Diario fiscale del 17 novembre 2014: Enti locali: iscrizione nell’Elenco dei revisori dei conti

Pubblicato il 17 novembre 2014



riordino degli interventi di sostegno alla nascita e allo sviluppo di start-up; lavoratori in nero: è legittimo l’accertamento induttivo del Fisco; aggiornato il coefficiente di rivalutazione per il TFR; pin unico per i servizi delle Entrate e dell’Inps; prova Customer per Civis; vigilanza su enti creditizi e imprese di investimento; parte il bonus fiscale per la banda larga; libera circolazione di capitali: niente disparità di trattamento tra attività nazionali e non; via libera per l’invio telematico della dichiarazione dell’imposta di bollo assolta in modo virtuale; enti locali: iscrizione nell’Elenco dei revisori dei conti

 

 Indice:

 1) Riordino degli interventi di sostegno alla nascita e allo sviluppo di start-up

 2) Lavoratori in nero: È legittimo l’accertamento induttivo del Fisco

 3) Aggiornato il coefficiente di rivalutazione per il TFR

 4) Pin unico per i servizi delle Entrate e dell’Inps

 5) Prova Customer per Civis

 6) Vigilanza su enti creditizi e imprese di investimento

 7) Parte il bonus fiscale per la banda larga

 8) Libera circolazione di capitali: niente disparità di trattamento tra attività nazionali e non

 9) Via libera per l’invio telematico della dichiarazione dell’imposta di bollo assolta in modo virtuale

 10) Enti locali: iscrizione nell’Elenco dei revisori dei conti

 

 

1) Riordino degli interventi di sostegno alla nascita e allo sviluppo di start-up

È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 264 del 13 novembre 2014 il Decreto del Ministro dello Sviluppo economico 24 settembre 2014 che fissa le nuove regole per accedere ai finanziamenti sui servizi per le smart cities.

Tante le novità previste, dai soggetti beneficiari alla tipologia di finanziamento, dai requisiti richiesti all’estensione geografica.

Le agevolazioni, per le quali sono disponibili circa 200 milioni di euro, sono estese a tutte le regioni italiane (in precedenza riguardavano solo sei regioni del Mezzogiorno e le aree del cratere Aquilano) e destinate alle start up innovative – iscritte nella sezione speciale del Registro delle imprese – costituite da non più di 4 anni o alle persone fisiche che vogliono avviare una start-up innovativa.

L’importo massimo finanziabile passa da 500 mila euro a 1,5 milioni di euro. Cambia anche la tipologia di agevolazione: sarà un finanziamento a tasso zero, da restituire in 10 anni, che potrà arrivare fino al 70% dell’investimento totale.La percentuale massima di finanziamento potrà salire all’80% se la start up è costituita esclusivamente da donne o da giovani, oppure se al suo interno c’è almeno un dottore di ricerca italiano che sta lavorando all’estero e sceglie di rientrare in Italia.

Inoltre, solo per le start up con sede nel Mezzogiorno e nel Cratere sismico dell’Aquila, è previsto un contributo a fondo perduto del 20%. Le start up costituite da non più di 12 mesi potranno beneficiare anche di un tutoring tecnico-gestionale, con servizi altamente specialistici.

Le agevolazioni non sono cumulabili con altre agevolazioni concesse al soggetto beneficiario, anche a titolo di de minimis, laddove riferite alle stesse spese ammissibili.

 

 

2) Lavoratori in nero: È legittimo l’accertamento induttivo del Fisco

In tali situazioni è presumibile una contabilità inattendibile. La presenza di lavoratori in nero in azienda legittima l’accertamento induttivo del reddito d’impresa, ciò poiché l’Amministrazione finanziaria può presumere che la contabilità sia complessivamente inattendibile.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che, con l’ordinanza n. 24250 del 13 novembre 2014, ha respinto il ricorso di una società che aveva ricevuto un accertamento, calcolato con metodo induttivo, per via della accertata presenza in azienda di tre lavoratori in nero.

