Diario quotidiano del 20 novembre 2014: le novità sul bilancio – nota integrativa in XBRL

Pubblicato il 20 novembre 2014



in G.U. i termini per la presentazione delle domande per l’accesso al credito d’imposta per le assunzioni altamente qualificate; note integrative 2014 in xbrl: ufficializzato il nuovo tracciato per i prossimi bilanci; esenzione Imu terreni: in arrivo il Decreto; sono nulli i dinieghi di rimborso Iva emessi prima dei 60 giorni; quando è possibile il ricorso contro il diniego all’autotutela; nuove disposizioni in materia di salvaguardia pensionistica (cd. sesta salvaguardia); INAIL: Fondo per le vittime dell’amianto - anno 2014; sostituto d’imposta: cessione quote fondi mobiliari chiusi; anche per le associazioni non profit vale l’obbligo di tracciabilità per i pagamenti sopra € 516,46; note di rettifica recanti addebiti per mancato rinnovo dei benefici inerenti la cosiddetta piccola mobilità; CNDCEC: proroga del termine per l’inizio dell’attività di controllo; interruzione dei Servizi Telematici delle Entrate

 

 Indice:

 1) In G.U. i termini per la presentazione delle domande per l’accesso al credito d’imposta per le assunzioni altamente qualificate

 2) Note integrative 2014 in xbrl: ufficializzato il nuovo tracciato per i prossimi bilanci

 3) Esenzione Imu terreni: in arrivo il Decreto

 4) Sono nulli i dinieghi di rimborso Iva emessi prima dei 60 giorni

 5) Quando è possibile il ricorso contro il diniego all’autotutela

 6) Nuove disposizioni in materia di salvaguardia pensionistica (cd. sesta salvaguardia)

 7) INAIL: Fondo per le vittime dell’amianto - anno 2014

 8) Sostituto d’imposta: cessione quote fondi mobiliari chiusi

 9) Anche per le associazioni non profit vale l’obbligo di tracciabilità per i pagamenti sopra € 516,46

 10) Note di rettifica recanti addebiti per mancato rinnovo dei benefici inerenti la cosiddetta piccola mobilità

 11) CNDCEC: proroga del termine per l’inizio dell’attività di controllo

 

 

1) In G.U. i termini per la presentazione delle domande per l’accesso al credito d’imposta per le assunzioni altamente qualificate

È stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 268 del 18 novembre 2014, il D.M. 10 ottobre 2014 del Ministero dello Sviluppo economico che modifica i termini per la presentazione delle domande per l’accesso al credito d’imposta per le nuove assunzioni di profili altamente qualificati di cui all’art. 24 del D.L. n. 83/2012.

Come è noto, il testo del decreto era già stato anticipato dal MISE sul proprio sito internet il 12 novembre 2014. Per beneficiare del credito d’imposta relativo alle assunzioni di personale altamente qualificato con riferimento ai costi sostenuti nell’anno 2013, le imprese dovranno presentare, in modalità telematica, le istanze dal 12 gennaio 2015 al 31 dicembre 2015; in relazione ai costi sostenuti per le assunzioni nell’anno 2014, invece, le istanze potranno essere presentate dall’11 gennaio 2016 al 31 dicembre 2016.

I “vecchi” termini a decorrere dai quale le imprese possono presentare la domanda di accesso al credito d’imposta, ora modificati, erano stati inizialmente previsti dal DM 28 luglio 2014 e ricadevano “per mero errore materiale” in giorni festivi. Le nuove date assumono particolare rilevanza considerando che, ai fini della concessione del credito, rileva l’ordine cronologico di trasmissione delle istanze.

Le istanze, firmate digitalmente, devono essere presentate esclusivamente in via telematica, tramite la procedura accessibile dal sito www.cipaq@mise.gov.it.

