale del testo di legge così innovato potrebbe sorgere il dubbio che anche gli enti in regola con l’obbligo di contenimento delle spese di personale possono avvalersi delle forme contrattuali di lavoro flessibile soltanto nel limite del 100% di quanto speso allo stesso titolo nel 2009.

Nell’equivoco è subito caduta la Sezione per la Puglia della Corte dei conti che nel Parere n. 174/2014/PAR del 9 ottobre 2014 ha fatto propria questa linea di interpretazione concludendo perciò che l’obbligo di non oltrepassare la spesa 2009 si impone anche nei confronti di questi enti “virtuosi”.

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La restrittiva interpretazione fatta propria dalla Sezione Puglia non sembra affatto condivisibile, in quanto non tiene in dovuta considerazione una lettura della versione previgente del comma 28, in cui il periodo che contiene questo limite di spesa faceva chiaramente riferimento alla stipula di contratti temporanei finalizzati all’espletamento di funzioni in materia di polizia locale, istruzione pubblica e settore sociale, affrontati per l’appunto nel quinto periodo della disposizione.

Altresì si può eccepire che l’inciso inserito dal Decreto PA-Madia riconosce agli enti in questione la non applicazione delle “limitazioni previste dal presente comma”, comprendendo teoricamente con tale termine anche la limitazione del periodo successivo.

Questa alternativa linea di interpretazione è stata fatta propria dalla Sezione per la Lombardia della Corte dei conti nella Deliberazione n. 264/2014/PAR del 17 ottobre 2014. Ad avviso dei giudici contabili lombardi, che fanno peraltro riferimento agli atti preparatori della disposizione, gli enti che rispettano i vincoli imposti dai commi 557 e 562 dell’art. 1 della Legge n. 296/2006, devono considerarsi esclusi tout court dalle limitazioni previste dal citato comma 28, ivi compresa quella contenuta nel periodo successivo. Si tratta peraltro di una tesi che per ora sembra incontrare il favore sia dell’ANCI nella sua nota di lettura al provvedimento, sia della stesso Servizio Studi della Camera dei deputati nel Dossier accompagnatorio del provvedimento.

La non felice formulazione della disposizione ha tuttavia determinato l’emergere di questo contrasto interpretativo, che verosimilmente richiederà un intervento chiarificatore da parte delle Sezioni riunite o quanto meno della Sezione Autonomie.

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Vincoli alla spesa del personale

I tetti di spesa di personale negli enti locali vanno conteggiati sulla spesa effettivamente sostenuta nel triennio 2011/2013, senza possibilità di includere «figurativamente» nella base di calcolo somme previste ma non erogate in tempo per problemi di cassa. Dal rispetto del vincolo non possono nemmeno essere escluse le spese alimentate con fondi nazionali a specifica destinazione.

Queste sono le conclusioni avanzate dalla Sezione Autonomie della Corte dei conti nella Deliberazione n. 25/2014 del 6 ottobre 2014, che tratta dei limiti alle spese del personale posti in capo ai Comuni.

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Incentivi alla progettazione

La Sezione di controllo per la Lombardia della Corte dei conti nelle Deliberazioni n. 246/2014/PAR e n. 247/2014/PAR del 1 ottobre 2014 riconferma la validità delle conclusioni adottate nelle sue precedenti Deliberazioni n. 72/2013/PAR e n. 442/2013/PAR, anche nel contesto di una normativa relativa agli incentivi della progetti profondamente innovata dal D.L. n. 90/2014 (Decreto Pa-Madia). Secondo i giudici della Sezione l’incentivo alla progettazione, anche nella sua nuova versione recentemente modificata dal Legislatore, continua a non dovere essere riconosciuto per qualunque lavoro di manutenzione ordinaria o straordinaria effettuato sui beni dell’ente locale. Tali tipologie di lavori sono infatti ritenute in difetto di una qualsiasi attività di progettazione che possa fornire motivazioni apprezzabili all’erogazione dell’incentivo.

Lombardia – Deliberazione n. 246/2014/PAR del 1 ottobre 2014

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Lombardia – Deliberazione n. 247/2014/PAR del 1 ottobre 2014

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Sulla nuova disciplina interviene anche la Sezione Piemonte della Corte dei Conti nella Deliberazione n. 197/2014/SRCPIE/PAR del 2 ottobre 2014. Nella Delibera la Sezione ribadisce che anche la normativa vigente, laddove circoscrive il compenso al responsabile del procedimento e gli incaricati della redazione del progetto, àncora chiaramente il riconoscimento del diritto ad ottenere il compenso incentivante alla circostanza che la redazione dell’atto sia avvenuta all’interno dell’ente. Alla luce di queste riflessioni la Sezione chiude alla possibilità di corrispondere un compenso a titolo di incentivo alla progettazione in capo ai dipendenti degli uffici tecnici dell’ente in tutti i casi in cui la progettazione viene di fatto affidata ad un soggetto esterno all’ente stesso.

