Diario quotidiano del 19 novembre 2014: altre anticipazioni dal Decreto sulle Semplificazioni fiscali, la black list diventa annuale

Pubblicato il 19 novembre 2014



dichiarazione dei redditi precompilata: al 7 marzo la trasmissione all’Agenzia Entrate dei CUD; esercizio di opzione regimi speciali; black list annuale; autorizzazione per effettuare operazioni intracomunitarie; semplificazione modelli Intrastat; IVA sulla prima casa: niente bonus prima casa per abitazioni di pregio; é ammissibile il ricorso tributario anche se non è stato firmato; Inps: disposizioni operative per la cooperazione con gli Istituti di Patronato; qualifica degli incassi dopo che è stata chiusa la partita Iva; Inail: termine per la presentazione delle denunce annuali delle retribuzioni; Dogane: nuove Linee guida dell’Unione Europea sul commercio dei diamanti grezzi; pubblicata in G.U. la direttiva sulle informazioni non finanziarie

 Indice:

 1) Dichiarazione dei redditi precompilata: al 7 marzo la trasmissione all’Agenzia Entrate dei CUD

 2) Esercizio di opzione regimi speciali

 3) Black list annuale

 4) Autorizzazione per effettuare operazioni intracomunitarie

 5) Semplificazione modelli Intrastat

 6) IVA sulla prima casa: niente bonus prima casa per abitazioni di pregio

 7) E’ ammissibile il ricorso tributario anche se non è stato firmato

 8) Inps: disposizioni operative per la cooperazione con gli Istituti di Patronato

 9) Qualifica degli incassi dopo che è stata chiusa la partita Iva

 10) Inail: termine per la presentazione delle denunce annuali delle retribuzioni

 11) Dogane: nuove Linee guida dell’Unione Europea sul commercio dei diamanti grezzi

 12) Pubblicata in G.U. la direttiva sulle informazioni non finanziarie

 

 

1) Dichiarazione dei redditi precompilata: al 07 marzo la trasmissione all’Agenzia Entrate dei CUD

Per effetto del Dlgs semplificazioni, a decorrere dal 2015, in via sperimentale, l’Agenzia delle Entrate rende disponibile telematicamente, entro il 15 aprile di ogni anno, ai titolari di redditi di lavoro dipendente e assimilati, la dichiarazione precompilata relativa ai redditi prodotti nell’anno precedente. La dichiarazione precompilata è resa disponibile direttamente al contribuente o, conferendo apposita delega, tramite il proprio sostituto d’imposta, il C.A.F., il consulente del lavoro, dottore commercialista, esperto contabile abilitato all’assistenza fiscale. Resta ferma la possibilità da parte del contribuente di presentare la dichiarazione dei redditi con le modalità ordinarie. Per consentire il rispetto dei tempi di precompilazione, è anticipata:

- al 28 febbraio la trasmissione all’Agenzia entrate dei dati relativi agli oneri deducibili/detraibili sostenuti nell’anno precedente dal contribuente;

- al 07 marzo la trasmissione all’Agenzia Entrate dei CUD da parte dei sostituti d’imposta.

Dopo aver ricevuto la dichiarazione precompilata il contribuente può accettarla, modificarla o rifiutarla.

 

 

2) Esercizio di opzione regimi speciali

A decorrere dal 2015 l’applicazione del regime di trasparenza fiscale, consolidato fiscale, “tonnage tax” e la determinazione della base imponibile IRAP con il “metodo da bilancio” da parte delle società di persone e dalle ditte individuali in regime di contabilità ordinaria non prevede più la comunicazione preventiva. L’opzione verrà manifestata direttamente in sede di dichiarazione dei redditi/IRAP.

Spese dei professionisti

Il Dlgs semplificazioni, inoltre, modificando l’art. 54 comma 5 del TUIR, dispone che le prestazioni alberghiere e le somministrazioni di alimenti e bevande sostenute direttamente dal committente non costituiscono compensi in natura per il professionista che ne usufruisce. Il professionista, dunque, non dovrà “riaddebitare” in fattura tali spese al committente e dedurre le stesse dal proprio reddito. La disposizione è applicabile dal 2015.

