Diario quotidiano del 13 novembre 2014: tutte le novità dalla conversione dello Sblocca Italia nella Legge 164

Pubblicato il 13 novembre 2014



Sblocca Italia: Legge di conversione in Gazzetta Ufficiale, in primo piano il bonus fiscale sugli acquisti di immobili da locare; niente bonus in presenza di elusione; abuso di diritto: previsto decreto per fine mese di novembre 2014; trasmissibili le domande per il bando Inail; lavoro: in G.U. la Legge Europea 2013-bis; riforma del terzo settore (enti non profit): il contributo del Notariato; pubblicata in G.U. la norma che introduce il Certificato di successione europeo (CSE); la tassazione dei rendimenti finanziari dei fondi pensione integrativi; note e studi di Assonime - Gruppo di lavoro sulla fiscalità transnazionale - Prezzi di trasferimento; provvedimenti in tema di contratti pubblici

 

Indice:

 1) Sblocca Italia: Legge di conversione in Gazzetta Ufficiale, in primo piano il bonus fiscale sugli acquisti di immobili da locare

 2) Niente bonus in presenza di elusione

 3) Abuso di diritto: previsto decreto per fine mese di novembre 2014

 4) Trasmissibili le domande per il bando Inail

 5) Lavoro: in G.U. la Legge Europea 2013-bis

 6) Riforma del terzo settore (enti non profit): il contributo del Notariato

 7) Pubblicata in G.U. la norma che introduce il Certificato di successione europeo (CSE)

 8) La tassazione dei rendimenti finanziari dei fondi pensione integrativi

 9) Note e Studi 9-2014 di Assonime - Gruppo di lavoro sulla fiscalità transnazionale - Prezzi di trasferimento

 10) Provvedimenti in tema di contratti pubblici

 

1) Sblocca Italia: Legge di conversione in Gazzetta Ufficiale, in primo piano il bonus fiscale sugli acquisti di immobili da locare

È stata pubblicata, nel Supplemento Ordinario n. 85 della Gazzetta Ufficiale n. 164 dell'11 novembre 2014, la legge di conversione 11 novembre 2014 n. 164 del decreto c.d. “Sblocca Italia”.

Si tratta del testo del Decreto Legge 12 settembre 2014, n. 133 (in Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 212 del 12 settembre 2014), coordinato con la legge di conversione 11 novembre 2014, n. 164 (in questo stesso supplemento ordinario alla pag. 1), recante: “Misure urgenti per l'apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l’emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attivita' produttive.”. (G.U. Serie Generale n.262 dell'11-11-2014 - Suppl. Ordinario n. 85).

Il provvedimento, composto da 44 articoli, apre ora la strada ad una serie di interventi finalizzati allo sblocco dei cantieri e all’apertura di nuovi, al miglioramento delle infrastrutture ferroviarie e aeroportuali, fino ad interessare anche altri ambiti come, per esempio, quello dell’edilizia, della finanza degli enti locali, del turismo e il settore immobiliare.

Bonus fiscale sugli acquisti di immobili da locare

Confermata la deduzione dal reddito complessivo Irpef pari al 20% del prezzo di acquisto risultante dall’atto di compravendita, nel limite massimo complessivo di spesa di 300mila euro. Tale agevolazione spetta a tutti i cittadini privati che acquistano, fino a tutto il 2017, unità immobiliari a destinazione residenziale, di nuova costruzione o ristrutturate, dotate di elevate prestazioni energetiche, per poi darle in locazione per almeno otto anni a un canone “contenuto”.

La deduzione Irpef si deve suddividere in otto quote annuali di pari importo, a partire dal periodo d’imposta in cui avviene la stipula del contratto di locazione, per raggiungere l’importo massimo di 60mila euro (pari a 7.500 euro all’anno).

Vanno però rispettate alcune condizioni.

