IMU: le mosse per arrivare preparati al calcolo del saldo di dicembre 2014

Il mese di dicembre rappresenta per i professionisti un periodo che, come ogni anno, si caratterizza per le numerose scadenze. Si inizia dal 1 dicembre (il 30 novembre cade di domenica), con il termine previsto per il versamento della seconda (o unica) rata Irpef, Ires ed Irap, oltre ai contributi dovuti dagli autonomi. Si prosegue con la scadenza del 16 dicembre prevista per il versamento del saldo TASI, IMU, fino ad arrivare al successivo giorno 27 quando subito dopo Natale i contribuenti saranno chiamati alla cassa per versare l’acconto Iva ove dovuto.

Per quanto riguarda la TASI e l’Iva il quadro di riferimento è be delineato. La tassa sui servizi indivisibili ha interessato per la prima volta il periodo di imposta 2014, ma ad oggi buona parte dei Comuni ha già deliberato stabilendo aliquote e detrazioni di imposta. I contribuenti sono così già in grado di effettuare il calcolo di quanto dovuto a saldo.

Lo stesso dicasi per gli acconti Iva. Ad eccezione dei contribuenti che applicano il metodo previsionale o quello delle operazioni effettuate (dal 1 al 20 dicembre per i mensili e dal 1 ottobre al 20 dicembre per i trimestrali), se si tiene conto del metodo storico è già possibile calcolare l’importo dovuto all’erario entro la predetta scadenza del 27 dicembre.

Il quadro di riferimento è stato recentemente completato anche ai fini dell’Imposta Municipale propria (IMU), pertanto i contribuenti dovranno tenere conto delle decisioni recentemente assunte dai Comuni il cui termine per deliberare è scaduto da quale giorno.

Entro il 21 ottobre scorso i sindaci dei comuni avrebbero dovuto inviare al Dipartimento del Ministero dell’Economia e delle finanze le delibere da pubblicare nell’apposito sito ministeriale. Nell’ipotesi di mancato rispetto del predetto termine si applicheranno le stesse aliquota IMU del 2013. Possono così verificarsi le seguenti situazioni:

Contribuenti che hanno versato entro il 16 giugno l’acconto IMU 2014 in base alle aliquote 2013

In tale ipotesi, se i Comuni hanno stabilito le aliquote IMU del 2014 senza alcuna variazione o non hanno deliberato nei termini sopra indicati, l’acconto dovrà considerarsi congruo. Il saldo, da versare entro il 16 dicembre, sarà equivalente alla prima rata di acconto (già versata).

Viceversa, se la delibera relativa al 2014 hanno aumentato o diminuito le aliquote, ne conseguirà, rispettivamente, un maggior saldo a debito, ovvero una seconda rata di importo inferiore (rispetto alla prima).

Le suddette indicazioni riguardano, però il solo caso in cui il contribuente non abbia né acquistato, ne ceduto immobili nel periodo d’imposta, né il caso in cui si siano verificate atre variazioni (variazione dell’abitazione principale).

Contribuenti che hanno versato entro il 16 giugno l’acconto IMU 2014 in base alle aliquote 2014 (deliberate)

I contribuenti già a conoscenza alla data del 16 giugno (scadenza prima rata) delle aliquote relative al 2014 potrebbero aver versato l’acconto tenendo conto, facoltativamente, delle delibere comunali. In questo caso, anche laddove le aliquote fossero aumentate o diminuite (rispetto a quelle relative al 2013), il saldo sarà sempre corrispondente, fatte salve ulteriori e possibili variazioni relative alla titolarità degli immobili, all’importo della prima rata.

Contribuenti che hanno versato il saldo 2014 in un’unica soluzione entro il 16 giugno 2014

Tale possibilità riguarda esclusivamente i contribuenti che possiedono immobili ubicati in Comuni che hanno stabilito le aliquote IMU in tempo utile per effettuare il versamento avente scadenza il 16 giugno scorso. In questo caso il contribuente potrebbe aver facoltativamente versato l’imposta dovuta nell’anno in un’unica soluzione.

Viceversa, nel caso di mancata delibera (entro il 16 giugno), sarebbe stato opportuno che il contribuente non avesse versato l’IMU in un’unica soluzione. Infatti, nell’ipotesi di variazione dell’aliquota in diminuzione emergerà in favore del…

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