 

 

3) Black list annuale

La comunicazione telematica all’Agenzia delle Entrate, delle cessioni e prestazioni di servizi effettuate e ricevute, registrate o soggette a registrazione nei confronti di operatori “black list” avrà cadenza annuale. Aumenta, inoltre, il limite per l’esonero dalla presentazione della comunicazione che dovrà, infatti, essere effettuata per tutte le cessioni di beni e le prestazioni di servizi il cui importo complessivo annuale è superiore ad euro 10.000.

L’efficacia delle disposizioni scatterà per le operazioni «poste in essere nell'anno solare in corso alla data di entrata in vigore» del provvedimento in oggetto. Il D.Lgs. semplificazioni fiscali, inoltre, non interviene sul termine di presentazione annuale della comunicazione. In merito agli ultimi punti si auspicano chiarimenti da parte dell’Agenzia delle Entrate in tempi rapidi.

 

 

4) Autorizzazione per effettuare operazioni intracomunitarie

La possibilità di compiere operazioni intraUE è subordinata, come noto, all’iscrizione al VIES. Il Decreto delle semplificazioni fiscali modifica l’art. 35 DPR n. 633/72 predisponendo che il contribuente è abilitato ad effettuare le operazioni in esame già alla data di attribuzione della partita Iva, senza necessità di attendere il 31° giorno successivo.

Per i soggetti già in attività, poiché la possibilità di effettuare operazioni Intra UE è subordinata alla presentazione di una specifica istanza, la novità in esame comporta la non necessità di attendere il decorso dei 30 gg dalla presentazione dell’istanza per poter porre in essere le predette operazioni.

L’Agenzia, inoltre, procederà alla cancellazione dal VIES dei soggetti che non hanno presento alcun elenco riepilogativo Intra per 4 trimestri consecutivi.

 

 

5) Semplificazione modelli Intrastat

Solo con l’apposito provvedimento dell’Agenzia delle Dogane verrà ridotto il contenuto degli elenchi Intrastat, in relazione alle prestazioni di servizi - resi o ricevuti - nei confronti dei soggetti passivi IVA stabiliti in un altro stato UE. Rimarranno solo le informazioni riguardanti il numero d’identificazione IVA delle controparti, il valore totale delle operazioni, il codice identificativo della prestazione resa o ricevuta e il Paese di pagamento.

Sanzioni dati statistici omessi/errati

Vengono soppresse le sanzioni in caso di omessa/inesatta indicazione dei dati statistici nei modelli Intra. Rimangono sanzionabili le imprese, incluse nello specifico elenco pubblicato dall’ISTAT, con volumi e scambi mensili pari o superiori a € 750.000, per le quali la violazione si configura quale omissione dell’obbligo di risposta. Le sanzioni si applicano una sola volta per ogni Intra, qualunque sia il numero di transazioni errate o mancanti.

 

 

6) IVA sulla prima casa: niente bonus prima casa per abitazioni di pregio

Il Decreto semplificazioni, in merito alla normativa riguardante l’agevolazione per l’acquisto della “prima casa”, stabilisce che non possono beneficiarne i fabbricati oggetto di atti imponibili IVA e appartenenti alle categorie catastali A1, A8, A9 (A1: abitazioni di tipo signorile; A8: abitazioni in ville; A9: castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici). (Una normativa identica è vigente dall’1 gennaio 2014 per gli atti di acquisto soggetti a imposta proporzionale di registro).

 

7) E’ ammissibile il ricorso tributario anche se non è stato firmato

Il ricorso tributario è ammissibile anche se l’originale notificato all’Amministrazione finanziaria non contenga la firma del contribuente.

Tutto questo purché risulti sottoscritta almeno la copia del ricorso depositata nella Commissione tributaria.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 24461 del 17 novembre 2014.

Difatti, secondo la Corte Suprema “per impedire l’inammissibilità del ricorso è sufficiente che almeno un esemplare dell’atto rechi la firma autografa dell’autore, essendo poi irrilevante, nel caso di notifica diretta per posta, l’irregolarità rappresentata dal fatto che tale esemplare sia quello depositato presso la Commissione Tributaria e non quello consegnato all’Ufficio”.