Per poter accedere al bonus, che non è cumulabile con altre eventuali agevolazioni fiscali previste per le medesime spese, occorre che:

- l’immobile, entro sei mesi dall’acquisto o dal termine dei lavori di costruzione, sia concesso in locazione per una durata minima di otto anni, in modo continuativo. La deduzione, tuttavia, non si perde nel caso in cui, per motivi non imputabili:

- al locatore, il contratto sia risolto prima degli otto anni ed entro un anno ne venga stipulato un altro;

- l’immobile abbia destinazione residenziale e non sia classificato o classificabile nelle categorie catastali A/1 (abitazioni signorili), A/8 (abitazioni in ville) e A/9 (castelli e palazzi di eminenti pregi artistici o storici);

- l’immobile non sia ubicato nelle zone omogenee di classe E, cioè destinate a usi agricoli;

- l’immobile consegua elevate prestazioni energetiche (certificazione di classe A o B) tra locatore e conduttore non sussistano rapporti di parentela entro il primo grado (figlio o genitore);

- il canone di locazione non sia superiore a quello definito in ambito locale per gli alloggi di edilizia “convenzionata” (articolo 18 del Dpr 380/2001) o al minore importo tra il canone “concordato” sulla base degli accordi definiti in sede territoriale (articolo 2, comma 3, legge 431/1998) e quello “speciale” previsto per i comuni ad alta tensione abitativa (articolo 3, comma 114, legge 350/2003).

E’ anche previsto che i contribuenti possano cedere in usufrutto l’immobile a soggetti pubblici o privati operanti da almeno 10 anni nel settore del social housing, senza perdere il beneficio; andrà però mantenuto il vincolo alla locazione e il corrispettivo dell’usufrutto non potrà superare l`importo dei canoni calmierati previsti dalla legge.

Un successivo decreto interministeriale (Infrastrutture e trasporti ed Economia e finanze) dovrà definire ulteriori modalità attuative della disposizione.

Altre novità introdotte dal decreto riguardano:

- gli atti che dispongono esclusivamente la riduzione del canone di un contratto di locazione in corso, che saranno registrati in esenzione dalle imposte di registro e di bollo;

- la disciplina delle società di investimento immobiliare quotate (SIIQ);

- una nuova specifica disciplina normativa (aspetti civilistici) della forma contrattuale del rent to buy (contratti di godimento stipulati in funzione della successiva alienazione degli immobili).

 

2) Niente bonus in presenza di elusione

In presenza di operazioni elusive non spettano i benefici derivanti da agevolazioni fiscali, anche se tali benefici sono previsti dalla norma.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 24027 del 11 novembre 2014, che ritiene elusiva l’operazione che mira a ottenere risparmi fiscali. In particolare, acquistare un'azienda cambiando la ragione sociale per ottenere un bonus fiscale è elusione. La Suprema Corte rafforza l’orientamento secondo cui l’Amministrazione può considerare come illegittima, con relativo recupero a tassazione, qualunque operazione fatta al solo scopo di ottenere un risparmio d'imposta.

La vicenda riguarda un contribuente che aveva acquistato un’azienda. Subito dopo aveva modificato l’oggetto sociale per ottenere un’agevolazione fiscale, la Tremonti bis, prevista dalla Legge 383/2001.

Tale norma prevede l’esclusione dall'imposizione del reddito di impresa e di lavoro autonomo “il 50% del volume degli investimenti in beni strumentali realizzati nel periodo d’imposta in corso alla data di entrata in vigore della presente legge successivamente al 30 giugno e nell’intero periodo di imposta successivo, in eccedenza rispetto alla media degli investimenti realizzati nei cinque periodi di imposta precedenti, con facoltà di escludere dal calcolo della media il periodo in cui l’investimento è stato maggiore”.

Quindi l’Ufficio aveva considerato l’operazione come elusiva procedendo con il recupero a tassazione. Il contribuente aveva impugnato l’atto impositivo ottenendo dalla Ctp di Firenze l’annullamento. Poi il fisco ha presentato appello di fronte alla Ctr che ha ribaltato il verdetto. Quindi il contribuente ha fatto ricorso alla Suprema Corte ma questa, nel respingere il ricorso, ha infatti chiarito che con il motivo presentato la difesa lamenta la erronea applicazione dell’art. 37 bis Dpr 600/73 poiché, a suo giudizio, è stato applicato a un caso in cui manca l’indebito vantaggio fiscale.

Secondo il contribuente, infatti, nel caso di specie non si sarebbe potuto avere un indebito vantaggio poiché l’agevolazione fiscale è espressamente prevista dall’articolo 4 della Legge 383 del 2001.

In realtà, per la Cassazione non è così, se il contribuente non dimostra un’altra valida ragione economica, l’atto impositivo del Fisco è valido.