Le date di apertura del canale per l’inoltro delle domande assumono particolare rilevanza, dal momento che la piattaforma informatica lavora le istanze secondo l’ordine cronologico di trasmissione e, all’esaurimento delle risorse disponibili, da evidenza della circostanza, non consentendo più l’invio

 

2) Note integrative 2014 in xbrl: ufficializzato il nuovo tracciato per i prossimi bilanci

Note integrative 2014 in Xbrl. L’Agenzia per l’Italia digitale ha ufficializzato, attraverso la pubblicazione sul suo sito, la nuova tassonomia capace di codificare i conti annuali, redatti secondo le disposizione del codice civile, delle società di capitali italiane. I redattori dei bilanci di esercizio, chiusi a partire dal 31 dicembre 2014, dovranno quindi obbligatoriamente impiegare il nuovo tracciato informatico, caratterizzato dall’integrazione tra prospetti contabili e nota integrativa, per depositare quanto approvato dai soci in assemblea. Dal punto di vista formale serve ora la pubblicazione, in Gazzetta Ufficiale, del comunicato del Ministero dello sviluppo economico che attesti l'avvenuta pubblicazione della nuova tassonomia sul sito dell'Agenzia per l’Italia digitale.

La nuova tassonomia, versione 2014-11-11, offre infatti un tracciato standard, composto da un insieme di campi testuali e una serie di 53 tabelle, in grado di raccogliere le informazioni richieste dagli artt. 2427 e 2427-bis del codice civile. Le tabelle si riducono, in caso di adozione della forma abbreviata, a sole 24 pur concedendo la possibilità, qualora si voglia aumentare il dettaglio informativo, di adottare volontariamente la maggior parte di quelle previste per la forma ordinaria. La nota integrativa assume anche una strutturazione per capitoli, compatibile con quella indicata nel revisionato principio contabile n. 12, caratterizzata da cinque sezioni: una introduzione; le informazioni sullo stato patrimoniale; le informazioni sul conto economico; le altre informazioni di diversa natura; la parte finale. All’interno delle sezioni le informazioni dovranno seguire, anticipando le indicazioni contenute nella nuova direttiva Ue sui conti annuali non Ifrs (cioè non redatti secondo i principi contabili internazionali), l’ordine delle voci di bilancio.

 

3) Esenzione Imu terreni: in arrivo il Decreto

Pronto il decreto dell’Economia che cancella l’esenzione totale in 2mila Comuni. I proprietari dovranno pagare a dicembre tutta l’imposta 2014.

L’esenzione totale, oggi prevista in 3.524 comuni, sarà limitata a 1.578 enti, mentre in altri 2.568 sarà limitata agli agricoltori professionisti. Gli altri dovranno pagare tutta l’imposta annuale a dicembre, per garantire almeno 350 milioni di gettito aggiuntivo.

Terreni, esenzioni Imu solo sopra i 600 metri. È in dirittura d’arrivo il decreto del Mef che individuerà i comuni nei quali i terreni agricoli continueranno a non pagare l’Imu. L’esenzione piena rimarrà solo nei municipi collocati ad oltre 600 metri sul livello del mare, mentre tra 281 e 600 metri sarà limitata ai terreni posseduti da coltivatori diretti o imprenditori agricoli professionali. Fino a 280 metri, invece, tutti dovranno presentarsi alla cassa già il prossimo 16 dicembre, versando l’intera imposta dovuta per il 2014. Il provvedimento, ora alla firma del ministro Pier Carlo Padoan, dà attuazione all’art. 22, comma 2, del Dl 66/2014, che ha imposto di circoscrivere l’esenzione per i terreni agricoli prevista dall’art. 7, comma 1, lett. h, del Dlgs 504/1992 sulla base della diversa altitudine dei comuni e diversificando quelli posseduti da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola.

Si ricorda che, in base alle regole attuali, nelle aree montane e di collina non sono soggetti ad imposta né i terreni agricoli né quelli diversi (ad esempio quelli incolti). Finora, ha fatto fede l’elenco allegato alla circolare 9/1993. Il nuovo decreto, invece, modifica radicalmente il quadro, individuando tre diverse fasce altimetriche. In quella più alta (oltre i 600 metri), l’esenzione continuerà a essere totale: nessuno dovrà pagare e i comuni non subiranno nuovi tagli.