Peraltro l’Ufficio del Fisco che riceve un ricorso, anche se non firmato, contro un proprio provvedimento, viene comunque messo in grado di cominciare a predisporre le proprie difese, salvo stabilire o meno in giudizio, dopo aver verificato la sussistenza della sottoscrizione sull’originale, che il contribuente depositi nella segreteria del giudice adito nel termine di cui all’articolo 22 D.Lgs. 546/92.

Il trust fittizio “aggira creditori” non protegge dal pignoramento

Evidente il dolo, se le circostanze dimostrano esplicitamente la volontà del disponente, amministratore delle società fallite, di mantenere il dominio dei beni conferiti.

A tutela dei crediti dello Stato, nell’ambito di un procedimento per i reati di bancarotta fraudolenta, può essere disposto il sequestro conservativo (ex articolo 316 cpp) dei beni immobili conferiti in un trust familiare simulato (sham trust), a prescindere dall’esperimento vittorioso di un’azione civile che accerti e dichiari la simulazione del trust stesso o che ne revochi i conferimenti.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza 46137 del 7 novembre 2014.

La Cassazione ha confermato la misura cautelare sia perché, con riferimento al concetto di beni mobili e immobili dell’imputato ex articolo 316 cpp, rileva non la loro formale intestazione ma che l’imputato ne abbia la disponibilità “uti dominus,” indipendentemente dalla titolarità del diritto in capo a terzi (Cassazione, sentenze 41670/2014 e 21621/2014), sia perché è irrilevante la pertinenza dei beni ai reati contestati, dato l’esclusivo fine di garanzia patrimoniale costituente uno dei presupposti della misura cautelare (Cassazione, sentenza 805/2013), sia, infine, perché il comportamento sleale del trustee ha dato fondamento a un giustificato giudizio prognostico negativo in ordine alla conservazione delle garanzie patrimoniali del debitore nei confronti dello Stato (già sostenitore della spesa di circa 955mila euro per la consulenza tecnica disposta dal Pm, rispetto al valore catastale degli immobili).

8) Inps: disposizioni operative per la cooperazione con gli Istituti di Patronato

L’Inps, con il messaggio n. 8862 del 18 novembre 2014, ha spiegato le disposizioni operative per la cooperazione con gli Istituti di Patronato per la trasmissione telematica delle domande di prestito dei pensionati iscritti alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali.

In relazione alla prestazione richiesta dall’interessato, i patronati compilano il modello di domanda reperibile sul sito www.inps.it – gestione ex Inpdap – servizi in linea patronati; una volta completata la richiesta, con la funzione “Upload” inviano telematicamente all’Istituto la domanda, previa stampa e consegna al cittadino della ricevuta, con l’indicazione del numero di protocollo assegnato. È possibile l’invio anche in formato xml, elaborato preventivamente dai sistemi del singolo patronato.

Assodato ciò, adesso l’Inps fornisce ulteriori indicazioni operative per una corretta gestione della trasmissione telematica delle domande in parola:

- gli operatori delle sedi Provinciali devono assicurarsi che le adesioni al fondo credito siano state inserite a sistema per la trattenuta di che trattasi;

- il patronato è autorizzato a trasmettere la domanda del pensionato solo dopo aver verificato l’avvenuta applicazione sul cedolino di pensione della trattenuta dello 0,15% relativa al contributo fondo credito, se applicata ai sensi di legge;

- il patronato non dovrà indicare i dati relativi agli emolumenti pensionistici, né quelli relativi all’Iban per l’accreditamento, in quanto gli stessi, per i pensionati ex Inpdap, sono rilevabili dagli operatori in procedura informatica tramite i servizi già attivi, mentre per i pensionati Inps – gestione privata i dati per la corretta istruttoria della domanda potranno essere reperiti mediante la richiesta delle abilitazioni necessarie in uso per le diverse attività dell’Istituto.

Peraltro, con le stesse modalità sopra descritte dovranno essere gestite le domande trasmesse on-line direttamente dal pensionato – gestione privata con il proprio pin con l’utilizzo degli stessi modelli resi disponibili ai patronati.

