I reati tributari – parte XXVI: rassegna mensile di giurisprudenza

di Danilo Sciuto

Pubblicato il 15 novembre 2014

continua la nostra illustrazione delle sentenze della Cassazione penale tributaria: tra le altre segnaliamo, in questa puntata, quelle che affrontano il tema dell’amministratore di fatto, della prescrizione e della rilevanza penale degli studi di settore

Premessa

Continua la nostra illustrazione delle sentenze della Cassazione penale tributaria emesse nell’anno 2013.

Tra le altre sentenze, segnaliamo, in questa puntata, quelle che affrontano il tema dell’amministratore di fatto, della prescrizione, e della rilevanza penale degli studi di settore.

 

**********************

 

Dichiarazione fraudolenta per documenti falsi

L’utilizzazione in dichiarazione di fatture recanti costi maggiorati attraverso un meccanismo elaborato dagli utilizzatori e caratterizzato da una pluralità di passaggi infrasocietari privi di ragione d’essere commerciale, integra la fattispecie di dichiarazione fraudolenta mediante fatture false.

La circostanza che le operazioni in questione siano fittizie e riconducibili ai medesimi soggetti che avevano di mira l’utilizzo delle fatture false: da un lato, rende irrilevante il richiamo a quelle sentenze che hanno escluso la configurabilità della fattispecie di cui all’art. 2 del D.Lgs. n. 74/00 nell’ipotesi di corrispettivi ritenuti meramente incongrui rispetto a quelli di mercato, attenendo a casi in cui le operazioni risultavano effettive e reali; dall’altro, rende privi di fondatezza i rilievi difensivi improntati sulla impossibilità di affermare, in ragione dell’art. 9 del D.Lgs. n. 74/00, la responsabilità per l’utilizzazione delle fatture false, stante il concorso nel precedente reato di