L’IVA sulla gestione degli impianti sportivi, le modalità di pagamento del modello F24

di Fabio Federici

Pubblicato il 13 novembre 2014



attenzione alle novità fiscali che colpiscono gli enti territoriali come contribuenti soggetti ad imposta

Nuove modalità per i pagamenti F24

L’articolo 11, comma 2, del D.L. n. 66/2014, convertito dalla Legge n. 89/2014 (Decreto Irpef), ha introdotto, con decorrenza dallo scorso 1° ottobre 2014, ulteriori obblighi di utilizzo dei sistemi telematici predisposti dall’Agenzia delle Entrate per la presentazione dei modelli F24 che hanno un impatto (seppur limitato) anche sugli enti locali.

In base alle nuove regole non possono più essere utilizzati i sistemi di home banking messi a disposizione dal tesoriere nei casi di presentazione di F24:

- a saldo zero, con compensazione;

- con compensazione orizzontale di credito Iva per importi superiori a € 5.000.

Per tali pagamenti occorrerà pertanto ricorrere agli strumenti di pagamento resi disponibili dall’Agenzia delle Entrate (segnatamente il software Entratel) per il tramite un intermediario abilitato (per esempio il commercialista).

Le novità, come già accennato, dovrebbero interessare marginalmente gli enti pubblici i cui versamenti normalmente vengono effettuati attraverso il modello F24EP e – di conseguenza – le nuove disposizioni trovano applicazione solamente nel caso in cui l’ente decida di utilizzare dei crediti (tipicamente: il credito da dichiarazione Iva) a totale o parziale compensazione di debiti (fattispecie per la quale è ancora previsto l’utilizzo del modello F24 ordinario).

http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/file/nsilib/nsi/documentazione/provvedimenti+circolari+e+risoluzioni/circolari/archivio+circolari/circolari+2014/settembre+2014/circolare+n.+27e+del+19+settembre+2014/circolare+17-9-2014+v2.pdf



Iva e gestione di impianti sportivi

La Corte di Giustizia europea nella causa C-495/12 del 19 dicembre 2013, sostiene che la messa a disposizione di strutture sportive direttamente nei confronti di soggetti utilizzatori rientra nel regime di esenzione Iva previsto dall’articolo 132, lettera m) della Direttiva Iva n. 112/06. La disposizione richiamata sancisce infatti l’esenzione dall’Iva per «talune prestazioni di servizi strettamente connesse con la pratica dello sport o dell’educazione fisica, fornite da organizzazioni senza fine di lucro alle persone che esercitano lo sport o l’educazione fisica».

Ai fini dell’esenzione Iva, secondo il giudice comunitario si devono realizzare due condizioni:

- la gestione dell’impianto sportivo da parte di un soggetto non lucrativo;

- la messa a disposizione dell’impianto in favore di persone che esercitano lo sport o l’educazione fisica.

Si sottolinea l’effetto dirompente della pronuncia, che condurrebbe di fatto un numero considerevole di attività di gestione diretta degli impianti sportivi da parte degli enti locali ad un regime di esenzione dall’Iva, con annesse nefaste conseguenze in termini di sopravvenuta impossibilità di detrazione dell’iva sulle spese correnti effettuate.

Finora la giurisprudenza nazionale, che invero non ha mai affrontato approfonditamente la questione, si era sempre espressa in favore dell’imponibilità Iva di queste forme di gestione degli impianti sportivi. Occorrerà a questo punto osservare con quali modalità (e tempi) giurisprudenza e prassi provvederanno recepire il nuovo orientamento del giudice comunitario.

http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=uriserv:OJ.C_.2014.052.01.0020.02.ITA



Parleremo delle problematiche IVA specifiche per gli enti locali nella nostra videoconferenza del 19 novembre



Compensazione delle cartelle esattoriali con crediti nei confronti delle PA

Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 10 ottobre 2014 il Decreto del Ministero dell'Economia che attua l'articolo 12, comma 7-bis del D.L. n. 145/2013 convertito dalla Legge 21 febbraio 2014, n. 9 (Destinazione Italia), per effetto del quale si riapre per il 2014 la possibilità di compensazione delle somme iscritte a ruolo in favore delle imprese titolari di crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, per somministrazioni, forniture, appalti e prestazioni professionali maturati nei confronti delle Pubbliche amministrazioni. Nello specifico potranno essere compensati i debiti tributari iscritti a ruolo su cartelle notificate entro il 31 marzo 2014

L’effettiva possibilità di fruire della compensazione di tali somme è comunque subordinata alla necessità che i crediti siano certificati e che la somma iscritta a ruolo sia inferiore o pari al credito vantato. I crediti che hanno queste caratteristiche possono essere portati in compensazione secondo le modalità previste dai precedenti decreti ministeriali del 22 maggio 2012 e del 25 giugno 2012. Il titolare del credito, acquisita la certificazione, deve pertanto provvedere alla sua presentazione all’agente della riscossione competente. Se la Regione, l’ente locale o l’ente del Servizio sanitario nazionale non versa all’agente della riscossione l’importo oggetto della certificazione entro 60 giorni dal termine indicato, l’agente potrà procedere, sulla base del ruolo emesso, alla riscossione coattiva nei confronti dell’ente.

http://def.finanze.it/DocTribFrontend/getAttoNormativoDetail.do?id=%7bC8CECCB1-EF99-4C67-8886-58FAC71FF71C%7d

 

13 novembre 2014

Fabio Federici