Professionisti: tutele attenuate dal 2007

La Suprema Corte salva le modifiche delle Casse previdenziali, peggiorative per gli iscritti, adottate per assicurare l’equilibrio finanziario di lungo periodo. La garanzia del “pro-rata” sul maturato è “assoluta” solo per le pensioni liquidate fino al 2006.

Difatti, la Corte di Cassazione, con sentenza n. 24221 del 13 novembre 2014, ha stabilito che sono legittime, ma solo per le pensioni liquidate dal 2007 in poi, le vecchie delibere degli enti privatizzati che hanno tagliato le pensioni attese dagli iscritti senza rispettare in modo rigido il principio del “pro rata”. Equitalia ipoteca senza valore catastale

Equitalia non deve indicare il valore catastale dell’immobile nella comunicazione di iscrizione ipotecaria. Esiste infatti un vuoto normativo al di là dell’esigenza di non iscrivere in relazione a debiti che non superano 8 mila euro.

È quanto ha stabilito la Corte di Cassazione che, con l’ordinanza n. 24258 del 13 novembre 2014, ha accolto il ricorso della società di riscossione.

Andranno in soffitta le ricevute fiscali

Misuratori fiscali e ricevute pronti per la soffitta. Nell’ambito della riduzione degli adempimenti amministrativi e contabili l’obiettivo è, infatti, quello di incentivare l’uso della fatturazione elettronica e la trasmissione telematica dei corrispettivi. Lo ha precisato il sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze, nel question time del 13 novembre 2014 in commissione finanze alla camera. Il Dlgs che istituirà la fatturazione elettronica tra imprese é ancora in fase di elaborazione. E’ stato poi fatto presente come “prevedendo la delega fiscale (legge 23/2014) misure per incentivare la riduzione degli adempimenti amministrativi e contabili a carico dei contribuenti, è possibile che attraverso i decreti di attuazione alcuni strumenti risultati inefficaci come i misuratori fiscali e le ricevute siano abbandonati”.

Omissioni Iva: la delega cancellerà le sanzioni penali

Dalla Camera. Le risposte in commissione Finanze. Il problema della applicazione delle sanzioni penali e della loro pesantezza, previste per il compimento di illeciti fiscali sarà oggetto di analisi nell’ambito della revisione del sistema sanzionatorio prevista dalla delega fiscale. È quanto emerge dalla risposta del Governo (presente il sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze) alla question time del 13 novembre 2014.

Nella risposta è stata rinnovata la promessa di abrogare la fattispecie dell’omesso versamento.

Fisco pesante sul fotovoltaico

Il Fisco resta pesante per gli impianti fotovoltaici sopra i 3 chilowatt. Confermate le indicazioni fornite dall’Agenzia delle entrate con la circolare n. 36/E del 2013: quando l’impianto si qualifica come bene immobile, l’aliquota di ammortamento è pari al 4% (e non al 9% come avveniva in passato). Alla luce dei criteri di determinazione della rendita e della giurisprudenza “non è consentito all’Agenzia di trattare il modo differenziato gli impianti fotovoltaici dagli altri presenti nelle unità immobiliari, quali quelli utilizzati nell’ambito della produzione di energia elettrica”. È quanto ha affermato dal sottosegretariato all’Economia, in risposta all’interrogazione del 13 novembre 2014 in commissione finanze al senato.

Corte costituzionale: contributi omessi, sanzioni senza minimo

La Corte Costituzionale, con la sentenza 254/14 del 13 novembre 2014, in materia di appalti chiarisce due questioni relative alle sanzioni civili in caso di omessa contribuzione.

E’ incostituzionale l’importo minimo di sanzione per lavoro nero operativo dal 4 luglio 2006 al 23 novembre 2010. Ha una funzione risarcitoria per gli enti previdenziali e perciò la previsione di una soglia minima che non tenga conto della durata della prestazione è irragionevole. La Consulta ha dichiarato illegittimo l’importo minimo dovuto della sanzione dovuta a Inps e Inail per lavoro nero nel periodo sopra indicato. Nella stessa pronuncia la Corte ha dichiarato legittime le diverse discipline sulla responsabilità solidale negli appalti che si sono susseguite tra il 2007 e il 2012.