 

3) Abuso di diritto: previsto decreto per fine mese di novembre 2014

Dovrebbero arrivare entro fine novembre i prossimi decreti attuativi della legge 23/2014 (la delega fiscale) sull’abuso di diritto, sulla riorganizzazione del sistema delle sanzioni per i reati tributari e sull’introduzione della “cooperative compliance”.

E’ quanto affermato dal viceministro del MEF, a margine della sua visita ufficiale del 11 novembre 2014 al Consiglio nazionale di presidenza della giustizia tributaria, a Roma.

Abuso di diritto: tesi CNDCEC

Codificare l'abuso di diritto è doveroso. Ma l’utilizzo di questo strumento da parte dell’Amministrazione finanziaria deve essere limitato ai soli casi in cui non risultano applicabili norme fiscali più specifiche. Devono quindi essere escluse dai fenomeni ricadenti nel perimetro dell’abuso tutte le fattispecie di simulazione o riconducibili a veri e propri fenomeni di evasione. Questa la tesi del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, che sul tema ha avviato un’attività di consultazione con gli ordini territoriali. Gli esiti del confronto saranno raccolti in un documento che il Cndcec presenterà al legislatore, ma le prime anticipazioni sono state fornite durante il World congress of accountants 2014, in corso a Roma fino a domani alla presenza di oltre 4 mila professionisti da tutto il mondo.

Arrestato Saltarelli, ex presidente della Cassa di previdenza dei Ragionieri Commercialisti

Paolo Saltarelli, ex presidente della Cassa nazionale dei ragionieri, è stato arrestato l’11 novembre 2014 dai militari del nucleo valutario della Guardia di Finanza di Milano. L’arresto è stato disposto dal gip di Milano, Donatella Buonamici, su richiesta del pubblico ministero Gaetano Ruta, titolare dell'inchiesta Sopaf. L’ipotesi di reato contestata a Santarelli è quella corruzione. Non a caso, il nome della società Adenium (per mezzo della quale compare il reato sarebbe stato compiuto) già nell'ordinanza di custodia cautelare disposta il 9 maggio scorso nei confronti dei fratelli Ruggero, Aldo e Giorgio Magnoni, del figlio di quest’ultimo, Luca, e di altre tre persone arrestate per la bancarotta della Sopaf. Nel provvedimento viene descritto il meccanismo della truffa realizzata ai danni della Cassa previdenziale, all’epoca dei fatti presieduta da Saltarelli: le persone arrestate, come viene riferito dagli organi di stampa nazionali, “abusando delle disponibilità economiche raccolte nell0ambito della attività di Adenium Sgr (interamente controllata da Sopaf), si appropriavano indebitamente della somma complessiva di 52 milioni di euro conferita dalla Cassa di previdenza e assistenza dei ragionieri e dei periti commerciali, trasferendo le somme sottratte a più riprese, estero su estero, in modo da occultarne la provenienza delittuosa e agevolarne il riciclaggio e il reimpiego una volta rientrate in Italia”.

 

4) Trasmissibili le domande per il bando Inail

Via alle domande per il bando Inail. È disponibile dal 3 novembre sul sito dell’Inail, nella sezione “Incentivi alle imprese” dei servizi online, la procedura telematica per la compilazione delle domande di partecipazione al bando Fipit. Per l’inserimento dei dati, secondo le modalità previste dal bando, le imprese devono essere registrate al portale Inail.

Lo riferisce il Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, con una nota del 12 novembre 2014.

Con questo bando l’Inail mette a disposizione 30 milioni di euro, suddivisi in budget regionali/provinciali, per le piccole e micro imprese dei settori agricoltura, edilizia ed estrazione e lavorazione dei materiali lapidei.

La domanda deve essere presentata per la regione/provincia dove è attiva l’unità produttiva per la quale l’impresa intende richiedere il finanziamento. Dopo l'inserimento online, la domanda di partecipazione deve essere inoltrata, insieme alla documentazione prevista dal bando, all’indirizzo di Posta elettronica certificata (Pec) della struttura regionale/provinciale competente.

L’invio della domanda e della relativa documentazione deve avvenire nei termini e con le modalità previsti dal bando medesimo entro le ore 18.00 del 3 dicembre 2014. Il rispetto del termine di scadenza sarà valutato in base alla data e all’orario indicati nel messaggio di presa in carico del gestore di Posta elettronica certificata utilizzata dal mittente. Non saranno, in alcun caso, prese in considerazione le domande inviate oltre il suddetto termine perentorio di scadenza. Le istruzioni per accedere alla procedura e per compilare online la domanda sono riportate nel Manuale utente.