 

4) Sono nulli i dinieghi di rimborso Iva emessi prima dei 60 giorni

È nullo il diniego di rimborso IVA emesso prima di 60 giorni dalla fine dell’ispezione. Il termine dilatorio previsto dall’articolo 12 dello Statuto dei contribuenti, va applicato anche ad altri atti e non solo all’accertamento. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 24567 del 18 novembre 2014.

Il diniego di rimborso IVA è nullo se l’Ufficio finanziario non ha attivato il contraddittorio preventivo: dopo il controllo presso la sede del contribuente a quest’ultimo va assegnato un termine per svolgere difese e osservazioni.

La Corte Suprema ha deciso nel merito una controversia scaturita da un diniego di rimborso di IVA, motivato nel senso che la società istante fosse da ricondurre tra gli “enti non operativi”.

Il diniego di rimborso IVA è, dunque, nullo se l’Ufficio finanziario non ha attivato il contraddittorio preventivo: dopo il controllo presso la sede del contribuente a quest’ultimo deve essere assegnato un termine per svolgere difese e osservazioni.

 

5) Quando è possibile il ricorso contro il diniego all’autotutela

Il no all’autotutela è impugnabile soltanto per i vizi di legittimità. Lo ha deciso la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 23628/2014, secondo cui non è possibile contestare l’avviso di accertamento divenuto definitivo, ma va prospettata l’esistenza di un interesse generale dell’Amministrazione alla rimozione dell’atto.

Dunque, contro il diniego dell’Amministrazione finanziaria di procedere all’esercizio del potere di autotutela può essere proposta impugnazione soltanto per dedurre eventuali profili d’illegittimità del rifiuto e non per contestare la fondatezza della pretesa erariale.

La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, evidenziando il principio di diritto, in ambito giurisprudenziale, secondo cui, in tema di autotutela, è possibile adire il giudice tributario soltanto per dedurre eventuali profili d’illegittimità del rifiuto e non per contestare la fondatezza della pretesa.

In particolare, “il contribuente che richiede all’Amministrazione finanziaria di ritirare in via di autotutela un avviso di accertamento divenuto definitivo, non può limitarsi a dedurre eventuali vizi dell’atto medesimo, la cui deduzione deve ritenersi definitivamente preclusa, ma deve prospettare l’esistenza di un interesse generale dell’Amministrazione alla rimozione dell’atto”.

 

6) Nuove disposizioni in materia di salvaguardia pensionistica (cd. sesta salvaguardia)

Il messaggio n. 8881 del 19 novembre 2014 dell’Inps è relativo Legge 10 ottobre 2014, n. 147: nuove disposizioni in materia di salvaguardia pensionistica (cd. sesta salvaguardia).

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 246 del 22 ottobre 2014 è stata pubblicata la legge 10 ottobre 2014, n. 147, entrata in vigore il 6 novembre 2014 che, agli articoli 1, 2 e 3, e 4 reca ulteriori disposizioni in materia di salvaguardia pensionistica.

In particolare l’articolo 1 apporta delle modifiche all’articolo 22, comma 1, del D.L. 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla Legge 7 agosto 2012, n. 135, e all’articolo 11, comma 2, del D.L. 31 agosto 2013, n. 102, convertito, con modificazioni, dalla Legge 28 ottobre 2013, n. 124.

L’articolo 2 prevede l’applicazione ad ulteriori categorie di lavoratori dei requisiti di accesso e del regime delle decorrenze vigenti prima dell’entrata in vigore del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito con modificazioni dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214.

L’articolo 3 reca l’interpretazione autentica dell’articolo 1, comma 194, lettera e), della legge 27 dicembre 2013, n. 147.

L’articolo 4 prevede la copertura finanziaria delle nuove disposizioni recate dalla legge in argomento.