3) Aggiornato il coefficiente di rivalutazione per il TFR

Il coefficiente per rivalutare le quote di trattamento di fine rapporto (TFR) accantonate al 31 dicembre 2013 a ottobre è pari a 1,320028.

L’indice Istat di ottobre è di 107,2 e la differenza percentuale rispetto a dicembre 2013 su cui si calcola il 75% è 0,093371. Pertanto, il 75% è pari a 0,070028. La quota fissa di ottobre è pari a 1,25 e sommando il 75% con il tasso fisso, si ottiene il coefficiente di rivalutazione 1,320028.

4) Pin unico per i servizi delle Entrate e dell’Inps

Arriva il Pin unico per accedere ai servizi, obiettivo 10 milioni utenti in 2017. Si chiamerà “Spid”, prima fase scatterà ad aprile 2015.

Il Pin unico per accedere a tutti i servizi online prende forma. Si chiamerà “Spid” un acronimo che sta per Sistema pubblico di identità digitale. E c’è già una tabella di marcia, che prevede due fasi, la prima scatterà ad aprile del 2015 per arrivare al 2017 con 10 milioni di utenti collegati, ovvero un italiano su sei. Una sola chiave quindi per accedere da casa, senza fare file allo sportello, ai diversi servizi web, da quelli previdenziali (Inps) alle pratiche fiscali (Agenzia Entrate).

Porte aperte anche per Comuni, scuole o asl: basterà un click. Lo Spid, mira così a facilitare la vita dei cittadini, riducendo costi e tempi (sarà un caso, ma la pronuncia coincide con la parola che in inglese sta per velocità). Ma non è l’unica novità. L’accordo tra Stato, regioni e comuni sull’Agenda per la semplificazione contiene molti altri elementi. In tutto si tratta di 37 punti, muniti di scadenze e obiettivi.

A dare l’annuncio, via web, dell’intesa è lo stesso ministro della Pa, Marianna Madia. In un tweet il ministro sintetizza così l'accordo raggiunto in Conferenza unificata: “tempi certi su digitale, fisco, welfare, edilizia, impresa”. Cinque capitoli quindi che raccolgono semplificazioni sbandierate da anni ma mai realizzate, promesse pronunciate di recente e new entry come la dichiarazione di successione online, con riduzione di tempi e oneri (basterà un adempimento unico per denuncia di successione, voltura catastale e trascrizione).

Per lanciare definitivamente l’Agenda per la semplificazione, prevista dal dl Madia, serve però ancora un passaggio in Consiglio dei ministri, che dovrebbe avvenire a breve, entro l’anno. Tra i punti inseriti nell’Agenda, anche la marca da bollo digitale, acquistabile su internet senza dovere andare dal tabaccaio.

Anche in questo caso è fissato un target, dovrà adeguarsi alla versione telematica il 90% dei comuni entro il 2017.

 

5) Prova Customer per Civis

L’Agenzia delle Entrate misura la soddisfazione utenti sul servizio di assistenza web. Duemila contribuenti al test di gradimento. L’assistenza fiscale via Civis al test dei contribuenti. Anche quest’anno l’Agenzia sceglie di misurare l’indice di gradimento dei servizi forniti attraverso la piattaforma di assistenza via web, in un’ottica di costante miglioramento delle performance a favore dei cittadini. Obiettivo dell’indagine di customer satisfaction: testare il grado di soddisfazione degli utenti rispetto alle nuove funzionalità di Civis, attivate sulla scia dell’ultima rilevazione, che proprio un anno fa ha registrato un indice di soddisfazione delle aspettative pari all’81%.

L’indagine su Civis, il canale di assistenza online al quale si accede registrandosi ai servizi telematici dell’Agenzia, riguarda il supporto fornito sulle comunicazioni e sulle cartelle di pagamento emesse a seguito del controllo automatizzato delle dichiarazioni dei redditi ed è realizzata in collaborazione con Sogei Spa.

Il campione di riferimento è di circa duemila utenti Fisconline ed Entratel, selezionati su base casuale tra gli utilizzatori dei servizi Civis indicati.