Assicurazione pescatori della piccola pesca: nuovi servizi telematici

L’Inail, con la nota operativa prot. 7246 del 3 novembre 2014, illustra i nuovi servizi on line realizzati per le polizze speciali relativamente all’assicurazione pescatori della piccola pesca marittima e delle acque interne (legge n. 250/1958), disponibili sul sito dell’Istituto (www.inail.it) nonché le implementazioni rilasciate in GRA Web.

 

5) Lavoro: in G.U. la Legge Europea 2013-bis

Ecco la Legge Europea 2013-bis con le modifiche alla materia lavoro. E’ stata pubblicata, sulla Gazzetta Ufficiale n. 261 del 10 novembre 2014, la Legge n. 161 del 30 ottobre 2014, con le disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea (c.d. Legge Europea 2013-bis).

Contributo di ingresso alla mobilità: eccezioni nel versamento

L’esenzione dal pagamento del contributo di mobilità prevista dall’ art. 3 comma 3 della L. 223 del 1991 si applica nella sola ipotesi in cui il licenziamento collettivo sia disposto dagli organi di una procedura concorsuale.

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 23984 del 11 novembre 2014, ha stabilito che l’art. 3, comma 3, della Legge n. 223/1991, relativa alle procedure concorsuali, è la sola eccezione alla regola generale che impone alle imprese che aprono la procedura di mobilità e poi collocano in mobilità alcuni lavoratori, di pagare il contributo di ingresso, non essendo possibile una interpretazione estensiva della norma (nel caso di specie la Corte di Appello di Palermo aveva esonerato dal pagamento un imprenditore che, a seguito del sequestro dello stabilimento per inquinamento ambientale, aveva licenziato tutti i dipendenti che prestavano la loro attività’ in quella unità produttiva).

Da evidenziare che sull’argomento relativo al contributo di ingresso alla mobilità, per effetto dell’art. 16 della legge n. 161/2014 (data di entrata in vigore il 25 novembre 2014), il contributo di ingresso alla mobilità non si pagherà anche per il personale con qualifica dirigenziale interessato da una procedura collettiva di riduzione di personale.

Condanna dell’imprenditore per omissione contributiva

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 46169 del 10 novembre 2014, ha stabilito che il reato di omesso versamento di ritenute previdenziali ed assistenziali operate a carico dei lavoratori, si configura anche quando il datore di lavoro non sia stato avvisato, con la comunicazione iniziale o con il decreto di rinvio a giudizio, della causa di non punibilità prevista dall’art. 2, co. 1bis, della Legge n. 638/1983.

I giudici della Suprema Corte hanno asserito come sia comunque punibile chi prospetta di non essere stato informato di potersi avvalere della causa di non punibilità, consistente nel versamento entro il termine di 3 mesi dalla contestazione o dalla notifica dell’avvenuto accertamento della violazione, quando nel corso del processo vi sia la prova che il soggetto stesso abbia raggiunto per altre vie una tale consapevolezza.

 

6) Riforma del terzo settore (enti non profit): il contributo del Notariato

Nell’ambito della Riforma del Terzo Settore, lanciata via Twitter lo scorso giugno dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi, il Consiglio Nazionale del Notariato - da sempre a fianco degli enti non-profit – ha elaborato una serie di proposte che sono state illustrate nel corso dell’audizione che si è tenuta ieri alla Commissione affari sociali della Camera.

A tal fine, il documento del CNN è stato pubblicato il 12 novembre 2014 sul sito del Notariato.

Il proliferare, a partire dalla fine degli anni ‘80 del secolo scorso, di numerose leggi speciali che, seppur emanate con la condivisibile finalità di agevolare fiscalmente il non profit, hanno di volta in volta aggiunto requisiti statutari, introdotto nuovi albi e forme di controllo: ne è derivato un assetto articolato, che sempre più spesso coniuga l’attività non profit all’esercizio di attività d’impresa, generando una crescente “ibridazione” degli istituti codificati.