 

 

9) Qualifica degli incassi dopo che è stata chiusa la partita Iva

Come qualificare gli incassi dopo che è stata chiusa la partita Iva ?. Saranno le Sezioni unite della Corte di Cassazione a decidere se le prestazioni dei professionisti, incassate dopo la cessazione dell'attività, siano rilevanti ai fini dell'Iva (lo ha deciso la stessa Cassazione con l’ordinanza 24432/2014). Pur ritenendo che si debba seguire la prassi delle Entrate (risoluzione n. 232 del 2009), la Cassazione decide di rimandare la questione alla sezione più autorevole della Corte suprema.

Secondo la prassi delle Entrate, i compensi per le prestazioni incassati dai professionisti dopo la cessazione dell’attività rilevano ai fini Iva e non sono redditi diversi: la cessazione dell'attività coincide con l’estinzione di tutti i rapporti giuridici e la dismissione dei beni strumentali, potendosi ritenere cessata solo l’attività che ha definito tutti i rapporti giuridici pendenti.

Ai fini della non fatturabilità delle somme percepite per prestazioni inerenti all’attività chiusa - imponibili nel momento della loro maturazione - non basta, dunque, la cessazione dell’attività professionale. Il professionista avrebbe chiuso troppo presto la partita Iva.

10) Inail: termine per la presentazione delle denunce annuali delle retribuzioni

L’Inail, con la determinazione n. 330 del 5 novembre 2014, ha fissato al 28 febbraio (29 febbraio in caso di anno bisestile) il nuovo termine per la presentazione all’Istituto delle denunce retributive annuali di cui all’art. 28, comma 4, del D.P.R. 30 giugno 1965 n.1124, fermo restando il termine previsto dall’art. 28, comma 1 e dall’art. 44 comma 2, del D.P.R. 1124/1965 e successive modificazioni, per il pagamento dei premi di assicurazione, fissato al 16 febbraio di ciascun anno.

 

11) Dogane: nuove Linee guida dell’Unione Europea sul commercio dei diamanti grezzi

L’Agenzia delle Dogane, con la circolare n. 18/D del 18 novembre 2014, è relativa alle nuove Linee guida dell’Unione Europea sul commercio dei diamanti grezzi (Kimberley Process): Applicazione alla Groenlandia.

Viene inviato il documento rubricato “Orientamenti sul commercio con l’Unione Europea (UE)” (All. 1) – Guida pratica per i partecipanti al processo di Kimberley e le imprese che commerciano diamanti grezzi con l’UE (come recitato nella premessa “orientamento” non vincolante, né da intendersi come parere giuridico).

Si tratta di un aggiornamento, necessario a seguito dei nuovi riferimenti derivanti dal Trattato di Lisbona, della versione delle linee guida diramate in allegato alla Circolare n. 31/D del 27 maggio 2003 dall’Area Gestione Tributi e Rapporto con gli Utenti “pro tempore” e che rappresenta uno strumento esplicativo, sia per le Autorità doganali europee che per gli operatori interessati coinvolti nell’implementazione del Regolamento 2368/2002, sulla correttezza della procedura doganale da seguire per l’importazione dei diamanti grezzi.

Rimane fermo il principio per cui ogni importazione di diamanti deve essere verificata da una autorità comunitaria, presente fino ad oggi in Belgio, Regno Unito, Germania, Repubblica Ceca, Romania e Bulgaria.

Una volta giunte in Italia, dunque, le spedizioni dovranno proseguire in regime di transito esterno per proseguire verso una delle prescelte suindicate autorità “unionali” prima di essere immesse in libera pratica.

In tale ultimo caso il sistema TARIC segnala automaticamente una restrizione commerciale rinviando al Reg. CE n. 2368/2002 del Consiglio ai fini dell’ispezione fisica o del controllo documentale della dichiarazione doganale.

Viene fatto rinvio al paragrafo 5 delle Linee Guida sulle modalità di adempimento dell’importatore di inviare la ricevuta di importazione all’esportatore, al fine di implementare il sistema statistico del Processo di Kimberley che monitora le eventuali anomalie delle spedizioni dei diamanti grezzi.