La rilevazione partirà nei prossimi giorni e si concluderà entro la fine dell’anno. La raccolta e l’elaborazione delle valutazioni espresse avverrà in piena garanzia dell’anonimato, nel rispetto della normativa in materia di riservatezza e protezione dei dati personali. I risultati dell’indagine saranno pubblicati sul sito Internet istituzionale.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 134 del 14 novembre 2014)

6) Vigilanza su enti creditizi e imprese di investimento

Delega per l’attuazione della direttiva sull’accesso all’attività degli enti creditizi e sulla vigilanza prudenziale su enti creditizi e imprese di investimento.

La legge 7 ottobre 2014, n. 154 (legge di delegazione europea 2013, secondo semestre), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 251 del 28 ottobre 2014, contiene, tra le altre, la delega al Governo per il recepimento della direttiva 2013/36/UE sull’accesso all’attività degli enti creditizi e sulla vigilanza prudenziale sugli enti creditizi e sulle imprese di investimento (cd. direttiva CRD IV).

Tale direttiva è volta a coordinare le disposizioni nazionali relative all’accesso all’attività degli enti creditizi e delle imprese di investimento, le modalità della loro governance e il quadro di vigilanza, al fine di garantire il buon funzionamento del mercato interno, sotto il duplice aspetto della libertà di stabilimento e della libera prestazione dei servizi finanziari nel settore degli enti creditizi.

Nel fissare i principi e criteri direttivi per il recepimento della direttiva, l’articolo 3 della legge di delegazione europea attribuisce al Governo il compito di:

- apportare al TUB e al TUF le modifiche e le integrazioni necessarie per l’attuazione della direttiva, nonché per l’applicazione del Regolamento (UE) n. 575/2013 relativo ai requisiti prudenziali per gli enti creditizi e le imprese di investimento;

- prevedere, ove opportuno, il ricorso alla disciplina secondaria adottata dalla Banca d’Italia e dalla Consob;

- attribuire alle autorità di vigilanza tutti i poteri che la direttiva 2013/36/UE e il Regolamento n. 575/2013 richiedono di assegnare loro;

- rivedere in linea con la direttiva e con le linee guida emanate dall’Autorità bancaria europea, la materia dei requisiti degli esponenti aziendali e dei partecipanti al capitale degli intermediari;

- attribuire alla Banca d’Italia il potere di rimuovere gli esponenti aziendali degli intermediari quando la loro permanenza in carica sia di pregiudizio per la sana e prudente gestione;

- stabilire a carico dei soci e degli amministratori degli intermediari l’obbligo di astenersi dalle deliberazioni in cui abbiano un interesse in conflitto e prevedere la nullità delle previsioni contrattuali in contrasto con le disposizioni in materia di remunerazioni o di incentivazioni previste dalla disciplina secondaria di attuazione del TUB e del TUF;

- disciplinare modalità di segnalazione, all’interno degli intermediari e verso l’autorità di vigilanza, delle violazioni delle disposizioni della direttiva 2013/36/UE e del Regolamento n. 575/2013;

- rivedere in modo organico il sistema delle sanzioni amministrative pecuniarie previste dal TUB e dal TUF in coerenza con i principi indicati dalla direttiva.

Il termine per il recepimento della direttiva CRD IV è scaduto il 31 dicembre 2013. Ne consegue che secondo quanto previsto dall’articolo 31 della legge 24 dicembre 2012, n. 234 la delega dovrà essere esercitata entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della Legge di delegazione (12 novembre 2014).

Lo schema di decreto legislativo recante l’attuazione della direttiva dovrà essere trasmesso alla Camera e al Senato per il parere delle competenti Commissioni parlamentari.

(Assonime, nota del 13 novembre 2014)

 

 

7) Parte il bonus fiscale per la banda larga

Il beneficio (in vigore dal 11 novembre 2014), introdotto dal cd. “Sblocca Italia” (Legge n. 164/2014) riguarda gli interventi nuovi, non programmati prima dell’entrare in vigore della norma, e idonei ad assicurare il servizio a tutti gli abitanti dell’area coinvolta.

