Diario quotidiano del 14 novembre 2014: in arrivo il nuovo modello ISEE

Pubblicato il 14 novembre 2014



DDL di stabilità 2015: si va verso una rateazione semplificata delle cartelle esattoriali; nuovo modello ISEE presto in Gazzetta Ufficiale; la Cassa di previdenza professionale può verificare l’esistenza di incompatibilità; disposti i termini di presentazione delle istanze per il bonus assunzioni altamente qualificate; alluvione: no sanzioni a sostituti d’imposta se impossibilitati a versare le ritenute nei tempi dovuti; plusvalenze immobiliari: il valore di mercato non giustifica le pretese del Fisco; Inps: ridefinito l’ambito di applicazione del fondo di solidarietà residuale; applicazione della sanzione in caso di superamento dei parametri numerico quantitativi per gli ADI; 730 precompilato: sperimentale per il 2015; delega per l’attuazione della direttiva sulla risoluzione alternativa delle controversie dei consumatori

 

Indice:

1) DDL di stabilità 2015: si va verso una rateazione semplificata delle cartelle esattoriali

2) Nuovo modello ISEE presto in Gazzetta Ufficiale

3) La Cassa di previdenza professionale può verificare l’esistenza di incompatibilità

4) Disposti i termini di presentazione delle istanze per il bonus assunzioni altamente qualificate

5) Alluvione: no sanzioni a sostituti d’imposta se impossibilitati a versare le ritenute nei tempi dovuti

6) Plusvalenze immobiliari: il valore di mercato non giustifica le pretese del Fisco

7) Inps: ridefinito l’ambito di applicazione del fondo di solidarietà residuale

8) Applicazione della sanzione in caso di superamento dei parametri numerico quantitativi per gli ADI

9) 730 precompilato: sperimentale per il 2015

10) Delega per l’attuazione della direttiva sulla risoluzione alternativa delle controversie dei consumatori

 

 

 1) DDL di stabilità 2015: si va verso una rateazione semplificata delle cartelle esattoriali

Sulla base di un emendamento parlamentare al DDL di stabilità 2015, si prevede che le cartelle possano essere pagate a rate, spalmate per dieci anni, in modo “semplificato” con un tasso di interesse annuo lordo pari al 3,69%.

“Relativamente alle cartelle di pagamento, alle ingiunzioni fiscali, agli avvisi di accertamento esecutivi, nonché agli accertamenti con adesione emessi per tributi di uffici statali, Agenzie fiscali, Regioni, Province e Comuni, il debitore – si legge nell’emendamento – può presentare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, domanda di rateazione in modo semplificato, senza allegare alcuna documentazione comprovante la situazione di temporanea obiettiva difficoltà, fino a un massimo di centoventi rate mensili, con un piano di ammortamento a rate costanti o a rate di importo crescente per ciascun anno a scelta del contribuente”. L’importo minimo di ciascuna rata, specifica l’emendamento, non può essere inferiore a 100 euro. “Il debitore – recita ancora – è tenuto al pagamento, oltre che dell’importo originario iscritto a ruolo o di quello residuo, di un interesse con un tasso annuo lordo pari al 3,69 per cento, decorrente dalla data di notifica della cartella di pagamento, dell’ingiunzione fiscale dell’avviso di accertamento esecutivo o dalla data di definizione dell’accertamento con adesione, con esclusione degli interessi di mora, degli interessi per ritardata iscrizione a ruolo” e delle sanzioni.

Altre proposte parlamentari

Si parla anche di Iva al 4% per gli ebook, di possibile modifiche anche per il Tfr in busta paga, la tassazione dei fondi pensione, i patronati e la local tax.

Uno spiraglio si intravede su possibili modifiche al regime dei minimi, nella considerazione delle richieste avanzate dai professionisti. Intanto, sul Jobs act in forma di maxiemendamento pare che non verrà posta la fiducia.

In arrivo stretta sulle polizze vita. Il DDL di stabilità, attualmente all’esame della Commissione Bilancio della Camera, contiene anche una disposizione in materia di capitali percepiti in caso di morte in dipendenza di contratti di assicurazione sulla vita. Viene stabilito, all’art. 44 comma 28, che l’esenzione Irpef opera soltanto sulle somme percepite a copertura del rischio demografico, modificando così l’art. 34 quinto comma del DPR 601/73, con riferimento ai proventi percepiti a decorrere dal 1° gennaio 2015.