Viene condivisa, pertanto, l’opportunità dell’opera di semplificazione normativa, finalizzata al conseguimento di un sistema normativo maggiormente idoneo a venire incontro alle reali esigenze sociali ed economiche del Terzo settore.

Aspetto delicato è il procedimento per il riconoscimento della personalità giuridica: invero il D.P.R. 361/2000 ha decisamente migliorato il sistema precedente, riducendo (anche se in modo non completamente soddisfacente) i tempi necessari ad ottenere l’iscrizione nel registro delle persone giuridiche; ciò nondimeno l'impianto del sistema rimane concessorio, con l’effetto di produrre divergenti applicazioni ed interpretazioni sul territorio nazionale, ad esempio con riferimento alla consistenza minima del patrimonio iniziale degli enti.

Il Notariato propone una soluzione (per certi versi analoga a quella adottata nel diritto societario) volta a garantire: maggiore efficienza, tempi brevi e certi; conoscibilità dei dati attraverso un sistema di pubblicità unificata a livello nazionale tramite pubblici registri (informatici) e trasparenza; obbligatorietà del deposito di tutti gli atti e i dati rilevanti (oltre all’atto costitutivo e allo statuto, le modifiche statutarie, le operazioni straordinarie, le cariche sociali, la contabilità ed i bilanci).

Come è noto, ad oggi non esiste un unico Registro delle Persone Giuridiche integrato su base nazionale, in quanto la tenuta del relativo Registro è affidata alle Prefetture, su base provinciale: si può immaginare, invece, una “reductio ad unum”.

Il registro sarà costituito dall’insieme degli atti costitutivi e modificativi delle persone giuridiche, nonché da tutti gli altri atti soggetti all’iscrizione nel registro anche se non rogati dai notai (es. nomina degli organi degli enti o provvedimenti amministrativi di scioglimento e/o devoluzione del patrimonio). Tutti tali documenti saranno conservati attraverso metodi conformi al codice dell’amministrazione digitale (D. Lgs. 7 marzo 2005, n. 82, in acronimo CAD) ed alle regole tecniche in materia di protocollazione e conservazione del documento informatico.

Viene ritenuto opportuno:

- conservare l’mpostazione causale degli enti del libro primo, consistente nella loro identificazione sulla scorta del vincolo di non distribuzione degli utili;

- mantenere la distinzione tra associazioni, fondazioni e comitati, nonché la espressa considerazione delle prime nell’attuale duplice condizione; assegnare un ruolo residuale alle associazioni non riconosciute, pur conservando la categoria delle “altre istituzioni”.

 

7) Pubblicata in G.U. la norma che introduce il Certificato di successione europeo (CSE)

E’ stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n.261 del 10-11-2014 - Suppl. Ordinario n. 83, la norma che introduce il Certificato successorio europeo (CSE), il cui rilascio sarà a cura dei notai. Si tratta di un nuovo strumento europeo di diritto uniforme, mediante il quale eredi, legatari, esecutori testamentari o amministratori dell’eredità potranno fare valere all’estero, senza necessità di compiere in loco ulteriori atti formali, la loro qualità e i connessi diritti, poteri e facoltà.

- Il CSE è rilasciato per essere utilizzato in un altro Stato membro ma produce effetti anche nello Stato membro le cui autorità lo hanno rilasciato.

- I notai potranno rilasciare il CSE a partire dal 17 agosto 2015, per le successioni aperte a partire da tale data.

E’ possibile richiedere il rilascio del CSE a qualsiasi notaio italiano (senza limiti di competenza territoriale legata al luogo dell’apertura della successione e/o della situazione dei beni ereditari) nei seguenti casi:

- se la residenza abituale o cittadinanza del defunto è in Italia al momento della morte, o nel caso in cui non siano trascorsi più di 5 anni tra il momento del cambiamento di tale residenza e la richiesta del CSE;

- se il defunto ha optato per la legge italiana in quanto legge della cittadinanza al momento della scelta o al momento della morte;

- in presenza di un collegamento sufficiente del nostro Stato con la successione e in assenza di altra autorità competente.

(Consiglio Nazionale del Notariato, nota del 12 novembre 2014)

 

8) La tassazione dei rendimenti finanziari dei fondi pensione integrativi

Nel testo della Legge di stabilità 2015 viene previsto che, a partire dall’anno 2015, l’imposta sostitutiva sui rendimenti finanziari dei fondi di previdenza integrativi passerà dall’11,50% al 20%.