In tal modo, il Legislatore ha inteso promuovere gli investimenti per la realizzazione di reti di comunicazione elettronica a banda larga, riconoscendo un credito d’imposta pari al 50% delle spese sostenute dall’impresa che realizza l’intervento infrastrutturale. Si tratta di un bonus da utilizzare in sede di dichiarazione dei redditi e dell’imposta regionale sulle attività produttive.

I crediti saranno riconosciuti, in via sperimentale, fino al 31 dicembre 2015, a favore di interventi infrastrutturali per i quali non sono previsti contributi pubblici a fondo perduto, e che dovranno essere realizzati sulla rete di accesso a banda ultralarga, attraverso cui viene fornito lo stesso tipo di servizio all’utente.

In base all’articolo 6 del D.l. 133/2014, così come modificato dalla legge 164/2014, per essere ammessi a tali benefici debbono ricorre alcune condizioni.

In primo luogo, gli interventi infrastrutturali devono essere nuovi e non già previsti in piani industriali o finanziari alla data di entrata in vigore della legge, idonei ad assicurare il servizio a banda ultralarga a tutti i soggetti potenzialmente interessati insistenti nell’area considerata e, infine, devono soddisfare gli obiettivi di pubblico interesse previsti dall’Agenda digitale europea.

La norma prevede anche determinate soglie d’investimento privato a seconda della grandezza del comune interessato e fissa dei termini ben precisi per il completamento degli interventi infrastrutturali.

Per esempio, sono necessari investimenti non inferiori a 200mila euro e a un milione di euro a seconda che si tratti di comuni, rispettivamente, con popolazione inferiore ai 5mila abitanti oppure superiore ai 10mila abitanti. Laddove la popolazione sia compresa, invece, tra 5mila e 10mila abitanti, l’investimento richiesto non può essere al disotto di 500mila euro.

Il tempo a disposizione per il completamento dei lavori oscilla tra i nove e i dodici mesi e decorre dalla data di prenotazione sul sito web predisposto dal ministero dello Sviluppo economico. Per gli investimenti superiori a 10 milioni di euro e a 30 milioni di euro il termine di completamento è esteso, rispettivamente, a ventiquattro e trenta mesi, a condizione che sia assicurata la connessione, a tutti gli edifici scolastici nell’area interessata, entro i primi dodici mesi. Infine, se l’importo supera i 50 milioni di euro, il termine previsto è di tre anni.

La prenotazione rappresenta una condizione essenziale per accedere all’agevolazione. In merito, la legge prescrive che l’operatore interessato deve prenotarsi mediante apposito formulario sul sito web dedicato alla classificazione delle aree ai fini del Piano strategico banda ultralarga del ministero dello Sviluppo economico. Con tale adempimento, l’operatore dimostrerà il proprio interesse per la specifica area, dando così evidenza pubblica all’impegno che intende assumere.

Nel caso in cui si verifichi un conflitto di prenotazione, il beneficio viene riconosciuto a chi presenta il progetto con una maggiore copertura del territorio e con livelli di servizi più elevati.

A pena di decadenza, nei tre mesi successivi alla prenotazione, l’operatore deve trasmettere un progetto esecutivo firmato digitalmente.

La legge, inoltre, prevede un sistema di controlli con lo scopo di verificare la conformità della realizzazione rispetto agli impegni assunti. A tal fine, l’operatore dopo il completamento dell’intervento ha l’obbligo di inviare una comunicazione certificata dell’avvenuto collaudo tecnico per dare la possibilità all’amministrazione di accertare la conformità dello stesso rispetto agli impegni assunti.

L’osservanza di tali adempimenti è fondamentale per ottenere i benefici fiscali e, contemporaneamente, fa sorgere in capo all’impresa l’obbligo di mettere a disposizione di altri operatori l’accesso all’infrastruttura passiva secondo le determinazioni dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.

Le agevolazioni sono ammesse solo quando le condizioni di mercato non siano in grado di garantire che l’investimento privato sia realizzato entro due anni dall’entrata in vigore della legge in esame.