 

7) INAIL: Fondo per le vittime dell’amianto - anno 2014

L’Inail, con la determinazione n. 328 del 3 novembre 2014, fissa l’addizionale dovuta dalle imprese per il finanziamento del Fondo per le vittime dell’amianto, a decorrere dall’anno 2014:

- nella misura del 1,33% sul premio dovuto con riferimento alle voci di tariffa di cui all’art. 3, comma 3, del D.I. n. 30/2011 citato in premessa;

- nella misura dello 0,02% sul monte retributivo per le lavorazioni del Settore Navigazione (ex IPSEMA) di cui all’art. 3, comma 4 del citato D.I. n. 30/2011, come meglio specificate nella citata circolare INAIL n. 32 del 5 maggio 2011.

Conferma i criteri di individuazione della platea delle aziende tenute al pagamento dell’addizionale, come indicati ai commi 2, 3 e 4 dell’art. 3 del predetto D.I. n. 30/2011.

 

8) Sostituto d’imposta: cessione quote fondi mobiliari chiusi

Negoziazione fondi mobiliari chiusi: se manca il sostituto d’imposta, il contribuente autoliquida l’imposta sostitutiva. Resta obbligatorio l’intervento dell’intermediario per le cessioni di quote al portatore di valore pari o superiore a mille euro, come prevede la normativa antiriciclaggio.

L’Agenzia delle entrate, con la risoluzione 101/E del 19 novembre 2014, interviene per fare chiarezza in merito alla corretta individuazione del sostituto di imposta in relazione ai proventi derivanti dalla partecipazione a fondi mobiliari chiusi.

La normativa fiscale prevede, infatti, che a operare una ritenuta a titolo di imposta sui redditi di capitale derivanti dalla partecipazione agli organismi di investimento collettivo del risparmio italiani o lussemburghesi storici (articolo 44, comma 1, lettera g, del Tuir), siano le società di gestione del risparmio che hanno istituito i fondi, la Sicav o la Sicaf (articolo 26-quinquies, comma 1, Dpr 600/1973).

Tale ritenuta deve essere operata sia sui proventi periodici sia su quelli, anche non periodici, erogati in costanza di partecipazione all’organismo, nonché su quelli derivanti dalle operazioni di rimborso o di liquidazione. Per le quote o azioni dei fondi storici lussemburghesi collocate nel territorio dello Stato, il ruolo di sostituti di imposta è rivestito dai soggetti residenti incaricati del collocamento delle stesse.

In riferimento, in particolare, ai redditi derivanti dalla partecipazione a fondi mobiliari chiusi, per quanto riguarda i proventi periodici e gli altri proventi erogati per effetto del rimborso, anche parziale, delle quote e della liquidazione, il sostituto d’imposta tenuto all’applicazione della ritenuta è l’emittente delle quote, ossia la Società di gestione del risparmio.

Analogamente, la Sgr, se incaricata dal contribuente alla cessione delle quote, ovvero l’intermediario che abbia ricevuto detto incarico, riveste il ruolo di sostituto d’imposta sui relativi redditi di capitale, anche nell’ipotesi di cessione a titolo oneroso delle quote.

Qualora però la cessione avvenga senza l’intervento di tali soggetti, è il contribuente non esercente attività d’impresa a dovere autoliquidare l’imposta sostitutiva nell’ambito del quadro RM della dichiarazione annuale dei redditi, nella misura prevista della ritenuta a titolo d’imposta che avrebbe applicato il sostituto d’imposta. Per usufruire delle eventuali minusvalenze realizzate, lo stesso dovrà invece compilare il quadro RT del modello Unico.

Tale ipotesi può verificarsi per le cessioni di quote nominative in cui la Sgr interviene soltanto per l’annotazione del trasferimento nel registro dei partecipanti in quanto il contribuente cede la quota ai sensi dell’articolo 2022 del codice civile oppure nel caso di quote per le quali sia stata richiesta l’emissione del certificato al portatore per la cui cessione non è richiesto l’intervento e che non siano depositate presso un intermediario residente oppure per quelle che siano depositate all’estero.

In tal caso, la società di gestione del risparmio nell’ipotesi di collocamento diretto delle quote o, in alternativa, l’intermediario collocatore, è tenuta a comunicare nel modello del sostituto d’imposta i dati relativi all’operazione di cessione. Tali informazioni devono essere fornite anche al soggetto cedente.