Ciò induce a riflettere sulle possibili conseguenze in merito a tale modifica normativa.

La “previdenza integrativa” (denominata anche “previdenza complementare”) si identifica con quella particolare forma di assicurazione privata che si affianca alla previdenza pubblica (o sociale che dir si voglia) al fine di accrescerne il livello economico, o comunque di aggiungersi ad essa, non essendo quest’ultima in grado (o per lo meno, non essendolo più) di soddisfare da sola i bisogni dei lavoratori che vi sono iscritti.

In atto è disposta la deduzione, fino ad un massimo di 5.164,57 euro annui, dell’importo dei contributi versati in ciascun periodo di imposta dal reddito complessivo dell’aderente alla previdenza integrativa, ivi compresi quelli eventualmente a carico dei datori di lavoro (art. 10, comma 1, lettera e-bis), del Testo unico delle imposte sui redditi, TUIR).

La fase di accumulazione viene, invece, sottoposta all’imposizione, sostitutiva e definitiva dei rendimenti finanziari conseguiti dai fondi pensione, per di più mitigata dalla previsione di un’aliquota ridotta (attualmente pari all’11,5%), che viene realizzata attraverso l’attribuzione della natura di soggetto passivo dell’obbligazione tributaria alla forma pensionistica complementare, che diviene perciò autonomo soggetto di imposta ancorchè operante sui mercati finanziari per conto dell’iscritto-persona fisica ed esentando così quest’ultimo da qualsiasi obbligo fiscale durante tutto il periodo di accumulazione.

Nella fase di erogazione sulla base imponibile viene operata una ritenuta a titolo di imposta con l’aliquota del 15% ridotta di una quota pari a 0,30 punti percentuali per ogni anno eccedente il quindicesimo anno di partecipazione a forme pensionistiche complementari con un limite massimo di riduzione di 6 punti percentuali.

Conseguenze dell’elevazione dell’aliquota fiscale

Dal quadro normativo attuale emerge che l’elevazione dell’aliquota dell’imposizione fiscale sui rendimenti finanziari dovrebbe accentuare il fenomeno della disincentivazione alle adesioni alle forme di previdenza complementare, atteso che queste ultime potrebbero essere ritenute meno appetibili rispetto al passato.

Le intenzioni del governo sembrano quelli di ostacolare l’accumulo dei risparmi da parte dei cittadini.

E, peraltro, le agevolazioni fiscali costituiscono la leva messa a disposizione dell’ordinamento previdenziale per lo sviluppo e la diffusione della previdenza integrativa. Dunque, le ripercussioni dell’aumento dell’aliquota non potranno che essere negative.

 

9) Note e Studi 9-2014 di Assonime - Gruppo di lavoro sulla fiscalità transnazionale - Prezzi di trasferimento

Questo Rapporto sul transfer pricing è stato elaborato dal gruppo di lavoro sulla “Fiscalità Transnazionale”, istituito nell’ambito della Giunta di Assonime, come reso noto nel “Note e Studi” 9-2014 del 12 novembre 2014.

Il gruppo è stato coordinato da Innocenzo Cipolletta e vi hanno partecipato i responsabili fiscali e amministrativi delle principali società associate ad Assonime, appartenenti a gruppi multinazionali italiani ed esteri. Alla stesura del documento hanno collaborato Ivan Vacca, Tamara Gasparri e Loredana Carpentieri.

La problematica dei prezzi di trasferimento nasce dall’esigenza di determinare in modo corretto, ai fini fiscali, i proventi e i costi delle operazioni commerciali intercorrenti fra società appartenenti al medesimo gruppo ma insediate in Stati diversi e, quindi, sottoposte alla potestà impositiva di ordinamenti che potenzialmente perseguono interessi confliggenti.

Le imprese che hanno elaborato il Rapporto hanno individuato 8 linee di azione da proporre all’Amministrazione finanziaria per un approccio di reciproca cooperazione nella gestione del rischio di transfer pricing. Queste linee di azione sono frutto del lavoro di 3 team che hanno affrontato, rispettivamente, tre differenti tematiche: a) tipologia di contestazioni mosse dai verificatori; b) best practice degli altri grandi Stati aderenti all’OCSE; c) documentazione dei prezzi di trasferimento.