Inoltre, non possono usufruire del beneficio fiscale, le imprese che vogliano operare nelle aree in cui esistono già infrastrutture idonee ad assicurare il servizio.

Gli interventi, che presentano tutte le caratteristiche elencate dalla norma in esame, possono usufruire del credito d’imposta a valere sull’Ires e sull’Irap complessivamente dovute dall’impresa che realizza l’intervento, entro il limite del 50% del costo dell’investimento.

Il credito d’imposta non è tassato perché non costituisce ricavo ai fini delle imposte dirette e dell’Irap ed è utilizzato in sede di dichiarazione dei redditi e dell’imposta regionale sulle attività produttive.

Al fine di dare attuazione alla normativa in esame, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto, saranno adottati uno o più decreti ministeriali con cui saranno stabilite le modalità per assicurare l’effettiva sussistenza del carattere nuovo e aggiuntivo dell’intervento infrastrutturale proposto, la modulazione della struttura delle aliquote del credito d’imposta, nonché sarà stabilito il procedimento per la richiesta del beneficio e per l’individuazione, da parte del Cipe, del limite degli interventi agevolabili.

 

 

8) Libera circolazione di capitali: niente disparità di trattamento tra attività nazionali e non

Non è possibile prevedere una disparità di trattamento tra attività nazionali e transfrontaliere.

Secondo l’interpretazione dei giudici Ue (Corte di Giustizia con la sentenza del 13 novembre 2014, resa nel procedimento C112/14) non si deve travalicare la tutela di un obiettivo di interesse generale, che rimane una delle libertà fondamentali sancite dall’Unione.

In ottemperanza al divieto di restrizione dei movimenti di capitali tra gli Stati membri e tra gli Stati membri e Paesi terzi, una legislazione nazionale non può prevedere una disparità di trattamento tra le attività nazionali e quelle transfrontaliere. Ciò è, dunque, quanto sostiene la Corte di Giustizia Ue con la suddetta sentenza, resa in materia distribuzione di utili a membri di società non residenti.

Libera circolazione di capitali e divieto di restrizioni

La libertà di circolazione dei capitali è una delle libertà fondamentali sancite dai trattati istitutivi della Comunità europea. Essa consente l’esistenza di un mercato aperto, integrato, competitivo ed efficiente favorendo, tra l’altro, il progresso economico grazie alla possibilità di investire i capitali in maniera più efficiente e alla promozione dell’euro come valuta internazionale.

Le disposizioni comunitarie vietano, quindi, tutte le restrizioni ai movimenti di capitali tra Stati membri, nonché tra Stati membri e Paesi terzi, al fine di non compromettere la libera circolazione dei capitali.

Secondo costante giurisprudenza della Corte, tale divieto fa riferimento a tutte quelle restrizioni che producono l’effetto di scoraggiare i non residenti ad effettuare investimenti nello Stato membro nonché di dissuadere i residenti dall’effettuare investimenti negli altri Stati.

Considerata l’importante finalità perseguita con la libera circolazione dei capitali, le uniche deroghe ammesse sono principalmente limitate ai movimenti di capitali con Paesi terzi o alla presenza di motivi di interesse generale qualora tali motivi non siano già tutelati dalle disposizioni comunitarie. In quest’ultima ipotesi, in ogni caso, le disposizioni devono essere idonee a raggiungere l’obiettivo e non devono disporre oltre quanto è necessario per raggiungimento dell’obiettivo stesso.

Riguardo al perseguimento della lotta all’evasione è possibile ammettere una restrizione alla libera circolazione dei capitali solo nella misura in cui questa realizzi tale obiettivo e non vada oltre quanto necessario al raggiungimento dell’obiettivo stesso.

Nel caso di specie, sottoposto all’attenzione della Corte Ue, viene fatto riferimento a quanto previsto dalla legge del 1992 sulla tassazione degli utili del Regno Unito (Taxation ofChargeable Gains Act).