Il ruolo dell’intermediario resta infine fermo per le cessioni di quote al portatore di valore pari o superiore a mille euro per le quali è obbligatorio il suo intervento, dell’intermediario, come previsto dalla normativa antiriciclaggio, così come nell’ipotesi in cui sia il contribuente ad attribuire l’incarico alla cessione.

 

9) Anche per le associazioni non profit vale l’obbligo di tracciabilità per i pagamenti sopra € 516,46

L’obbligo di tracciabilità previsto dall’articolo 25, comma 5, della legge 13 maggio 1999, n. 133, trova applicazione anche nei confronti delle associazioni senza fini di lucro e delle associazioni pro-loco.

Lo precisa l’Agenzia delle entrate con la risoluzione n. 102/E del 19 novembre 2014.

Dunque, l’obbligo di tracciabilità dei pagamenti/versamenti superiori a € 516,46 non riguarda soltanto le associazioni sportive dilettantistiche, ma (come precisa ora l’Agenzia) si applica nei confronti di tutte le associazioni non profit, comprese le pro-loco.

L’articolo 25, comma 5, della legge n. 133 del 1999 dispone che i pagamenti effettuati a favore di società, enti ed associazioni sportive dilettantistiche, nonché i versamenti da questi operati, se di importo superiore a lire 1.000.000 [euro 516,46], “sono eseguiti (…) tramite conti correnti bancari o postali a loro intestati ovvero secondo altre modalità idonee a consentire all’amministrazione finanziaria lo svolgimento di efficaci controlli, che possono essere stabilite con decreto del Ministro delle finanze (…)”.

In attuazione del citato articolo 25, comma 5, della legge n. 133 del 1999, il decreto del Ministro delle finanze 26 novembre 1999, n. 473, ha individuato, all’articolo 4, le modalità di effettuazione dei versamenti effettuati dagli enti sopra richiamati, comprese le erogazioni liberali a favore degli stessi, i contributi a qualsiasi titolo concessi, le quote associative ed i proventi che non concorrono a formare il reddito imponibile, stabilendo che tali versamenti possono essere eseguiti, oltre che tramite conti correnti bancari o postali, anche mediante carte di credito o bancomat. Analoghe modalità devono essere utilizzate per l’effettuazione dei pagamenti a favore dei medesimi enti (sempre che siano di importo superiore alla soglia normativamente prevista).

Con circolare n. 43/E datata 8 marzo 2000 è stato chiarito che i predetti versamenti e pagamenti possono essere operati anche attraverso “altri sistemi (…) che consentano concretamente lo svolgimento di efficaci e adeguati controlli quali, ad esempio, assegni non trasferibili intestati alla associazione sportiva destinataria (…)”.

In sostanza, l’articolo 25, comma 5, della legge n. 133 del 1999 impone il ricorso a mezzi di pagamento che consentano la tracciabilità delle movimentazioni di denaro al fine di garantire lo svolgimento di efficaci controlli da parte dell’Amministrazione finanziaria. La stessa disposizione ricollega chiaramente la previsione delle specifiche modalità di pagamento e versamento alla possibilità di continuare ad applicare le disposizioni agevolative di cui alla legge n. 398 del 1991.

Deve quindi dedursi la volontà del legislatore di estendere la norma che impone la tracciabilità delle movimentazioni di denaro in capo agli enti che abbiano optato per l’applicazione della legge n. 398 del 1991, in modo che venga assicurata la possibilità di operare i necessari controlli in relazione a tutti i contribuenti che si avvalgano del regime di favore recato dalla medesima legge. Pertanto, la disposizione dell’articolo 25, comma 5, della legge n. 133 del 1999 si applica agli enti che siano destinatari delle disposizioni di cui alla legge n. 398 del 1991, a prescindere dalla circostanza che gli stessi risultino o meno espressamente destinatari anche delle “altre disposizioni tributarie riguardanti le associazioni sportive dilettantistiche”.