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Riespansione dell’orario di lavoro in violazione dei vincoli alle spese del personale

La Corte dei Conti, Sezione regionale Lombardia, nella Deliberazione n. 251/2014/PAR del 1° ottobre 2014, allineandosi alle conclusioni fatte proprie da altre Sezioni regionali in precedenti pronunciamenti (in tal senso Liguria, Deliberazione n. 406/2014/PAR e Marche, Deliberazione n. 61/2014/PAR), consente il superamento dei vincoli pubblicistici alla spesa del personale a seguito dell’accoglimento della richiesta di riespansione dell’orario di lavoro da parte di dipendenti precedentemente in regime di part time.

I giudici della Sezione ritengono altresì che l’aumento di spesa conseguente alla riespansione non debba determinare effetti preclusivi per l’ente. Ciò, si tiene tuttavia a precisare, non significa naturalmente che l’ente in questione possa sottrarsi ai vincoli posti dalle norme di coordinamento di finanza pubblica, che peraltro non subiscono alcuna deroga in senso proprio. In tali casi il Comune rimane tenuto ad indirizzare tutte le scelte discrezionali in materia di spesa di personale e la relativa programmazione al conseguimento nel più breve tempo possibile dell’obiettivo di contenimento posto dalla normativa pubblicistica (nel caso specifico, dall’articolo 1, comma 562, della Legge n. 296/2006.

https://servizi.corteconti.it/bdcaccessibile/ricercaInternet/doDettaglio.do?id=3813-09/10/2014-SRCLOM



Consultazione delle banche dati INPS

L'INPS ha diffuso la circolare n. 123 del 10 ottobre 2014, avente ad oggetto:"Convenzione quadro per la fruibilità telematica delle banche dati dell'INPS – determina Commissariale n. 119/2014 - Istruzioni operative".

http://www.inps.it/bussola/VisualizzaDoc.aspx?sVirtualURL=%2fCircolari%2fCircolare%20numero%20123%20del%2010-10-2014.htm



Requisiti per il conferimento di incarichi dirigenziali

La Corte dei conti, Sezione regionale per il Friuli-Venezia Giulia, nella Deliberazione n. FVG/159/2014/PAR del 7 ottobre 2014 propone le prime interessanti riflessioni sulla disciplina degli incarichi ex articolo 110 TUEL, di recente innovata dal D.L. n. 90/2014, convertito dalla Legge n. 114/2014 (Decreto PA-Madia).

La Sezione, richiamando in tal senso le asserzioni della Sezione centrale di controllo di legittimità su atti del Governo e delle Amministrazioni dello Stato nell’adunanza del 16 settembre 2010 (Deliberazione n. SCCLEG/18/2010/PREV), individua nella disciplina vigente un onere di previa verifica della sussistenza di risorse interne all’Amministrazione in possesso dei requisiti professionali richiesti dall’incarico: soltanto ove tale indagine dia esito negativo sarebbe possibile attribuire il posto vacante a un soggetto esterno, se dotato della particolare specializzazione richiesta. Coerentemente agli ordinari canoni secondo cui compete all’Amministrazione conferente dotare di adeguata motivazione la scelta amministrativo/gestionale in concreto operata, la Sezione rimette perciò all’operato dell’Ente la facoltà di procedere preliminarmente alla ricognizione delle professionalità interne, potendo, solo in caso di esito negativo di tale verifica, procedere alla provvista all’esterno della professionalità necessaria all’assolvimento dei compiti connessi all’incarico.

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Vincoli al turn over e personale in mobilità

La Sezione regionale Lombardia della Corte dei Conti nella Deliberazione n. 266/2014/PAR del 20 ottobre 2014, ritiene tuttora validi, anche in seguito alle modifiche introdotte dal D.L. PA-Madia, i principi espressi da una consolidata prassi secondo cui le mobilità in uscita non si possono considerare cessazioni ai fini della determinazione della capacità assunzionale a tempo indeterminato, come del resto chiaramente statuito dal Legislatore nell'articolo 14, comma 7, del D.L. n. 95/2012, convertito dalla Legge n. 135/2012.

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Blocco delle assunzioni nelle Province e categorie protette

La Sezione regionale per l’Abruzzo della Corte dei conti nella Deliberazione n. n. 322/2014/PAR del 23 ottobre 2014, in coerenza con la recente giurisprudenza di altre Sezioni regionali di controllo nonché della stessa Sezione delle Autonomie (in tal senso anche la Deliberazione n. 25/SEZAUT/2013/QMIG) sulla questione, conferma la permanenza per le Province del divieto di assunzione a tempo indeterminato disposto dall'articolo 16, comma 9, del Decreto legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135 (Spending review 2012), che peraltro continua a trovare applicazione anche nei confronti dei lavoratori rientranti nelle categorie protette.

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11 novembre 2014

Marco Castellani