Diario quotidiano del 18 novembre 2014: le prime anticipazioni sulla prossima Local Tax

immobili: nasce la local tax; reddito sotto la soglia di povertà Istat: ok all’accertamento induttivo; disposizioni sui ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali; Jobs Act: raggiunta l’intesa sul disciplinare; società in perdita sistematica: il decreto semplificazioni fiscali amplia il periodo di osservazione; operazioni straordinarie: cambiano i termini di versamento dell’IRAP per le società di persone; società in liquidazione: efficacia dell’estinzione; esecuzione dei rimborsi IVA: novità dal Decreto sulle semplificazioni fiscali; comunicazione all’Agenzia delle entrate dei dati contenuti nelle lettere d’intento; ritenuta ridotta sulle provvigioni degli agenti; agevolazioni fiscali previste a favore degli imprenditori agricoli; il decreto sull’Isee arriva in Gazzetta Ufficiale: come cambia il reddito equivalente

 

Indice:

 1) Immobili: nasce la local tax

 2) Reddito sotto la soglia di povertà Istat: ok all’accertamento induttivo

 3) Disposizioni sui ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali

 4) Jobs Act: raggiunta l’intesa sul disciplinare

 5) Società in perdita sistematica: il decreto semplificazioni fiscali amplia il periodo di osservazione

 6) Operazioni straordinarie: cambiano i termini di versamento dell’IRAP per le società di persone

 7) Società in liquidazione: efficacia dell’estinzione

 8) Esecuzione dei rimborsi IVA: novità dal Decreto sulle semplificazioni fiscali

 9) Comunicazione all’Agenzia delle entrate dei dati contenuti nelle lettere d’intento

 10) Ritenuta ridotta sulle provvigioni degli agenti

 11) Agevolazioni fiscali previste a favore degli imprenditori agricoli

 12) Il decreto sull’Isee arriva in Gazzetta Ufficiale: come cambia il reddito equivalente

 

 

1) Immobili: nasce la local tax

Nasce la local tax o “tassa locale” (tributo unico comunale) che per l’abitazione principale sarà una via di mezzo tra l’Imu, molto progressiva e quindi concentrata sulle case di valore più alto, e la Tasi che invece colpisce gli appartamenti medio-piccoli. Per gli altri immobili, invece, la tassa locale mette in campo altri possibili rincari che nel caso di capannoni, negozi e uffici strumentali potrebbero essere attenuati da una deducibilità un pò più generosa rispetto a quella dell’Imu, passando dal 20% al 30%. L’aliquota standard per l’abitazione principale sarà intorno al 2,5 per mille, con la possibilità di alzarla fino al 5 per mille; è accompagnata da una detrazione fissa da 100 euro, senza sconti ulteriori per i figli. Per gli altri immobili l’aliquota standard presentata dal Governo è dell’8,5 per mille, ma il massimo può salire al 12 per mille, contro il 10,6 per mille attuale.

 

2) Reddito sotto la soglia di povertà Istat: ok all’accertamento induttivo

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 24313 del 14 novembre 2014, ha riconosciuto come legittimo l’accertamento induttivo nei confronti dell’imprenditore che dichiara un reddito inferiore alla soglia Istat di povertà assoluta.

L’antieconomicità dell’impresa è sufficiente a dimostrare l’inattendibilità delle scritture contabili e sposta sul contribuente l0onere probatorio. Nel caso di specie, l’Agenzia delle entrate, con un avviso di accertamento, rettificava induttivamente il reddito di un imprenditore, applicando una diversa percentuale di ricarico rispetto a quella desumibile dai dati dichiarati. L’ufficio, poi, ravvisava l’inattendibilità delle scritture contabili perché l’utile conseguito era eccessivamente basso e inverosimile. La vicenda è finita in Cassazione dove i giudici hanno stabilito che un reddito dichiarato inferiore alla soglia di povertà è un indizio di per sé sufficiente a giustificarne la rettifica, poiché denota una situazione commerciale anomala.

Prova al fisco sull’atto anticipato

Spetta al fisco dimostrare che il mancato rispetto del termine dilatorio di 60 giorni non sia dipeso da inerzia o negligenza. In assenza di tali motivazioni l’atto emesso è illegittimo. La sentenza 24316 del 14 novembre 2014 della Corte di Cassazione conferma l’orientamento sull’obbligo di rispettare le prescrizioni dell’articolo 12 dello Statuto del contribuente. Tutto nasce da un avviso di accertamento in seguito ad un Pvc della Gdf. Il collegio di legittimità ha chiarito che l’illegittimità deriva dal mancato rispetto del diritto al contraddittorio. Il fisco deve dimostrare che l’inosservanza non sia dovuta a inerzia o negligenza ma ad altre circostanze che abbiano ritardato incolpevolmente l’accertamento o abbiano reso difficoltoso il pagamento.

Studi di settore: respinto il ricorso dell’Agenzia delle entrate

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 24327 del 14 novembre 2014, ha stabilito che prima di applicare gli studi di settore l’Amministrazione finanziaria è tenuta a calarsi nella realtà economica…

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