In particolare, l’articolo 13 della predetta legge prevede, in ipotesi di realizzazione di profitti da parte di alcuni tipi di società non residenti, la tassazione immediata degli stessi in capo agli azionisti e agli altri partecipanti che risiedono nel Regno Unito, indipendentemente dall’effettiva percezione del reddito. Tale tassazione, invece, non verrebbe operata se le stesse società fossero residenti nel Regno Unito.

La Corte, in merito, rileva che la normativa, in questione, ha l’effetto di scoraggiare i residenti del Regno Unito alla partecipazione in società di capitali non residenti e di impedire alle società non residenti di attrarre capitali dal Regno Unito.

In tal senso si verifica sicuramente una restrizione alla libera circolazione dei capitali e tale effetto non è attenuato neanche dalla circostanza che la pressione fiscale, in alcune fattispecie, può essere ridotta o eliminata.

La disposizione, inoltre, pur contribuendo al conseguimento di un obiettivo di interesse generale quale è la lotta all’evasione, va oltre quanto necessario al raggiungimento dell’obiettivo stesso.

A tal riguardo, la Corte ricorda che una misura nazionale che restringa la libera circolazione dei capitali è giustificabile laddove riguardi specificamente costruzioni di puro artificio, prive di effettività economica, il cui unico fine è quello di eludere l’imposta normalmente dovuta sugli utili generati dalle attività realizzate nel territorio nazionale. Nel caso esaminato dalla Corte, invece, le disposizioni nazionali non si limitano ad essere applicate alle sole costruzioni di puro artificio, effettuate unicamente a fini fiscali, ma riguarda anche comportamenti che si fondano su ragioni economiche e di conseguenza la disposizione va oltre quanto necessario per il raggiungimento del suo obiettivo.

Ne consegue che una legislazione nazionale che prevede una disparità di trattamento tra le attività nazionali e quelle transfrontaliere risulta incompatibile con il divieto di restrizione dei movimenti di capitali tra gli Stati membri e tra gli Stati membri e Paesi terzi.

 

 

9) Via libera per l’invio telematico della dichiarazione dell’imposta di bollo assolta in modo virtuale

Approvate istruzioni e modello di dichiarazione dell’imposta di bollo assolta in modo virtuale con relative specifiche tecniche per l’invio on line.

Il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate, prot. 2014/146313 del 14 novembre 2014, ha, infatti, approvato il modello di dichiarazione dell’imposta di bollo assolta in modo virtuale, delle relative istruzioni e delle specifiche tecniche per la trasmissione telematica.

Il modello deve essere utilizzato, a partire dal 1° gennaio 2015, per la dichiarazione ai fini dell’imposta di bollo in modo virtuale relativa agli atti e documenti emessi nell’anno precedente, nonché, in caso di rinunzia, per il periodo compreso tra il 1° gennaio e il giorno da cui ha effetto la rinunzia.

Modalità di presentazione e periodo transitorio

Il modello è presentato esclusivamente in modalità telematica:

a) direttamente, dai contribuenti abilitati a Entratel o Fisconline, in relazione ai

requisiti posseduti per la presentazione delle dichiarazioni di cui al decreto del

Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, e successive modificazioni;

b) tramite un intermediario abilitato alla trasmissione delle dichiarazioni di cui all’art. 3, commi 2-bis e 3, del DPR 22 luglio 1998, n. 322.

Per il periodo transitorio dal 1° gennaio 2015 e fino al 31 dicembre 2015 le dichiarazioni da inviare a seguito di rinunzia all’autorizzazione, anche nei casi in cui quest’ultima avvenga in relazione ad operazioni straordinarie, devono essere presentate in formato cartaceo presso l’ufficio territoriale competente.

Tutto questo poiché, l’art. 1, comma 597, della legge 27 dicembre 2013, n. 147 (legge di stabilità 2014), ha modificato il disposto contenuto nell’art. 15, comma 5, del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 642, prevedendo la redazione della dichiarazione, a pena di nullità, su modello conforme a quello approvato con provvedimento dal Direttore dell’Agenzia delle Entrate.