Quanto alle spedizioni irregolari, si rileva che non possono essere svincolate le spedizioni di diamanti grezzi che non soddisfino le condizioni stabilite nel Reg. cit. e che le violazioni alla norma comunitaria comportano sanzioni efficaci, proporzionali e dissuasive, oltreché ogni misura necessaria tra cui la confisca e la vendita degli stessi diamanti.

La parte relativa ai territori degli Stati membri ed il loro status rispetto al processo di Kimberley deve intendersi integrata dal Reg. UE n. 257/2014 del Parlamento Europeo e del Consiglio con cui le norme del sistema di certificazione del processo di Kimberley e le norme doganali speciali ai fini dell’attuazione del sistema medesimo sono applicate alla Groenlandia. Ai fini del sistema della certificazione, dunque, il territorio dell’Unione e quello della Groenlandia sono considerate un’entità unica senza frontiere interne. Per inciso, il fatto che di recente in Groenlandia siano stati ritrovati alcuni diamanti grezzi consente all’Unione Europea di considerarsi di conseguenza anch’essa Stato esportatore di fatto.

 

 

12) Pubblicata in G.U. la direttiva sulle informazioni non finanziarie

È stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea n. L 330 del 15 novembre 2014 la direttiva 2014/95/UE del 22 ottobre 2014 sulla comunicazione di informazioni di carattere non finanziario e di informazioni in materia di diversità nella composizione degli organi sociali. La direttiva presenta due ambiti di intervento distinti: il primo ambito riguarda gli obblighi informativi di natura non finanziaria; il secondo ambito riguarda gli obblighi informativi in materia di diversità nella composizione degli organi sociali.Sotto il primo profilo essa impone di integrare la relazione sulla gestione con una dichiarazione di carattere non finanziario. La dichiarazione deve contenere informazioni relative ad una serie di ambiti: l’ambiente, la sfera sociale, il personale, il rispetto dei diritti umani, la lotta contro la corruzione attiva e passiva. Le informazioni devono riguardare una breve descrizione del modello aziendale, una descrizione delle politiche applicate ai profili indicati e i risultati di tali politiche; i principali rischi connessi a tali aspetti anche in riferimento ai rapporti, prodotti e servizi commerciali; gli indicatori fondamentali di prestazione di carattere non finanziario pertinenti la specifica attività d’impresa. Il livello dell’informazione deve consentire la comprensione dell’andamento dell’impresa, dei suoi risultati, dell’impatto della sua attività.Le imprese che non applicano politiche in relazione ad uno o più degli ambiti rilevanti sono tenute a fornire una spiegazione chiara ed articolata della scelta.Le informazioni devono essere rese tanto a livello di singola società, nella relazione sulla gestione del bilancio d’esercizio, quanto a livello di gruppo, nella relazione sulla gestione del bilancio consolidato.

L’obbligo di rendere le informazioni non finanziarie riguarda, a livello di singola società, le società di grandi dimensioni, con almeno 500 dipendenti, che rientrano tra gli enti di interesse pubblico e, a livello di gruppo, le società qualificate come enti di interesse pubblico, che siano imprese madri di un gruppo di grandi dimensioni, con almeno 500 dipendenti.

Il secondo ambito di intervento della direttiva riguarda gli obblighi informativi in materia di diversità. Per diversità si intendono le differenze relative a età, sesso e percorso formativo o professionale.

La direttiva impone di integrare la relazione di governo societario descrivendo la politica in materia di diversità applicata in ordine alla composizione degli organi di amministrazione, gestione e controllo. La descrizione deve riguardare gli obiettivi della politica, le modalità di attuazione e i risultati nel periodo di riferimento. Se non è applicata alcune politica, si deve dare una spiegazione della scelta.

L’obbligo informativo in materia di diversità, costituendo parte delle informazioni rese nella relazione di governo societario, riguarda le società con valori mobiliari ammessi alla negoziazione su un mercato regolamentato. Esso non si applica però alle imprese di questa categoria che rientrino nella qualifica di PMI.

(Assonime, nota del 18 novembre 2014)

 

Vincenzo D’Andò