Come è noto. la norma attualmente in vigore prevede invece una generalizzata esenzione dall’Irpef.

 

2) Nuovo modello ISEE presto in Gazzetta Ufficiale

Tra qualche giorno (il 17.11.2014), sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto di approvazione del nuovo modello di dichiarazione necessario per ottenere l’ISEE, indicatore della situazione economica equivalente, con le relative istruzioni per la compilazione.

E’ quanto è stato anticipato dal Ministero del Lavoro con un comunicato stampa del 12 novembre 2014.

Le principali novità del nuovo modello di dichiarazione riguardano:

- la possibilità di presentare una dichiarazione semplificata (il “modello MINI”), che riguarderà la gran parte delle situazioni ordinarie;

- per le altre situazioni, una dichiarazione fatta a “moduli”, ciascuno specifico di una particolare prestazione o condizione del beneficiario (es. richiesta di prestazioni socio-sanitarie con un nucleo ristretto per facilitare la persona con disabilità ovvero prestazioni universitarie quando lo studente non è nel nucleo familiare di origine, ecc.).

Il Ministero ricorda che con le nuove regole sarà possibile aggiornare la propria situazione economica quando si perde il lavoro (più in generale quando il reddito diminuisce di almeno il 25%) senza aspettare che il peggioramento delle condizioni venga prima registrato dalle dichiarazioni fiscali; si potrà in questi casi presentare una dichiarazione particolare per ottenere l’“ISEE corrente”.

Infine si precisa che molte informazioni non saranno più richieste al cittadino in sede di dichiarazione (es. il reddito complessivo o altre informazioni già presenti negli archivi dell’Inps o dell’Agenzia delle entrate), ma direttamente recuperate negli archivi.

 

3) La Cassa di previdenza professionale può verificare l’esistenza di incompatibilità

Ok agli accertamenti per verificare l’esistenza di incompatibilità. L’ente di previdenza professionale è tenuto a controllare prima di erogare i trattamenti.

Nel caso di specie, la Cassa dei dottori commercialisti può valutare in maniera autonoma rispetto all’Ordine che la professione sia stata svolta legittimamente

E può farlo senza attivare le garanzia difensive previste per i procedimenti davanti al Consiglio dell’Ordine.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 24140 del 12 novembre 2014.

Risulta, dunque, superato quello che aveva negato alla CNPADC il potere di annullare la contribuzione versata per incompatibilità dell’esercizio della professione di Dottore Commercialista con altre attività (ad esempio, come nella specie, l’attività di impresa commerciale, in nome proprio o altrui), ove prima non fosse intervenuto un provvedimento sanzionatorio del Consiglio dell’Ordine, unico legittimato ad accertare la ricorrenza di cause di incompatibilità e ad assumere i provvedimenti conseguenti, disponendo la cancellazione dall’Albo professionale.

 

4) Disposti i termini di presentazione delle istanze per il bonus assunzioni altamente qualificate

Dal 12 gennaio 2015, istanze per il bonus assunzioni altamente qualificate 2013.

Un apposito Decreto dispone i termini della presentazione, da effettuarsi in via esclusivamente telematica.

In particolare, il DM 10 ottobre 2014, in corso di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, ridefinisce i termini di presentazione delle istanze per il credito d’imposta istituito dall’art. 24 del D.L. n. 83/2012 e disciplinato dal DM 23 ottobre 2013, inizialmente previsti dal DM 28 luglio 2014.

Per beneficiare del credito d’imposta relativo alle assunzioni di personale altamente qualificato con riferimento ai costi sostenuti nell’anno 2013, le imprese dovranno presentare, in modalità telematica, le istanze dal 12 gennaio (in luogo del precedente termine fissato 10 gennaio) al 31 dicembre 2015; in relazione ai costi sostenuti per le assunzioni nell’anno 2014, invece, le istanze potranno essere presentate dall’11 gennaio 2016 (in luogo del 10 gennaio) al 31 dicembre 2016.