In sintesi, il citato articolo 25, comma 5, della legge n. 133 del 1999 si applica non solo ai soggetti richiamati dal medesimo articolo ed a quelli cui siano state espressamente estese le “altre disposizioni tributarie riguardanti le associazioni sportive dilettantistiche” (ovvero le società sportive dilettantistiche costituite in società di capitali senza fine di lucro, in forza dell’articolo 90, comma 1, della legge 27 dicembre 2002, n. 289; le associazioni bandistiche e cori amatoriali, filodrammatiche, di musica e danza popolare, legalmente costituite senza fini di lucro, ai sensi dell’articolo 2, comma 31, della legge 24 dicembre 2003, n. 350), ma anche alle associazioni senza fini di lucro e alle associazioni pro-loco, in quanto destinatarie del regime fiscale recato dalla legge n. 398 del 1991.

Quanto poi alla seconda questione, si ritiene che, in linea con quanto sostenuto dall’istante, qualora vengano meno nel corso dell’anno i presupposti per l’applicazione del regime speciale di cui alla legge n. 398 del 1991, ivi compreso quindi il requisito della tracciabilità dei pagamenti, l’applicazione del tributo con il regime ordinario dovrà avvenire dal mese successivo a quello in cui sono venuto meno i requisiti (cfr. circolare n. 247/E del 1999, come modificata dalla circolare n. 43/E del 2000, nonché la risoluzione n. 123/E del 2006).

 

10) Note di rettifica recanti addebiti per mancato rinnovo dei benefici inerenti la cosiddetta piccola mobilità

In attesa che si definisca l’iter avviato dalla risoluzione parlamentare del 31/7/2014, che impegna il Governo a reperire le fonti di finanziamento per gli incentivi connessi alla mancata proroga delle disposizioni concernenti l’iscrizione nelle liste di mobilità (articolo 4, comma 1, del decreto legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236 e successive modifiche ed integrazioni), l’Inps dispone che le Sedi mantengano sospese le iniziative volte al recupero dei benefici fruiti dai datori di lavoro relativamente ai lavoratori assunti dalle liste della cosiddetta "piccola mobilità", limitatamente alle assunzioni, proroghe e/o trasformazioni effettuate entro il 31/12/2012 (per maggiori dettagli vedi le indicazioni contenute nel circolare n. 150/2013 e nel messaggio n. 18639 del 18/11/2013).

A parziale modifica del messaggio n. 7119/2014, la nuova data di spedizione delle note di rettifica, recanti gli addebiti contributivi corrispondenti, è fissata per la seconda metà di gennaio 2015; a decorrere da questo periodo l’Istituto riavvierà le operazioni di recupero dei benefici, nell’ipotesi in cui non siano nel frattempo intervenuti provvedimenti che ne consentano il riconoscimento in favore dei datori di lavoro interessati.

(Inps, messaggio n. 8889 del 19 novembre 2014)

 

11) CNDCEC: proroga del termine per l’inizio dell’attività di controllo dell’ANAC sull’applicazione della normativa trasparenza e corruzione

Il CNDCEC, con la nota informativa n. 28 del 19 novembre 2014, comunica la proroga del termine per l’inizio dell’attività di controllo dell’ANAC sull’applicazione della normativa trasparenza e corruzione. Il termine per l’esercizio dei poteri di vigilanza e della nomina del responsabile per la prevenzione dell’ente decorre dal 1 gennaio 2015.

 

12) Interruzione dei Servizi Telematici delle Entrate

I servizi online dell’Agenzia delle entrate riservati agli utenti Entratel e Fisconline non saranno disponibili dalle ore 24.00 di sabato 22 alle ore 14.00 di domenica 23 novembre 2014 per consentire interventi di aggiornamento dell’infrastruttura tecnologica di accoglienza.

Inoltre dalle ore 14.00 alle ore 24.00 di sabato 22 novembre non saranno disponibili le funzionalità per la richiesta di abilitazione al servizio Fisconline, nonché quelle per la nomina dei “gestori incaricati” e degli “incaricati”.

Si invitano gli utenti che avessero adempimenti in scadenza durante il periodo di fermo a provvedere con anticipo.

(Agenzia delle entrate, nota del 19 novembre 2014)

 

Vincenzo D’Andò