Le linee di azione individuate sono:

Linea di azione n. 1: affidare i controlli sui prezzi di trasferimento a team specializzati

Linea di azione n. 2: elaborare una procedura ad hoc per le verifiche in tema di transfer pricing

Linea di azione n. 3: condividere tra imprese e Amministrazione le principali questioni di metodo e di merito relative alla verifiche di transfer pricing

Linea di azione n. 4: semplificare la transfer pricing documentation

Linea di azione n. 5: riconsiderare il regime delle sanzioni amministrative proporzionali per gli accertamenti in tema di transfer pricing, sostituendole con sanzioni in misura fissa

Linea di azione n. 6: affinare gli strumenti di prevenzione dei conflitti e dei rischi di doppia imposizione

Linea di azione n. 7: armonizzare le iniziative con quelle portate avanti in sede europea ed effettuare verifiche congiunte per escludere sin dall’inizio problemi di doppia imposizione

Linea di azione n. 8: rendere efficaci gli strumenti di risoluzione della doppia imposizione post rettifica, introducendo la fase arbitrale obbligatoria nella MAP e superando gli ostacoli di natura amministrativa per una piena applicazione della Convenzione arbitrale

Il Rapporto è stato inviato al Governo e all’Amministrazione finanziaria nei giorni scorsi.

 

10) Provvedimenti in tema di contratti pubblici

Nel mese di ottobre sono stati pubblicati in Gazzetta ufficiale tre interessati provvedimenti in tema di contratti pubblici.

Si tratta in primo luogo del decreto 23 settembre 2014 (in GU n. 243 del 18 ottobre 2014), con il quale il Ministro dell’economia e delle finanze ha definito i tempi e le modalità per la rilevazione e la comparazione dei prezzi di mercato dei principali beni e servizi acquistati dalle amministrazioni aggiudicatrici. Il decreto è stato adottato in attuazione delle disposizioni del Codice dei contratti pubblici in tema di determinazione dei costi standardizzati. In base a tali norme, l'ISTAT ha il compito di curare la rilevazione e l'elaborazione dei prezzi dei principali beni e servizi acquisiti dalle amministrazioni aggiudicatrici, provvedendo alla comparazione, su base statistica, tra questi e i prezzi di mercato; al Ministero dell'economia e delle finanze compete invece il compito di definire le modalità e i tempi di realizzazione (articolo 7, commi 4 e 5). I risultati della raccolta dei dati, la rilevazione dei prezzi di mercato nonché le relative elaborazioni dovranno essere trasmesse dall'ISTAT all'ANAC e al Ministero dell'economia e delle finanze, nonchè pubblicate in Gazzetta ufficiale.

Gli altri due provvedimenti sono stati adottati dall'Autorità nazionale anticorruzione in tema di appalti per l'esecuzione di lavori pubblici di importo superiore a 150.000 euro.

In particolare con il provvedimento 2 settembre 2014 (in GU n. 246 del 22 ottobre 2014), l'Autorità ha approvato un modello di disciplinare di gara per gli appalti aventi ad oggetto la sola esecuzione di lavori pubblici di importo superiore a 150.000 euro nei settori ordinari, affidati con procedura aperta e con il criterio del prezzo più basso. Il modello costituisce il quadro giuridico di riferimento sulla cui base le stazioni appaltanti sono tenute a redigere la documentazione di gara per l'affidamento dell'appalto, salvo la possibilità di derogarvi con motivazione espressa.

L'altro provvedimento adottato dall'Autorità Nazionale Anticorruzione è costituito dal Manuale sulla attività di qualificazione per l'esecuzione di lavori pubblici di importo superiore a 150.000 euro (Comunicato del Presidente del 17 ottobre 2014, in GU n. 251 del 28 ottobre 2014). Il manuale aggiorna, integra e sostituisce le determinazioni, i comunicati e le deliberazioni sulla qualificazione delle imprese emanati negli ultimi 15 anni. Il manuale individua i criteri per la cessione dei rami d'azienda ai fini del rilascio dell'attestato di qualificazione; fornisce elementi dettagliati per la valutazione dei lavori privati; introduce verifiche più puntuali ai fini dell'accertamento dell'indipendenza di giudizio delle SOA e della vigilanza sulla loro attività.

(Assonime, nota del 12 novembre 2014)

 

Vincenzo D’Andò