Sisma 2012: agevolabili anche i costi sostenuti entro il 31 dicembre 2014

E’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 263 del 12 novembre 2014 il Decreto che modifica l’ambito del credito d’imposta per la ricostruzione dopo la proroga ex D.L. 74/2014.

Con il Decreto 3 ottobre 2014 del Ministero dell’Economia e delle finanze, pubblicato sulla G.U., viene integrato e modificato il Decreto 23 dicembre 2013 sul credito d’imposta in favore dei soggetti danneggiati dal sisma del maggio 2012.

 

5) Alluvione: no sanzioni a sostituti d’imposta se impossibilitati a versare le ritenute nei tempi dovuti

L’Agenzia delle entrate potrà decidere di non applicare sanzioni nei confronti dei sostituti di imposta che operano nelle zone colpite dall’alluvione verificatasi tra il 10 e il 14 ottobre 2014 e che hanno versato in ritardo le ritenute. Il decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 20 ottobre 2014, come è noto, ha previsto la sospensione dei termini dei versamenti e degli adempimenti tributari nelle zone colpite dall’alluvione dello scorso mese che ha interessato i territori delle Regioni Liguria, Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Veneto e Friuli Venezia Giulia, escludendo dalla suddetta sospensione le ritenute che devono essere operate e versate dai sostituti d’imposta.In caso di impossibilità dei sostituti ad effettuare i versamenti delle ritenute alla scadenza prevista per il mese di ottobre, a causa dei disagi procurati dal maltempo a stretto ridosso della medesima scadenza, l’Agenzia delle entrate valuterà la possibilità di non applicare le sanzioni ai sostituti suddetti, in applicazione di quanto previsto dall’art. 6, comma 5, del decreto legislativo n. 472 del 1997. Tale norma dispone la non punibilità delle violazioni tributarie se esse sono state commesse per forza maggiore.

(MEF, comunicato stampa n. 255 del 12 novembre 2014)

 

6) Plusvalenze immobiliari: il valore di mercato non giustifica le pretese del Fisco

Per la rettifica analitico-induttiva non basta il valore di mercato. L’Amministrazione finanziaria non può contestare una maggiore plusvalenza a una società che ha ceduto un immobile con valore di mercato superiore a quello di vendita.

In presenza di una contabilità corretta sono necessari altri indizi sintomatici di evasione.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza 24054 del 12 novembre 2014, la quale ha chiarito, in tema di accertamento delle imposte sui redditi, che per la determinazione della plusvalenza realizzata con la vendita di un immobile occorre avere riguardo alla differenza tra il prezzo di cessione e quello di acquisto, e non al valore di mercato del bene.

In particolare, in presenza di contabilità formalmente regolare il valore di mercato non può rappresentare un elemento sufficiente per giustificare una rettifica in contrasto con le risultanze contabili; tale dato può tuttavia essere considerato nel contesto della situazione contabile ed economica dell'impresa e, ove concorra con altre indicazioni documentali o presuntive gravi, precise e concordanti, costituire un elemento valido per la determinazione del reddito in fase di accertamento.

La mancata notifica di accertamento non dà diritto all’annullamento dell’atto

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 24058 del 12 novembre 2014, ha stabilito che la mancata notifica dell’accertamento non dà diritto all’annullamento dell’atto in autotutela.

In particolare, la Suprema Corte ha precisato che l’istanza di annullamento dell’accertamento e della cartella di pagamento presentata dal contribuente che non ha ricevuto correttamente la relativa notifica è inammissibile.

Ok all’indennizzo se il Fisco non risponde all’istanza di autotutela

L’Amministrazione finanziaria, in caso di mancata risposta a seguito dell’istanza di autotutela presentata dal contribuente, deve essere condannata a corrispondere un indennizzo a favore dell’interessato.

Nell’ipotesi in cui il contribuente presenti una domanda di autotutela avverso un provvedimento impositivo della Pubblica Amministrazione, quest’ultima “ha l’obbligo, non solo morale, ma giuridico di emettere il provvedimento conclusivo, positivo o negativo […] prima della scadenza del termine concesso al contribuente per proporre ricorso”, di conseguenza, la mancata risposta dell’ente impositore manifesta la sussistenza della responsabilità aggravata, a mente dell’art. 96, u.c., c.p.c.

