La gestione dei servizi pubblici locali

Qualificazione dei concorrenti

L’ANAC con comunicato del Presidente del 16 ottobre 2014 rende noto di avere rilasciato un “Manuale della qualificazione”, documento che mette ordine nel dedalo di provvedimenti emanati negli ultimi 15 anni dall’AVCP in materia di qualificazione dei soggetti concorrenti negli appalti pubblici di importo superiore a 150 mila euro, raccogliendo in un codice aggiornato oltre 300 tra determinazioni, delibere e comunicati.

Nel manuale vengono inoltre introdotte alcune novità finalizzate alla prevenzione di fenomeni elusivi che avevano permesso di elevare artificiosamente i parametri rilevanti ai fini della valutazione della qualificazione del concorrente.

Il Manuale entra in vigore a decorrere dal giorno successivo alla pubblicazione del relativo Comunicato dell’ANAC in Gazzetta Ufficiale, sostituendo gli atti dell’Autorità citati nel documento stesso in calce ai suoi capitoli.

http://www.avcp.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/AttiDellAutorita/_Atto?ca=5914

Centrali uniche di acquisto e Decreto Irpef

Sono stati approvati in Conferenza Stato-Città i due DPCM che, in attuazione di quanto previsto nel D.L. n. 66/2014, convertito dalla Legge n. 89/2014 (Decreto Irpef), si preoccupano rispettivamente di definire i criteri di cui dovranno essere dotati le aspiranti Province e le Città metropolitane, le associazioni, unioni, consorzi e convenzioni tra enti locali per accedere all’elenco dei “soggetti aggregatori” e di istituire il «tavolo tecnico dei soggetti aggregatori», coordinato dal ministero dell’Economia e formato anche dai rappresentanti di Palazzo Chigi, ANCI, UPI e Regioni, oltre che da un componente per ciascun soggetto aggregatore compreso nell’elenco definitivo.

I due DPCM fanno in particolare riferimento alle disposizioni dell’articolo 9 del Decreto Irpef, che per l’acquisizione di lavori, beni e servizi obbligava i Comuni non capoluogo di provincia ad effettuare le gare attraverso una dei seguenti canali:

– procedere nell’ambito delle Unioni dei comuni, ove esistenti;

– costituire un apposito accordo consortile tra Comuni e avvalersi dei competenti uffici;

– ricorrere ad uno dei soggetti aggregatori indicati nel suddetto elenco dei “soggetti aggregatori”;

– ricorrere alla Province;

– utilizzare, per l’acquisto di beni e servizi, gli strumenti elettronici di acquisto gestiti dalla CONSIP o da altro soggetto aggregatore di riferimento.

Secondo quanto previsto nella bozza del DPCM agli aspiranti “soggetti aggregatori” occorrerà dimostrare di aver pubblicato, negli ultimi tre anni, bandi con importi di base superiori alla soglia comunitaria (204mila euro) per almeno 200 milioni di euro, senza mai scendere sotto a un ritmo da 50 milioni all’anno. Nel caso di Province e Città metropolitane, la verifica del valore dei bandi nell’ultimo triennio verrà effettuato facendo riferimento agli enti locali che fanno parte dell’area territoriale dell’ente attuale.

L’emanazione del DPCM è attesa a breve, anche perché dopo questo primo passo l’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) dovrà indicare in un proprio provvedimento le modalità operative per presentare la richiesta di far parte dell’elenco: a questo punto, gli aspiranti «soggetti aggregatori» avranno 45 giorni di tempo per bussare alle porte dell’Autorità e chiedere si essere inseriti in elenco. Verificate le domande, l’ANAC procederà alla stesura dell’elenco dei soggetti aggregatori, secondo un ordine decrescente in base al valore complessivo dei bandi realizzati da ciascuno nel triennio di riferimento, fino ad arrivare al numero massimo di 35.

Si ricorda che l’avvio del nuovo regime previsto dal Decreto Irpef è attualmente fissato al prossimo 1° gennaio 2015 per le acquisizioni di beni e servizi e al 1° luglio 2015 per le acquisizioni di lavori. I termini di piena attuazione della normativa entro le scadenze previste si annunciano perciò assai stretti.

In attesa di conoscere il testo dei due DPCM si segnala che l’ANCI ha…

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