Con il presente provvedimento è approvato il modello per la “Dichiarazione dell’imposta di bollo assolta in modo virtuale”, con le relative istruzioni per la compilazione e le specifiche tecniche per la trasmissione in via telematica.

Il modello deve essere presentato esclusivamente in modalità telematica all’Agenzia delle Entrate, la quale, ai sensi e per gli effetti dell’art. 38, comma 5, del decreto legge 31 maggio 2010 n. 78 può definire termini e modalità per l’utilizzo esclusivo dei propri servizi telematici ovvero della posta elettronica certificata per la presentazione, da parte degli interessati, delle diverse tipologie di dichiarazioni, denunce, istanze, atti e garanzie fideiussorie, per l’esecuzione di versamenti fiscali, contributivi, previdenziali, assistenziali e assicurativi, nonché per la richiesta di attestazioni e certificazioni.

Pertanto, al fine di ridurre l’accesso fisico dei contribuenti presso i pubblici uffici e favorire la dematerializzazione degli archivi, con il presente Provvedimento è stato introdotto l’obbligo di trasmissione telematica della dichiarazione prevista dall’art. 15, comma 5 del citato D.P.R. n. 642 del 1972; tale trasmissione viene effettuata direttamente dall’interessato ovvero tramite uno degli intermediari abilitati al servizio Entratel.

Tuttavia, per consentire un graduale avvio delle nuove procedure è stato previsto un periodo transitorio durante il quale nei casi di rinunzia all’autorizzazione, anche a seguito di operazioni straordinarie, le dichiarazioni devono essere presentate in formato cartaceo presso l’ufficio territoriale competente.

Guida Fisco casa e acquisto

L’Agenzia delle entrate, il 14 novembre 2014, ha pubblicato sul proprio sito internet la guida Fisco e casa: acquisto e vendita. La guida è aggiornata a novembre 2014.

Tra gli argomenti trattati: il contratto preliminare, le imposte sugli immobili e le agevolazioni che vigono per l’acquisto della prima casa, gli adempimenti da seguire dopo l’acquisto della casa, infine le imposte sulle vendite.

 

 

10) Enti locali: iscrizione nell’Elenco dei revisori dei conti

Il Ministero dell’Interno ha pubblicato l’avviso relativo alle modalità per il mantenimento dell’iscrizione nell’Elenco dei revisori dei conti degli Enti locali e per la presentazione di nuove domande.

Lo comunica il Consiglio nazionale dei Commercialisti (CNDCEC) con la nota del 14 novembre 2014.

Il Ministero dell’Interno ha pubblicato l’avviso relativo alle modalità e ai termini per il mantenimento dell’iscrizione nell’Elenco dei revisori dei conti degli Enti locali. Lo stesso avviso disciplina anche la presentazione di nuove domande di iscrizione nello stesso Elenco per il 2015.

A partire dal 3 novembre 2014, i soggetti già iscritti nell’Elenco sono tenuti a dimostrare, per via esclusivamente telematica, il possesso dei requisiti previsti dal relativo Regolamento, pena la cancellazione dall’Elenco.

Dalla stessa data, è anche possibile presentare domanda per l’inserimento nell’Elenco da parte di soggetti non iscritti che siano in possesso dei requisiti previsti.

Il termine utile per la presentazione delle domande di iscrizione nonché delle domande dirette a mantenere l’iscrizione nell’Elenco è fissato perentoriamente entro le ore 18.30 del 16 dicembre 2014.

Al riguardo, il Consiglio nazionale dei Commercialisti ha diramato una nota informativa (n. 12/2014) in cui si precisa che, affinché gli iscritti possano presentare domanda per l’inserimento nell’elenco, è necessario che l’Ordine territoriale importi entro il prossimo 30 novembre, tramite la piattaforma web del CN, i file contenenti gli elenchi dei partecipanti agli eventi di formazione professionale continua per i quali abbiano ottenuto la condivisione del programma da parte del Ministero dell’Interno. Soltanto per gli eventi che si terranno o si concluderanno alla data del 30 novembre, lo stesso Ministero concederà una proroga di pochi giorni per l’importazione del file.

 

Vincenzo D’Andò