(Commissione Tributaria Provinciale di Campobasso, sentenza n. 195/14)

 

7) Inps: ridefinito l’ambito di applicazione del fondo di solidarietà residuale

L’Inps, con il messaggio n. 8673 del 12 novembre 2014, interviene nuovamente in materia di obbligo di versamento al fondo di solidarietà residuale, ridefinendone l’ambito di applicazione e fornendo ulteriori chiarimenti applicativi. Con riferimento all’ambito di applicazione, modificando le istruzioni precedentemente impartite, l’Istituto previdenziale da un lato, esclude le imprese classificate con i CSC 1.15.01 (con CA 2B), 1.15.02 e 1.15.03, le imprese di somministrazione lavoro classificate con CSC 7.07.08 e CA 9A; dall’altro, include le imprese del settore del credito e del credito cooperativo classificate con i CSC 6.01.01 e 6.01.02 e prive del CA 3D e 3F, le imprese con CSC 6.02.01 e prive del CA 2V, le imprese del settore commercio con CSC 7.01.XX, 7.02.XX, 7.03.XX, 7.04.01 con CA 3X, con più di 15 dipendenti e fino al raggiungimento del limite dimensionale dei 50 dipendenti (a partire dal quale versano, invece, la contribuzione per CIGS e mobilità).

Le imprese che, a seguito delle nuove istruzioni Inps, si vedranno attribuito il CA 0J nel corso mese di novembre, subordinatamente al verificarsi del requisito occupazionale, verseranno la contribuzione dovuta al Fondo residuale per i mesi pregressi (da gennaio a ottobre 2014 compreso) entro il 16 dicembre prossimo come contribuzione arretrata. A partire dalle competenze relative a novembre 2014, verseranno la predetta contribuzione sotto forma di contribuzione ordinaria alle normali scadenze.

Termini di pagamento dei Tfs e dei Tfr dei dipendenti pubblici interessati dalle salvaguardie per l’accesso al pensionamento in base alla disciplina previgente

L’Inps, con il messaggio n. 8680 del 12 novembre 2014, spiega i termini di pagamento delle prestazioni di fine lavoro per i dipendenti iscritti ai fini Tfs e Tfr alla gestione dipendenti pubblici dell’Inps, interessati dalle salvaguardie per l’accesso al pensionamento in base alla disciplina previgente all’art. 24 del D.L. 201/2011, nonché per i dipendenti il cui rapporto di lavoro è risolto unilateralmente dal datore di lavoro.

 

8) Applicazione della sanzione in caso di superamento dei parametri numerico quantitativi per gli ADI

Applicazione della sanzione in caso di superamento dei parametri numerico quantitativi per gli ADI: documentazione utile a dimostrare lo spostamento dell’AWP considerata eccedente.

E’ questo l’oggetto trattato dalla circolare prot. 91890 del 12 novembre 2014 dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Avuto riguardo alla circolare prot. 46912 del 03/06/2014, recante “Ulteriori istruzioni in materia di applicazione della sanzione in caso di superamento dei parametri numerico quantitativi”, nella parte in cui viene precisato che “essendo in presenza di una violazione che non può essere ricondotta ad una realtà “virtuale”, una qualsiasi documentazione che dimostri lo spostamento dell’AWP eccedente nello stesso giorno di rilevazione dell’eccedenza, sarà valutata come causa di esclusione della sussistenza della violazione, anche in capo a gestori ed esercenti”.

A tal fine, sono state chieste indicazioni per l’esatta individuazione dei documenti a cui attribuire valenza probatoria ai fini di cui sopra.

L’Agenzia osserva, in proposito, che costituiscono valida prova in favore del soggetto che l’ha presentata le fatture ed i documenti di trasporto, sottoscritti dal vettore.

In via ulteriore, la stessa Agenzia ritiene che la sussistenza della violazione di cui trattasi potrà escludersi anche nei casi in cui il presunto trasgressore trasmetta alla D.T. competente – entro il giorno feriale successivo a quello in cui è avvenuto lo spostamento dell’AWP eccedente – mediante pec, di talchè sia certa la data della scrittura privata di cui trattasi, un documento in cui siano date almeno le seguenti informazioni: dati identificativi dell’esercizio presso il quale l’AWP viene ritirato, dati identificativi del soggetto che ha svolto l’attività di ritiro, la lettura dei contatori (o, in alternativa, l’informazione circa lo stato di blocco dell’AWP che ha impedito la lettura dei contatori).

Nell’ipotesi in cui risultino elementi che mettano in dubbio l’affidabilità dei predetti documenti, le Direzioni potranno valutare sia la congruità dei dati dei contatori come dichiarati, rispetto all’ultima lettura telematica precedente allo spostamento e rispetto alla prima seguente, sia la rilevazione telematica della ubicazione successiva allo spostamento della AWP “uscente”.

Fermo restando che le indicazioni sopra riportate potranno trovare applicazione nei procedimenti sanzionatori che verranno avviati in futuro, per quel che riguarda i procedimenti sanzionatori per i quali siano già spirati i termini di presentazione delle memorie difensive, le suddette Direzioni potranno seguire le medesime indicazioni, tenendo, tuttavia, in debito conto - secondo i canoni di lealtà e correttezza che presidiano il procedimento amministrativo - che la scelta della documentazione probatoria già prodotta dai presunti trasgressori non ha potuto, sinora, essere orientata da una preventiva tipizzazione della stessa.

 

9) Mod. 730 precompilato: sperimentale per il 2015

Il Presidente dell’Ancl (Associazione nazionale dei consulenti del lavoro) Longobardi, ha scritto all’Agenzia delle Entrate relativamente alla introduzione del 730 precompilato.

Dal canto suo, il Direttore dell’Agenzia, rassicura che per il 2015 la nuova procedura avrà carattere sperimentale e, nel frattempo, il modello di dichiarazione continuerà a poter essere compilato dal contribuente,CAF e professionisti delegati.

Inoltre, prosegue il Direttore, la norma non abroga le attuali modalità di presentazione del modello 730, che pertanto potrà continuare ad essere compilato dal contribuente, oppure da un Caf o da un professionista da questi delegato.

In entrambi i casi (contribuente o intermediario), permangono le responsabilità in capo ai contribuenti.

 

10) Delega per l’attuazione della direttiva sulla risoluzione alternativa delle controversie dei consumatori

La Legge 7 ottobre 2014, n. 154 (legge di delegazione europea 2013, secondo semestre), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 251 del 28 ottobre 2014, contiene, tra le altre, la delega al Governo ad adottare il decreto legislativo di attuazione della direttiva 2013/11/UE sulla risoluzione alternativa delle controversie dei consumatori (direttiva sull’ADR per i consumatori).

La direttiva intende mettere a disposizione in tutta l’Unione europea meccanismi ADR di qualità per i reclami dei consumatori relativi a controversie contrattuali connesse alla vendita di beni o alla fornitura di servizi. La direttiva individua i criteri qualitativi che devono essere rispettati dagli organismi ADR e prevede l’obbligo per i professionisti di fornire ai consumatori informazioni sugli organismi competenti a trattare le potenziali controversie.

L’articolo 8 della legge di delegazione europea stabilisce i principi e criteri direttivi per il recepimento della direttiva 2013/11/UE, richiamando i principi generali enunciati dagli articoli 31 e 32 della legge 24 dicembre 2012, n. 234 (Norme generali sulla partecipazione dell’Italia alla formazione e all’attuazione del diritto europeo) e stabilendone di ulteriori e specifici. In particolare viene indicato che occorre esercitare l’opzione prevista dalla direttiva secondo cui rientrano tra le procedure ADR, ai fini della direttiva, anche le procedure dinanzi a organismi di risoluzione delle controversie in cui le persone fisiche incaricate della risoluzione delle controversie sono assunte o retribuite esclusivamente dall’impresa. I principi di delega richiedono inoltre che sia previsto espressamente che in tal caso le persone fisiche incaricate della risoluzione delle controversie facciano parte di un organismo collegiale composto da un numero uguale di rappresentanti delle organizzazioni di consumatori e dei rappresentanti del professionista e siano nominate a seguito di una procedura trasparente.

(Assonime, nota del 12 novembre 2014)

 

Vincenzo D’Andò